La crioconservazione degli embrioni rappresenta una pietra miliare nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), offrendo alle coppie una prospettiva preziosa per la gestione della propria fertilità. Questa tecnica, che consiste nel congelamento di embrioni in azoto liquido a temperature estremamente basse, circa -196°C, permette di preservare il materiale biologico nel tempo, mantenendone inalterate le condizioni e bloccando temporaneamente il loro sviluppo.

Comprendere la Crioconservazione: Principi e Applicazioni
Per crioconservazione si intende il congelamento di materiale biologico in azoto liquido per conservarlo nel tempo, mantendone inalterate condizioni. Questa tecnica si può applicare agli ovociti e al liquido seminale per la preservazione della fertilità, ma è soprattutto la crioconservazione degli embrioni ad aver assunto un ruolo sempre più centrale nel campo della PMA, fino a diventare una procedura di routine. L'obiettivo principale della crioconservazione è offrire alle coppie che ricorrono a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), una possibilità di conservare gli embrioni per usi futuri, sia in prospettiva di completare la famiglia sia per motivi di salute.
La normativa italiana, in particolare la Legge 40/2004, disciplina le tecniche di PMA. Inizialmente restrittiva, è stata modificata da sentenze della Corte Costituzionale che hanno ampliato le possibilità. La sentenza n. 151 del 2009, ad esempio, ha dichiarato incostituzionale il divieto di produrre più di tre embrioni e l'obbligo di impiantarli tutti in un unico trasferimento, aprendo le porte alla crioconservazione degli embrioni in sovrannumero. La sentenza n. 96 del 2015 ha poi sancito il diritto di accedere alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di malattie genetiche. Nonostante queste aperture, la normativa italiana prevede che gli embrioni non possano essere donati ad altre coppie o alla ricerca scientifica, e che non possano essere distrutti.

Il Processo di Crioconservazione: Dalla Vitrificazione allo Scongelamento
Il termine "congelamento degli embrioni" può generare un'immagine poco accurata del processo effettivo. Nella pratica clinica odierna, infatti, la tecnica più utilizzata è la vitrificazione, un congelamento ultrarapido che evita la formazione di cristalli di ghiaccio all'interno delle cellule embrionali. La crioconservazione avviene attraverso l'aggiunta di sostanze protettive, dette crioprotettori, che agiscono in modo simile all'antigelo utilizzato. Successivamente, gli embrioni vengono immersi in azoto liquido, a -196°C. La vitrificazione è basata sull'uso di concentrazioni molto elevate di crioprotettori e tassi di raffreddamento estremamente elevati che evitano la formazione di cristalli di ghiaccio.
Il processo si articola in diverse fasi:
- Crioconservazione (Vitrificazione): Gli embrioni vitrificati vengono poi immersi nell’azoto liquido all’interno di contenitori criogenici in cui la temperatura rimane stabile a circa -196°C. A queste temperature, qualsiasi attività biologica si arresta, mantenendo intatta la loro fisiologia.
- Conservazione: I criocontenitori vengono controllati e riempiti periodicamente con azoto liquido, per mantenere la temperatura costante. Gli embrioni possono rimanere crioconservati per diversi anni, e alcuni studi suggeriscono che il tempo di congelamento non comprometta né la qualità dell'embrione né le possibilità di gravidanza.
- Thawing (Scongelamento o “Devitrificazione”): Quando la coppia decide di procedere con il trasferimento, gli embrioni vengono scongelati in laboratorio attraverso procedure graduali che rimuovono i crioprotettori prima di rimetterli in coltura. Gli embrioni vengono rimossi dall’azoto liquido e sottoposti al processo di scongelamento graduale.
- Valutazione: Vengono valutati gli embrioni ritenuti idonei per il trasferimento. L’esito positivo della crioconservazione dipende anche da diversi fattori biologici, come la qualità dell’embrione al momento del congelamento. Embrioni di buona qualità hanno un maggior tasso di sopravvivenza allo scongelamento e maggiori probabilità di impianto. Anche lo stadio di sviluppo influenza il successo della crioconservazione: le blastocisti tendono ad avere tassi di sopravvivenza e di impianto più alti rispetto agli embrioni in terza giornata.
