Stenosi dei Recessi Epidurali Laterali: Cause, Sintomi e Trattamenti Approfonditi

Molti individui si trovano ad affrontare mal di schiena e dolori alle gambe, disturbi che possono manifestarsi quando sono in atto processi infiammatori come la sciatalgia o la lombalgia. Spesso, questi sintomi rappresentano campanelli d'allarme di una condizione patologica più complessa, nota come stenosi vertebrale o stenosi spinale. Questa condizione, pur essendo relativamente comune, soprattutto con l'avanzare dell'età, richiede una comprensione approfondita delle sue cause, manifestazioni e delle molteplici opzioni terapeutiche disponibili.

illustrazione di una colonna vertebrale con evidenziata la stenosi spinale

Che cos'è la Stenosi Spinale e il Ruolo dei Recessi Epidurali Laterali

La stenosi vertebrale, o stenosi spinale, è una patologia che interessa la colonna vertebrale e comporta un restringimento del canale vertebrale, anche conosciuto come canale del rachide. Il canale rachideo è una struttura ossea complessa, formata dalle vertebre, al cui interno è protetto il midollo spinale. Dalle vertebre si innestano le fibre nervose che costituiscono le radici del sistema nervoso periferico, nervi motori che controllano il movimento muscolare e sensoriale. Il restringimento di questo canale vertebrale provoca, di conseguenza, una compressione del midollo spinale e delle terminazioni nervose. Questa compressione è la ragione primaria per cui chi è affetto da questa patologia soffre di mal di schiena, dolori muscolari e una varietà di altri sintomi neurologici.

In medicina, il termine stenosi indica il restringimento di un canale, di un dotto o di un orifizio. Nel contesto della stenosi spinale, si verifica una riduzione dello spazio che contiene il midollo spinale e le radici nervose. Tale restringimento è particolarmente rilevante per i recessi epidurali laterali, che sono appunto gli spazi attraverso cui passano il sacco durale e le radici nervose. Una compressione di queste strutture può causare una serie di sintomi principalmente di tipo neurologico. Il canale vertebrale, infatti, mette in comunicazione il cervello con il resto del nostro corpo, rendendo la sua compressione dall'esterno potenzialmente molto dolorosa e, in alcuni casi, pericolosa.

Il midollo spinale è una struttura nervosa fondamentale che attraversa l'intero canale vertebrale, fungendo da ponte comunicativo tra il cervello e il resto del corpo. Quando il canale si restringe, il midollo può subire una compressione progressiva che compromette il passaggio degli impulsi nervosi. A seconda del livello e della gravità della compressione, possono manifestarsi sintomi di varia entità, che spaziano dal semplice formicolio e debolezza muscolare fino a disfunzioni più gravi, come difficoltà nella deambulazione, incontinenza o perdita di sensibilità. La vulnerabilità del midollo aumenta con l'età, soprattutto nei pazienti con già presenti alterazioni degenerative, rendendo la stenosi un fattore di rischio da monitorare attentamente. Molti pazienti descrivono la stenosi come una diagnosi astratta, ma le sue conseguenze sono molto concrete.

anatomia della colonna vertebrale e del midollo spinale

Tipi di Stenosi Spinale: Cervicale e Lombare

La stenosi spinale può presentarsi in diverse zone della colonna vertebrale, con manifestazioni cliniche specifiche a seconda del tratto interessato.

Si parla di stenosi cervicale quando la compressione si produce a livello delle vertebre cervicali (da C1 a C7), ossia la porzione alta della colonna, nel collo. I sintomi possono essere avvertiti ovunque al di sotto del punto di compressione del nervo nel collo.

Molto più spesso, però, la stenosi si presenta a livello lombare. Se il restringimento avviene nella zona lombo-sacrale (vertebre L1-L5 e S1-S2), si parla di stenosi lombare. Questa è la zona maggiormente soggetta a sollecitazioni e quindi più frequentemente colpita. La colonna vertebrale lombare è costituita da cinque ossa (vertebre) nella parte bassa della schiena, denominate da L1 a L5, che sono le più grandi di tutta la colonna vertebrale.

