Reflusso nel Neonato: Cause, Sintomi e Strategie Efficaci per il Benessere dei Più Piccoli

Tra le tante sfide che crescere un neonato può portare, il reflusso gastroesofageo rappresenta un disturbo comune che può generare disagio e preoccupazione. In questo articolo, scopriremo meglio il reflusso nel neonato, imparando a riconoscerne i segnali, a trovare sollievo e ad affrontare la situazione con la tranquillità e la competenza di una mamma informata. Il reflusso gastroesofageo, i rigurgiti e il vomito del neonato sono alcune delle problematiche più frequenti e invalidanti per il bambino nei primi mesi di vita.

Il reflusso gastroesofageo è la risalita del contenuto gastrico nell'esofago. Può essere fisiologico o patologico. È un evento fisiologico del tutto normale che si verifica più volte al giorno in lattanti, bambini e adulti. Al contrario, si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) quando il reflusso gastroesofageo porta a sintomi abbastanza gravi (es. vomito e pirosi nel bimbo) o fastidiosi (rigurgiti frequenti nel lattante) o complicanze (es. esofagite) tali da richiedere un trattamento medico.

Molto spesso non viene data la giusta importanza a questa problematica motivando che la presenza del reflusso è (spesso) temporanea e generalmente priva di rischi per la crescita del bambino. Tuttavia, molti neonati ne soffrono in maniera significativa tanto da piangere più ore al giorno, rigurgitare spesso, avere forti difficoltà del sonno, problemi in allattamento, difficoltà nei momenti di gioco e relazione col bambino. Il disturbo colpisce soprattutto in tenerissima età, spesso anche dopo il primo mese di vita, perché i meccanismi che controllano la digestione sono ancora molto immaturi. Secondo le stime epidemiologiche, ne soffre circa la metà dei neonati.

Quando il reflusso è patologico, è anche conosciuto come malattia da reflusso gastroesofageo. Il reflusso gastroesofageo è un reflusso che causa complicanze nei neonati come irritabilità, sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore, problemi respiratori e scarsa crescita. Il reflusso gastroesofageo fisiologico, invece, si verifica in quasi tutti i lattanti e si manifesta con eruttazioni di liquido dopo il pasto e/o rigurgiti (il ritorno non forzato del latte o del contenuto gastrico nell'esofago, nella faringe e nella bocca).

L'incidenza del reflusso gastroesofageo fisiologico aumenta tra i 2 mesi ed i 6 mesi di età, probabilmente a causa di un aumento del volume di liquido a ogni poppata, e poi comincia a diminuire dopo i 7 mesi. Il reflusso gastroesofageo fisiologico si risolve in circa il 90% dei lattanti entro 12 mesi e nel 99% entro 18 mesi. La malattia da reflusso gastroesofageo, ossia, il reflusso che causa complicanze, è molto meno comune. In genere, si tratta di un problema transitorio, destinato a risolversi in breve tempo, solitamente entro il terzo mese. Il piccolo rigetto del neonato tende a scomparire da solo nel giro di qualche mese.

Differenza tra reflusso fisiologico e patologico

Reflusso, Rigurgito e Vomito: Chiarimenti Necessari

Il reflusso gastroesofageo (GER) è un processo fisiologico di passaggio del contenuto gastrico nell'esofago in assenza di sintomi, che solitamente si verifica dopo aver mangiato in neonati, bambini, giovani e adulti sani. Come già accennato, il reflusso gastroesofageo è il passaggio del contenuto gastrico nell'esofago, quindi non darà manifestazioni cliniche evidenti, eccetto nelle situazioni in cui diventa malattia.

