L'ernia crurale, nota anche come ernia femorale, rappresenta una condizione chirurgica che richiede attenzione e una chiara comprensione delle opzioni di trattamento e delle procedure anestesiologiche disponibili. Questa particolare tipologia di ernia deriva il suo nome dalla sede in cui si manifesta: l'anello femorale o crurale, uno spazio situato al di sotto della piega inguinale, quindi in una posizione più bassa rispetto all'ernia inguinale.

La presenza di un'ernia crurale è una condizione che, a differenza di altre ernie, tende a essere mal tollerata. Il dolore all'impegno dei tessuti è spesso significativo, proprio a causa della porta erniaria solitamente piccola, e ciò conduce più rapidamente il paziente alla valutazione da parte del medico. È fondamentale rivolgersi prontamente a un chirurgo nel sospetto di un'ernia crurale, poiché le complicanze possono essere gravi e richiedono un intervento tempestivo.
L'Ernia Crurale: Identificazione e Complessità
L'ernia crurale è una patologia che si manifesta quando parte dei tessuti contenuti nel cavo addominale protrude attraverso il canale femorale. Questo canale è presente in tutti gli individui ed è normalmente occupato da vasi sanguigni e nervi, quali l'arteria, la vena e il nervo femorali, che conducono il sangue e gli impulsi nervosi agli arti inferiori. In determinate circostanze, il canale femorale può allargarsi, consentendo il passaggio di questi tessuti e portando alla formazione dell'ernia.
L'incidenza dell'ernia inguinale nella popolazione generale si aggira intorno al 2-4%. L'ernia crurale, tuttavia, è più comune nelle donne rispetto agli uomini. Una delle sue peculiarità è che lo spazio in cui si inserisce l'ernia è molto ristretto e non si dilata facilmente. Questa caratteristica intrinseca rende le ernie crurali particolarmente inclini a complicanze severe, come lo strozzamento, un'evenienza molto più frequente rispetto alle ernie inguinali. Lo strozzamento erniario si verifica quando un viscere addominale rimane intrappolato nel canale inguinale e non riesce più a rientrare in addome, interrompendo la circolazione sanguigna. Si stima che circa 2 pazienti su 5 affetti da ernia femorale sviluppino come primo sintomo uno strozzamento erniario, che si manifesta con dolore molto forte associato a nausea e vomito, e un gonfiore locale molto accentuato. Questo quadro, il più grave, può portare rapidamente alla necrosi e alla perforazione del tratto di intestino interessato nel giro di poche ore.
I sintomi tipici dell'ernia crurale includono la comparsa di un gonfiore in sede inguinale, che tende ad aumentare con i colpi di tosse o gli sforzi fisici, accompagnato da un senso di peso e fastidio locale. Talvolta, a causa dello spazio ristretto in cui transitano l'arteria, la vena e il nervo femorale, i pazienti con ernia crurale possono avvertire un dolore che si estende alla coscia e alla gamba.
La diagnosi di ernia crurale è essenzialmente clinica, basandosi sull'esame fisico del paziente. A volte, tuttavia, la diagnosi può essere resa difficile dalla presenza di grasso locale, e anche l'ecografia spesso fornisce risultati dubbi. Non è raro che le ernie crurali strozzate vengano inizialmente confuse con linfonodi inguinali ingrossati, ritardando potenzialmente l'intervento necessario.
Tra i fattori di rischio che possono contribuire allo sviluppo dell'ernia crurale, oltre alla spinta addominale prolungata dovuta a stipsi cronica, tosse persistente o gravidanza, vi può essere anche un improvviso dimagrimento in persone precedentemente sovrappeso. Essendo la porta erniaria solitamente piccola, spesso è solo il grasso addominale preperitoneale che protrude. Talvolta, però, è un'ansa intestinale ad erniare in maniera più o meno completa, causando sintomi ben più importanti.
Non esiste un trattamento medico o conservativo per gestire un'ernia crurale; il trattamento è esclusivamente chirurgico. Le cose cambiano se ad erniare è un tratto di intestino. In questo caso può essere ostacolato il transito degli alimenti, con un quadro di occlusione intestinale. L'ernia si definisce allora intasata, e diventa un'indicazione precisa all'intervento in urgenza.