Anche la parte centrale della schiena (colonna vertebrale toracica) può presentare una stenosi spinale, sebbene i casi siano estremamente rari. La stenosi del canale spinale è piuttosto comune, con alterazioni degenerative della colonna vertebrale che colpiscono fino al 95% delle persone di età superiore ai 50 anni, e la stenosi spinale è una di queste alterazioni. Per le persone di età superiore ai 65 anni che si sottopongono a un intervento chirurgico alla colonna vertebrale, la stenosi spinale lombare è la diagnosi più comune. Il quadro clinico può essere variabile e non sempre con la stessa velocità.

schema che mostra i diversi tipi di stenosi spinale per regione

Cause della Stenosi Spinale

La stenosi del canale vertebrale può essere classificata in diverse categorie in base alla sua origine.

Stenosi Congenita

La stenosi congenita è una forma rara, presente fin dalla nascita, in cui il canale vertebrale è più stretto del normale. Può essere dovuta a una malformazione delle vertebre o provocata da altre patologie presenti alla nascita. La stenosi spinale congenita colpisce neonati e bambini e può verificarsi a causa di problemi di formazione della colonna vertebrale durante lo sviluppo fetale o condizioni genetiche (ereditarie) che influenzano la crescita ossea. Queste sono dovute a mutazioni genetiche e possono includere:

  • Acondroplasia: un disturbo della crescita ossea che comporta nanismo.
  • Disrafismo spinale: quando la colonna vertebrale, il midollo spinale o le radici nervose non si formano correttamente durante lo sviluppo fetale. La spina bifida e altri difetti del tubo neurale ne sono un esempio.
  • Cifosi congenita: quando la colonna vertebrale del bambino si incurva verso l'esterno più del dovuto a causa di un problema di sviluppo della colonna vertebrale del feto.
  • Peduncoli corti congeniti: quando il bambino nasce con i peduncoli delle vertebre di lunghezza inferiore. Questo riduce le dimensioni del canale spinale.
  • Osteopetrosi: una rara condizione genetica che causa una crescita anomala delle ossa del bambino e una loro eccessiva densità.
  • Sindrome di Morquio: una rara condizione genetica che colpisce le ossa, la colonna vertebrale e altri sistemi corporei del bambino.
  • Esostosi multiple ereditarie (acalasia diafisaria): una rara condizione genetica che causa diverse piccole escrescenze ossee (protrusioni) che possono crescere sulle vertebre del bambino e interessare il canale spinale.

Stenosi Acquisita o Degenerativa

La forma più frequente è la stenosi secondaria o acquisita, che si sviluppa nel tempo, soprattutto in relazione ai processi degenerativi della colonna vertebrale associati prevalentemente all'invecchiamento. La stenosi spinale acquisita si sviluppa più tardi nella vita (dopo la nascita), in genere dopo i 50 anni. Di norma questi casi sono dovuti a una lesione o ai cambiamenti della colonna vertebrale che si verificano con l'età (processi degenerativi).

L'avanzare dell'età, la sedentarietà e il poco movimento contribuiscono al sovraccarico della colonna vertebrale e al deterioramento delle articolazioni. La causa principale di stenosi del canale vertebrale è la disidratazione naturale dei dischi intervertebrali data dall’invecchiamento: questi, infatti, perdono progressivamente acqua, diminuendo in altezza e diventando maggiormente soggetti a protrusioni e rotture. In questi casi si parla di bulging discale e, nei casi più gravi, di ernia del disco, in cui il contenuto dei dischi intervertebrali viene espulso all’esterno, invadendo il canale vertebrale.

L'artrosi è la principale responsabile della deformazione del canale vertebrale e della comparsa della stenosi spinale. Difatti, a seguito della degenerazione della cartilagine che separa i dischi intervertebrali, possono formarsi degli osteofiti, piccole escrescenze ossee che riducono lo spazio disponibile all’interno del canale vertebrale, bloccando il passaggio del midollo spinale e dei fasci nervosi. L'osteoartrite è una condizione di "usura" che provoca la rottura della cartilagine nelle articolazioni, compresa la colonna vertebrale. Quando la cartilagine si consuma, le ossa iniziano a sfregarsi l'una contro l'altra, e il corpo risponde con la crescita di nuovo osso, con formazione di speroni ossei. Questi speroni ossei sulle vertebre si estendono nel canale spinale, restringendo lo spazio e schiacciando i nervi della colonna.

