Procreazione Medicalmente Assistita Eterologa presso l'Ospedale San Filippo Neri: Un Percorso tra Speranze e Innovazioni

L'ospedale San Filippo Neri di Roma, situato in via Martinotti 20, si distingue come un centro di riferimento per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), con un'attenzione particolare alle tecniche di eterologa. Sotto la guida della Dott.ssa Arianna Pacchiarotti, il reparto offre un percorso articolato nei livelli I, II e III, volto ad assistere le coppie nel loro desiderio di genitorialità.

Il Percorso di PMA: Livelli e Tecniche

Il percorso di PMA presso il San Filippo Neri si articola in diversi livelli, ciascuno con specificità e indicazioni precise.

Livello I: Inseminazione Intrauterina (IUI)Questa tecnica, considerata la più semplice tra quelle di fecondazione assistita, prevede inizialmente il monitoraggio ecografico dell'ovulazione, che può avvenire con o senza stimolazione farmacologica. Parallelamente, viene preparato il liquido seminale del partner attraverso un processo di capacitazione, volto a selezionare e concentrare gli spermatozoi più vitali. Successivamente, il seme trattato viene inserito direttamente nell'utero.

Livelli II e III: FIVET e ICSILe tecniche di fecondazione in vitro, come la Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer (FIVET) e l'Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI), sono generalmente indicate in casi di problematiche tubariche o fattore maschile grave. Tuttavia, la loro applicazione si estende anche a condizioni più complesse quali patologie autoimmuni, poliabortività, menopausa precoce e altre malattie come l'endometriosi.

Diagramma che illustra le fasi della FIVET e ICSI

L'Esperienza di una Coppia: Tra Attesa e Incertezze

Le testimonianze raccolte offrono uno spaccato vivido delle sfide e delle emozioni che accompagnano il percorso di PMA. Una coppia, al suo primo tentativo iniziato a marzo, descrive un'esperienza iniziale caratterizzata da lunghe attese e un approccio apparentemente sbrigativo da parte del personale medico.

"Dopo 3 ore di attesa ci hanno fatto accomodare nella stanza della ginecologa che con un bel sorriso mi ha chiesto 'allora cosa mi racconti?' io le ho detto che negli ultimi mesi mi si sta sballando un po l'ovulazione al che lei mi ha risposto 'tanto adesso ti devo far fare tutte le analisi..accomodatevi fuori che ti faccio avere le impegnative'".

L'infermiera ha poi fornito un elenco di impegnative per esami diagnostici, tra cui analisi del sangue, isteroscopia, colposcopia, ecografia pelvica, tampone e Pap test. La necessità di completare questi accertamenti entro una data specifica, pena il rinvio dell'appuntamento, ha aggiunto un ulteriore elemento di pressione.

"L'infermiera mi ha anche detto che se riusciamo a fare tutto entro il 13 luglio poi molto probabilmente faremo il nostro primo tentativo a settembre🤞 come al solito sono uscita molto confusa ma poi con il passare delle ore mi sono tranquillizzata e ho fatto mente locale. penso che sia normale essere sbrigativi senza prima avere davanti un quadro generale. Quindi spero con tutta me stessa che la prossima visita duri almeno 10 minuti e che mi diano delle informazioni chiare sulla tecnica da fare e un minimo di probabilità."

La coppia ha inoltre evidenziato come l'attenzione si sia inizialmente concentrata sul partner maschile, che ha già sostenuto esami infettivi e uno spermiogramma. La situazione del partner era particolarmente complessa, partendo da zero spermatozoi nell'eiaculato, con la speranza di riuscire a congelare un numero sufficiente di spermatozoi per i trattamenti futuri.

"Dimenticavo. Fino ad ora si sono concentrati molto su mio marito. Ha fatto già tutti gli infettivi e lo spermiogramma da cui sono riusciti a congelare pochissimi spermatozoi (La nostra situazione purtroppo era abbastanza messa male. Partivamo da 0 spermatozoi nel eiaculato per poi riuscire a rimanere incinta naturalmente dopo 5 anni e poi purtroppo scoprire che era una gravidanza extrauterina che poi è andata via naturalmente. Fortunatamente siamo riusciti a congelare 300000 spermatozoi che non sono tantissimi ma sono comunque meglio di 0)."

La partner, nel frattempo, ha effettuato solo l'esame AMH (ormone anti-Mulleriano), risultato buono (4.14), e l'omocisteina, nella norma.

Aspetti Economici e Criticità del Sistema

Il percorso diagnostico e terapeutico comporta significative spese economiche, che la coppia ha affrontato in modo scaglionato per alleggerire l'impatto finanziario.

"Guarda il fatto di averle fatte prima lui e adesso io a livello economico è stato meglio così perché fino ad adesso siamo quasi a 700 euro e sinceramente tutti insieme non ce li avremmo avuti."

La coppia esprime perplessità riguardo ai costi effettivi del percorso all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, notando come le spese sostenute stiano superando le cifre indicate.

