Guida Completa allo Svezzamento: L'Uso delle Creme Vegetali Liofilizzate, Vantaggi e Preparazione

Lo svezzamento, o divezzamento, rappresenta una fase cruciale nella vita del bambino, segnando il passaggio da un'alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta che include cibi semi-solidi e successivamente solidi. È un periodo di esplorazione di nuovi sapori, consistenze e modalità di assunzione del cibo, che richiede attenzione e cura per assicurare al piccolo tutti i nutrienti necessari per una crescita sana e armoniosa. In questa guida, faremo riferimento alle indicazioni contenute nella pubblicazione “Il bambino nella sua famiglia”, che raccoglie il contributo di numerosi esperti del settore, per fornire una panoramica dettagliata sull'introduzione degli alimenti complementari, con un focus particolare sull'uso delle creme vegetali liofilizzate, i loro vantaggi e le modalità di preparazione.

Bambino che assaggia nuovi cibi durante lo svezzamento

Quando Iniziare lo Svezzamento: Indicazioni e Raccomandazioni Ufficiali

La decisione su quando iniziare lo svezzamento è di fondamentale importanza e deve essere presa con consapevolezza, sempre in accordo con il pediatra. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute e le maggiori società scientifiche internazionali raccomandano l'allattamento esclusivo fino al sesto mese di vita del neonato. Questa indicazione si basa sulla constatazione che il latte materno, o il latte artificiale in sua assenza, è in grado di soddisfare pienamente i bisogni nutrizionali del lattante fino a questa età. In alternativa, se l’allattamento non fosse possibile per svariate ragioni, si consiglia il latte artificiale.

Tuttavia, il latte, pur mantenendo un posto importante nell’alimentazione, cessa di essere l’alimento esclusivo in quanto non basta più a soddisfare tutte le esigenze nutritive del bambino a partire dai 6-8 mesi. Questa integrazione è necessaria perché il latte, a partire dai 6-8 mesi, incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali. Il passaggio deve avvenire nel momento in cui l’alimentazione a base di latte, che sia materno o artificiale, non basta più a soddisfare i bisogni nutrizionali del lattante, in particolare per quanto riguarda l’apporto energetico, proteico e di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D. Pertanto non è opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del 6° mese, se non in alcune situazioni particolari e su indicazione del pediatra.

La European Food Safety Authority (EFSA), l’autorità europea che si occupa di nutrizione e sicurezza alimentare, ritiene che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti fino ai 6 mesi. Solo una percentuale inferiore di lattanti richiede un divezzamento precoce per garantire una crescita e uno sviluppo ottimali. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi, sempre secondo EFSA, il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a. Può essere, quindi, anticipato nel periodo tra i 4 e i 6 mesi nel caso in cui il pediatra lo ritenga opportuno in base all’andamento delle curve di crescita e di eventuali rischi nutrizionali legati alla storia clinica del neonato. È fondamentale discutere sempre di questa decisione con il pediatra. Prima del quarto mese, è sconsigliato iniziare lo svezzamento, in quanto l’apparato digerente non è ancora in grado di poter assumere alimenti che non siano latte. Non esiste il “momento assoluto” che va bene per tutti i bambini: l’introduzione dei primi alimenti diversi dal latte dipende da variabili assolutamente individuali, tra cui i bisogni nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico, il rapporto mamma-bambino e anche l’ambito socio-culturale.

Principi Fondamentali di uno Svezzamento Consapevole

Per affrontare lo svezzamento nel modo più sereno e proficuo possibile, è utile tenere a mente alcuni principi guida che favoriranno l'adattamento del bambino ai nuovi cibi e sapori.

