Ci siamo! Dopo un periodo d'attesa e tanta emozione, i primi momenti dopo un parto sono sempre delicati, anche nel caso dei conigli. Avere dei conigli appena nati suscita naturalmente la domanda su come prendervene cura nel modo migliore per la loro salute e per il loro benessere. La buona notizia è che ci sono dei passi da seguire, che potrebbero far andare al meglio questa esperienza e a farli crescere tutti nel migliore dei modi. I conigli sono animali socievoli, graziosi ma anche altrettanto delicati, soprattutto nei primi mesi di vita. Bisogna considerare che, per quanto possano essere piccoli e buffi, i conigli sono esseri viventi di cui prendersi cura con tutte le adeguate accortezze. In questo nuovo articolo parliamo di un tema connesso alla riproduzione dei conigli, ovvero lo svezzamento dei coniglietti. È di dovere fare le giuste ricerche per capire come accudire un coniglio, poiché i conigli sono animali dallo stomaco particolarmente delicato e con loro anche una piccola svista può avere risvolti drammatici, in particolar modo se ci si ritrova ad avere a che fare un coniglio appena nato. In questo articolo andremo a vedere come si svolge lo svezzamento dei conigli, cosa fare con conigli appena nati e dove trovare i prodotti adatti per avere dei conigli neonati ben nutriti e felici.
La Preparazione all'Arrivo: Cura della Madre e dell'Ambiente
Per avere dei cuccioli sani è fondamentale che anche la loro madre sia nutrita in modo adeguato. Un buon punto di partenza, se la mamma è già con noi durante la gravidanza, è di occuparsi in primis della sua alimentazione. Durante i mesi d'attesa sono indicati cibi di alta qualità, ricchi di nutrienti essenziali per la salute dei conigli. Alla coniglia incinta vanno infatti fornite grandi quantità di acqua e cibo per conigli adeguato, alimenti che contengano la giusta quantità di proteine (16%), di fibre (18%) e grassi per un valore massimo del 3%. Pertanto offri in grande quantità fieno per conigli, erba, verdure e gli altri alimenti complementari della loro dieta quotidiana. Questo supporto nutrizionale è cruciale non solo per la salute della madre durante la gestazione, ma anche per assicurare la produzione di un latte ricco e sufficiente a sostenere la crescita dei cuccioli. La qualità del latte materno è direttamente influenzata dalla dieta della coniglia, e una carenza può compromettere seriamente lo sviluppo e la resistenza alle malattie dei neonati.

La gabbia o scatola che ospiterà la mamma e i cuccioli, che non vanno assolutamente separati, deve essere giustamente ospitale. La pulizia è per prima cosa fondamentale per prevenire malattie e infezioni in animali così delicati. Poi, ponete dell'erba o del fieno sul fondo per ammorbidire, e sopra ponete un panno di stoffa pulito, per adagiare i piccoli. L'ambiente deve essere sicuro, con una temperatura adeguata e costante e lontano da persone o altri animali che potrebbero disturbarli. I conigli neonati sono molto fragili, privi di pelo, sordi e ciechi, e necessitano di un ambiente controllato per le prime settimane di vita.
Negli ultimi giorni della gravidanza, diventa fondamentale agevolare la coniglietta mettendole a disposizione un nido di paglia o di truciolato che sarà riempito da lei stessa con il suo pelo. La realizzazione di un nido idoneo è una delle prime condizioni che l’allevatore deve verificare, poiché la sua composizione è vitale per la sopravvivenza dei piccoli, che devono essere protetti dal freddo. L’eventuale mancanza di pelo nel nido deve essere colmata manualmente, togliendo il pelo dal petto della femmina e sistemandolo per bene al centro del nido. Il momento del parto è molto delicato e avviene nelle ore del buio o nei primi momenti dell'alba. Può durare dai 10 ai 30 minuti e solitamente non è richiesta l’assistenza del padrone o comunque di un essere umano. I piccoli feti vengono adagiati sul pelo del nido per mantenere la temperatura intorno ai 35°C, un aspetto cruciale data la loro incapacità di regolare autonomamente la temperatura corporea nelle prime settimane. Altra attenzione importante, soprattutto se le coniglie sono al primo parto, è quella di vigilare affinché il parto avvenga all’interno del nido; in caso contrario bisogna provvedere a spostare i nati all’interno del nido.
