Il Profondo Impatto Psicologico ed Emotivo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e dell'ICSI sulle Famiglie: Un Percorso Tra Speranza e Resilienza

Molti giovani adulti si aspettano un giorno di diventare genitori, un'aspettativa sociale radicata in molte culture che spesso si scontra con la realtà dell'infertilità. L’infertilità è una malattia del sistema riproduttivo che altera la capacità del corpo di concepire un figlio. Secondo l’American Society for Reproductive Medicine (ASRM), l'infertilità è di solito diagnosticata quando le coppie non hanno avuto successo nell'ottenere una gravidanza dopo 1 anno di rapporti non protetti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’infertilità come l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti sessuali non protetti, considerandola una patologia dell'apparato riproduttivo maschile o femminile e capace di generare disabilità. Tale condizione colpisce circa 1 persona su 6 in età fertile, con forti conseguenze psicologiche, sociali ed emotive, e si stima che nei paesi industrializzati una coppia su quattro viva un problema di infertilità.

Vista l’alta incidenza di questa condizione, è in aumentato lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie innovative in fecondazione assistita, come la ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection), strategie di crioconservazione migliorate e metodi di diagnosi reimpianto/screening genetico. Tuttavia, la crescente attenzione per gli aspetti medici, biologici e genetici dei pazienti infertili non è stata seguita da un'attenzione parallela ai problemi emotivi che colpiscono le coppie. È ben noto che l’esperienza della sterilità può essere devastante per la coppia che desidera un figlio, un percorso complesso che coinvolge corpo, mente e relazioni, sottoponendo a dura prova l'identità individuale, il legame di coppia, la sessualità e le reti sociali.

L'Infertilità: Una Sfida Che Rimodella la Vita

Per le donne, la gravidanza e la maternità sono pietre miliari dello sviluppo e aspetti molto enfatizzati dalla nostra cultura e della società. Il presupposto sociale per il quale tutte le coppie hanno figli rende il tema comune nella conversazione iniziale quando ci si incontra qualcuno per la prima volta. Avere un figlio è un evento naturale, scritto nel percorso di vita di una coppia, e comporta a livello individuale l’acquisizione di una nuova identità, materna o paterna, mentre a livello di coppia rappresenta la realizzazione di un progetto condiviso e co-costruito tra i partner. Questo contesto sociale genera spesso una pressione difficile da affrontare.

Si parla di sterilità invece quando uno o entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile la procreazione. Questa si distingue dall'infertilità, dove la capacità di concepire è solo ridotta. L'infertilità viene distinta in primaria, se la donna non ha mai avuto precedenti gravidanze, o secondaria in caso contrario. Le cause possono essere multifattoriali: per gli uomini, che costituiscono il 20% dei casi di infertilità e il 30-40% in concausa con altri fattori, tali cause possono risiedere nella qualità del seme (sterilità secretoria) o nell'anatomia delle vie escretrici (sterilità escretoria). Nel 10-15% dei casi, inoltre, non è possibile individuare una causa specifica, portando alla diagnosi di infertilità idiopatica o inspiegata.

Le coppie che affrontano l'infertilità vivono un drastico cambiamento nella visione di sé, nei comportamenti e negli atteggiamenti verso se stessi e gli altri, nonché nelle relazioni sociali. Molte coppie arrivano tardi a decidere di avere un figlio, e sempre più spesso le donne e le coppie cercano una gravidanza ad un’età in cui il potenziale procreativo è già in forte calo. A questo si aggiungono rilevanti fattori di stress legati allo stile di vita odierno che incidono sulla fecondità, il che porta a una crescente richiesta di aiuto medico per la procreazione.

Coppia che si tiene per mano in un momento di difficoltà emotiva

Il Percorso della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Tecniche e Complessità

La PMA (procreazione medicalmente assistita) comprende tecniche mediche che supportano le coppie con difficoltà di fertilità nel concepire e ottenere l’impianto di una gravidanza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si può valutare il ricorso alla PMA dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti senza successo, un tempo che si riduce a 6 mesi per donne sopra i 35 anni o in presenza di fattori di rischio noti, come endometriosi, patologie uterine o interventi chirurgici all’apparato riproduttivo.