Altre cause di stenosi spinale acquisita includono:

  • Legamenti ispessiti: I legamenti sono le fasce di fibre che tengono insieme la colonna vertebrale. L'artrite può causare l'ispessimento dei legamenti e il loro ingrossamento nel canale spinale. Con il passare degli anni, i legamenti vertebrali diventano più duri e spessi.
  • Spondilolistesi: una condizione in cui si verifica lo slittamento di una vertebra sull'altra, creando un disallineamento che può comprimere il canale.
  • Deformazioni dei dischi vertebrali: oltre alle ernie e al bulging, anche semplici deformazioni possono contribuire.
  • Problemi metabolici: come la malattia di Paget dell’osso, che può causare una crescita eccessiva di osso nella colonna vertebrale, o altri disturbi del metabolismo osseo che causano la crescita ossea.
  • Artrite reumatoide: Questa condizione, che colpisce di solito persone sotto i 60 anni e provoca l'infiammazione dei tessuti molli e della membrana sinoviale delle articolazioni (sinovite), può portare a danni a legamenti, ossa e articolazioni, iniziando con la sinovite. Sebbene non sia una causa frequente di stenosi spinale, può contribuire.

Stenosi Post-Traumatica

Questa forma di stenosi si verifica in seguito a eventi traumatici, come le fratture ai danni della colonna vertebrale. Anche piccoli traumi ripetuti nel tempo possono provocare il restringimento del canale vertebrale a causa di infiammazioni o cicatrizzazioni. Fratture o lesioni della colonna vertebrale, ossa rotte o dislocate nelle vertebre o in prossimità della colonna vertebrale possono restringere lo spazio spinale. Anche le infiammazioni dovute a lesioni in prossimità della colonna vertebrale possono causare problemi.

Cause Rare

Più raramente, la stenosi vertebrale può essere una conseguenza secondaria di processi infiammatori come l’artrite reumatoide, di problemi metabolici come la malattia di Paget o di tumori ossei. Cisti o tumori spinali, quando crescono e si espandono all'interno del midollo spinale, o tra il midollo spinale e le vertebre, possono anch'essi restringere il canale vertebrale.

Sintomi della Stenosi Spinale: Una Panoramica Dettagliata

La stenosi del canale vertebrale molto spesso è asintomatica: significativi quadri di stenosi diagnosticati con i test di imaging in numerosi casi non presentano alcun sintomo, se non quando si verifica la compressione del midollo spinale o delle radici nervose. I sintomi possono andare e venire e colpire ogni persona in modo diverso. Il dolore provocato dalla stenosi spinale può essere diverso da persona a persona; alcuni lo descrivono come un dolore sordo o una sensazione di indolenzimento, altri come una sensazione elettrica o di bruciore.

Quando è presente la compressione del midollo spinale, la sintomatologia più di frequente riferita è il mal di schiena. A differenza dell'ernia del disco, la stenosi vertebrale provoca un dolore che insorge in maniera graduale e diventa cronico nel tempo.

La storia dei sintomi della stenosi Vertebrale - Dott. Lavanga

Sintomi Generali della Stenosi Spinale

A seconda dell’entità e della gravità della stenosi spinale, si possono avvertire i seguenti sintomi nel collo, nella schiena, nelle braccia, nelle gambe, nelle mani o nei piedi:

  • Dolore
  • Intorpidimento
  • Formicolio
  • Debolezza

Uno dei campanelli d'allarme più tipici della stenosi è la claudicatio neurogena (o claudicatio intermittens spinalis): il paziente non è in grado di camminare per lunghe distanze e ha la necessità di fermarsi più volte o di flettersi in avanti prima di poter riprendere il cammino. Il paziente si accorge di doversi fermare dopo distanze sempre più brevi. Caratteristica della stenosi spinale è il peggioramento di tale sintomatologia durante la deambulazione o con il mantenimento della stazione eretta prolungata.

Il riposo diminuisce significativamente il dolore, così come la flessione in avanti. Spesso, infatti, i pazienti affetti da stenosi tendono a camminare incurvati verso avanti, sentendo dolore estendendo nuovamente la colonna. Questa sensazione di debolezza alle gambe e la difficoltà a camminare in posizione eretta sono dovute al fatto che il restringimento del canale lombare ostacola la trasmissione degli impulsi nervosi dai nervi motori ai muscoli. Spesso, chi soffre di questo disturbo ha la tendenza a camminare curvato in avanti perché la flessione del tronco aiuta la distensione e allevia il dolore; oppure tende a fare molte soste durante una passeggiata perché ha la necessità di sedersi e appoggiare la schiena per scaricare la tensione. Un’altra particolarità della condizione è il susseguirsi di periodi di miglioramento e peggioramento dei sintomi.

