Gestione Ottimale di Alimentazione e Benessere per Scrofe in Gestazione: Un Approccio Scientifico e Pratico

Nelle moderne pratiche di allevamento intensivo, il benessere delle scrofe in gestazione rappresenta una questione di crescente importanza e complessità. Le scrofe sono esposte a numerose e rilevanti conseguenze in termini di benessere, principalmente associate al confinamento, allo stress sociale e all'incapacità di esprimere comportamenti naturali essenziali. Comprendere e mitigare questi impatti è fondamentale non solo per ragioni etiche, ma anche per garantire prestazioni riproduttive ottimali e la sostenibilità dell'allevamento.

Le Sfide del Benessere nelle Scrofe in Gestazione: Confinamento, Aggressività e Comportamenti Naturali Negati

Per quanto riguarda le scrofe gravide, le conseguenze sul benessere sono principalmente associate al confinamento in gabbia individuale, allo stress di gruppo legato all'aggressività necessaria per stabilire la gerarchia sociale al momento dell’imbrancamento e all'incapacità di eseguire comportamenti esplorativi e di foraggiamento. Questi elementi rappresentano punti critici che la ricerca scientifica e le pratiche di gestione innovative cercano di affrontare per migliorare la qualità della vita degli animali.

Scrofe in gabbia di gestazione individuale

Le implicazioni per il benessere e la salute delle scrofe dovute alla stabulazione individuale nelle gabbie gestazione si riferiscono principalmente alla ridotta capacità dell’animale di muoversi e socializzare. Questo spazio limitato impedisce alle scrofe di esprimere una gamma completa di comportamenti naturali, come esplorare, cercare cibo o interagire con i loro simili, che sono cruciali per il loro equilibrio psicofisico.

Per quanto riguarda lo stress sociale, in condizioni naturali tra i membri di un gruppo di suini il comportamento aggressivo è assente o raro grazie ad una gerarchia sociale lineare semplice e stabile. Tuttavia, negli allevamenti commerciali le scrofe vengono unite in gruppi con altre scrofe sconosciute almeno una volta per ogni gestazione, determinando ogni volta la necessità di dover formare la gerarchia di dominanza, la quale prevede un alto livello di aggressività. I combattimenti per stabilire l’ordine gerarchico possono essere intensi, ma generalmente non durano più di 1 - 2 giorni dopo l’imbrancamento. Questo periodo di elevata aggressività può causare lesioni, stress e compromettere l'instaurazione di una gravidanza stabile.

Per quanto riguarda l’incapacità di mettere in atto comportamenti esplorativi e di foraggiamento, l’assenza di materiali adeguati a cui indirizzare questo comportamento all'interno degli allevamenti commerciali provoca frustrazione e/o noia, e determina lo sviluppo di comportamenti anomali, quali aggressività, stereotipie e irrequietezza. Le scrofe sono animali intrinsecamente motivati all'esplorazione e al rooting; privarle di questa possibilità ha un impatto significativo sulla loro salute mentale e fisica. Le conseguenze sul benessere delle scrofe gravide derivanti dalla mancanza di un substrato adatto per l'esplorazione sono considerate di grande rilevanza poiché durante la gestazione le scrofe vengono alimentate in modo razionato con una dieta concentrata che viene consumata in breve tempo, lasciando ampi periodi di inattività e potenziale frustrazione.

Attualmente, secondo la direttiva europea, le scrofe e le scrofette possono essere stabulate nelle gabbie gestazione per quattro settimane dopo la fecondazione (2008/120/CE). Il motivo principale alla base della decisione di tenere le scrofe nelle gabbie individuali durante questo periodo è legato al fatto che il comitato scientifico del 1997 (Commissione europea, 1997) identificò la fase dell'impianto embrionale come un periodo critico del ciclo della scrofa. Questa fase nei suini inizia circa 11-13 giorni dopo l'inseminazione e si completa intorno ai 17-25 giorni di gravidanza. Durante gli studi intrapresi in quegli anni emerse che lo stress durante questo periodo poteva potenzialmente portare a mortalità embrionale e quindi ridurre la portata al parto e le dimensioni della nidiata. Tuttavia, considerando che la direttiva ora in vigore (2008/120/CE) non ha apportato alcuna modifica a quanto precedentemente disciplinato dalla 2001/88/CE, possiamo affermare che la legislazione europea riguardante le scrofe gravide non è cambiata negli ultimi 20 anni. Nonostante questa stabilità normativa, una nuova svolta sembra però molto imminente, spinta da una crescente consapevolezza e da nuove evidenze scientifiche.

