Lo svezzamento rappresenta una delle fasi più complesse e delicate nell'intero ciclo di vita di un suinetto, segnando un momento di profonde trasformazioni fisiologiche e comportamentali. È un processo cruciale di transizione graduale dei suinetti da una dieta a base di latte a una basata su alimenti solidi. Questo periodo non solo implica l'allontanamento dalla madre, ma anche una serie di cambiamenti significativi, come il passaggio da una dieta liquida ad una solida e il trasferimento in un nuovo ambiente, fattori che possono generare un notevole stress. Javier Lorente, esperto del settore, descrive passo dopo passo le chiavi per ridurre lo stress del suinetto durante questa procedura critica, evidenziando come una gestione attenta sia fondamentale per il successo.
In un contesto moderno, dove il benessere animale assume un'importanza crescente non solo dal punto di vista etico ma anche economico, l'ottimizzazione delle pratiche di svezzamento diventa indispensabile. Un animale che vive in condizioni migliori è intrinsecamente più sano, meno stressato, riducendo la necessità di trattamenti antibiotici e migliorando complessivamente le sue performance qualitative. Comprendere le sfide associate allo svezzamento e implementare misure preventive e correttive è fondamentale per assicurare una transizione fluida e sostenere la salute, la crescita e la produttività generale dei suinetti.

I Pilastri del Benessere Animale e il Ruolo Fondamentale della Paglia
La moderna suinicoltura, in particolare quella orientata al benessere, si impegna a garantire i più alti standard, adottando pratiche avanzate che rispettano il comportamento naturale e le esigenze fisiologiche degli animali in tutte le fasi del loro ciclo di vita. In questo contesto, si prendono in considerazione l’adempimento dei modelli delle 5 libertà e dei 5 domini, che rappresentano i pilastri fondamentali per il benessere animale. La "Policy di benessere animale | Piggly" illustra un approccio in cui la libertà di movimento, uno spazio adeguato e l'arricchimento ambientale giocano un ruolo centrale.
L'Eliminazione delle Gabbie e l'Importanza dello Spazio
Un aspetto cardine per il benessere è l'eliminazione del confinamento in gabbie in tutte le fasi del ciclo di vita delle scrofe. La libertà di movimento è considerata essenziale per il loro benessere. La scrofa può essere confinata temporaneamente, per la sicurezza degli operatori, solo per brevi operazioni e per un massimo di due ore. Questo approccio si estende anche ai suinetti, che non solo dispongono di spazi interni maggiori rispetto ai requisiti minimi di legge, ma hanno anche accesso a parchetti esterni, consentendo loro di muoversi liberamente ed esprimere i comportamenti naturali della specie. Tutto ciò contribuisce a ridurre lo stress e a migliorare significativamente la loro qualità di vita.

La Lettiera di Paglia: Comfort, Igiene e Arricchimento Ambientale
La paglia rappresenta un elemento di fondamentale importanza nella gestione del benessere dei suini, in particolare durante lo svezzamento e le fasi successive. In tutte le fasi per scrofe e suini, viene fornito sempre almeno uno strato leggero di paglia lunga come lettiera, un elemento cruciale per il benessere degli animali perché permette loro di tenersi occupati e di grufolare, soddisfacendo un comportamento naturale intrinseco della specie suina.
La fase di post-svezzamento, che va dai 7 kg ai 35 kg di peso, si svolge su una lettiera profonda di paglia. Questa soluzione non solo offre un ulteriore comfort fisico agli animali, ma fornisce anche stimoli ambientali adeguati che riducono comportamenti aggressivi, come il cannibalismo, e diminuiscono significativamente i livelli di stress. La paglia contribuisce a creare un ambiente più caldo e accogliente, specialmente nelle ore più fredde. Inoltre, per il parto, viene fornita anche carta insieme alla paglia, permettendo alla scrofa di soddisfare il suo istinto materno di creare il nido, migliorando sia il suo benessere che quello dei suinetti. L'aggiunta di arricchimenti ambientali, come i tronchetti nella fase di ingrasso, è un'ulteriore conferma dell'impegno verso la soddisfazione delle esigenze comportamentali degli animali.
