La Tachipirina, il cui principio attivo è il paracetamolo, è un farmaco ampiamente utilizzato nella gestione del dolore e della febbre, specialmente in età pediatrica. La sua efficacia e il profilo di sicurezza lo rendono una scelta comune per i genitori e i pediatri. Tuttavia, come ogni farmaco, la Tachipirina può presentare effetti collaterali, tra cui la diarrea e i dolori addominali, che sono reazioni avverse frequentemente osservate. Comprendere questi effetti e saper gestire la diarrea infantile, sia essa legata all'assunzione del farmaco o ad altre cause comuni, è fondamentale per garantire il benessere dei bambini. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio l'uso della Tachipirina, i suoi effetti, con un focus particolare sulla diarrea nei bambini e sulle strategie di gestione appropriate.
Diarrea e Dolori Addominali: Effetti Collaterali della Tachipirina
L'azione inibitrice selettiva del paracetamolo nei confronti delle ciclossigenasi neuronali consente di ridurre notevolmente il rischio di effetti collaterali a carico della mucosa gastrica, risultando pertanto meglio tollerato e più sicuro rispetto ai FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei). Nonostante ciò, tra le reazioni avverse più frequentemente osservate in seguito all'assunzione di TACHIPIRINA ® si annoverano diarrea e dolori addominali, oltre a trombocitopenia, neutropenia e leucopenia con le relative conseguenze, reazioni allergiche sia di natura cutanea (orticaria, eritema, rash) sia vascolare (ipotensione), aumento delle transaminasi, epato e nefrotossicità. È importante essere consapevoli che, sebbene rara, la diarrea può anche essere un segno precoce di sovradosaggio da paracetamolo, insieme ad altri sintomi come la perdita di appetito, nausea, vomito, mal di stomaco, sudorazione, confusione o debolezza.
La Diarrea Acuta Infantile: Comprenderla e Gestirla Efficacemente
Si considera diarrea un abnorme aumento del numero delle scariche e della quantità di feci che diventano decisamente acquose. Tale sintomo si può accompagnare, a volte, a febbre e/o a vomito, ed è una delle condizioni più comuni che affliggono i bambini.

Priorità: Prevenzione della Disidratazione
La terapia principale della diarrea acuta infantile coincide con la prevenzione della disidratazione attraverso l’utilizzo di Soluzione Reidratante Orale (SRO). Esempi di soluzioni disponibili includono Dicodral 60 (1 bustina ogni 200 ml d’acqua), Idravita (1 bustina ogni 250 ml d’acqua), Reuterin Idro (1 bustina ogni 250 ml d’acqua), Enterodral (una bustina ogni 100 ml di acqua) e Prereid (1 bustina in 100 ml d'acqua). Queste soluzioni devono essere somministrate a volontà già nelle prime ore di malattia, preferibilmente fredde e a piccoli sorsi, per favorire l'assorbimento e ridurre il rischio di vomito.
Rialimentazione Precoce e Dieta Appropriata
A differenza di quanto veniva consigliato in passato, si è visto che è opportuna una rialimentazione precoce e con dieta libera adeguata all’età. Non è quindi opportuna la sospensione del latte o la diluizione dello stesso o l’utilizzo di latti poveri di lattosio, a meno che non vi siano specifiche indicazioni mediche. Questa strategia aiuta a mantenere l'integrità della mucosa intestinale e a fornire nutrienti essenziali per la ripresa.
Alimenti da Evitare
Gli unici cibi da evitare sono quelli ad alto contenuto di zuccheri semplici (come dolci, bevande gasate e succhi di frutta) e ad alto contenuto di grassi (come formaggi e condimenti), in quanto possono peggiorare i sintomi della diarrea o rallentare la guarigione.
Il Vomito nei Bambini: Sintomi Associati e Interventi Consigliati
Il vomito si può accompagnare a diarrea e a numerose malattie febbrili, costituendo un'altra preoccupazione comune per i genitori. È opportuno che il bambino che vomita ripetutamente venga tenuto a digiuno per alcune ore ed incoraggiato ad assumere liquidi zuccherati a piccoli sorsi non caldi, per idratarlo senza sovraccaricare lo stomaco. È utile evitare i cibi ad alto contenuto di grassi (come formaggi e condimenti).
