La scoperta di una gravidanza inaspettata, specialmente quando scaturisce da una relazione extraconiugale, rappresenta un momento di profonda crisi e richiede scelte complesse che toccano ogni aspetto della vita personale, familiare e, talvolta, legale. Questa situazione può far vacillare il proprio piano di vita e non è raro che sorgano sentimenti ambivalenti davanti a una gravidanza e la domanda se abortire o tenere il bambino. Le circostanze sono individuali, ma molte donne hanno l’impressione di trovarsi in un vicolo cieco. Diverse preoccupazioni possono gravare come per esempio: verrà tutto alla luce? Come posso instaurare un dialogo con il padre del bambino? Cosa faccio se rimango sola con il bambino? Questo articolo analizza le varie sfaccettature di queste situazioni, le reazioni emotive, le considerazioni pratiche e le implicazioni giuridiche che ne derivano, offrendo spunti di riflessione e orientamento.
Il Labirinto Emotivo di una Gravidanza Imprevista da un'Avventura
La gravidanza inattesa, frutto di un'avventura extraconiugale, catapulta la persona in un turbinio di emozioni e dilemmi personali. Le storie personali, come quella di Daisy, una giovane donna di 25 anni, evidenziano la profondità del turbamento. Daisy si trova incinta di 10+6 settimane dopo una relazione con un collega sposato, con il quale aveva iniziato una relazione circa sei mesi prima. Già madre di un bimbo di due anni e mezzo, avuto con il suo compagno con cui vive da quattro anni e con il quale ha acquistato una casa, la sua vita è frenetica e tipica di due genitori lavoratori full-time. La complessità della sua situazione è aggravata dalla consapevolezza che le precauzioni prese durante la relazione con il collega (lei non può assumere pillola né altri anticoncezionali ormonali per motivi di salute) sono state vanificate: "sua moglie voleva un altro figlio e ha avuto la brillante idea di bucare tutti i suoi preservativi."
Nonostante abbia già compiuto tutti i passaggi preliminari per un'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), inclusi "tutte le visite per l'IVG, il prericovero e il tampone", e l'intervento sia imminente, Daisy confessa di non sentirsela. Il suo stato d'animo è di profonda indecisione e angoscia: "Non lo voglio fare, c'è una voce nella mia testa che mi dice che tutto andrà a posto, che tutto si risolverà. Che io e i miei bambini ce la caveremo. Sto letteralmente, terribilmente impazzendo." Il suo principale ostacolo non è affettivo, ma economico: "L'unico motivo per cui sono così indecisa è il motivo economico: ho paura di non farcela da sola." In questo frangente, il padre biologico del bambino è in "silenzio stampa da un mese", e i due "non ci rivolgiamo nemmeno più la parola."
Altre donne si trovano ad affrontare un "profondo disagio" e una profonda solitudine, come si legge in un altro contesto, dove una donna di nome Eleonora si sente "davvero molto sola in questo momento, sia perché l'uomo che lei ama e' andato via sia perché' non riesce a parlare della sua gravidanza con la sua famiglia." L'evento con quest'uomo sposato ha "indubbiamente creato una profonda ferita". Spesso, si avverte un forte senso di responsabilità nei riguardi di familiari, come la propria madre e sorella, che "hanno bisogno di me", sentendo di "dover dare il massimo sempre e di dover essere forte". Tuttavia, non è sempre salutare anteporre il benessere altrui al proprio, seppur si parli di persone per cui si nutre un affetto molto significativo. La tendenza a mettere i bisogni degli altri davanti ai propri può compromettere il proprio equilibrio psicologico.
La scoperta della gravidanza da parte dell'uomo coinvolto, sebbene possa essere accompagnata da una "piccola, piccolissima speranza" nel cuore di chi porta avanti la gravidanza, si rivela spesso un evento traumatico e respingente. Tale speranza può trasformarsi in "una lacerante spada allo stomaco, una fitta al cuore talmente grande che credo non abbia mai provato in vita mia." La reazione dell'uomo può manifestarsi attraverso un "pallore iniziale, il suo silenzio, ed infine le sue fortissime urla che rimbombano ancora nelle mie orecchie: 'Cosa vuoi adesso da me? Non potevo sopportare questa umiliazione…'" Questa reazione di forte rifiuto, accompagnata da "il dolore, il vuoto, la paura" che prendono il sopravvento, può spingere la donna a sentire il bisogno di "sparire in silenzio", cercando di "essere forte" come lo si è sempre stati, anche se l'unico desiderio è "solo sparire e andare lontano." In situazioni simili, come suggerito da un medico-chirurgo, psicologo clinico e psicoterapeuta, è necessario che la persona "si riprenda e valuti il da farsi", concentrandosi sul suo problema principale che in quel momento è la gravidanza rispetto alla quale è importante prendere una decisione. È fondamentale concentrarsi su questo e farsi aiutare a scegliere perché "è una scelta importante dalla quale dipenderà il suo futuro." La necessità di dedicarsi ai propri bisogni in modo prioritario è cruciale, poiché "per poter 'essere d'aiuto' per i suoi cari c'è necessità che lei stia bene, che riesca ad avere un benessere psicologico."
