Divergenze e convergenze: il confronto evolutivo tra Mammiferi Marsupiali e Placentati

La distinzione fondamentale tra i mammiferi che popolano il nostro pianeta si articola principalmente attorno alle strategie riproduttive che hanno permesso a questi organismi di colonizzare nicchie ecologiche estremamente diversificate. Sebbene i marsupiali siano spesso percepiti come forme "primitive" o superate dai placentati, la realtà biologica e paleontologica rivela un quadro molto più complesso, caratterizzato da adattamenti raffinati e percorsi evolutivi paralleli che sfidano le semplificazioni dei media e dei documentari divulgativi.

Le radici comuni e la divergenza del Mesozoico

Durante l'Era mesozoica, mentre i dinosauri dominavano la Terra, esistevano già sia Mammiferi Marsupiali sia Mammiferi Placentati. Sono stati trovati resti fossili di Marsupiali e Placentati in Cina, risalenti all'inizio del Cretaceo (ossia 110 milioni di anni fa). Altri resti sono stati rinvenuti nell'America Settentrionale, sempre riferibili al Cretaceo, anche se un po' più recenti. I fossili non sostengono l'idea che i marsupiali siano una primitiva formazione degli Euteri: entrambi i rami si sono evoluti contemporaneamente nel Mesozoico, dove entrarono in forte competizione.

I metateri (Metatheria) sono un clado dei mammiferi di cui i marsupiali (Marsupialia) sono gli unici rappresentanti viventi, diffusi specialmente in Australia e in America del Sud. Secondo i dati paleontologici, i marsupiali comparvero in Nord America nel Cretaceo medio e, durante il Cretaceo superiore, si diffusero in Sud America, per poi raggiungere l'Australia attraverso l'Antartide che, fino al Terziario inferiore, connetteva ancora queste regioni, come suggerito dalla teoria della tettonica delle placche.

mappa delle rotte migratorie dei mammiferi durante il Gondwana

La strategia riproduttiva: un vantaggio evolutivo

Tutti i Marsupiali mostrano una particolarità nel ciclo riproduttivo: l'embrione non completa il proprio sviluppo nell'utero ma viene alla luce precocemente. Nella maggior parte delle specie, il neonato trascorre le prime settimane della sua vita in una tasca ventrale esterna (marsupio) che ricopre i capezzoli della madre. Nei Marsupiali, per esempio, il cervello è piccolo e di semplice struttura, il numero di incisivi è più elevato, la temperatura del corpo è piuttosto bassa, le vie urinarie e il tubo intestinale confluiscono in una cavità unica, il pene è bifido, e così via.

Il vantaggio strategico di questa gestione riproduttiva è notevole: un placentato, se muore il figlio in grembo, rischia spesso la vita della madre; al contrario, i marsupiali possono controllare meglio le nascite nei momenti difficili, dato che partoriscono prima per poi metterli nella tasca, potendo di fatto liberarsi del cucciolo in momenti di estrema scarsità di risorse. Per i marsupiali australiani, questa plasticità è stata un pilastro della loro persistenza. Nelle specie più evolute, il marsupio che contiene uno o più piccoli è unico e, nella maggior parte delle specie, si apre posteriormente in modo da impedire che il suo interno si sporchi mentre l'animale cammina sul terreno o fra la vegetazione.

diagramma comparativo dell'anatomia riproduttiva tra marsupiali e placentati

L'isolamento geografico e la competizione

La vittoria dei marsupiali in Australia è stata a lungo vista come una vittoria "per difetto", ovvero che i placentati sarebbero arrivati tardi, favorendo i marsupiali che si erano già adattati ed evoluti di conseguenza. Il problema è molto più complesso di quanto si possa affrontare. Sicuramente, i marsupiali rispetto ai placentati sono comparsi un po' prima e/o si sono irradiati più velocemente, riuscendo a precedere la fratturazione del Gondwana.

In Australia, l'assenza di competitori ha permesso alle poche forme progenitrici di marsupiali approdati nel continente di divergere liberamente, producendo diverse specie che hanno occupato la maggior parte delle nicchie ecologiche presenti nel territorio. L'Australia è rimasta una grande isola dopo essersi distaccata dall'antico continente Gondwana nell'Era mesozoica, ospitando la maggioranza dei Marsupiali viventi proprio grazie all'assenza di Placentati (a parte i pipistrelli e pochi roditori). Invece, l'America Meridionale è rimasta per decine di milioni di anni isolata da quella Settentrionale e dal resto del mondo, fino alla formazione dell'istmo di Panama, avvenuta poco più di 3 milioni di anni fa. Solo allora i Placentati moderni hanno potuto invadere il continente sudamericano e avviare la competizione con i Marsupiali e con altri mammiferi primitivi.

Convergenza adattativa: quando forme diverse si somigliano

Sembrerebbe quasi che in Australia i Marsupiali siano stati capaci di 'imitare' più o meno fedelmente molte delle forme di adattamento che i Placentati hanno realizzato negli ecosistemi di tutto il mondo. Questo fenomeno viene chiamato convergenza adattativa. Molte specie somigliano a topi, ratti e ghiri e conducono una vita assai simile a questi piccoli Placentati. I petauri, ad esempio, hanno forme e abitudini che ricordano quelle degli scoiattoli volanti; possiedono una membrana ai lati del corpo che viene tesa con l'allungamento degli arti, grazie alla quale sono capaci di spostarsi da un albero all'altro planando.