L'eventuale presenza di acetone, sostanza che è prodotta dall'organismo in particolari situazioni e che a volte è responsabile del vomito, può essere rilevata nelle urine con l'utilizzo di strisce reattive (es: Ketur test). Questo disturbo si cura facilmente con un'alimentazione appropriata, con pochi grassi e molti zuccheri. L'utilizzo di farmaci contro il vomito è necessario molto raramente, affidandosi principalmente alla gestione dietetica e all'idratazione.
Paracetamolo (Tachipirina): Un Analgesico e Antipiretico Indispensabile
Il paracetamolo, noto anche come acetaminofene, è un farmaco usato come antidolorifico e antipiretico. Questo principio attivo è presente in farmaci comuni come la Tachipirina ed è indicato nel trattamento sintomatico degli stati dolorosi di lieve e modesta entità di varia origine e nel trattamento degli stati febbrili. Viene utilizzato per trattare vari disturbi, tra cui mal di testa, dolori muscolari, artrite lieve, mal di schiena, mal di denti, raffreddore e febbre. Tuttavia, è importante notare che mentre il paracetamolo allevia il dolore da artrite lieve, non ha effetti sull'infiammazione e sul gonfiore delle articolazioni.
Meccanismo d'Azione
Il grande successo clinico della TACHIPIRINA ®, che ha reso questo farmaco uno dei più utilizzati anche nel campo dell'automedicazione, è riconducibile al ruolo chiave del paracetamolo come analgesico non steroideo. Questo principio attivo, pur presentando un'azione inibitoria competitiva nei confronti delle ciclossigenasi (enzimi coinvolti nella conversione dell'acido arachidonico in mediatori chimici dotati di attività pro-infiammatoria quali le prostaglandine), non viene classificato tra i farmaci antinfiammatori non steroidei ma tra gli analgesici ed antipiretici.
Tale variazione classificativa è da ricondurre essenzialmente all'attività terapeutica selettiva del paracetamolo, in grado di inibire un'isoforma specifica delle ciclossigenasi definita COX-3 ed espressa prevalentemente al livello neuronale. In questa sede, il paracetamolo regola le concentrazioni di prostaglandina E2 e di bradichinina. Queste due molecole risultano coinvolte rispettivamente nella genesi della febbre, agendo al livello ipotalamico attraverso l'innalzamento del set-point termico, e nella trasmissione dolorifica, attivando selettivamente le terminazioni nervose periferiche. L'azione analgesica del paracetamolo tuttavia sembra espletarsi anche al livello nervoso centrale, probabilmente esercitando un'azione diretta nei confronti dei sistemi serotoninergici e dopaminergici, innalzando così la soglia dolorifica. Terminata la sua attività, il paracetamolo viene metabolizzato al livello epatico ed escreto prevalentemente per via renale.
Forme Farmaceutiche e Corretta Somministrazione della Tachipirina nei Bambini
TACHIPIRINA ® è disponibile in una varietà di formulazioni per adattarsi alle diverse esigenze dei pazienti, specialmente in età pediatrica. Queste includono compresse "flashtab" da 250 - 500 mg, granulato orosolubile da 1000 mg, compresse da 500 - 1000 mg, compresse effervescenti da 1000 mg, supposte da 500 - 1000 mg, granulato per soluzione orale da 500 - 1000 mg, sciroppo da 120 mg di paracetamolo per 5 ml di sciroppo e soluzione per infusione da 10 mg di paracetamolo ogni ml di soluzione. Tralasciando l'utilizzo per infusione, riservato al settore ospedaliero, le altre forme sono destinate all'uso domestico.
Somministrazione Orale
- Compresse Rivestite: Devono essere deglutite intere con un bicchiere d'acqua, latte o succo di frutta. Il bambino non deve masticarle. Le compresse di Paracetamolo possono contenere lattosio, pertanto è necessario riferire al medico eventuali intolleranze a quest'eccipiente.
- Compresse Orodispersibili: Per i bambini di età inferiore ai 6 anni, queste compresse devono essere sciolte in un cucchiaio di acqua o di latte (il succo di frutta può dare un sapore amaro) prima di venir somministrate. Contengono aspartame (non indicato nei pazienti affetti da fenilchetonuria), sodio, sorbitolo o maltitolo; è quindi importante riferire al medico eventuali intolleranze.
- Granulato Orosubile/Effervescente: Il granulato orosolubile da 1000 mg può essere sciolto sulla lingua e si dissolverà da solo, senza essere masticato. Per il granulato effervescente, sciogliere una bustina in un bicchiere d'acqua, mescolare e bere immediatamente. Per assicurarsi di assumere l'intera dose, aggiungere un po' d'acqua nello stesso bicchiere dopo aver bevuto, agitarlo delicatamente e berlo subito.