Le tecniche di PMA si distinguono in tre livelli di complessità e un trattamento eterologo:

  • PMA di Primo Livello: Metodiche non invasive in cui la fecondazione avviene all’interno dell’apparato genitale femminile (in vivo). Si utilizzano nei casi meno gravi di infertilità e includono l'Inseminazione intrauterina (IUI), in cui il liquido seminale viene trattato e introdotto direttamente nell’utero durante il periodo ovulatorio, e l'induzione dell’ovulazione per rapporti mirati, che stimola l’ovulazione con farmaci per aumentare le probabilità di concepimento naturale.

  • PMA di Secondo Livello: Prevedono la fecondazione in vitro, cioè l’incontro tra ovocita e spermatozoo avviene fuori dal corpo femminile. Richiedono stimolazione ormonale, prelievo degli ovociti (pick-up) e raccolta del liquido seminale.

    • ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection): Un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovocita. È indicata nei casi di infertilità maschile severa. Costituisce, insieme alla FIVET, una soluzione significativa, ma non a “costo zero” in termini di impatto.
    • FIVET (Fertilization In Vitro Embryo Transfer): Ovociti e spermatozoi vengono messi a contatto in laboratorio. Se si ottiene un embrione, viene trasferito nell’utero.
  • PMA di Terzo Livello: Includono procedure in vitro più complesse, come biopsie embrionali per diagnosi genetiche preimpianto (PGT), crioconservazione di ovociti, spermatozoi ed embrioni, e l'utilizzo di tecniche di laboratorio avanzate per migliorare le probabilità di impianto (es. assistenza all’hatching, colture prolungate a blastocisti).

  • Trattamento Eterologo: Prevede l’utilizzo di gameti esterni alla coppia (ovociti o spermatozoi donati) quando uno dei partner non può utilizzare i propri gameti a causa di infertilità, patologie genetiche o assenza di cellule riproduttive. Può essere applicato sia nelle tecniche di primo che di secondo livello, e in alcuni casi si possono usare embrioni donati.

La scelta del trattamento dipende dall’età, dalla diagnosi e dalla storia clinica della coppia. Generalmente, si procede gradualmente, partendo dalle tecniche meno invasive e passando a quelle più complesse solo in caso di fallimento. Dal momento in cui la coppia decide di intraprendere un percorso di PMA, si confronta con la possibilità di valutare la tecnica più adatta, tenendo conto non solo del quadro diagnostico, ma anche dell’impegno in termini fisici, economici, psicologici e di tempo, il che può rappresentare un impedimento al raggiungimento di obiettivi lavorativi o al mantenimento della carriera.

Illustrazione delle diverse tecniche di PMA, FIVET e ICSI

L'Impatto Psicologico ed Emotivo dell'Infertilità sulla Coppia e sull'Individuo

Le coppie che contemplano la decisione di intraprendere un percorso di PMA spesso sono stanche e sofferenti, poiché hanno già vissuto frequenti delusioni e insuccessi, sperimentando sentimenti di perdita rinnovati dall’arrivo del ciclo mestruale, che segna mensilmente il fallimento del progetto. Pensieri e paure diventano sempre più presenti con il passare del tempo e con i continui tentativi naturali non andati a buon fine. Le coppie si trovano a gestire sensazioni di delusione, impotenza, dolore, rabbia e senso di fallimento. Queste sensazioni potrebbero poi intensificarsi ulteriormente se anche i tentativi di riproduzione assistita non andassero a buon fine. Questo iter lungo e stressante, fatto di pratiche invasive, attese, incertezza del processo e preoccupazioni reiterate ad ogni step, è molto impegnativo a livello emotivo e relazionale di coppia.

