Setofilm 4 mg nei Bambini: Una Panoramica Dettagliata sull'Ondansetron in Pediatria

Setofilm è un farmaco a base di ondansetron, classificato come antiemetico, ampiamente utilizzato per contrastare nausea e vomito. La sua formulazione come film orodispersibile lo rende particolarmente adatto all'uso in diverse popolazioni di pazienti, inclusi i bambini, grazie alla facilità di somministrazione. Questo medicinale si distingue per il suo meccanismo d'azione specifico e per il suo ruolo nella gestione di condizioni emetogene complesse, come quelle indotte da chemioterapia, radioterapia e interventi chirurgici.

Cos'è Setofilm e Come Funziona

Setofilm contiene ondansetron come principio attivo ed è commercializzato in Italia da Istituto Gentili S.r.l. Si presenta in confezioni da 6 film orodispersibili, disponibili nei dosaggi da 4 mg e 8 mg. Questa formulazione è specificamente progettata per uso orale, offrendo un'alternativa pratica per i pazienti che possono avere difficoltà nella deglutizione delle compresse, come bambini o anziani, e per quelli con un aumentato rischio di aspirazione. Il film orodispersibile si dissolve rapidamente sulla lingua a contatto con la saliva, senza necessità di acqua.

Il meccanismo d'azione di Setofilm, e quindi dell'ondansetron, è legato alla sua appartenenza al gruppo degli antagonisti selettivi dei recettori 5-HT3 della serotonina (antiserotoninergici). Questi farmaci furono introdotti negli anni '90 e rappresentarono un significativo passo avanti rispetto agli antiemetici precedenti, che presentavano spesso effetti collaterali più importanti. La regolazione centrale del vomito è localizzata nel midollo allungato e nel tronco encefalico, in particolare nel centro del vomito e nella zona trigger dei chemorecettori (Chemoreceptor Trigger Zone, CTZ). La CTZ è un'area sensibile agli stimoli chimici, dove la barriera ematoencefalica è relativamente permeabile, permettendo ai mediatori presenti nel circolo ematico di agire direttamente. Da qui, gli impulsi vengono trasmessi al centro del vomito, che integra le funzioni viscerali e somatiche implicate nell'emesi.

Meccanismo d'azione dell'ondansetron

Gli agenti chemioterapici e la radioterapia possono causare un rilascio di serotonina (5-HT) nell'intestino tenue. Questa serotonina, a sua volta, attiva le afferenze vagali attraverso i recettori 5HT3, scatenando il riflesso del vomito. L'ondansetron agisce bloccando selettivamente questi recettori 5-HT3, sia a livello periferico nell'intestino che centralmente nella CTZ, prevenendo così l'attivazione del riflesso emetico. Il principale sito di azione di questi farmaci è la CTZ. L'ondansetron è stato il primo di questa classe ad essere introdotto e vanta il maggior numero di dati clinici a supporto del suo impiego. Gli antiserotoninergici sono considerati farmaci di prima linea per prevenire e trattare il vomito, e in misura minore la nausea, indotti da chemioterapia antitumorale (CINV), radiazioni e nel periodo post-operatorio (PONV).

Indicazioni e Utilizzo di Setofilm nella Popolazione Pediatrica

Setofilm trova applicazione specifica nella popolazione pediatrica per la gestione di nausea e vomito indotti da chemioterapia (CINV) nei bambini a partire dai 6 mesi di età. È inoltre indicato per la profilassi e il trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV) nei bambini a partire dai 4 anni di età. È fondamentale sottolineare che il farmaco richiede prescrizione medica.

Bambino che assume Setofilm

Nausea e Vomito Indotti da Chemioterapia (CINV) nei Bambini

Per la CINV, il dosaggio di ondansetron nei bambini può essere calcolato in base all'area di superficie corporea (ASC) o al peso. È importante notare che il dosaggio calcolato in base al peso può comportare dosi giornaliere totali più elevate rispetto a quelle calcolate con l'ASC. Non sono disponibili dati derivanti da studi clinici controllati sull'uso di ondansetron nella prevenzione di CINV ritardati o prolungati, né sull'uso di ondansetron per nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV) nei bambini.

L'ondansetron deve essere somministrato immediatamente prima della chemioterapia come singola dose endovenosa, con la dose endovenosa che non deve eccedere gli 8 mg. Il trattamento orale può essere iniziato 12 ore dopo la dose endovenosa e proseguito fino a un massimo di 5 giorni. La dose giornaliera totale non deve eccedere la dose per adulti di 32 mg.