Il rigurgito, invece, descrive il transito del contenuto gastrico, in assenza di sforzo, dallo stomaco fino al cavo orale o oltre. Talora il latte/cibo può restare nel cavo orale, più spesso c’è una fuoriuscita di un quantitativo variabile all’esterno della bocca. Nella maggior parte dei casi, il rigurgito del neonato è costituito da piccole quantità di liquido trasparente, rappresentato da latte misto a saliva, e si verifica a pochi minuti di distanza dalla fine del pasto latteo. Può però succedere che questo fenomeno si verifichi anche a distanza di tempo (1-2 ore) dall’assunzione di latte e il materiale espulso dalla bocca avrà un aspetto simile a quello della ricotta perché costituito da latte parzialmente digerito o misto a succhi gastrici. Uno dei sintomi più comuni del reflusso gastroesofageo è il rigurgito che nei neonati consiste in piccole quantità di liquido trasparente, latte misto a saliva, che si manifesta pochi minuti dopo la poppata. Tuttavia, può capitare anche dopo qualche ora e, se insieme al latte, risale anche una quantità maggiore di succhi gastrici, si parla di rigurgito acido. I parenti spesso fanno riferimento a rigurgito come vomito, ma in realtà non è vomito, perché non è dovuto a contrazioni peristaltiche gastriche. I rigurgiti compaiono senza sforzo o senza particolare sforzo.

Il vomito, a differenza del rigurgito, è l'espulsione forzata del contenuto gastrico, spesso accompagnato da contrazioni muscolari addominali.

Il GER è più comune nei neonati e lattanti rispetto ai bambini e ai ragazzi. I sintomi variano a seconda dell'età del bambino. È noto anche che il GERD è un fenomeno di primo piano nei bambini che hanno altre condizioni mediche sottostanti come prematurità, compromissione neurologica e problemi polmonari (es. fibrosi cistica).

Le Vere Cause del Reflusso Gastroesofageo nel Neonato

La causa più frequente di reflusso gastroesofageo nei lattanti è simile a quella del reflusso gastroesofageo nei bambini più grandi e negli adulti. Immagina lo stomaco del tuo bambino come un piccolo palloncino che si riempie di latte durante la poppata. Normalmente, una valvola muscolare chiamata sfintere esofageo inferiore impedisce al cibo di risalire. Il reflusso è la risalita del contenuto gastrico nell’esofago, provocata dal rilassamento o da un cattivo funzionamento del Cardias, la piccola valvola che separa lo stomaco dall’esofago. Nei neonati, questa valvola è ancora in fase di sviluppo. Si parla anche di immaturità dello sfintere esofageo inferiore (cardias), un muscolo posizionato fra l’esofago e lo stomaco, che garantisce il passaggio di liquidi e solidi dall’esofago allo stomaco evitandone la risalita. Nel neonato si apre spesso e in maniera spontanea, favorendo il transito del contenuto dello stomaco verso l’alto. Infatti, il 50% circa dei bambini entro il terzo mese di vita manifesta fenomeni di reflusso. Sicuramente il motivo più importante e influente è il fatto che il cardias dei bambini appena nati (e fino al 12esimo-18esimo mese) è ancora immaturo e poco funzionale. Il cardias si apre soltanto quando una persona ingurgita il cibo, cioè quando deglutisce. Con il passare dei mesi, si assiste alla maturazione del sistema digerente e dello sfintere esofageo inferiore.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi il reflusso viene definito ”fisiologico” solo perchè il bambino (fortunamente) cresce di peso, nonostante soffra e pianga in modo più o meno marcato. Viene detto ai genitori che il reflusso è normale in quanto causato da una fatidica immaturità del cardias (spoiler: è falso), ovvero della valvola che chiude superiormente lo stomaco. Dopo aver studiato a fondo queste problematiche e dopo aver risolto con successo migliaia di casi di reflusso nei neonati, possiamo affermare che il reflusso non è per nulla normale o fisiologico, anzi. Il reflusso gastroesofageo, il vomito e i rigurgiti del neonato (così come le coliche gassose) sono causati da un quadro infiammatorio e irritativo dello stomaco (e del tratto gastro-intestinale - vedasi successivi studi scientifici). L'irritazione esofagea può diminuire l'assunzione di cibo in quanto i lattanti imparano ad evitare il reflusso mangiando meno. Uno stato irritativo e infiammatorio del sistema gastro-intestinale del tuo bimbo ne è la vera causa. In poche parole, hanno preso la cacca del neonato, l’hanno analizzata a laboratorio e hanno trovato livelli di calprotectina fecale aumentati (segno oggettivo di infiammazione intestinale). Gli stessi fattori che irritano e infiammano l’intestino, disturbano lo stomaco. Anche perché il latte (ovvero quello che mangia il bambino) passa prima dallo stomaco e poi va nell’intestino. Ecco perché coliche e reflusso spesso coesistono nello stesso bambino.