Non dobbiamo dimenticare che l’esperienza dell’infertilità colpisce la qualità del legame della coppia e mette a dura prova gli equilibri costruiti fino a quel momento: i partner devono trovare le risorse per far fronte a qualcosa di imprevedibile ed estraneo che è la diagnosi di infertilità. Nella coppia possono generarsi atteggiamenti finalizzati a fornire sostegno e protezione oppure comportamenti conflittuali e ostili, che possono sfociare in accuse reciproche sulle responsabilità del fallimento procreativo che minano la coesione e la stabilità coniugale.

Il Carico Emotivo Iniziale: Shock, Negazione e Senso di Colpa

Affrontare un percorso di fecondazione assistita non riguarda solo l’ambito medico ma è una vera e propria sfida emotiva. La fase pre-trattamento può essere caratterizzata da disagio psicologico sia nella donna che nell’uomo. Alcuni studi, infatti, hanno evidenziato livelli maggiori di ansia e depressione nelle donne che stavano per sottoporsi al primo trattamento di PMA, con livelli di ansia maggiori rispetto alle donne che si erano già sottoposte a tecniche di PMA in precedenza, le quali però sembrano manifestare maggiormente sintomi depressivi.L'annuncio della diagnosi di infertilità porta con sé shock, incredulità e un profondo senso di perdita dell’immagine “naturale” della genitorialità. È comune una ricerca compulsiva di informazioni e un confronto, spesso idealizzato, con storie altrui. Emerge un senso di colpa e autoattribuzione, con pensieri come “ho aspettato troppo” o “è colpa del mio corpo”, talvolta accompagnato da vergogna. In questa fase, possono manifestarsi asimmetrie di coinvolgimento nella coppia, con un partner che "spinge" e l'altro che "frena". Il contrasto tra il percorso medico e il proprio vissuto personale è molto doloroso, e si può arrivare a identificarsi in un caso clinico o in una percentuale di probabilità.

La Pressione Sociale e l'Isolamento

Sebbene sia gli uomini sia le donne siano emotivamente influenzati dalla loro sterilità, in genere fanno fronte a questa difficoltà in modi diversi. Per le coppie infertili, l’isolamento è un altro aspetto da affrontare. Il contatto con il mondo, dove i segni di fertilità sono ovunque, è doloroso. La difficoltà di vivere e condividere, nel sociale, quel che le altre coppie raccontano, come le docce del bambino o i compleanni dei propri figli, possono rivelarsi impossibili da sopportare. Anche le attività della vita quotidiana, come vedere i neonati al supermercato o mentre ci si reca in ufficio, possono scatenare una forte risposta emotiva.

La solitudine in una situazione di infertilità è fatta di assenze, di silenzi, di persone intorno che, pur volendo bene, non possono capire fino in fondo cosa si prova. Ci si ritrova a vivere un dolore invisibile ma che pesa come un macigno, come in una campana di vetro, isolati pur essendo in una stanza piena di gente. Questo senso di essere tagliati fuori è comune e il dolore provato è reale, meritevole di spazio e rispetto. Il percorso di PMA è anche fatto di isolamento emotivo, di momenti in cui si vorrebbe solo che qualcuno stesse accanto senza parlare per confortare.

Donna che si sente sola in mezzo a una folla

Le Emozioni Oscillanti durante il Percorso PMA

La fecondazione assistita non è solo un protocollo medico ma è un vortice emotivo che travolge l’identità, la coppia, i sogni e le paure più profonde. Tutto ruota intorno alla domanda: “Funzionerà questa volta?”. Emotivamente ci si sente come su delle montagne russe: prima invincibili e capaci di sostenere la situazione, poi travolti dalla paura di fallire nuovamente e di non farcela.

Le emozioni provate durante un percorso di fecondazione assistita sono tante e diverse tra loro:

  • Ansia: Ogni attesa pesa e, nonostante gli sforzi, non c’è una garanzia di successo.
  • Rabbia: Verso il proprio corpo e verso chi è riuscito a coronare il sogno della genitorialità.
  • Tristezza: Un senso di vuoto che in alcuni casi può sfociare in uno stato di depressione emotiva o bassa autostima.
  • Senso di colpa: I problemi di fertilità vengono visti come un fallimento personale o mettono in crisi la coppia se si attribuisce la colpa al partner.
  • Speranza: Un barlume che riaccende l’animo ad ogni tentativo, ma è una speranza cauta, spesso silenziosa, che convive con la paura di illudersi ancora.