La Ricerca Scientifica: Analisi Delle Tendenze e Impatto sulle Pratiche di Allevamento

Alla luce di queste evidenze e delle pressanti esigenze di migliorare il benessere animale, un primo passo cruciale nel lavoro di ricerca è stato quello di condurre una revisione sistematica. Questa analisi mirava a valutare come la comunità scientifica ha affrontato il tema del benessere delle scrofe gravide negli ultimi 30 anni, identificando quali sono stati i Paesi di pubblicazione degli studi, quali gli interventi studiati e quali gli indicatori di benessere considerati. L'analisi ha fornito una panoramica essenziale sulle tendenze della ricerca e sulle lacune ancora esistenti.

Per condurre questa revisione, tutti gli articoli raccolti dalla ricerca online sono stati scansionati per eliminare quelli che erano stati inclusi a causa di parole chiave diverse da quelle fornite dall'autore. Successivamente, sono stati rimossi i duplicati dall'elenco di riferimento, garantendo l'unicità e la pertinenza di ogni pubblicazione. Il testo completo degli articoli ritenuti idonei dalla precedente fase di screening è stato valutato utilizzando le stesse quattro domande e gli stessi criteri di idoneità, assicurando una coerenza metodologica. La ricerca bibliografica ha identificato un totale di 318 articoli pertinenti. Di queste pubblicazioni, dopo un rigoroso processo di screening, ammissibilità e inclusione, 102 sono state ritenute rilevanti per l'analisi approfondita.

Grafico pubblicazioni scientifiche sul benessere delle scrofe in gestazione

I risultati di questa revisione hanno rivelato dinamiche interessanti. A livello globale, negli ultimi 30 anni il numero di articoli sul benessere delle scrofe in gestazione è aumentato, ad eccezione del periodo 2000-2004 in cui si è registrata una leggera riduzione. Dal 1990 al 2014, l'Europa e il Nord America sono stati sostanzialmente gli unici due continenti che hanno pubblicato articoli sul benessere della scrofa in gestazione. Negli ultimi cinque anni invece anche Oceania, America Latina e Asia hanno iniziato a pubblicare articoli su questo argomento, indicando una crescente attenzione globale. Fino al 2014, gli interventi strutturali sono stati l'argomento più studiato, seguito dall'alimentazione, ma negli ultimi cinque anni la tendenza è cambiata e sono aumentate le pubblicazioni sulla gestione dei gruppi e, in misura minore, sugli arricchimenti ambientali, riflettendo un cambio di paradigma nelle priorità della ricerca. Per quanto riguarda gli indicatori di benessere, fino al 2009 il comportamento era quello più utilizzato, ma negli ultimi 10 anni tutti gli altri indicatori di benessere sono stati impiegati con una frequenza simile, e negli ultimi cinque anni le performance riproduttive e gli indicatori fisici sono stati utilizzati più spesso di tutti gli altri. Ciò riflette la crescente multidisciplinarità nella valutazione del benessere, ma è anche probabilmente dovuto all'aumento del numero di studi sulla gestione dei gruppi. Questo è infatti l'unico intervento in cui il benessere delle scrofe è stato valutato più frequentemente attraverso indicatori fisici e prestazioni riproduttive, evidenziando una connessione diretta tra il contesto sociale e le performance zootecniche.

Dai risultati della revisione sistematica sembrerebbe che, per quanto riguarda la legislazione europea in materia di benessere delle scrofe gestanti, la ricerca scientifica sia di supporto non tanto per l’emanazione delle norme, quanto per una loro corretta e migliore applicazione. Infatti, è dal 2011 che l’Unione Europea ha introdotto l’obbligo di stabulare le scrofe in gruppo e di fornire loro materiali manipolabili, tuttavia sembra che i ricercatori si siano interessati a questi temi solo in una fase successiva, a partire principalmente dall’intervallo degli anni 2010-2014, quando le disposizioni erano diventate obbligatorie per tutti gli allevamenti.

Da questa revisione bibliografica è emersa una scarsità di ricerche che hanno indagato gli effetti del momento dell’imbrancamento rispetto alla fase di gravidanza. Alla luce di ciò e della possibile revisione della legislazione europea sul benessere animale per quanto riguarda l'uso delle gabbie individuali, il secondo passo del lavoro di ricerca è stato quello di valutare gli effetti della riduzione del tempo trascorso dalle scrofe gravide nelle gabbie gestazione sulle misure di benessere e sulla performance riproduttive. Questo studio mirava a fornire dati concreti per informare le future decisioni legislative e le pratiche di allevamento.

