Le Caratteristiche della Sezione Lattanti Montessori: Un Ambiente Pensato per l'Autonomia e lo Sviluppo Integrale

Il Metodo Montessori, ideato e sviluppato dalla pedagogista italiana Maria Montessori, rappresenta un approccio educativo che ha rivoluzionato il panorama pedagogico e che è attuato oggi in circa 60.000 scuole in tutto il mondo. Questo sistema educativo si fonda sull'osservazione scientifica del bambino, che, grazie al suo movimento libero, offre all'adulto informazioni importanti circa i suoi bisogni, i suoi interessi, la sua natura e le sue difficoltà. Gli obiettivi di tale approccio sono molteplici, primo fra tutti quello di aiutare i bambini a sviluppare un'educazione basata sul senso di responsabilità e sulla consapevolezza del mondo che li circonda, coltivando relazioni sane.

Quando la Montessori teorizzò e iniziò ad applicare il suo metodo, intorno alla fine dell’Ottocento, l’educazione che veniva impartita ai bambini era molto rigida e completamente differente da quella che conosciamo oggi. Il Metodo Montessori, dunque, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione e, tuttora, costituisce un approccio alternativo, molto amato da numerosi genitori, per l’educazione dei bambini. Sposare la filosofia montessoriana è un impegno che necessita di costanza, perseveranza e pochi compromessi, poiché un’adozione superficiale o saltuaria dei principi può risultare inefficace, se non dannosa.

Ritratto di Maria Montessori

La Visione Montessori per i Primi Anni di Vita: Dal Lattante al "Lavoratore Cosciente"

La Montessori, ne "La mente del bambino (Mente assorbente)", sottolinea che "a tre anni di età è come se la vita ricominciasse perché allora la coscienza si palesa piena e chiara". Tuttavia, la sua pedagogia riconosce l'importanza fondamentale degli sviluppi precoci, che si sono compiuti separatamente da zero a tre anni. Questi sviluppi embrionali devono infine agire tutti insieme e organizzarsi a servizio della personalità. Il bambino vuole “conquistarsi l’ambiente e con esso i mezzi per il proprio sviluppo”. Questo avviene quando nel periodo successivo, da tre a sei anni, la mano lavora e la mente è guida al lavoro.

Se le circostanze esterne non permettono questa integrazione, le energie continuano a spingere quelle formazioni parziali che vengono a svolgersi disorganizzate, deviando dal loro fine. E queste energie separate, che mai trovano soddisfacimento, danno luogo a innumerevoli combinazioni di sviluppi errati, deviati, origini di conflitti e turbamenti. Tali deviazioni non sono da attribuirsi a difetti della personalità, ma devono essere interpretati come conseguenza di una mancata organizzazione della personalità. Quando invece l’ambiente offre motivi di attività costruttiva, tutte le energie convergono e le deviazioni spariscono mostrando la vera personalità del bambino. Questo processo di transizione dallo sviluppo deviato a quello normale, definito “normalizzazione”, permette al bambino di sviluppare in modo spontaneo il carattere.

Il Metodo Montessori

A partire dai tre anni, la natura del lavoro di sviluppo necessariamente cambia. Si registrano due tendenze: quella di sviluppare la coscienza attraverso l’attività sull’ambiente, e quella di perfezionare ed arricchire le conquiste già fatte. Perciò, il periodo fra tre e sei anni è un periodo di “perfezionamento costruttivo”. Le mani del bambino, guidate dall’intelligenza, cominciano ad eseguire compiti di tipo umano definito. Il suo gioco è realmente lavoro, perché il bambino sta lavorando per il proprio sviluppo. Per questo, Montessori chiama il bambino da 3 a 6 anni il “lavoratore cosciente”. Comprendere questa evoluzione è fondamentale per apprezzare la cura e la specificità dell'ambiente dedicato ai lattanti, che pone le basi per queste fasi successive di sviluppo.

La Sezione Lattanti Montessori: Un Ambiente Specifico e Accogliente

Nella pedagogia Montessori, la "sezione" per i lattanti si intende come un gruppo di bambini di età omogenea, con una propria educatrice di riferimento e con un percorso educativo specifico studiato sulla fascia d’età. È importante sottolineare che, dal punto di vista economico, questa è la sezione più costosa per la gestione, a causa del rapporto educatrice/bambini molto alto, in media 1 educatrice ogni 4-6 bambini, a seconda della regione. Questo elevato rapporto permette un'attenzione personalizzata e una risposta pronta ai bisogni individuali di ogni piccolo.