  1. Non avere fretta: I primi assaggi possono essere difficoltosi in quanto il bambino deve abituarsi a sapore, consistenza, temperatura diversi, oltre che a una nuova modalità di assumere il cibo. È un percorso graduale, e la pazienza è fondamentale.
  2. Un nuovo alimento per volta: I cibi devono essere proposti in maniera graduale. In questo modo il bambino si abitua a nuovi sapori e si possono al contempo rilevare eventuali reazioni allergiche o intolleranze. Per i primi inserimenti sarà bene attendere due-tre giorni di distanza l’uno dall’altro. Solo se il bambino accetta gli inserimenti e non presenta alcuna reazione sarà possibile procedere oltre.
  3. Scegli alimenti sicuri: I cibi devono essere prima di tutto sicuri, digeribili e preparati in condizioni di igiene. I prodotti biologici si distinguono per l’assenza di pesticidi di sintesi nel metodo di coltivazione, offrendo una garanzia aggiuntiva in termini di qualità e purezza. Gli alimenti appositamente formulati per i bambini, i cosiddetti baby food, sono preparati appositamente per lo svezzamento e studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Il baby food, inoltre, è regolamentato da severe normative europee per garantirne la qualità.
  4. Non fissare schemi troppo rigidi: È importante non fissare fin dall'inizio schemi troppo rigidi, per numero, quantità e orario dei pasti nell’arco della giornata. L’introduzione degli alimenti deve essere graduale, per permettere al bambino di assaggiare, abituarsi e accettare nuovi sapori e consistenze, e basato sul modello alimentare familiare. È necessario solo che siano soddisfatti i bisogni energetici e nutritivi.
  5. Osservare i segni di prontezza: Per la prima pappa sarà necessario attendere che il bambino mostri interesse durante i pasti, stia seduto da solo e abbia perso il riflesso di estrusione (quello che gli permette di tirare fuori la lingua e, al tempo stesso, evitare che entrino in bocca corpi estranei). Dopo che il bambino ha intrapreso e accettato questo percorso non attendete troppo tempo prima di inserire nuove consistenze, per dargli modo di sperimentare e avviare la masticazione.

Liofilizzati e Omogeneizzati: Differenze, Vantaggi e Utilizzo nello Svezzamento

Oggi il passaggio da una dieta esclusivamente composta da latte a una solida è facilitato dalla disponibilità di prodotti specifici, studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Liofilizzati e omogeneizzati sono alimenti per l’infanzia che possiedono uguali caratteristiche nutrizionali, ciononostante i loro processi produttivi sono molto diversi. Scopriamo assieme le differenze tra i due, come i liofilizzati sono utilizzati nello svezzamento e tanto altro.

Infografica: Liofilizzati vs Omogeneizzati

Cosa Cambia Tra Liofilizzati e Omogeneizzati?

La differenza tra liofilizzati e omogeneizzati, infatti, è tutta nella preparazione.

Il Processo di Liofilizzazione:Il processo di liofilizzazione è un processo di essiccazione del prodotto fresco che ha lo scopo di aumentare la conservabilità di un prodotto. Questo metodo consiste nel congelare l'alimento e poi rimuovere il ghiaccio per sublimazione, ottenendo un prodotto secco e leggero sotto forma di polvere o scaglie. Questo processo preserva gran parte delle proprietà nutritive originali dell'alimento. Un'altra differenza è anche nei gruppi alimentari: i liofilizzati di carne, infatti, compongono buona parte dei prodotti disponibili della categoria.

Gli Omogeneizzati: Processo e Caratteristiche:Gli omogeneizzati sono cotti al vapore, confezionati in recipienti di vetro sottovuoto e sterilizzati. Non contengono conservanti o additivi, pesticidi e ormoni. Si tratta di alimenti (carne, pesce, frutta, verdura) sottoposti a un processo tecnologico di frantumazione finissima che li rende di facile ingestione e digestione. Gli ingredienti degli omogeneizzati vengono lavorati in microparticelle che rendono la masticazione, deglutizione e digestione più semplice, non perdendone i valori nutrizionali. Gli omogeneizzati spaziano in tutti i gruppi, dalla carne fino a verdure, frutta e legumi, offrendo una vasta gamma di sapori e combinazioni.

A Cosa Serve il Liofilizzato Nello Svezzamento?

Come visto, i liofilizzati nello svezzamento sono un alimento utilizzabile a partire dai 6 mesi, salvo diversa indicazione pediatrica, che si differenzia dall’omogeneizzato per i metodi di preparazione e conservazione. Storicamente, infatti, il liofilizzato è stato introdotto tra gli alimenti baby food per rispondere alla necessità di avere sempre a disposizione una fonte proteica da offrire ai bambini durante il divezzamento. Il più noto è proprio quello a base di carne. Un tempo, infatti, in assenza di carne fresca, avere a disposizione un preparato in polvere da poter reidratare al bisogno, era una strategia ottimale per assicurare un’adeguata nutrizione per i più piccoli.