I Primi Giorni di Vita: L'Importanza Vitale del Latte Materno
I conigli appena nati sono molto fragili, poiché sordi, ciechi e senza pelo. Appena nati, i piccoli sono inetti, ovvero sono ciechi, sordi e glabri. Iniziano ad aprire gli occhi attorno al decimo giorno di vita, e fino a quel momento la loro sopravvivenza dipende interamente dalla madre e dalla qualità del nido. È importante che durante i primi mesi di vita siano sistemati in un posto sicuro, con una temperatura adeguata e costante e lontano da persone o altri animali. Le cure dei cuccioli di coniglio dovrebbero essere quasi totalmente affidate alla madre, in modo tale che i coniglietti acquisiscano abitudini e riflessi di base. In queste condizioni di estrema vulnerabilità, il latte materno non è solo nutrimento, ma anche una fonte essenziale di protezione immunitaria.

Nelle prime settimane è vitale l'allattamento: la mamma è l'unica che può nutrire i cuccioli, e il nostro compito è solo quello di verificare che avvenga regolarmente. I coniglietti vengono allattati dalla madre una o due volte al giorno, al mattino e al crepuscolo, e riescono a succhiare il latte necessario in pochi minuti, spostandosi da una mammella all'altra. Le coniglie allattano i piccoli per circa 5 minuti al giorno, entrando nel nido o nella casetta di prima mattina e nuovamente di sera. Il loro latte è molto nutriente e i coniglietti si riempiono lo stomaco in pochi minuti. Le coniglie non restano nel nido per riscaldare i piccoli come fanno di solito i mammiferi e gli uccelli; invece, costruiscono un nido con il loro pelo e con erba per tenere i piccoli al caldo nell’intervallo tra le successive poppate.
allattamento coniglio
Dal momento della nascita fino allo svezzamento il coniglietto assumerà il latte materno in proporzioni differenti in funzione dell'età. Nell'immediato post-partum il piccolo ingerirà prevalentemente colostro, che altro non è che una sospensione di anticorpi prodotti dalla madre e molto importanti in quanto conferiscono al neonato una sorta di protezione contro alcune patologie in attesa che il suo sistema immunitario completi lo sviluppo. Per i primi 15 giorni di vita l'alimentazione del coniglietto sarà esclusivamente a base di latte materno in proporzione crescente in funzione dell'aumento di peso, con il picco massimo intorno al 15°-16° giorno. I coniglietti neonati sono unici nel mondo animale in quanto il loro tratto gastrointestinale (GI) rimane assolutamente privo di batteri (utili) nelle prime 3 settimane di vita, anche se il latte materno ha un pH di 5-6.5. Questo pH, che dovrebbe consentire lo sviluppo e la riproduzione dei microrganismi, viene contrastato da una molecola particolare (acido grasso) presente nel latte dei conigli, che impedisce la sopravvivenza dei batteri nei coniglietti in lattazione. Questa situazione di “sterilità” dell’intestino perdura per le prime 3 settimane di vita del coniglio, un meccanismo evolutivo che protegge il sistema digestivo immaturo dai patogeni.
Un aspetto fondamentale durante questo periodo è non toccarli (o almeno non toccarli troppo). Non si deve costringere una coniglia a restare nel nido. Potete prendere in mano i piccoli e controllare se si stanno alimentando controllando le dimensioni dello stomaco (che non deve essere infossato), il colore roseo della pelle e il loro livello di attività (non devono avere un colore bluastro e non devono apparire intorpiditi) e il tempo in cui li sentite piangere (i coniglietti neonati dovrebbero stare in silenzio per la maggior parte della giornata… se piangono costantemente allora significa che non vengono nutriti). Se vi capita di trovare un nido di leprotti e non vedete la madre nei dintorni, per favore NON disturbateli… è normale. Nel caso dei conigli, la madre li nutre solo una o due volte al giorno per soli 5 minuti, quindi lasciate i piccoli con la madre.
