La gestione della febbre e del dolore nei bambini rappresenta una delle preoccupazioni più comuni per i genitori e un aspetto fondamentale della pediatria. Comprendere le dinamiche della febbre, il meccanismo d'azione dei farmaci e le modalità corrette di somministrazione è essenziale per garantire il benessere dei più piccoli, evitando al contempo potenziali rischi o malintesi. Questa guida si propone di esplorare in dettaglio l'uso di Tachipirina e del suo principio attivo, il paracetamolo, nel contesto della gestione sintomatica di stati febbrili e dolorosi nell'infanzia, fornendo informazioni utili basate sulle più recenti evidenze e sulle indicazioni terapeutiche.

Che cos’è Tachipirina e a cosa serve
Tachipirina contiene il principio attivo paracetamolo che agisce riducendo la febbre (antipiretico) e alleviando il dolore (analgesico). Questo medicinale è ampiamente utilizzato nei bambini, in particolare quelli con peso corporeo tra 7 e 25 kg, per diverse condizioni. Tra queste, include il trattamento sintomatico degli stati febbrili quali l’influenza, le malattie esantematiche (malattie infettive tipiche dei bambini e degli adolescenti) e le malattie acute del tratto respiratorio, ecc. Inoltre, Tachipirina è impiegata per dolori di varia origine e natura, come mal di testa, nevralgie, dolori muscolari ed altre manifestazioni dolorose di media entità.
Il paracetamolo è il farmaco considerato di prima scelta quando si parla di trattamento del dolore nei più piccoli. Benché sia in commercio da molto tempo e impiegato da numerosi anni, il suo meccanismo d’azione, che probabilmente riguarda il sistema nervoso centrale, non è ancora del tutto noto. Fu sintetizzato per la prima volta nel 1878 da un chimico statunitense e iniziò a diffondersi a partire dagli anni ’50 del XX secolo. La sua efficacia e il buon profilo di tollerabilità, se usato correttamente, lo rendono un pilastro nella farmacologia pediatrica. È importante sottolineare che si tratta di un medicinale di automedicazione che può essere usato per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all'aiuto del medico. Tuttavia, per maggiori informazioni e consigli, è sempre opportuno rivolgersi al farmacista o al medico curante.
Comprendere la Febbre nei Bambini: Fisiologia e Malintesi
La febbre è un aumento della temperatura corporea dovuto al fatto che il centro termoregolatore ipotalamico si tara su un valore più alto. Non è una malattia di per sé, ma piuttosto un sintomo che può associarsi ad altri, come dolore e minore reattività. Spesso, la febbre è una risposta naturale del corpo a infezioni, siano esse virali o batteriche, ma può anche essere segno di condizioni infiammatorie non infettive, danno tissutale, la presenza di una neoplasia maligna, il rigetto in seguito a trapianto d'organo, o altri stati morbosi.
Molti genitori hanno una scarsa conoscenza di quale sia la temperatura normale e quando sia da considerare febbre. La temperatura corporea varia a seconda di dove la si misura e del tipo di termometro utilizzato; inoltre, la temperatura corporea normale subisce fluttuazioni nell'arco della giornata di 0,5°C. Queste variabili complicano la definizione della febbre. Le linee guida del NICE raccomandano nei bambini con meno di 4 anni, di utilizzare un termometro digitale per misurare la temperatura ascellare; nei bambini più grandi, un termometro timpanico ad infrarossi o un termometro a "viraggio chimico" (si tratta di termometri monouso, non disponibili in Italia, che hanno ad un'estremità una scala di temperature. A ciascun valore di temperatura sono associati alcuni puntini colorati che contengono una sostanza chimica atossica che vira di colore con la temperatura. La temperatura rilevata corrisponde al valore in corrispondenza dell'ultimo puntino che ha cambiato colore. Possono essere utilizzati per misurare la temperatura sia ascellare, che orale che rettale, ndr).