Vantaggi e Svantaggi di Liofilizzati e Omogeneizzati

Il principale vantaggio dei liofilizzati per neonati è, dunque, la loro maggiore conservabilità e facilità di preparazione. Oggigiorno l’approvvigionamento di alimenti si è sensibilmente evoluto e pertanto non si vede più la necessità di impiegare un prodotto in polvere a fronte della disponibilità di prodotti freschi ed omogeneizzati a base di carne.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la porzione di prodotto da offrire ai più piccoli. Infatti, la porzione di liofilizzato da reidratare in acqua, o in brodo, deve essere limitata al fine di non eccedere nella quantità proteica presente nella pappa. La porzione di polvere durante il divezzamento non deve infatti superare i 5 g (all’incirca un cucchiaino di polvere), per non incorrere in una porzione proteica troppo elevata. È noto che l’eccesso proteico nei primi anni di vita predispone i bambini ad un aumentato rischio di obesità in epoche successive, per tale ragione è importante controllare le porzioni di fonti proteiche che vengono offerte.

Sia liofilizzati che omogeneizzati hanno la caratteristica di essere più digeribili grazie al processo di sminuzzamento delle fibre degli ingredienti, facilitando così lo svezzamento. Questo è particolarmente vantaggioso per il sistema digestivo ancora immaturo del neonato.

Varietà di Liofilizzati e Omogeneizzati

Esistono diverse varietà di liofilizzati per soddisfare i bisogni nutrizionali e digestivi dei più piccoli durante il primo approccio allo svezzamento. Sul mercato è possibile trovare:

  • Liofilizzato di carne. Le varietà più comunemente trovate sono: manzo, pollo, coniglio, tacchino, cavallo.
  • Liofilizzato di pesce.
  • Liofilizzato di verdure.

Sono meno comuni i liofilizzati alla frutta.

Gli omogeneizzati, come i liofilizzati, introducono nuovi sapori ai bambini durante lo svezzamento. Le varietà di omogeneizzati sono sempre più vaste, esaltando nuovi elementi e diverse combinazioni di sapori. Ecco alcune categorie tra le quali scegliere:

  • Omogeneizzati di carne
  • Omogeneizzati di pesce
  • Omogeneizzati di verdure
  • Omogeneizzati di formaggio
  • Omogeneizzati di legumi
  • Omogeneizzati di frutta

Ricetta prime pappe | Pappe neonato 6-7 mesi facile e veloce

La Preparazione della Pappa: Basi e Ingredienti

Lo svezzamento tradizionale prevede l'introduzione progressiva dei nuovi cibi nella dieta del bambino. La pappa classica si compone di una base liquida e di una parte solida, arricchita con carboidrati, proteine e grassi.

La Base: Il Brodo Vegetale

La base per la classica "pappa" è il brodo vegetale. Per prepararlo, è sufficiente mettere nella pentola a bollire 1 litro di acqua e verdure di stagione. Per prima cosa occorre far bollire a lungo tre-quattro verdure, finché non risultano completamente morbide e il brodo non si colora. Patata, carota, zucchina e zucca sono ottime per iniziare, introducibili dai 5 mesi. Successivamente si potranno aggiungere sedano, porro, cipolla, insalata, finocchi, cavolfiori e spinaci dai 6 mesi. Il brodo si può conservare in frigo per 24 ore. Il consiglio è di congelarne una buona quantità in porzioni di circa 200 ml, da poter utilizzare nei giorni seguenti. Il passato delle verdure utilizzate per preparare il brodo potrà essere aggiunto dopo qualche giorno, oppure fin da subito.

Composizione della Pappa

Al brodo vegetale si aggiungono gradualmente altri componenti:

  1. Una quota di carboidrati: Crema di riso o farina di mais e tapioca, da 1 a 3 cucchiai in totale. Non necessitano di cottura. Quando si passa a una consistenza maggiore si possono mettere in tavola le Stelline o le Puntine, anche in questo caso prodotte a partire da materie prime biologiche.
  2. Una quota di proteine: Si potranno utilizzare liofilizzati o omogeneizzati di carne o pesce (inizialmente mezza porzione, successivamente la porzione viene adattata alla crescita del bambino) oppure alimenti freschi. Dagli omogeneizzati si potrà passare gradualmente alla carne (ad esempio polpette da proporre a piccoli pezzi) o al pesce (cotto al vapore o al forno). Quanto al pesce è bene tener presente che le spine possono essere molto pericolose.
  3. Una quota di grassi: Un cucchiaino di olio extravergine di oliva è indispensabile per arricchire la pappa.