L'Inizio dello Svezzamento: Passaggio ai Cibi Solidi
Solo alla quarta settimana possiamo iniziare a muovere i nostri primi passi nella loro vita con lo svezzamento. Nei conigli, il parto avviene all'incirca un mese dopo il concepimento; lo svezzamento conigli comincia intorno alle quattro settimane dopo la nascita e finisce al raggiungimento dell'ottava settimana. Alla quarta settimana di vita si può iniziare ad introdurre nell'alimentazione dei conigli neonati i primi cibi solidi. Dobbiamo partire con il fieno e le erbe, tra le quali le più consigliate sono erba medica secca e tarassaco. Ideale sarebbe partire con il fieno e le erbe, come erba medica secca e tarassaco, per poi aggiungere gradualmente le verdure e il pellet per cuccioli.
Per quanto riguarda il fieno, la tipologia consigliata per i primi sei mesi di vita dei nostri piccoli conigli è l'alfalfa. Il fieno alfalfa è particolarmente indicato per la nutrizione dei conigli fino al raggiungimento dei sei mesi, in quanto contiene un'elevata quantità di calcio e sostanze nutritive, essenziali per la crescita rapida e lo sviluppo osseo dei giovani coniglietti. Non sottovalutiamo lo svezzamento in creature così piccole: il passaggio dal latte materno ai cibi solidi può presentare delle criticità. È importante ricordare che nello svezzamento conigli il passaggio dal latte materno ai cibi solidi è una fase critica; è qui infatti che bisogna prestare maggiore attenzione per fare in modo che l’apparato gastro-enterico del coniglio neonato si sviluppi correttamente. Come già accennato in precedenza si tratta di un processo a piccoli passi.

Intorno al 16°-17° giorno inizieranno, contemporaneamente all'assunzione del latte e a seguito delle esplorazioni al di fuori del nido, i primi tentativi di ingestione di alimento solido. Da questo momento fino all'epoca dello svezzamento aumenterà, in maniera lenta e progressiva e linearmente con l'incremento ponderale, l'assunzione di mangime e diminuirà quella del latte, fino ad arrivare all’età di 28 giorni dove il latte costituirà appena il 15-20% sul totale di alimento ingerito. Solo dopo averlo nutrito per settimane con fieno e erbe si potrà passare a piccoli pezzi di verdura fresca, sempre con cautela e controllando i piccoli durante i pasti. In queste settimane continueranno a bere latte, dalla mamma o dal piccolo biberon. È buona norma cominciare a somministrare ai coniglietti fieno di erba medica e pellet e poi, alla settima settimana, introdurre nella loro dieta le verdure, con moderazione e tagliate in piccoli pezzettini, in quanto potrebbero causare dei problemi digestivi ai coniglietti. Il Dr. sottolinea che nello svezzamento conigli nani, normali o giganti che siano, il passaggio dal cibo solido al cibo liquido è indubbiamente il periodo più critico e impegnativo per l’allevatore. Per fare in modo che l’apparato gastro-enterico si sviluppi correttamente, tale passaggio dovrà essere molto graduale. Dopo all'incirca due o tre mesi lo svezzamento può concludersi; a quel punto i nostri cuccioli di coniglio smetteranno di bere il latte e passeranno a nutrirsi esclusivamente di cibo solido.
Quando il giovane coniglietto comincerà ad esplorare, a diventare più robusto e curioso, lascerà la tana e comincerà a mangiucchiare il cibo che troverà sul suo percorso (erba, fieno, ecc.). Intorno alle 6 settimane la suzione del latte verrà gradualmente ridotta, cosa che abbasserà la concentrazione di olio lattico nello stomaco e modificherà il pH dello stomaco da 5-6 a 1-2. Questa acidificazione è fondamentale perché permette ai microrganismi ingeriti di riuscire a sopravvivere al passaggio nello stomaco e di cominciare a crescere e colonizzare rapidamente il ceco e diverse porzioni dell’intestino. Quest’ultima parte è molto importante e può avere dei problemi. In effetti, i microrganismi che si svilupperanno all’interno del tratto GI dipendono dal tipo di dieta, dal fieno, dallo stress, ecc. e può facilmente succedere che l’intestino “sterile” dei primi tempi venga colonizzato da batteri patogeni. Pertanto, la gradualità e la scelta di alimenti appropriati sono la chiave per una transizione sana e per lo sviluppo di una flora intestinale benefica.
