Guida al Percorso Nascita: Protocolli, Assistenza e Gestione della Gravidanza in Friuli Venezia Giulia

La scelta di un punto nascita è un momento fondamentale per ogni futura madre. Comprendere le procedure, le linee guida cliniche e le modalità di assistenza garantisce serenità e consapevolezza durante l'intero percorso che conduce al parto. In questa guida esploreremo nel dettaglio le pratiche cliniche, le possibilità offerte alle partorienti e le precauzioni necessarie per affrontare il travaglio e la nascita in sicurezza, con un focus particolare sui protocolli in uso nel Friuli Venezia Giulia.

illustrazione accogliente di un reparto maternità con una neomamma e il proprio neonato

Accompagnamento e Gestione del Travaglio

La presenza di una figura di riferimento è un elemento centrale per il benessere emotivo della donna durante l'esperienza del parto. È garantito che il papà o la persona di fiducia scelta dalla donna potrà stare al suo fianco durante il travaglio e il parto, a condizione di aver effettuato un tampone antigenico rapido, una procedura che richiede circa 15 minuti.

Durante il travaglio e il parto, la donna sarà seguita costantemente dall'ostetrica, che l'affiancherà per tutta la durata dell'evento. È importante sottolineare che la libertà di movimento è incoraggiata: la donna può assumere posizioni libere durante il travaglio e il parto, poiché questo favorisce la progressione della nascita e aiuta nella gestione del dolore. Sebbene l'ostetrica possa consigliare varie posizioni da assumere, sarà la donna a scegliere quella più confortevole e che le permetterà di trovare maggior giovamento, sempre compatibilmente con l'andamento del travaglio e il benessere fetale.

Parto-analgesia: Procedure e Sicurezza

La struttura offre la possibilità di usufruire della parto-analgesia. L'analgesia epidurale (o peridurale) è una tra le tecniche di controllo del dolore che la donna in travaglio può scegliere. La sensazione dolorosa varia in base a molti fattori, tra cui la durata del travaglio, l'utilizzo di farmaci per indurre o stimolare le contrazioni, la posizione del bambino e la presenza del partner. Su di essa si può intervenire con metodi farmacologici e non farmacologici.

La parto-analgesia epidurale consiste nel posizionamento di un cateterino nella schiena, nella zona lombare, attraverso cui viene somministrata una combinazione a basso dosaggio di anestetico locale e oppioide. L'associazione di due farmaci consente di abbassare la quota di entrambi e aumentarne l'efficacia, riducendo la possibilità di effetti collaterali. Presso la clinica di ostetricia è attiva dal 2003, 24 ore su 24, una guardia anestesiologica dedicata all'assistenza delle donne ricoverate, che si occupa della parto-analgesia e dell'anestesia per il taglio cesareo.

Accesso alla Visita Anestesiologica

La visita può essere eseguita su richiesta materna presso l'ambulatorio di anestesia, previa prenotazione alla segreteria della Clinica di Ginecologia Ostetricia (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 13.30) oppure al momento del ricovero, limitatamente alle urgenze. Non serve presentare impegnativa; è sufficiente portare la documentazione della gravidanza ed eventuale altra documentazione sanitaria che la donna ritiene importante per chiarire eventuali patologie croniche. La visita è gratuita se si partorisce presso il punto nascita. Se la donna è seguita dall'ambulatorio delle gravidanze a rischio, la visita viene spesso indicata dal medico ginecologo per motivi di salute. In caso di taglio cesareo programmato, la visita verrà programmata all'interno del percorso dedicato. La visita anestesiologica è raccomandata per tutte le donne con patologie preesistenti o di nuova insorgenza.

Svolgimento della Procedura

Prima di posizionare il cateterino, il medico anestesista controlla la firma del consenso informato, i risultati degli esami (emocromo) e l'eventuale somministrazione di farmaci anticoagulanti (eparina). È previsto l'avvio di una flebo di liquidi in vena per la durata della procedura, poi l'idratazione deve continuare con l'assunzione di liquidi chiari, come acqua o tè, escludendo il latte, per bocca.