Strategie Innovative per Ridurre il Confinamento e Mitigare l'Aggressività

Per approfondire gli effetti della riduzione del tempo di confinamento, sono stati condotti due studi di campo. Il primo studio è stato realizzato in un allevamento commerciale a ciclo chiuso di 600 scrofe situato in provincia di Brescia, mentre il secondo studio è stato condotto in un allevamento commerciale a ciclo chiuso di 2000 scrofe situato a Co. Cork, Irlanda. In entrambe le prove le scrofe sono state svezzate 4 settimane dopo il parto e sono state quindi stabulate nelle gabbie individuali per il periodo iniziale dopo l'inseminazione.

La metodologia prevedeva un gruppo sperimentale in cui le scrofe sono state imbrancate in gruppi statici precocemente, ovvero 4 giorni dopo la fecondazione (Trial 1, PEN4D) o 2 giorni dopo la fecondazione (Trial 2, PEN2D). In contrasto, il gruppo di controllo (PEN28D) ha mantenuto le scrofe nelle gabbie individuali fino a 28 giorni dopo la fecondazione, per poi essere imbrancate in gruppi statici.

Nel Trial 1, le scrofe sono state stabulate in gruppi di 21, con pavimento pieno in cemento. Il mangime è stato distribuito manualmente, spargendolo in un'ampia area pulita del pavimento del box, promuovendo un'alimentazione più naturale. Come indicatori dell'efficienza riproduttiva sono stati registrati la fertilità ecografica, la portata al parto e le dimensioni della nidiata (nati totali, nati vivi, nati morti e mummificati). Come indicatore fisico è stato valutato invece il numero di graffi presenti sul corpo degli animali. Nel Trial 1 è stata inoltre valutata la concentrazione di cortisolo salivare, un marcatore dello stress, e la variazione dello spessore del lardo dorsale durante la gravidanza.

I risultati di entrambi gli studi evidenziano che il trattamento sperimentale, ovvero l'imbrancamento precoce, non ha avuto effetti significativi sugli indicatori di efficienza riproduttiva, sulla dimensione delle nidiate, né sul numero di lesioni fresche in generale. Tuttavia, è importante sottolineare che nel Trial 2 è stata registrata una tendenza (P= 0,06) per le scrofe imbrancate 2 giorni dopo la fecondazione a registrare una minore fertilità ecografica, un dato che necessita di ulteriori approfondimenti.

I risultati di questi studi di campo suggeriscono che è possibile ridurre il tempo in cui le scrofe sono confinate dal punto di vista motorio e sociale nelle gabbie gestazione senza che ciò influisca negativamente sul loro benessere e sulle dimensioni della nidiata, raggruppandole subito dopo la fecondazione (2-4 giorni post-inseminazione) in box di gruppo con alimentazione a terra o con poste di alimentazione individuale. Per quanto riguarda l'effetto che il raggruppamento precoce potrebbe avere sulle prestazioni riproduttive, i risultati mostrano che, nei box con sistemi di alimentazione a terra, la fertilità ecografica e la portata al parto non sono stati influenzati dal momento della gestazione al momento dell’imbrancamento. Al contrario, nei box con le poste di alimentazione individuale è stata riscontrata una tendenza inferiore di questi parametri nelle scrofe imbrancate precocemente dopo l'inseminazione.

Per comprendere questa tendenza, è importante analizzare i risultati delle lesioni cutanee. Infatti, sebbene nel Trial 2 il numero medio di lesioni cutanee fresche non differisse in nessun momento tra i due trattamenti, e il numero di lesioni fresche diminuisse bruscamente dal primo all’ottavo giorno dopo l’imbrancamento in entrambi i trattamenti, è interessante notare che il numero di lesioni fresche 8 giorni dopo l’imbrancamento appare piuttosto elevato in entrambi i trattamenti. Questo potrebbe essere un'evidenza del fatto che il libero accesso alle poste di alimentazione individuale potrebbe portare a un'aggressione prolungata tra le scrofe per l'instaurazione della gerarchia sociale. Infatti, nei box con le poste di alimentazione, le scrofe sono state osservate al loro interno per quasi tutto il tempo e questo presumibilmente potrebbe portare ad un prolungamento degli scontri nel tempo, influenzando negativamente le performance riproduttive.