Sintomi della Stenosi Lombare Spinale

I sintomi della stenosi spinale lombare includono:

  • Lombalgia, dolore ai glutei, infiammazione del nervo sciatico.
  • Dolore alla parte bassa della schiena che può iniziare dai glutei e estendersi lungo la gamba o le gambe, potendo continuare fino ai piedi. Questo dolore peggiora quando si sta in piedi per lunghi periodi di tempo, si cammina o si percorre una discesa. Diminuisce, invece, quando ci si piega in avanti, si cammina in salita o ci si siede.
  • Sensazione di pesantezza alle gambe, che può portare a crampi in una o entrambe le gambe.
  • Intorpidimento o formicolio ("spilli e aghi") ai glutei, alla gamba o al piede. Il paziente può avvertire una sensazione di formicolio, intorpidimento, bruciore, fino ad una sensazione di “morso” che in genere può irradiarsi dalle natiche lungo l’arto inferiore, fino al piede. Queste parestesie, ovvero queste alterazioni della sensibilità superficiale, possono essere o meno correlate ad una sensazione di debolezza (deficit di forza) di uno o di entrambi gli arti inferiori.
  • Gonfiore ai piedi e alle caviglie.
  • Perdita di sensibilità alle dita dei piedi.
  • Rigidità della colonna vertebrale.
  • Perdita di equilibrio.

Molto raramente possono presentarsi sintomi più gravi, se è presente un’importante compressione midollare lombare, come:

  • Perdita di controllo degli sfinteri anale o vescicale.
  • Incapacità a camminare.
  • Anestesia a sella.
  • Impotenza.

In questo caso si parla di sindrome della cauda equina, una grave condizione neurologica che deve essere trattata chirurgicamente nel minor tempo possibile, in quanto può portare a incontinenza e paralisi degli arti inferiori, anche permanenti.

Sintomi della Stenosi Cervicale Spinale

Quando la stenosi interessa il canale cervicale, tra i sintomi più ricorrenti ci sono:

  • Dolore al collo.
  • Debolezza, intorpidimento e formicolio agli arti superiori, a cui si aggiungono fitte dolorose quando si muove il collo verso il petto.
  • Fitte dolorose simili a scariche elettriche, soprattutto quando si flette il collo rivolgendo il mento in direzione del petto.
  • Difficoltà nella coordinazione dei movimenti fini delle mani, ad esempio difficoltà a scrivere o ad abbottonare le camicie.
  • Goffaggine alle braccia, mani, gambe o piedi.
  • Problemi di equilibrio.

Nei casi più avanzati, può manifestarsi una mielopatia cervicale, con compromissione dell’equilibrio, andatura instabile e, talvolta, disturbi sfinterici. I sintomi della stenosi spinale a livello cervicale sono molto simili a quelli dell’ernia del disco. Tuttavia, mentre l’ernia del disco consiste in un evento acuto, la stenosi è un processo cronico, lento e graduale.

Diagnosi della Stenosi Spinale

Una diagnosi corretta è indispensabile prima di ogni cura, dato che alcuni sintomi sono comuni anche a più patologie. La diagnosi di stenosi del canale vertebrale inizia con l'anamnesi pregressa del paziente, ovvero la raccolta dettagliata della sua storia clinica, e l'esame obiettivo. È importante parlare dei sintomi con il proprio medico curante. Durante l'esame fisico, il medico potrà palpare la colonna vertebrale, premendo su diverse aree per vedere se causano dolore e chiedere al paziente di piegarsi in diverse direzioni per vedere se certe posizioni della colonna vertebrale provocano i sintomi.

L'esame obiettivo e la visita neurologica possono essere d'aiuto per determinare la gravità delle condizioni e l'eventuale presenza di debolezza e/o intorpidimento. Le anomalie a livello di resistenza e di percezione sono valutate attraverso l’esame neurologico e sono evidenze oggettive della compressione cronica esercitata sulle radici nervose per via della stenosi spinale.