- Gocce Orali: Per la somministrazione delle gocce orali, capovolgere il flacone e versare il numero di gocce corrispondenti al dosaggio da impiegare in 25-50 ml di acqua, e far bere al bambino.
- Sciroppo: Per effettuare una somministrazione adeguata basta prelevare la quantità di sciroppo necessaria utilizzando la siringa dosatrice o il bicchierino incluso nella confezione. Il Paracetamolo sciroppo contiene saccarosio e, pertanto, tale formulazione non è adatta per i bambini intolleranti. Se il bambino ha il diabete, è necessario informare il medico in modo che possa tener conto del contenuto in saccarosio della formulazione. Inoltre, il Paracetamolo sciroppo contiene sodio, da tenere in considerazione nei bambini che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
Somministrazione Rettale (Supposte)
Le supposte di Tachipirina non devono assolutamente essere assunte per via orale. È consigliato lavarsi le mani prima e dopo aver inserito la supposta. Suggeriamo di svuotare la vescica e l'intestino appena prima di utilizzare la supposta di Tachipirina. Rimuovere l'involucro esterno dalla supposta prima di inserirla ed evitare di maneggiarla troppo a lungo per prevenire che si sciolga tra le mani. Per ottenere i migliori risultati, sdraiarsi e inserire la punta appuntita della supposta nel retto. Trattenere la supposta per pochi minuti; si scioglierà rapidamente una volta inserita e non dovrebbe causare alcun disagio. Evitare di usare il bagno subito dopo aver inserito la supposta.
Confronto Via Orale vs Rettale
Riguardo l'efficacia della somministrazione, pubblicazioni come "Effectiveness of oral vs rectal acetaminophen" (Adolesc Med 2008, 162:1042-6) hanno esaminato le differenze tra le due vie. Sebbene le conclusioni specifiche sulle differenze non siano dettagliate, è indicato che "esisterebbero delle differenze fra la via orale e la via rettale" per la somministrazione del paracetamolo.
Video TUTORIAL - Somministrazione dello sciroppo con misurino
Dosaggi Raccomandati di Paracetamolo per l'Età Pediatrica
La dose massima di paracetamolo da assumere non dovrebbe superare i 3 grammi giornalieri per gli adulti, mentre per i bambini i dosaggi sono stabiliti in base al peso e all'età. È vivamente consigliato consultare il proprio medico prima di assumere il farmaco e seguire attentamente le istruzioni di dosaggio sull'etichetta o sul bugiardino. Non dare il farmaco a bambini di età inferiore ai 2 anni senza il consiglio di un medico.
Dosaggio Pediatrico in Caso di Febbre o Dolore (Orale o Rettale):
- <= 1 mese: da 10 a 15 mg/kg/dose ogni 6 a 8 ore se necessario.
- > 1 mese a 12 anni: da 10 a 15 mg/kg/dose ogni 4 a 6 ore, se necessario (massimo: 5 dosi in 24 ore).
- >= 12 anni: da 325 a 650 mg ogni 4 a 6 ore o 1000 mg ogni 6 a 8 ore.
In tutti i casi, si consiglia generalmente di suddividere la dose totale in almeno 3 assunzioni giornaliere, separate l'una dall'altra da un intervallo temporale di almeno 4 ore. Un sovradosaggio di paracetamolo può causare gravi danni. Se in forma liquida, calcolare la dose utilizzando lo speciale cucchiaio dosatore incluso nella confezione e non un cucchiaio da tavola.
Efficacia Clinica e Studi sul Paracetamolo
Diversi studi clinici hanno confermato l'efficacia del paracetamolo in varie condizioni dolorose e febbrili, supportando il suo ampio utilizzo.
- Il Paracetamolo nel Dolore Post-Operatorio: Una review molto importante (Tzortzopoulou A et al., Cochrane Database Syst Rev. 2011 Oct 5;(10):CD007126), che raccoglie i risultati di 36 studi per oltre 3800 pazienti arruolati, dimostra come la somministrazione endovenosa di paracetamolo possa risultare efficace nel ridurre il dolore post-operatorio.