Ingredienti per la prima pappa: brodo, cereali, omogeneizzato

Esempi di Preparazione

  • Pappa semplice con zucca e ricotta: Cuoci a vapore la zucca, fai bollire il riso in abbondante acqua senza sale. Frulla la zucca e amalgamala con la ricotta fresca e il riso bollito.
  • Pastina salmone e verdurine miste (con omogeneizzati):
    • Ingredienti: Pasta Stelline (20 g), mezzo vasetto di Omogeneizzato di salmone con patate (40 g), mezzo vasetto di Omogeneizzato di verdurine miste (40 g), 1 cucchiaino di olio extravergine (5 g).
    • Procedimento: Fai bollire 20g di pastina in acqua o nel brodo di verdure. Dopo aver ottenuto la pastina della consistenza desiderata, aggiungi alla pappa mezzo vasetto di Omogeneizzato di salmone con patate (40g) e mezzo di Omogeneizzato di verdurine miste (40g), mischiando bene. Infine, aggiungi alla pappa un cucchiaino di olio extravergine di oliva (5 g). Il piatto è pronto: scegli se servirlo caldo o se farlo raffreddare per servirlo tiepido al tuo bambino.

Dalle creme si passerà alla pastina e poi alla pasta vera e propria. Dagli omogeneizzati si potrà passare gradualmente alla carne (ad esempio polpette da proporre a piccoli pezzi) o al pesce (cotto al vapore o al forno). Naturalmente la dieta familiare dovrà essere corretta sotto tutti i punti di vista, qualitativo e quantitativo (sarà bene controllarla con il pediatra). È bene anche verificare che vi sia un apporto adeguato di calcio, zinco e di proteine di alta qualità, fondamentali in questa fase di crescita.

Schema Alimentare e Introduzione degli Alimenti per Età

L’uso di uno schema dello svezzamento mese per mese può fornire un punto di riferimento e una guida per rendere il processo più facile, in quanto fornisce pratiche informazioni su quando introdurre i diversi alimenti. Tuttavia, è importante sapere che l’ordine per l’inserimento degli alimenti nel calendario non è rigido. Non esiste un programma alimentare predefinito. Il passaggio dal latte materno o formulato agli altri alimenti deve essere graduale, per permettere al bambino di assaggiare, abituarsi e accettare nuovi sapori e consistenze, e basato sul modello alimentare familiare. Secondo lo svezzamento tradizionale è preferibile cuocere gli alimenti in acqua o a vapore, e si può utilizzare anche la pentola a pressione.

Quando e Come Introdurre i Cibi

  • Svezzamento 4 mesi: Alcuni pediatri potrebbero suggerire di iniziare lo svezzamento prima dei sei mesi, o potrebbero esserci circostanze specifiche che portano un medico a considerare l'introduzione di nuovi cibi in anticipo. Di solito si inizia con la pera, che è uno dei frutti più delicati e adatti al neonato. È fondamentale discutere sempre di questa decisione con il pediatra. Si possono introdurre anche mela, banana e prugna, e alcune gocce di limone nella frutta.
  • Svezzamento 5 mesi: Se avete già iniziato (anche solo con la frutta) nel quarto mese, potete continuare così oppure iniziare a introdurre nuovi alimenti. Alcuni iniziano lo svezzamento vero e proprio intorno al quinto mese. Chi preferisce iniziare con pappe di latte e chi con il brodo vegetale. Molti alimenti possono essere introdotti dal quinto mese, come patata, carota, zucchina, zucca, crema di riso, mais e tapioca, parmigiano e olio extra vergine di oliva. Per le proteine, il coniglio, il pollo, il tacchino e l'agnello liofilizzati possono essere introdotti.
  • Svezzamento 6 mesi: Il passaggio allo svezzamento al sesto mese è davvero importante nell'alimentazione del vostro piccolo. Fino a ora, avete dato al neonato solo latte, ma dopo il compimento dei sei mesi potete iniziare a introdurre altri cibi. È il momento perfetto per far scoprire al vostro bambino nuovi sapori e consistenze, permettendogli di esplorarle con tutti i sensi. Si possono introdurre albicocche e pesche; sedano, porro, cipolla, insalata, finocchi, cavolfiori e spinaci; semolino e crema multicereali. Per la carne, il vitello e il manzo omogeneizzati possono essere aggiunti. Si possono introdurre formaggi ipolipidici.
  • Svezzamento 7 mesi: Potrete iniziare a inserire una seconda pappa (se non già fatto a sei mesi) e comporre l'alimentazione giornaliera con due poppate di latte materno o in formula e due pasti. Potrete anche iniziare a variare gli ingredienti aggiungendo al menu la pastina micro (circa 20 grammi) da condire con un cucchiaino di sugo di pomodoro oppure con una passata di legumi come lenticchie, fagioli o piselli. Potete anche arricchire il passato di verdure aggiungendo broccoli, verza, fagiolini, zucca. Si può introdurre ricotta fresca e yogurt intero.