Ecco una sintesi dei dosaggi basati sull'ASC e sul peso per la chemioterapia:

ParametroGiorno 1 (a,b)Giorno 2-6 (b)
ASC
<0,6 m²5 mg/m² ev* più 2 mg** per via orale dopo 12 ore2 mg** per via orale ogni 12 ore
≥0,6 m²5 mg/m² ev* più 4 mg per via orale dopo 12 ore4 mg per via orale ogni 12 ore
Peso
≤10 kgFino a 3 dosi ev* di 0,15 mg/kg ogni 4 ore2 mg** per via orale ogni 12 ore
>10 kgFino a 3 dosi ev* di 0,15 mg/kg ogni 4 ore4 mg per via orale ogni 12 ore

a La dose endovenosa non deve eccedere gli 8 mg.b La dose giornaliera totale non deve eccedere la dose per adulti di 32 mg.* Setofilm è disponibile solo in formulazione orale e non è disponibile nella formulazione endovenosa.** Setofilm è disponibile solo in film da 4 mg e 8 mg. Non è possibile dividere il film per ottenere un dosaggio di 2 mg.

Per la somministrazione orale, il film orodispersibile di Setofilm deve essere rimosso dalla bustina con cautela, aprendola solo nel punto indicato e strappando lentamente. È essenziale controllare che il film non sia danneggiato prima dell'uso e assicurarsi che la bocca del paziente sia vuota e le dita asciutte prima di posizionarlo sulla lingua. Il film si dissolverà in pochi secondi senza necessità di acqua.

Nausea e Vomito Post-Operatori (PONV) nei Bambini

Per la prevenzione e il trattamento di PONV, si raccomanda una somministrazione endovenosa lenta. In alternativa, per i bambini di peso pari o superiore a 40 Kg, Setofilm può essere somministrato per via orale alla dose di 4 mg, un'ora prima dell'anestesia, seguita da un'ulteriore dose di 4 mg dopo 12 ore. Tuttavia, non sono disponibili dati sull'uso di ondansetron per il trattamento di PONV nei bambini al di sotto dei 2 anni di età.

Uso "Off-Label" dell'Ondansetron nella Gastroenterite Acuta Pediatrica

Il vomito è un evento frequente in età pediatrica e può essere motivo di sofferenza per il bambino e di grande allarme per i genitori. Molto spesso, esso è secondario a una gastroenterite acuta, che rappresenta la causa più comune di ospedalizzazione nei paesi industrializzati. In questo contesto, l'ondansetron ha dimostrato efficacia, anche se il suo utilizzo per questa specifica indicazione ricade spesso nell'ambito dell'uso "off-label" o "off-evidence" in età pediatrica.

Il concetto di "orfano terapeutico" si riferisce ai bambini, per i quali molte ricerche farmacocinetiche e farmacodinamiche sono state condotte principalmente su adulti e giovani adulti, lasciando un vuoto di evidenze specifiche per l'età pediatrica. Questo porta a una diffusa pratica di utilizzo off-label dei farmaci, tanto che in una terapia intensiva neonatale si calcola che circa l'80% dei farmaci impiegati sia off-label. L'American Academy of Pediatrics chiarisce che l'uso off-label non è necessariamente inappropriato, ma la prescrizione di farmaci off-label/off-evidence, in assenza di prove di efficacia anche nella popolazione adulta, è più delicata e comporta rischi.

Farmaci off-label e farmaci repositioned, cosa dice la normativa?

Nonostante ciò, diverse evidenze cliniche hanno supportato l'uso dell'ondansetron nella gastroenterite acuta. Una metanalisi pubblicata da DeCamp et al. ha dimostrato che l'ondansetron riduce la frequenza del vomito, aumenta la percentuale di successo della reidratazione orale e riduce il ricorso alla reidratazione endovenosa. Anche Freedman et al. hanno evidenziato come l'ondansetron possa ridurre sensibilmente i costi di gestione del bambino con gastroenterite acuta. La Canadian Pediatric Society raccomanda l'uso di una singola dose orale di ondansetron nei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 12 anni affetti da gastroenterite acuta con vomito predominante, disidratazione moderato-severa, o che abbiano fallito i tentativi di reidratazione orale. Al contrario, le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'American Academy of Pediatrics non raccomandano l'uso di antiemetici nella disidratazione correlata ai disordini diarroici, e non esistono raccomandazioni specifiche da altre parti del mondo.

