Svezzamento e Alimentazione Complementare: Linee Guida, Tempistiche e Pratiche per la Crescita del Bambino

L'alimentazione complementare, comunemente nota come svezzamento o divezzamento, rappresenta una fase cruciale nella vita del vostro bambino. È il periodo in cui avviene l’introduzione progressiva degli alimenti complementari, cioè differenti dal latte. Questo passaggio richiede attenzione e cura per assicurare che il piccolo riceva tutti i nutrienti necessari per crescere in modo sano e armonioso. L'articolo che segue è una review narrativa riguardante studi osservazionali pubblicati in inglese o francese dal 2012 al 2022 sull’adesione dei genitori alle Linee Guida Internazionali sull’Alimentazione Complementare (AC) e ai principali determinanti della stessa. Attraverso questa analisi, esploreremo le raccomandazioni attuali, le pratiche più diffuse e i fattori che influenzano le scelte dei genitori, fornendo indicazioni preziose per affrontare al meglio questa tappa fondamentale.

Il Momento Ottimale per Iniziare l'Alimentazione Complementare: Raccomandazioni e Dibattiti

La decisione su quando iniziare lo svezzamento è una decisione importante, spesso oggetto di dibattito e diverse raccomandazioni a livello internazionale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l'allattamento esclusivo per i primi sei mesi del neonato, proponendo di conseguenza l'introduzione dell'AC dopo i 6 mesi. In alternativa, se l’allattamento non fosse possibile per svariate ragioni, si consiglia il latte artificiale, come il BB Milk di Buona, mantenendo un approccio simile.

Tuttavia, esistono altre prospettive. Le linee guida europee non prevedono l'introduzione dell'alimentazione complementare non prima dei 4 mesi e non dopo i 6 mesi. Alcuni pediatri potrebbero suggerire di iniziare lo svezzamento prima dei sei mesi, o potrebbero esserci circostanze specifiche che portano un medico a considerare l'introduzione di nuovi cibi in anticipo. È fondamentale discutere sempre di questa decisione con il pediatra, poiché il passaggio deve avvenire nel momento in cui l’alimentazione a base di latte, che sia materno o artificiale, non basta più a soddisfare i bisogni nutrizionali del lattante, in particolare per quanto riguarda l’apporto energetico, proteico e di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D.

Non esiste il “momento assoluto” che va bene per tutti i bambini: l’introduzione dei primi alimenti diversi dal latte dipende da variabili assolutamente individuali. Tra queste ci sono i bisogni nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico, il rapporto mamma-bambino e anche l’ambito socio-culturale. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Ministero della salute e le maggiori società scientifiche internazionali raccomandano l’allattamento fino al sesto mese, mentre prima del quarto mese è sconsigliato iniziare lo svezzamento, in quanto l’apparato digerente non è ancora in grado di poter assumere alimenti che non siano latte.

Anche la European food safety authority (EFSA), l’autorità europea che si occupa di nutrizione e sicurezza alimentare, ritiene che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti fino ai 6 mesi. Solo una percentuale inferiore di lattanti richiede un divezzamento precoce per garantire una crescita e uno sviluppo ottimali. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi - sempre secondo EFSA - il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a. Può essere, quindi, anticipato nel periodo tra i 4 e i 6 mesi nel caso in cui il pediatra lo ritenga opportuno in base all’andamento delle curve di crescita e di eventuali rischi nutrizionali legati alla storia clinica del neonato.

Nonostante l’ampia e condivisa mole di autorevoli revisioni sistematiche, ancora oggi, per quanto riguarda l’epoca di introduzione dell’alimentazione complementare (AC), sussiste un ingiustificato divario tra letteratura e atteggiamento pratico. In altri termini, persistono ancora delle discutibili discrepanze tra le evidenze scientifiche e le posizioni di agenzie e società scientifiche, quali EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ed ESPGHAN (European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition), che continuano a “suggerire” o a contemplare “possibili” introduzioni più precoci dei 6 mesi compiuti (in particolare tra 4 e 6 mesi di età): posizioni legate per lo più a dei retaggi culturali, che riscuotono tuttora molto seguito anche tra gli stessi operatori sanitari.