Gli spazi necessari per la sezione lattanti dovranno essere separati rispetto agli spazi per il gruppo dei divezzi. I lattanti e i semidivezzi, che non si sanno ancora spostare da soli e hanno pochissima autonomia, necessitano di un ambiente particolarmente studiato e di rapporti personali specifici. Fondamentali sono lo spazio, che deve permettere di muoversi gattonando, e gli arredi, che devono offrire sostegni cui aggrapparsi per iniziare a camminare. Il mobile primi passi, ad esempio, è adattissimo per questo tipo di esplorazione motoria, offrendo ai bambini che non sanno ancora camminare la possibilità di muoversi senza incontrare pericoli ed ostacoli.

L'ambiente si propone come un nido nel quale muoversi per esplorare, ma anche nel quale rannicchiarsi per ascoltare una musica o essere cullati, proponendo arredi funzionali ai bisogni dei bambini che incominciano a muoversi per conoscere ed esplorare l’ambiente che li circonda. Lo spazio è generalmente ampio ed accogliente, luminoso, dall’aspetto altamente gradevole e curato nei minimi particolari. L’impatto per il bambino vuole richiamare l’atmosfera familiare, non solo per le molteplici attività che propone, legate al “riassetto” della casa, ma anche per i messaggi affettivi esplicati dagli stessi arredi.

Ambiente sezione lattanti Montessori

Arredi e Strutture della Sezione Lattanti: Funzionalità, Sicurezza e Autonomia

L’idea di costruire dei mobili adatti ai bambini che li avrebbero usati fu una delle primissime innovazioni della Montessori, diffusasi poi in tutto il mondo. Nella sezione lattanti, ogni elemento d'arredo è pensato per supportare lo sviluppo autonomo e sicuro del bambino.

Un elemento centrale è lo specchio, che suggerisce moltissime esperienze di gioco alla scoperta della propria immagine e di quella dei compagni. Cercare di catturare l’immagine che lo specchio rimanda, vedersi e riconoscersi, è un gioco che meraviglia e appassiona anche i più piccoli. Lo specchio deve essere ben appeso alla parete e costruito in modo da poter resistere ai continui colpi dei bambini.

Nella sezione dei più piccoli, la zona dedicata al cambio è uno dei luoghi dove si trascorre più tempo. In questo spazio, mentre procedono le operazioni di pulizia, il contatto corporeo e quello visivo sono molto intensi e permettono il costruirsi di relazioni molto significative tra il bambino e l’adulto che se ne prende cura.

In questo spazio si trovano anche giocattoli da proporre ai bambini molto piccoli per suscitare la loro attenzione, la loro meraviglia e curiosità, tipicamente collocati in una grande cesta dai bordi bassi, rendendoli facilmente accessibili.

Per la zona soggiorno e pranzo, gli arredi sono scelti con estrema attenzione:

  • Il seggiolone deve avere una struttura robusta e stabile e deve permettere la seduta in completa sicurezza del bambino. Il sedile deve essere imbottito con schienale fisso o reclinabile, con cinture robuste che trattengano il bambino senza impedirne i movimenti.
  • La seggiolina per i più piccoli, o infant-seat (una variante è la sdraietta), è fatta di plastica foderata con un materassino imbottito, spesso con lo schienale reclinabile in più posizioni. Deve garantire il sostegno e il contenimento della schiena posteriormente e ai lati.

Seggiolone e infant seat in una sezione lattanti

I lettini per la sezione lattanti devono essere solidi, ampi (130 x 60 cm) e costruiti con materiali atossici. Per la sicurezza del bambino, il lettino deve avere sbarre verticali a margini arrotondati, e distanziate di circa 7,5 cm per non consentire al piccolo di infilare la testa fra le doghe. Per la regolazione delle sponde laterali ci devono essere fermi di sicurezza, che ne impediscano l’azionamento al bambino. Il materasso deve essere rigido, privo di avvallamenti e di irregolarità, di dimensione esatta per il lettino (senza spazi laterali fra il bordo e la sponda), alto 10-15 cm, costituito da fibre naturali come cotone o lana. È meglio scegliere una rete a doghe in legno, rigida e indeformabile, per garantire il massimo supporto e igiene.

