La tavola, oltre ad essere il luogo in cui ci si nutre, rappresenta anche un punto di incontro e di convivialità per tutta la famiglia. Il seggiolone è un oggetto a cui i genitori danno molta importanza dal punto di vista simbolico perché testimonia che il proprio bambino sta crescendo e sta aumentando il suo livello di indipendenza. Anche il piccolo di casa vuole ascoltare i racconti di mamma e papà, ridere, giocare col fratellino, insomma, desidera partecipare alla vita di famiglia. Ma per farlo, deve poter stare seduto come i grandi, ad altezza tavolo. In questa guida esploreremo le più comuni tipologie di seggioloni, le caratteristiche da considerare e i criteri di sicurezza fondamentali per fare la scelta migliore.

Quando iniziare a utilizzare il seggiolone?
Una delle domande più frequenti è: a quanti mesi si mettono nel seggiolone i neonati? Iniziamo col dire che i neonati non si mettono nei seggioloni, perché le loro piccole ossa hanno bisogno di alcuni mesi per rafforzarsi e crescere. Il neonato, in genere, alloggia disteso in culla o navicella, poi, con il tempo, inizia ad usare la sdraietta, che avendo uno schienale posto in diagonale, permette al bambino di curiosare intorno a sé, ma fornisce ancora il supporto necessario per sostenere il collo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il nostro Ministero della Salute consigliano di iniziare lo svezzamento - o più precisamente l’alimentazione complementare - non prima dei 6 mesi di vita del bambino. È possibile iniziare a utilizzare il seggiolone quando il bambino riesce a stare seduto da solo, il che di solito avviene intorno ai 6 mesi. Tutto dipende dalla statura, corporatura e dal ritmo di crescita di ogni bambino. Il consiglio del pediatra, per questa scelta, è sicuramente importante.
Struttura e tipologie di seggioloni
In commercio troviamo modelli di seggiolone molto diversi tra loro. Alcuni sono omologati per l’utilizzo a partire dalla nascita, caratterizzati soprattutto da uno schienale reclinabile, capace di trasformare la seduta in una vera e propria culla. I modelli più classici, invece, prevedono un utilizzo che va dai 6 ai 36 mesi. Per finire, esistono i seggioloni evolutivi, capaci di seguire lo sviluppo del bambino più a lungo nel tempo, trasformandosi in sedie per la scrivania o per la tavola.
Seggioloni evolutivi
Una delle ultime tendenze è quella della sedia evolutiva. Questi modelli, come la mitica Tripp Trapp di Stokke, si utilizzano dai 6 mesi del bambino per tutta la vita, poiché fungono anche da sedia per bambini più grandi, ragazzi ed adulti. Altri esempi includono la sedia evolutiva Crescendo Up o Meraviglia di Chicco, che possono sostenere fino a 110 kg, o il seggiolone Lemo di Cybex, che offre soluzioni di regolazione ergonomica avanzata.

Seggioloni portatili e pieghevoli
Per chi ha spazi limitati, una soluzione eccellente è rappresentata dai seggioloni pieghevoli. Un modello come il SUPAflat si chiude in un gesto e misura solo 4 cm di spessore, rendendolo ideale anche per i viaggi. Esistono anche seggioloni da tavolo che si agganciano direttamente al piano del tavolo, estremamente compatti ma adatti solo a tavoli robusti e piani.
Fattori cruciali per la scelta ideale
La scelta del seggiolone non è solo una questione di design o budget; si tratta di adattarsi alle esigenze quotidiane della tua famiglia. Ecco gli elementi da non sottovalutare.
La sicurezza prima di tutto
Al momento dell’acquisto, accertatevi sempre che il prodotto sia conforme alla normativa EN 14988. Il seggiolone deve essere dotato di:
- Cinture di sicurezza: La più sicura è quella a cinque punti, che avvolge sia le spalle che i fianchi.
- Stabilità: Deve avere un'ampia apertura delle gambe. Se il modello è dotato di ruote, assicuratevi che abbiano un sistema di bloccaggio efficace.
- Materiali: Le linee devono essere morbide e prive di spigoli. Evitate seggioloni che presentino punti dove il bambino può incastrare le dita.
Comfort e posizione ergonomica
Il seggiolone deve permettere al bambino di mantenere una posizione corretta. Un aspetto spesso dimenticato è la pedana poggiapiedi: questa evita che il bambino stia con i piedi a penzoloni, posizione scomoda che porta il bacino a inclinarsi all’indietro. Inoltre, la possibilità di reclinare lo schienale è utile per il relax post-pappa, ma attenzione: il seggiolone non è un letto.
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Facilità di pulizia
Il seggiolone si sporca, è inevitabile. È indispensabile che il rivestimento sia facile da detergere e disinfettare e che il vassoio sia removibile e lavabile, magari in lavastoviglie. Materiali come il PVC o le ecopelli impermeabili permettono di pulire la seduta semplicemente con un panno umido, evitando la proliferazione di germi.
Il ruolo del vassoio
Nel corso del tempo il vassoio ha subito molte evoluzioni. Oggi troviamo modelli con:
- Bordo esterno rialzato: Per arginare la caduta di liquidi e cibo sul pavimento.
- Doppio vassoio: Una parte superiore rimovibile per mangiare e una inferiore per il gioco.
- Distanza regolabile: Per adattare lo spazio tra seduta e vassoio alle dimensioni corporee del bambino, garantendo sempre una comodità ottimale.
Gestire il rifiuto del seggiolone
Molti bambini, all’inizio, non amano stare nel seggiolone. Questo può essere percepito come un ostacolo al bisogno di contatto e movimento. Se rifiuta inizialmente il seggiolone, non forzatelo. Attendete qualche giorno e riprovate in un momento della giornata in cui è tranquillo. Una buona pratica è quella di portare il bambino a tavola durante i pasti degli adulti, in modo che possa osservarli, familiarizzare con il cibo e sperimentare qualche primo assaggio, associando questo strumento a un momento di condivisione e convivialità.

Ricordate sempre di non lasciare MAI incustodito il bambino nel seggiolone. La scelta del miglior seggiolone pappa non è mai una decisione da prendere alla leggera, ma seguendo queste indicazioni sarà possibile trovare il modello che risponda perfettamente alle necessità personali e ai requisiti di sicurezza per accompagnare la crescita del vostro piccolo.
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