Un rapporto OMS/UNICEF afferma che “il momento opportuno per l’introduzione dell’AC può rappresentare un compromesso tra due problemi di salute. Da un lato, se gli alimenti complementari vengono introdotti troppo tardi, quando il latte materno da solo non soddisfa più tutte le esigenze energetiche e nutrizionali del bambino, si possono verificare carenze nutrizionali e scarsa crescita." L’indicazione del rapporto per l’introduzione dell’AC rimane pertanto vaga, ossia intorno ai 6 mesi, fermo restando la raccomandazione dell’allattamento al seno esclusivo fino a 6 mesi. L’EFSA, malgrado la formale richiesta della Commissione Europea, ha uniformato la propria opinione sulla durata dell’allattamento materno alle raccomandazioni OMS, senza però pronunciarsi sull’inizio dell’AC.

Dalla necessità di stabilire una raccomandazione chiara e soprattutto coerente con le evidenze della letteratura scientifica, SIPPS ha tratto spunto per rispondere in particolare a due interrogativi, ossia se l’inizio dell’AC tra 4 e 6 mesi di vita comporti degli esiti nutrizionali e metabolici diversi, a breve e a lungo termine, rispetto all’allattamento al seno esclusivo o a un allattamento misto fino a 6 mesi. Dall’analisi delle evidenze scientifiche non sono emerse delle differenze significative per quanto riguarda gli esiti nutrizionali e metabolici a breve (crescita, stato marziale) e a lungo termine (rischio di sovrappeso/obesità, diabete di tipo 2, ipertensione) nei lattanti alimentati esclusivamente al seno o con formula che introducano gli alimenti complementari a 4-6 mesi o a 6 mesi. Negli allattati al seno, inoltre, va sottolineato che l’introduzione di altri alimenti prima del sesto mese comporta l’assunzione di minori quantità di latte materno e, di conseguenza, il ridotto apporto di un alimento prezioso sia per la crescita che per l’ottimale sviluppo di funzioni fondamentali (per esempio intellettiva e immunitaria) in un’epoca critica quale il primo anno di vita.

Linee guida OMS e Europee per lo svezzamento

La Progressione nelle Consistenze del Cibo e l'Esplorazione Alimentare

Una volta stabilito il momento di inizio, un altro aspetto fondamentale dell'alimentazione complementare è la progressione nelle consistenze del cibo. L’OMS consiglia gradualità nell’introduzione dei cibi riguardo la loro consistenza, partendo dalle creme fino ad arrivare al pasto simile a quello dei genitori a circa 1 anno di età, sebbene in alcune linee guida si parli di circa 8-10 mesi. Questa gradualità è cruciale per lo sviluppo delle capacità orali e per l'accettazione di una varietà di alimenti.

Non eccedere nella lentezza della progressione o nel ritardare l’introduzione arginerebbe, negli anni successivi, la difficoltà ad assumere cibi solidi, spesso caratterizzata dal rifiuto del cibo, e/o dall’eccessiva selettività/diffidenza nei suoi confronti, comunemente definita come il comportamento del “bambino schizzinoso”. L'esplorazione di diverse consistenze e sapori è un processo essenziale che contribuisce allo sviluppo del gusto e delle abitudini alimentari a lungo termine.

Il passaggio allo svezzamento al sesto mese è davvero importante nell'alimentazione del vostro piccolo. Fino a ora, avete dato al neonato solo latte, ma dopo il compimento dei sei mesi potete iniziare a introdurre altri cibi. È il momento perfetto per far scoprire al vostro bambino nuovi sapori e consistenze, permettendogli di esplorarli con tutti i sensi. Ricordate che non esiste un solo metodo per lo svezzamento, quindi è importante che parliate con il pediatra e insieme decidiate il metodo più adatto per il vostro piccolo.

L'Autosvezzamento: Un Approccio Centrato sul Bambino

Nel panorama delle modalità di introduzione degli alimenti solidi, una pratica che sta guadagnando popolarità per lo più in Europa e Nuova Zelanda è l'”autosvezzamento”, parziale o totale. Con tale pratica si offre ai lattanti > 6 mesi la possibilità di scegliere tra cibi identici/simili a quelli assunti dai genitori. Si basa fondamentalmente sull’idea che i bambini possano tranquillamente iniziare l’alimentazione complementare mangiando gli stessi cibi di mamma e papà, seduti a tavola con loro.