Ventilazione Naturale e Monitoraggio Ambientale Costante
La qualità dell'ambiente in cui vivono i suinetti è direttamente correlata al loro benessere e alla loro salute. Gli allevamenti moderni, in particolare nelle fasi di post-svezzamento e ingrasso, sono dotati di sistemi di ventilazione naturale che assicurano un ricambio continuo dell’aria, migliorando significativamente la sua qualità. Questo contribuisce a mantenere un ambiente più salubre e a garantire temperature ottimali per il benessere degli animali. L'utilizzo di sensori permette di monitorare in continuo anche la concentrazione di ammoniaca e di anidride carbonica, assicurando che i parametri ambientali siano sempre entro limiti ottimali per prevenire problemi respiratori e stress.
Nessuna Mutilazione e Castrazione Responsabile
Un approccio etico e scientificamente fondato al benessere animale implica anche la rinuncia a pratiche invasive non strettamente necessarie. Non si praticano interventi come il taglio della coda né l’amputazione o la limatura dei denti. Questa decisione è supportata da collaborazioni in corso con Università e Enti di ricerca, che mirano a dare riscontro scientifico al modello di allevamento che garantisce alti standard di benessere. Per quanto riguarda la castrazione, una procedura spesso necessaria, si garantisce sempre l’uso di anestesia locale e analgesia per minimizzare il dolore e il disagio. L'impegno è quello di adottare alternative commercialmente valide e scientificamente provate alla castrazione chirurgica non appena saranno disponibili sul mercato.
Uso Responsabile degli Antibiotici: Un Beneficio del Benessere
Il benessere dei suini, così come descritto dalle pratiche avanzate di gestione, è tale che le cure antibiotiche di routine non sono necessarie. Grazie a strutture innovative e a pratiche di gestione che includono l’uso di lettiera di paglia, ventilazione adeguata e arricchimenti ambientali, gli animali riescono a mantenersi sani e resistenti. Diversi allevamenti sono stati tra i primi a implementare un approccio “antibiotic-free”, ricevendo riconoscimenti per l'impegno nella riduzione dell’uso di antibiotici in zootecnia. In quei rari casi in cui un animale necessiti di cure, si assicura che riceva il trattamento veterinario adeguato, incluso l’uso di antibiotici se necessario, ma sempre in modo mirato e responsabile.
Arricchimenti ambientali per migliorare il benessere dei suini nell'allevamento biologico
La Gestione dello Stress Nello Svezzamento
Lo svezzamento è, per sua natura, un momento intrinsecamente stressante nella produzione suinicola e colpisce sia la scrofa che il suinetto. Per i suinetti, è un momento difficile l'allontanamento dalla madre e l'introduzione a un sostituto di una dieta a base di latte con un alimento solido. Per le scrofe, invece, inizia una serie di cambiamenti ormonali che indicano l’inizio di un nuovo ciclo riproduttivo. Per ridurre lo stress del suinetto al momento dello svezzamento è fondamentale una corretta gestione dello stesso, come suggerito dagli esperti.
Riduzione dello Stress: Un Imperativo per la Salute
Il principale obiettivo in sala parto per ottenere uno svezzamento di successo è la riduzione dello stress. Esperienze pratiche hanno dimostrato che se si lascia il suinetto nella stessa sala parto per una settimana dopo lo svezzamento, senza sottoporlo a tutto lo stress ad esso associato, si riducono i successivi problemi di diarrea. Questo indica chiaramente come la minimizzazione dei fattori stressogeni sia direttamente correlata alla salute e alla prevenzione delle patologie.
Lo svezzamento provoca stress, e questo a sua volta produce un calo delle difese immunitarie. Di conseguenza, qualsiasi procedimento che possa aggiungere ulteriore stress o generare febbre, come le vaccinazioni, dovrebbe essere evitato in questo periodo delicato. Adattare le movimentazioni e gli spostamenti agli orari ottimali della giornata, a seconda del periodo dell'anno, è una pratica essenziale per mitigare l'impatto dello stress.