Le Tecniche Chirurgiche per la Riparazione dell'Ernia Crurale
L'intervento chirurgico per la riparazione dell'ernia crurale ha lo scopo di riparare il difetto della parete addominale, ridurre il dolore e il fastidio, prevenire complicanze gravi come lo strozzamento, migliorare la qualità della vita del paziente e, quando rilevante, anche l'aspetto estetico. L'evoluzione delle tecniche chirurgiche ha segnato il passaggio da metodiche di sutura obsolete a trattamenti innovativi che utilizzano retine e protesi, rendendo gli interventi meno invasivi e più efficaci.
Chirurgia Open (Tradizionale)Questa è la tecnica più utilizzata, apprezzata sia per i suoi brillanti risultati sia per la facilità di esecuzione. Per l'ernia crurale, si esegue una piccola incisione orizzontale a livello dell'inguine, generalmente di 4-5 cm. Attraverso questa incisione, il viscere erniato viene reintrodotto nella cavità addominale. La successiva riparazione è attualmente eseguita con una tecnica che contempla il posizionamento di una rete in materiale non riassorbibile (ad esempio il polipropilene). Questa rete induce una reazione cicatriziale che crea una barriera solida, impedendo una ulteriore formazione erniaria. Specificamente per l'ernia crurale, il trattamento più semplice consiste nel reperire l'orifizio crurale, ridurre il grasso o il viscere erniato in addome e posizionare un "plug" di rete fatto ad ombrellino al suo interno, fissato con un punto. Segue poi la sutura dell'anello crurale con 2 punti in materiale non riassorbibile, che permettono la completa chiusura dell'orifizio erniario. La rete viene talvolta avvolta su se stessa a forma di cono o di "sigaretta" e infilata nel tragitto dell'ernia, fissata con un punto o con della colla. La chiusura della ferita è eseguita con punti riassorbibili (quindi non ci sono punti visibili sulla pelle) e cerottini impermeabili. L'intervento generalmente dura circa 30 minuti.

Chirurgia LaparoscopicaAnche l'ernia crurale può essere trattata in laparoscopia. Tuttavia, non sempre questa tecnica è considerata la scelta predefinita per l'ernia crurale singola, poiché il rischio operatorio potrebbe non apparire adeguato per utilizzarla di default. Questa tecnica è prevalentemente indicata nei casi di ernie inguinali bilaterali o ernie recidive. L'intervento consiste nel riparare il difetto erniario con una rete inserita nella parte interna del difetto, invece che dalla parte esterna come nell'ernioplastica tradizionale. La riparazione viene eseguita per via laparoscopica, inserendo gli strumenti e la rete attraverso tre piccoli fori di 0,5 cm, insufflando gas nell'addome. Il razionale funzionale di questa tecnica è paragonabile alla riparazione di un foro in un pneumatico, posizionando una "pezza" dall'interno per una riparazione più resistente.Gli svantaggi rispetto alla tecnica tradizionale sono rappresentati dalla necessità di un'anestesia generale e dai tempi operatori più lunghi. Quindi, per le ernie singole, il confronto con la tecnica tradizionale è a favore di quest'ultima, mentre è sicuramente più vantaggioso riparare un'ernia bilaterale con tre mini-incisioni invece di due incisioni inguinali di 4-5 cm. Un discorso a parte merita la riparazione delle ernie recidive. È un intervento che richiede una certa esperienza, poiché la zona da riparare è ricca di aderenze, specialmente se è stata precedentemente posizionata una rete. Reincidere esternamente è infatti molto complesso, mentre eseguire l'intervento dall'interno, per via laparoscopica, permette di lavorare in una zona ancora "vergine". La video laparoscopia richiede una buona conoscenza delle strutture anatomiche presenti nel corpo.
Utilizzo della Rete ProtesicaNella maggior parte dei casi, sia nella chirurgia open che in quella laparoscopica, viene utilizzata una rete protesica (una "retina" in materiale sintetico). Questa rete rinforza la parete addominale, si integra con i tessuti circostanti e riduce significativamente il rischio di recidiva dell'ernia. Le reti possono essere di vari materiali: non assorbibili, riassorbibili o parzialmente riassorbibili. La scelta della tecnica chirurgica e l'eventuale utilizzo della rete vengono definiti dal chirurgo in base a fattori quali il tipo di ernia, le dimensioni e le caratteristiche del difetto, e le condizioni cliniche generali del paziente.
