Il pianto di un neonato rappresenta di certo uno strumento di comunicazione da ascoltare e da accogliere, e i genitori devono essere consapevoli di ciò. Spesso, quando il piccino inizia a piangere, continua, sempre più forte, e poi, pian piano si riduce, ma ulteriormente, il piccino ricomincia a piangere disperato. In questi momenti, i genitori si interrogano: è fame? Sete? Sonno? Ma! A volte un po' di aria intestinale ma continua a piangere. Un bambino in queste condizioni sarà chiaramente a disagio, imbarazzato per il sonno, un sonno agitato e frammentato. Il bambino sarà più a disagio per le coliche nel tardo pomeriggio, sera e notte, periodi in cui, tutti più stanchi e anche un po’ intimoriti dalle ore che verranno - si fa buio, le farmacie chiudono, c’è da affrontare la notte e il vicino finirà per protestare - sarà meno facile capirsi, cioè rassicurarsi e trasmettere sicurezza al bambino.
La problematica del neonato che non dorme per coliche e gas è tanto fastidiosa da essere una delle più temute dai genitori. Le mamme e i papà dei bambini che ne soffrono finiscono spesso per sentirsi stanchi, frustrati e impotenti davanti al proprio bambino che sta male. Fino a pochi anni fa (e spesso tutt’ora) le coliche erano una problematica per la quale non si aveva ancora trovato una soluzione definitiva.
Cosa Sono le Coliche nel Neonato: Una Prospettiva Evolveuta
Le coliche sono dolori per il bambino. Questo disturbo, presente in tutti i bambini da 2 settimane a 4/5 mesi, colpisce circa il 10-15% dei lattanti nei primi mesi di vita e tende a risolversi entro il terzo-quinto mese. Per questo motivo vengono anche frequentemente chiamate “le coliche dei primi cinque mesi”. La maggior parte dei bambini le sviluppa dopo la 2a - 3a settimana di vita, ma ci sono bambini che ne soffrono sin dai primi giorni di vita. Nella maggior parte dei casi, le coliche gassose del neonato si manifestano a partire dalla seconda settimana di vita, si intensificano tra la quarta e la sesta settimana e si attenuano progressivamente, scomparendo tra il quarto e il sesto mese. Non è detto però che gli episodi siano quotidiani: può accadere che le colichette si presentino occasionalmente, più volte nella stessa giornata o per più tempo.
Tradizionalmente, le coliche sono state definite come contrazioni eccessive e dolorose della muscolatura involontaria della parete intestinale, causate generalmente dalla presenza di una eccessiva quantità di aria nell’intestino, che si associa, ahimè, a dolore. Il dolore è dovuto alla rapida distensione della parete intestinale dovuta al passaggio di bolle d’aria. Si è spesso pensato che le coliche fossero dovute all'immaturità del sistema digestivo, attenuandosi nettamente durante il quarto mese di vita del bambino.

La scelta di chiamare “colica” questa irritabilità pomeridiana o serale del bambino piccolo avviene nel 1954, dopo la comparsa di un famoso articolo medico. Tuttavia, questa è stata una scelta infelice, in quanto il termine colica dovrebbe indicare un dolore intestinale, laddove però la scienza medica non è mai riuscita a mettere il pianto del bambino in relazione a un dolore dell’intestino. Ormai, per abitudine o per tradizione, utilizziamo il termine colica come sinonimo di mal di pancia, e lo leghiamo alla presenza di gas intestinali, anche se sembra che questo fenomeno sia più una conseguenza del pianto che una causa.
Secondo studi più recenti, le coliche gassose, la stipsi, la dischezia, il mal di pancia, l’addome gonfio e dolente del neonato, NON sono ”fisiologici” e NON passano da soli. Studi recenti dimostrano senza ombra di dubbio che le coliche gassose sono dovute a un quadro infiammatorio intestinale che provoca mal di pancia, aria, addome gonfio e conseguente alterazione del transito gastrointestinale (stipsi, dischezia, pancia gonfia, fatica ad evacuare, ecc.). Non sono causate da una fatidica “immaturità intestinale”, bensì da una vera e propria infiammazione intestinale.
Riconoscere i Sintomi delle Coliche
Non è difficile riconoscere le coliche. Compaiono generalmente nel tardo pomeriggio e alla sera. Il lattante che ne soffre diventa rosso in volto, piange a lungo, flette ed estende le gambette, si contorce, si contrae, nel tentativo di trovare sollievo. Il pancino appare gonfio e alla percussione si sente che è pieno di aria, spesso paragonato ad un tamburello.