Scenari Speciali: L'Accudimento dei Coniglietti Orfani o Rifiutati
La natura è imprevedibile e potrebbe capitarci di doverci occupare di conigli appena nati e orfani, o che sono stati rifiutati dalla mamma dopo il parto. Come funziona lo svezzamento conigli in caso la madre venisse a mancare durante il parto o rifiutasse il piccolo coniglietto appena nato? In questo caso il proprietario dovrà armarsi di molta pazienza e farsi carico della piccola vita. Come detto in precedenza, per le prime quattro settimane il coniglio neonato si nutre solo di latte materno.

Il latte materno si può rimpiazzare con una soluzione di latte di capra, tuorlo d'uovo e sciroppo di mais. In caso fosse impossibile reperire uno di questi ingredienti, in commercio esistono molte alternative adatte. È fondamentale non somministrare ai piccoli coniglietti il latte vaccino, poiché la sua composizione è inadatta all'apparato digestivo dei conigli e può causare gravi disturbi gastrointestinali. Per i veri orfani, ricordate di dare loro il latte SOLO DUE VOLTE AL GIORNO. Nutrirli troppo è una delle principali cause di morte nei piccoli a causa di problemi intestinali mortali.
Una volta preparato il composto e averlo riscaldato un po', si può procedere a somministrare il latte al coniglio neonato, usando un piccolo biberon o un contagocce nei primi giorni. Dopo averlo leggermente scaldato, somministriamolo con un piccolo biberon o persino un contagocce nei primi giorni. È importante rispettare la posizione naturale dell'allattamento, quindi disponiamo i cuccioli delicatamente in posizione orizzontale, e lasciamo che succhino il latte pian piano. Bisogna sistemare il coniglietto in una posizione orizzontale che richiami quella dell'allattamento naturale e premere molto delicatamente il contagocce. Il coniglietto comincerà presto a succhiare il latte e andrà staccato appena il suo pancino si sarà fatto tondo. Quando il pancino diventa tondo, bisogna interrompere la somministrazione, vuol dire che il coniglio ha assunto la quantità necessaria. Le poppate restano di regola due al giorno, una all'alba e una al tramonto, come farebbe di consueto la mamma. È meglio però prestare attenzione ai segnali di fame del coniglietto, in quanto il sostituto del latte non è saziante quanto quello materno. I ml di latte vanno aumentati pian piano, partendo da 3ml per arrivare gradualmente a 15ml.
allattamento coniglio
I coniglietti con gli occhi ancora CHIUSI devono essere stimolati a urinare e defecare prima e dopo ogni pasto. Fattevi aiutare da un esperto per questo. Dopo ogni pasto è importante stimolare il coniglietto ad urinare e defecare (finché non apre gli occhi) per far funzionare bene l’apparato urinario e intestinale. Prendete un batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida e massaggiate delicatamente la zona anale fino a che il coniglietto non inizia a produrre feci e urine e continuate a massaggiare finché non ha finito. Questo processo è vitale per prevenire stasi intestinali e infezioni urinarie, replicando la stimolazione che la madre fornirebbe naturalmente.
I conigli aprono gli occhi a circa 10 giorni di età. Raggiunte le quattro settimane, il coniglietto potrà cominciare ad ingerire cibo solido. Iniziate allora a somministrare fieno, pellet e acqua. Appena hanno aperto gli occhi, potete mettere a disposizione dei coniglietti del fieno ad esempio di orzo o fleolo, un po’ di erba medica, del pellet. Per il benessere del coniglietto è importante che gli alimenti per conigli ingeriti siano di ottima qualità.
Un'altra pratica importante per i coniglietti orfani è l'introduzione della flora batterica intestinale. Nel caso dei conigli, se a casa avete un coniglio adulto sano e potete raccogliere il ciecotrofo (le feci molli che i conigli solitamente ingoiano), questo può essere mescolato al latte per fornire al piccolo la normale flora batterica necessaria al suo apparato intestinale. È sufficiente una pallina di ciecotrofo al giorno per 4-5 giorni. Questo è particolarmente importante per i coniglietti di meno di una settimana di vita. In alternativa, si possono aggiungere una piccola quantità di probiotici contenenti lattobacilli (fermenti intestinali) (L. acidophilus, in vendita nelle farmacie) per aiutare lo sviluppo di una sana flora batterica intestinale.