L'Anestesia nell'Intervento di Ernia Crurale: Scelte e Implicazioni
La scelta dell'anestesia è un momento cruciale nella preparazione di qualsiasi intervento chirurgico, e l'operazione per l'ernia crurale non fa eccezione. Durante il prericovero è prevista una visita anestesiologica, durante la quale verrà valutata la forma di anestesia più adatta al singolo caso. La decisione finale dipende dal tipo di intervento, dalle condizioni di salute del paziente e dalle sue preferenze, salvo specifiche controindicazioni.
Anestesia LocaleL'anestesia locale è una delle opzioni più frequenti e privilegiate per gli interventi di ernia, specialmente per quelli a cielo aperto come l'ernioplastica inguinale o crurale. Si realizza con delle iniezioni di anestetico locale sotto la pelle, direttamente sopra la zona da operare. Nel caso specifico dell'ernia inguinale, si utilizza in genere un blocco loco-regionale del nervo ileo-inguinale. Questo tipo di anestesia presenta i minori rischi, consente una dimissione precoce, la deambulazione e l'alimentazione immediate e la più veloce ripresa possibile. Per l'ernia crurale, il tutto viene eseguito solitamente in anestesia locale, spesso in regime di Day Hospital. Il paziente, pur essendo sveglio, non avverte dolore nella zona interessata. A volte, il paziente può avere timore delle "punture"; in questi casi, l'anestesista può aiutare con una leggera sedazione, che evita al soggetto di vivere l'evento chirurgico come un trauma, permettendogli di "dormire" durante l'operazione.
Anestesia EpiduraleRiguardo alla domanda se sia possibile effettuare l'epidurale per un'operazione di ernia crurale, la risposta è affermativa. L'intervento tradizionale può essere effettuato in anestesia locale (con delle punture sotto-pelle) o Epidurale (con una puntura nella schiena), con un'eventuale sedazione qualora il paziente desiderasse dormire durante l'operazione. L'anestesia epidurale, che prevede l'iniezione di anestetici in prossimità del midollo spinale per bloccare la sensibilità nervosa in una specifica regione del corpo, è quindi una valida opzione. Questa tecnica, insieme all'anestesia spinale, è spesso considerata per interventi che richiedono un'analgesia più estesa rispetto alla sola locale, ma senza la necessità dell'anestesia generale.
Anestesia SpinaleSimilmente all'epidurale, l'anestesia spinale è un'altra forma di anestesia loco-regionale che può essere impiegata. Viene menzionata come opzione per l'ernia crurale, specialmente se l'intervento è condotto in regime di Day Hospital. Entrambe le tecniche (epidurale e spinale) coinvolgono un'iniezione nella schiena per bloccare i nervi che innervano la regione addominale e inguinale.
Anestesia GeneraleL'anestesia generale, che induce un sonno profondo e l'assenza totale di coscienza e sensibilità, è generalmente richiesta per gli interventi di ernia eseguiti per via laparoscopica. Questo è dovuto alla natura complessa della procedura, che implica l'insufflazione di gas nell'addome e tempi operatori potenzialmente più lunghi. Salvo controindicazioni (come la scelta di accesso laparoscopico, allergie, stato ansioso, recidiva, obesità), l'anestesia preferenziale per l'intervento di ernia inguinale per via anteriore è, senza dubbio, quella locale, che presenta i minori rischi. Tuttavia, in situazioni specifiche o per interventi più complessi, l'anestesia generale rimane una scelta sicura ed efficace.
Anestesia: tipologie e differenze
Colloquio con l'AnestesistaQualsiasi tipo di anestesia deve essere preceduta da un colloquio approfondito con l'anestesista che assisterà il chirurgo in sala operatoria. Durante questa visita, l'anestesista valuterà la storia clinica del paziente, le sue condizioni di salute attuali e le terapie in corso, per scegliere l'approccio anestesiologico più sicuro e appropriato. Sebbene l'intervento di ernia inguinale in mani esperte e in anestesia locale presenti bassi rischi e ottimi risultati, la valutazione personalizzata è fondamentale.
La Preparazione All'Intervento: Il Percorso Pre-Operatorio
Un'accurata preparazione all'intervento chirurgico è tanto importante quanto l'operazione stessa per garantire il successo e ridurre i rischi di complicanze. Il percorso pre-operatorio, noto come prericovero, prevede una serie di passaggi volti a valutare lo stato di salute del paziente e a fornirgli tutte le informazioni necessarie.
