La scelta del ciuccio è uno step fondamentale quando si diventa genitori. Sembra solo un accessorio, scontato e quasi insignificante, e invece non è così. Il ciuccio è da sempre al centro di un grande dibattito sull’opportunità o meno di darlo ai nostri figli. Che sia chiaro: i ciucci non sono mica tutti uguali! E i bambini sono estremamente esigenti. Scegliere il miglior ciuccio per il proprio bambino è una decisione importante per ogni genitore che richiede attenzione e consapevolezza. Considerare materiali, forme e caratteristiche ergonomiche è fondamentale per garantire non solo il comfort, ma anche il corretto sviluppo orale e il benessere generale del piccolo.

Il ruolo della suzione e i benefici del ciuccio
Da piccoli è capitato a tutti di usare il ciuccio o succhiare il pollice. Un gesto semplice e spesso consolatorio per il bambino. Se, rimanendo sporadica, questa abitudine non risulta dannosa, il suo protrarsi negli anni, invece, può provocare malformazioni allo scheletro facciale e alla disposizione dei denti, nonché difetti di pronuncia. È importante sottolineare che il ciuccio non è uno strumento necessario per lo sviluppo del bambino, quindi, se il piccolo dovesse rifiutarlo, non è necessario forzarlo nel suo utilizzo.
Tuttavia, esistono dei benefici riconosciuti. Sì, l’utilizzo del ciuccio previene la SIDS, ossia la morte improvvisa in culla. A chiarirlo è direttamente il Ministero della Salute che ne raccomanda l’uso durante il sonno del neonato. Inoltre, i neonati hanno un istinto naturale per la suzione che si manifesta già nel pancione. Il ciuccio ha un forte potere consolatorio, per esempio quando i piccoli sono tanto stanchi e hanno bisogno di dormire oppure di coccole, e possiede una funzione analgesica.
Anatomia del ciuccio: di cosa è fatto?
I ciucci moderni sono frutto di ricerche attente e meticolose. Vengono progettati insieme ad esperti come dentisti e logopedisti affinché possano aver cura della bocca, oltre che del bambino. In particolare, i ciucci non devono interferire con lo sviluppo armonico del cavo orale, del palato e della mascella, né con la respirazione fisiologica. Un ciuccio è composto solitamente da tre parti principali: la tettarella, lo scudo (o mascherina) e l’anello.
- Tettarella: È la parte che di fatto viene succhiata. Può essere realizzata in materiali diversi e avere varie forme.
- Scudo: È la parte direttamente attaccata alla tettina e serve ad evitare che il succhietto possa essere ingerito. È un mezzo efficace per stare più tranquille coi piccoli. Lo scudo deve essere abbastanza grande e possibilmente avere i fori di ventilazione, cioè dei buchini che permettono il passaggio di aria, evitando le irritazioni della pelle causate dalla saliva e dallo sfregamento.
- Anello: È una sorta di maniglia che serve per prenderlo oppure per agganciare la catenella portaciuccio, un accessorio molto pratico per non perdere il succhiotto.
Forme e dimensioni della tettarella
Non è solo il materiale che conta; anche la forma e le dimensioni del capezzolo svolgono un ruolo significativo nel garantire il comfort e lo sviluppo orale del bambino. Ogni bambino ha le sue preferenze e non esiste una taglia o una forma che vada bene per tutti.
- Ciuccio a ciliegia (rotondo): Hanno una forma bulbosa che imita da vicino il seno della madre. Il capezzolo rotondo favorisce un posizionamento della lingua e una tecnica di suzione simili durante l’allattamento, poiché la forma rotonda consente ai lati della lingua di sollevarsi e avvolgere il capezzolo. È ideale per i neonati e in particolare per i bimbi allattati naturalmente.
- Ciuccio a goccia: La punta presenta una forma simmetrica a goccia piatta. Questa forma favorisce il posizionamento della lingua e la tecnica di suzione in cui la lingua è piatta e preme il ciuccio contro il palato. Il bambino non ha bisogno di succhiare così forte, come con un capezzolo rotondo, perché il ciuccio si appiattisca all'interno della bocca.
- Ciuccio anatomico/ortodontico: Ha un fondo appiattito e una parte superiore arrotondata, progettati per imitare la forma del capezzolo materno promuovendo al contempo il corretto sviluppo dentale. I dentisti pediatrici spesso suggeriscono i ciucci ortodontici per il loro design che riduce la pressione sulle gengive e sui denti.

Materiali: silicone o caucciù?
La sicurezza è il primo criterio da considerare quando si sceglie un ciuccio. Oltre alla forma, la scelta del materiale incide sulla durabilità e sulla sensazione tattile del bambino.