È cruciale distinguere la febbre dall'ipertermia. L'aumento controllato della temperatura corporea che si verifica quando si ha la febbre è molto diverso dall'ipertermia. Quest'ultima è un aumento non controllato della temperatura centrale ad un livello superiore rispetto a quello fissato dal centro termoregolatore ipotalamico; può derivare o da un'eccessiva produzione di calore (es. come conseguenza di una tempesta tiroidea) o da una ridotta capacità a disperdere il calore (come ad es. nel caso di un bambino troppo vestito) o da una combinazione dei due fattori (come nel colpo di calore da eccessiva permanenza in un ambiente caldo). La risposta del corpo all'ipertermia è opposta a quella che si ha in caso di febbre. Nell'ipertermia, invece del pallore iniziale si ha rossore intenso perchè i vasi sanguigni cutanei si dilatano e la sudorazione è abbondante al fine di disperdere quanto più calore possibile.
Il ruolo della febbre nella risposta immunitaria
In tutte le condizioni in cui compare la febbre si verifica un aumento della sintesi di citochine come le interleuchine e gli interferoni. Questo riscontro è alla base dell'ipotesi largamente diffusa che nelle infezioni compaia la febbre perchè l'organismo, venendo a contatto con materiale estraneo (es. lipopolisaccaridi batterici endotossici), attiva i fagociti mononucleati i quali, di conseguenza, producono citochine. Sempre secondo questa ipotesi, le citochine vengono trasportate dal flusso sanguigno all'ipotalamo dove inducono la produzione locale di prostaglandina E2 (PGE2), un processo che coinvolge le ciclossigenasi (COX).
Tuttavia, esperimenti condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che la comparsa di citochine nel circolo sanguigno è successiva alla comparsa della febbre. Questo riscontro indica che sono coinvolti altri meccanismi e che l'aumento della temperatura non è innescato dalla liberazione di citochine in circolo come si pensava. Nelle infezioni batteriche, la risposta febbrile sembra iniziare con l'attivazione della cascata del complemento che porta alla sintesi epatica di PGE2 (tramite l'attivazione delle COX). Attraverso vie nervose la sintesi epatica di PGE2 verrebbe comunicata all'ipotalamo con conseguente liberazione di noradrenalina. La noradrenalina liberata sembra indurre due diversi tipi di aumento della temperatura interna: una fase rapida mediata dagli adrenocettori alfa e una seconda fase, ritardata, che implica la produzione di PGE2 nell'ipotalamo. Secondo studi condotti nell'animale, l'aumento della temperatura corporea migliora l'efficienza di molti processi immunologici, alcuni dei quali possono aumentare la capacità di fronteggiare un'infezione.
La febbre, nella maggior parte dei bambini, non è in genere pericolosa. Occorre rassicurare i genitori e le altre persone che si prendono cura del bambino che si tratta di una risposta naturale alle infezioni e può essere utile per combatterle. In genere nel bambino, la febbre è sintomo di una infezione virale autolimitante, che si risolve rapidamente senza che sia necessario alcun trattamento. A volte, però, la febbre può rappresentare il primo sintomo di patologie gravi come la meningite, la setticemia, un'infezione delle vie urinarie, una polmonite ed è essenziale perciò escludere queste condizioni. Nella revisione pubblicata 17 anni fa, si era concluso che non era dimostrato che abbassare la febbre migliorasse l'esito delle infezioni dei bambini ma che probabilmente alleviava il disagio e il fastidio associati.
Febbre nei bambini: cosa fare e quando preoccuparsi
Gestione della Febbre e del Dolore: Quando e Come Intervenire
La gestione della febbre è indirizzata a limitare il malessere del bambino. Non è sempre necessario abbassare la temperatura, ma piuttosto alleviare il disagio associato. Molti genitori si preoccupano che la febbre continui ad aumentare causando crisi febbrili, danni al cervello o, addirittura, la morte del bambino. Tanto che provano continuamente la febbre al bambino e cercano di abbassare la temperatura in diversi modi, a volte arrivando persino a svegliare il bambino durante la notte per somministrargli l'antipiretico per tenere la febbre sotto controllo. Queste sono percezioni comuni ma spesso basate su malintesi.