Esami PreliminariNel corso del prericovero vengono generalmente eseguiti esami del sangue, un elettrocardiogramma (ECG) per valutare la funzionalità cardiaca, ed eventuali esami radiologici, come una radiografia del torace, se indicato. Questi accertamenti sono essenziali per avere un quadro completo delle condizioni fisiologiche del paziente. Se necessario, il chirurgo potrà richiedere anche indagini più specifiche, come un'ecografia della parete addominale o una TAC della parete addominale senza mezzo di contrasto, per approfondire la diagnosi e pianificare l'intervento nel dettaglio.
Colloquio AnestesiologicoCome menzionato, la visita anestesiologica è un momento chiave in cui l'anestesista discute con il paziente le opzioni di anestesia disponibili, i potenziali rischi e i benefici di ciascuna, definendo la strategia più idonea.
Gestione dei FarmaciÈ fondamentale informare sia il chirurgo che l'anestesista su tutti i farmaci assunti, inclusi terapie croniche, farmaci assunti al bisogno, integratori e prodotti naturali. È consigliabile portare un elenco scritto dei farmaci abitualmente assunti. Alcuni farmaci, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti, potrebbero dover essere sospesi o modificati prima dell'intervento per ridurre il rischio di sanguinamento. È imperativo non sospendere mai alcun farmaco di propria iniziativa, ma seguire esclusivamente le indicazioni ricevute durante il prericovero dal personale medico.
Stile di Vita e Fattori di Rischio
- Fumo di Sigaretta: Il fumo aumenta significativamente il rischio di infezioni post-operatorie, rallenta il processo di cicatrizzazione dei tessuti e incrementa il rischio di recidiva dell'ernia. Per questo motivo, è fortemente raccomandato smettere di fumare almeno 4 settimane prima dell'intervento. Anche una sospensione temporanea, seppur breve, riduce in modo significativo il rischio di complicanze. Anche poche sigarette al giorno aumentano il rischio.
- Peso Corporeo: Sovrappeso e obesità possono aumentare il rischio operatorio, rendere l'intervento tecnicamente più complesso per il chirurgo e aumentare il rischio di recidiva dell'ernia. Quando indicato, il chirurgo potrà consigliare un percorso di riduzione del peso corporeo prima dell'intervento per ottimizzare i risultati e la sicurezza della procedura.
- Attività Fisica Pre-operatoria: Se non provoca dolore, l'attività fisica leggera prima dell'intervento è consigliata. Attività come camminata o cyclette possono contribuire a mantenere una buona condizione fisica generale.
Ausili Post-Operatorio: Fascia Addominale e Mutanda ElasticaÈ importante acquistare prima dell'intervento il presidio elastico indicato dal chirurgo e portarlo con sé il giorno del ricovero. Per le ernie ventrali, laparocele e ernie parastomali, è indicata una fascia elastica addominale. Per l'ernia inguinale (e spesso anche per la crurale), è raccomandata una mutanda elastica contenitiva. L'utilizzo di questi supporti è fortemente raccomandato e contribuisce a una migliore guarigione post-operatoria. Gli inserti della mutanda elastica, se presenti al momento dell'acquisto, devono essere rimossi e non utilizzati.
Il Recupero Post-Operatorio e la Gestione del Decorso
Il periodo immediatamente successivo all'intervento chirurgico è fondamentale per un recupero ottimale e per minimizzare il disagio del paziente. Una corretta gestione del decorso post-operatorio è cruciale per prevenire complicanze e favorire una rapida ripresa delle normali attività.
Gestione del Dolore e ComfortGeneralmente, la parte operata rimane indolore per molte ore dopo l'intervento, grazie all'effetto prolungato dell'anestetico locale somministrato. Qualora compaia una dolenzia, è importante assumere l'antidolorifico prescritto nella lettera di dimissione. La tolleranza e la soglia del dolore variano sensibilmente da paziente a paziente; alcuni potrebbero necessitare di antidolorifici per 4-5 giorni, mentre altri potrebbero non averne bisogno affatto. Per le prime ore, e anche successivamente in caso di gonfiore, è consigliabile l'uso di una borsa di ghiaccio sulla regione interessata. Pazienti operati di ernie bilaterali o inguino-scrotali potranno avvertire più fastidi nel post-operatorio, specialmente durante i cambi di posizione (da sdraiata a seduta e da questa a eretta e viceversa); una volta assunta la posizione desiderata, il dolore tenderà a scomparire.