Il Momento Ottimale per lo Svezzamento
La scelta del momento per lo svezzamento non è banale. Viene solitamente effettuato al mattino presto e in molti casi con temperature esterne molto basse. Questo può aggiungere un ulteriore fattore di stress termico, soprattutto se i suinetti vengono spostati in ambienti non adeguatamente riscaldati. Pertanto, è cruciale considerare le condizioni climatiche e assicurare un ambiente controllato e confortevole per i suinetti appena svezzati.
Segni di Stress e Comportamenti Indesiderati
Lo svezzamento è un momento impegnativo per i suinetti, che spesso porta a una varietà di cambiamenti fisici e comportamentali. Comprendere questi sintomi dello svezzamento nei suini e adottare misure proattive può aiutare a realizzare una transizione senza problemi e a mantenere la loro salute. Durante il processo di svezzamento, i suinetti possono sperimentare una diminuzione dell’interesse per il cibo, che porta alla perdita di peso. Lo svezzamento può indebolire il sistema immunitario, rendendoli più suscettibili alle infezioni.
Una delle principali conseguenze dello svezzamento è che i suini sembrano essere più aggressivi o mostrare più combattimenti a causa dello stress o della competizione per le risorse. Non solo, lo svezzamento può portare a un aumento dei guaiti o altre vocalizzazioni man mano che i suinetti esprimono disagio o angoscia. È necessario prestare attenzione a segni quali attività ridotta, o anche la zoppia, che possono indicare stress, malattia o dolore.
Quando i suinetti sono stressati, annoiati o frustrati, o quando ci sono troppi suinetti in uno spazio ristretto, possono iniziare a mordersi a vicenda, un fenomeno noto come cannibalismo. Questo comportamento può provocare lesioni gravi e persino la morte. I suinetti possono anche sviluppare cattive abitudini, come sporcare la loro lettiera o mangiare le proprie feci, un motivo di preoccupazione per la salute e l'igiene dell'ambiente. Queste cattive abitudini possono essere causate da stress, disagio e servizi igienici inadeguati. Per affrontare tali problemi, i produttori devono concentrarsi su aree chiave come la biancheria da letto pulita, servizi igienici adeguati e la gestione dei suini malati.
Nutrizione: La Chiave per una Transizione Senza Problemi
Una giusta alimentazione dei suinetti nella fase di svezzamento è una priorità al fine di superare indenni questa fase e ridurre quasi a zero l’impiego di farmaci. Avere a disposizione un alimento sano, ad elevata digeribilità e in grado di influenzare positivamente il microbiota intestinale dei suinetti, sono caratteristiche indispensabili per aumentare il loro stato di salute e prevenire patologie.
Dalla Dieta Liquida a Quella Solida: Una Transizione Critica
Il passaggio dal latte materno, una dieta liquida altamente digeribile e completa, a un mangime solido è la sfida nutrizionale più grande per un suinetto svezzato. L’alimento dei suini svezzati svolge un ruolo cruciale nella loro salute e sviluppo. L’alimento di inizio, o pre-starter, è una dieta scientificamente formulata che viene somministrata ai suinetti prima che vengano svezzati naturalmente dal latte della madre. È ricco di nutrienti ed energia e spesso contiene enzimi digestivi e aromatizzanti per renderlo più attraente. Questo prepara i loro sistemi digestivi a un cambiamento graduale verso gli alimenti solidi e aiuta a calmarli. L'obiettivo è abituare i suinetti durante la lattazione con un mangime sottoscrofa o pre-starter di alta qualità, che facilita l’accettazione del primo mangime di svezzamento, allontanando il rischio che lo rifiutino, con le complicazioni sanitarie che ne conseguono.

L'Importanza del Mangime Pre-svezzamento e le Sue Caratteristiche
L’alimento ideale nella fase di svezzamento deve avere delle specifiche caratteristiche, come quella di essere costituito da più fonti proteiche e da diverse materie prime con livelli di fattori anti-nutrizionali più bassi possibile. In particolare, l’aggiunta di probiotici al mangime e di acidi organici ha una maggiore efficacia nel ridurre la mortalità e aumentare l’incremento ponderale. Avere un suinetto più pesante e con un apparato digerente più preparato ad alimentarsi da solo una volta svezzato, aiuta ad affrontare la fase di svezzamento con maggior successo.
