Lo svezzamento dei gattini è una fase cruciale nella vita dei nostri piccoli felini, un momento di transizione delicato che segna il primo passo verso l'indipendenza alimentare ed emotiva. Svezzare un gatto significa accompagnarlo nel passaggio dal nutrirsi esclusivamente di latte materno all’introduzione di cibi solidi, un processo che richiede pazienza, osservazione e una profonda comprensione delle necessità biologiche di un predatore carnivoro stretto.

La biologia del neonato e l'importanza del colostro
Nei primi giorni di vita, il legame con la madre è fondamentale. Il latte materno non rappresenta solo l’unica fonte di nutrimento, ma fornisce anche anticorpi essenziali per rafforzare il sistema immunitario e proteggerlo da molte patologie. Questo liquido materno è ricco di sostanze nutritive necessarie ai piccoli per sopravvivere: al suo interno, infatti, il colostro contiene nutrienti, acqua, fattori di crescita, enzimi digestivi e immunoglobuline materne. Trascorse circa 72 ore dal parto, la composizione del liquido materno cambia e diviene vero e proprio latte, che a differenza del colostro, ha un più elevato valore energetico.
La gestione della gatta in gravidanza e lattazione
È molto importante che durante la gestazione, che dura poco più di 2 mesi, la gatta segua una dieta equilibrata utilizzando mangimi completi, di buona qualità ed alta digeribilità, soprattutto nelle ultime 3-4 settimane di gravidanza. Si può dare anche a lei cibo del tipo kitten, somministrandolo ad libitum, cioè a volontà. Durante la lattazione, che dura generalmente 60 giorni o più, il fabbisogno energetico può essere il doppio o il triplo rispetto a quello di mantenimento. È fondamentale la disponibilità di molti liquidi: acqua fresca, latte o brodo di carne per evitare fenomeni di disidratazione che avrebbero un’influenza molto negativa sulla produzione quantitativa e qualitativa di latte.

Quando e come iniziare lo svezzamento
Lo svezzamento dei gattini dovrebbe iniziare dopo le prime tre settimane di vita, indicativamente attorno alla quarta settimana, quando il gattino comincia a esplorare il mondo circostante. I gattini iniziano a mangiare da soli intorno alle 3-4 settimane di età, ma è un processo graduale. In questa fase la madre inizia naturalmente a ridurre l’allattamento, sia per favorire la crescita autonoma dei suoi cuccioli sia perché i loro dentini in crescita possono rendere l’allattamento scomodo.
È assolutamente normale che, all'inizio, il gattino sia restio a mangiare cibo solido o possa addirittura rigurgitarlo. Ogni gattino ha i suoi tempi per abituarsi a questa novità. Per facilitare il processo, si può iniziare offrendo cibi umidi specifici per gattini (di tipo babycat o kitten), che possono essere mescolati con un po’ di acqua tiepida o latte artificiale per renderli più morbidi.
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Nutrizione naturale: l'importanza della qualità
I gattini hanno necessità di amminoacidi per lo più solforati (arginina, cistina, metionina), sostanze che si ritrovano prevalentemente nei tessuti animali. Questa necessità nutrizionale rispecchia la natura prettamente carnivora del gatto. Anche i grassi di derivazione animale sono molto importanti, poiché sono una fonte concentrata di energia e di acidi grassi essenziali come acido arachidonico, EPA e DHA. I carboidrati non sono necessari se nell’alimento viene fornita un’adeguata quota di proteine.
È vietato improvvisare con il cibo umano: niente latte vaccino, carne cruda, ossa, cibo per cani, cipolla, aglio, dolci o roba salata. Il latte di mucca, in particolare, è da evitare perché potrebbe determinare flatulenza e diarrea a causa delle grandi quantità di lattosio.
Il ruolo della madre nell'educazione
È importante che durante questo periodo il gattino resti con la madre, perché oltre all’allattamento, la mamma gioca un ruolo cruciale nell’educazione dei cuccioli. Attraverso l’imitazione il gattino impara comportamenti essenziali, come mangiare il cibo solido, usare la lettiera e socializzare. Non bisogna mai separare i micini dalla mamma prima di due mesi di vita, perché le prime tappe dello sviluppo psicofisico avvengono attraverso la gatta.
Gestione dei gattini orfani
Hai trovato un micio abbandonato? In questo caso, sarà necessario alimentare i piccoli con il latte artificiale in polvere adeguatamente preparato. Il latte va riscaldato al momento dell’uso a 35°-36°C. Il gattino neonato va alimentato ogni 2-4 ore; strofinando dopo ogni pasto la zona anale e genitale con un panno umido per simulare il leccamento materno e stimolare così la minzione e la defecazione.

Sviluppo dei denti e alimentazione solida
I denti da latte nei gattini iniziano a spuntare fra la terza e la quarta settimana di vita. Entro i quattro mesi, i gattini iniziano la fase di "perdita dei denti da latte". La dentizione permanente si completa entro i sei mesi, quando il gatto sarà pronto per una masticazione più intensa. A questo punto, il gattino è completamente svezzato. Dopo i 2 mesi, il gattino comincia ad effettuare 18-20 pasti distribuiti uniformemente tra giorno e notte, per cui è possibile lasciare il secco a disposizione, fornendo l'umido 2-3 volte al dì.
L'impatto del microbiota e la salute futura
Il microbiota intestinale si instaura molto precocemente, durante il parto e subito dopo, e perdura per tutta la vita. Uno svezzamento fatto con alimenti naturali, freschi e ben bilanciati, aiuta il piccolo gatto a stimolare la produzione di anticorpi, costruendo le sue difese naturali. I gatti sono molto curiosi e altrettanto esigenti per quanto riguarda il cibo. La dieta del gatto deve essere sana ma allo stesso tempo molto varia perché i gatti si annoiano facilmente. Ricordate sempre di consultare il medico veterinario per scegliere gli alimenti più adatti allo stadio di crescita specifico del vostro piccolo felino.