- Trasferimento in utero: Gli embrioni ritenuti idonei sono trasferiti nella cavità uterina mediante un catetere flessibile. La procedura è solitamente indolore e non richiede anestesia.
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Perché Congelare gli Embrioni? Vantaggi e Considerazioni
La crioconservazione degli embrioni offre numerosi benefici dal punto di vista clinico. Innanzitutto, consente di trasferire un solo embrione per volta, congelando quelli in eccesso e riducendo così in modo significativo il rischio di gravidanze multiple. Un ulteriore vantaggio riguarda la sicurezza: posticipare il trasferimento dell’embrione riduce il rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), una complicanza della stimolazione ormonale caratterizzata da un’eccessiva risposta delle ovaie ai farmaci.
Inoltre, la crioconservazione rappresenta una strategia fondamentale all’interno di un percorso di fecondazione in vitro (FIV). Durante un ciclo di FIV, spesso vengono prodotti più embrioni di quanti se ne possano trasferire in un singolo tentativo. Congelare gli embrioni sovrannumerari garantisce la possibilità di futuri tentativi senza dover ripetere l'intero ciclo di stimolazione ormonale e prelievo ovocitario, riducendo così i costi e la complessità dei trattamenti.
La crioconservazione interviene anche in tutti i casi in cui il trasferimento con embrioni freschi possa essere non indicato o addirittura comportare un rischio per la donna ricevente il trattamento. Analogamente, è fortemente consigliata la conservazione di tutti gli embrioni e la conseguente cancellazione di un transfer con embrioni freschi nei casi in cui gli ormoni usati per stimolare l’ovaio abbiano generato una condizione di iperstimolazione ovarica.

Preparazione Endometriale per il Trasferimento di Embrioni Crioconservati
Prima del trasferimento di embrioni crioconservati, è fondamentale che l’endometrio (la mucosa che riveste internamente l’utero) raggiunga lo spessore e la recettività ottimali. Il trattamento con gli embrioni congelati è semplice, comodo e conveniente. Non è necessario sottomettersi a iniezioni giornaliere né a numerosi controlli ecografici. I due metodi principali per la preparazione endometriale sono:
Ciclo Artificiale (con terapia ormonale): Questo ciclo inizia con le mestruazioni e si basa sulla somministrazione di estrogeni per via orale o transdermica (sotto forma di cerotti o gel) per un periodo di circa due settimane prima del trasferimento. A volte, il medico può anche prescrivere una singola iniezione prima di iniziare il trattamento. Una volta verificata un’adeguata risposta al trattamento, verranno aggiunte delle supposte vaginali di progesterone (in alcune occasioni anche per via sottocutanea) e verrà eseguito il criotrasferimento dopo l’esposizione uterina al progesterone per un numero di giorni equivalente allo sviluppo dell’embrione che sarà utilizzato. Il giorno del criotransferimento o i giorni precedenti si effettuerà un’analisi per verificare i livelli di progesterone nel sangue.
Ciclo Naturale: La preparazione dell’endometrio nel ciclo naturale si ottiene attraverso gli ormoni (estrogeni e progesterone) prodotti dal follicolo ovarico in crescita, perciò per effettuare questo trattamento è fondamentale avere cicli mestruali regolari. Sarà necessario monitorare il ciclo ovarico per mezzo di una o più ecografie fino al rilevamento del follicolo che sta per ovulare. L’ovulazione viene attivata con una singola iniezione di HCG. Il criotrasferimento avviene una settimana dopo l’ovulazione. Nei giorni precedenti al criotransferimento si effettuerà un trattamento di sostentamento il quale prevede che vengano aggiunti ovuli vaginali di progesterone a dosi ridotte e che sarà mantenuto durante il primo trimestre.
Entrambi i trattamenti raggiungono lo stesso risultato riproduttivo e sarà il proprio medico a consigliare il più appropriato a seconda della propria anamnesi. La tecnica di trasferimento dell’embrione crioconservato è identica a quella utilizzata per gli embrioni freschi, non richiede una preparazione diversa o ulteriore disagio.