Eroticalab #40 - Una gravidanza indesiderata in giovane età e l’ipotesi dell’aborto
Strategie di "Primo Soccorso" Psicologico di fronte all'Inatteso
Quando ci si trova incinta senza averlo programmato da una relazione amorosa o da una scappatella, la situazione può far vacillare il proprio piano di vita. Qualunque sia la situazione in cui ci si trova, una gravidanza smuove molte cose e ne chiama in causa altrettante. Oltre allo shock iniziale, potrebbe sorgere velocemente anche una paura: "Ora verrà tutto a galla!" Probabilmente il cuore e i pensieri vanno a mille. In questi momenti di profondo smarrimento, è fondamentale ricordare che "ora sei il personaggio principale e hai diritto di essere la persona più importante. Si tratta di te e della tua vita." Alcuni suggerimenti di "pronto soccorso" possono essere utili in questo momento particolare.
1. Prenditi del tempo per trovare te stessa: È consigliabile lasciare che il primo panico iniziale si calmi. La paura, infatti, è cattiva consigliera e al primo momento può nascondere ciò che, nel profondo del proprio essere, ha valore. Può essere molto utile nella confusione di sentimenti e di pensieri premere il "pulsante di pausa". Questo significa che ci si può prendere del tempo, che sia "per qualche ora o anche dei un paio di giorni", per rendersi conto di quello che sta succedendo dentro di sé. Questo periodo di introspezione consente di recuperare lucidità e di affrontare la situazione con maggiore consapevolezza.
2. Cosa conta ora?: È fondamentale riflettere su "cosa è veramente importante per te? Su quali valori vuoi costruire la tua vita futura?" La situazione, pur nella sua complessità, è adesso così com'è. Ma si ha la possibilità di andare avanti nella direzione che è più adeguata per sé. Forse questa situazione difficile è anche una possibilità per riorganizzare la propria vita e creare cose nuove. Questo processo di valutazione dei propri valori e obiettivi può offrire una nuova prospettiva e una spinta per il futuro.
3. Oltre alla tua mente, lascia parlare il tuo cuore: Esiste un'antica saggezza che afferma: "La strada più lunga di questo mondo è quella tra la mente e il cuore". È essenziale chiedersi cosa dica il profondo del proprio essere della situazione e in che direzione attiri il proprio cuore. Forse si possono approfondire queste domande, perché "nel cuore si cela ciò che ti contraddistingue come persona, quali sono i tuoi sentimenti, i tuoi sogni e i tuoi atteggiamenti interiori, su cui vuoi costruire la tua vita." Si tratta di sentimenti e desideri per i quali vale la pena lottare per essere fedeli a se stesse, sincere e autentiche. Forse è giunto il momento di guardare con onestà e amore al proprio cuore e di mettere da parte con coraggio alcuni dei "ruoli" o delle "maschere" che si indossano, per rivelare la propria vera essenza.
4. Confidati con una persona di fiducia: Trovare qualcuno nel proprio ambiente di cui ci si fidi e a cui si possa dire cosa sta succedendo dentro di sé in questo momento può fare molto bene. È un grande sollievo "togliersi il peso dal cuore, le tue preoccupazioni!" Quando la paura o la vergogna sono grandi, la presenza di una persona esterna al nostro fianco, che non faccia parte della cerchia più stretta ma sia di fiducia, può ampliare l'orizzonte a nuove prospettive risolutive proprio sopportando la nostra sofferenza. Questa persona può offrire un supporto imparziale e aiutare a vedere la situazione da angolazioni diverse.