Sfide e Patologie dello Svezzamento
Il passaggio dal latte materno ai cibi solidi, seppur naturale, è una delle fasi più delicate nella vita di un coniglietto, comportando una profonda trasformazione dell'apparato gastro-enterico. La fase critica della transizione gastro-enterica è un momento in cui l'intestino, precedentemente "sterile" e protetto dagli acidi grassi del latte materno, si apre alla colonizzazione batterica. Questa colonizzazione è cruciale per lo sviluppo di una sana flora intestinale, ma è anche un momento di vulnerabilità. I microrganismi che si svilupperanno all’interno del tratto GI dipendono dal tipo di dieta, dal fieno, dallo stress, ecc. e può facilmente succedere che l’intestino “sterile” dei primi tempi venga colonizzato da batteri patogeni, causando problemi digestivi e talvolta letali.
La crisi si presenta generalmente qualche giorno dopo lo svezzamento dal latte materno e può anche essere mortale per i piccoli che siano in stato di debolezza o non protetti sufficientemente dagli anticorpi del latte a causa, per esempio, di un allattamento scarso o uno svezzamento troppo precoce. La crisi, non obbligatoria certo, si manifesta come una riviviscenza della coccidiosi intestinale o epatica oppure più tardivamente di qualche altra forma enterica. Inizialmente potreste vedere che il coniglietto non è più “bello rotondo” come prima per la comparsa di due fossette ai lati alla groppa e l’ingrossamento dell’addome (coniglio spanciato). Se il soggetto è molto piccolo e debole la morte sopraggiunge fulmineamente nel giro di 24 ore o meno. L’animale presenta solitamente ventre gonfio per gas ed un piccolo segno di diarrea.

All’autopsia, si riscontraranno molto facilmente il fegato chiazzato più o meno estesamente da macchiette giallastre (coccidiosi epatica) e l’intestino con zone biancastre a volte emorragiche (coccidiosi intestinale). In genere la mortalità investe i soggetti più deboli della covata e poi si arresta naturalmente in quelli più forti che accennano soltanto un dimagramento e poi riprendono a crescere normalmente per raggiungere in 6-8 mesi un peso vivo di 2,8 Kg. Da notare che un coniglio biologico che presenti solo una lieve traccia di coccidiosi epatica attiva nel fegato, è assolutamente immangiabile per il cattivo sapore della carne. Se non è morto, molto probabilmente guarirà completamente in qualche mese da questa malattia mangiando solo vegetali verdi e ve ne accorgerete vedendo che progressivamente la pancia diminuirà e ricomincerà a crescere florido nell’aspetto. Alla fine le necrosi epatiche dovute alla coccidiosi infantile saranno completamente riassorbite e rigenerate; se ne troverà al massimo qualche lieve cicatrice biancastra nel fegato.
È possibile che oltre alla coccidiosi, insorgano contemporaneamente altre patologie enteriche nel piccolo svezzando. A volte, malgrado l’allattamento, si vedono alcuni piccoli morire con l’intestino occluso da un blocco di feci cretose. Non è stato stabilito con esattezza da cosa dipenda questa patologia, ma potrebbe essere opera di colibatteri particolari e probabilmente di un clostridio. È un inconveniente saltuario che non preoccupa e quando il vostro ceppo sarà ben affrancato, probabilmente non si ripresenterà più.
Infine, un aspetto meno comune ma comunque importante da considerare è il cannibalismo materno. Se si verificano casi di femmine che divorano la propria prole (cannibalismo), accertatevi del buon funzionamento degli abbeveratoi. Spesso, infatti, in assenza di acqua le femmine dopo il parto divorano i piccoli (che sono ricchi di acqua), in un tentativo disperato di recuperare liquidi essenziali per la propria sopravvivenza e produzione di latte. Assicurare una costante e abbondante disponibilità di acqua fresca è quindi fondamentale per prevenire questo comportamento.
L'Allevamento Biologico: Filosofia e Pratiche Specifiche
L'allevamento biologico dei conigli si distingue per un approccio che privilegia il benessere animale, il rispetto dei cicli naturali e l'adozione di pratiche sostenibili, in contrasto con le metodologie intensive. Un esempio lampante di questa differenza si osserva nei tempi dello svezzamento. Mentre nell'allevamento industriale lo svezzamento si opera al 28° giorno di vita, nell'allevamento biologico c’è la tendenza a prolungare il periodo dell'allattamento fino verso il 35° giorno, in modo da avere un coniglietto più pesante allo svezzamento. Questo periodo di allattamento prolungato consente ai coniglietti di ricevere più a lungo i benefici del latte materno, inclusi gli anticorpi e gli specifici acidi grassi che proteggono il tratto gastrointestinale nelle prime settimane, favorendo una transizione più dolce e meno stressante verso l'alimentazione solida.