Le linee guida del NICE raccomandano che gli antipiretici non devono essere utilizzati di routine col solo scopo di abbassare la temperatura se il bambino non ha altri sintomi. Essi devono essere utilizzati solo nei bambini in cui la febbre si associa a spossatezza o malessere. Un esempio pratico è l’otite media acuta, tipica malattia dove il controllo del dolore è fondamentale per il benessere del bambino. Il versamento sieroso nell’orecchio interno che preme sulla membrana timpanica è molto doloroso, quindi il controllo del dolore è il primo obiettivo della terapia.
Metodi Non Farmacologici e Farmacologici
Si può cercare di ridurre la febbre sia con metodi fisici, come le spugnature con acqua tiepida, rimuovere i vestiti e fare vento, che utilizzando farmaci antipiretici. Tuttavia, in teoria, il raffreddamento con metodi fisici può essere controproducente perché come risposta fisiologica il corpo produce calore rabbrividendo e irrigidendosi, per cercare di mantenere la nuova temperatura su cui si è settato. Secondo una revisione sistematica che ha valutato i dati di efficacia di tre piccoli studi relativi all'impiego di metodi fisici di raffreddamento nei bambini, le evidenze che le spugnature tiepide associate a paracetamolo abbiano un effetto antipiretico maggiore rispetto al solo paracetamolo sono scarse. Inoltre, le spugnature hanno indotto tremori, pelle d'oca e pianto.
Per quanto riguarda i farmaci, Paracetamolo (es. Efferalgan, Tachipirina) e ibuprofene (Nureflex) vengono ampiamente utilizzati per trattare la febbre nei bambini. Il loro effetto antipiretico dipende con ogni probabilità dall'inibizione della sintesi delle PGE2. L'ibuprofene, come gli altri FANS, inibisce le COX. Il meccanismo d'azione del paracetamolo non è così ben chiaro ma si ritiene che inibisca un isoenzima COX presente nel sistema nervoso centrale.
Dosaggio e Somministrazione di Tachipirina
Usi questo medicinale sempre come esattamente descritto in questo foglio o come il medico o farmacista le ha detto di fare. Per i bambini è indispensabile rispettare la dose definita in funzione del loro peso corporeo. La dose consigliata è di 15-20 mg per chilogrammo di peso del bambino, da ripetere ogni 6-8 ore, per un totale di tre o quattro somministrazioni nell’arco di un giorno. In alcuni casi l’intensità del dolore potrebbe richiedere - ma sarà il pediatra a valutare questa opportunità - somministrazioni più ravvicinate (ogni quattro ore). In generale, non andrebbero superati i 60 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno, soprattutto nei bambini di età inferiore a 3 mesi. Un dosaggio adeguato di paracetamolo (15 - 20 mg/kg ogni 6 - 8 ore), di solito migliora molto la condizione del bambino. Solo se dopo due ore non c’è beneficio si suggerisce di cambiare farmaco.
Sui foglietti illustrativi dei farmaci contenenti paracetamolo sono presenti tabelle che indicano la dose da somministrare a seconda del peso del bambino, così da semplificare il lavoro ai genitori.Lo sciroppo di Tachipirina, la forma farmaceutica più usata nei bambini, o i suoi equivalenti contengono 24 mg per ogni ml. Quindi un bambino di 20 kg userà tra gli 8 e i 12 ml di sciroppo alla volta in caso di febbre, mentre assumerà 12 o anche 16 ml per controllare un dolore forte ogni 6 ore. Per effettuare una somministrazione adeguata basta prelevare la quantità di sciroppo necessaria utilizzando la siringa dosatrice o il bicchierino.

Per la formulazione granulato effervescente, Tachipirina 125 mg granulato effervescente può essere dato ai bambini con peso corporeo compreso tra 7 kg e 25 kg. Si scioglie il granulato effervescente in un bicchiere d’acqua. La posologia prevede, per bambini di peso compreso tra 11-12 kg (approssimativamente 20-29 mesi), 1 bustina alla volta, non superare le 4 somministrazioni nelle 24 ore, da ripetere, se necessario, dopo 4 ore. Per bambini di 13-20 kg (approssimativamente 30 mesi - inferiore a 6,5 anni) e 21-25 kg (approssimativamente 6,5 - inferiore a 8 anni), si usano 2 bustine alla volta (corrispondenti a 250 mg di paracetamolo), non superare le 6 somministrazioni nelle 24 ore, da ripetere, se necessario, dopo 6 ore. Per bambini di peso inferiore ai 7 kg esistono in commercio altre formulazioni specifiche di Tachipirina; per bambini di peso inferiore a 11 kg, possono essere utilizzate altre supposte di Tachipirina o altre specifiche formulazioni di Tachipirina. È importante chiedere consiglio al medico o al farmacista per la scelta della formulazione più adatta in base al peso corporeo del bambino.