È una forma di alimentazione a richiesta, che rispetta la capacità del bambino di autoregolarsi: gli permette di scegliere qualità e quantità dei cibi, gli stessi che consumano i genitori, ovviamente preparati in modo che li possa mangiare ed evitando quelli non adatti o a rischio soffocamento. Anche l’uso delle mani per prendere gli alimenti è un modo per sviluppare l’autonomia del piccolo, favorendo una maggiore consapevolezza del proprio corpo e delle proprie scelte alimentari.

Non tutti i pediatri e i nutrizionisti infantili concordano con questo approccio, sia per una questione di qualità degli alimenti sia per una questione di modalità di preparazione delle pietanze. Per i genitori che si avvicinano a questa pratica, è fondamentale acquisire le competenze necessarie per preparare alimenti sicuri e nutrizionalmente adeguati.

VANTAGGI E BENEFICI DELL'AUTOSVEZZAMENTO PER IL BAMBINO E PER I GENITORI - Nutrizionista

Nutrienti Critici e Raccomandazioni Specifiche

Durante lo svezzamento, l'attenzione alla qualità e alla composizione nutrizionale degli alimenti introdotti è di primaria importanza. Alcuni nutrienti, come il ferro, richiedono una considerazione particolare, così come le tempistiche per l'introduzione di alcuni alimenti e bevande.

Ferro, Latte Vaccino e Tè: Prevenzione dell'Anemia

L’introduzione del ferro, il timing dell’introduzione del latte vaccino e quello dell’introduzione del tè sono tre variabili fortemente connesse nell’ottica della prevenzione dell’anemia del lattante e del bambino. L’OMS a tal proposito propone già dall’inizio dell’AC adeguati introiti di ferro. Questi possono essere garantiti da un lato attraverso alimenti fortificati, supplementazioni e alimenti già naturalmente ricchi di ferro (ovviamente con attenzione alle porzioni). Dall'altro lato, è raccomandata l’introduzione del latte vaccino oltre i 12 mesi di età, in quanto povero di ferro e possibile rimpiazzo di alimenti invece ricchi dello stesso. Il consumo eccessivo di latte vaccino in età precoce, infatti, può ridurre l'assorbimento di ferro da altre fonti e contribuire a carenze.

La Limitazione di Zucchero e Sale

La limitazione all’uso di zucchero/sale nella preparazione domestica del cibo per i bambini viene suggerita ovunque e in più linee guida, con diversi obiettivi e modalità nell’ambito della promozione della salute e dell’educazione al gusto. Tra gli obiettivi principali vi sono la prevenzione dell'obesità e della sindrome metabolica in età adulta, oltre alla formazione di un palato che apprezzi i sapori naturali degli alimenti. I pediatri sconsigliano, almeno fino all’anno di età, l’aggiunta di sale e zucchero negli alimenti. Questa pratica aiuta i bambini a sviluppare preferenze per cibi meno dolci e salati, promuovendo abitudini alimentari più sane fin dalla tenera età.

L'Alimentazione Complementare Responsiva (ACR)

L’Alimentazione Complementare Responsiva (ACR) è un approccio raccomandato dall’OMS e da altre organizzazioni internazionali in quanto favorente una migliore crescita ponderale almeno per i primi 2 anni di vita e correlata a corretti stili alimentari almeno fino ai 5 anni. Questo approccio si basa sull'interazione attenta e sensibile tra il caregiver e il bambino durante i pasti, rispondendo ai segnali di fame e sazietà del bambino e offrendo un ambiente di alimentazione supportivo e privo di coercizioni. L'ACR promuove l'autonomia del bambino nell'alimentarsi e contribuisce allo sviluppo di un rapporto sano con il cibo.

Guida Pratica all'Introduzione Graduale degli Alimenti

Il processo di svezzamento, sia esso tradizionale o orientato all'autosvezzamento, beneficia di una guida chiara sull'introduzione graduale degli alimenti. Le quantità degli alimenti durante lo svezzamento dovrebbero essere stabilite in base alle indicazioni del pediatra. Non esiste un programma alimentare predefinito, ma piuttosto un percorso adattabile alle esigenze individuali del bambino e al modello alimentare familiare.