"Non so quanto mi costeranno queste ultime che ti ho elencato prima, Ma calcolando che poi per quello che ho capito dal sito della Regione, quando si passerà effettivamente al transfer si paga 500 euro, non capisco come mai dicono che l'importo effettivamente pagato da chi si avvale del ssn è 955 euro quando noi li stiamo sforando alla grande 🙄🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️"

La gestione degli appuntamenti, soprattutto per esami con tempistiche specifiche come l'isteroscopia (da effettuare tra il 6° e il 12° giorno del ciclo), rappresenta un'ulteriore criticità, acuita da irregolarità ovulatorie e mestruali.

"Dimenticavo. Fino ad ora si sono concentrati molto su mio marito. Ha fatto già tutti gli infettivi e lo spermiogramma da cui sono riusciti a congelare pochissimi spermatozoi (La nostra situazione purtroppo era abbastanza messa male. Partivamo da 0 spermatozoi nel eiaculato per poi riuscire a rimanere incinta naturalmente dopo 5 anni e poi purtroppo scoprire che era una gravidanza extrauterina che poi è andata via naturalmente. Fortunatamente siamo riusciti a congelare 300000 spermatozoi che non sono tantissimi ma sono comunque meglio di 0). Io in questi mesi non ho fatto nulla apparte l'amh che per fortuna è buono 4.14 e l'omocisteina che è nella norma. Non avevo messo in calcolo i farmaci🤦‍♀️ in teoria una volta che io riesco a fare questi ultimi esami abbiamo finito… manca solo l'ultimo sforzo e basta :cool: speriamo vada tutto bene perché sinceramente penso che questo sarà l'unico tentativo che faremo. Abitiamo in provincia di Roma quindi tutto sommato vicini al ospedale. Dove farai l'isteroscopia e colposcopia??? Non la fai da loro??? Guarda se la visita è di mattina presto è un casino anche per noi che abitiamo relativamente vicino perché tra raccordo e via trionfale bloccati ci perdiamo almeno un'ora. Comunque sia non sono precisi per niente con gli appuntamenti. Calcola che l'ultima volta c'era una coppia che aveva app alle 9 e sono entrati alle 12. Se ne fregano particolarmente della puntualità. L'istero e gli altri esami mi hanno detto di farli dove voglio e dove mi è più comodo che loro non li fanno. Quindi penso di sentire il mio gine che dovrebbe lavorare presso qualche struttura convenzionata sperando che riesca a farmeli fare col ticket. Devo sentirlo in mattinata per vedere cosa mi dice. Altrimenti dovrò prenotare col cup dove me lo danno prima, anche se sapevo che andava fatta tra il 6 e il 12 pm. Ultimamente col fatto che non riesco più a ovulare regolarmente e non riesco nemmeno più a capire quando mi devono arrivare le mestruazioni è un casino anche prenotare. Mi si è stravolta l'ovulazione da un paio di mesi e non riesco a capire il perchè. Ho proprio l'impressione che non ovulo. Ho appena sentito il mio ginecologo che mi ha detto che non può farmeli lui :shock: Ecco adesso mi sento in difficoltà…. Ero strasicura che potesse farmeli lui invece dovrò chiamare il cup. Devo provare a chiamare tramite cup per vedere dove me lo daranno… A me servirebbe tra un mese calcolando che non ho ancora ovulato."

Infertilità di coppia: cause e terapie

Innovazioni e Nuove Prospettive: L'Eterologa fino ai 46 Anni

Un importante aggiornamento normativo nella Regione Lazio ha esteso l'accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) con donazione di gameti femminili fino ai 46 anni, superando il precedente limite dei 43. Questa novità, come sottolineato dalla Dott.ssa Pacchiarotti, rappresenta una vittoria significativa, poiché consente di ampliare le maglie per l'accesso a trattamenti che si avvalgono della donazione di ovociti da donatrici giovani.

"Perchè è una vittoria l’estensione dell’eterologa nella Regione Lazio alle donne di 46 anni? La risposta è pratica e risiede nel fatto che le maglie si sono allargate perché questo tipo di trattamento di procreazione medicalmente assistita consente di ricorrere a donazione di ovociti da donatrice giovane. Mentre rimane invariato, nella regione Lazio, il limite dei 43 anni per la donna che accede ad omologa o a eterologa con esclusiva donazione di seme maschile”.

La Dott.ssa Pacchiarotti evidenzia come i dati scientifici dimostrino un calo drastico della fertilità femminile già dai 35 anni, con percentuali di successo delle tecniche di fecondazione assistita che si riducono significativamente dopo i 42 anni.

Il San Filippo Neri: Unico Centro Pubblico per l'Eterologa nel Centro-Sud

Il San Filippo Neri, nell'ambito dell'ASL Roma 1, è l'unico centro pubblico nella Regione Lazio, e più in generale nel Centro-Sud Italia, autorizzato dalla Regione Lazio a praticare la PMA eterologa.