Questo stress emotivo legato all’infertilità cambia, scuote e mette in discussione l’individuo. È normale sentirsi sulle montagne russe emotive durante la fecondazione assistita; non c’è niente di sbagliato in questo, poiché il percorso è faticoso e pieno di ostacoli. Tra una visita e l’altra succede di tutto a livello interiore: bastano poche ore per passare dalla speranza all’angoscia e dall’euforia alla delusione. Inoltre, il corpo è esposto a continue stimolazioni ormonali, il che contribuisce a un repentino cambiamento dell’umore. Lo stress emotivo che deriva dalla fecondazione assistita ha un peso reale anche se non si vede da fuori.

La Sessualità Alterata: Da Intimità a Funzionalità

A rischio è anche la sessualità, che spogliata della sua funzione riproduttiva può diventare un atto sterile e meccanico. Un elemento fondamentale della coppia che spesso subisce gli effetti della diagnosi di infertilità e degli interventi di PMA è la sessualità. Molti studi evidenziano come le difficoltà sessuali possano essere un esito del percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, con l'infertilità che provoca problemi sessuali nel 10-60% dei casi, soprattutto in termini di perdita di desiderio sessuale e riduzione della frequenza dei rapporti.

Uno dei principali problemi è la perdita di spontaneità e piacere tipici dell’atto sessuale, che viene trasformato nel mezzo attraverso il quale raggiungere l’obiettivo di concepire, perdendo gli aspetti di intimità e gioco che caratterizzano i rapporti prima della diagnosi di infertilità. Studi riportano che il 69% degli uomini e il 26% delle donne evidenziano un calo del desiderio. La popolazione maschile può presentare il 17% di casi di disfunzione erettile e il 13,5% di eiaculazione precoce, mentre quella femminile il 50% di dispareunia e il 22% difficoltà nel raggiungere l’orgasmo.

Difficoltà sessuali sono state dimostrate sia alla ricezione della diagnosi che durante i trattamenti di PMA di I livello per le donne (orgasmo, eccitazione, lubrificazione e soddisfazione sessuale) e per gli uomini (desiderio e soddisfazione sessuale). Alcuni studi hanno inoltre evidenziato un nesso tra infertilità e disfunzioni sessuali, con un impatto maggiore sugli uomini. La sessualità “a orologeria” e la riduzione del piacere sono difficoltà frequenti durante il percorso.

L'Identità Personale e di Coppia Sotto Esame

L'infertilità, che oggi colpisce circa 1 coppia su 5, richiede sempre più spesso un percorso di procreazione medicalmente assistita. Avere un figlio rappresenta uno degli eventi più importanti nella coppia e nell’individuo: se nel primo caso consiste nel realizzare un progetto condiviso, risultato di un legame profondo e duraturo, nel secondo implica una nuova acquisizione nella propria identità, che andrà a includere per la prima volta il ruolo genitoriale, oltre quello di marito o moglie. Allo stesso tempo, si realizza anche una modifica dell’immagine sociale, che prevede per ogni membro della famiglia allargata, una riorganizzazione verso i nuovi ruoli che l’arrivo di un bambino può determinare.

Ti capita di guardarti allo specchio e sentirti meno donna, meno uomo o meno all’altezza? Ci si chiede cosa non vada in sé e perché il proprio corpo non collabora. Il senso di colpa nell’infertilità è subdolo e può manifestarsi in diverse forme: verso il partner, pensando che sia il motivo per cui non si è ancora riusciti a creare una famiglia, o verso se stessi, sentendo di aver sbagliato qualcosa o di aver aspettato troppo tempo. Ma la verità è che non c’è colpa. Non c’è niente di sbagliato nell’individuo o nel suo partner. Non riuscire ad avere bambini non è una punizione, né il risultato di qualcosa fatto o non fatto.