Altri arredi, come armadi, armadietti, mensole e piccole librerie, variano da classe a classe, in base alla disponibilità dello spazio e alle scelte dell’insegnante, ma sempre nel rispetto dei principi di accessibilità e proporzione. Per i lavori di “vita pratica” è sempre necessario un lavabo con l’uso dell’acqua, anche se per i lattanti questo si traduce più in attività di esplorazione sensoriale con l'acqua in un contesto controllato. Tutti gli altri arredi vengono in genere scelti dall’insegnante in base al proprio gusto e sensibilità, il che rende ogni classe Montessori diversa dalle altre, pur mantenendo una coerenza di fondo. Ogni classe è comunque organizzata in aree tematiche, generalmente definite e suddivise dalla posizione degli scaffali. Ciascuna area contiene i relativi materiali, cioè gli oggetti educativi (pratici o strutturati) che consentono al bambino di lavorare in una specifica area tematica.

I Materiali di Sviluppo Montessori: Strumenti per la Crescita Sensoriale e Cognitiva

I materiali Montessori sono la caratteristica centrale del metodo e sono ideati per essere autodidattici, potendo essere usati dai bambini in modo indipendente senza l’intervento diretto dell’adulto. Essi sono appositamente disegnati per attrarre l’interesse dei bambini e per insegnare i concetti attraverso il loro uso ripetuto. Per la maggior parte, sono realizzati in legno, naturale o dipinto in vivaci colori, scelti in quanto capaci di attrarre i bambini, e consentono ai bambini di creare una connessione autentica con il giocattolo. Inoltre, essendo in legno, il gioco è più sicuro per i piccoli. Ogni gioco è progettato per essere semplice ma efficace, così da consentire l’attenzione su ogni concetto educativo senza distrazioni, come colori, forme o numeri.

Le loro dimensioni tengono conto del concetto materializzato che rappresentano, ma anche delle dimensioni delle mani e della lunghezza delle braccia del bambino (si pensi alle aste della lunghezza). Molti di questi materiali, soprattutto quelli che vengono proposti per primi ai più piccoli, sono concepiti in modo da essere auto-correttivi, contengono cioè essi stessi il controllo dell’errore. Questo concede ai bambini la possibilità di intuire gli errori e di correggerli, tutto ciò senza l’intervento di un adulto. Inoltre, i giochi Montessori sono analitici: aiutano i bambini a percepire una singola qualità dell’oggetto, sviluppando separatamente i sensi.

Materiali sensoriali Montessori

Molti materiali vengono esposti su scaffalature di legno basse e poco profonde, occupando intenzionalmente un posto preciso, in cui il bambino dovrà ricollocare il materiale dopo averlo usato, perché sia pronto per essere usato da un altro bambino. Ulteriori materiali sono invece chiusi in un armadio in quanto vengono usati a rotazione, a seconda che i bambini si dimostrino pronti ad usarli oppure perché non ne hanno più bisogno.

Di ciascun materiale è intenzionalmente presente un solo esemplare, sia perché il bambino impari ad attendere che un altro abbia terminato di farne uso sia perché venga stimolato, nell’osservare l’altro che lo sta usando, ad apprendere direttamente dal compagno il modo di usarlo e quali sono le attività connesse. La libera scelta del bambino è quindi intenzionalmente limitata, in quanto la Montessori aveva osservato (e oggi la ricerca lo conferma) che offrire troppe opzioni genera solo confusione e non suscita l’interesse da cui scaturiscono attenzione e soprattutto concentrazione.

Ciascun materiale ha una funzione primaria, ma molti hanno anche diverse motivazioni secondarie. L’uso di ciascun materiale è altamente strutturato e le modalità sono quindi particolari e distinte in sequenze. Questi materiali sono spesso multisensoriali e realizzati con una grande attenzione al dettaglio, per aiutare i bambini a comprendere concetti complessi attraverso l’esperienza pratica. Ad esempio, il Triangolo di Pikler, una struttura a forma di triangolo con barre orizzontali, può essere utilizzato per creare un tetto, una casetta e molto altro, stimolando la motricità e l'immaginazione. L'Arco dondolo, un altro strumento educativo, può essere usato sia come dondolo sia come ponte per intraprendere nuove avventure, dando sfogo alla fantasia.

