Il vaccino contro la pertosse in gravidanza: guida completa a protezione di mamma e neonato

La gravidanza è un periodo di profonda attenzione alla salute, non solo per la donna ma anche per il futuro nascituro. Tra le strategie di prevenzione più importanti indicate dal Ministero della Salute, la vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse occupa un posto di rilievo. Questa pratica rappresenta un presidio essenziale di sanità pubblica e rientra nei programmi di immunizzazione raccomandati in gran parte del mondo per garantire la sicurezza del nucleo familiare.

illustrazione schematica del sistema immunitario materno e trasferimento anticorpale tramite la placenta

Comprendere la pertosse: una minaccia silenziosa

La pertosse è una patologia infettiva causata da un batterio chiamato Bordetella pertussis che determina un’infezione molto contagiosa. Si tratta di una malattia altamente infettiva e grave che può portare a polmonite e danni cerebrali, soprattutto nei neonati e nei bambini più piccoli, sotto un anno di vita. I sintomi della pertosse riguardano le vie respiratorie; in particolare è presente una tosse persistente, che può durare per tre settimane consecutive e che, con il passare del tempo, può essere associata a difficoltà respiratorie.

Nei neonati nei primi mesi di vita, quando non è ancora possibile completare il ciclo vaccinale, la pertosse può avere conseguenze molto gravi, talvolta fatali. In questi soggetti, i sintomi caratteristici sono spesso simili ad altre infezioni batteriche che causano otiti e polmoniti, ma possono manifestarsi anche sintomi neurologici ed emorragici dovuti alla tosse eccessiva. Le complicazioni maggiori sono presenti proprio nei casi di pertosse neonatale e di bambini piccoli.

La strategia del vaccino combinato dTpa

Da circa 30 anni esiste un vaccino basato su batteri inattivati che, pertanto, non possono riprodursi e determinare l’infezione. Poiché non esiste un vaccino solo per la pertosse, il preparato è combinato con l’antitetanico e l’antidifterico, prendendo il nome di vaccino dTpa. Essendo un vaccino acellulare, contiene solo antigeni purificati, il che lo rende molto ben tollerato.

Mentre nei bambini la vaccinazione viene somministrata come parte del vaccino esavalente (che protegge anche da poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae tipo b), negli adulti e nelle donne in gravidanza si utilizza specificamente il vaccino dTpa. È fondamentale sottolineare che la somministrazione del vaccino durante la gestazione determina la protezione del neonato durante i primi mesi di vita, poiché gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario materno vengono offerti al neonato sia attraverso la placenta, sia attraverso il latte materno nel periodo successivo alla nascita.

Come funziona un vaccino

Tempistiche e raccomandazioni ministeriali

Le linee guida nazionali indicano il periodo tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28ª, come momento preferenziale per massimizzare la protezione del bambino. La vaccinazione dTpa contro difterite-tetano-pertosse è raccomandata come singola dose durante il terzo trimestre di gravidanza (29-32 settimane), idealmente attorno alla 28ª settimana per consentire alla donna la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare.

Se per qualche motivo non si riesce a ricevere la vaccinazione entro la 32ª settimana di gravidanza, si può comunque fare il vaccino fino al momento del parto. È importante ribadire che la vaccinazione va ripetuta ad ogni successiva gravidanza, anche se la donna è in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse in passato. Ripetere il vaccino a ogni gravidanza non rappresenta alcun problema né per le mamme né per i bambini; al contrario, garantisce che ogni nuovo nato riceva la massima protezione possibile.

Sicurezza, effetti collaterali e falsi timori

Una delle domande più frequenti riguarda la sicurezza: è sicura la vaccinazione per mamma e feto? Numerosi studi condotti su centinaia di migliaia di donne in tutto il mondo hanno confermato che la vaccinazione dTpa in gravidanza è sicura per la gestante e per il feto, senza aumento di rischi documentati di complicanze della gravidanza o del neonato. Gli effetti collaterali, quando presenti, sono lievi e transitori, limitati a reazioni locali nella sede di iniezione, come dolore, arrossamento o gonfiore, o a un modesto rialzo febbrile.

In rari casi, nei bambini piccoli (dopo la nascita), potrebbe verificarsi irritabilità o pianto prolungato, che in genere si risolve spontaneamente nel giro di poche ore. Le reazioni allergiche gravi (anafilassi) sono eventi eccezionali, stimati in meno di un caso su un milione di dosi somministrate. Parlare di "vaccino pertosse effetti collaterali" è fondamentale per fornire alle pazienti un’informazione chiara, basata su evidenze scientifiche, per contrastare dubbi o timori che potrebbero ridurre l’adesione vaccinale. I benefici del vaccino superano di gran lunga i rischi: prevenire una malattia potenzialmente letale giustifica ampiamente la gestione di questi lievi fastidi.

infografica che confronta il rischio della malattia da pertosse rispetto ai benefici della vaccinazione in gravidanza

Il quadro vaccinale in gravidanza

Oltre al dTpa, alle gestanti sono indicate dal Ministero della Salute altre vaccinazioni fondamentali. La vaccinazione antinfluenzale con vaccino inattivato è consigliata per tutte le gestanti e può essere somministrata in qualsiasi fase della gravidanza, soprattutto alle donne che si trovano nel secondo o terzo trimestre durante la stagione influenzale (che in genere va da novembre a febbraio).

Inoltre, è raccomandata la vaccinazione contro il Covid-19. I dati dimostrano che la donna non vaccinata contro il Covid-19 durante la gestazione ha un rischio aumentato di sviluppare una malattia grave. L'approccio integrato alle vaccinazioni permette di proteggere la madre e, di riflesso, il bambino, creando un ambiente immunologico sicuro fin dalle prime fasi della vita.

Protezione collettiva e ruolo sociale del vaccino

Il vaccino antipertosse non protegge solo il singolo, ma è uno strumento chiave per la salute collettiva. Il ciclo vaccinale pediatrico prevede più dosi a intervalli prestabiliti, seguite da richiami nel corso della vita. Anche adolescenti e adulti dovrebbero sottoporsi ai richiami per ridurre la circolazione del batterio nella popolazione e prevenire contagi nei soggetti più fragili.

I dati epidemiologici dimostrano chiaramente che, grazie alla vaccinazione, l’incidenza della pertosse è drasticamente calata negli ultimi decenni. Tuttavia, nei Paesi dove la copertura vaccinale si è abbassata, si sono verificati nuovi focolai, confermando l’importanza di mantenere alta l’adesione. Informare adeguatamente le gestanti, rassicurandole sulla sicurezza e spiegando i benefici per il bambino, è fondamentale per aumentare l’adesione a questa pratica preventiva. Il vaccino pertosse in gravidanza rappresenta oggi una delle strategie di prevenzione più efficaci per proteggere il neonato nei primi mesi di vita, offrendo una protezione immediata che copre l’intervallo di tempo più critico fino all’inizio del ciclo vaccinale pediatrico.

mappa concettuale che mostra le fasi della protezione neonatale: vaccinazione materna, trasferimento transplacentare e allattamento

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