“L’unico centro nella regione Lazio - ha aggiunto la Pacchiarotti - che pratica la PMA eterologa è la ASL Roma 1, in particolare il San Filippo Neri come individuato dalla Regione Lazio nel DCA 00001/2019. Questo aumenterà per noi di sicuro il volume di lavoro ma ci porterà anche a migliorare i nostri risultati. Sarà possibile arrivare al nostro centro di PMA anche extra regione ma sarà necessario avere l’autorizzazione della regione di appartenenza. Da inizio anno abbiamo effettuato più di 50 trattamenti da inizio 2022, prevedo che il numero delle nostre pazienti aumenterà considerando che è l’unico Centro da Roma in giù e che l’eterologa al momento è praticata nel pubblico solo in Toscana Emilia e Friuli.”

L'Infertilità Precoce: Un Fenomeno in Crescita

Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dalle ricerche condotte dal centro PMA del San Filippo Neri riguarda l'abbassamento dell'età media del primo accesso alle tecniche di PMA.

“Vorrei inviare un messaggio importante - prosegue la dottoressa Pacchiarotti - che è anche oggetto di un nostro studio in corso: l’età del primo accesso alle tecniche di PMA si è abbassato moltissimo. Infatti dai dati che abbiamo raccolto nella ASL Roma 1 oggi l’86% delle coppie che si rivolgono a noi hanno sono sotto i 37 anni."

I dati preliminari di uno studio indicano una possibile correlazione tra l'infertilità precoce e fattori ambientali, inclusi possibili interferenti endocrini, sfatando il luogo comune che attribuisce l'infertilità esclusivamente all'aumento dell'età in cui le donne scelgono di avere figli.

“L'86% degli accessi registrati negli ultimi anni per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) ha riguardato giovani coppie con un’età tra i 22 e i 37 anni”. Così Arianna Pacchiarotti, Direttrice del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'Ospedale San Filippo Neri - ASL Roma1 del Lazio, unica struttura pubblica per la PMA eterologa del Centro Sud Italia. "Questo dato ci ha offerto lo spunto per uno studio in fieri che ha mostrato un aumento di donne giovani con bassissima riserva ovarica nella fascia d'età tra i 22 e i 37 anni- spiega Pacchiarotti- Il 69% di queste pazienti ha una correlazione statisticamente significativa con la patologia della tiroidite autoimmune."

Messaggi Chiave e Raccomandazioni

La Dott.ssa Pacchiarotti rivolge raccomandazioni importanti alle giovani donne:

  • Monitorare la riserva ovarica: È fondamentale eseguire controlli precoci per valutare la propria fertilità.
  • Crioconservare gli ovociti: Il "social freezing" offre la possibilità di preservare la propria fertilità per il futuro, conciliando carriera e desiderio di maternità.

Queste raccomandazioni nascono dalla constatazione di un fenomeno sempre più crescente di donne che entrano in menopausa anticipata, spesso a causa di fattori ambientali e di un'anticipazione del menarca.

Prospettive Future e Progetti

Il Centro PMA del San Filippo Neri sta pianificando la promozione di un progetto innovativo denominato "Puoi donare una vita". Questo progetto mira a incentivare la crioconservazione degli ovociti da parte di donne giovani, offrendo loro la possibilità di donare una parte di questi ovociti a donne che ne necessitano.

Infografica sulla fertilità femminile e l'età

"Il Centro PMA del San Filippo Neri sta pianificando la promozione di un progetto 'Puoi donare una vita', che prevede la possibilità per donne giovani di crioconservare i propri ovociti per una fertilità futura, cosiddetto 'social freezing', e contemporaneamente donarne una parte per una donna che ne ha bisogno."

I dati del 2021 sulla PMA confermano un ruolo positivo sulla natalità, con un aumento significativo dei bambini nati grazie a queste tecniche. Il San Filippo Neri si pone quindi come un faro di speranza e innovazione nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita, offrendo percorsi personalizzati e all'avanguardia per le coppie che desiderano realizzare il sogno di una famiglia.

La Rete dei Centri PMA in Italia

L'Ospedale San Filippo Neri si inserisce in un più ampio panorama di centri dedicati alla Procreazione Medicalmente Assistita in Italia. Sebbene il San Filippo Neri sia l'unico centro pubblico per la PMA eterologa nel Centro-Sud, esistono diverse strutture, sia pubbliche che private, distribuite su tutto il territorio nazionale, che offrono una gamma di servizi per la diagnosi e il trattamento dell'infertilità. Questi centri spaziano da unità ospedaliere universitarie a cliniche private specializzate, coprendo differenti livelli di complessità e tipologie di trattamento.

La crescente attenzione verso la preservazione della fertilità, sia per ragioni mediche (come in pazienti oncologici) sia per scelte personali ("social freezing"), ha portato all'espansione di servizi dedicati al congelamento dei gameti e alla biobanca. La rete di centri PMA in Italia è in continua evoluzione, con l'obiettivo di migliorare l'accesso e la qualità delle cure per le coppie che affrontano difficoltà nel concepimento.

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