Il russamento nei più piccoli non è sempre un fenomeno innocuo, soprattutto se persistente e associato ad altri sintomi. Se il tuo bambino di tre anni russa tutte le notti e fatica molto a respirare, è naturale provare preoccupazione. Tuttavia, è bene distinguere: se il russamento nei bambini è un fenomeno sporadico che non altera il sonno (se lo si nota 1-2 volte a settimana) non bisogna preoccuparsi. Alle volte può bastare anche un lieve raffreddore o una posizione poco adeguata. Se capita ogni tanto, non c’è nulla di preoccupante.
Tuttavia, quando il fenomeno diventa abituale, è importante non sottovalutarlo. La buona notizia è che esistono diverse soluzioni per combattere il problema. Una volta capito questo, se si hanno dei sospetti vale la pena di parlarne con un professionista, medico, psicologo, pediatra esperto in problematiche cliniche legate al sonno.

Che cos'è la sindrome dell'apnea ostruttiva nel sonno (OSAS)
Per sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno (OSAS: obstructive sleep apnea syndrome), che può interessare sia bambini sia adulti, si intende un disturbo della normale frequenza respiratoria che prevede l'arresto del respiro che superi i 10 secondi. Il russamento è un suono profondo emesso durante il sonno. È dovuto alla vibrazione dei tessuti molli delle vie respiratorie superiori e si verifica nei casi in cui l’aria incontra degli ostacoli al suo passaggio.
Il russamento nei bambini, proprio come quello degli adulti, può essere un rumore lieve e intermittente o un suono più forte e persistente. Si stima che l’OSAS colpisca tra l’1% e il 5% dei bambini e delle bambine, con un’incidenza maggiore tra i 2 e i 6 anni, ossia l’età in cui maggiore è il volume delle adenoidi e delle tonsille. I più colpiti, in una percentuale del 2-6%, sono i bambini di età compresa tra i due e i cinque anni.
Le cause principali del russamento pediatrico
Le strutture anatomiche coinvolte nel russamento dei bambini (roncopatia pediatrica è la definizione medica) sono principalmente le tonsille palatine e le adenoidi. Questi organi, situati rispettivamente nella gola e dietro il palato, svolgono un’importante funzione di difesa dalle infezioni, ma nei bambini possono ingrossarsi e causare problemi respiratori.
Nei bambini altrimenti sani, ovvero privi di comorbidità come malformazioni cranio-facciali o sindromi genetiche, la causa principale dei disturbi del respiro nel sonno è rappresentata da ipertrofia di adenoidi e tonsille. Questo ingrossamento può essere una caratteristica costituzionale, oppure essere causato da una grande sollecitazione da parte dell’ambiente esterno che porta a infiammazione pressoché costante e aumento di volume del tessuto linfatico.
Tra le principali cause della roncopatia e dell’OSAS nei bambini troviamo:
- Ipertrofia adeno-tonsillare (ingrossamento delle adenoidi e/o delle tonsille).
- Problemi del palato (es. palato stretto).
- Deviazione del setto nasale o ipertrofia dei turbinati.
- Sovrappeso: l’eccesso di peso anche nei bambini può contribuire al russamento.
- Malformazioni cranio-facciali e malattie neuromuscolari.
- Infezioni delle vie respiratorie superiori, come raffreddori, sinusiti e tonsilliti che possono causare un’aumentata produzione di muco.
Durante il sonno, la naturale riduzione del tono muscolare può aggravare la situazione, riducendo ulteriormente il passaggio dell’aria.

Campanelli di allarme e osservazione domestica
Il primo passo per capire se tuo figlio può soffrire di disturbi respiratori nel sonno è l’osservazione. Bisogna prestare attenzione a vari segnali: se russa e in che posizione, se sembra agitato, se mentre dorme si mette il dito in bocca o parla. Il bambino durante il sonno, oltre che russare, potrebbe muoversi nel letto in modo concitato cercando di trovare una posizione comoda che gli concili il sonno. Questa agitazione notturna, spesso, però, potrebbe essere legata a patologie stagionali che determinano la produzione di muco.