Le Radici di un'Avventura: Comprendere le Dinamiche dell'Infedeltà
Le ragioni per le quali si intraprende un'avventura extraconiugale sono molto differenti e complesse, riflettendo la natura intricata delle relazioni umane. La propria vita, il carattere individuale e i valori personali giocano sempre un ruolo importante nel determinare il contesto e le motivazioni di un tradimento. L'inizio di tali relazioni può essere caratterizzato da sentimenti travolgenti, dove l'altra persona è percepita come attraente e stare insieme è stimolante, spesso colmando un vuoto o offrendo una novità inaspettata.
A volte, un'avventura può cominciare con un piccolo flirt, forse perché ci si sente "semplicemente capita bene", una sensazione che può mancare nella relazione principale. Altre volte, può essere il risultato di circostanze specifiche, come una festa dove "il consumo d'alcol era elevato", abbassando le inibizioni e facilitando comportamenti inusuali. Oppure, un'altra motivazione può essere la ricerca deliberata di una distrazione dalla routine quotidiana, un desiderio di evadere dalla monotonia o dalle responsabilità che gravano sulla propria vita.
In altri casi, l'avventura si sviluppa lentamente, passando del tempo assieme, come può accadere in un ambiente lavorativo. Ci si conosce "sempre meglio, ci si sente attratti l’uno dall’altro e probabilmente si sperimenta qualcosa che si desidera da tempo nella propria relazione." Questa gradualità può portare a ritrovarsi in una situazione che all'inizio non si sarebbe mai immaginato. È importante notare che, in realtà, questo non significa necessariamente essere infelici nella propria relazione o che ci si sia allontanati; a volte, l'infedeltà può nascere da un'opportunità o da un bisogno temporaneo, senza implicare una profonda crisi preesistente nella coppia.

Le Scelte di Fronte alla Paternità Non Riconosciuta o Nascosta
Di fronte a una gravidanza da un altro uomo, la persona coinvolta si trova davanti a un bivio, con diverse opzioni che presentano implicazioni profonde a livello personale e relazionale. Queste scelte richiedono coraggio e un'attenta valutazione delle proprie priorità e dei valori.
a) Tenere segreta la gravidanza - una verità taciuta: È molto probabile che si senta il bisogno di non ferire il proprio partner dicendogli tutta la verità sull'infedeltà e sulla paternità del bambino. Il pensiero che l'infedeltà possa essere svelata può sembrare molto minaccioso e insostenibile. La "soluzione di emergenza", ovvero nascondere tutto con un aborto, è comprensibile in un primo momento e si radica forse nel primo impulso, animato da una "disperata speranza che dopo tutto possa tornare come prima". Tuttavia, è cruciale considerare che anche questo passo, seppur avvenuto in segreto, farà parte della storia personale e della storia della relazione. È difficile prevedere fino a che punto questa verità taciuta modellerà la vita e la relazione in futuro e quanto la influenzerà segretamente, manifestandosi magari in dinamiche nascoste o in un senso di colpa persistente. Donne e coppie vivono questa esperienza in modo molto diverso. Un ulteriore aspetto da considerare è la questione di come si potrà gestire l’esperienza dell’aborto e come ci si sentirà senza poter comunicare i propri sentimenti al partner. Può essere d'aiuto approfondire non solo queste domande immediate, ma anche quali sarebbero i desideri più profondi e le esigenze emotive a lungo termine.
b) Tenere il bambino - serbare un segreto: Nel caso in cui si sia l'amante e si aspetti un figlio dal partner di una relazione extra-coniugale, si potrebbero usare i mesi successivi per cercare con discrezione soluzioni con il padre del bambino per organizzare la vita futura con il bambino. Se invece si è in una relazione stabile e non la si vuole mettere a rischio, si può pensare che esista la possibilità di far passare il bambino come un "figlio legittimo" del proprio partner. Questo significa che il partner "partirebbe dal presupposto che sia suo figlio perché non conosce la verità". A volte, questo percorso viene scelto per preservare la relazione o la famiglia già esistente. Ora come ora, non si può dire quanto difficile sarà serbare da sola questo segreto. Contemporaneamente, possono affiorare i rimorsi verso il partner per non avergli detto la verità, un peso emotivo che può gravare sulla coscienza e sulla qualità della relazione. Potrebbe essere d’aiuto chiedersi che valore ha per sé la verità e che valore ha per il proprio partner. Questo valore è anche legato alla fiducia e all’amore, pilastri fondamentali di ogni relazione duratura.