In generale, per capire se un neonato ha le coliche, si possono osservare numerosi sintomi. Durante le “colichette”, il bambino piange, contrae la pancia, tira le gambe verso l’addome (flessione delle cosce sul bacino). Accanto a questi segnali, si può notare un certo grado di tensione addominale (pancia dura e tesa), accompagnato da ripetute emissioni di gas (il bambino fa aria) che giustificano l’appellativo “coliche gassose del neonato”. Il sintomo principale per capire se il neonato soffre di colichette rimane sempre la forte irritabilità del bambino in relazione a un pianto doloroso che rende impossibile calmarlo.
Il bambino può piangere mentre è allattato al seno, subito dopo o anche a distanza dalla poppata. Se allattato artificialmente, il bambino si potrebbe staccare spesso dal biberon e piangere, oppure piangere successivamente alla poppata. Inoltre, può fare fatica a digerire, fare dei rutti rumorosi e avere mal di pancia anche a distanza. Altri sintomi che indicano che il bambino soffre di coliche sono le alterazioni del transito gastro-intestinale come dischezia o stipsi. Alcuni bambini che soffrono di coliche si scaricano spesso, magari dopo ogni poppata, ma la quantità di feci è scarsa, sporcando appena il pannolino. Questo non va bene, è spesso un segno che l’intestino del bambino si sta infiammando e potrebbe peggiorare.
Altri sintomi includono:
- Il bambino piange finché non riesce ad emettere gas o fare la cacca; solo allora si tranquillizza.
- Il bambino piange e vuole attaccarsi al seno spesso, cercando di calmarsi, ma poi ricomincia a piangere.
- Il bambino piange anche quando è allattato al seno e si stacca spesso dal seno.
- Il bambino soffre anche di reflusso gastroesofageo, manifestando rigurgiti e difficoltà digestiva.
- Il bambino sta meglio quando si massaggia la pancia e fa aria.
- Il bambino dorme solo al petto e in braccio.
- Il bambino fatica a dormire supino (tira la pancia).
La febbre non è un sintomo tipico delle coliche gassose; pertanto, se presente, va indagata con il pediatra in quanto potrebbe essere il segnale di un altro disturbo. Le coliche del lattante, secondo i criteri diagnostici internazionali (Roma IV), si caratterizzano per pianto improvviso, intenso e prolungato in un bambino sano, sotto i 5 mesi, senza febbre, scarso accrescimento o altri segni clinici.
Le Vere Cause delle Coliche e il Ruolo dell'Infiammazione Intestinale
Ancora non vi è una risposta univoca sulle cause delle coliche, ma la comprensione si sta evolvendo. Tra i fattori che più frequentemente sono stati chiamati in causa vi sono l’ingestione di tanta aria, spesso un problema di bambini voraci, l’alterato equilibrio tra i batteri che compongono la flora intestinale, il fumo passivo e l’ansia dei neogenitori.
Tuttavia, come anticipato, la vecchia idea di "immaturità intestinale" come causa delle coliche gassose è superata. Le coliche gassose, così come la dischezia e la stipsi del neonato, sono causate da un quadro infiammatorio intestinale. Ecco perché il bambino ha la pancia gonfia, dura e tesa ma soprattutto ecco perché il neonato ha mal di pancia e piange. L'aria, inoltre, è sempre presente nel tubo digerente di ogni essere umano, a qualunque età, e soprattutto in quello di un neonato (il latte è ricco di lattosio, zucchero che fermenta facilmente), ma poche sono in realtà le circostanze in cui l’aria possa procurare dolore. Accade, ad esempio, se le pareti sono irritate o infiammate (in presenza cioè di una “colite”). Non è certo l’aria a far sì che i neonati, arrivando a sera, comincino ad “avere le coliche”.
Quando l’infiammazione intestinale è lieve, il neonato inizia ad avere i primi dolori di pancia, fa tanta aria e fatica a fare la cacca; inizia a presentare quei sintomi correlati al termine ”Dischezia”. Se l’infiammazione si protrae, l’intestino altera la sua capacità peristaltica (motilità intestinale), si gonfia (sintomo oggettivo di un quadro infiammatorio), si crea aria nella pancia e provoca dolore al bambino. In altre parole, se l’infiammazione peggiora, il neonato inizia a soffrire di quelle che definiamo coliche gassose. Più si protrae il quadro infiammatorio, più il bambino si disabitua ad avere un transito intestinale regolare e potrebbe anche diventare stitico. La stitichezza peggiora ulteriormente il mal di pancia e il dolore percepito dal tuo bimbo.