Schema Svezzamento Tradizionale: Un Percorso Progressivo

Lo schema dello svezzamento classico e graduale, che prevede l'introduzione progressiva dei nuovi cibi nella dieta del bambino, inizia generalmente con il brodo vegetale seguito dalle prime creme (come la crema di riso o di mais e tapioca), per poi passare gradualmente a carne o pesce frullato (od omogeneizzato, preferibilmente biologico) e così via. È importante introdurre gli alimenti con gradualità, uno per volta. La regola più comune consiste nel sostituire la poppata delle 12.00 con una pappa con brodo vegetale. Per i genitori che si preparano ad avviare lo svezzamento del proprio bambino, ecco un utile elenco dei principali alimenti e delle relative età consigliate per l'inizio dell'introduzione nella dieta del bambino. È importante ricordare che durante lo svezzamento classico è sempre consigliabile consultare il pediatra, che vi guiderà mese dopo mese nell'introduzione degli alimenti nella dieta del vostro piccolo.

Tabella riassuntiva per l'introduzione graduale degli alimenti nello svezzamento

  • Frutta:

    • Mela, pera, banana e prugna: da 4 mesi. Di solito si inizia con la pera, che è uno dei frutti più delicati e adatti al neonato.
    • Limone: alcune gocce nella frutta a partire dai 4 mesi.
    • Albicocche e pesche: dai 6 mesi.
    • Arance e mandarini: spremuti dall'8° mese.
    • Kiwi, fragole, uva, cachi, fichi, anguria, melone, castagne, noci, mandorle: dopo i 12 mesi.
  • Verdura:

    • Patata, carota, zucchina e zucca: dai 5 mesi.
    • Sedano, porro, cipolla, insalata, finocchi, cavolfiori e spinaci: dai 6 mesi. Potete anche arricchire il passato di verdure aggiungendo broccoli, verza, fagiolini, zucca.
    • Pomodoro: senza buccia, dai 10 mesi.
    • Melanzane e carciofi: dopo i 12 mesi.
  • Cereali:

    • Riso: in crema dai 5 mesi, in chicchi dagli 8 mesi.
    • Mais e tapioca: in crema dai 5 mesi.
    • Semolino: dai 6 mesi.
    • Crema multicereali: dai 6 mesi.
    • Pastina minuscola, tipo sabbiolina: dai 7 mesi.
    • Pastina piccola, tipo forellini micron: dagli 8 mesi.
    • Pastina media, tipo anellini, stelline o puntine: dai 10 mesi.
    • Orzo e farro: dai 12 mesi.
  • Carne:

    • Coniglio, tacchino, pollo, vitello e manzo: liofilizzato dai 5 mesi, omogeneizzato dai 6 mesi, lessato o cotto al vapore dai 9 mesi.
    • Prosciutto cotto senza polifosfati: dagli 8 mesi.
    • Maiale: dopo i 12 mesi.
  • Formaggi:

    • Parmigiano: dai 5 mesi.
    • Formaggio ipolipidico: dai 6 mesi.
    • Ricotta fresca: dai 7 mesi.
    • Caciotta, fontina dolce, caprino fresco e crescenza: dagli 8 mesi.
  • Pesce:

    • Merluzzo, trota, sogliola, platessa, nasello e palombo: dagli 8 mesi.
    • Pesce spada e salmone: dai 9 mesi.
  • Altri alimenti:

    • Olio extra vergine di oliva: dai 5 mesi nella pappa.
    • Brodo vegetale: dai 5 mesi.
    • Yogurt intero: dai 7 mesi.
    • Brodo di carne: dagli 8 mesi.
    • Legumi: dagli 8 mesi.
    • Uovo: tuorlo sciolto nella pappa, dai 9 mesi; uovo intero dopo i 12 mesi.
    • Miele: dopo i 12 mesi.

Secondo lo svezzamento tradizionale è preferibile cuocere gli alimenti in acqua o a vapore, e si può utilizzare anche la pentola a pressione.