c) Tenere il bambino - ritornare alla verità: Forse si ha l'impressione che le scuse e le bugie siano le gocce che fanno traboccare il vaso, rendendo la situazione insostenibile. Probabilmente tutto questo pesa e si desidera una sincerità liberatoria per poter passare di nuovo ad una certa leggerezza della vita quotidiana, senza la costante paura che "la verità possa venir fuori quando meno te l'aspetti". La gravidanza e la nascita del bambino potrebbero essere un'occasione per ricominciare in tutta libertà, anche se "ci vuole molto coraggio!" Inizialmente, la reazione con il partner vacillerebbe e la relazione potrebbe essere messa a dura prova. Tuttavia, l'esperienza ha insegnato che "anche una crisi in una relazione può portare con sé la possibilità di un nuovo inizio". E "anni dopo quasi nessuno sospetta come tutto è cominciato". Di fronte a queste decisioni, la persona direttamente coinvolta è l'unica che può prendere una buona decisione, e per farlo "sarebbe consigliabile ti prendessi il tempo necessario e cercassi le informazioni che ti interessano di più." Il desiderio è che ci si senta "libera ed accolta", per questo si possono cercare ispirazioni e supporto attraverso articoli e test specializzati che offrono una guida imparziale. Come sottolinea un esperto, ci sono scelte nella vita che vanno fatte anche valutando le conseguenze che ne possono derivare. Quando si è davanti a un bivio, si deve tenere conto che qualunque strada si imbocchi qualcosa dovrà essere lasciato alle proprie spalle.
L'Impatto Devastante del Tradimento sul Partner e sulla Famiglia
La scoperta di un tradimento, soprattutto quando coinvolge una gravidanza inaspettata, è un'esperienza profondamente traumatica e sconvolgente per il partner tradito e per l'intera famiglia. La storia di Francesco, un uomo sposato da tre anni, senza figli, illustra la profonda crisi che può insorgere. Dopo che le cose con sua moglie non andavano benissimo da un anno, apparentemente "per via dei problemi economici", lei gli aveva comunicato un mese prima di non farcela più e gli aveva chiesto la separazione consensuale. È in questo contesto che Francesco scopre che sua moglie "da mesi ha un altro" e, ancor più devastante, che "è incinta di questa persona (di due o tre mesi credo)". Questa rivelazione cambia radicalmente le condizioni della separazione.
La testimonianza di Valeria, una donna di 40 anni, sposata da dieci, descrive un altro scenario di tradimento scoperto in un momento di estrema vulnerabilità. Valeria ha impiegato venti giorni per ottenere "una confessione più o meno completa" da suo marito, "ricostruendo e incrociando dati, conversazioni, scontrini, ricordi e tanta insistenza". Il tradimento, durato gli ultimi dieci mesi, è avvenuto in un periodo per lei particolarmente difficile: i mesi della sua seconda gravidanza, ottenuta tramite fecondazione assistita, sono stati "tremendi", tra iperemesi, sciatica e stanchezza mentale, portandola a perdere 16 chili. "E mentre io soffrivo lui avviava una relazione con una donna sposata", un'ex amica che, secondo quanto si diceva nella comitiva, era "incline al tradimento". Il marito ha cercato di giustificarsi dicendo che stava passando un brutto momento a lavoro, in cui "si sentiva sottostimato", e che parlare con questa donna lo faceva sentire "un uomo ancora brillante e di valore", apprezzato come persona, un "super marito e super papà" quando le raccontava le sue collaborazioni in casa.
La reazione al tradimento è quasi universalmente la distruzione della fiducia e una difficoltà immensa, se non l'impossibilità, di perdonare. Valeria afferma con chiarezza: "non credo più a mio marito, non riesco e non voglio perdonarlo… non mi fiderò mai più perché so che non lo merita". L'ideale d'amore può essere distrutto, e la perdita di fiducia rende difficile accettare "un amore che non ha mantenuto la sua promessa". Questa situazione è aggravata dal fatto che la scoperta è avvenuta "durante un periodo così delicato della mia vita, la gravidanza e nel nostro anno d’oro, i 40 anni e i 10 di matrimonio che ricorrevano qualche giorno dopo la scoperta". Il dolore, la rabbia e la frustrazione per il torto subito sono enormi, e come sottolinea la dottoressa Angela Raimo, Valeria aveva investito "così tanto tempo e altrettante energie per 'ottenere una confessione più o meno completa' da suo marito, che abbia insistito con forza, tenendo conto di tutti i particolari che avrebbero potuto farle ricostruire il puzzle del tradimento." La dottoressa si chiede se tutto ciò fosse realmente necessario, suggerendo che "le donne SANNO che qualcosa non va nel loro matrimonio molto prima di scovare prove a supporto di quanto viene suggerito loro dall’istinto."