Se il bambino soffre di grave insufficienza renale (grave riduzione della funzionalità dei reni), l’intervallo tra le somministrazioni deve essere di almeno 8 ore.Non dia al bambino Tachipirina per più di 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. Il medico deve valutare la necessità di trattamenti per oltre 3 giorni consecutivi.
Forme Farmaceutiche e Contenuti Specifici
Tachipirina è disponibile in diverse formulazioni, ognuna con specifiche caratteristiche ed eccipienti che meritano attenzione:
- Compresse rivestite: Devono essere deglutite intere con un bicchiere d'acqua, latte o succo di frutta. Il bambino non deve masticare le compresse. Le compresse di Paracetamolo possono contenere lattosio e bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a quest'eccipiente.
- Compresse orodispersibili: Per i bambini di età inferiore ai 6 anni, devono essere sciolte in un cucchiaio di acqua o di latte (il succo di frutta può dare un sapore amaro) prima di venir somministrate. Questa formulazione farmaceutica contiene aspartame, non indicato nei pazienti affetti da fenilchetonuria (malattia rara).
- Gocce orali: Per la somministrazione, capovolgere il flacone e versare il numero di gocce corrispondenti al dosaggio da impiegare in 25-50 ml di acqua, e far bere al bambino.
- Sciroppo: Il Paracetamolo sciroppo contiene saccarosio e, pertanto, tale formulazione non è adatta per i bambini intolleranti. Se il bambino ha il diabete, dovete informare il medico in modo che possa tener conto del contenuto in saccarosio della formulazione. Inoltre, il Paracetamolo sciroppo contiene sodio, da tenere in considerazione nei bambini che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
- Granulato effervescente: Questa formulazione contiene maltitolo (se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale), sodio (70,6 mg per bustina, equivalente al 3,53% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto) e aspartame (contiene una fonte di fenilalanina, dannoso se il bambino è affetto da fenilchetonuria).
È fondamentale informare il medico di eventuali intolleranze a questi eccipienti per scegliere la formulazione più sicura e appropriata.

Avvertenze, Precauzioni e Interazioni con Altri Medicinali
L'uso di Tachipirina, sebbene generalmente sicuro, richiede attenzione a specifiche avvertenze e precauzioni. È essenziale leggere attentamente il foglio illustrativo e seguire le indicazioni del medico o del farmacista.
Controindicazioni
Non dia al bambino Tachipirina se è allergico a paracetamolo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale. È altresì controindicato se il bambino soffre di grave anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi del sangue) o se soffre di una grave malattia del fegato (grave insufficienza epatocellulare).
Precauzioni d'uso
Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Tachipirina nei seguenti casi, in cui è richiesta cautela:
- Se soffre di anoressia (disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dalla mancanza o riduzione dell'appetito).
- Se soffre di bulimia (disturbo del comportamento alimentare per cui una persona ingurgita una quantità di cibo eccessiva per poi ricorrere a diversi metodi per eliminarlo).
- Se soffre di cachessia (stato caratterizzato da estrema magrezza, riduzione delle masse muscolari e assottigliamento della pelle a causa di malattie croniche).
- Se segue da lungo tempo una alimentazione non corretta (malnutrizione cronica).
- Se soffre di disidratazione (grave perdita di acqua/liquidi dall’organismo).
- Se soffre di ipovolemia (ridotto volume di sangue in circolo).
- Se soffre di malattie del fegato che ne riducono la funzionalità (insufficienza epatica, epatite, sindrome di Gilbert).
- Se è in trattamento concomitante con medicinali che alterano la funzionalità del fegato.
- Se soffre di carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (sostanza normalmente presente nel corpo umano, la cui carenza può causare una malattia del sangue).