Un trial recente ha evidenziato una maggiore efficacia dell'ondansetron rispetto al domperidone nel trattamento sintomatico del vomito in bambini con gastroenterite acuta. L'ondansetron è inoltre utilizzato nella fase acuta della sindrome del vomito ciclico (CVS).

In Italia, la legge n°648 del 23 dicembre 1996 regolamenta l'uso off-label dei farmaci. È opportuno che il pediatra abbia una conoscenza adeguata delle molecole disponibili e valuti attentamente indicazioni, controindicazioni ed efficacia. Non è raccomandata la somministrazione di antiemetici in caso di vomito di origine sconosciuta o in presenza di anomalie anatomiche e addome chirurgico. Gli antiemetici sono considerati off-label nei bambini al di sotto dell'anno di vita. Uno studio retrospettivo multicentrico italiano del 2014 ha rivelato che il 30% delle prescrizioni di antiemetici in età pediatrica (0-17 anni) è off-label, con un picco nei bambini con meno di 2 anni di età.

Farmacocinetica dell'Ondansetron nei Bambini

Dopo somministrazione orale di una dose di 8 mg di ondansetron, l'assorbimento è rapido, e il picco di massima concentrazione plasmatica di circa 30 ng/ml viene raggiunto dopo circa 1,5 ore. La distribuzione di ondansetron, sia dopo somministrazione orale, endovenosa o intramuscolare, è simile, con un'emivita terminale di circa 3 ore e un volume di distribuzione allo stato stazionario (steady-state) di circa 140 litri. L'ondansetron non ha un elevato legame proteico (70-76%) ed è eliminato dalla circolazione sistemica prevalentemente mediante metabolismo epatico, attraverso molteplici vie enzimatiche. Meno del 5% della dose assorbita viene escreta immodificata nelle urine. L'assenza dell'enzima CYP2D6 (polimorfismo della debrisochina) non influenza la farmacocinetica dell'ondansetron.

Nei pazienti pediatrici, la farmacocinetica dell'ondansetron varia con l'età. Ad esempio, in bambini di età da 1 a 4 mesi (n=19) sottoposti a intervento chirurgico, la clearance normalizzata in relazione al peso è risultata più lenta di circa il 30% rispetto a quella osservata nei pazienti di età tra 5 e 24 mesi (n=22), ma comparabile a quella riscontrata nei pazienti tra 3 e 12 anni. L'emivita media in questa fascia d'età (1-4 mesi) è stata di 6,7 ore, nettamente superiore alle 2,9 ore osservate nei pazienti di età tra 5 e 24 mesi e tra 3 e 12 anni.

In pazienti pediatrici di età compresa tra 3 e 12 anni sottoposti a interventi chirurgici elettivi in anestesia totale, i valori assoluti della clearance e del volume di distribuzione di ondansetron sono risultati ridotti rispetto a quelli degli adulti. Entrambi i parametri sono aumentati in modo lineare con il peso, e dai 12 anni di età, i valori si avvicinavano a quelli dei giovani adulti. Quando i valori della clearance e del volume di distribuzione sono stati normalizzati in relazione al peso corporeo, i valori di questi parametri sono risultati simili tra i gruppi di popolazione con età diversa.

Un'analisi farmacocinetica di popolazione, condotta su 428 soggetti (pazienti affetti da cancro, pazienti chirurgici e volontari sani) di età compresa tra 1 mese e 44 anni a seguito di somministrazione endovenosa di ondansetron, ha rivelato che il volume era correlato all'età ed era minore negli adulti rispetto agli infanti e ai bambini. È difficile stabilire se una ulteriore riduzione della clearance negli infanti da 1 a 4 mesi sia legata all'età o a variabilità intrinseca dovuta al basso numero di soggetti studiati in questa fascia d'età.

Nei pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina >15 ml/min), sia la clearance sistemica che il volume di distribuzione sono ridotti, determinando un leggero, ma clinicamente non significativo, aumento dell'emivita di eliminazione (5,4 ore). In pazienti con grave insufficienza epatica, la clearance sistemica è notevolmente ridotta con un'emivita di eliminazione prolungata (15-32 ore) e una biodisponibilità orale quasi del 100% a causa del ridotto metabolismo pre-sistemico. In questi pazienti con compromissione epatica moderata o grave, non deve essere superata la dose totale giornaliera di 8 mg. L'emivita di eliminazione di ondansetron non è modificata nei soggetti classificati come metabolizzatori lenti della sparteina/debrisochina; pertanto, in tali pazienti, somministrazioni ripetute non determineranno livelli di esposizione al farmaco diversi da quelli della popolazione generale.