La presenza di figli, come nel caso di Valeria che ha un bimbo di 4 anni e una bimba di 3 mesi, rende le decisioni ancora più complesse e gravose, poiché ci si interroga su "cosa è meglio per me". Il partner tradito può sentirsi profondamente ferito, con una ferita che avrà certamente bisogno di tempo per rimarginarsi. Tuttavia, è necessario voler che succeda e fare il possibile per favorire il processo di guarigione. Se si opta per tenere in piedi il matrimonio, è imperativo rinunciare alle recriminazioni, guardare avanti, aiutare sé stessi e il partner a ricostruire la coppia con allegria, leggerezza e ottimismo. La dottoressa Raimo avverte: "Altrimenti, se lei riesce a concentrarsi solo sul suo dolore e sul torto che le è stato fatto è meglio che vi lasciate, perché significa che in lei non c’è più affetto né una vera volontà di concedere alla coppia un’altra possibilità di vivere serenamente e queste mancanze renderebbero la vita un inferno per entrambi." In tal caso, si rimarrà uniti come genitori, ma il disamore e l'astio tra i partner "sono destinati a destabilizzare i figli nel profondo", anche se sono molto piccoli, perché "tutto comprendono". Non si deve attendere un "risarcimento" nel senso inteso, ma la ricompensa sarà "il fatto di essere riuscita a ricostruire, nonostante il dolore subito e la fatica di ricominciare, un rapporto saldo e sano, superando un momento terribile, una crisi di enorme portata."

Le Conseguenze Legali: Separazione, Addebito e Diritti Patrimoniali
La scoperta che la propria moglie attende un bambino da un altro uomo porta con sé immediate e significative questioni legali che riguardano la separazione, l'addebito, il mantenimento e l'assegnazione della casa coniugale. Un lettore, Francesco, si è posto la domanda su come agire in una situazione così delicata, chiedendo se potesse richiedere una separazione con addebito.
La Separazione a seguito di un Tradimento: In Italia, quando un marito scopre il tradimento della moglie, può rivolgersi al tribunale per richiedere la separazione con addebito. Il giudice attribuirà la responsabilità della fine del matrimonio al comportamento infedele della moglie, a meno che quest'ultima non dimostri che l’adulterio si è consumato quando già il legame tra i coniugi era in crisi per altre e precedenti ragioni. Queste ragioni potrebbero includere, ad esempio, eventuali violenze subite dal marito o un precedente tradimento di quest'ultimo, elementi che dimostrerebbero che l'infedeltà non è stata la causa esclusiva della rottura. La domanda di Francesco, che chiedeva se potesse decidere di andare per via giudiziale chiedendo la separazione con addebito, visto che la moglie era incinta di un altro, trova risposta nel fatto che "se ritiene di poter provare che la condotta di sua moglie è la causa determinante della situazione, certamente può richiedere la separazione con addebito." Tuttavia, non potrà per la prima volta dedurre l'infedeltà in sede di divorzio se non è stata sollevata durante la separazione.
Conseguenze dell'Addebito: La pronuncia di separazione con addebito comporterà lo scioglimento della comunione dei beni, qualora fosse stata stabilita al momento del matrimonio, e le parti saranno autorizzate a vivere separatamente. Una delle conseguenze più rilevanti della dichiarazione di addebito è che la moglie non potrà rivendicare alcun diritto a ottenere l’assegno di mantenimento e l’assegno divorzile, misure queste non applicabili in caso di accertato tradimento. A maggior ragione, alcun mantenimento al figlio della moglie sarà tenuto a versare l’ex marito, non essendo il padre naturale del bambino. La legge tutela il principio della responsabilità genitoriale legata alla paternità biologica.
L'Assegnazione della Casa Coniugale: L'assegnazione della casa coniugale è un altro aspetto cruciale. Il giudice assegna la casa al coniuge presso cui il figlio va a vivere. Tuttavia, è una condizione fondamentale che si tratti di un figlio avuto dalla coppia e non con altri partner. Quindi, nel caso di un figlio avuto da una precedente relazione o, come in questo scenario, di quello adulterino, non potrà essere rivendicato alcun diritto di abitazione sulla casa coniugale da parte della madre in base alla presenza di tale bambino. Pertanto, l’immobile torna nella disponibilità del proprietario. Se il marito è l'intestatario esclusivo della casa, potrà esigere che la moglie vada via entro un congruo termine per trovare una diversa sistemazione. Se l’immobile era in comproprietà, la coppia dovrà trovare un accordo per la sua divisione. In caso contrario, su richiesta anche di una sola delle parti, sarà il giudice a metterlo in vendita tramite l’asta, secondo la procedura prevista per la divisione giudiziale della comunione.