Un’altra ferita silenziosa dell’infertilità, che spesso non viene percepita dall’esterno, è la vergogna, che porta a evitare determinati discorsi perché ci si sente guasti e imperfetti. La quotidianità nell’infertilità cambia silenziosamente ma in profondità. Tutte le attività che prima si svolgevano con tranquillità diventano pesanti da affrontare, come andare a lavoro. Si deve nascondere la stanchezza e fingere di star bene mentre in realtà si porta la fatica di doversi sottoporre a continue iniezioni e prelievi. Il calendario non serve più per compleanni o scadenze lavorative, ma per controllare le finestre fertili o le visite mediche da incastrare nell’orario di lavoro. Il tempo libero non viene vissuto con spensieratezza perché le energie sono poche e stare a contatto con amici che parlano di figli è molto doloroso, portando a volte a scegliere di rimanere a casa per proteggersi. Guardarsi allo specchio può rivelare un corpo che cambia, una sensazione di fragilità e un umore sottoterra. Tutti questi sono cambiamenti psicologici della fecondazione assistita che non vanno nascosti, ma ascoltati e compresi.

Dr.ssa Sona Haroni - Psicologa e Psicoterapeuta: “Infertilità: l’impatto psicologico nella coppia”

Le Fasi Specifiche della PMA: Un Viaggio Emozionale Dettagliato

La PMA è un percorso medico complesso che coinvolge corpo, mente e relazioni. La sequenza di esami e procedure è un’esperienza emotiva intensa, spesso altalenante, che può mettere alla prova identità, coppia, sessualità e reti sociali. Conoscere le criticità tipiche di ogni fase aiuta a normalizzare ciò che si prova e a prepararsi.

Valutazione e Diagnosi: L’Impatto dell’Etichetta “Infertilità”

Difficoltà frequenti:

  • Shock, incredulità e senso di perdita dell’immagine “naturale” della genitorialità.
  • Ricerca compulsiva di informazioni, confronto con storie altrui (spesso idealizzate).
  • Colpa e autoattribuzione (“ho aspettato troppo”, “è colpa del mio corpo”); talvolta vergogna.
  • Asimmetrie di coinvolgimento nella coppia: chi “spinge” e chi frena.

Qualche suggerimento:In questa fase è molto importante farsi spiegare bene le fasi, le probabilità realistiche, i tempi, e i possibili esiti. Per contenere l’ansia si possono fare esercizi di respirazione, come la respirazione diaframmatica, e condividere ciò che si sta vivendo con le persone vicine. La chiarezza dei ruoli con l’équipe medica è fondamentale, così come comprendere e avere un piano condiviso per “il prossimo passo”.

Pianificazione del Ciclo e Stimolazione Ovarica

Difficoltà frequenti:

  • Aumento di ansia e irritabilità legate agli ormoni e alle attese.
  • Sensazione di “medicalizzazione” del corpo, con perdita di controllo.
  • Difficoltà lavorative/logistiche (monitoraggi frequenti) e vissuti di ingiustizia.

Qualche suggerimento:Programmare in anticipo l’agenda e i sostegni pratici (permessi, aiuti domestici). Monitorare l’umore (è possibile farlo con un diario: sonno, irritabilità, pianto, pensieri intrusivi). Il lavoro psicologico in questa fase si concentra sulle aspettative flessibili, sui pensieri di fallimento e sulla tolleranza dell’incertezza.

Pick-up Ovocitario e Fase di Laboratorio (FIVET/ICSI)

Difficoltà frequenti:

  • Paura della procedura, del dolore e degli esiti (“quanti ovociti?”, “quanti embrioni?”).
  • Senso di estraniazione: “Tutto accade fuori dal mio corpo”.
  • Nei partner maschili: ansia da prestazione per la raccolta del campione, vissuti di inadeguatezza.

Qualche suggerimento:Preparazione al pick-up con training di rilassamento pre-procedura. Il lavoro psicologico in questa fase si concentra sulla normalizzazione dei vissuti del partner e su rituali di coppia brevi, se scelti dalla coppia.