- Se soffre di anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi del sangue).
L’uso di dosi elevate e/o prolungate di questo medicinale può provocare alterazioni anche gravi a carico del rene e del sangue. In questi casi, il medico controllerà nel tempo, attraverso opportuni esami, la funzionalità del fegato, dei reni e la composizione del sangue. Prima di dare al bambino questo medicinale, informi il medico se soffre di una malattia dei reni o del fegato.
Interazioni con Altri Medicinali
Informi il medico o il farmacista se il bambino sta assumendo o ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. In particolare, informi il medico se chi deve assumere il medicinale sta prendendo:
- Medicinali che contengono paracetamolo: Durante il trattamento con paracetamolo prima di dare al bambino qualsiasi altro medicinale controlli che non contenga paracetamolo, poiché se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi effetti indesiderati.
- Medicinali che rallentano lo svuotamento dello stomaco (ad es. anticolinergici, oppioidi): questi medicinali ritardano l'effetto di Tachipirina.
- Medicinali che accelerano lo svuotamento dello stomaco (ad es. metoclopramide): possono accelerare l'effetto di Tachipirina.
- Anticoagulanti (medicinali utilizzati per rendere il sangue più fluido). L’uso di questi medicinali con Tachipirina richiede uno stretto controllo medico.
- Flucloxacillina (antibiotico): a causa di un grave rischio di alterazioni del sangue e dei liquidi (acidosi metabolica con gap anionico elevato) che deve essere trattata urgentemente e che può verificarsi in particolare in caso di grave compromissione renale, sepsi (quando i batteri e le loro tossine circolano nel sangue portando a danni d'organo), malnutrizione, alcolismo cronico e se vengono utilizzate le dosi massime giornaliere di paracetamolo.
Interferenze con Esami del Sangue
Se chi assume il medicinale deve effettuare esami del sangue tenga conto che la somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia e della glicemia.
Alcol e Gravidanza
L’uso di alcol comporta un aumento del rischio di intossicazione. Se necessario, Tachipirina può essere usata in gravidanza, ma è opportuno usare la dose più bassa possibile che riduce il dolore e/o la febbre e assumerla per il più breve tempo possibile.
Effetti Indesiderati e Sovradosaggio
Come tutti i medicinali, anche questo può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Se si manifesta uno qualsiasi degli effetti indesiderati, tra cui effetti non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista.
Sono state segnalate reazioni allergiche con:
- Arrossamenti della pelle accompagnati da prurito (orticaria).
- Gonfiore della gola (edema della laringe).
- Gonfiore di mani, piedi, caviglie, viso, labbra, lingua e/o gola (angioedema).
- Grave reazione allergica (shock anafilattico).
Inoltre, chi assume il medicinale potrebbe manifestare i seguenti effetti indesiderati, per i quali non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza:
- Riduzione del numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia).
- Riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue (leucopenia/agranulocitosi).
- Riduzione dell’emoglobina nel sangue, sostanza che trasporta l’ossigeno nel sangue (anemia).
- Vertigini.
- Disturbi allo stomaco e all’intestino.
- Funzionalità anomala del fegato.
- Infiammazione del fegato (epatite).
- Macchie rosse, lesioni bollose con aree di distacco della pelle, vesciche, eruzioni della pelle (eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica tossica). Sono stati segnalati casi molto rari di reazioni cutanee gravi.
- Riduzione della funzionalità dei reni (insufficienza renale acuta).
- Infiammazione dei reni (nefrite interstiziale).
- Sangue nelle urine (ematuria).
- Cessazione o riduzione della produzione di urine (anuria).
Sovradosaggio
In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Tachipirina avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.Sintomi che il bambino potrebbe manifestare entro le prime 12-48 ore in caso di assunzione accidentale di dosi molto elevate di paracetamolo comprendono:
- Anoressia (mancanza o riduzione dell'appetito), nausea e vomito seguiti da un profondo decadimento delle condizioni generali.
- Alterazioni dei valori di laboratorio del sangue (aumento della bilirubina nel sangue, della lattico deidrogenasi, dei livelli di transaminasi epatiche, riduzione dei livelli di protrombina nel sangue).