Controindicazioni e Avvertenze nell'Uso di Setofilm

L'utilizzo di Setofilm è controindicato in caso di ipersensibilità all'ondansetron o ad altri antagonisti selettivi dei recettori 5-HT3 (ad esempio granisetron o dolasetron), o a uno qualsiasi degli eccipienti. È inoltre controindicato l'uso concomitante con apomorfina, in quanto sono stati riportati casi di profonda ipotensione e perdita di coscienza a seguito di questa co-somministrazione.

Considerazioni Cardiache

L'ondansetron può prolungare l'intervallo QT in modo dose-dipendente. Uno studio crossover in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo e con farmaco attivo (moxifloxacina), condotto su 58 adulti sani, ha dimostrato che alla dose più elevata di 32 mg di ondansetron infusi per via endovenosa, la differenza media massima dell'intervallo QTcF rispetto al placebo era di 19,6 (21,5) millisecondi. Alla dose più bassa di 8 mg, la differenza massima era di 5,8 (7,8) millisecondi. In questo studio, non sono state misurate QTcF maggiori di 480 millisecondi né prolungamenti maggiori di 60 millisecondi.

Nonostante questi dati, casi di torsione di punta sono stati riportati in fase post-marketing in pazienti in trattamento con ondansetron. Pertanto, è fondamentale evitare l'uso di ondansetron in pazienti con sindrome congenita del QT lungo. L'ondansetron deve essere somministrato con cautela in pazienti che presentano o possono sviluppare prolungamento dell'intervallo QTc, inclusi quelli con alterazioni elettrolitiche, insufficienza cardiaca congestizia, bradiaritmie o che assumono altri medicinali noti per prolungare il QT o causare alterazioni elettrolitiche. L'ipokaliemia e l'ipomagnesiemia devono essere corrette prima della somministrazione di ondansetron. Sono stati inoltre segnalati casi di ischemia miocardica in pazienti trattati con ondansetron, in alcuni dei quali i sintomi sono comparsi immediatamente dopo la somministrazione, specialmente per via endovenosa. I pazienti devono essere avvisati riguardo ai segni e ai sintomi dell'ischemia miocardica. Il controllo elettrocardiografico di routine e lo screening degli elettroliti sierici prima della somministrazione di una singola dose orale di ondansetron non sono raccomandati in soggetti che non hanno fattori di rischio cardiaci noti.

Sindrome Serotoninergica e Interazioni Farmacologiche

Vi sono state segnalazioni post-marketing di pazienti con sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente rischiosa per la vita, che include alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali. Questi casi si sono verificati a seguito dell'uso concomitante di ondansetron e buprenorfina/oppioidi o di altri farmaci serotoninergici, come gli inibitori delle monoaminossidasi (anti MAO), gli antidepressivi triciclici, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina noradrenalina (SNRI). Se un trattamento concomitante è clinicamente giustificato, si consiglia un'attenta osservazione del paziente, specialmente all'inizio del trattamento e durante gli incrementi di dose. In caso di sospetta sindrome serotoninergica, è necessario considerare una riduzione della dose o la sospensione della terapia.

L'utilizzo di ondansetron con farmaci che prolungano l'intervallo QT (come antracicline, antibiotici come eritromicina, agenti antifungini come ketoconazolo, antiaritmici come amiodarone e beta bloccanti) può portare a un ulteriore prolungamento del QT. Non c'è evidenza che ondansetron induca o inibisca il metabolismo di altri medicinali normalmente somministrati contemporaneamente. A causa della molteplicità degli enzimi del citocromo epatico P-450 (CYP3A4, CYP2D6 e CYP1A2) che metabolizzano ondansetron, l'inibizione enzimatica o la ridotta attività di un singolo enzima non dovrebbero causare un significativo cambiamento nella clearance totale.

Altre Avvertenze

Poiché è noto che ondansetron aumenta il tempo di transito dell'intestino crasso, i pazienti con segni di ostruzione intestinale sub-acuta devono essere monitorati dopo la somministrazione. Nei pazienti che hanno subito un intervento di chirurgia adenotonsillare, la prevenzione della nausea e del vomito con ondansetron può mascherare un sanguinamento occulto; pertanto, questi pazienti devono essere attentamente seguiti. I pazienti pediatrici che ricevono ondansetron con agenti chemioterapici epatotossici devono essere monitorati attentamente per insufficienza epatica.

