I Rischi Associati ai Rapporti Non Protetti Prima e Durante i Percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

La ricerca di una gravidanza attraverso le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) solleva spesso interrogativi e preoccupazioni tra i pazienti. Una domanda comune fra i nostri pazienti è: “Esistono potenziali rischi per la donna o per il nascituro, derivanti dal ricorso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita?”. In questa pagina, si riportano le più recenti evidenze scientifiche su questo tema, corredate da precise referenze. La procedura di PMA può essere considerata semplice e sicura, ma come ogni tipo di trattamento medico non può essere totalmente esente da rischi. Oltre ai rischi intrinseci del trattamento, emerge anche la questione dei rapporti sessuali non protetti e delle loro implicazioni prima, durante e dopo le varie fasi del percorso.

Il Contesto dei Rapporti Sessuali Non Protetti e il Rischio di Gravidanza al di Fuori della PMA

Molteplici sono le situazioni in cui sorgono dubbi riguardo al rischio di gravidanza a seguito di rapporti sessuali non protetti, anche quando non si è direttamente all'interno di un percorso di PMA. Per esempio, si pone spesso il quesito: “Salve, ho avuto un rapporto non protetto con la mia ragazza il giorno prima dell’inizio del ciclo mestruale. Non avendo la piena certezza che l’eiaculazione sia avvenuta in totale sicurezza, volevo sapere, considerando l’arrivo delle mestruazioni a meno di 24h dal rapporto, c’è il rischio che la mia fidanzata sia rimasta incinta?”. La risposta a questa preoccupazione è che, buonasera, il rischio in questo caso è minimo.

Tuttavia, è fondamentale comprendere che, buongiorno, nei rapporti non esiste la certezza al 100% che non si possa rimanere incinta. Le probabilità sono scarse. Capisco la sua preoccupazione riguardo a questa situazione. Vorrei rassicurarla che il rischio appare minimo, ma comprendo quanto possa essere importante per lei sentirsi completamente tranquillo. Il rischio di gravidanza avendo un rapporto non protetto il giorno prima del ciclo è molto basso, ma non nullo. Sebbene la probabilità sia scarsa a causa della fase del ciclo, gli spermatozoi possono sopravvivere per diversi giorni. Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica.

Il testo è troppo corto. Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Presto il consenso al trattamento dei dati personali relativi al mio stato di salute al fine di porre domande ai Professionisti. Perché è necessario il tuo consenso? Puoi ritirare il tuo consenso in qualsiasi momento, e hai anche il diritto di aggiornare i tuoi dati, il diritto all'oblio, e hai il diritto di limitare il trattamento e il trasferimento dei tuoi dati. Hai anche il diritto di sporgere reclamo alle autorità competenti, se pensi che il trattamento dei tuoi dati violi la legge. Chi è l'amministratore dei miei dati personali? L'amministratore dei miei dati personali è Docplanner Italy srl, Piazzale delle Belle Arti n. 2, CAP 00196, Roma, Partita IVA e Codice Fiscale 09244850963. Queste sono solo alcune delle domande abituali che le pazienti rivolgono nello studio del medico.

La Preparazione alla Procreazione Medicalmente Assistita e le Indicazioni sui Rapporti Sessuali

Il percorso di PMA richiede una preparazione attenta e, a seconda del trattamento specifico, possono esserci raccomandazioni precise sull'attività sessuale. Ad esempio, se si sta cercando di avere un bambino da più di un anno e l’obiettivo non è ancora stato raggiunto, uno degli esami di base è lo spermiogramma, che porta con sé alcune limitazioni sessuali: poiché i medici hanno bisogno di un campione significativo si consiglia un’astinenza sessuale di 3-5 giorni prima della raccolta del liquido seminale (eiaculazione). Grazie a questa astinenza, l’uomo “accumulerà” un numero sufficiente di spermatozoi per il campione, che consegnerà in clinica.

