L’emozione di una nuova nascita in arrivo è sempre tanta per i futuri genitori, tanto da volerla condividere con tutti: famigliari, amici, colleghi, sconosciuti. Una parte importante del periodo della gravidanza, per la coppia, è caratterizzato dal momento della scoperta del sesso del bambino: alcuni non lo vogliono sapere e altri organizzano baby shower in stile a stelle e strisce per annunciare se sarà un maschietto o una femminuccia a deliziare la loro casa. Tuttavia, al di là dei festeggiamenti ricchi di dettagli, esiste anche una tradizione più nostrana legata all’annuncio del sesso: dopo il parto, si appende sulla porta di casa un grosso fiocco, o coccarda, rosa o blu (secondo gli antichi standard di colore che sì, sono figli del patriarcato, ma che in questo caso non fanno del male a nessuno).

L'evoluzione del simbolo: dal Medio Oriente alla culla di casa
Ma perché lo facciamo? Per comunicare il sesso del nascituro, sulla porta di casa, accanto al lettino d’ospedale in cui il bebè riposa tranquillo dopo la nascita o dove i genitori preferiscono sfoggiare l'ingresso del bimbo nella loro famiglia, viene appeso tradizionalmente un fiocco, un prodotto che può essere preconfezionato o personalizzato dalla mano della mamma e/o del papà in maniera artigianale. Questo simbolo rappresenta la celebrazione della felicità dei neogenitori, che vogliono condividere la bellissima notizia con tutti i loro cari. La tradizione del fiocco, più o meno personalizzato, è nata in tempi antichi e la sua provenienza si stabilisce nei paesi orientali: in questi luoghi esotici il fiocco era un simbolo che rappresentava un amuleto protettivo utile a dare protezione presente e futura al bimbo, oltre che un messaggio di buon auspicio per la vita del piccolo.
Nonostante oggi si utilizzi per le nascite di entrambi i sessi, la protezione era maggiormente indirizzata verso i maschietti, poiché all’epoca la nascita di un figlio maschio era molto più ben vista rispetto a quella di una femmina: un bimba, infatti, non poteva rappresentare forza lavoro né tantomeno un erede “utile”. Fortunatamente ci siamo evoluti da allora, e questo simbolo di benevolenza si associa ad entrambi i sessi, indiscriminatamente. All’epoca della nascita di questo simbolo, si usava un fiocco esclusivamente blu, a rappresentare le forze del cielo che proteggono l’umanità e che la collegano al divino: non si annoverano altri colori, se non qualche variante di azzurro o celeste.
Significati ancestrali e il legame con il sacro
Al di là dell’origine, è la forma del fiocco stesso a raccontare tanto del significato di questa tradizione popolare. Il fiocco, con il suo intreccio, rappresentava l’unione di due anime, di due destini, due parti distinte che si incontrano e legano in un prof