L'Educatore Montessori: Guida Attenta e Preparata

Nel Montessori, l’insegnante rappresenta il “trait d’union” tra il bambino e l’ambiente “maestro”. I maestri e le maestre si rivolgono ai bambini utilizzando un linguaggio ricco e forbito, sanno dove posizionarsi nello spazio per non disturbare e, allo stesso tempo, per sostenere, indirizzare o affascinare i piccoli. La loro funzione primaria è l'osservazione: l'adulto interviene solo nel momento in cui il bambino agisce in modo distruttivo e non finalizzato ad alcun tipo di esercizio, altrimenti rimane in osservazione del gruppo.

La “lezione” in cui l’insegnante presenta il materiale al bambino ha carattere di semplicità e di brevità. Infatti, l’insegnante mostra al bambino le attività sequenziali e le modalità precise da seguire per usare il materiale da lui scelto. Poi il bambino viene lasciato agire liberamente e per il tempo che vuole mentre si esercita nell’uso del materiale. Le "lezioni" frontali sono brevi, significative, curate e occasionali.

Poiché è l’uso corretto del materiale a generare la conoscenza specifica, l’insegnante interviene quando il bambino non lo usa correttamente: allora, ripete la “lezione” relativa all’uso corretto e non procede oltre finché non ritiene conseguito l’apprendimento fornito. La perizia raggiunta dal bambino nell’uso di un materiale segnala all’insegnante che è pronto per il prossimo materiale della sequenza, per il quale verrà fornita una nuova “lezione”. L’importanza che l’insegnante Montessori riconosce all’uso dei materiali non è casuale, ma deriva dal fatto che questi ultimi facilitano la concentrazione, concetto cardine nel Montessori per la sua valenza psicoterapeutica, oggi ampiamente supportata dalla ricerca. La Dr. Montessori osservò che il concentrarsi intensamente nell’usare il materiale di sviluppo scelto, o nello svolgere le attività liberamente scelte, faceva entrare il bambino, o ri-entrare in caso di comportamento deviato, in contatto con il proprio sviluppo psico-fisico “naturale”, con i propri talenti e qualità personali. Il risultato da lei registrato era sempre uno stato di calma e serenità durante e di soddisfazione e mancanza di stanchezza al termine dell’esercizio o dell’attività.

L'Esplorazione Sensoriale e il Contatto con la Natura Sin dai Primi Mesi

Per Maria Montessori, i sensi erano importantissimi; in particolar modo il tatto, poiché è quello più usato dai bambini piccoli e permette di guidarli in un processo di apprendimento multisensoriale. Attraverso il tatto, i bambini possono sperimentare sensazioni, consistenze e contrasti (caldo e freddo, morbido e rigido, liscio e ruvido).

L’apprendimento all’aperto è fondamentale secondo l’approccio Montessoriano. Creando un percorso sensoriale per bambini all’interno di un parco pubblico, di un giardino privato o di una scuola Montessori, si mettono i bambini nella condizione di esplorare la natura e sperimentare elementi, forme, colori e consistenze. Sono molte le scuole Montessori che hanno creato un percorso sensoriale nella natura adatto ai bisogni dei più piccoli. Questi possono camminare a piedi nudi su sentieri o percorsi composti da elementi molto differenti tra loro: sabbia, foglie, sassi levigati, erba, fiori, ecc. Non esiste un modo giusto o sbagliato per intraprendere il percorso sensoriale. I bambini sono liberi di scegliere come affrontarlo, sono liberi di toccare i vari elementi naturali e di esplorarli come meglio desiderano: toccando, ruotando, annusando. Il senso del tatto viene enormemente stimolato attraverso esperienze e giochi, la concentrazione dei bambini aumenta e la libera scelta può essere attuata in quanto sono i bambini stessi a scegliere come comportarsi. Tutti questi concetti sono estremamente cari al metodo montessoriano.

Un percorso sensoriale nella natura per bambini è una grande avventura! È un modo divertente e formativo per sperimentare le diversità degli elementi naturali con i sensi. Viene creato soprattutto per consentire ai bambini di esplorare e conoscere da vicino alcuni elementi naturali, ma offre anche tantissimi altri benefici. Questa attività, infatti, è un’ottima soluzione per insegnare ai più piccoli come usare il corpo o come sviluppare i sensi e soprattutto può essere lo strumento per insegnar loro l’equilibrio e stimolare la percezione corporea. Se durante un percorso si introducono suoni e melodie, si può creare un ambiente estremamente rilassante e confortevole.

Intraprendendo un percorso sensoriale, i più piccoli possono raggiungere sfidanti obiettivi e trarre numerosi benefici: sviluppo motorio; sviluppo dei 5 sensi; esplorazione della natura e scoperta degli ambienti nei quali viviamo; conoscenza di un ambiente ricco e molto variegato; divertimento tra la natura in compagnia di genitori e parenti; sviluppo di relazioni con adulti e altri bambini.