Data l'importanza di trovare metodi che riducano le aggressioni derivanti dal mescolamento di gruppi di scrofe sconosciute e la scarsità di lavori che hanno studiato l'effetto degli arricchimenti ambientali sul benessere delle scrofe, un ulteriore studio di campo ha valutato l'effetto della fornitura di paglia in rastrelliere e di corde di manila sul comportamento aggressivo dopo il mescolamento. Lo studio è stato condotto nella stessa azienda della seconda prova, un allevamento commerciale da 2000 scrofe a Co. Cork, Irlanda.

Sono stati confrontati due tipi di box: i "Box CONTROLLO" dove 20 scrofe per banda sono state trasferite in un box di gruppo con pavimento fessurato e poste singole di alimentazione; e i "Box MIGLIORATI", dove un totale di 20 scrofe per replica sono state trasferite in box simili, ma in cui il pavimento all’interno delle poste di alimentazione era coperto da tappeti di gomma. Inoltre, all'interno di ogni posta di alimentazione erano sospese delle corde di fibra naturale. Al centro dell'area comune, erano presenti due blocchi di legno su catene e due catene semplici e una rastrelliera a torre per la paglia, fornendo un ambiente significativamente più stimolante. I comportamenti aggressivi sono stati monitorati subito dopo (T0), 24 ore (T1) e 3 settimane (T21) dopo l’imbrancamento. Complessivamente, le scrofe dei box CONTROLLO hanno messo in atto un maggior numero di comportamenti di lotta rispetto alle scrofe nei box MIGLIORATI (P < 0,001). Tuttavia, entro il tempo questa differenza era significativa solo a T21 (P < 0,001), suggerendo un effetto più duraturo degli arricchimenti.

Scrofe in box di gruppo con arricchimenti ambientali (paglia e corde)

Per ridurre gli effetti dannosi del comportamento aggressivo, arricchimenti ambientali ottimali, come la paglia e le corde naturali, sembrano avere un effetto ridotto il giorno dell'imbrancamento, quando le scrofe devono stabilire la gerarchia di dominanza. Infatti, data l'importanza evolutiva della gerarchia di dominanza per mantenere la stabilità del gruppo, non sorprende che essa abbia la precedenza su altre attività di minor valore, come, in questo caso, interagire con i materiali di arricchimento o mangiare la paglia. Tuttavia, è importante notare che 21 giorni dopo l’imbrancamento si sono verificate più lotte nei box CONTROLLO rispetto a quelli MIGLIORATI, indicando che gli arricchimenti svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della calma del gruppo a lungo termine. Inoltre è stato analizzato il ruolo svolto dallo spessore del grasso dorsale e dall'ordine di parto sulla manifestazione dei comportamenti aggressivi, rivelando un effetto significativo solo sui comportamenti aggressivi proattivi, che sono stati messi in atto più frequentemente dalle scrofe con uno spessore di grasso dorsale inferiore rispetto alla media. Questo suggerisce che le scrofe con minori riserve corporee potrebbero essere più motivate a competere per le risorse, manifestando una maggiore aggressività iniziale.

I risultati complessivi del Trial 1 e Trial 2 suggeriscono che è possibile ridurre il tempo in cui le scrofe sono confinate dal punto di vista motorio e sociale nelle gabbie gestazione senza influire negativamente sul loro benessere e sulle dimensioni della nidiata, raggruppandole immediatamente dopo la fecondazione in sistemi di gruppo con alimentazione a terra o con poste di alimentazione individuale. La progettazione delle strutture per le scrofe durante la gestazione è cruciale per garantire il loro benessere e buoni risultati riproduttivi. La scelta tra postazioni individuali e box collettivi dipende dagli obiettivi specifici dell'allevamento: le postazioni individuali forniscono uno spazio personale per ogni scrofa, permettendo un facile monitoraggio e prevenendo aggressioni in determinati periodi, mentre i box collettivi permettono alle scrofe di muoversi liberamente e interagire socialmente, promuovendo comportamenti più naturali. Un pavimento solido con lettiera fornisce comfort e riduce il rischio di lesioni, migliorando ulteriormente il benessere. È fondamentale garantire che tutte le scrofe abbiano accesso al mangime e all'acqua per ridurre la competizione, aspetto che può essere efficacemente gestito con sistemi di alimentazione intelligenti. L'utilizzo di telecamere e sensori per monitorare le scrofe senza disturbare continuamente il loro ambiente, attraverso un sistema di sorveglianza, aiuta a rilevare tempestivamente eventuali problemi di salute o comportamento, consentendo interventi mirati e tempestivi.