Possibilità di Successo e Sicurezza della Crioconservazione
Le possibilità di rimanere incinta con la fertilizzazione in Vitro variano considerevolmente in funzione del tipo di trattamento e delle caratteristiche della coppia (età, cause di sterilità, ecc.). Per questo le percentuali di successo devono essere individualizzate caso per caso. Tuttavia, i dati raccolti delle gravidanze e dei bambini nati dopo i trattamenti con embrioni congelati non hanno riportato nessuna differenza rispetto agli embrioni trasferiti senza sottoporsi previamente a una criopreservazione.
Fonti internazionali di rilievo come l’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) e l’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) hanno pubblicato linee guida e studi clinici volti a dimostrare la sicurezza ed efficacia della crioconservazione degli embrioni, sia in termini di probabilità di gravidanza sia di esiti di salute per il nascituro. Diverse meta-analisi hanno evidenziato che la tecnica di congelamento ultrarapido (vitrificazione) offre elevate garanzie di sicurezza, con rischi di anomalie congenite simili a quelli della popolazione generale.
Uno dei quesiti più frequenti nella crioconservazione degli embrioni riguarda la salute dei futuri bambini. Naturalmente, ogni caso va valutato singolarmente, considerando l’età materna, lo stato di salute dei genitori, la qualità degli embrioni e il corretto svolgimento dei protocolli medici. La crioconservazione degli embrioni è considerata generalmente sicura e ben consolidata in ambito medico. Dal punto di vista biologico, la vitrificazione ha migliorato notevolmente i risultati rispetto alle metodiche di congelamento lento, riducendo i danni dovuti ai cristalli di ghiaccio.

Gestione degli Embrioni Crioconservati: Aspetti Legali ed Etici
La gestione degli embrioni crioconservati solleva questioni legali ed etiche complesse. In Italia, la decisione sul destino di questi embrioni è spesso molto complessa e carica di significato emotivo. Questa difficoltà nasce in gran parte dalla diversa percezione che le persone hanno dell’embrione: per alcuni si tratta semplicemente di un “tessuto biologico”, mentre per altri rappresenta una vera e propria entità vivente, un “figlio potenziale” con propri diritti da tutelare.
Le opzioni consentite per la gestione degli embrioni crioconservati sono limitate a due possibilità: il trasferimento in utero o il mantenimento indefinito in crioconservazione. La normativa italiana prevede che gli embrioni sovrannumerari ottenuti nell’ambito di un trattamento di procreazione assistita possano essere abbandonati mediante un’apposita dichiarazione firmata, con cui la coppia rinuncia agli embrioni.
Sul piano morale, entrano in gioco convinzioni personali, culturali e religiose: il riconoscimento dell’embrione come vita potenziale, la responsabilità verso quelli “abbandonati”, la tutela dell’identità genetica e il rifiuto di ogni uso non procreativo senza consenso.
La clinica chiede regolarmente (ogni 2 anni) se si desidera conservare i propri embrioni congelati per effettuare un nuovo tentativo. Non c’è nessun obbligo: le blastocisti vengono mantenute presso la clinica e appartengono alla coppia. La decisione sul futuro degli embrioni è un percorso che richiede profonda riflessione e dialogo con il proprio centro di riferimento.
Crioconservazione del Seme: Una Soluzione Complementare
Parallelamente alla crioconservazione degli embrioni, esiste la possibilità di crioconservare il seme maschile. Questa tecnica si basa sul congelamento del liquido seminale in contenitori appositi, a temperature estremamente basse (−196 °C) mediante l’utilizzo di azoto liquido. È necessario rivolgersi a un centro specializzato in medicina della riproduzione. Dopo una visita medica e gli esami preliminari, il paziente effettua la raccolta del campione.
Il periodo di conservazione dello sperma in congelamento non influisce sulla qualità del campione, pertanto può rimanere crioconservato tutto il tempo che si ritiene opportuno. La procedura è considerata sicura e ampiamente validata da società scientifiche internazionali come l’OMS e l’ESHRE. L’uso di crioprotettori e il raffreddamento graduale riducono notevolmente i rischi di danno cellulare. La crioconservazione del seme è disponibile per qualsiasi uomo che desideri preservare la propria fertilità. I rischi diretti per il paziente sono minimi, in quanto la procedura di raccolta è solitamente non invasiva. In generale, possono verificarsi lievi cali nella motilità e vitalità degli spermatozoi, ma la tecnica consente di preservare la capacità riproduttiva per futuri utilizzi.
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