- Silicone: È un materiale sintetico, trasparente e resistente. È particolarmente indicato per i neonati, in quanto è inodore, insapore e facile da sterilizzare. Non assorbe odori e non varia nella dimensione dopo molte sterilizzazioni.
- Caucciù (lattice): Derivato dalla gomma naturale, è più morbido ed elastico rispetto al silicone. È perfetto per i bambini che iniziano a mordicchiare, poiché risulta più resistente ai denti in crescita. Tuttavia, è più poroso e tende ad assorbire odori e sapori, degradandosi più rapidamente.
È fondamentale assicurarsi che qualsiasi modello scelto sia privo di BPA, PVC e ftalati. Questi composti chimici, talvolta presenti in materiali di bassa qualità, possono essere dannosi per la salute del bambino.
Scegliere la misura corretta in base all’età
Molti pediatri, logopedisti e dentisti concordano: il ciuccio migliore e da mantenere è quello della dimensione più piccola: 0m+ (zero mesi e più). Nonostante in commercio esistano ciucci che crescono con il crescere del bambino, questa misura renderà più facile e meno traumatico l’abbandono del ciuccio stesso entro i 2 anni di età e farà sì che l’esperienza di suzione del piccolo sia il più simile possibile a quella dell’allattamento.
Una tipologia troppo grande in termini di dimensioni potrebbe risultare difficile da prendere e da tenere in bocca per il piccolo, oltre che troppo ingombrante sul viso. Offrire al neonato un modello con le dimensioni della tettina e scudo non adeguatamente calibrate sulla sua bocca e palato, potrebbe risultare non fisiologico per il loro sviluppo. Dai 6 mesi in poi, la tettina del ciuccio dovrebbe essere più grande per adattarsi alla bocca in crescita, mantenendo sempre comfort e sicurezza.
Manutenzione, pulizia e sostituzione
La pulizia del ciuccio è essenziale per proteggere il bambino da infezioni e irritazioni. Nei primi 6 mesi di vita del bambino il sistema immunitario è ancora immaturo ed è importante curare molto bene l’igiene. La sterilizzazione andrebbe fatta ogni giorno o tutte le volte che cade a terra.
- Sostituzione regolare: Controlla il foglio illustrativo del produttore per vedere per quanto tempo consiglia di utilizzare il ciuccio. La durata del ciuccio in gomma è di circa 4-6 settimane, a seconda dell'utilizzo.
- Segni di usura: Butta via qualsiasi ciuccio che mostri segni di usura, inclusi un buco, uno strappo o addirittura uno scolorimento. Se si utilizza il succhietto in gomma, l'elasticità del materiale permette al capezzolo di cambiare forma e dimensione a causa del forte vuoto del bambino; questo significa che il capezzolo in alcuni casi può espandersi se non viene sostituito in tempo.
- Lontano dal calore: Non lasciare mai il ciuccio alla luce diretta del sole o vicino a una forte fonte di calore, come un radiatore, poiché ciò potrebbe causare la rottura della gomma.
- Cattive abitudini: Non pulire mai il ciuccio mettendolo in bocca; questa pratica può trasferire batteri al bambino. Inoltre, il ciuccio non deve mai essere imbevuto di sostanze zuccherine o di miele, poiché rischiate di provocare conseguenze anche serie, come la predisposizione alla carie o il botulismo infantile.
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Considerazioni finali sull'uso consapevole
È bene scegliere una tettarella piccola: la dimensione ridotta permette alla lingua di muoversi liberamente e far sviluppare una migliore oralità al bambino. Con il passare del tempo, non è necessario cambiare la tipologia di ciuccio perché, soprattutto nei primi mesi, la struttura ossea e la cavità orale del bambino tenderanno a crescere piuttosto rapidamente.
Inoltre, il ciuccio può comportare effetti negativi quando viene utilizzato in modo errato. Proporlo soltanto nei momenti strettamente necessari riduce il rischio di alterazioni nello sviluppo della muscolatura e della struttura ossea. Sarebbe bene usarlo come sostegno solo nei momenti difficili da affrontare (stress, dolore) e promuoverne un utilizzo attivo, più che passivo. Promuovere un atteggiamento attivo nel quale il ciuccio diventa l’ultima proposta, privilegiando, invece, un intervento in cui il genitore cerca di rapportarsi al neonato con il contatto e il linguaggio, sarà molto più soddisfacente per entrambi. Le linee guida sono concordi: il ciuccio va tolto dai 2 anni ed entro il terzo anno di vita. Ogni bambino è unico, e ciò che funziona per uno potrebbe non essere adatto per un altro.