È importante sottolineare che il bambino non ha mal di pancia o la pancia gonfia perché ingurgita aria durante la suzione al seno; il bambino si stacca spesso dal seno ed è agitato perché ha già mal di pancia. In un bambino allattato artificialmente, bisogna prestare molta attenzione a come si offre il biberon per rallentare il flusso ed evitare che il bambino “tracanni” il latte. Ma anche in questo caso non è l’aria che ingurgita a provocare mal di pancia quanto piuttosto la tipologia di latte artificiale e come viene proposto al bambino.
La Regola dei Tre di Wessel e la Perdurante Sfida
Le manifestazioni delle coliche gassose sono state sintetizzate dalla “regola del tre di Wessel”, in onore del pediatra Morris Arthur Wessel che l’ha formulata nel lontano 1954: pianto per più di 3 ore al giorno, per 3 o più giorni la settimana e per 3 o più settimane consecutive. Molti bambini, fino al 28%, presentano questo particolare comportamento durante i primi tre mesi di vita. C’è il bambino che piange per una o due ore, e il bambino che piange anche per più di cinque ore, mettendo così a dura prova la pazienza dei genitori. Sembra che questo pianto rappresenti il segnale di un periodo di sviluppo fisiologico di maturazione che molti bambini devono attraversare nei primi mesi di vita.
Su centinaia di bambini a cui si attribuiscono coliche gassose, probabilmente solo poche decine avranno dei veri fastidi addominali, mentre la gran parte sono semplicemente neonati che piangono per tantissimi altri motivi, anche i più imperscrutabili. È necessario anzitutto tener conto del fatto che, nel primo anno di vita e soprattutto nei primi tre mesi, i lattanti piangono normalmente più o meno a lungo, per circa 2-3 ore ogni giorno.
Dischezia, Stipsi e Aria nella Pancia: Problemi Correlati alle Coliche
Queste problematiche intestinali interessano dal 21% al 39% dei neonati, risultando alcune delle sintomatologie più fastidiose per il bambino.
Dischezia e Difficoltà a Evacuare
Con il termine Dischezia del neonato si intende un disturbo funzionale (ossia non causato da patologie organiche) che si manifesta con una defecazione particolarmente difficoltosa, possibilmente associata ad emissione di gas e/o mal di pancia (di solito lieve). In altre parole, il termine dischezia sottintende un leggero/moderato disturbo intestinale del neonato che provoca pianto e dolore, non eccessivo. Nei casi di dischezia, nonostante le feci possano essere morbide e fisiologiche, il neonato fatica a fare la cacca ma riesce a farla. Spesso si dice che la causa principale sia la mancata coordinazione tra i muscoli del pavimento pelvico, lo sfintere anale e il colon (intestino), ma questa teoria è considerata falsa. La dischezia è causata da un leggero quadro infiammatorio che inizia a creare i primi disturbi intestinali, i quali possono peggiorare in vere e proprie coliche gassose o rimanere tali.
Stipsi e Stitichezza nel Neonato
Stipsi e Stitichezza del neonato sono due sinonimi che indicano la difficoltà del bambino ad evacuare. In queste problematiche il bambino ha difficoltà a fare la cacca e svuotare totalmente o in parte il colon (parte finale dell’intestino). Ogni neonato dovrebbe fare la cacca almeno una volta al giorno (di solito va bene da 1 a 3/4 volte al giorno) e le feci dovrebbero essere abbondanti e morbide (attenzione se il bambino sporca il pannolino tante volte con poche feci). Con il termine stipsi del neonato si intende la difficoltà ad evacuare oltre al fatto che il neonato non fa la cacca per 1 o più giorni. La consistenza delle feci nei casi di stipsi può essere morbida o leggermente più dura. Più facilmente, i bambini che soffrono di stipsi sono allattati artificialmente, ma anche i neonati allattati al seno ne possono soffrire.

La stipsi può causare nel bambino la comparsa di sintomi quali dolore alla pancia, pianto, irritabilità, addome gonfio e riduzione dell’appetito. Tali sintomi dovrebbero migliorare in seguito all’evacuazione, ma nei bambini particolarmente stitici possono protrarsi (sintomatologia simile a quella delle coliche gassose). Spesso la stipsi è preceduta da settimane in cui il bambino fatica a scaricarsi, soffre già di leggero mal di pancia o, paradossalmente, si scarica troppo spesso durante la giornata (4-5 volte al giorno ma con piccole quantità di feci ogni volta). Come vale per ogni disturbo intestinale, anche la stipsi è causata da un quadro infiammatorio protratto nel tempo che provoca un’alterazione dell’assorbimento e della peristalsi intestinale con conseguente stitichezza.