Gravidanza e Allattamento

Le donne in età fertile devono prendere in considerazione l'utilizzo di misure contraccettive efficaci durante il trattamento con ondansetron. Sulla base di dati clinici derivanti da studi epidemiologici, si sospetta che ondansetron possa provocare malformazioni orofacciali (labioschisi e/o palatoschisi) se somministrato durante il primo trimestre di gravidanza. In uno studio di coorte comprendente 1,8 milioni di gravidanze, l'uso di ondansetron nel primo trimestre è stato associato a un aumento del rischio di schisi orali (3 casi aggiuntivi ogni 10.000 donne trattate; rischio relativo corretto pari a 1,24). Gli studi epidemiologici disponibili sulle malformazioni cardiache mostrano risultati contrastanti. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva. Pertanto, ondansetron non deve essere utilizzato durante il primo trimestre di gravidanza.

I test hanno mostrato che ondansetron passa nel latte degli animali che allattano. Si raccomanda, quindi, che le madri in trattamento con ondansetron non allattino al seno. Non ci sono informazioni sugli effetti di ondansetron sulla fertilità umana.

Effetti Indesiderati di Setofilm

Il profilo degli eventi avversi nei bambini e negli adolescenti è comparabile a quello osservato negli adulti. Le frequenze degli eventi avversi sono classificate come molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 e <1/10), non comune (≥1/1.000 e <1/100), raro (≥1/10.000 e <1/1.000) e molto raro (<1/10.000).

Tra gli eventi molto comuni si annovera la cefalea. Gli eventi comuni includono stipsi e la sensazione di calore o vampate.

Gli eventi non comuni possono comprendere convulsioni, disturbi del movimento (incluse reazioni extrapiramidali come reazioni distoniche, crisi oculogire e discinesia, osservate senza evidenza definitiva di postumi clinici persistenti), aritmie, dolore toracico con o senza sottolivellamento del tratto ST, bradicardia, ipotensione, singhiozzo e alterazioni asintomatiche dei test di funzionalità epatica. Quest'ultime sono state riscontrate comunemente nei pazienti in trattamento chemioterapico con cisplatino.

Raramente sono stati segnalati reazioni di ipersensibilità immediata, talvolta gravi, incluse reazioni anafilattiche, vertigini durante la somministrazione endovenosa rapida, disturbi transitori della vista (ad esempio visione offuscata), in particolare durante la somministrazione endovenosa, e prolungamento del QTc (inclusa Torsione di Punta). La maggior parte dei casi di cecità transitoria riportati si è risolta entro 20 minuti, e la maggior parte dei pazienti era in trattamento con agenti chemioterapici, incluso cisplatino; alcuni casi sono stati ricondotti a un'origine corticale. Molto raramente si è verificata eruzione cutanea tossica, inclusa necrolisi epidermica tossica. Casi di ischemia miocardica sono stati riportati con frequenza non nota.

È importante segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta dopo l'autorizzazione del medicinale, poiché ciò permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio. Tra le manifestazioni che sono state riportate a seguito di sovradosaggio ci sono disturbi della visione, stipsi grave, ipotensione ed episodi vaso-vagali con blocco atrioventricolare transitorio e di secondo grado.

Altri Antiemetici e Il Contesto del Vomito in Pediatria

Il vomito (o emesi) è un atto riflesso complesso, un meccanismo protettivo di rimozione di sostanze tossiche o di riduzione della pressione all'interno di organi distesi da ostruzione distale. Comprende tre fasi: la nausea (sensazione sgradevole, non dolorosa, con segni secondari di attivazione del sistema nervoso autonomo come ipersalivazione, ipersudorazione, midriasi e tachicardia), il conato ("retching", risalita involontaria del contenuto gastrico in esofago per contrazione spasmodica di diaframma e muscoli addominali con rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore), e il vomito vero e proprio (eiezione retrograda forzata del contenuto gastrointestinale o esofageo dalla bocca, dovuta alla contrazione attiva dei muscoli addominali e rilasciamento dello sfintere esofageo superiore). Sebbene la sequenza sia stereotipata, le fasi possono presentarsi indipendentemente.