- Danni epatici che possono portare al coma e alla morte.
L’assunzione di una dose eccessiva di paracetamolo aumenta il rischio di intossicazione e può portare a morte, specialmente nei seguenti casi: se chi assume il medicinale soffre di malattie al fegato, alcolismo cronico, se chi assume il medicinale segue da lungo tempo una alimentazione non corretta (malnutrizione cronica), o se chi assume il medicinale sta assumendo altri medicinali o sostanze che aumentano la funzionalità del fegato. Il medico in base alla natura ed alla gravità dei sintomi effettuerà la terapia idonea di supporto.Se dimentica di usare Tachipirina, non dia al bambino una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.
Confronto tra Paracetamolo e Ibuprofene
Due revisioni sistematiche hanno confrontato l'efficacia antipiretica di paracetamolo e ibuprofene nei bambini. Una ha incluso 11 studi randomizzati, controllati (per un totale di 1.982 bambini). Secondo gli autori, gli studi erano di piccole dimensioni e i farmaci erano stati utilizzati con dosaggi variabili. È stato quindi impossibile esprimere una valutazione comparativa sull'efficacia dei due farmaci. L'altra revisione, che ha incluso solo gli studi randomizzati controllati in cieco, ha valutato 10 studi (per un totale di 1.078 bambini; sono stati ricompresi anche 8 degli studi inclusi nell'altra revisione sistematica).
Tre studi randomizzati controllati hanno confrontato l'associazione tra paracetamolo e ibuprofene con la somministrazione dei singoli farmaci. Il primo, in doppio cieco, condotto su 51 bambini (età compresa tra 1 e 4 anni) ricoverati con una temperatura ascellare > 38,5°C, ha confrontato il paracetamolo (10 mg/kg) da solo con la somministrazione in associazione con ibuprofene (10 mg/kg). I farmaci venivano somministrati 3 volte al giorno per 5 giorni. Non ci sono state differenze significative nelle temperature tra i diversi regimi adottati.
Il secondo studio, in aperto, realizzato su 123 bambini (età compresa tra 6 mesi e 10 anni) visitati al Pronto Soccorso con una temperatura uguale o superiore a 38°C, ha confrontato la somministrazione di paracetamolo (15 mg/kg) e ibuprofene (5 mg/kg) in dose singola, da soli o associati. La riduzione della temperatura dopo 1 ora dalla somministrazione (la misura primaria di esito) è stata maggiore con l'associazione che con il solo paracetamolo (p=0,028) ma la differenza (meno di 0,35°C) non è significativa dal punto di vista clinico. Le conclusioni degli autori a questo proposito sono molto eloquenti: "The advantage of using both medications is less than half a degree centigrade in the first hour and insufficient to warrant routine use". Non vi sono state differenze significative tra l'associazione e il solo ibuprofene.
Il terzo studio, condotto nella medicina generale, ha arruolato 156 bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni con temperatura ascellare = o > 37,8 °C, trattati con paracetamolo (15 mg/kg), ibuprofene (10 mg/kg) o l'associazione dei due antipiretici alle stesse dosi. L'associazione è risultata più efficace nel ridurre il periodo febbrile (-2,5 ore nelle prime 24 ore), ma non si è associata ad una maggiore rapidità d'azione rispetto all'ibuprofene né ha prodotto alcun miglioramento dei sintomi e ha comportato più errori medici.

Uso Alternato di Paracetamolo e Ibuprofene
Due studi randomizzati, controllati, in doppio cieco hanno valutato l'uso alternato di paracetamolo e ibuprofene. Uno degli studi ha arruolato 480 bambini (età compresa tra 6 e 36 mesi) con una temperatura rettale di almeno 38,4°C visitati presso un centro per la medicina di base. È stata somministrata una dose di carico di uno dei due farmaci (25 mg/kg di paracetamolo o 10 mg/kg di ibuprofene), seguita dalla somministrazione del solo paracetamolo (12,5 mg/kg ogni 6 ore), di ibuprofene (5 mg/kg ogni 8 ore) o paracetamolo e ibuprofene alternati (ogni 4 ore) per 3 giorni. Le misure di esito erano molteplici: temperatura, punteggio relativo allo stress e quantitativo di antipiretico assunto dal bambino (nel report dello studio non era indicata alcuna misura primaria di esito). Si è avuta una riduzione della temperatura di 1°C circa in un maggior numero di bambini nei giorni 1-3 dello studio, con la somministrazione alternata dei due antipiretici rispetto ai singoli farmaci (p<0,001). In questo gruppo è risultato più basso anche il punteggio relativo ai sintomi (p<0,001).