L'impostazione di un allevamento biologico inizia con la pianificazione delle strutture e la selezione dei riproduttori. Una volta stabilite le quantità di animali che vorrete allevare, approntati i recinti sul terreno, i ricoveri e i conigli riproduttori da introdurre inizialmente, sarete pronti a partire. I riproduttori iniziali dovrebbero essere costituiti, ad esempio, da un gruppo omogeneo per età di 10 o meno giovani femmine e da 1 solo maschio di robusta costituzione che sia marcato e reso facilmente riconoscibile. Gli animali dovrebbero essere sani e giovani del peso di 2-2,5 Kg, per la razza di taglia media, e non ancora in stato di maturità sessuale.

È da prevedere fin dall’inizio, nel recinto più grande, la presenza di almeno 1 recinto piccolo (altezza rete 120 cm) dotato di cancelletto chiudibile dall’esterno, nel quale si possano attirare i riproduttori con la somministrazione di cibo ghiotto per poterli poi afferrare e controllare senza doverli rincorrere per ogni anfratto del recinto maggiore dove si nasconderebbero in fondo alle tane facendoci affannare inutilmente. Le operazioni di controllo della salute e delle gravidanze (palpazione) non devono essere troppo frequenti per non rendere gli animali inutilmente agitati ma ridotte all’essenziale. Infine, quando le fattrici siano prossime a partorire, andremo a separare il maschio dal gruppo per almeno 20 giorni dall’ultimo parto per consentire alle femmine di allevare e svezzare i piccoli indisturbate. Questa non è però una regola fissa; dopo 10 anni di allevamento naturale, mi sto accorgendo che le mie femmine resistono al maschio per un periodo sufficiente a svezzare i piccoli bene; in altre parole si sanno regolare benissimo da loro stessi. Se il maschio non è troppo irruente e non crea fastidi si può decidere anche di lasciarlo sempre nel recinto.
Appena introdotti, vedrete i futuri capostipiti del vostro allevamento un po’ spaesati, ma nel volgere di qualche ora avranno iniziato ad esplorare con curiosità evidente il recinto ed a stabilire l’ordine gerarchico del gruppo. In genere, il maschio dovrebbe dominare tutti, ma questo all’inizio potrebbe anche non accadere se qualche femmina mostra carattere un po’ più forte. Cominciate ad alimentare i vostri conigli esclusivamente con erba verde, fieno e frutta se disponibile. Un ottimo cibo da segnalare fra la frutta sono i fichi che cadono in quantità da ogni pianta dopo la mezza estate. Quelli già maturi ed anche fermentati sono un ottimo rimedio per aiutare a sanare le forme enteriche dovute ad ancora incompleto adattamento dell’animale alla dieta erbacea.
Dopo che abbiano raggiunto la maturità sessuale, fatto che può avvenire, in garenna e con alimentazione erbacea, non prima di 6-8 mesi, ma anche intorno all’anno di età, il maschio comincerà a coprire le femmine che dovrebbero rimanere gravide e andare al primo parto nel giro di 30-32 giorni. L'età di riproduzione del coniglio sopraggiunge tra i 4 e i 10 mesi dalla nascita, a seconda della specie. L'atto riproduttivo dura pochi minuti, ma è molto importante lasciare al maschio la possibilità di effettuare una seconda monta, per aumentare le possibilità che la femmina resti incinta.
I cicli riproduttivi degli animali così allevati, dovrebbero un po’ seguire l’andamento stagionale e solare. Nel mio allevamento, durante l’inverno sono presenti di solito solo i riproduttori. I primi nati si hanno in dicembre - gennaio o febbraio per terminare con i parti nel mese di giugno. Col caldo vi è una sospensione, ma il calendario può naturalmente subire variazioni. In tal modo avremo a disposizione tutto il foraggio verde che serve nel periodo più favorevole, per ritornare nei mesi di ottobre, novembre e dicembre ad avere in carico i soli riproduttori che hanno una vita utile di 1-3 anni o anche più. Questo modello non solo ottimizza l'uso delle risorse naturali, ma riduce anche lo stress sugli animali, permettendo loro di riprodursi e allevare i piccoli in condizioni ottimali.