Il Risarcimento del Danno a seguito di Tradimento: Il marito tradito non ha diritto al risarcimento del danno a meno che non dimostri che l’infedeltà si è risolta in un pregiudizio per la sua reputazione. Non basta quindi il semplice tradimento, ma è necessaria una prova che questo abbia causato un danno concreto e verificabile all'immagine sociale o professionale del coniuge tradito.

La Crisi Maschile Durante la Gravidanza della Partner e il Rischio di Infedeltà
La gravidanza, sebbene sia un momento di gioia e attesa per la coppia, può rappresentare una fase di grande vulnerabilità anche per il futuro padre, portando a crisi inaspettate e, in alcuni casi, al rischio di infedeltà. La storia di Riccardo G., un uomo di 30 anni, sposato da due e in attesa del suo primo figlio, illustra questa complessa dinamica. La moglie ha avuto una minaccia d’aborto al secondo mese e "da allora sesso addio." Riccardo confessa che, dopo "sei mesi di astinenza", sta "letteralmente impazzendo." Ha tentato di affrontare la situazione, cercando di "parlarle per trovare magari altri modi di stare insieme ma lei non ci sente." In questo contesto di astinenza e frustrazione, Riccardo rivela: "Purtroppo sul lavoro ho una collega che da tempo mi corteggia. Prima ci scherzavo, ma ieri ci siamo abbracciati e i miei ormoni sono andati a mille. Non so se mi sto innamorando, ma sono proprio in crisi."
La questione è davvero delicata, poiché il diventare genitori, soprattutto del primo figlio, è la fase più vulnerabile nel passaggio da coppia a famiglia. Molti più uomini di quanto non si ammetta attraversano momenti di incertezza, o addirittura di innamoramento, proprio mentre la compagna è in gravidanza. A volte, ma non necessariamente, questa possibilità è aumentata da un’astinenza forzata, specialmente se la donna ha una gravidanza complicata da una minaccia d’aborto, di parto prematuro, da placenta previa o pre-eclampsia, ossia da condizioni che controindicano il rapporto sessuale completo. Le cause possono essere fisiche e/o psichiche, ma il prolungato silenzio sessuale può pesare molto, soprattutto se la coppia era prima sessualmente vivace e se in gravidanza non ha altre forme di intimità che possano appagare comunque entrambi fisicamente ed emotivamente.
Questa vulnerabilità "fisica" o "ormonale", come la definisce lo stesso Riccardo, può essere ulteriormente aumentata da fattori psicoemotivi. Per esempio, per la sensazione di essere passato in secondo piano rispetto al bambino che verrà, percependo un'attenzione esclusiva verso il nascituro che li relega a un ruolo secondario. Oppure, può nascere una profonda paura del diventare padre a livello inconscio, un timore delle responsabilità che si prospettano. Innamorarsi di un'altra persona in questo frangente può essere un meccanismo di difesa, "è come se, innamorandosi, l’uomo si sentisse ancora 'giovane', ancora 'ragazzo', senza il peso di una responsabilità per la quale non si sente pronto a livello profondo." Questo fenomeno è osservabile oggi più di ieri, da un lato per l'esaltazione e la priorità che viene data al piacere erotico rispetto ad altri aspetti della vita, dall'altro perché è minore, rispetto al passato, il senso di responsabilità verso il futuro figlio, oltre che verso la partner in gravidanza, che si trova oltretutto in una fase di grande vulnerabilità. Il gioco del corteggiamento, così piacevole ed esaltante nella sua leggerezza, può allora far saltare anche il codice di fedeltà, soprattutto se la partner gravida trascura o minimizza i segnali di difficoltà che l’uomo le sta lanciando.
Di fronte a una tale crisi, come quella di Riccardo, che si sente molto preso e in difficoltà, il consiglio è di intraprendere "qualche colloquio psicoterapeutico che l’aiuti a riprendere in mano la situazione, senza farsi travolgere né dall’impulsività dell’innamoramento, né dal suo terremoto ormonale (che può diventare un comodo alibi)." Questo percorso di supporto professionale può aiutare a comprendere meglio le proprie emozioni e a trovare strategie per affrontare la fase di transizione verso la genitorialità in modo più equilibrato e responsabile.