Una gestione ideale dello svezzamento dei suinetti suggerisce di iniziare, da circa 7 a 10 giorni prima dello svezzamento, con un alimento speciale di pre-inizio per aiutarli a prepararsi. Dopo aver raggiunto un peso da 12 a 15 chilogrammi, si può iniziare ad alimentarli con una dieta "di inizio" per effettuare la transizione, che sosterrà la loro crescita e produttività generale.
Strategie Alimentari Avanzate e l'Appetito
Quello che bisogna assolutamente evitare, affinché lo svezzamento proceda per il meglio, è che i suinetti perdano l’appetito e non mangino la quantità di cibo necessaria al loro fabbisogno. Con il digiuno, infatti, perdono peso e rischiano di ammalarsi, compromettendo il sistema digestivo e la salute intestinale. Ecco perché è fondamentale ridurre il numero di cambiamenti, o farli in modo molto graduale, abituando pian piano i suinetti già prima dello svezzamento al tipo di alimentazione che incontreranno una volta svezzati. Soltanto quando i suinetti mangiano con appetito si può procedere al cambio definitivo di mangime.
Un case history italiano ha evidenziato come suinetti “disadattati”, svezzati con mangimi liquidi, abbiano pregiudicato il loro avvio al mangime successivo. Questi suinetti hanno tardato troppo tempo nell’apprendere a mangiare la broda nei truogoli. Di conseguenza, non mangiavano né bevevano, disidratandosi e generando un ritardo nelle crescite difficile da recuperare. La soluzione è stata cambiare la formula del pre-starter, rendendolo più appetibile, e decidere di svezzare i suinetti con lo stesso mangime sottoscrofa che mangiavano in sala parto. Lo scopo era far riconoscere l’odore e il sapore del mangime ed eliminare così un fattore di stress aggiuntivo al processo dello svezzamento. Allo stesso modo, è stato proposto il sottoscrofa in "pappina" durante l’ultima settimana di lattazione, con l’obiettivo di conseguire un migliore sviluppo dell’apparato digerente.
Anche il sistema introdotto di recente in Italia, con la somministrazione di latte e mangime insieme a formare un “pastoncino”, ha mostrato esiti interessanti nell’incrementare il peso dei suinetti e abituarli meglio alla fase successiva.
Ciò che si è capito anche grazie a questo caso particolare è che la gestione dell’alimentazione dei suinetti nella prima settimana dopo lo svezzamento è di fondamentale importanza per il loro futuro. È necessario che, in questi giorni così importanti per il loro sviluppo, gli animali mangino, non perdano peso e, dettaglio cruciale, abbiano sempre libero accesso all’acqua.
L'Acqua: Un Elemento Spesso Sottovalutato
L'acqua è un nutriente essenziale e il suo libero accesso è vitale, specialmente durante lo svezzamento. La disidratazione può rapidamente compromettere la salute e la crescita dei suinetti. Assicurare che i suinetti abbiano sempre accesso ad acqua fresca e pulita è tanto importante quanto la qualità del mangime.
Frequenza di Alimentazione e Salute Gastrointestinale
La frequenza di alimentazione influisce notevolmente sul tratto gastrointestinale di un suinetto. Se vengono alimentati solo due volte al giorno, i suinetti tendono a mangiare grandi quantità di cibo in breve tempo, il che sovraccarica i loro sistemi digestivi. Questo può portare a un rapido svuotamento dello stomaco e anche a un cattivo assorbimento dei nutrienti, promuovendo ulteriormente la riproduzione di batteri nello stomaco e aumentando il rischio di diarrea da svezzamento. D’altra parte, dare ai suinetti piccole porzioni alla volta e frequentemente è più dignitoso e li aiuta ad assimilare facilmente i nutrienti, favorendo una digestione più efficiente e un microbiota intestinale equilibrato. La diarrea da svezzamento è una condizione in cui i suinetti sperimentano diarrea, che può portare a disidratazione e malnutrizione, ed essere causata da infezioni batteriche, virali o squilibri nella dieta.