Nell'altro studio, a 70 bambini (età compresa tra 6 mesi e 14 anni) ospedalizzati con una temperatura rettale di almeno 38,8°C è stata somministrata una dose singola di ibuprofene (10mg/kg), seguita 4 ore dopo da una dose singola di paracetamolo (15mg/kg) o da placebo. Dopo 6 ore, il numero di bambini che aveva una temperatura normale (la misura primaria di esito) era maggiore nel gruppo trattato con ibuprofene seguito da paracetamolo.
Nella maggior parte dei bambini paracetamolo e ibuprofene non causano effetti indesiderati se utilizzati alla posologia corretta per brevi periodi di tempo. Tuttavia, il fatto che i farmaci da banco abbiano nomi di fantasia può creare confusione e può succedere che la posologia consigliata venga accidentalmente superata. L'ibuprofene può causare insufficienza renale nei bambini disidratati o con insufficienza renale. In merito ai timori che l'ibuprofene possa peggiorare l'asma, uno studio randomizzato, controllato ha confrontato l'efficacia di ibuprofene (5 mg/kg o 10 mg/kg) e paracetamolo (12 mg/kg) in 1.879 bambini asmatici (età compresa tra 6 mesi e 12 anni) con febbre (senza ipersensibilità nota ad aspirina o altri FANS).
Crisi Febbrili: Cosa Sono e La Loro Gestione
Le convulsioni febbrili (crisi febbrili) si manifestano nel 3-8% dei bambini e sono definite come convulsioni associate a febbre in un bambino di età compresa tra 6 mesi e 6 anni, in assenza di un'infezione del sistema nervoso centrale o di un'alterazione acuta degli elettroliti.È importante notare che gli antipiretici non prevengono le convulsioni febbrili e non devono essere utilizzati con questa finalità specifica. Sono stati pubblicati due studi randomizzati, controllati con placebo, condotti su un totale di 383 bambini, che hanno valutato l'efficacia di paracetamolo e ibuprofene nel prevenire le convulsioni febbrili, ma le conclusioni supportano l'idea che non siano preventivi.

Consigli Pratici per i Genitori e Misure Non Farmacologiche del Dolore
Oltre all'impiego dei farmaci, esistono diverse strategie non farmacologiche per gestire il dolore e il disagio nei bambini. È fondamentale considerare che, oltre a segnalare un disagio, il dolore può essere associato a uno stile di vita non adeguato. Qualche esempio? Il mal di testa nel bambino può essere scatenato o peggiorato da un sonno non adeguato per durata o qualità, da un’alimentazione troppo abbondante o non equilibrata, o da un’insufficiente assunzione di liquidi.
Il Ministero della Salute, nel documento "Il dolore nel bambino. Strumenti pratici di valutazione e terapia", suggerisce approcci basati sull'età per alleviare il disagio:
- 0-2 anni: Contatto fisico con il bambino (toccare, accarezzare, cullare). Ascoltare musica. Giocattoli sopra la culla.
- 2-4 anni: Giocare con pupazzi e bolle di sapone, raccontare storie, leggere libri.
- 4-6 anni: Raccontare storie, giocare con pupazzi, parlare dei luoghi preferiti, guardare la TV.
- 6-11 anni: Ascoltare musica, contare, parlare dei luoghi preferiti, guardare la TV.
Questi metodi, uniti all'uso giudizioso dei farmaci, possono contribuire significativamente al comfort e al benessere del bambino.Si rivolga al medico se il bambino non si sente meglio o se si sente peggio dopo 3 giorni di trattamento. Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo. Se desidera maggiori informazioni o consigli, si rivolga al farmacista.
Conservazione e Smaltimento
Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.