Tabella Indicativa per l'Introduzione degli Alimenti

Ecco un utile elenco dei principali alimenti e delle relative età consigliate per l'inizio dell'introduzione nella dieta del bambino. È importante ricordare che durante lo svezzamento classico è sempre consigliabile consultare il pediatra, che vi guiderà mese dopo mese nell'introduzione degli alimenti nella dieta del vostro piccolo.

  • Frutta:
    • Mela, pera, banana e prugna: da 4 mesi.
    • Limone: alcune gocce nella frutta a partire dai 4 mesi.
    • Albicocche e pesche: dai 6 mesi.
    • Arance e mandarini: spremuti dall'8° mese.
    • Kiwi, fragole, uva, cachi, fichi, anguria, melone, castagne, noci, mandorle: dopo i 12 mesi.
  • Verdura:
    • Patata, carota, zucchina e zucca: dai 5 mesi.
    • Sedano, porro, cipolla, insalata, finocchi, cavolfiori e spinaci: dai 6 mesi.
    • Pomodoro: senza buccia, dai 10 mesi.
    • Melanzane e carciofi: dopo i 12 mesi.
  • Cereali:
    • Riso: in crema dai 5 mesi, in chicchi dagli 8 mesi.
    • Mais e tapioca: in crema dai 5 mesi.
    • Semolino: dai 6 mesi.
    • Crema multicereali: dai 6 mesi.
    • Pastina minuscola, tipo sabbiolina: dai 7 mesi.
    • Pastina piccola, tipo forellini micron: dagli 8 mesi.
    • Pastina media, tipo anellini, stelline o puntine: dai 10 mesi.
    • Orzo e farro: dai 12 mesi.
  • Carne:
    • Coniglio, tacchino, pollo, vitello e manzo: liofilizzato dai 5 mesi, omogeneizzato dai 6 mesi, lessato o cotto al vapore dai 9 mesi.
    • Prosciutto cotto senza polifosfati: dagli 8 mesi.
    • Maiale: dopo i 12 mesi.
  • Formaggi:
    • Parmigiano: dai 5 mesi.
    • Formaggio ipolipidico: dai 6 mesi.
    • Ricotta fresca: dai 7 mesi.
    • Caciotta, fontina dolce, caprino fresco e crescenza: dagli 8 mesi.
  • Pesce:
    • Merluzzo, trota, sogliola, platessa, nasello e palombo: dagli 8 mesi.
    • Pesce spada e salmone: dai 9 mesi.
  • Altri alimenti:
    • Olio extra vergine di oliva: dai 5 mesi nella pappa.
    • Brodo vegetale: dai 5 mesi.
    • Yogurt intero: dai 7 mesi.
    • Brodo di carne: dagli 8 mesi.
    • Legumi: dagli 8 mesi.
    • Uovo: tuorlo sciolto nella pappa, dai 9 mesi; uovo intero dopo i 12 mesi.
    • Miele: dopo i 12 mesi.

Tabella riassuntiva alimenti e età consigliata

Quantità e Frequenza dei Pasti Nello Svezzamento

Le quantità degli alimenti durante lo svezzamento dovrebbero essere stabilite in base alle indicazioni del pediatra, in quanto variano in base all'età e alle esigenze individuali del bambino.