Andrea Rossi, Responsabile Rapporti di Filiera di Assica, sottolinea: “La fase di svezzamento è la più delicata dell’intero ciclo di allevamento, in quanto il suinetto passa dal latte al mangime. Pertanto, è fondamentale rispettare l’età e accompagnare l’animale durante l’allattamento con mangimi solidi. Una strategia alimentare personalizzata e specifica influisce positivamente sul benessere e la salute degli animali, aiuta a fortificare le difese immunitarie naturali del suino, sostenendo il suo microbiota intestinale. Utilizzare mangimi di qualità, con un corretto management, oltre a garantire l’igiene dell’ambiente, permette di migliorare le performance e aiuta a prevenire problematiche gastrointestinali, riducendo praticamente a zero l’utilizzo degli antibiotici."

L'Età Ideale per lo Svezzamento e i Fattori Influenzanti
Il periodo di svezzamento nei suini dipende da molti fattori, tra cui la razza, il clima e, soprattutto, il sistema di produzione che si sta praticando. Questo rende la determinazione di un'età "ideale" complessa e multifattoriale.
L'Età Biologica vs. Pratiche Moderne
Nel loro habitat naturale, i suinetti vengono svezzati dalla madre tra le 13 e le 17 settimane di età, un periodo di transizione graduale che rispecchia i ritmi biologici della specie. Nei sistemi moderni di agricoltura intensiva, tuttavia, vengono spesso utilizzate tecniche di svezzamento precoce. L'obiettivo è migliorare la produzione delle scrofe e ridurre il rischio di mortalità dei suinetti, permettendo alla scrofa di entrare più rapidamente in un nuovo ciclo riproduttivo. Nella produzione efficiente, ciò che è ampiamente noto come svezzamento precoce, il peso medio dei suinetti è di circa 6-8 chilogrammi. In tali condizioni, spesso ci si aspetta che la maggior parte dei suinetti sia pronta per lo svezzamento in circa 17-21 giorni. Tuttavia, nelle produzioni con maggiori sfide per raggiungere un peso e una fisiologia ideali, è probabile che lo svezzamento dei suinetti avvenga prima del previsto, il che può estendere l’età di svezzamento dei suinetti per consentire un maggiore sviluppo.
L’età dello svezzamento è diversa in ogni allevamento ed è influenzata da numerosi fattori, come il numero di posti parto disponibili, la gestione della fascia di produzione, il tipo di scrofa e il livello di prolificità dell’allevamento, il peso alla nascita dei suinetti, le condizioni sanitarie generali dell’allevamento, i problemi o meno nell’adattamento alla fase post-svezzamento, e la legislazione specifica di ogni Paese. Già nel 1993, Whittemore aveva pubblicato un grafico che associava lo sforzo e il beneficio dell’età allo svezzamento, evidenziando come non esista una soluzione universale ma un equilibrio da trovare.
Il Peso allo Svezzamento: Un Obiettivo Fondamentale
Ottenere un buon peso dei suinetti è fondamentale per ridurre le variazioni allo svezzamento e garantire una migliore partenza per la fase successiva. Tuttavia, poiché il peso alla nascita sta diminuendo con l’aumento della prolificità delle scrofe, anche il peso allo svezzamento tende a diminuire. Pertanto, una lattazione più lunga diventa essenziale per ottenere un peso minimo dei suinetti di 6-7 kg allo svezzamento. Questo però presenta uno svantaggio in termini di efficienza produttiva complessiva.
Strategie per una Lattazione Prolungata e l'Uso delle Balie
Per poter svezzare a 28 giorni, per esempio, si raccomanda un minimo del 26-28% in più di posti in sala parto sul numero totale di scrofe, un incremento significativo che richiede una pianificazione attenta delle risorse. Le scrofe che avevano 14-15 suinetti spesso vengono lasciate con 11-12, redistribuendo gli altri suinetti a scrofe balie. Una volta effettuato il colostramento con la propria madre, i suinetti possono infatti essere svezzati e dati in adozione a un’altra scrofa, anche di un altro allevamento, regione o paese, pratica nota come "baliatura". Questo permette di equilibrare le dimensioni delle cucciolate e ottimizzare l'allattamento per tutti i suinetti.