Fattori che Contribuiscono al Reflusso

Lo sfintere esofageo inferiore non riesce a prevenire il reflusso del contenuto gastrico nell'esofago. La pressione dello sfintere esofageo inferiore può diminuire transitoriamente in modo spontaneo (rilassamento inappropriato), che è la causa più comune del reflusso, o dopo l'esposizione a agenti come il fumo di sigaretta o la caffeina (nelle bevande o nel latte materno). La pressione esofagea di base è normalmente negativa, mentre la pressione di base dello stomaco è positiva. La pressione nello sfintere esofageo inferiore deve superare quella del gradiente di pressione che impedisce il reflusso.

I fattori che aumentano il gradiente o diminuiscono la pressione dello sfintere esofageo inferiore predispongono al reflusso. Per esempio, il gradiente di pressione può aumentare nei lattanti che sono sovralimentati, dove un eccesso di volume di cibo provoca un'aumento della pressione gastrica. Anche nei lattanti che hanno una malattia polmonare cronica la pressione intratoracica inferiore aumenta il gradiente attraverso lo sfintere esofageo inferiore. Inoltre, la posizione, ad esempio la posizione seduta, aumenta la pressione intra-addominale e gastrica, favorendo il reflusso. I frequenti rigurgiti sono causati, quindi, sia dall’immaturità dello sfintere esofageo e sia da un’alimentazione solo liquida, visto che l’unico nutrimento del neonato è il latte, o materno o in formula.

Reflusso neonatale, Mamma aiutami ;-)

Cause Specifiche e Meno Comuni

  • Allergie Alimentari: Le allergie alimentari, più comunemente l'allergia alle proteine del latte di mucca, ne sono un'altra causa.
  • Gastroparesi: Una causa meno comune è la gastroparesi (ritardato svuotamento dello stomaco), in cui il cibo rimane nello stomaco per un periodo di tempo più lungo, mantenendo un'elevata pressione gastrica che predispone al reflusso.
  • Malattie Metaboliche o Anomalie Anatomiche: Raramente, un bambino può avere vomito ricorrente che imita il reflusso gastroesofageo a causa di una malattia metabolica (p. es., i difetti del ciclo dell'urea, galattosemia, intolleranza ereditaria al fruttosio) o un'anomalia anatomica (come una stenosi pilorica o una malrotazione). L'ostruzione o il restringimento di un tratto di esofago o di stomaco (più precisamente del tratto pilorico dello stomaco) è una condizione che nei bambini è possibile, ma molto rara. Se l'ostruzione o il restringimento risiedono tra stomaco e intestino tenue, cioè a livello della valvola chiamata piloro, si parla anche di stenosi pilorica. La malattia da reflusso gastroesofageo, l'esofagite eosinofila, la stenosi pilorica ecc. possono essere suggerite da queste manifestazioni.
  • Fattori Legati al Parto e alla Postura: La compressione del cranio al momento del parto può essere una causa. Infatti, durante questo passaggio, si verifica una compressione delle ossa craniche, che nella maggior parte dei casi si riallineano da sé in breve tempo. Il parto, infine, crea una forza enorme che agisce sul neonato e può causare altre problematiche posturali, come per esempio la testa piatta o plagiocefalia.
  • Tipologia di Allattamento: La differenza tipologia di allattamento, tra latte materno o con formula può incidere sul reflusso nel neonato perché quello materno è più facilmente digeribile dal neonato. La presenza degli enzimi digestivi nel neonato è il fattore principale della sua capacità digestiva. Nei neonati prematuri la lattasi è poco disponibile, causando problemi come gas, tensione addominale e diarrea. Gli studi dimostrano comunque una maggior prevalenza di reflusso in neonati allattati con la formula. Un altro aspetto importante è la tipologia di allattamento, ovvero se al seno o con biberon. L’allattamento al seno stimola e rinforza i muscoli della bocca e della lingua, permettendo un corretto sviluppo dei denti e della mandibola.
  • Immaturità Fisiologica: Il cardias dei bambini appena nati (e fino al 12esimo-18esimo mese) è ancora immaturo e poco funzionale.