Quantità e Frequenza dei Pasti

All'inizio del sesto mese, i pasti consigliati dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento comincia sostituendo uno di questi con la prima pappa. Dopo circa 1-2 mesi, le pappe diventano 2, con l'aggiunta di una merenda, e di conseguenza diminuiscono i pasti a base di latte. È necessario introdurre gli alimenti con gradualità, uno per volta. All’inizio è importante non fissare schemi e tempi troppo rigidi, per numero, quantità e orario dei pasti nell’arco della giornata; è necessario solo che siano soddisfatti i bisogni energetici e nutritivi.

La merenda svolge un ruolo importante perché evita che il bimbo arrivi con troppa fame al momento del pasto e dunque lo aiuta ad alimentarsi in maniera corretta. Nella maggior parte dei casi l’ora migliore è al risveglio dal pisolino del pomeriggio. Attenzione però a non esagerare, non deve essere così abbondante da sostituire la cena.

Circa un mese dopo l'introduzione della prima pappa e della merenda, è consigliabile aggiungere una seconda pappa tra le 18:00 e le 20:00. La scelta dell’orario dipende anche da quando ricompare l’appetito, cosa che può essere variabile da bambino a bambino, e dalle esigenze dei genitori.

Ecco un esempio di quantità indicative per lo svezzamento, ma ricordate che questi consigli devono essere considerati come linee guida generali, e si raccomanda sempre di consultare il pediatra per adattare il processo alle esigenze specifiche del vostro bambino:

  • Cereali: 2 cucchiai abbondanti (3 cucchiai se il bambino preferisce la pappa più densa) inizialmente, aumentando a 3 cucchiai abbondanti (4 cucchiai se il bambino preferisce la pappa più densa) successivamente. Si può scegliere variando tra: crema di riso e crema mais e tapioca (sotto i 5 mesi). Anche semolino, crema multicereali, pastina di grano tenero (dai 5 mesi).
  • Carne o Uovo (dai 9 mesi): Mezzo omogeneizzato da 80 gr inizialmente, poi 1 omogeneizzato intero da 80 gr. Si può scegliere variando tra: Carni bianche: coniglio, pollo, tacchino, agnello (sotto i 6 mesi). Carni rosse: vitello e manzo (dai 6 mesi). Tuorlo d’uovo, un paio di volte a settimana al posto della carne dai 9 mesi in poi: si parte con una piccola quantità aumentando progressivamente fino a raggiungere 1 uovo intero (albume incluso) dai 12 mesi in poi.
  • Olio extravergine di oliva: 1 cucchiaino da tè (5 ml circa) inizialmente, poi 1 cucchiaio (10 ml circa).
  • Parmigiano grattugiato: 1 cucchiaino da tè (5 ml circa) inizialmente, poi 1 cucchiaio (10 ml circa).

Prodotti per lo Svezzamento: Supporto e Normative

Oggi il passaggio da una dieta esclusivamente composta da latte a una solida è facilitato dalla disponibilità di prodotti specifici, studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Questi alimenti appositamente formulati per i bambini, i cosiddetti baby food, sono preparati appositamente per lo svezzamento e studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Il baby food, inoltre, è regolamentato da severe normative europee per garantirne la qualità e la sicurezza. Un esempio è la linea completa di prodotti per lo svezzamento sviluppata da Humana, appositamente studiata per ogni esigenza dei bambini in crescita. La gamma è molto ampia, sia in termini di consistenza, sia per quanto riguarda i gusti. Per le prime pappe, si può scegliere tra le creme di cereali, dalla consistenza cremosa, come per esempio la Crema di mais e tapioca, la Crema di riso, la Crema di multicereali oppure il Semolino. Sono tutti prodotti biologici. Quando si passa a una consistenza maggiore si possono mettere in tavola le Stelline o le Puntine, anche in questo caso prodotte a partire da materie prime biologiche.

Fattori Che Influenzano l'Adesione alle Linee Guida e le Differenze Nazionali

La compliance genitoriale a quanto consigliato e i determinanti della stessa sono stati oggetto di studio nella review considerata. In generale, questa è inferiore nel caso di genitori con svantaggio sociale (per livello socio / economico, per grado di istruzione scolastica) o di madri molto giovani. Questi fattori socio-economici e demografici possono influenzare l'accesso alle informazioni, le risorse disponibili e la capacità di implementare le raccomandazioni in modo coerente.