Transfer Embrionale: Speranza e Paura Insieme

Difficoltà frequenti:

  • Ambivalenza emotiva (“voglio crederci, ma ho paura di illudermi”).
  • Ipercontrollo di segni corporei, restrizioni rigide (spesso superflue) che aumentano l’ansia.
  • Conflitti di coppia sul “quanto dirlo agli altri”.

Qualche suggerimento:Definire prima del transfer una “regola d’oro”: cosa fare e non fare nei giorni successivi (informazioni da evitare, routine compatibili, limite ai test casalinghi). Discutere la decisione condivisa su disclosure: chi informare e quando.

L’Attesa delle Beta

Difficoltà frequenti:

  • Picchi d’ansia, interpretazione catastrofica di ogni sintomo.
  • Compulsione a test ripetuti, altalene emotive con linee “più chiare/più scure”.
  • Difficoltà di concentrazione; insonnia.

Qualche suggerimento:Strutturare la giornata (blocchi di attività, micro-rituali calmanti). Limitare i test a tempi concordati con l’équipe. Aiuta a gestire l’ansia da attesa, che è logorante e spesso invisibile.

Esito Negativo, Biochimica o Aborto Precoce

Difficoltà frequenti:

  • Lutto invisibile: dolore reale, ma spesso non riconosciuto socialmente.
  • Senso di fallimento personale e corporeo; invidia e isolamento dai pari che diventano genitori.
  • Nei partner: tendenza a “funzionare” e minimizzare, con rischi di incomprensione.

Interventi possibili:Dare un nome al lutto e uno spazio/tempo di congedo (lettera, piccolo rituale). Psicoterapia focalizzata sul trauma. È importante valutare segnali di allarme: umore depresso, mancanza di desiderio verso cose che prima piacevano, pensieri autolesivi; in questi casi è importante un consulto psichiatrico. Tentativi ripetuti, eventualmente con gravidanze che terminano in uno o più aborti spontanei, possono avere un impatto significativo anche sulla mente della madre e sui vissuti delle eventuali gravidanze successive, con il rischio che poi ciò si ripercuota anche sul rapporto con il neonato/bambino.

Esito Positivo e Gravidanza Dopo PMA

Difficoltà frequenti:

  • Gioia “sorvegliata”, paura costante di perdere la gravidanza.
  • Fatica a creare attaccamento prenatale per timore della delusione.
  • Pensieri innescati da controlli medici.

Interventi possibili:Lavoro psicologico sulle emozioni e pensieri del prenatale in modo graduale. Riflessioni durante la psicoterapia sulla protezione tramite non coinvolgimento. Coordinamento con ostetrica/ginecologia per visite contenitive ma necessarie. Un tempo si parlava di “feto prezioso” e di “gravidanza preziosa” per indicare la strada in “salita” per arrivare ad avere tra le braccia il proprio bambino.

Decisioni Etiche e Pratiche: Eterologa, Donazione Gameti, Embrioni Crioconservati

Difficoltà frequenti:

  • Domande identitarie (“sarà ‘nostro’?”), ansie sulla disclosure al futuro figlio.
  • Dilemmi su cosa fare con gli embrioni soprannumerari.
  • Influenza di credenze culturali e familiari.

Interventi possibili:Riflessioni sui valori, scenari a breve/lungo termine. Pianificare se/come/quando raccontare l’origine al figlio con strumenti evolutivamente adeguati. Mediazione di coppia quando ci sono posizioni divergenti.

Specificità dei Percorsi Durante l’Espatrio

Per chi vive all’estero, la PMA può comportare barriere linguistiche, differenze normative, isolamento dalle reti familiari e viaggi ripetuti.Suggerimenti: Preparare un glossario bilingue dei termini medici, pianificare supporti da remoto (terapia online, gruppi), prevedere “giorni cuscinetto” post-procedura per il rientro.