I principali stimoli emetici sono le sostanze chimiche nel circolo ematico o nell'intestino, e i segnali nervosi provenienti dall'intestino, dall'apparato vestibolare e dalla corteccia cerebrale. I neurotrasmettitori chiave nel controllo del vomito sono acetilcolina, istamina, 5-idrossitriptamina (5-HT), dopamina e sostanza P (neurochinina 1), i cui recettori sono i siti d'azione dei farmaci antiemetici.

Recettori coinvolti nel riflesso del vomito

Oltre agli antagonisti dei recettori 5-HT3 come l'ondansetron, esistono altre classi di antiemetici:

Antagonisti dei Recettori Neurochininici (NK1)

Gli antagonisti NK1 si sono dimostrati agenti antiemetici efficaci. Il primo approvato dalla FDA è stato l'aprepitant nel 2003. L'aprepitant ha un'elevata affinità e specificità per il recettore neurochininico, antagonizzando i recettori della sostanza P localizzati nella CTZ e nel centro del vomito. È efficace nella prevenzione e nel controllo della fase tardiva della CINV e nella prevenzione della PONV. Le linee guida per la prevenzione della CINV in età pediatrica raccomandano l'uso dell'aprepitant in associazione ad antagonisti del recettore 5-HT3 e desametasone. Studi recenti suggeriscono un ruolo promettente dell'aprepitant nella profilassi della fase emetica acuta della CVS. L'aprepitant è disponibile in formulazione orale, mentre il fosaprepitant (suo profarmaco) è somministrato per via endovenosa. Entrambe le molecole sono indicate per prevenire nausea e vomito in fase acuta, ma non per uso cronico. Nei bambini sopra i 12 anni (o sotto i 12 ma con peso >30 kg) in chemioterapia, l'aprepitant viene somministrato a dosi specifiche (125 mg giorno 1, 80 mg giorni 2 e 3). Il suo profilo di sicurezza è buono, ma i dati di efficacia e sicurezza nella popolazione pediatrica sono ancora insufficienti per raccomandarne un uso esteso.

Antagonisti Dopaminergici

Gli antagonisti del recettore D2 esplicano il loro effetto antiemetico a livello della CTZ e sono impiegati nel controllo della PONV e, in combinazione con altri farmaci, nella profilassi della CINV. Questa categoria include neurolettici fenotiazinici (es. clorpromazina, proclorperazina, prometazina), neurolettici butirrofenoni (droperidolo e aloperidolo) e benzamidi (metoclopramide e domperidone). Fenotiazinici e butirrofenoni non sono più raccomandati come antiemetici di prima linea a causa della moderata efficacia e degli importanti effetti collaterali, specie nei bambini.

La metoclopramide, un inibitore del recettore D2 della dopamina, agisce sia nel sistema nervoso centrale (CTZ e area postrema) che periferico (aumentando la motilità esofago-gastrica). Tuttavia, non essendo specifica per i recettori della CTZ, può causare iperprolattinemia e disturbi extrapiramidali (spasmi muscolari, acatisia, disorientamento e sonnolenza) con un'incidenza che può raggiungere il 25% nei bambini e negli anziani, limitandone l'uso. La FDA ha evidenziato il rischio di discinesia tardiva associata all'uso cronico o ad alte dosi di metoclopramide, limitandone l'uso a trattamenti brevi (fino a 5 giorni) e a dosi massime specifiche. Il suo utilizzo non è raccomandato nei bambini sotto l'anno di età e deve essere estremamente cauto sotto i 5 anni.

Il domperidone, a differenza della metoclopramide, non attraversa la barriera ematoencefalica e non dovrebbe causare eventi extrapiramidali. Viene somministrato per via orale ed è comunemente usato per il vomito da gastroenterite acuta, sebbene si sia dimostrato meno efficace dell'ondansetron nel ridurre il ricorso alla reidratazione endovenosa. Il suo uso nei neonati è stato associato all'allungamento del tratto QT all'elettrocardiogramma, con potenziale rischio di aritmie ventricolari severe e morte cardiaca improvvisa. È quindi essenziale valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio.

In conclusione, la gestione della nausea e del vomito in pediatria richiede un'attenta valutazione delle cause, delle indicazioni e dei profili di sicurezza dei farmaci disponibili. L'ondansetron, grazie alla sua efficacia e al suo meccanismo d'azione mirato, rappresenta una risorsa preziosa, specialmente nelle indicazioni approvate per la popolazione pediatrica.

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