Sintomi del Reflusso nel Neonato: Come Riconoscerli

Riconoscere il reflusso nel tuo neonato può essere complicato, ma ci sono alcuni sintomi tipici a cui prestare attenzione. Il sintomo principale della malattia da reflusso gastroesofageo è il frequente rigurgito (rigurgito, rigurgiti umidi). Gli episodi di rigurgito possono avvenire sia vicino ai pasti sia lontano da essi, e possono essere più o meno marcati. Per esperienza personale, è sempre molto importante valutare se gli episodi di rigurgito sono associati a irritabilità o il bambino vomita senza quasi accorgersene.

I neonati in cui il reflusso ha causato una malattia da reflusso gastroesofageo hanno sintomi supplementari, come:

  • Irritabilità: Un neonato che piange molto durante o subito dopo la poppata potrebbe avere reflusso. L'irritabilità, un sintomo comune nel reflusso gastroesofageo, ha molte cause, tra cui infezioni gravi e disturbi neurologici, che devono essere esclusi prima di concludere che l'irritabilità è causata da reflusso gastroesofageo.
  • Rifiuto di alimentazione: I neonati possono non riuscire ad aumentare di peso in modo appropriato o, meno spesso, perdere peso.
  • Problemi respiratori: Recidiva cronica di tosse o respiro sibilante e a volte stridore. L'irritazione laringea e delle vie aeree può causare sintomi respiratori come tachipnea, sibili o stridore.
  • Apnea o episodi di inarcamento della schiena intermittenti: Inarcamento del tronco a seguito della poppata. Molto meno frequentemente, i lattanti hanno apnea o episodi di inarcamento della schiena intermittenti e girano la testa da un lato (sindrome di Sandifer).
  • Difficoltà digestive: Difficoltà e la lentezza nel digerire il latte appena dopo la poppata, durante la suzione stessa o a distanza. A causa di questa difficoltà digestiva il neonato presenta fastidio a livello gastrico che si manifesta in pianto sia durante la poppata, sia a distanza da essa.
  • Singhiozzo frequente: Se si verifica più volte al giorno, potrebbe essere associato al reflusso.
  • Tosse frequente: Un altro sintomo che il bambino che soffre di reflusso può presentare è la tosse.
  • Problemi del sonno: Difficoltà a dormire o si sveglia spesso piangendo.
  • Pressione gastrica: Il genitore può avere la sensazione o accorgersi dal rumore che il latte appena mangiato sembra risalire. Il bambino continua a digerire a distanza di ore dalla poppata.
  • Ipertono del neonato.

Sintomi comuni di reflusso nel neonato

Reflusso Silente del Neonato

Questa definizione è molto in voga tra i professionisti sanitari per definire un’irritabilità del neonato in concomitanza della poppata o subito dopo di essa, ma in assenza di rigurgiti che giustifichino un reflusso gastroesofageo vero e proprio. Tale irritabilità viene attribuita a delle difficoltà digestive e di svuotamento gastrico. Non essendoci il segno oggettivo della risalita di latte nell’esofago e in bocca (assenza di rigurgiti), questa tipologia di reflusso viene definita ‘’reflusso silente’’. Nonostante il bambino non rigurgiti, il sistema gastro-intestinale risulta ugualmente irritato e infiammato (pancia gonfia e dolente).