L'Importanza Cruciale del Supporto Psicologico nella PMA

Trascrivere la componente psicologica nella diagnosi e nelle cure a discapito degli aspetti medici significa trascurare e negare le emozioni che le coppie portano, favorendo le condizioni che possono influenzare negativamente gli esiti delle procedure mediche e riducendo le probabilità di successo di una terapia. Lo stress infertilità-correlato è infatti risultato associato in modo significativo allo scarso successo dei trattamenti. Uno studio prospettico di coorte del 2020 condotto su 304 donne infertili che hanno intrapreso il percorso di fecondazione in vitro ha dimostrato come elevati tassi di stress, ansia e depressione tra i pazienti che hanno scelto la fecondazione in vitro siano più alti rispetto alla popolazione generale. Più dell’80% delle intervistate ha avuto un punteggio CES-D superiore a 16, indicando il rischio di sviluppare una depressione.

Seppur ancora lontani dal costituire una cultura condivisa nel rispetto delle specifiche professionalità, un approccio integrato medico-psicologico al trattamento dell’infertilità, ampiamente diffuso negli Stati Uniti e in molti Paesi europei, potrebbe costituire la base per un lavoro più proficuo, sia per la coppia che per l’équipe multidisciplinare, facilitando il lavoro di tutti gli specialisti in campo. L’importanza del supporto e della consulenza psicologica come parte integrante di tutto il percorso di procreazione medicalmente assistita è stata sottolineata anche dal Consiglio Superiore della Sanità.

Le Linee guida pubblicate ad aprile 2008, ad integrazione della legge 40 del 2004, introducono tra le varie novità l’obbligo per ogni centro di PMA di prevedere la possibilità di consulenza e supporto psicologico per le coppie che ne abbiano necessità, che devono essere resi accessibili in tutte le fasi dell’approccio diagnostico-terapeutico dell’infertilità, e anche dopo che il processo di trattamento è stato completato. L’Ansa riporta la notizia che il 40% delle coppie che inizia un percorso di PMA abbandona il processo in corsa, a sottolineare come questi percorsi si rivelino lunghi, incerti e faticosi da un punto di vista emotivo e relazionale sia per la donna che per l’uomo. Diventa perciò fondamentale rendere tale percorso meno doloroso, attraverso un accompagnamento psicologico prima, durante e dopo un trattamento di riproduzione assistita.Le Linee guida evidenziano inoltre come la consulenza debba essere proposta a tutti, e che tale offerta debba essere inserita nella cartella clinica al pari di qualsiasi altro intervento medico.

In virtù di queste riflessioni, l’importanza del supporto psicologico dovrebbe essere presentata alla coppia in termini di opportunità e di risorsa. Se non viene formulato nel modo opportuno, il rischio è che la coppia si senta per la seconda volta “difettosa”, da un lato per la sua difficoltà a concepire, dall’altro per il proprio funzionamento psicologico.

Il Psicologo come Risorsa: Accoglienza, Ascolto e Contenimento

Lo psicologo può accompagnare la coppia nel lungo e faticoso viaggio della PMA tra desideri, aspettative, paure, conflitti, angosce e speranze. L’obiettivo dell’intervento dello psicologo è creare uno spazio emotivo e di pensiero che permetta accoglienza, ascolto, contenimento e sostegno alla coppia, fornendo un prezioso aiuto nell’affrontare la complessità dei trattamenti e il possibile fallimento degli stessi, supportando nella valutazione delle alternative possibili alla PMA. Gli studi scientifici condotti negli ultimi anni sulla valutazione dell’efficacia degli interventi psicologici nell’infertilità hanno dimostrato effetti positivi sull’ansia, sulla depressione e sullo stress infertilità-correlato.