Esistono anche differenze dipendenti dalla nazione di appartenenza. Per esempio, in Nord America c’è un timing di inizio dell’AC più precoce e più tardivo in Asia. O, sempre a titolo di esempio, c’è un introito più scarso e più tardivo di ferro in Africa. Queste variazioni possono essere attribuite a fattori culturali, economici, ambientali e alle specifiche linee guida nazionali che riflettono contesti sanitari e sociali diversi. È interessante notare che, dalla lettura della bibliografia, solo 5 voci bibliografiche su 139 sono italiane, suggerendo un minor contributo italiano agli studi osservazionali internazionali in questo campo negli anni recenti.

Considerazioni sulla Sicurezza Alimentare e il Contesto Familiare

Al di là delle linee guida nutrizionali, la sicurezza durante l'alimentazione è un aspetto critico. Il soffocamento da inalazione di corpo estraneo si verifica nel 90% dei casi nei bambini sotto i 5 anni. Per prevenire questi incidenti, è fondamentale adottare alcune precauzioni:

  1. Non lasciate mangiare il bambino mentre corre, gioca, guarda la TV o è in macchina.
  2. La gomma da masticare non va data ai bambini.
  3. Eliminare nelle case e scuole tutti quegli oggetti che sono apparentemente innocui. Bisogna tenere presente che, anche per la particolare conformazione delle prime vie aeree del bambino (conica a differenza dell'adulto), occorre evitare di mettere a portata di mano tutti gli oggetti che hanno un diametro inferiore ai cm 4.5 - indicativamente è il diametro del tubo di un rotolo di carta igienica.

Un altro aspetto da considerare è l'ambiente in cui il bambino cresce, che influenza non solo l'alimentazione ma il benessere generale. Il bambino tra i sei mesi ed i cinque anni di età subisce in media da cinque a otto infezioni riconoscibili nel corso di un anno. La presenza di tre o più bambini in un ambiente chiuso, porta al raddoppio di quel numero. Quindi parliamo di 10-16 "malattie" in un anno (composto da 52 settimane). In inverno questo si verifica circa ogni due settimane. Se si pensa che ogni malanno richiede una/due settimane per essere superato… vostro figlio è pressoché "continuamente malato". Questo fenomeno è noto come "daycaritis". Diverse importanti associazioni pediatriche credono che non vi sia alcuna differenza nel tenere a casa bambini con i segni delle malattie di tutti i giorni (per evitarne la diffusione). Che si tratti di virus del raffreddore o di comuni virus invernali, quando compaiono i sintomi, è già troppo tardi. I bambini, generalmente, diffondono germi già alcuni giorni prima che i segni si manifestino ed i microbi inizino il loro ciclo. Fino a quando il bambino non costruirà una sua immunità, sarà "malato" molto più spesso di quanto i genitori si aspettino. Queste frequenti malattie, sebbene comuni, possono influenzare l'appetito e le abitudini alimentari del bambino, rendendo ancora più importante un approccio flessibile e responsivo allo svezzamento.

Risorse e Supporto per i Genitori: L'Importanza della Cultura Pediatrica

La cultura pediatrica e il supporto ai genitori giocano un ruolo fondamentale nel percorso dello svezzamento e nella crescita complessiva del bambino. L'Associazione Culturale Pediatri (ACP), costituita a Milano il 5 settembre 1974, è una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 33 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino. La composizione dell'ACP ricalca quella dei pediatri italiani con una prevalenza dei pediatri di famiglia (circa 65%) ed il resto di pediatri ospedalieri, universitari e di comunità. I gruppi locali svolgono inoltre sia autonomamente che in collaborazione con l'ACP nazionale, attività di formazione, ricerca, informazione dell'educazione sanitaria, definizione di protocolli diagnostico-terapeutici e valutazione della qualità delle cure e supporto a programmi di cooperazione internazionale. L’ACP ha un codice etico di comportamento che investe sia i singoli pediatri che l’Associazione stessa, e svolge attività editoriale, di formazione e di ricerca, rigorosamente no profit.