Segni d'Allarme che Richiedono Attenzione Medica Immediata

I lattanti che hanno rigurgiti senza sforzo, che stanno crescendo normalmente e che non hanno altri sintomi (talvolta indicati come "rigurgitanti felici") hanno reflusso gastroesofageo fisiologico e non richiedono ulteriori valutazioni. Visto che il rigurgitare è così comune, molti lattanti con disturbi gravi hanno anche una storia di rigurgito.Tuttavia, ci sono alcuni segnali d’allarme che potrebbero indicare un problema di salute più serio. I segni d'allarme che fanno intuire che i lattanti hanno qualcosa di diverso dal reflusso gastroesofageo sono:

  • Vomito con sforzo, soprattutto vomito a getto (espulsione dalla bocca di latte che può arrivare anche a qualche metro di distanza).
  • Distensione addominale, associato a pianto e irritabilità.
  • Vomito contenente sangue o bile (verdastro).
  • Febbre.
  • Scarso aumento del peso o perdita di peso.
  • Sangue nelle feci o diarrea ematica (con sangue rosso vivo).
  • Diarrea persistente.
  • Anemia sideropenica.
  • Sviluppo anormale/ritardato o manifestazioni neurologiche (p. es., protrusione delle fontanelle, convulsioni, ipotonicità, ipertonicità).
  • Difficoltà di alimentazione non spiegate: rifiuto del cibo, conati di vomito, apnea.
  • Tosse durante il pasto.
  • Letargia.

Lattanti con queste caratteristiche richiedono una pronta valutazione. Il vomito biliare in un lattante è una potenziale emergenza chirurgica perché potrebbe essere un sintomo di malrotazione dell'intestino che può condurre a un volvolo dell'intestino medio.Il reflusso non può essere indicativo di una intolleranza al lattosio.

Complicanze della Malattia da Reflusso Gastroesofageo

Le complicanze della malattia da reflusso gastroesofageo sono dovute principalmente ad irritazione causata dai succhi gastrici ed al deficit calorico causato dal rigurgito frequente di cibo.L'acido dello stomaco può irritare l'esofago, la faringe, la laringe, e, in caso di aspirazione, le vie aeree. L'irritazione esofagea significativa (esofagite) può causare una perdita di sangue cronica lieve e provocare una stenosi esofagea e un rifiuto alimentare. L'irritazione laringea e delle vie aeree può causare sintomi respiratori come tachipnea, sibili o stridore. L'aspirazione può causare polmoniti ricorrenti.

La malattia da reflusso gastroesofageo è molto frequente nei pazienti con grave ritardo neuro-motorio, in cui spesso tende a complicarsi in esofagite, polmoniti da aspirazione del cibo refluito, restringimento dell'esofago (stenosi peptica), emissione di sangue con il vomito (ematemesi), anemia e difficoltà nella deglutizione del cibo (disfagia).

Diagnosi del Reflusso nel Neonato

La diagnosi viene spesso fatta clinicamente e può comprendere un tentativo di cambiamento nella dieta o in alcuni casi un tentativo di farmaci che sopprimono l'acido. La diagnosi di reflusso gastroesofageo è clinica, basata su un'attenta anamnesi e un esame fisico. Il primo passo nella valutazione è determinare se il neonato presenta segnali di allarme che suggeriscano una malattia da reflusso gastroesofageo o una malattia gastrointestinale, neurologica o sistemica sottostante, che possano richiedere ulteriori approfondimenti.

I lattanti che hanno sintomi compatibili con la malattia da reflusso gastroesofageo, ma senza complicanze gravi, possono essere sottoposti a una sperimentazione terapeutica di farmaci che riducono l'acidità in caso di malattia da reflusso gastroesofageo. Il miglioramento o la scomparsa dei sintomi suggeriscono che la malattia da reflusso gastroesofageo è la diagnosi. Se il bambino continua a migliorare, probabilmente non saranno necessari altri esami. I lattanti con sospetta allergia alimentare possono anche assumere una formula ampiamente idrolizzata (anallergica) per 2-4 settimane per verificare se i sintomi sono causati da un'allergia alimentare.