Quantità Indicative

  • Cereali:
    • Inizialmente: 2 cucchiai abbondanti (3 cucchiai se il bambino preferisce la pappa più densa).
    • Successivamente: 3 cucchiai abbondanti (4 cucchiai se il bambino preferisce la pappa più densa).
    • Si può scegliere variando tra: crema di riso e crema mais e tapioca (sotto i 5 mesi). Anche semolino, crema multicereali, pastina di grano tenero (dai 5 mesi).
  • Carne o uovo (dai 9 mesi):
    • Inizialmente: Mezzo omogeneizzato da 80 gr.
    • Successivamente: 1 omogeneizzato intero 80 gr.
    • Si può scegliere variando tra: Carni bianche: coniglio, pollo, tacchino, agnello (sotto i 6 mesi). Carni rosse: vitello e manzo (dai 6 mesi). Tuorlo d’uovo, un paio di volte a settimana al posto della carne dai 9 mesi in poi: si parte con una piccola quantità aumentando progressivamente fino a raggiungere 1 uovo intero (albume incluso) dai 12 mesi in poi.
  • Olio extravergine di oliva:
    • Inizialmente: 1 cucchiaino da tè (5 ml circa).
    • Successivamente: 1 cucchiaio (10 ml circa).
  • Parmigiano grattugiato:
    • Inizialmente: 1 cucchiaino da tè (5 ml circa).
    • Successivamente: 1 cucchiaio (10 ml circa).

Schema Orario dei Pasti

All'inizio del sesto mese, i pasti consigliati dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento comincia sostituendo uno di questi con la prima pappa. È necessario introdurre gli alimenti con gradualità, uno per volta. La regola più comune consiste nel sostituire la poppata delle 12.00 con una pappa a base di brodo vegetale.

Dopo circa 1-2 mesi, le pappe diventano 2, con l'aggiunta di una merenda, e di conseguenza diminuiscono i pasti a base di latte. La merenda svolge un ruolo importante perché evita che il bimbo arrivi con troppa fame al momento del pasto e dunque lo aiuta ad alimentarsi in maniera corretta. Nella maggior parte dei casi l’ora migliore è al risveglio dal pisolino del pomeriggio. Attenzione però a non esagerare, non deve essere così abbondante da sostituire la cena.

Circa un mese dopo l'introduzione della prima pappa e della merenda, è consigliabile aggiungere una seconda pappa da proporre tra le 18:00 e le 20:00. La scelta dell’orario dipende anche da quando ricompare l’appetito, cosa che può essere variabile da bambino a bambino, e dalle esigenze dei genitori.

Lo Svezzamento Vegetariano: Una Scelta Consapevole e Bilanciata

L’alimentazione vegetariana, o più correttamente detta latto-ovo-vegetariana, è piuttosto apprezzata dagli italiani (è seguita dal 5-6% della popolazione) poiché la dieta mediterranea è basata principalmente sul consumo di alimenti vegetali, e le persone che la seguono spesso decidono di proporla anche ai propri figli. Si tratta di una scelta sicura per i bambini?

In passato, complice una scarsa cultura sul tema, si riteneva che scegliere l’alimentazione vegetariana volesse dire “sostituire” la carne con uova e formaggi. Inoltre questo tipo di alimentazione era spesso confuso con altre diete, come ad esempio quella macrobiotica o igienista, basate su altri criteri. Si è dunque diffuso il falso mito secondo cui le persone vegetariane andrebbero incontro a carenze nutrizionali, e che, di conseguenza, lo svezzamento vegetariano non sarebbe idoneo per la crescita del bambino.

Varietà di verdure e legumi per svezzamento vegetariano

Sfatare i Miti e Garantire l'Equilibrio

Lo svezzamento vegetariano non è poi così diverso dalla dieta onnivora, fatta eccezione per il consumo di carne e pesce. Se diamo uno sguardo alla piramide alimentare noteremo che la carne dovrebbe essere offerta al massimo tre volte a settimana, mentre il pesce quattro. Molto spesso ci si chiede: «Come sostituire la carne e il pesce?». Ma l’alimentazione vegetariana non va vista come una dieta di eliminazione, quanto piuttosto come l’abitudine a consumare correttamente tutti gli alimenti vegetali, i latticini e le uova, in modo che il risultato complessivo sia una nutrizione equilibrata. Dire che lo svezzamento vegetariano funziona se si sostituiscono i legumi alla carne sarebbe riduttivo e fuorviante.