Cura della Ferita e IgieneL'incisione chirurgica è chiusa con punti intradermici, ovvero interni, che si riassorbono da soli, eliminando la necessità di rimuovere punti visibili sulla pelle. La ferita è protetta da alcuni cerottini impermeabili bianchi (steristrips) al di sopra dei quali c'è una garza. Il paziente può fare la doccia dopo 3 giorni dall'intervento, mantenendo tutta la medicazione. È importante, dopo la doccia, sostituire esclusivamente le garze, lasciando gli steristrips che saranno tolti durante le medicazioni post-operatorie. Qualche goccia di sangue sulle medicazioni è normale.
Mobilità e Attività FisicaÈ opportuno che il paziente, dal giorno dell'intervento e nei giorni successivi, cammini, a meno di diverse indicazioni del chirurgo. L'attività fisica leggera riduce e favorisce una più rapida scomparsa del dolore. La rete utilizzata per questa operazione rende la riparazione estremamente forte e solida immediatamente. L'attività sportiva più intensa verrà ripresa gradatamente alla fine del primo mese dall'intervento. L'attività lavorativa può essere ripresa generalmente dopo 10-15 giorni.
Alimentazione e Funzioni IntestinaliDovrà evitare cibi troppo pesanti e bere almeno due litri di liquidi (acqua non gasata, tè, succhi di frutta, brodo, ecc.) per i primi giorni, al fine di favorire le funzioni intestinali ed evitare sforzi durante l'evacuazione. Eventualmente potrà assumere un blando lassativo dopo il secondo giorno, come indicato dal medico (es. Laevolac: 1 bustina la sera).
Limitazioni SpecificheSi consiglia di evitare la guida della macchina per 5 giorni dopo l'intervento.
Fenomeni Post-Operatori NormaliNel periodo di recupero, il paziente potrà riscontrare alcuni eventi che sono assolutamente normali e previsti, e non devono generare preoccupazione se presenti nella forma descritta:
- Gonfiore: Talvolta molto evidente nelle regioni operate, regredisce dopo 1-2 settimane (utile la borsa di ghiaccio).
- Dolori Inguinali: A volte la ripresa dell'attività motoria può coincidere con la comparsa di dolori inguinali, che si attenuano e scompaiono in circa 10 giorni. Sono causati da assestamenti della rete sul muscolo in contrazione e si possono verificare anche molto tempo dopo l'intervento.
- Febbre: Una febbre fino a 38°C (senza tremori o brividi di freddo) è la normale reazione dell'organismo allo stress operatorio e scompare in circa 7 giorni (eventualmente trattabile con Tachipirina 500 mg - 1 cp).
- Rilievo Duro: Nella regione inguinale interessata, nel giro di una settimana si formerà un rilievo duro a forma di "salsicciotto". Questo è dovuto alla normale reazione cicatriziale dei tessuti e tenderà a scomparire completamente nel giro di qualche mese.
- Sensazione di Gonfiore Addominale (dopo laparoscopia): Per i primi 15 giorni dopo un intervento laparoscopico, si potrà avvertire una sensazione di gonfiore addominale, che successivamente scompare.
- Dolore alla Spalla Destra (dopo laparoscopia): Un dolore di intensità variabile a livello della spalla destra, tipico degli interventi in laparoscopia (circa nel 20% dei casi), è un riflesso da distensione del diaframma. Andrà diminuendo fino a scomparire in 5-7 giorni ed è ben controllato dagli antidolorifici (es. Toradol 15-25 gocce a stomaco pieno al bisogno).
Segnali di AllarmeQualora alcune di queste situazioni dovessero assumere dimensioni notevoli (febbre a 39°C con brividi di freddo e/o tremori, dolore intenso e insopportabile, gonfiore abnorme, franco sanguinamento della ferita), il paziente dovrà avvisare prontamente l'équipe chirurgica.
Rischi Generali e Complicanze Specifiche dell'Anestesia Epidurale
Come ogni procedura chirurgica e anestesiologica, anche l'intervento per l'ernia crurale e l'anestesia epidurale comportano alcuni rischi e possibili complicanze. Sebbene la maggior parte dei pazienti non presenti complicanze rilevanti, è fondamentale essere informati.
Rischi Chirurgici GeneraliI rischi associati all'intervento di ernia, generalmente poco frequenti, includono:
- Infezione: Qualsiasi intervento chirurgico comporta un rischio di infezione della ferita.
- Sanguinamento: Possibilità di emorragia durante o dopo l'intervento.
- Ematoma o Sieroma: Accumulo di sangue (ematoma) o liquido sieroso (sieroma) nella zona operata.
