La Gestazione per Altri: Informazioni e Posizioni a Confronto

La gestazione per altri, comunemente nota come maternità surrogata o "utero in affitto", si configura come una complessa forma di procreazione assistita. In questo scenario, una donna, definita gestante per altri o madre surrogata, porta avanti una gravidanza per conto di una o più persone, le quali assumeranno successivamente la responsabilità genitoriale nei confronti del nascituro. Questa pratica, che solleva profonde questioni etiche, sociali e legali, è al centro di un dibattito acceso, specialmente in Italia, dove recenti sviluppi legislativi e dichiarazioni di figure istituzionali hanno ulteriormente alimentato la discussione.

Manifestazione contro la maternità surrogata

La Nuova Legge Italiana e il Ruolo del Medico

Il panorama legislativo italiano in materia di gestazione per altri ha subito una significativa evoluzione. Il Senato ha approvato in via definitiva una legge che mira a rendere la maternità surrogata un reato universale, estendendo la sua applicazione anche ai casi commessi all'estero da cittadini italiani. Questa mossa legislativa ha inevitabilmente innescato un confronto diretto tra la categoria medica e il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Eugenia Roccella.

Il Ministro Roccella ha esplicitamente dichiarato che "Un pubblico ufficiale, e anche il medico, è tenuto a segnalare i casi di sospetta violazione della legge sulla maternità surrogata alla Procura. E poi si vedrà". Questa indicazione ha suscitato una pronta reazione da parte della comunità medica. I presidenti della Federazione Sigo (Aogoi, Agui e Agite) hanno ribadito la loro posizione, affermando che "Il medico ha il dovere di curare. Che il medico sia esonerato dall’obbligo di denuncia nei confronti del proprio paziente lo si desume anche dal capoverso dell’articolo 365 del Codice penale che esime il medico da tale obbligo quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale".

La risposta del Ministro Roccella a queste osservazioni è stata articolata. Ha replicato, precisando che "È evidente che la cura ha sempre la priorità e che non è in discussione il rapporto fiduciario tra medico e paziente. Ma in questo caso chi ha commissionato, violando la legge, la maternità surrogata, non ha un problema di salute, visto che chi ha partorito e ha bisogno di cura è casomai la madre surrogata". Ha inoltre ricordato che una legge italiana, in vigore da vent'anni, punisce penalmente non solo chi pratica l'utero in affitto, ma anche chi lo "organizza e pubblicizza". Queste attività, ha sottolineato, spesso implicano "organizzazioni commerciali complesse che chiamano in causa diverse professionalità, incluse quelle mediche".

Le Argomentazioni del Ministro Roccella: Danno alle Donne e Annichilimento della Relazione Materna

Il Ministro Roccella ha espresso con forza le sue preoccupazioni riguardo ai danni intrinseci della maternità surrogata. Secondo la sua visione, la pratica "può fare un danno serio alle donne che si prestano per motivi di bisogno. Perché non c'è altro motivo al mondo per cui una donna possa fare questo". Questa affermazione sottolinea la convinzione che alla base della scelta di una donna di diventare gestante per altri vi sia quasi sempre una condizione di vulnerabilità economica o sociale.

Icona che rappresenta una donna che abbraccia un bambino

Un altro punto centrale della sua critica è quello che definisce l'"annichilimento del senso della relazione materna". Roccella sostiene che la maternità surrogata riduce la relazione tra madre e figlio a qualcosa di simile a un "prodotto, a qualcosa che si può ordinare sul mercato", riprendendo concetti espressi anche da Papa Francesco. Questa prospettiva pone l'accento sulla svalutazione dell'aspetto affettivo e relazionale della maternità, trasformandola in un mero servizio commerciale.

La Maternità Surrogata "Altruistica": Una Distinzione Cruciale

Il dibattito sulla gestazione per altri spesso include la discussione sulla possibilità di una sua forma "altruistica", ovvero non legata a compensi economici diretti. A questo proposito, il Ministro Roccella ha chiarito la sua posizione, distinguendo nettamente tra relazione affettiva e contratto. Citando un esempio personale legato all'educazione del padre, allevato da una zia senza figli, ha evidenziato come quel gesto fosse radicato nella "chiarezza dell’affettività e della relazione, non nella contrattualizzazione".

Al contrario, ha spiegato che "la cosiddetta surrogazione altruistica è comunque contrattualizzata, con passaggi di denaro, anche minimi, e quindi rientra nella logica di un sistema organizzato e commerciale. Si diventa genitori per contratto, non per relazione". Questa distinzione è fondamentale per Roccella, poiché tocca la dimensione etica e antropologica del tema, suggerendo che anche in assenza di un compenso esplicito, la natura contrattuale della pratica ne compromette l'essenza relazionale e umana.

L'Italia sulla Scena Internazionale: Una Battaglia Globale

L'Italia, sotto la guida del Ministro Roccella, sta assumendo un ruolo proattivo nella promozione di un divieto internazionale della maternità surrogata. Questo impegno si articola su più fronti diplomatici e internazionali.

Un momento chiave è stato l'incontro tenutosi presso l'Ambasciata italiana presso la Santa Sede, dove il Ministro Roccella ha dialogato con il Ministro degli Esteri Vaticano, monsignor Gallagher, e il Ministro degli Esteri italiano, Tajani. L'obiettivo dichiarato era "come rafforzare anche a livello internazionale la battaglia contro la maternità surrogata".