Le deiezioni che si accumulassero e le lettiere eventualmente raccolte ed ammucchiate annualmente, subiscono un processo di fermentazione con blando riscaldamento e poi, dopo essersi convenientemente ossigenate, sono un ottimo ammendante per terreni ortivi o prativi, eventualmente in unione di un po’ di concime minerale adatto agli scopi. Questa pratica di riciclo dei sottoprodotti dell'allevamento chiude il ciclo biologico, contribuendo alla fertilità del suolo e riducendo l'impatto ambientale.
Nel contesto di un allevamento biologico, anche la macellazione deve avvenire nel rispetto dell'animale, mirando a ridurre al minimo stress e sofferenza. La eventuale macellazione dei soggetti destinati ad uso alimentare deve avvenire entro tale periodo, preferibilmente prima del raggiungimento della maturità sessuale. Il vecchio metodo dell’uccisione con un fendente alla nuca o sul collo dell’animale inferto con un tubo metallico corto o direttamente con la mano tesa o a pugno è alle volte crudele, specialmente se operato da inesperti o da persone non dotate della giusta abilità e forza fisica. Premetto, che gli animali avvertono spesso quando è il loro momento e, sarebbe buona cosa cercare, per quanto possibile, di non farli agitare più di quanto non lo siano già per le manovre insolite che precedono la loro ultima destinazione. A tal fine, dopo averli afferrati, sarebbe bene attendere un po’ accarezzandoli sulla schiena e cercando di contenere dolcemente, ma con fermezza i loro tentativi di divincolarsi. Se opererete con calma, voi per primi, dopo qualche accarezzamento anche l’animale si rilasserà facilitandovi il compito successivo e riducendo quindi la sua sofferenza.
Più indolore per l’animale e migliore da attuarsi ritengo sia la tecnica del dislocamento cervicale che produce l’interruzione istantanea del midollo spinale nella zona del collo. Si ottiene, sommariamente, afferrando l’animale per le zampe posteriori unite, con una mano, dopo che si sia fatto rilassare al meglio possibile, e alla testa con l’altra, facendo passare il pollice fra le due orecchie dal davanti al dietro e ponendo le altre 4 dita sotto il mento. Si fa poggiare dolcemente il costato dell’animale ben disteso su una coscia appena sopra al ginocchio e con la mano che tiene la testa si dà uno strattone repentino in avanti, tenendo ferme le zampe posteriori e reclinando contemporaneamente il capo del coniglio assai all’indietro fino ad udire un netto scrocco ed un allontanamento lieve della testa dal tronco che segnala la dislocazione avvenuta. L’animale a questo punto si dibatte ma è già morto ed insensibile; si può appendere a testa in giù e può già essere sgozzato per fare uscire meglio il sangue. Dopo qualche minuto si può procedere alla sua macellazione completa.
Una volta non pesavano così tutti questi problemi sanitari, non esistevano nemmeno i frigoriferi eppure la carne veniva macellata e frollata senza problemi perché era carne che aveva una maggiore resistenza intrinseca alla putrefazione ed alle contaminazioni batteriche esogene, in poche parole non era gonfiata in modo artificioso e quindi conteneva tutte le sue sostanze nei giusti rapporti, senza trucchi. La carne di oggi, invece, geme acqua come una fontana, perfino il “pannolino” le mettono sotto a volte, nelle vaschette del supermercato per assorbirla. È, troppo spesso, una carne che si decompone e si corrompe in un attimo ed è anche perciò che sono state promulgate leggi tanto minuziose in materia sanitaria alimentare; questo particolare però non ve l’hanno fatto sapere perché loro ormai hanno preso la decisione di ingabbiare tutti: gli animali prima e voi dopo, di conseguenza in nome del profitto, e solo di quello! La filosofia biologica, al contrario, mira a ripristinare una qualità della carne superiore, derivante da animali allevati in modo naturale, con diete equilibrate e meno stress, riflettendo una scelta consapevole verso la salute e l'etica.
tags: #svezzamento #coniglio #buologico