- Il Paracetamolo nel Controllo del Dolore Dovuto a Fratture: Uno studio (Shepherd M, Aickin R. Emerg Med Australas. 2009 Dec;21(6):484-90) dimostra come la somministrazione di paracetamolo possa risultare efficace e sicura nel controllo della sintomatologia dolorosa associata a fratture dell'anca in piccoli pazienti pediatrici.
- Chirurgia Odontoiatrica: Un lavoro (Heard K, Green J. Curr Pharm Biotechnol. 2012 Feb 20) dimostra come l'assunzione di paracetamolo (500mg) e caffeina (30 mg) possa risultare efficace nel controllare il dolore post-operatorio nella chirurgia odontoiatrica. L'utilizzo di questo analgesico potrebbe risultare particolarmente importante soprattutto nei pazienti affetti da ulcere gastriche nei quali è sconsigliata l'assunzione di FANS.
Tachipirina vs Ibuprofene: Scelte per la Febbre Infantile
Quando si tratta di abbassare la febbre nei bambini, la scelta del farmaco è cruciale. Si parla di febbricola se la temperatura è compresa tra i 37.5° e i 38.5°. Poiché la febbre rappresenta un meccanismo di difesa nei confronti delle infezioni, va abbassata per alleviare il disconfort del bambino, se presente.
IL PARACETAMOLO RAPPRESENTA L'ANTIFEBBRILE PIU' SICURO.
Lo sciroppo di IBUPROFENE rappresenta un'alternativa al paracetamolo e può essere somministrato ogni 8 ore. Tuttavia, il suo utilizzo richiede maggiore cautela in determinate situazioni pediatriche. Deve essere evitato assolutamente nel primo trimestre di vita. Va comunque usato con cautela nei bambini sotto i 2 anni, specie in condizioni di possibile disidratazione (vomito, diarrea), poiché può dare problemi renali. Ne è anche sconsigliato l'uso in caso di varicella. Questa distinzione sottolinea la preferenza per il paracetamolo come opzione di prima linea, data la sua migliore tollerabilità e un minor profilo di rischio in contesti specifici.

Avvertenze, Precauzioni e Controindicazioni all'Uso di Tachipirina
La terapia con TACHIPIRINA ® dovrebbe intendersi come trattamento sintomatico a breve termine del dolore di varia natura, limitato pertanto a periodi di tempo non superiori ai 3-5 giorni. Nel caso in cui l'assunzione di paracetamolo non risultasse efficace, sarebbe opportuno consultare immediatamente il proprio medico.
Pazienti a Rischio e Eccipienti
Pazienti affetti da patologie epatiche e renali o da deficit enzimatico di glucosio 6 fosfato deidrogenasi, dovrebbero prestare particolare attenzione all'eventuale comparsa di reazioni avverse, la cui incidenza e la cui gravità risulterebbero direttamente proporzionali alla durata della terapia e alla dose utilizzata. TACHIPIRINA ® contiene sodio e sorbitolo, per cui la sua assunzione dovrebbe avvenire con particolare cura in pazienti sottoposti a diete iposodiche o affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio. Come già menzionato, alcune formulazioni contengono lattosio, saccarosio o aspartame, che richiedono attenzione in caso di intolleranze o fenilchetonuria.
Gravidanza e Allattamento
TACHIPIRINA ® potrebbe e dovrebbe essere utilizzata in gravidanza e durante l'allattamento solo nei casi di reale necessità e necessariamente sotto stretto controllo medico. Tale possibilità è garantita dalla presenza come principio attivo del paracetamolo, la cui attività biologica, concentrata esclusivamente sulle isoforme neuronali delle ciclossigenasi, ridurrebbe i rischi a carico del feto associati invece all'uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei, vista la significativa riduzione delle concentrazioni delle prostaglandine, indotta dall'inibizione non selettiva delle ciclossigenasi. Se si è una donna incinta, prima di assumere la Tachipirina, è importante informare il proprio ginecologo. Il paracetamolo può passare nel latte materno e, sebbene non sia noto se possa causare danni al bambino nel periodo dell'allattamento, è prudente consultare il proprio medico.
Controindicazioni Assolute
L'utilizzo di TACHIPIRINA ® è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ad uno dei suoi eccipienti, insufficienza epatica e renale, anemia emolitica di grado elevato e deficit enzimatico di glucosio 6 fosfato deidrogenasi.