Bambini in un percorso sensoriale naturale

Per progettare un percorso sensoriale, presente solitamente all’interno di asili, scuole, ludoteche, ospedali pediatrici, si strutturano sezioni “tematizzate”. Dunque, al loro interno si inseriscono elementi naturali molto diversi tra loro, ad esempio: foglie secche, ciottoli levigati, paglia, sabbia, prato fiorito, terra, acqua e tutto ciò che può stimolare i sensi. Gli elementi vengono disposti in modo che riempiano tutta la superficie della sezione, creando sezioni che alternino il più possibile i vari materiali, così da rendere il sentiero ancora più stimolante. Tra i materiali ed elementi da utilizzare si possono annoverare ciottoli levigati (per non rischiare ferite), foglie, sabbia, acqua, ghiaia, erba, muschio, corteccia, paglia, fiori profumati. Un’ultima accortezza è quella di arricchire anche lo spazio verde che ospita il percorso sensoriale per bambini. Piantare alberi da frutto, piante con fiori ed erbe aromatiche permette di rendere l’ambiente ancora più accogliente e stimolante.

Non solo percorsi sensoriali nella natura. Per stimolare la creatività e i sensi è possibile proporre ai più piccoli numerose altre attività, come l'uso dei pannelli sensoriali. Questi sono pannelli in legno multi-sensoriali (perlopiù da fissare al muro) e attrezzati con materiali variegati. Esistono:

  • Pannelli tattili del liscio e del ruvido: realizzati con l’aggiunta di carta vetrata, presentano uno metà liscio e metà ruvido, uno composto da strisce ruvide e lisce alternate e l’ultimo con strisce di progressiva ruvidità.
  • Pannelli tattili di texture: contengono stoffe, carta, lana, perline, plastica, spugne e altre tipologie di tessuti.
  • Pannelli multi-sensoriali: stimolano altri sensi oltre al tatto, essendo composti da campanelli, cerniere, lucchetti e materiale di ferramenta.

I pannelli tattili possono essere usati separatamente oppure combinati insieme. Un’attività molto stimolante, infatti, è quella che permette ai bambini di unire due pannelli tattili a occhi chiusi. I bambini devono unire i pannelli dopo aver distinto i vari gradi di ruvidità. Le cosiddette tavolette sensoriali bariche, invece, stimolano il tatto per misurare il peso degli oggetti. Si utilizzano 6 tavolette (3 coppie tra loro uguali) di diverse tipologie di legno (per peso, materiale e colore) che devono essere unite a due a due, sempre a occhi chiusi. I bambini, dopo averle prese in mano, devono valutarne il peso e unirle in base alla sensazione tattile che provano. Ad attività conclusa, possono aprire gli occhi e valutare personalmente la correttezza delle loro scelte.

Il Metodo Montessori

Infine, esistono le tavolette sensoriali termiche, utili per portare i bambini a percepire le differenze tra caldo e freddo. In questo caso si danno ai bambini 12 tavolette sensoriali (dunque 6 coppie tra loro uguali) realizzate con materiali che hanno un differente calore: legno, feltro, sughero, marmo, ferro, vetro. Anche con questa attività a occhi chiusi, gli obiettivi sono stimolare i bambini e far sì che possano imparare a riconoscere i materiali dal loro grado di calore.

L'Organizzazione delle Classi e l'Apprendimento Sociale: Il Ponte verso la Casa dei Bambini

Entrando in una scuola Montessori ciò che potrebbe maggiormente saltare agli occhi è il movimento dei bambini nello spazio. In una scuola montessoriana è quindi normale vedere nello stesso momento un bambino che dipinge mentre un altro ritaglia, una bambina che affetta una banana e un’altra che lavora con le aste numeriche, qualcuno che scrive o disegna e qualcun altro che raccoglie foglie in giardino. I bambini si muovono nello spazio liberamente per cercare l’occorrente necessario a soddisfare i loro progetti.

Sebbene la sezione lattanti abbia un approccio più mirato all'età omogenea a causa delle esigenze specifiche dei primissimi anni, il Metodo Montessori introduce, nelle fasi successive, il concetto di classi multi-età. Nelle "Case dei Bambini" (equivalenti alla scuola dell'infanzia), le classi sono composte da bambini di 3 età diverse (3-6 anni). Questa tipologia di classe multi-età, con scansione di tre anni, caratterizza nel resto del mondo anche le scuole primarie e secondarie Montessori, mentre in Italia viene purtroppo applicata solo nelle Case dei Bambini.