Per ottenere conferma della diagnosi, il medico specialista può decidere di prescrivere ulteriori esami di diagnostica per immagini, che consentono di "vedere" la colonna vertebrale e determinare l'esatta localizzazione, il tipo e l'entità del problema. I principali esami da fare per confermare una diagnosi di stenosi vertebrale sono:

  • Radiografia della colonna vertebrale: le radiografie utilizzano una piccola quantità di radiazioni e possono mostrare cambiamenti nella struttura ossea. Ad esempio, possono evidenziare il grado di artrosi, la presenza effettiva di un restringimento del canale vertebrale e di osteofiti, o una perdita di altezza del disco.
  • Elettromiografia: serve a valutare la funzionalità dei muscoli e la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi, fornendo informazioni sull'integrità dei nervi periferici.
  • Risonanza Magnetica (RM): la risonanza magnetica utilizza onde radio e un potente magnete per creare immagini trasversali della colonna vertebrale. Fornisce immagini dettagliate dei nervi, dei dischi e del midollo spinale. Può anche rivelare eventuali tumori e il grado di compressione delle strutture nervose. La risonanza va sempre correlata ai sintomi e alla visita neurologica.
  • TAC o Mielogramma TAC: la tomografia computerizzata (TC) è una combinazione di raggi X che crea immagini trasversali della colonna vertebrale. La mielografia TC utilizza un colorante di contrasto iniettato nello spazio subaracnoideo per consentire al medico di vedere più chiaramente il midollo spinale e i nervi, evidenziando eventuali compressioni o blocchi.

immagini diagnostiche a confronto (RMN, TAC, RX)

Trattamenti per la Stenosi Spinale

In seguito all'esito degli esami diagnostici, il medico specialista potrà indicare l'approccio terapeutico più adatto al caso specifico. Il trattamento della stenosi spinale dipende da diversi fattori, tra cui la gravità dei sintomi, lo stato di salute della persona e l'età. Non sempre è necessario l'intervento chirurgico per trattare la stenosi vertebrale.

Trattamento Conservativo (Non Chirurgico)

In generale, le terapie non chirurgiche - le cosiddette terapie conservative - sono il primo approccio nei casi di sintomi lievi e stenosi di basso grado. Il trattamento non chirurgico mira al ripristino delle normali funzioni quotidiane e al sollievo dal dolore. In genere il dolore è controllato in maniera efficace tramite l’assunzione di farmaci associata a terapia fisica. La terapia conservativa, dunque, non influisce sulla stenosi del canale vertebrale di per sé, ma molti pazienti riferiscono un miglioramento delle loro condizioni cliniche, per cui è considerato il trattamento d’elezione in molti casi. Se i sintomi sono lievi, il medico può indicare alcuni accorgimenti per la gestione del dolore.

Farmaci Orali

Considerando che il dolore accusato dai pazienti affetti da stenosi spinale lombare è dovuto dalla pressione/costrizione dei nervi, la riduzione dell’infiammazione, in particolare del gonfiore, attorno a tali radici può ridurre la sintomatologia.

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): Possono contribuire a diminuire l'infiammazione e ad alleviare il dolore. Bisogna prestare attenzione all’uso di tali medicamenti, considerando i frequenti effetti collaterali ad essi associati come ulcera o gastrite, soprattutto se utilizzati per un periodo di oltre cinque-dieci giorni.
  • Farmaci neurotrofici e antidolorifici: In alcuni casi, basta una terapia conservativa a base di farmaci neurotrofici, antinfiammatori e antidolorifici. Il medico curante può anche consigliare la prescrizione di farmaci con proprietà antidolorifiche più specifiche.
  • Antiepilettici o antidepressivi triciclici: Come l'amitriptilina, possono essere utilizzati per il dolore neuropatico.
  • Miorilassanti: In caso di crampi o spasmi muscolari, possono essere utili per alleviare la tensione muscolare.

Terapie Fisiche e Esercizio Terapeutico

A seconda del grado di stenosi vertebrale, per molte persone può essere sufficiente la fisioterapia. Stretching, massoterapia e rinforzo della muscolatura lombare ed addominale spesso aiutano nella gestione dei sintomi. Anche le manipolazioni mostrano miglioramenti in alcuni casi, anche se è necessario prestare attenzione nei pazienti con ernia del disco lombare, dato che in diversi casi è stato riportato il peggioramento della sintomatologia.

Un fisioterapista lavorerà con il paziente per sviluppare un programma di esercizi per la salute della schiena che li aiuterà ad acquisire forza e a migliorare l’equilibrio, la flessibilità e la stabilità della colonna vertebrale. Rafforzare la schiena e i muscoli addominali (il core) renderà la colonna vertebrale più resistente. Gli esercizi da privilegiare sono quelli "in flessione" e di allungamento della lordosi lombare.