Interazioni Farmacologiche del Paracetamolo
Le proprietà farmacocinetiche, l'azione terapeutica ed il profilo di sicurezza del paracetamolo potrebbero risultare seriamente compromessi dalla contestuale assunzione di altri farmaci o sostanze. È fondamentale informare il medico di tutte le prescrizioni e di vitamine, minerali, vegetali, prodotti e farmaci prescritti da altri medici. Non iniziare ad assumere un nuovo farmaco senza averlo comunicato al medico. È importante verificare sempre le etichette dei farmaci che si stanno assumendo per evitare combinazioni pericolose, poiché il paracetamolo è contenuto in molti farmaci di combinazione.
Le interazioni significative includono:
- Alcol: in grado di aumentare la tossicità epatica del paracetamolo. Evitare assolutamente di bere alcol durante l'assunzione di Tachipirina.
- Diuretici, ACE inibitori, antagonisti dell'angiotensina II, metotrexate e ciclosporina: capaci di indurre un incremento della tossicità del paracetamolo.
- Principi attivi in grado di alterare la motilità gastrica: per le sensibili variazioni a carico dell'assorbimento del paracetamolo.
- Antibiotici e substrati degli enzimi citocromiali: per le alterazioni a carico delle proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche.
- FANS e oppioidi: dato l'aumentato effetto analgesico esplicato dalla loro interazione.
Segni di Sovradosaggio di Paracetamolo: Quando Intervenire Immediatamente
L'assunzione di una dose maggiore di paracetamolo rispetto a quella raccomandata può causare gravi danni, in particolare al fegato. È cruciale rivolgersi all'assistenza medica di emergenza molto rapidamente se si pensa di aver usato troppo di questo medicinale.
I primi segni di un sovradosaggio di paracetamolo includono la perdita di appetito, nausea, vomito, mal di stomaco, sudorazione, confusione o debolezza, e come precedentemente menzionato, la diarrea. I sintomi successivi, che possono indicare un danno epatico più grave, possono includere dolore allo stomaco superiore, urine scure e ingiallimento della pelle o il bianco degli occhi (ittero).
Inoltre, se si riscontrano segni di una reazione allergica grave al paracetamolo, come orticaria, respirazione difficoltosa, gonfiore al viso, alle labbra, alla lingua o alla gola, è necessaria assistenza medica di emergenza immediata. Interrompere l'uso della Tachipirina e chiamare il medico se si manifestano questi o altri effetti collaterali gravi come febbre con nausea, mal di stomaco e perdita di appetito non presenti prima del trattamento.
Gestione di Dosi Dimenticate e Conservazione del Farmaco
Dal momento che il paracetamolo è spesso utilizzato solo quando necessario, potrebbe non essere richiesto un programma di dosaggio rigido. Tuttavia, se si utilizza il farmaco regolarmente e si salta una dose, assumerla non appena ci si ricorda. Se è quasi ora per la dose successiva regolarmente programmata, saltare la dose dimenticata. Non assumere una dose extra per compensare la dose dimenticata.
Per quanto riguarda la conservazione, la Tachipirina deve essere conservata a temperatura ambiente lontano da fonti di calore e umidità. Le supposte rettali possono essere conservate a temperatura ambiente o in frigorifero. Non utilizzare il farmaco oltre la data di scadenza riportata sulla confezione. Si ricorda che gli esami del glucosio nelle urine possono produrre risultati falsati mentre si assume il paracetamolo; se si è affetti da diabete e si notano cambiamenti nei livelli di glucosio durante il trattamento, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia.
Indicazioni Generali per la Salute e il Benessere del Bambino
Oltre alla gestione di farmaci e sintomi specifici, un approccio olistico alla salute del bambino include attenzioni quotidiane che possono influenzare il suo benessere generale.
Corretta Alimentazione Quotidiana
Per una sana crescita è fondamentale una corretta alimentazione. È utile evitare le porzioni abbondanti, i bis, i fuori-pasto (come merendine, snacks, caramelle, dolciumi, cioccolato, patatine fritte) e le bevande dolcificate. È importante consumare un’adeguata prima colazione (non scarsa e di fretta) a base di latte intero fresco o yogurt naturale e di cereali (pane, fiocchi di cereali, fette biscottate) con l’eventuale aggiunta di frutta fresca, che può essere assunta anche nello spuntino di metà mattina. Per il pranzo e per la cena è importante avere una regolare alternanza sia per i primi piatti (asciutti, in brodo, minestre di verdure, piatti unici con legumi) sia per i secondi, integrandoli sempre con una buona porzione di verdura fresca o cotta.