Attualmente, gli svezzamenti medi si aggirano intorno ai 24-26 giorni di età, con 2-3 giorni di lattazione in più per le scrofe, a causa del già citato effetto delle balie che allevano due nidiate. È importante notare che i periodi di separazione tra scrofa e suinetti non devono essere troppo lunghi: in prove sperimentali in cui le scrofe sono state separate per più di 12 ore al giorno, un 22% delle scrofe ha manifestato il calore durante la lattazione, indicando uno squilibrio ormonale indesiderato.
Arricchimenti ambientali per migliorare il benessere dei suini nell'allevamento biologico
Affrontare le Sfide Post-Svezzamento: Prevenzione e Rimedi
Lo svezzamento dei suinetti dalla scrofa è una grande sfida per molti allevatori di scrofe, come ben evidenziato nel problema definito in un opuscolo sul tema. Mancanza di appetito, immunodeficienza e diarrea da svezzamento spesso portano alla perdita di animali. La soluzione risiede nell'ottimizzare l'allevamento, l'alimentazione e la gestione, il che può dare un contributo decisivo per evitare perdite di animali e ridurre al minimo l'uso di farmaci.
Problemi Comuni: Appetito, Immunodeficienza e Diarrea
Il processo di svezzamento nei suini comporta un periodo critico in cui la diminuzione dell'interesse per il cibo può portare alla perdita di peso. Questo, unito all'indebolimento del sistema immunitario, rende i suinetti più suscettibili alle infezioni e alle malattie. La diarrea da svezzamento, una condizione comune, può causare disidratazione e malnutrizione, ed è spesso innescata da infezioni batteriche, virali o squilibri nella dieta. È fondamentale comprendere che il mangime dei suini svezzati gioca un ruolo cruciale nella loro salute e sviluppo in questa fase.
Gestione degli Stressor Multipli e l'Ambiente
Per superare tutte le sfide successive allo svezzamento, gli agricoltori devono seguire alcune pratiche di gestione mirate. Graduare più fattori stressanti contemporaneamente può essere molto impegnativo per i suinetti. Se i cambiamenti vengono apportati gradualmente, come il trasferimento in un nuovo ambiente o il cambio della loro dieta, lo svezzamento risulterà meno stressante per i suinetti. Sebbene i benefici a lungo termine possano essere limitati, consentire ai suinetti di allattare occasionalmente dopo lo svezzamento può dare loro una spinta a breve termine alla loro alimentazione e crescita.
Aumentare l’esposizione alla luce può incoraggiare i suinetti a consumare di più e ad essere più attivi, promuovendo un benessere generale. Tuttavia, mescolare suinetti di diverse cucciolate può essere rischioso dal punto di vista delle malattie, aumentando la probabilità di diffusione di agenti patogeni e lo stress sociale. Pertanto, questa pratica deve essere gestita con estrema cautela. È cruciale implementare una pavimentazione adatta per i suinetti, come la lettiera di paglia, che non solo offre comfort ma previene anche lesioni e supporta l'igiene.
Consigli Pratici e Supporto Specialistico
Un opuscolo informativo illustra le difficoltà associate allo svezzamento dei suinetti e mostra quali misure sono necessarie per prevenire i problemi e porvi rimedio nei casi acuti. Oltre alle raccomandazioni per ottimizzare l'alloggio, la gestione e l'alimentazione, l'opuscolo elenca anche gli integratori alimentari approvati nell'agricoltura biologica per stabilizzare la digestione dei suinetti. Sono consigliate piante medicinali e medicinali omeopatici per la profilassi e l’alleviamento dei sintomi spiacevoli delle malattie diarroiche. Inoltre, sono disponibili servizi di consulenza specifici sull’allevamento di suini, differenziati in base al paese (Germania, Austria, Svizzera e Lussemburgo), che completano la guida, fornendo un supporto prezioso agli allevatori. L'attenzione a ogni dettaglio, dalla scelta dell'alimento alla gestione ambientale, passando per la riduzione dello stress, è la chiave per un successo duraturo nello svezzamento dei suinetti su paglia.

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