Esami diagnostici per reflusso

Esami Strumentali Specifici

Alcuni neonati, tuttavia, richiedono una serie di radiografie con contrasto del tratto gastrointestinale superiore, l'uso di sonde per il pH e l'impedenza esofagea e, a volte, l'endoscopia.Nei lattanti e nei bambini di età inferiore a 8-12 anni, la difficoltà nel descrivere sintomi che spesso sono non classici, pone la necessità di effettuare test strumentali per porre diagnosi.

  • Misurazione del pH esofageo o pH-metria e impedenziometria: Se la diagnosi non è chiara o vi è ancora il dubbio di sapere se il reflusso è in realtà la causa dei sintomi come la tosse o un respiro sibilante, un gastroenterologo pediatrico può eseguire test usando pH-metria esofagea o impedenziometria. Per la sua realizzazione, occorre inserire un apposito sondino, che viene inserito nel naso e poi condotto pian piano fino ai due compartimenti dell'apparato digerente sopraccitati. Questo è un esame poco invasivo che si effettua attraverso l'introduzione di un sondino che documenta l'entità del reflusso (frequenza e durata) nelle 24 ore. I genitori registrano la comparsa dei sintomi (manualmente oppure utilizzando un marcatore di eventi sulla sonda); i sintomi vengono poi correlati con gli episodi di reflusso rilevati dalla sonda. Una sonda da pH-metria può anche essere usata per valutare l'efficacia della terapia con acido-soppressori. Una sonda di impedenza ha la capacità di rilevare il reflusso non acido così come il reflusso acido; è necessaria poiché alcuni pazienti possono ancora essere affetti da reflusso anche quando l'acido è tamponato da farmaci e il reflusso non è acido.
  • Endoscopia gastrointestinale superiore con biopsia: L'endoscopia gastrointestinale superiore con la biopsia viene talvolta fatta per aiutare nella diagnosi di infezione o di allergia alimentare e rilevare e quantificare il grado di esofagite. Si effettua mediante l'uso di un endoscopio che consente di osservare le pareti dell'esofago, dello stomaco e della prima porzione dell'intestino e che permette al contempo di prelevare piccoli frammenti di mucosa per effettuare la valutazione istologica.
  • Laringotracheobroncoscopia: La laringotracheobroncoscopia può essere eseguita per rilevare l'infiammazione della laringe o i noduli delle corde vocali. I macrofagi carichi di lipidi, la pepsina, o entrambi negli aspirati bronchiali non svolgono un ruolo significativo nella diagnosi di reflusso.
  • Transito gastrointestinale superiore con contrasto radiografico: È il primo test; può aiutare a diagnosticare il reflusso ed anche individuare eventuali disturbi anatomici gastrointestinali che causano rigurgito. Il reflusso nell'esofago medio o superiore è molto più significativo del reflusso solo nell'esofago distale.
  • Scintigrafia dello svuotamento gastrico: Per i lattanti con rigurgito ore dopo aver mangiato, che sono quindi sospettati di avere gastroparesi, una scintigrafia dello svuotamento gastrico può essere appropriata.
  • Esami di laboratorio: Gli esami di laboratorio consistono nell'esecuzione di analisi su campioni di urine e sangue. La loro esecuzione serve a identificare alcune cause che possono indurre il vomito o la perdita di peso.
  • Ecografia pilorica o imaging cerebrale: I lattanti con vomito ripetuto e intenso non devono essere considerati affetti da reflusso e devono essere valutati per altri disturbi come, per esempio, con un'ecografia pilorica per valutare un'eventuale stenosi pilorica o mediante imaging cerebrale per valutare cause di elevata pressione endocranica (p. es., tumore cerebrale).

Il lattante con reflusso va rivalutato periodicamente per verificare l’accrescimento staturo-ponderale, la variazione (miglioramento o peggioramento) e l’eventuale comparsa di nuovi sintomi e segni.

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Trattamento e Rimedi per il Reflusso nel Neonato

Il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo comincia con la modifica dell'alimentazione e della postura post-alimentazione. Per i lattanti con reflusso gastroesofageo fisiologico, l'unico trattamento necessario è quello di rassicurare i genitori o coloro che si occupano del bambino che i sintomi sono normali e si risolveranno. I lattanti con reflusso gastroesofageo che necessitano di trattamento, in genere all'inizio con misure conservative.