Aria nella Pancia e Addome Gonfio
Molto spesso si pensa che sia l’aria nella pancia del bambino a causare le coliche gassose, ma è proprio il contrario. È l’infiammazione intestinale che provoca un’alterazione del transito, dolore, gonfiore addominale (segno oggettivo di infiammazione) e aria nella pancia.
L'Impatto delle Coliche sull'Allattamento e il Sonno
In questi casi di irritabilità e dolore, il bambino causa spesso difficoltà anche nell’allattamento al seno in quanto piange continuamente e non riesce a ‘’concentrarsi’’ durante la suzione. Purtroppo, capita spesso che il bambino pianga continuamente a causa del mal di pancia ma che la colpa di quel pianto venga imputata spesso al fatto che il bambino ‘’mangia poco e non è sazio’’. Per questo motivo veniva consigliata erroneamente l’aggiunta di latte artificiale. Prima di dare una eventuale aggiunta di latte artificiale che mina le probabilità di successo dell’allattamento al seno, non si valutano mai le reali cause per cui il bambino piange (coliche o reflusso) o le cause per cui si attacca male al seno (attacco al seno doloroso, ragadi, crescita insufficiente, bambino soporoso, ecc.). Infatti, problemi di suzione ed eventuali tensioni gastrointestinali (coliche e reflusso) influenzano negativamente il benessere del bambino e, di conseguenza, anche l’allattamento al seno.
Strategie e Rimedi per Alleviare il Disagio
Quando il piccolo ha le coliche, cosa fare? È importante cercare di consolare il lattante, rimanendo innanzitutto sereni. La cosa peggiore che possa capitare a questi neonati, colpevoli solo di aver protestato vigorosamente, magari per un disagio relativamente modesto, è quella di essere portati di corsa al pronto soccorso pediatrico, dove arrivano spesso addormentati. Se invece arrivano ancora svegli e particolarmente agitati, i neonati finiscono quasi sempre per sperimentare un sondino rettale che cerca un po’ di aria nella pancia (che non manca mai). A questo punto, di solito, si calmano insieme al genitore, il quale sente che qualcosa di risolutivo è stato fatto: il neonato è ora “in buone mani” e quindi l’adulto stesso diviene più capace, più rassicurante. Purtroppo questi rimedi (sondino, microclismi) sono sintomatologici, ma non risolvono davvero la causa per cui il bambino è stitico o ha mal di pancia. Al contrario, lo disabituano a scaricarsi autonomamente. Più li utilizziamo, meno il bambino sarà in grado di imparare a fare la cacca da solo. A volte possono essere utili per episodi particolari, ma per risolvere la stitichezza efficacemente, bisogna risalire all’origine della stipsi e dei dolori di pancia.
Non esiste ovviamente una cura per una condizione che non possiamo neppure considerare una vera e propria malattia. Inoltre, in mancanza di farmaci realmente efficaci, quando siamo realmente alle prese con coliche gassose, ogni tentativo - lecito - è accettabile. Nessuno di questi rimedi è di provata efficacia su base scientifica, e non esistono farmaci di provata efficacia da usare di routine per le coliche semplici.
Come fare il massaggio anti coliche, passo dopo passo
Approcci Pratici e di Conforto
Per consolare, calmare e distrarre il neonato, possono essere utili diverse strategie pratiche:
- Movimenti di Flessione delle Gambe: Il bambino ha bisogno di piegare molto regolarmente. Bisogna trovare il modo di fare che gli si addice e alternare le posizioni di flessione. Dipende dai genitori per questa posizione, il bambino non è ancora in grado di piegare le gambe da solo. Fare dei movimenti di flessione delle gambe ad ogni cambio (dalla mattina): prendere le gambe del bambino nelle mani, e portare le ginocchia verso la pancia, e ripetere il movimento. Si possono portare le gambe a destra e sinistra. Alcuni bambini hanno bisogno di più flessioni di altri, bisogna provare per vedere cosa gli si addice, il bambino esprime molto bene in questi momenti.
- Posizione Anti-Colica: Può essere utile far assumere al lattante la posizione anti-colica: a pancia in giù sul braccio, con la testa sull’incavo del gomito. Dondolandolo in questa posizione, gli vanno date pacchette sul sederino in modo da favorire la fuoriuscita dell’aria dall’intestino.
- Massaggio del Pancino: Può essere anche utile massaggiare il pancino con movimenti circolari antiorari per favorire l’eliminazione dell’aria.
- Contatto Pelle a Pelle (Skin-to-Skin): Mettere il neonato skin-to-skin, cioè a contatto corpo a corpo con mamma e papà.
