La figura di Son Goku non è soltanto il fulcro attorno al quale ruota l'intero universo di Dragon Ball, ma rappresenta il punto di arrivo di una stratificazione culturale millenaria. Sebbene l'immaginario collettivo lo associ indissolubilmente all'estetica del manga di Akira Toriyama, le sue radici affondano nella letteratura classica cinese, in particolare nel romanzo Il viaggio in Occidente. La genesi del personaggio, descritta come un essere nato da un enorme uovo di pietra, funge da archetipo primordiale: una creatura non generata per via biologica convenzionale, ma forgiata dagli elementi stessi, una nascita che preannuncia una forza sovrumana e una natura indomabile.

Il Re delle Scimmie: L'archetipo taoista
Nel racconto classico, Son Goku è un astuto quanto borioso scimmiotto dalla forza sovrumana e dagli imprevedibili poteri magici, la cui arroganza non conosce davvero precedenti, tanto che nemmeno l'Imperatore Celeste riesce a porgli un freno. Dopo aver trovato Puti Zhushi (Subhūti, uno dei dieci principali discepoli del Buddha storico), la scimmia apprende le pratiche taoiste, inclusa la via dell’immortalità, la capacità di effettuare 72 trasformazioni e quella di controllare i 5 elementi.
Armato di un potente bastone che può cambiare dimensioni a suo piacimento (il Ruyi Bang o Nyoibo, con cui nell’antichità le divinità crearono la Via Lattea) e “in sella” a una Nuvola d’Oro volante, il protagonista viene sfidato in duello da spiriti e divinità di tutto il creato. La sua scalata al potere lo porta a scontrarsi con il Cielo stesso, arrivando a consumare le Pesche dell’Immortalità e le Pillole dell’Immortalità. La sua ribellione culmina in una devastazione tale da richiedere l'intervento del Grande Budda, che solo grazie alla sua infinita saggezza riesce a rinchiuderlo in una grotta perché mediti sul suo comportamento.
Il legame tra leggenda e modernità
Il viaggio narrato nel leggendario romanzo cinese pare essere ispirato al pellegrinaggio del monaco Tsuang Hsuan, che nel settimo secolo andò dalla Cina all'India per recuperare i testi delle scritture buddiste. In questo contesto, Son Goku non è solo: Sanzo Hoshi, che libera lo scimmiotto a patto che lo accompagni in un viaggio verso Occidente, lo guida attraverso un percorso di redenzione. Per garantire che Son Goku non tenti la fuga, il monaco gli cinge il capo con un cerchietto d’oro capace di inibirgli i poteri fino a renderlo docile e servile, provocandogli dolore ogni qual volta viene recitato un sutra.
Questa narrazione ha influenzato profondamente la cultura pop globale. Oltre all'opera di Akira Toriyama, troviamo il Saiyuki di Kazuya Minekura, che rende i protagonisti più accattivanti e smaliziati, la versione fantascientifica Starzinger di Leiji Matsumoto e il divertentissimo The Monkey di Osamu Tezuka. La figura del "bambino, figlio dei fiumi" (Kappa) e altre creature celesti, come il maiale trasformista Cho Hakkai e il demone acquatico Sha Gojo, si intrecciano in una mitologia che mescola umano, animale e divino.
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L'evoluzione del Kakaroth di Toriyama
Passando dal mito all'anime, Son Goku, nato Kakaroth, mantiene il legame con l'identità scimmiesca, ma viene reinterpretato in una chiave fantascientifica. Nato nell'anno 737 sul Pianeta Vegeta, egli fu inviato sul Pianeta Terra dai Saiyan poco dopo esser nato, con la missione di distruggerne gli abitanti e conquistare il pianeta. La sua missione viene tuttavia deviata dal caso: cadendo in un burrone e battendo violentemente la testa da bambino, perse la memoria, diventando il protettore del pianeta.
La dualità di Goku è evidente: appartiene al popolo guerriero dei Saiyan, ma la sua educazione terrestre lo rende un individuo gentile, buono ed onesto. La sua potenza deriva soprattutto dal fatto di voler proteggere a tutti i costi le persone a lui care. A differenza del Re Scimmia mitologico, il Son Goku di Toriyama vive un'evoluzione morale costante, imparando il valore della pietà. Celebre è il confronto con personaggi come Vegeta o Freezer, il tiranno galattico appartenente alla razza dei Changeling, il cui concept è un totale mistero, essendo discendente di Chilled e incarnazione della spietatezza pura.
Parallelismi tra entità aliene e mostri leggendari
L'universo delle creature che popolano l'immaginario legato a Goku e ai suoi compagni è vastissimo e strizza l'occhio ad altre figure mitiche. Pensiamo al Diavolo del Jersey, creatura semi-umana delle leggende locali, o al Mostro della Laguna Nera, il Gill-Man, anfibio dotato di una capacità di guarigione da ferite altrimenti mortali. Queste figure, pur nella loro diversità, condividono con la stirpe dei Saiyan o con demoni come Bhainsasura - il demone bufalo d’acqua antropomorfo che schiaccia i raccolti - una natura che sfida le leggi naturali del nostro mondo.

Analisi delle dinamiche di potere e controllo
È interessante notare come il tema del controllo attraversi tutte queste narrazioni. Dal cerchietto d'oro di Sanzang che inibisce i poteri di Goku, alle parabole satellitari degli alieni che manipolano le menti umane, il conflitto tra libertà individuale e sottomissione a un potere superiore è centrale. Anche Freezer, vero imperatore del pianeta Vegeta, manovrava tutti i saiyan esistenti, usando il terrore come strumento di gestione.
La natura "aliena" di queste entità si confonde spesso con il divino. Gli alieni nordici o pleiadiani, descritti come umanoidi indistinguibili dagli umani, si contrappongono a creature come gli Sfavillotti, teneri piccoli di stella, in un gioco di ruoli dove la provenienza geografica - una galassia lontana lontana - perde importanza rispetto alla moralità dell'individuo. La stessa figura del bufalo in Italia, introdotta secondo alcuni in epoca longobarda e divenuta pilastro economico delle zone paludose, riflette come la realtà possa fondersi con il mito, rendendo il "mostruoso" un elemento necessario per l'equilibrio del territorio.
Il peso della genetica e del destino
Mentre il Son Goku scimmiesco cercava di cancellare il proprio nome dal libro dei morti per ottenere l'immortalità, il Kakaroth di Dragon Ball si trova ad affrontare la propria eredità genetica. Nonostante inizialmente Son Goku non approvi affatto di essere nato da una stirpe di guerrieri rozzi e malvagi, durante la Saga di Freezer decide di vendicare Vegeta e la sua razza. La sua trasformazione in Super Saiyan, che in Dragon Ball GT porta alla forma di Super Saiyan 4 con la comparsa di pelo rosso e un aspetto più selvaggio, rappresenta il ricongiungimento definitivo tra la natura primordiale della scimmia e il potere divino raggiunto attraverso l'allenamento.
La paura di Son Goku verso Chichi, la moglie che viene scherzosamente definita l'essere più forte dell'Universo, aggiunge un tocco di umanità che rende questo eroe mitico vicino al pubblico. Egli non è un dio distante, ma un combattente che teme le punture e gli aghi, che deve mangiare enormi quantità di cibo per mantenere la sua forza, e che è capace di atti di estrema dolcezza pur amando follemente il combattimento. Questa sintesi tra l'invincibile "Vittorioso Buddha Combattente" e il ragazzo nato da una pietra, che impara a diventare umano, resta uno dei pilastri fondamentali della narrativa epica contemporanea.