Modifiche dello Stile di Vita e Alimentazione

Come primo passo, la maggior parte dei medici raccomanda di rivedere le tecniche di alimentazione (p. es., il volume delle poppate, il corretto ruttare, il posizionamento). Se la correzione della tecnica non è sufficiente, l'alimentazione può essere addensata aggiungendo 10-15 mL (1/2 a 1 cucchiaio) di cereali di riso a 30 mL di formula. Una formula ispessita sembra ridurre il reflusso, in particolare quando il bambino è mantenuto in posizione verticale per 20 a 30 minuti dopo il pasto. La formula ispessita può non fluire correttamente attraverso l'orifizio, quindi l'orifizio spesso deve essere ingrandito per consentire un flusso adeguato. Fornire pasti più piccoli e più frequenti aiuta a ridurre la pressione gastrica minimizzando il volume e migliorando lo svuotamento gastrico, e spesso riduce il reflusso. Tuttavia, è importante mantenere un ammontare adeguato di formula per 24 h per garantire una crescita adeguata. Inoltre, fare eruttare il lattante dopo ogni 30-60 mL può anche diminuire la pressione gastrica espellendo l'aria che il bambino sta inghiottendo.

  • Allattamento Materno: Prediligere l’allattamento materno a richiesta, poiché il latte materno è l’alimento di scelta; la sua composizione proteica favorisce la digeribilità e lo svuotamento gastrico. Se il bambino è allattato al seno bisogna valutare l’alimentazione materna (ci sono alcuni cibi assunti dalla mamma che irritano il sistema gastro-intestinale del bambino in gravidanza e in allattamento). Un tentativo di sottoporre la madre a una rigorosa dieta priva di proteine di latte vaccino per diverse settimane può essere utile. Se i sintomi non rispondono, si raccomanda di rivolgersi a un gastroenterologo. I neonati e i bambini devono evitare di ingerire caffeina, anche nel latte materno.
  • Allattamento Artificiale: In caso di allattamento misto, iniziare prima con il latte materno e poi proporre al lattante il latte artificiale in quantitativi idonei al peso e all’età. In caso di allattamento artificiale evitare di sovralimentare il lattante. In questo caso l’allattamento non sarà a richiesta ma dovranno trascorrere almeno 3 ore tra un pasto e il successivo. Se le misure conservative falliscono, una prova di formula ipoallergenica deve essere tentata nei lattanti nutriti con latte artificiale per 2-4 settimane poiché questi neonati possono avere un'allergia alimentare. La formula ipoallergenica (formule proteiche idrolizzate) può anche migliorare lo svuotamento gastrico nei neonati che non hanno un'allergia alimentare. Bisogna valutare la tipologia di latte artificiale (tutti i latti hanno gli stessi valori nutrizionali ma non tutti i tipi/marche di latte vengono digeriti bene, anzi), la tipologia di biberon, la tettarella, come viene posizionato il bambino durante la poppata al biberon, il ritmo della poppata stessa e le pause.
  • Altri Fattori: Bisogna valutare eventuali integratori alimentari materni e del bambino e il microbiota materno. Evitare esposizione al fumo di sigaretta (accertato fattore di rischio per la malattia da reflusso e non solo). Creare un ambiente sereno e rilassante durante la poppata per favorire una buona digestione.

Modifiche alimentari per ridurre il reflusso

Posizionamento del Neonato

Dopo il pasto, i lattanti sono tenuti in postura verticale, non seduti, per 20-30 minuti (seduto, come in un seggiolino, aumenta la pressione gastrica e non è di aiuto). Per il sonno, il posizionamento laterale sinistro e l'elevazione della testa della culla non sono raccomandati a causa di problemi di sicurezza. Indipendentemente dalla presenza di reflusso, l'unica posizione per dormire raccomandata per i neonati è supina; ha dimostrato di ridurre il rischio di sindrome della morte improvvisa inaspettata del neonato, compresa la sindrome della morte improvvisa del lattante, e la morte correlata ad asfissia posizionale.