Sistemi di Alimentazione Automatizzati: Verso una Gestione Individualizzata in Gruppo

La gestione dell'alimentazione delle scrofe in gruppo rappresenta una delle maggiori sfide nell'allevamento moderno. Il sistema “alimentazione su richiesta” permette di allevare scrofe in gruppi, alimentandole individualmente, risolvendo molte delle problematiche legate alla competizione e all'eterogeneità di sviluppo. L’allevamento delle scrofe in gruppo, se ben organizzato, offre sicuramente notevoli vantaggi all’animale, tra cui: la disponibilità di usufruire di maggior spazio per l’attività motoria, che unitamente ad una distribuzione individuale della razione alimentare bilanciata sulle esigenze della singola scrofa, consente uno sviluppo più omogeneo degli animali, con ripercussioni positive sulla nidiata.

Chiunque allevi scrofe lo sa: la stabulazione di gruppo offre vantaggi, ma anche sfide - soprattutto nella fase di alimentazione. Alcune scrofe mangiano più rapidamente, altre più lentamente. Alcune hanno bisogno di più mangime, altre di meno. Queste differenze individuali possono portare a competizione, stress e sviluppo disomogeneo del gruppo. Il nuovo opuscolo su CallBackpro illustra come risolvere questa problematica attraverso un sistema di alimentazione elettronica per scrofe, che unisce tecnologia e know-how pratico per una gestione ottimale.

Sistema di alimentazione automatizzato per allevamenti | Eliopig

Un componente fondamentale del sistema è rappresentato dalle stazioni a libero accesso: garantiscono che ciascuna scrofa possa mangiare senza essere disturbata, impedendo alle altre di accedere alla mangiatoia. Il principio di funzionamento è semplice quanto efficace: ogni scrofa è identificata tramite un transponder RFID, che porta al collo o all'orecchio. All’ingresso nella stazione, il sistema verifica il diritto all’alimentazione dell’animale. Se la scrofa ha diritto a ricevere il mangime, la tramoggia eroga porzioni individuali nella mangiatoia, calibrate sulle sue specifiche esigenze nutrizionali. Durante questa fase, la porta posteriore della stazione rimane chiusa, eliminando di fatto spinte e competizione alimentare.

Gli animali apprendono rapidamente il chiaro processo dietro questo metodo, adattandosi con facilità al sistema. Fino a 20 scrofe possono condividere una singola stazione, ottimizzando lo spazio e l'investimento. Per numeri superiori è sufficiente installare ulteriori stazioni, garantendo flessibilità e scalabilità. Anche l’adeguamento di strutture già esistenti non presenta difficoltà, rendendo l'adozione di questa tecnologia accessibile a un'ampia gamma di allevamenti. Il controller 510pro con touchscreen può essere montato in modo flessibile nel corridoio o nell'ufficio, proteggendo i componenti sensibili dalle condizioni difficili presenti nella stalla e permettendo un controllo remoto. Il depliant riassume i principali vantaggi della stabulazione collettiva gestita da questi sistemi: ogni scrofa viene alimentata individualmente in base alle sue esigenze, promuovendo un benessere superiore e risultati riproduttivi migliori. Il sistema è gestito tramite il controller 510pro, sia in stalla che comodamente dall’ufficio, offrendo praticità e controllo. Grazie a BigFarmNet e all’app MySow, l’allevatore può monitorare le scrofe anche mentre è in viaggio, mantenendo sempre il controllo sulla gestione dell'allevamento. È possibile aggiungere optional come marcatura a colori, rilevamento dei calori o dosaggio idrico, aumentando ulteriormente l'efficienza e la precisione della gestione. Tutto ciò si traduce in un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il risultato finale è un sistema di gestione delle scrofe che rende l’alimentazione più serena per gli animali e garantisce all’allevatore la certezza che ogni scrofa riceva esattamente ciò di cui ha bisogno. Sistemi come quelli offerti da Gong, che dispongono di vari sistemi di alimentazione (liquida o a secco), dimostrano come si possa garantire un’alimentazione il più possibile individuale, migliorando lo status corporale di ogni singola scrofa.

La Scienza della Nutrizione in Gravidanza: Fabbisogni Specifici e Alimentazione Multifase

L'obiettivo della produzione suinicola moderna è massimizzare la quantità e la qualità della carne suina prodotta per scrofa per anno - in tutta la sua vita - ad un costo minimo. Il primo passo essenziale per raggiungere questo obiettivo è garantire che la scrofa partorisca un numero adeguato di suini per figliata, per anno per tutta la sua carriera produttiva. Questo risultato è strettamente legato a una gestione nutrizionale precisa e adattata alle diverse fasi della gestazione.