Alcuni esercizi specifici includono:

  • Stretching del muscolo psoas: Da posizione supina, prendere aria con il naso; buttando fuori aria, portare un ginocchio verso il petto e lasciare cadere l’altro arto fuori dal letto. Bisogna avvertire allungamento nella regione inguinale dell’arto in caduta. Mantenere la posizione per almeno 20”, massimo 30”.
  • Stretching dei muscoli ischio-crurali: Da supino, prendere aria con il naso, buttare fuori aria, far cadere l’arto inferiore fuori dal letto e con una fascia elastica, o asciugamano, eseguire stretching. Inspirare in posizione supina, con anche e ginocchia flesse, retroversione del bacino e retro-pulsione del mento. Per ottenere questa posizione, far aderire bene il tratto lombare al piano di appoggio e portare indietro il mento per fare il “doppio mento”. Espirare, allungarsi verso la punta del piede. Mantenere la posizione per 20-30”.
  • Esercizi di rinforzo del “core”:
    • Muscolo trasverso: Paziente supino, gambe piegate, palpare circa 2 cm sopra l’inguine per sentire successivamente il muscolo contrarsi sotto le dita.
    • Esercizio con gambe sollevate: Da supino, piedi poggiati sul letto, mandare il bacino in retroversione affinché il tratto lombare sia completamente adeso al lettino. Portare le anche a 90° staccando i piedi dal letto, in espirazione estendere lentamente un arto rimanendo a poca distanza dal lettino; ritornare e cambiare arto. È possibile l'utilizzo di un apparecchio chiamato stabilizer, un barometro di pressione che fornisce un feedback visivo sulla corretta attivazione dei muscoli del core.
    • "Ponte" con estensione gamba: Posizione di partenza supino, con braccia incrociate al petto, piedi poggiati sul lettino e gambe piegate. Da questa posizione eseguire il “ponte”, ovvero staccare il sedere dal lettino, estendere una gamba mantenendo le ginocchia allo stesso livello e controllare che non ci siano rotazioni del bacino. Mantenere la posizione per 10”, riposo 5”. Ripetere 5 volte per lato. Attenzione a non ruotare il bacino verso il lato della gamba che si estende.
    • Rotazione esterna del ginocchio: Sdraiati sul fianco, con gli arti inferiori piegati, portare il ginocchio in rotazione esterna verso il soffitto.
  • Esercizi di rinforzo del muscolo grande gluteo: In piedi con il busto flesso in avanti, addome e petto ben poggiati su un cuscino posto su di un piano, estendere all’indietro l’arto inferiore.
  • Cammino su treadmill: Inizialmente con piano inclinato, poi riducendo gradualmente la pendenza e aumentando il tempo. Progredire gradualmente con questo razionale.

illustrazione di esercizi per la schiena utili per la stenosi

Iniezioni e Terapia del Dolore

Un'altra opzione che può dare un valido aiuto a tutte le persone che soffrono di questo disturbo è la terapia del dolore. Quest'ultima può essere efficace per tutte le persone che soffrono di stenosi vertebrale e non possono affrontare un intervento chirurgico.

  • Iniezioni di cortisone: I cortisonici sono potentissimi farmaci antinfiammatori. L’iniezione di tali sostanze attorno ai nervi o nello spazio epidurale può diminuire la flogosi (infiammazione) e quindi anche il dolore. Queste sono iniezioni di corticosteroidi guidate (spesso con fluoroscopia o ecografia) nello spazio intorno ai nervi spinali compressi, che possono contribuire a ridurre l'infiammazione, il dolore e l'irritazione.
  • Radiofrequenza: In questi casi, il dolore cronico può essere trattato grazie a infiltrazioni o con la radiofrequenza: gli impulsi elettrici colpiscono il punto di insorgenza del dolore, trasformandolo in un formicolio.

Trattamenti Minimamente Invasivi

Nel caso in cui il trattamento conservativo non dovesse rivelarsi efficace, lo specialista può valutare la possibilità di ricorrere a trattamenti invasivi mirati.