La scelta è assolutamente soggettiva e riguarda i genitori e i loro bambini. Inoltre, se i genitori devono affidare il proprio bambino a familiari o educatori magari poco pratici rispetto all’alimentazione vegetariana, in genere si sentono più tranquilli se hanno la possibilità di optare per lo svezzamento tradizionale e dunque lasciare loro le pappe già pronte ed equilibrate.

I pediatri sconsigliano, almeno fino all’anno di età, l’aggiunta di sale e zucchero negli alimenti. In più, gli alimenti appositamente formulati per i bambini, i cosiddetti baby food, sono preparati appositamente per lo svezzamento e studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino.

Componenti Chiave nello Svezzamento Vegetariano

L'impostazione di un pasto tipico prevede una buona quota di cereali sotto forma di pasta, polenta, riso, miglio e altri cereali in chicco, a cui si aggiunge una porzione di alimento proteico a scelta tra legumi decorticati, formaggi e uova. Questi possono essere cucinati in tutte le loro declinazioni: i legumi esistono anche in forma di farinate, pasta, polpette, eccetera; le uova strapazzate (ben cotte) o sotto forma di frittata al forno, uovo sodo a pezzetti; i formaggi come condimento o a fettine da afferrare. Si aggiungono verdure sia sotto forma di sugo o come contorno in pezzi.

  • Legumi: Nello svezzamento vegetariano saranno presenti nella maggior parte dei pasti, ovvero tutti i giorni o quasi, perciò è importante conoscerli bene e variarli all’interno della dieta. Lenticchie rosse, piselli medi spezzati, ceci… devono essere sempre ben cotti e decorticati. Se invece si preferiscono i legumi con la buccia, quest’ultima va comunque necessariamente tolta dopo la cottura (l’operazione è molto semplice, basta usare un passaverdure a maglie strette). Le bucce possono anche essere tolte a mano; dopotutto si tratta di poche unità, 10-15 legumi al massimo. I legumi vanno aggiunti nella quantità di tre-quattro cucchiaini.
  • Uovo: L’uovo va offerto ben cotto e sbriciolato sulla pappa.
  • Grassi di Qualità: Una volta aggiunta la parte proteica occorre condire con dei grassi di ottima qualità: un cucchiaino di olio extravergine di oliva e un cucchiaino di olio di semi di lino (particolarmente ricco in Omega 3). Un lattante ha una velocità di crescita rapida e necessita di molte calorie in poco spazio. Glieli forniremo aggiungendo ai pasti dell’olio extravergine di oliva, olio di semi di lino e creme di frutta a guscio (o frutta a guscio finemente macinata).
  • Verdure: La porzione di verdure non deve essere generosa solo perché il bimbo è vegetariano. Questa tabella serve solo per avere un’idea indicativa delle quantità; non è necessario pesare tutto, basta imparare a occhio.

Considerazioni Nutrizionali Specifiche

Un occhio di riguardo va alle fibre: dal momento che queste abbondano negli alimenti vegetali, possono saziare precocemente il bambino e limitarne l’assorbimento di alcuni nutrienti tra cui il ferro. Un’altra accortezza è quella di essere generosi con la porzione di grassi.

Lo svezzamento vegetariano comprende tutti i cereali, tutti i tipi di legumi (compresi il tofu e il tempeh, alimenti ottimi purché acquistati al naturale, senza aggiunta di insaporenti), tutti i tipi di verdure e frutta, di frutta a guscio e oli e i derivati animali indiretti, ovvero formaggi e uova. Non comprende, come qualcuno crede, seitan, hamburger di soia e altri prodotti pronti che simulano la carne.

Così come per lo svezzamento vegano, anche in quello vegetariano è necessario integrare la vitamina B12, poiché la quota di questa sostanza apportata da latticini e uova è insufficiente a coprire i fabbisogni del bambino e dell’adulto. Possiamo dunque affermare che lo svezzamento vegetariano è assolutamente sicuro per il bambino, che avrà modo di crescere al pari dei suoi coetanei onnivori.

Rimane un dilemma di carattere etico: è giusto scegliere per i nostri figli? A questo la scienza non può rispondere. Possiamo solo affermare che tutti i genitori, in ogni cultura, scelgono cosa far mangiare ai propri figli. Per ogni bambino la norma è ciò che viene cucinato in casa e ciò che mangiano i propri genitori.

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