In genere la quantità di alimento somministrato alle scrofe durante la gestazione è fondata sulle necessità energetiche ed il contenuto energetico della dieta. Ad esempio, per un fabbisogno di circa 30 MJ EM/giorno, una formulazione con 12,5 MJ EM/kg richiede un'assunzione di 2,5 kg di alimento al giorno. In termini di aminoacidi, la lisina è l'aminoacido più limitante e può essere calcolato nella dieta se si conoscono i fabbisogni e la quantità di alimento somministrato (15 g di lisina DIS, digeribilità ileale standardizzata, al giorno in 2,5 kg di alimento implica una formulazione con 6 g di lisina DIS/kg). Tuttavia, le priorità e le necessità nutrizionali cambiano radicalmente durante la gestazione e questo ha un'influenza significativa sulla quantità e sulla composizione dell'alimento somministrato.

Durante la gravidanza, le scrofe vengono alimentate in modo limitato a seguito di una curva di alimentazione che può avere forme diverse. In pratica, per la stessa assunzione totale di mangime nella gestazione complessiva, ci sono allevamenti che usano una curva piatta o quasi piatta (le scrofe ricevono la stessa quantità di mangime ogni giorno) mentre altre usano una curva classica con un livello elevato durante le prime settimane, si riduce considerevolmente nella parte centrale, per aumentare nuovamente nell'ultimo mese. La quantità complessiva di mangime da somministrare e il tipo di curva dipenderanno da diversi fattori, tra cui la linea genetica della scrofa, il tasso di crescita della giovane scrofa o la quantità di riserve da recuperare della scrofa adulta, nonché dalla struttura della gestazione e dalla logistica utilizzata per comporre gruppi di scrofe dopo il primo mese di gestazione. La letteratura consultata suggerisce che in condizioni normali la quantità totale di mangime somministrato durante l'intero periodo è più importante della forma della curva utilizzata, sebbene una gestione più raffinata possa apportare benefici aggiuntivi.

Curva di alimentazione multifase per scrofe in gestazione

L'alimentazione multifase è un approccio che tiene conto di queste variazioni:

  • In fase iniziale di gestazione (giorno 1-28): l'obiettivo è assicurare il numero massimo di embrioni di qualità, così come recuperare le riserve corporali delle scrofe perse durante la lattazione precedente. Nelle scrofe che abbiano perso molto peso può essere benefico aumentare la quantità di alimento da somministrare. Questo serve per raggiungere e mantenere un corretto stato metabolico ed endocrino, vitali per lo sviluppo e la sopravvivenza embrionale e fetale. Per esempio, Hoving et al. (2011) hanno dimostrato che all'aumentare l'alimentazione da 2,5 a 3,25 kg/giorno in scrofe magre, aumentava la prolificità da 13,2 a 15,2 suinetti per parto, evidenziando l'importanza di un'adeguata condizione corporea iniziale.
  • A metà gestazione (giorni 29-84): esiste un aumento dei fabbisogni energetici di 2-3 MJ/giorno per le necessità energetiche che si ottengono con un aumento di 0,15-0,20 kg/giorno di alimento somministrato. Questa fase è cruciale per la crescita fetale e lo sviluppo placentare.
  • In fase finale di gestazione (giorno 85-115): quando si produce un maggior accrescimento fetale e mammario, esiste un aumento significativo dei fabbisogni nutrizionali della scrofa, e normalmente, si aumenta la quantità di 0,5 kg/giorno o più, dipendendo dalla condizione corporale della scrofa e dalle condizioni ambientali. L'incremento ponderale della nidiata e lo sviluppo della ghiandola mammaria richiedono un apporto nutrizionale elevato e specifico. È ovvio l'aumento dei fabbisogni secondo la fase di gestazione.

Se si conoscono le necessità in lisina degli animali, si possono calcolare i fabbisogni degli altri aminoacidi essenziali in base al principio della "proteina ideale". Anticamente si presupponeva che questa proporzione rimanesse costante durante la gestazione, ma la maggior parte della stima dei fabbisogni di aminoacidi attuali si basano su modelli e dimostrano che i fabbisogni non solo cambiano con le fasi di gestazione, ma anche secondo il numero di parti della scrofa. Per esempio, in relazione alla lisina, esistono grandi differenze nel bilanciamento - specialmente per la treonina, triptofano e metionina+cistina. Questo si deve al fatto che all'inizio e a metà gestazione, la principale necessità è il mantenimento e l'incremento proteico da parte della madre, mentre alla fine della gravidanza può essere necessario un bilanciamento degli aminoacidi dovuto all'accrescimento mammario ed allo sviluppo fetale, che hanno profili aminoacidici diversi.