I genitori, molto preoccupati per le difficoltà respiratorie dei figli, e stanchi per la loro iperattività, tendono a documentare i comportamenti notturni dei loro bambini con brevi filmati che poi mostrano a noi specialisti. Il russamento è importante, lo sforzo respiratorio è notevole e le pause di respiro numerose e durature.
Conseguenze sullo sviluppo del bambino
Durante il riposo notturno, l’organismo produce ormoni fondamentali per la crescita, come il GH (Growth Hormone), e consolida le informazioni apprese durante la giornata. Pertanto garantire un buon sonno è cruciale nello sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo dei bambini. Una qualità del sonno compromessa è associata a un aumento del rischio di disturbi comportamentali, difficoltà di apprendimento e obesità infantile.
A differenza degli adulti, che presentano sonnolenza diurna, i bambini manifestano irrequietezza comportamentale: sono iperattivi, capricciosi e incapaci di mantenere a lungo la concentrazione. Spesso sono inappetenti e presentano difficoltà alla deglutizione per l’ipertrofia tonsillare. Inoltre, presentano ridotta produzione di ormone della crescita, secreto dall’organismo nelle fasi di sonno profondo, presenti nell’architettura normale del sonno, ma sconvolte nel paziente apnoico dai frequenti risvegli. La respirazione orale prolungata può anche influenzare lo sviluppo del viso e della dentatura, rendendo necessario, a lungo termine, l’intervento di specialisti come logopedisti e odontoiatri.
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Iter diagnostico: come capire se è OSAS
Se si riscontra un russamento nei bambini di stampo patologico è fondamentale contattare il proprio pediatra. L’esame più semplice da effettuare per capire l’entità del disturbo respiratorio è la pulsossimetria notturna, che può essere svolto anche a casa. Tramite un saturimetro applicato tutta la notte sul dito del paziente, vengono rilevate sia le pulsazioni del cuore, sia l’ossigenazione del sangue.
Uno degli indici di gravità della condizione patologica è rappresentato dall’AHI (Apnea Hypopnea Index), ovvero quante volte, in un’ora di sonno, la saturazione di ossigeno nel sangue scende oltre i quattro punti percentuali. Nei bambini anche un valore nettamente minore, pari o superiore a due, purché non occasionale, può assumere significato patologico.
In Clinica Marchetti è possibile sottoporsi ad una visita specialistica con un medico esperto di OSAS, durante la quale lo specialista può effettuare esami strumentali come la pulsossimetria tramite saturimetro o la polisonnografia per tracciare molteplici parametri durante la respirazione notturna. In alternativa, si potrebbe richiedere l’intervento di un otorinolaringoiatra che ispezionerà naso, gola e orecchie per vedere se sono presenti delle ostruzioni.
I rimedi utili contro le apnee notturne
La gestione del russamento nei bambini dipende dalla causa che lo ha provocato. Le soluzioni a russamento e apnee notturne nei bambini sono diverse a seconda delle situazioni, dalla più semplice, come l’uso di spray nasali, fino alle più complesse, ma sempre risolutive, come un piccolo intervento chirurgico, passando da soluzioni intermedie come “bite” o simili.
Nel caso in cui le tonsille siano troppo voluminose, ma strutturalmente sane, si ricorre sempre più frequentemente a un intervento meno invasivo e non doloroso per il piccolo paziente, rappresentato dalla riduzione del loro volume mediante l’utilizzo di radiofrequenze.
Per quanto riguarda le strategie di igiene del sonno, qualora non si riscontrino alterazioni patologiche, è importante impostare una routine:
- Stabilire un orario per coricarsi e svegliarsi tutti i giorni, compreso il fine settimana.
- Limitare l’uso dei dispositivi elettronici che producono luce blu soprattutto nelle ore precedenti al riposo notturno.
- Assicurarsi che la camera da letto del bambino sia stata arieggiata durante il giorno e si trovi a temperatura non troppo alta, compresa tra i 16 e i 20°C, e sia molto silenziosa.
- Applicare terapie comportamentali da effettuare qualora il bambino tenda a dormire con la bocca aperta, con esercizi che possono rieducare alla respirazione nasale.
Investire nei giusti prodotti per il sonno dei bambini non significa solo garantire il loro riposo, ma anche favorire uno sviluppo armonioso e prevenire possibili problematiche future. È fondamentale assicurarsi che rispettino gli standard di sicurezza internazionali.