Nei deserti australiani troviamo piccoli marsupiali saltatori con le zampe posteriori fortemente sviluppate, che ricordano moltissimo certi roditori dei deserti africani e asiatici, come i topi delle piramidi e i gerbilli. Questa evoluzione ha dato origine a forme numerose e assai diverse, come quelle che ha prodotto l'evoluzione dei Mammiferi Placentati nel resto del mondo. Oltre alle specie che pascolano nelle praterie (canguri giganti) e che vivono sugli alberi (koala e petauri), esistono Marsupiali scavatori, come i vombati, simili a marmotte, e le talpe marsupiali.

AUSTRALIA SELVAGGIA | Il Continente dei Predatori Più Letali della Terra – Documentario Animali

I Placentati: una dominanza basata sulla gestazione prolungata

I placentati si distinguono dagli altri due gruppi, monotremi e marsupiali, per diverse caratteristiche scheletriche e per lo sviluppo embrionale, più lento e lungo. Il nome Placentalia deriva dal latino placenta, un organo vascolare dell'apparato riproduttivo femminile che consente l'alimentazione del feto durante la gestazione. A differenza di monotremi e marsupiali, i placentati possiedono un bacino molto più ampio, adatto a ospitare l'embrione per molto tempo durante il suo sviluppo. Non ci sono ossa pubiche rivolte in avanti, che sono invece presenti nei mammiferi non placentati attuali, e che interferirebbero con lo sviluppo nel grembo materno del piccolo e con l'espansione dell'addome durante la gravidanza.

Il gruppo dei placentati è vastissimo e comprende ordini di straordinario successo evolutivo:

  • Roditori: Ben il 40% di tutte le specie di mammiferi sono roditori. Sono solitamente animali di piccole dimensioni dotati di due grossi incisivi dalla crescita continua.
  • Chirotteri: Dopo i roditori, sono il gruppo di mammiferi col maggior numero di specie: circa 1400. Con i loro arti anteriori modificati in ali, sono gli unici mammiferi in grado di volare.
  • Proboscidati: Rappresentati oggi solo dagli elefanti, sono i mammiferi terrestri più grossi e pesanti del Pianeta.
  • Carnivori: Comprendono tutte le specie evolutivamente adattate a una dieta a base di carne, per un totale di circa 280 specie.
  • Ungulati: Mammiferi dotati di una struttura cheratinizzata che ricopre la punta delle dita, lo zoccolo, suddivisi tra perissodattili e artiodattili (che includono oggi anche i cetacei).

Impatto umano e minacce alla biodiversità

Senza dubbio, i guai per i Marsupiali australiani sono incominciati circa 60.000 anni fa, con l'arrivo dei primi aborigeni, la cui economia era fondata sulla caccia e sulla raccolta. Essi portarono probabilmente all'estinzione i grandi mammiferi australiani come il vombato gigante (Phascolonus gigas) e il leone marsupiale (Thylacoleo carnifex), scomparsi fra 45.000 e 50.000 anni fa. Più recentemente, il colpo più grave alla fauna australiana è stato inferto dagli Inglesi, quando nel 19° secolo hanno iniziato a colonizzare l'Australia, portando specie provenienti da tutto il mondo che si sono progressivamente inselvatichite: gatti, conigli, maiali, capre, bufali, cavalli, asini, dromedari. Queste specie hanno scatenato una competizione con i Marsupiali su tutti i fronti, predandoli o distruggendo le loro risorse alimentari.

Il più famoso Marsupiale estinto in tempi recenti è il tilacino, o lupo marsupiale, il più grosso predatore australiano sopravvissuto fino al 20° secolo. Un tempo diffuso in tutto il continente, si è oggi estinto ovunque, anche se alcuni affermano di averlo visto nelle foreste della Tasmania. Anche il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisi) ha subito un drammatico impatto in seguito alla colonizzazione umana; questo predatore notturno sopravvive solamente nella grande isola della Tasmania, dove il dingo non è arrivato, ed è oggi fortemente minacciato da una misteriosa malattia tumorale che colpisce gran parte della popolazione.

confronto visivo tra il cranio di un marsupiale e quello di un placentato

Negli ultimi duecento anni, si sono estinte 17 specie di Marsupiali australiani e almeno 57 specie sono in pericolo di estinzione o vulnerabili. Molte di esse vivono ormai solamente in isole dove i Placentati, in particolare il cane, il gatto e la volpe, non sono ancora arrivati. Il confronto tra queste due linee evolutive non è dunque solo un esercizio di biologia comparata, ma una testimonianza di come l'equilibrio ecologico, plasmato da milioni di anni di isolamento o competizione, possa essere rapidamente alterato dalle interferenze esterne.

tags: #somiglianze #tra #mammiferi #marsupiali #e #placentati