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Parallelamente, presso la Missione Italiana presso le Nazioni Unite, il Ministro Roccella ha presentato il sostegno ufficiale dell'Italia al rapporto della relatrice speciale ONU sulla violenza contro le donne, Reem Alsalem. Questo documento, per la prima volta, definisce la maternità surrogata come una forma di violenza di genere. Roccella ha sottolineato l'importanza di questo rapporto, dichiarando che esso "iscrive la maternità surrogata pienamente all’interno delle tematiche della violenza contro le donne e contro i bambini. È un primo passo verso il riconoscimento universale di questa pratica come violenza, e quindi verso il suo divieto internazionale”.

Il rapporto Alsalem propone alle Nazioni di vietare non solo il ricorso alla surrogazione, ma anche la sua organizzazione e propaganda, includendo le agenzie e le reti transnazionali che gestiscono contratti e trasferimenti di denaro. Secondo il Ministro, questa posizione "riprende l’impianto della legge 40 italiana", posizionando l'Italia come "modello di riferimento".

Il rapporto raccomanda inoltre di punire la surrogazione effettuata all'estero da cittadini di Paesi dove essa è vietata - pratica già sanzionata in Italia - e di evitare la registrazione automatica del secondo genitore nei casi di bambini nati tramite surrogazione. La tutela dei minori, in questi casi, sarebbe garantita tramite la procedura di adozione in casi particolari.

Roccella ha espresso la speranza di arrivare a una risoluzione dell'Assemblea Generale ONU per un riconoscimento ufficiale del divieto, paragonando questo percorso a quello delle moratorie internazionali contro la pena di morte. L'intenzione è quella di costruire una rete di Stati favorevoli alla messa al bando, partendo da Paesi africani e nazioni europee dove il dibattito è aperto. La ministra ha concluso affermando che il passo decisivo sarà "iscrivere questa pratica nel quadro della Convenzione di Istanbul, come forma di violenza contro le donne".

La Posizione della Santa Sede e il Parere del Pontefice

La Santa Sede ha espresso una posizione di netto rifiuto nei confronti della maternità surrogata. Papa Francesco, parlando con il Corpo diplomatico, ha definito tale pratica "deprecabile", affermando che "la via della pace esige il rispetto della vita, di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, che non può essere soppressa, né diventare oggetto di mercimonio".

Papa Francesco che parla con diplomatici

Il Pontefice ha ribadito che la maternità surrogata "lede gravemente la dignità della donna e del figlio" e che è "fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre". Per questo motivo, ha auspicato "un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica". Papa Francesco ha inoltre lamentato il diffondersi di una "cultura della morte" in Occidente, che scarta bambini, anziani e malati, contrapponendola alla necessaria tutela della vita umana in ogni sua fase, in linea con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

S.E. Monsignor Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede, intervenendo in occasione di un incontro all'Ambasciata italiana presso la Santa Sede, ha illustrato la posizione della Santa Sede di rifiuto della maternità surrogata, definendola una pratica che trasforma "la gestazione in un servizio negoziabile, viola la dignità sia del bambino ridotto a 'prodotto', sia della madre, strumentalizzandone il corpo e il processo generativo”.

Aspetti Medici e Clinici della Gestazione per Altri

Dal punto di vista strettamente medico, la gestazione per altri (GPA) è una procedura di procreazione medicalmente assistita. Esistono due varianti principali: la tradizionale, in cui l'ovocita della gestante viene utilizzato, e la gestazionale, oggi più comune, dove un embrione creato in vitro viene trasferito nell'utero della portatrice. Quest'ultima può utilizzare gameti dei genitori intenzionali o di donatori esterni.

La letteratura scientifica internazionale ha evidenziato rischi clinici associati alla GPA. Le gravidanze surrogate tendono a presentare un'incidenza maggiore di complicanze ostetriche rispetto alle gravidanze naturali. Tra queste si includono un rischio più elevato di ipertensione gestazionale, preeclampsia e diabete gestazionale. Tali complicanze sono spesso legate alle terapie ormonali necessarie per preparare l'endometrio al trasferimento embrionale e alle procedure di fecondazione in vitro.

Un aspetto centrale del dibattito scientifico riguarda il legame materno-fetale. Studi di neuroendocrinologia suggeriscono che lo scambio di segnali ormonali, come l'ossitocina, contribuisca alla formazione di un legame profondo. La ricerca psicologica ha esplorato le conseguenze del distacco post-partum, sebbene i risultati varino.

Un elemento di criticità emerso dalla letteratura bioetica e medica riguarda i contesti di vulnerabilità socio-economica. In tali scenari, il rischio di un consenso non pienamente libero è elevato, poiché la necessità economica potrebbe indurre le donne a sottovalutare i rischi per la propria salute fisica e mentale. La ricerca mette in guardia sul pericolo che la GPA possa perpetrare forme di sfruttamento, specialmente quando le donne si trovano in condizioni di necessità materiale.

Percezione Pubblica e Sondaggi

La maternità surrogata è un tema divisivo a livello sociale, generando reazioni diverse a seconda che avvenga a fronte di un corrispettivo in denaro o meno. Un sondaggio Pagnoncelli per il Corriere della Sera, risalente a marzo 2023, ha evidenziato una netta contrarietà della maggioranza degli italiani (il 65,4%) nel caso in cui vi sia un compenso economico, con solo il 19,7% di favorevoli.

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La posizione espressa dal Ministro Roccella, in linea con le dichiarazioni del Papa e il recente orientamento legislativo, riflette una parte significativa dell'opinione pubblica italiana, che tende a considerare la pratica dannosa e moralmente inaccettabile, soprattutto quando associata a transazioni economiche e a potenziali sfruttamenti. La discussione, tuttavia, continua a evolversi, coinvolgendo esperti, legislatori, organizzazioni internazionali e la società civile nel suo complesso.

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