Recentemente sono state studiate queste variazioni nel bilanciamento degli aminoacidi: il professore Ron Ball e i suoi colleghi dell'Università di Alberta, Canada, hanno dimostrato che, per le scrofe a fine gravidanza, il primo aminoacido limitante può essere la treonina al posto della lisina, un'osservazione che rivoluziona le formulazioni tradizionali. Attualmente si sta valutando il ruolo di altri aminoacidi per ottimizzare ulteriormente le diete.

I fabbisogni nutrizionali della scrofa variano durante la gestazione e la somministrazione di alimento deve tener conto di questi fabbisogni: da qui la necessità di alimentazione per fasi. In termini di energia, una sola dieta strategica può essere sufficiente (con un contenuto di 12,5 MJ EM/kg), aumentando i livelli dal giorno 85 di gestazione. L'utilizzo di differenti diete, formulate per le diverse fasi, può essere reso possibile mediante una stazione di alimentazione per scrofe computerizzata. In alternativa, si può somministrare una dieta base di gestazione ed aggiungere un supplemento specifico a partire dal giorno 84 di gestazione. La domanda continua ad essere se questa strategia condurrà a miglioramenti significativi sul comportamento riproduttivo della scrofa e sulla qualità dei suinetti, e se questi benefici siano economicamente redditizi per l'allevatore.

L'Influenza del Momento dell'Alimentazione sulle Performance Riproduttive

Oltre alla quantità e alla composizione del mangime, anche l'orario di somministrazione può giocare un ruolo inatteso sulle prestazioni delle scrofe. D'altra parte, l'alimentazione una volta al giorno all'inizio della giornata fa mangiare e mantenere la calma delle scrofe, un aspetto particolarmente rilevante in contesti di gruppo. Una ricerca condotta da Hayford M. et al. nel 2019 ha esplorato l'effetto di diversi orari di alimentazione sulle performance della scrofa.

Lo studio ha coinvolto 174 scrofe [Landrace × Large White, Topigs USA; con 3,81 ± 0,16 parti; peso vivo iniziale = 211,57 ± 3,34 kg; grasso dorsale 13,70 ± 0,42 mm], raggruppate per parità e data di parto, e pareggiate rispetto al peso vivo (PV). Sono state assegnate casualmente a 1 di 3 trattamenti in un disegno a blocchi completo randomizzato. I trattamenti includevano una dieta a base di farina di mais e soia fornita una volta al giorno in tre orari diversi: alle 07:30 (controllo, T1), alle 11:30 (T2) o alle 15:30 h (T3), mantenendo la quantità giornaliera a 1,25 volte l'energia di mantenimento [100 × (PV)0,75] kcal EM / d. Le scrofe hanno ricevuto quantità crescenti di energia metabolizzabile (EM): 6.758 kcal EM / d durante i giorni 30-60, 7.434 kcal EM / d durante i giorni 61-90 e 8.110 kcal EM / d durante i giorni 91-109 di gestazione. La dieta di gestazione è stata formulata per contenere 3.379 kcal di EM / kg, 0,70% Ca, 0,61% del totale P, 0,58% Lys DIE, 0,26% Met DIE, 0,45% Thr DIE, 0,12% Trp DIE e 0,48% Met + Cys DIE, assicurando un profilo nutrizionale standard.

I risultati hanno mostrato pochi significati statistici: in effetti il ​​tempo di offerta del mangime non ha modificato l'evoluzione del PV delle scrofe (p> 0,8) durante la sperimentazione. Allo stesso modo, l'alimentazione quotidiana delle scrofe alle 11:30 non ha modificato l'incremento di grasso dorsale o le prestazioni riproduttive in relazione alle scrofe di controllo (P> 0,10).