L’indicazione della Montessori di adottare questo tipo di classe in tutti i gradi del curriculum montessoriano nasce dalle osservazioni scientifiche della Dottoressa dei comportamenti dei bambini di San Lorenzo, raggruppati per necessità in un unico ambiente. La Montessori notò, infatti, che i bambini più piccoli, interessati e stimolati dalle attività svolte dai più grandi, apprendevano meglio e più velocemente dai compagni che dagli interventi introduttivi o esplicativi degli adulti. Contemporaneamente, i più grandi acquisivano maggiore padronanza e sicurezza del già appreso proprio assistendo o spiegando ai più piccoli.

Oggi anche questa ennesima ed importantissima intuizione della Montessori è supportata dalla ricerca scientifica, che definisce “gradiente di apprendimento” il divario ottimale tra docente e discente: minore è il divario di conoscenza tra i due e più facile e migliore sarà l’acquisizione della conoscenza stessa da parte di chi apprende. In un ambiente così ricco e significativo, ogni bambino impara con naturalezza a rispettare regole comuni dettate dalla convivenza con gli altri e dalle stesse modalità di manipolazione dei materiali che gli vengono offerti. Così il bambino raggiunge autonomia e indipendenza (“aiutami a fare da solo”) e, di conseguenza, autostima e libertà.

Requisiti Istituzionali per una Sezione Lattanti a Metodo Montessori

L'istituzione di una sezione lattanti che operi secondo il Metodo Montessori richiede il rispetto di specifici requisiti amministrativi e pedagogici, per garantire la qualità e l'autenticità dell'approccio.

Per iniziare l’attività, il privato o l’azienda che promuove il nuovo Nido dovrà ottenere dal Municipio territorialmente competente l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento della struttura. Preliminarmente, dunque, dovrà fare in modo che siano soddisfatti tutti i requisiti richiesti a norma di legge. Tra questi requisiti c’è anche l’eventuale cambio di destinazione d’uso dei locali prescelti, nel caso che tali locali siano destinati ad attività diverse da quelle scolastiche. Quindi tutta la documentazione, incluse certificazioni varie inerenti la gestione, planimetrie dei locali e certificato igienico-sanitario, va fatta in base alle normative regionali e comunali riferite specificamente all’apertura di un asilo nido. Una volta ottenuta l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento della struttura, le procedure si diversificano a seconda che si tratti di un nido privato o di un nido aziendale.

In molti Comuni, la procedura prevede che, se si tratta di un nido privato, il promotore potrà chiedere l’accreditamento e il convenzionamento con il locale Comune oppure svolgere attività privatamente. L’accreditamento è indispensabile per poter eventualmente stipulare una Convenzione con il Comune. Le procedure per le sezioni lattanti Montessori sono simili, ma variano in relazione all’autorizzazione per l’apertura e il funzionamento della struttura, che deve far riferimento sia al Municipio territoriale competente che alla Direzione Scolastica Regionale.

Documenti e certificazioni per l'apertura di un nido Montessori

Per il riconoscimento dell’istituzione come “istituzione funzionante a metodo Montessori” è necessario che:

  • L’Ente gestore faccia proprio il progetto educativo Montessori, fondato su “La carta nazionale del nido Montessori” elaborata da un Gruppo di studio dell’Opera Nazionale Montessori.
  • Il personale educativo in servizio al nido sia in possesso di un diploma di “Specializzazione nel metodo Montessori per educatori della prima infanzia”, conseguito in seguito alla frequenza di specifici Corsi organizzati dall’Opera Nazionale Montessori.
  • I gestori stipulino una Convenzione con l’O.N.M. per la necessaria consulenza in riferimento alla predisposizione dei locali e l’organizzazione dell’ambiente.

La scuola dovrebbe, inoltre, far fronte alle spese necessarie per acquistare l’arredo e il materiale Montessori attingendo dal finanziamento di cui dispone o chiedendo appositi fondi al Ministero dell'Istruzione o all’Ufficio Scolastico Regionale. La qualità del metodo Montessori è stata oggetto di numerose ricerche scientifiche, e l'adesione a questi standard garantisce un ambiente educativo che rispetta pienamente i principi di Maria Montessori.

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