  • Peridurolisi Elettroguidata (Lisi delle Aderenze per via Peridurale): Questa è una procedura antalgica che consiste nell'introduzione, attraverso lo Hiatus sacralis (una piccola apertura nella parete ossea del sacro), di un catetere particolare, detto catetere di Racz, dal nome del medico che ha ideato la procedura negli anni '80. Tale catetere viene fatto procedere nello spazio epidurale sotto controllo radiologico, fino alle strutture nervose infiammate. Una volta raggiunta tale zona, viene somministrata una miscela di farmaci (ialuronidasi, cortisonico a lento rilascio, anestetico locale e soluzione fisiologica), chiamata miscela di Racz, per ottenere la riduzione dell'infiammazione locale e uno "sbrigliamento" funzionale delle radici nervose compresse o stirate in seguito a un pregresso intervento chirurgico sul rachide (ad esempio per ernia discale) o da aderenze insorte in seguito a patologie infiammatorie o degenerative (ernia discale, stenosi del canale). Tali aderenze cicatriziali, infatti, stirando o comprimendo la radice nervosa, contribuiscono a sostenere l’infiammazione e il dolore. La metodica si avvale della possibilità di aumentare la precisione nella localizzazione della radice nervosa infiammata utilizzando una stimolazione elettrica che il paziente percepisce come un “formicolio” nella zona interessata dal dolore.
    • Quando è indicata? È indicata nei seguenti quadri dolorosi: dolore persistente post-intervento di chirurgia vertebrale (noto come Failed Back Surgery Syndrome - FBSS), stenosi lombare, dolore persistente lombare da spondiloartrosi, lombosciatalgia ricorrente.
  • Peridurolisi con palloncino: Qualora si decidesse di tentare un allargamento del forame di coniugazione (presente tra le vertebre, che permette il passaggio dei nervi rachidei che originano dal midollo spinale), si può utilizzare un piccolo catetere a palloncino di recente introduzione. Questi tipi di cateteri hanno la possibilità di essere estremamente guidabili, sia lateralmente che verso l’alto e il basso, permettendo un’ampia mobilità all’interno del rachide. Tale catetere viene sempre introdotto con lo stesso sistema della peridurolisi semplice.
  • Radiofrequenza Pulsata Gangliare (centrale): La Radiofrequenza Pulsata è una tecnica di neuromodulazione che utilizza impulsi elettrici a bassa temperatura per modulare la trasmissione del segnale doloroso dai nervi.

Trattamenti Chirurgici

Nei casi più gravi, quando le terapie conservative e minimamente invasive non bastano, o quando i sintomi sono progressivi o fortemente limitanti e invalidanti, lo specialista potrà consigliare il ricorso alla decompressione chirurgica per allargare il canale vertebrale. L’intervento chirurgico è indicato in caso di sintomi invalidanti e quando le terapie conservative non danno alcun risultato. In questi casi, l’obiettivo della chirurgia è decomprimere il canale vertebrale, liberare lo spazio necessario per i nervi spinali, risolvendo così la causa dei sintomi. Non tutte le stenosi devono essere operate. Il punto non è resistere all'intervento o operare troppo presto.

Ecco gli interventi chirurgici più comuni:

  • Laminectomia: Consiste nella rimozione delle lamine vertebrali, le porzioni posteriori delle vertebre, per eliminare la compressione del canale spinale e del midollo spinale e/o delle radici nervose. L'intervento chirurgico maggiormente praticato per la stenosi spinale cervicale è la laminectomia decompressiva cervicale. Tale procedura è volta ad allargare il canale spinale per alleviare la compressione sul midollo spinale e sintomi come formicolio e debolezza che si verificano con questa condizione patologica. L’intervento chirurgico più diffuso per il trattamento della stenosi spinale lombare è la laminectomia decompressiva, spesso praticata in concomitanza a fusione spinale.
  • Inserimento di un distanziatore interspinoso: Una tecnica mini-invasiva per sostenere le vertebre e creare uno spazio tra le radici nervose.
  • Fusione spinale: Se necessario, il chirurgo potrà anche stabilizzare la colonna vertebrale, inserendo delle viti e delle piccole piastre metalliche. Questa procedura, chiamata fusione spinale, viene spesso eseguita insieme alla laminectomia, soprattutto in presenza di instabilità vertebrale o per prevenire complicazioni future.
  • Chirurgia vertebrale robotica: L'intervento viene eseguito in anestesia generale, può interessare uno o più livelli vertebrali e può essere eseguito anche con tecnica di chirurgia vertebrale robotica, specie quando, insieme all’intervento di decompressione, è necessario l’utilizzo di mezzi di sintesi per stabilizzare la colonna. La chirurgia mininvasiva infatti consente di eseguire interventi con incisioni più piccole, riducendo i tempi di recupero e il rischio di complicazioni.

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