Tuttavia, sono emerse differenze interessanti per il gruppo alimentato nel pomeriggio. Tra 30 e 109 giorni di gestazione, le scrofe alimentate nel pomeriggio (15:30) hanno ulteriormente aumentato lo SGD (spessore del grasso dorsale), con un incremento di 3,69 mm contro 2,12 mm (p <0,04) rispetto alle scrofe che hanno mangiato di buon mattino. Hanno anche perso più SGD durante la lattazione (-0,70 contro 0,17, p = 0,17). Inoltre, quelle alimentate nel pomeriggio hanno dato alla luce un altro suinetto vivo (13,00 vs 12,02, p = 0,25) e, a partire dallo stesso numero di suinetti a 24 ore dopo il parto, hanno svezzato mezzo suinetto in più (10,87 vs 10,33, p = 0,09) con lo stesso peso vivo medio del suinetto svezzato (5,99 contro 6,00, p = 0,90). Gli autori attribuiscono le più alte riserve di grasso (SGD) a un livello più elevato di trigliceridi circolanti nel plasma osservati nell'uomo che consumano gran parte della loro razione durante il pomeriggio-sera, suggerendo un'ottimizzazione del metabolismo lipidico. I risultati mostrano apparentemente che una semplice misura di gestione come l'offerta di mangime nel pomeriggio alle scrofe in gravidanza può migliorare le prestazioni produttive della mandria.

Tuttavia, poiché in questo test le scrofe sono state mantenute in gabbie individuali durante tutta la gravidanza, i risultati non sono estrapolabili direttamente alle condizioni commerciali in cui le scrofe sono tenute in gruppi a partire dal primo mese. In effetti, con le scrofe in gruppo, il tempo di alimentarsi può generare un elevato stress potenziale, specialmente quando sono razionate. D'altra parte, con i sistemi di alimentazione con sistemi automatizzati, l'accesso all'alimentazione può essere praticamente durante tutto il giorno. Offrire la possibilità di alimentarsi nelle ore più tranquille della giornata, offre alle scrofe più vulnerabili la possibilità di accedere al mangime quando le altre riposano, minimizzando la competizione e lo stress.

L'Evoluzione Genetica e la Progettazione Delle Strutture: Implicazioni per il Futuro

L’alimentazione delle scrofe e delle scrofette deve essere adeguata in ogni fase del ciclo produttivo, ma le sfide si sono intensificate con l'evoluzione genetica. Questo cambio di marcia è addirittura ancora più evidente nei riproduttori: abbiamo assistito a un netto aumento della prolificità delle scrofe contemporaneamente a un dimagramento della loro carcassa, una magrezza che aumenta di pari passo con la prolificità. Se da un lato l'aumento del numero di suinetti è desiderabile, dall'altro la diminuzione delle riserve corporee della scrofa può portare a una serie di problemi.

Suinetto neonato e scrofa

La ricaduta di tutto ciò non si limita solamente alle difficoltà di un suinetto sottopeso nella ingestione del colostro (basilare) e nell’accesso alla mammella, ma dobbiamo considerare che 100 grammi di peso in meno alla nascita significano 760 grammi di peso inferiore a 70 giorni di vita e 40 grammi al giorno in meno nella fase di ingrasso fino a 110 kg. Questo ha un impatto diretto sull'efficienza produttiva e sulla redditività dell'allevamento.

Tornando ai riproduttori, la categoria che più soffre di questa rivoluzione genetica è quella delle scrofette: se prendiamo in considerazione la loro vita produttiva si evince da alcuni lavori che difficilmente il 50% di esse supera i tre parti (un danno economico imponente!), e che il 35% di questa riforma è legata a problemi di fertilità. Questo sottolinea la necessità di strategie di gestione e nutrizione ancora più mirate per garantire la longevità produttiva delle scrofette.

Per mantenere questi presupposti e sostenere la prolificità senza compromettere la salute e la longevità delle scrofe, si dovrebbe dividere la fase gestazione in almeno tre periodi con due mangimi differenti, cosa abbastanza improbabile per lo standard del medio allevamento italiano, ma che sistemi automatizzati possono rendere realizzabile. Dopo gli 80 giorni, in base alle genetiche, è consigliabile aumentare gradatamente l'apporto di mangime fino a una settimana pre parto per poi limitare l’ingestione abbassando fino a 2,7 kg. È importante sottolineare che questa è una fase particolarmente delicata per cui la dose sarà calcolata in base a diversi indici quali il peso medio alla nascita e lo stato di ingrassamento delle scrofe, per evitare eccessi o carenze che potrebbero compromettere sia la scrofa che la nidiata. Infine, l'evento del parto stesso rappresenta il culmine di questo ciclo, richiedendo un supporto nutrizionale e gestionale adeguato per massimizzare la sopravvivenza e la vitalità dei suinetti.

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