L’allattamento, che avvenga al seno o tramite biberon, rappresenta uno dei momenti di massima connessione tra genitore e neonato. Tuttavia, quando questa routine serena viene interrotta da pianti, agitazione o dal bambino che si stacca ripetutamente dal biberon, è naturale provare preoccupazione e un senso di inadeguatezza. Quando ci sono problemi di allattamento, la cosa migliore da fare è rivolgersi a qualcuno di competente per aiuto e consiglio; le ostetriche sono tra le figure più adatte per offrire supporto in questo delicato percorso.

Interpretare i segnali di disagio del neonato
Il pianto è il principale strumento di comunicazione di un neonato. Quando un bambino piange mentre mangia, sta cercando di segnalare un disagio che può avere origini diverse. Alcuni neonati piangono per la fame, ma una volta iniziata la poppata si calmano rapidamente. Altri, invece, continuano a lamentarsi anche mentre si nutrono, segnalando che qualcosa non va. Tra le cause più comuni ci sono il reflusso gastroesofageo, che provoca dolore e fastidio durante la suzione, e la presenza di coliche e gas in addome, che possono rendere difficile il momento del pasto e causare dolore e irritabilità.
Anche la stanchezza può far sì che un bambino diventi irritabile durante l'alimentazione; durante la poppata potrebbe persino addormentarsi prima che il pasto sia terminato. Una volta che iniziano a rendersi conto di ciò che sta accadendo intorno a loro, i bambini appena nati diventano molto curiosi. L'allattamento richiede ascolto e osservazione del bambino. Il momento del pasto dovrebbe essere un'occasione di serenità e nutrimento per il neonato, ma a volte può trasformarsi in un'esperienza stressante se il piccolo inizia a piangere mentre mangia.
Il ruolo dell'aria e dell'aerofagia
Molti genitori si chiedono perché, arrivati a metà biberon, il neonato inizi a contorcersi e a rifiutare la tettarella. Spesso, la causa è da ricercare in un accumulo di aria. Il bambino ingerisce aria mentre mangia e ha bisogno di fare il ruttino: una poppata troppo veloce o troppo lenta fa ingerire più aria del normale. L’accumulo di gas nell'intestino può derivare anche dalla fermentazione batterica, che causa le cosiddette coliche gassose.
MIGLIOR POSIZIONE PER FAR FARE IL RUTTINO AL BAMBINO: come farlo e quando serve il ruttino
Molti pediatri definiscono questo fenomeno come aerofagia: fondamentalmente il bambino ha tanta aria e, quando beve, questa gli dà fastidio. È importante distinguere tra malessere da aria e vere e proprie coliche. Spesso, quando il neonato si dimena, sta cercando di far uscire aria dall'intestino. Per aiutare il piccolo, si può adagiare la bambina o il bambino a pancia in su e, mentre con una mano si massaggia la pancia, con l'altra si fanno flettere le gambine in su per aiutarla a far uscire l'aria in più che le dà fastidio.
Differenze tra reflusso e difficoltà digestive
Non tutto il pianto durante la poppata è riconducibile allo stesso disturbo. Sebbene il reflusso gastroesofageo sia spesso citato, bisogna ricordare che non sempre comporta grandi rigurgiti. Il contenuto dello stomaco può risalire nell'esofago causando bruciore senza necessariamente fuoriuscire in grandi quantità. Gli studi scientifici recenti, come quello pubblicato su Gastroenterology Clinics of North America nel 2018, suggeriscono che le coliche e il reflusso siano spesso associati a un quadro infiammatorio e irritativo del sistema gastrointestinale, piuttosto che a una semplice immaturità della valvola dello stomaco.
Se la bambina si dimena mentre mangia e si sentono rumori nello stomachino, come se il latte quando scende "le faccia del male", è possibile che l'intestino stia reagendo all'eccesso di aria o a una digestione laboriosa. È fondamentale sottolineare che il latte materno - anche quello somministrato col biberon dopo l'uso del tiralatte - è solitamente accettato benissimo dallo stomaco e dall'intestino del bambino. Il fatto che il latte non piaccia più o non sia adeguato è raramente la causa del rifiuto.
Fattori tecnici: biberon, tettarelle e posizione
A volte il problema è puramente tecnico. Anche se si allatta con il biberon, il bambino potrebbe piangere perché il flusso della tettarella è troppo veloce o troppo lento, e non riceve abbastanza latte. Un flusso inadeguato può generare frustrazione nel neonato. È consigliabile verificare se la tettarella è adatta all'età del bambino. Inoltre, è fondamentale l'osservazione: se la bimba si dimena, provi anche ad affidarsi al suo istinto per intuire cosa non va. Se rimane agitata e succhia male, può chiedere un consulto alle ostetriche del consultorio familiare o al suo pediatra, soprattutto se il comportamento persiste per diversi giorni e non ritorna alla normalità.

Consigli pratici per gestire la poppata
Per ridurre l'agitazione durante il pasto, si possono adottare diverse strategie. Mantenere il bambino in posizione verticale dopo i pasti aiuta a ridurre il disagio in caso di sospetto reflusso. Anche l'utilizzo di fasce e marsupi, il cosiddetto baby-wearing, ha un ruolo importante nel ridurre sia i disturbi legati al reflusso che all'aria in addome, riducendo l'irritabilità generale.
Se il bambino è vittima di una forte aerofagia, il pediatra potrebbe suggerire, nei casi specifici, l'uso di prodotti per favorire l'espulsione dei gas o tisane specifiche (come quella al finocchio), sempre previo consiglio medico. È importante ricordare che ogni bambino attraversa scatti di crescita a pochi giorni dalla nascita, a 3 settimane, a 3 mesi, 4 mesi, 6 mesi e 9 mesi; in queste fasi, il comportamento del neonato può cambiare improvvisamente, rendendo il momento della poppata più complesso.
Quando preoccuparsi e come agire
Non sempre il rifiuto del cibo è indice di un disturbo grave. Congestione nasale, dentini che spuntano, cambiamenti nella routine o un ambiente troppo disturbato possono influenzare la voglia di mangiare del piccolo. Se il neonato piange mentre mangia, il primo passo è osservare attentamente il contesto. Se il disagio persiste o è accompagnato da sintomi preoccupanti, non bisogna esitare a consultare il pediatra. Il parere degli specialisti ha sempre uno scopo informativo: la valutazione diretta del proprio medico curante resta il punto di riferimento fondamentale per la salute del bambino. L'importante è mantenere la calma e ricordare che, spesso, con piccoli aggiustamenti nella tecnica di allattamento o semplicemente con la crescita, il problema tende a risolversi spontaneamente.