- Movimento Dolce: Cullare o passeggiare, dondolare il bebè nella culla o in braccio, oppure fargli fare un giretto nella carrozzina.
- Rumori Bianchi e Ambiente Tranquillo: Possono ridurre l’intensità del pianto.
- Swaddling (Fasciatura): Se correttamente eseguita, offre l’opportunità di ridurre le crisi di pianto e non presenta rischi o controindicazioni di ordine medico.
- Routine Regolare: Mantenere una routine regolare e osservare i segnali di stanchezza del bambino può essere utile.
- Fonte di Calore: Posizionare una fonte di calore sotto la sua pancia sono accorgimenti che possono aiutare a tranquillizzare il neonato durante le coliche.
Così come per la causa scatenante, anche per alleviare il dolore non c’è un consiglio che si adatta perfettamente a ogni bambino, ma imparando a conoscere il piccolo sarà possibile capire cosa preferisce.
Considerazioni su Probiotici, Farmaci e Omeopatia
Non somministrare le goccioline per l’aria, né tanto meno farmaci antispastici o altri rimedi. L’uso dei farmaci è da sconsigliare. Il simeticone somministrato ai bambini in gocce, può essere utilizzato per alleviare il dolore, ma purtroppo ha scarsa efficacia. Si possono anche utilizzare preparati fitoterapici a base di melissa, passiflora e finocchietto da somministrare in gocce o sciroppo al lattante, ma anche questi non sempre sono risolutivi.
Alcuni studi suggeriscono che specifici ceppi di fermenti lattici, come il Lactobacillus reuteri DSM 17938, possano ridurre la durata del pianto nei lattanti allattati al seno. Tuttavia i benefici non sono uguali per tutti i bambini e le evidenze sono più limitate nei piccoli alimentati con formula. I probiotici non sostituiscono la valutazione pediatrica e non vanno iniziati senza un confronto con il medico.
Per alleviare i sintomi delle coliche gassose che si manifestano nel neonato, i medicinali omeopatici possono essere una valida opportunità terapeutica. Caratterizzati da alte diluizioni, non presentano generalmente tossicità chimica, controindicazioni, interazioni farmacologiche o effetti indesiderati direttamente legati alle quantità assunte. Alcuni medicinali omeopatici si presentano in forme orali molto adatte ai neonati, perché pratiche da somministrare sia a casa che fuori, seguendo facilmente il ritmo delle poppate al seno e al biberon. È sempre opportuno chiedere il parere al pediatra e al farmacista, che saranno in grado di fornire indicazioni mirate sui medicinali omeopatici più adatti e sulla corretta modalità di assunzione per il piccolo.
Alimentazione della Mamma e del Neonato
Nella maggior parte dei casi le coliche non dipendono dall’alimentazione materna. Diete di esclusione nella mamma che allatta sono consigliate solo se c’è un sospetto fondato di allergia alle proteine del latte vaccino o altri segnali clinici specifici. Nei bambini alimentati con formula, eventuali cambi di formulazione devono essere valutati dal pediatra, evitando modifiche frequenti e non motivate. Prima di apportare variazioni alla dieta, è importante discutere la situazione con il proprio medico.
Se le feci ristagnano un po' nell'intestino (anche se il bebè va ogni giorno a farle), allora lo stomaco pieno di latte non può essere svuotato. Quindi il bambino, spesso sdraiato, avrà un reflusso più frequente perché nel bambino la valvola che chiude la parte superiore dello stomaco non è ancora efficace per impedire l'aumento del latte.
Quando Preoccuparsi e Consultare il Pediatra
Se il piccolo cresce bene e tra un episodio e l’altro è sereno, è probabile che si tratti di coliche. È invece opportuno contattare il pediatra se compaiono vomito persistente, sangue nelle feci, febbre o difficoltà ad alimentarsi. In primo luogo, accertatevi insieme al pediatra che non ci siano altre problematiche e che si tratti effettivamente di coliche gassose. Le colichette, per quanto fastidiose e allarmanti, in genere non sono pericolose e non andranno a influire sulla crescita del vostro piccolo.
Il Benessere dei Genitori: Un Aspetto Cruciale
Bisogna considerare che le coliche gassose, qualunque ne sia l'origine, sono fonte di stress e di frustrazione per i genitori che, per giunta, perdono, come il piccolo, ore di sonno. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, è essenziale che i genitori si prendano cura di sé: affidare di tanto in tanto il piccolo ai nonni, a un familiare o a una babysitter attendibile e trascorrere qualche ora serena può aiutare a superare lo stress.