Un esempio di risorsa innovativa per i genitori e i bambini è Radio Magica, la prima web radio per bambini in Italia: una radio che diffonde i suoi contenuti mediante le nuove tecnologie. La qualità dei contenuti è presidiata da esperti dell’età evolutiva (pediatri, psicologi) e di cultura per l’infanzia (Nati per leggere, Associazioni Italiane Biblioteche). L’obiettivo è permettere al bambino di conoscere la bellezza dell’ascolto, godendo di quei preziosi benefici che solo il racconto di una fiaba o l’ascolto di una musica possono offrire. Radio Magica trasmette in streaming prodotti radiofonici dedicati al pubblico dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie. Il palinsesto è curato giornalmente da una redazione di autori, speaker, consulenti musicali che lavorano a stretto contatto con l’équipe tecnico-scientifica per adattare i contenuti ai bisogni e desideri di ascolto delle diverse fasce di età da zero a tredici anni. Ogni prodotto offerto dalle case editrici (libri, audiolibri, audio fiabe) in linea con le scelte redazionali, è inserito nelle rubriche radiofoniche di Radio Magica. Anche bambini e ragazzi sono coinvolti nella produzione radiofonica attraverso laboratori di scrittura e lettura con la supervisione della redazione. Radio Magica è anche una collezione di video da guardare ed ascoltare senza barriere, grazie alle lingue per i bisogni speciali, una biblioteca on-line con storie originali, tradizionali e la selezione delle migliori storie esistenti sul mercato; una raccolta di contenuti sviluppati per supportare l’attività scolastica, un blog, una piattaforma divulgativa su temi di interesse per chi si occupa di bambini. L’idea è quella di un magazine da ascoltare (e vedere). Una semplice interfaccia condurrà bambini e ragazzi a contenuti idonei alla propria fase di crescita. Il medesimo contenuto sarà disponibile in formati differenti, per soddisfare il requisito di massima accessibilità. La stessa fiaba quindi sarà presente come audio di alta qualità, ma anche video-narrazione con la LIS (lingua di segni) per i bambini sordi, o con la lingua dei simboli per i bambini con disturbi del linguaggio e di comunicazioni complessi. Si potranno stampare documenti prodotti con la font ad alta leggibilità per i dislessici. Nella sezione podcast vengono messi a disposizione i contenuti scaricabili gratuitamente e ascoltabili senza bisogno di un collegamento internet. Per i bambini vi saranno fiabe, rubriche di scienze, narrativa, attualità, lingua arte, ecc; per gli adulti rubriche di divulgazione pediatrica, sostegno alla genitorialità, diffusione di buone pratiche. I Magazine nel tempo andranno a formare una ricca Biblioteca on-line: un bene per tutti. Radio Magica è una Onlus, che ha come finalità quella di avvicinare il pubblico di lettori da 0 a 13 anni al mondo dei libri in modo innovativo e moderno. È patrocinata da Nati per Leggere, Nati per la Musica; dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche, dalla Società italiana per l’Educazione Musicale e dal Centro per la Salute del Bambino. Radio Magica collabora con ogni produttore culturale e scientifico: la radio ospita spazi costruiti in collaborazione con musei, case editrici, orchestre, artisti e ogni produttore culturale e scientifico, secondo il nuovo paradigma economico dell’innovazione aperta. La storia di Radio Magica nasce nel 2010 da una ricerca su oltre 250 programmi radiofonici per bambini a livello mondiale condotta all’Università Ca’ Foscari di Venezia dalla dott.ssa Elena Rocco del dipartimento di Management, grazie ad un finanziamento del Consorzio Impat (ENEA). Elena Rocco si è specializzata nello studio di beni collettivi alla University of California Los Angeles, e ha fatto ricerca per alcuni anni alla University of Michigan, occupandosi di modelli innovativi per lo sviluppo della cooperazione digitale presso il Collaboratory for Research on Electronic Work. Tornata in Italia nel 2000, diventa ricercatrice e poi mamma di due bambini che inevitabilmente dirottano i suoi interessi di ricerca verso i bisogni dell’infanzia, della genitorialità, della scuola e, in generale, dell’innovazione sociale nell’ambito dell’età evolutiva. In occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, la Fondazione radio magica ha dato inizio ad un percorso di 365 giorni volto al riconoscimento del “Diritto all’ascolto di qualità per i bambini e i ragazzi”.

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