La posizione anti-reflusso si basa sull'orientamento del corpo del lattante in modo da favorire la gravità e ridurre la probabilità che il latte risalga dallo stomaco. Il lattante dovrebbe assumere una posizione semiseduta o con inclinazione di circa 30 gradi (sempre da sdraiato). Non è consigliabile far assumere la posizione prona o inclinata su un fianco e nemmeno utilizzare supporti come il cuscino anti-reflusso. Se allatti al seno, migliora la tecnica di allattamento tenendo il piccolo in una posizione tale che la testa sia più alta rispetto al sederino, con un angolo di circa 45°. Se invece il tuo bambino è alimentato artificialmente, assicurati che il biberon o la tettarella non siano mai completamente pieni per evitare una poppata troppo veloce.

Terapia Acido-Soppressiva e Farmaci

Alcuni bambini richiedono farmaci che sopprimono l'acido. Il trattamento farmacologico va utilizzato esclusivamente per i bambini con diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo. Vengono utilizzati farmaci che inibiscono la produzione di acido nello stomaco. Tre classi di farmaci vengono utilizzate nei lattanti con malattia da reflusso che non rispondono a modifiche dietetiche ed alla postura: inibitori della pompa protonica, anti-istamina-2 (H2) e, raramente, farmaci per la promotilità.Le società specializzate del Nord America e dell'Europa raccomandano che ai lattanti e ai bambini con malattia da reflusso gastroesofageo che non rispondono alle modificazioni dell'alimentazione e del posizionamento venga somministrato un inibitore della pompa protonica (PPI). Se gli inibitori della pompa protonica non sono disponibili o non possono essere utilizzati, può essere somministrato un anti-H2. Questi farmaci non sono raccomandati per il trattamento del pianto/angoscia e/o di un rigurgito visibile. Un tipico regime di inibitori della pompa protonica è il lansoprazolo per via orale 1 volta/die. Per i neonati che rispondono, il farmaco viene continuato per diversi mesi e poi ridotto e sospeso; per coloro che non rispondono, si cerca una causa diversa per i sintomi.

Attenzione a ranitidina e omeprazolo. Specie nei bambini molto piccoli, la ranitidina e l'omeprazolo (e tutti i medicinali simili) vanno usati con cautela e solo se strettamente necessario, perché potrebbero provocare anche gravi effetti collaterali.I farmaci di promotilità (procinetici) sono teoricamente utili perché aumentano la velocità dello svuotamento gastrico e quindi riducono il volume del contenuto gastrico e il tempo durante il quale il contenuto è presente e può refluire. Le società specializzate del Nord America e dell'Europa scoraggiano l'uso di farmaci di promotilità come trattamenti di prima linea, anche se il baclofene può essere provato prima di un intervento chirurgico su neonati che non rispondono ai farmaci.

Intervento Chirurgico

La chirurgia antireflusso è necessaria solo nei casi più gravi. L'intervento chirurgico consiste in una procedura, nota come fundoplicatio, durante la quale una parte di stomaco viene suturata attorno alla base dell'esofago, esattamente dove risiede il cardias.

Approcci Complementari: Osteopatia Pediatrica

Bisogna valutare la presenza di tensioni gastrointestinali createsi a causa del quadro infiammatorio (basta sentire se l’addome è gonfio e dolente) e bisogna migliorarle col massaggio osteopatico alla pancia (Osteo-Massage al neonato, massaggio da fare 2 volte al giorno fino a miglioramento del reflusso del neonato). Il massaggio osteopatico alla pancia può aiutare a migliorare il transito gastrico e intestinale. Oltre ai fondamentali parametri citati in precedenza, l'osteopata valuta la mobilità del diaframma toracico (posto appena sopra lo stomaco) e di quello pelvico. I diaframmi svolgono un ruolo importante nello svuotamento gastrico e nella peristalsi intestinale. Molto spesso ci sono delle forti limitazioni nei bambini che soffrono di reflusso causate da malposizioni intrauterine o da un parto difficoltoso. Si valuta anche la presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica che creano dolore.

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