La donna viene aiutata dall'ostetrica a mettersi seduta o distesa sul fianco sinistro, in posizione “fetale”, in modo da esporre il più possibile la zona lombare della schiena. Durante la procedura è molto importante cercare di muoversi il meno possibile, anche durante la contrazione. L'anestesista esegue la procedura sterilmente, disinfettando la cute e posizionando un telo; la gravida non deve mettere le mani posteriormente. Dopo aver fatto l'anestesia locale, viene inserito il cateterino attraverso un ago, che poi viene rimosso. La procedura si conclude con il fissaggio del catetere alla schiena tramite cerotti e la sua durata complessiva può essere di 15-20 minuti. Una volta somministrati i farmaci, il dolore inizia a ridursi progressivamente non prima di un altro quarto d'ora. Non è previsto l'annullamento completo del dolore, soprattutto durante la fase espulsiva, quando la sensazione coinvolge la zona perineale.

schema illustrativo del posizionamento del catetere epidurale

Protocolli Clinici e Salute Neonatale

La sicurezza della madre e del neonato è garantita dalla presenza del neonatologo, che esegue anche il primo controllo. Seguendo le Linee Guida italiane e le evidenze scientifiche, rispettiamo l'adattamento del neonato alla vita extrauterina, effettuando la recisione tardiva del cordone ombelicale. È inoltre praticato il contatto pelle a pelle tra madre e bambino dopo la nascita.

Riguardo alla donazione del sangue cordonale, il servizio è offerto dal Punto Nascita. Per effettuarla, è necessario compilare in maniera adeguata l'apposita documentazione, che riguarda i dati sulla salute dei futuri genitori. Durante la gravidanza si possono richiedere informazioni e, durante l'ultima visita, compilare insieme all'ostetrica la documentazione necessaria. Per quanto concerne il post-parto, l'utilizzo di ciucci e biberon è sconsigliato per non interferire con l'avvio dell'allattamento. Infine, l'induzione medica al travaglio viene eseguita strettamente per indicazioni cliniche per cui è necessario anticipare la nascita. Se la donna non partorisce entro le 42 settimane di gestazione, prenderà appuntamento per un ricovero ordinario per un'eventuale induzione.

VIDEOCORSO sull'ALLATTAMENTO AL SENO: perchè è fondamentale seguirlo per prepararsi al meglio

Monitoraggio e Screening in Gravidanza

L'accesso al percorso nascita avviene con prescrizione del Medico di Medicina Generale per "Prima visita ostetrica". Le visite successive avranno cadenza mensile, a meno che non si riscontrino particolari condizioni di rischio. Durante la gestazione vengono eseguiti numerosi esami volti a monitorare la salute materna e fetale:

  • Test di Coombs indiretto: Permette di scoprire l'eventuale presenza di anticorpi anti-eritrociti (globuli rossi) nel sangue materno.
  • Glicemia: Quantità di zucchero nel sangue; il valore limite è di 95 mg/ml. A 24 settimane si consiglia di eseguire la curva glicemica breve, che consiste in un primo prelievo di base a digiuno, l'assunzione di 50 g di glucosio e un secondo prelievo a distanza di un'ora. La curva breve è alterata quando i valori sono superiori a 95 e 140 mg/dl.
  • Esame urine: Indispensabile per diagnosticare precocemente infezioni urinarie o monitorare segni precoci di diabete o gestosi.
  • Ricerca del GBS: Il tampone vaginale e rettale viene eseguito su tutte le gravide tra la 35° e la 37° settimana per la ricerca dello streptococco ß-emolitico di gruppo B. L'eventuale positività va trattata mediante una profilassi antibiotica al momento del travaglio per prevenire le infezioni neonatali.
  • Cardiotocografia (NST): Test utilizzato per monitorare il battito cardiaco del bambino e l'attività contrattile della muscolatura uterina.

Malattie Infettive e Prevenzione

Il percorso di screening comprende la ricerca di diversi agenti patogeni tramite sierologia:

  1. Toxotest: Accerta la presenza di anticorpi antitoxoplasmosi. In caso di sierologia negativa, la donna deve prestare attenzione all'igiene: lavare con cura le mani dopo il contatto con animali (inclusi gatti, canarini, conigli) e lavare accuratamente frutta e verdura.
  2. Rubeotest: Verifica la presenza di anticorpi anti-rosolia. Se la madre ha già avuto la rosolia (IgG positive e IgM negative), non c'è rischio. In caso di titolo IgG basso o negativo, si consiglia di ripetere il test ogni 30 giorni fino alla 20° settimana, evitando contatti con individui malati di rosolia.
  3. TPHA e HIV: Test per la ricerca, rispettivamente, della sifilide e del virus dell'immunodeficienza acquisita.

Le immunoglobuline G (IgG) permangono stabilmente in circolo, spesso per tutta la vita, mentre le immunoglobuline M (IgM) indicano una fase più recente di contatto con l'agente patogeno. Seguire scrupolosamente le indicazioni cliniche e i tempi di screening è il modo migliore per affrontare la gravidanza con la massima serenità e sicurezza.

infografica sui principali esami di screening previsti durante i trimestri di gravidanza

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