- Dolore Persistente: Anche se raro, può manifestarsi un dolore cronico post-ernioplastica inguinale, che può manifestarsi come nevralgia, parestesia o iperestesia, irradiandosi a zone adiacenti e variando in intensità. La gestione include un'accurata tecnica chirurgica per prevenire danni ai nervi e l'uso di materiali minimamente invasivi.
- Recidiva dell'Ernia: Nonostante l'uso delle reti, esiste un tasso di recidiva erniaria, stimato intorno all'8%, che può derivare da fattori legati allo stile di vita del paziente o a errori tecnici.
Complicazioni dell'Anestesia EpiduraleLe complicazioni dell'anestesia epidurale possono riguardare il sistema nervoso centrale, quello periferico o altri organi e apparati. Si distinguono in precoci e tardive, e in maggiori o minori a seconda dell'entità del danno neurologico. La paura di possibili complicazioni neurologiche successive all'utilizzazione delle tecniche anestesiologiche rachidee ha avuto in passato un'azione frenante sulla diffusione di queste tecniche. Fortunatamente, grazie allo scrupoloso programma di addestramento cui sono sottoposti gli anestesisti, il rischio di queste evenienze è ridotto al minimo.
Tra gli inconvenienti più frequenti e le possibili complicanze vi sono:
- Aspirazione di sangue: È l'inconveniente più frequente durante l'esecuzione di un'anestesia epidurale, soprattutto in caso di preparazione al parto.
- Parestesie: Alterata percezione della sensibilità, anch'esse comuni durante l'anestesia epidurale, che compaiono alla penetrazione del catetere nello spazio peridurale.
- Difficoltà all'avanzamento del catetere: Può essere dovuta alla penetrazione dell'ago in uno spazio diverso da quello peridurale.
- Passaggio in circolo dell'anestetico locale: Nonostante le manovre mediche siano state eseguite correttamente, possono verificarsi segni chiari come senso di "ebbrezza", tinniti, sapore metallico, diplopia e vertigini.
- Brivido: Un evento frequente, specialmente nelle donne in travaglio.
- Blocco lateralizzato: L'effetto anestetico è solo su una parte dell'addome, indicando uno scorretto posizionamento del catetere.
- Calo della pressione sanguigna: L'epidurale può provocare un calo della pressione sanguigna, accompagnato a volte da una sensazione di debolezza e malessere.
- Difficoltà a urinare: Nel caso in cui l'epidurale coinvolga anche i nervi responsabili del controllo della vescica, la persona potrebbe non avvertire la necessità di urinare. Questo inconveniente viene risolto mediante l'inserimento di un catetere vescicale per lo smaltimento dell'urina prodotta.
- Prurito cutaneo: Può essere provocato dagli antidolorifici infusi con l'epidurale.
- Mal di testa post-puntura: La comparsa di mal di testa dopo l'intervento è comune. Tuttavia, nel caso dell'anestesia epidurale, un forte mal di testa potrebbe essere causato dalla perforazione accidentale del sacco o del fluido che circondano il midollo spinale. In alcuni casi, sarà necessario iniziare un trattamento specifico, come un "blood patch", che consiste nell'iniezione di una piccola quantità di sangue del paziente stesso per favorire la formazione di un coagulo e sigillare il foro, determinando la scomparsa del mal di testa.
- Infezione: Nonostante l'accurata pulizia e disinfezione della zona di inserzione del catetere epidurale, a volte può svilupparsi un'infezione che, in genere, rimane circoscritta nella zona dell'iniezione.
- Danno ai nervi: L'ago o il catetere epidurale possono danneggiare i nervi. Si tratta di un'eventualità molto rara, che si manifesta con la perdita della sensibilità o della capacità motoria in alcune aree della parte inferiore del corpo.
- Perdita permanente di sensibilità o movimento: L'epidurale può, in casi estremamente rari, provocare la perdita permanente della sensibilità o del movimento di una regione del corpo, come ad esempio una o entrambe le gambe.
Il rischio di complicanze può variare in base al tipo di ernia e alla tecnica chirurgica utilizzata, nonché alle condizioni di salute generali del paziente. Le informazioni dettagliate sull'intervento e sull'anestesia verranno fornite al paziente prima dell'intervento, per consentirgli di firmare il consenso informato in modo consapevole, dopo aver avuto la possibilità di porre tutte le domande al chirurgo e all'anestesista.