Uno psicologo può accompagnare la coppia durante tutto il percorso di PMA, aiutandola a gestire le emozioni difficili come ansia, paura e stress. Spesso, affrontare questi sentimenti da soli può aumentare la pressione e creare tensioni nella relazione. Il supporto psicologico favorisce un dialogo aperto tra i partner, rafforzando il loro legame e migliorando la comunicazione. Inoltre, lo psicologo aiuta ad accettare sia i successi sia gli insuccessi, offrendo strumenti per mantenere un equilibrio emotivo. Purtroppo, una ricerca pubblicata sugli Annali dell’Istituto di Sanità (2022) evidenzia come i Centri italiani per la PMA a tutt’oggi spesso non forniscano un'assistenza psicologica adeguata, nonostante la legge 40/2004 preveda il supporto psicologico in tutte le fasi della PMA (prima e durante il trattamento così come in caso questo fallisca). Il problema presente nel nostro Paese è che non esistono dei protocolli psicologici comuni ed omogenei in tutti i centri (almeno quelli pubblici).

L'Evitamento Sociale e la Gestione delle Domande Intrusive

Quando si attraversa un percorso di fecondazione assistita, le relazioni sociali diventano più faticose. Inizialmente non si presta troppa attenzione, ma poi si inizia a notare che certe situazioni pesano: “E voi quando vi decidete?”. Una battuta fuori posto può portare pian piano ad allontanarsi, non per cattiveria, ma perché spesso gli altri non sanno, non capiscono quanto possa essere dura. Non immaginano che in quei giorni si è fatta un’iniezione al mattino, che si aspetta un risultato, o che si è appena ricevuta una notizia che ha spezzato il fiato. Anche i momenti felici degli altri, come una gravidanza annunciata a sorpresa, possono diventare faticosi, non perché non si sia felici per loro, ma perché dentro si sente un vuoto ed è normale, quindi, scegliere di tirarsi un po’ indietro e di mettere dei confini per evitare certi discorsi.

Il confronto sociale durante la PMA è spesso doloroso perché fa sentire fuori posto e in ritardo. Spesso vengono fatte domande intrusive che sembrano innocue ma silenziosamente fanno male. Sono come dei piccoli pungiglioni che arrivano sempre nei momenti meno opportuni e che fanno risvegliare un dolore che magari si cercava di tenere nascosto. La verità è che non ci si deve sentire in dovere di giustificarsi con nessuno. Non si è obbligati a rispondere né a spiegare quello che succede nella propria vita privata. Se si vuole rispondere, si può farlo con fermezza ma senza scatenare discussioni, utilizzando frasi come “Stiamo affrontando il nostro percorso, grazie”, “È una domanda un po’ personale, preferisco non parlarne”, o “Non mi sento pronto/a a parlarne, magari un’altra volta”. Se invece si preferisce evitare il confronto, si può semplicemente cambiare argomento o rispondere con un sorriso e un “Vedremo!” prima di spostare la conversazione. Non è un rifiuto ma è proteggere se stessi.

Persona che mette un limite con la mano in un contesto sociale

Affrontare l'Invidia e il Senso di Solitudine

Quando si attraversa un percorso di fecondazione assistita, vedere una gravidanza intorno a sé può scatenare un mix di emozioni molto intense: invidia, dolore, tristezza, rabbia. Ci si arrabbia perché si fa un confronto con le gravidanze altrui: si sta faticando per avere quello che qualcun altro sta vivendo con naturalezza. Questo non significa volere il male a quella persona, ma è la reazione a un vuoto interiore, un desiderio profondo che non si realizza. Provare invidia in questo contesto non è un segno di cattiveria o di egoismo ma è semplicemente umano, una reazione al confronto con una realtà che sembra lontana e quasi irraggiungibile. Non ci si deve colpevolizzare per questi sentimenti; anzi, riconoscerli permette di accoglierli senza giudizio e di prendersi cura di sé con gentilezza. Le emozioni legate alla fecondazione assistita sono spesso ambivalenti: si può provare gioia per un’amica incinta e allo stesso tempo sentirsi feriti o invidiosi. Questo non rende meno buoni o meno forti, rende semplicemente umani.

In un percorso come quello della fecondazione assistita, spesso e senza rendersene conto, si iniziano a prendere le distanze dagli altri non perché non si provi più interesse ma perché dentro si sente il bisogno di proteggersi. L’evitamento sociale nell’infertilità non è un segno di debolezza o di egoismo, ma è una risposta naturale del proprio corpo e della propria mente.

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