Si suggerisce la seguente rotazione settimanale: carne 4 volte, pesce 4 volte, legumi 3 volte come piatto unico con pasta o riso, uova 1-2 volte, formaggi 1-2 volte. Sono da preferire le carni magre (pollo, tacchino, coniglio, cavallo) e il pesce, limitando il consumo di carni grasse, insaccati e uova. È da limitare l’assunzione di formaggi preferendo quelli meno grassi (crescenza, ricotta, caprino, mozzarella). Aumentare il consumo dei legumi alternando tutti i prodotti del gruppo (fagioli, piselli, lenticchie) utilizzandoli preferibilmente come piatto unico insieme a pasta o riso. Utilizzare olio extravergine di oliva preferibilmente CRUDO sugli alimenti e non fare uso eccessivo di sale da cucina sia nella cottura degli alimenti sia come aggiunta alle pietanze.
Sicurezza in Auto
La sicurezza in auto è un aspetto cruciale. I bambini di statura inferiore a 150 cm devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. È stabilito l’obbligo di viaggiare con il seggiolino rivolto in senso contrario di marcia fino ai 15 mesi (prima era fino a 9 kg di peso), questo perché il bambino piccolo ha una fisiologica fragilità della testa e del collo ed in caso di incidente, per il contraccolpo, sono queste le parti più esposte a danni gravi. Richiede l’utilizzo del sistema “Isofix” per l’aggancio in auto, diminuendo i rischi d’installazione non corretta rispetto all’aggancio con le cinture di sicurezza del veicolo. Dal 1° gennaio 2017, secondo le modifiche apportate alla “vecchia” normativa R44/04, dovranno essere utilizzati rialzi con schienale per i bambini al di sotto dei 125 cm di altezza al fine di garantire una maggiore sicurezza e protezione.

Vaccinazioni Pediatriche
I vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione, prodotti con tecnologie che ne permettono un'ottimale purificazione. La vaccinazione esavalente protegge da difterite, poliomielite, tetano, pertosse, haemophilus di tipo b ed epatite b; la vaccinazione antipneumococcica protegge dalle infezioni gravi da pneumococco. Entrambe sono vaccinazioni molto ben tollerate e vengono effettuate sulle cosce. Dai 13 ai 15 mesi vengono proposte le vaccinazioni antimorbillo-parotite-rosolia e antimeningococco di gruppo C, in un'unica seduta vaccinale. Di solito una viene effettuata a livello della spalla e l'altra su una coscia. Non è saggio confidare sull'“immunità di gregge” che significa minor incidenza di malattia infettive in una società con adeguato numero di vaccinati. All'abbassarsi delle coperture vaccinali, parametro che dipende da tutti noi, il rischio ritorna.
Disturbi del Sonno nei Primi Tre Anni di Vita
I problemi relativi al sonno nei primi tre anni di vita vengono frequentemente discussi in ambulatorio, per la loro alta prevalenza. In questa fascia d'età alcune riflessioni possono aiutare ad affrontare il disagio dei frequenti risvegli e del cosleeping (dormire coi genitori). Un punto di partenza può essere rappresentato dalla domanda: COME MAI IL BAMBINO CHE PRIMA DORMIVA TUTTA LA NOTTE, A 7-8 MESI COMINCIA A SVEGLIARSI PIU' VOLTE? Dare la "colpa" alla dentizione è spesso automatico e suggerito dalla nostra tradizione popolare. È doveroso però approfondire questo tema delicato. Un aiuto ci viene da Berry Brazelton, pediatra e psichiatra statunitense, che ci propone il concetto di "touchpoints" o momenti sensibili ed importanti per la crescita. Il touchpoint dei 7 mesi è proprio identificato dallo svegliarsi di notte. La genesi di questa situazione è, secondo Brazelton, da ricondurre ai rapidi progressi del bambino nello sviluppo e nella socializzazione. A 7-8 mesi il bambino sta seduto da solo, può gattonare, prende il cibo con le mani, sviluppa la conoscenza della differenza e l'angoscia dell'estraneo. Questa angoscia nei confronti dell'estraneo e di conseguenza l'attaccamento alla madre, che viene ricercata ad ogni risveglio notturno, sono, secondo Brazelton, alla base delle frequenti interruzioni del sonno. Così si può comprendere che ciò che giudichiamo disturbo del sonno è in realtà uno scollamento tra le aspettative del genitore e la normale maturazione biologica del bambino.
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