Nel caso in cui sia prevista l’inseminazione intrauterina, le restrizioni non sono molte. L’unica prescrizione sono i giorni di astinenza precedenti alla procedura pianificata. Nel caso di un’inseminazione artificiale, sebbene i rapporti sessuali non siano controindicati, l’uomo dovrà ricordare che è necessario mantenere un’astinenza sessuale di due o tre giorni prima di depositare il campione di sperma, spiega il Dott. Matarò.

La fase preliminare del percorso di PMA include anche appuntamenti e procedure burocratiche. La visita di preparazione alla stimolazione deve essere effettuata 30-60 giorni prima dell’inizio del percorso di PMA e può essere effettuata anche nei giorni di flusso mestruale. Se sono presenti entrambi i componenti della coppia, questa avviene durante la visita di preparazione alla stimolazione; in caso contrario, viene fissato un incontro dedicato. È inoltre necessario che siano presenti entrambi i componenti della coppia per la firma dei consensi e nel giorno del pick-up. Se si sta assumendo la pillola anticoncezionale bisogna continuare a prenderla fino alla data indicata dal programma terapeutico fornito dal medico in sede di visita.

Preparazione per la PMA: esami e colloqui

Stimolazione Ovarica e Attività Sessuale: Precauzioni durante il Trattamento

Durante il ciclo di trattamento di PMA, in particolare nella fase di stimolazione ovarica, la condizione fisica della donna subisce delle modificazioni che possono influenzare l'attività sessuale. L’uso dei farmaci per la stimolazione ovarica espone la donna al rischio di insorgenza della sindrome di iperstimolazione ovarica severa (OHSS) con una incidenza variabile tra lo 0,5% al 5% (Delvigne et al., 2002). La condizione di iperestrogenismo indotta dalla stimolazione ovarica ormonale può, in pazienti geneticamente predisposte per trombofilia, aumentare il rischio di patologia trombotica.

Avere rapporti sessuali non è controindicato durante la stimolazione, sebbene all’inizio generalmente non si notano cambiamenti. Tuttavia, dopo i primi 5 giorni possono comparire alcuni fastidi, come una sensazione di gonfiore addominale. Pertanto, si consiglia di evitare i rapporti sessuali negli ultimi giorni del trattamento. Nel caso in cui si stia seguendo una fecondazione in vitro con ovociti propri, sarà necessaria una settimana di astinenza sessuale, spiega il Dottore. Il motivo è evidente: in questo tipo di trattamento la stimolazione delle ovaie è elevata e fa sì che le stesse aumentino di grandezza. Il processo di stimolazione ovarica potrebbe far ingrandire le ovaie e rendere i rapporti sessuali dolorosi o aumentare il rischio di complicazioni, come la torsione ovarica.

Nel caso invece di stimolazione ovarica e pick-up degli ovociti, i rapporti non sono proibiti. Tuttavia l’esposizione a farmaci può portare a un ingrandimento delle ovaie che potrebbe arrecare dolore o fastidio durante la penetrazione. Nelle fasi successive della stimolazione, a causa della crescita del volume delle ovaie, il rapporto sessuale può essere meno piacevole, ma è molto individuale. Ascolta il tuo corpo e segui i suoi segnali. Inoltre, i medici raccomandano l’uso del preservativo nelle prime fasi della stimolazione per evitare il rischio di gravidanze multiple in caso di ovulazione imprevista. È interessante notare che, in alcuni casi, il tipo di medicazione può essere differente e non esiste rischio di dolore durante i rapporti sessuali. Così, in questi casi, non sarà necessario aspettare qualche giorno per avere di nuovo rapporti con il partner, continua il Dottore.

Rapporti Sessuali Dopo il Prelievo degli Ovociti e il Transfer Embrionale: Considerazioni e Raccomandazioni

Dopo le fasi iniziali di stimolazione, si procede con il prelievo degli ovociti e, successivamente, con il transfer embrionale. Anche in queste delicate fasi, sorgono domande sull'attività sessuale. I dati della letteratura indicano che dopo una procedura di prelievo di ovociti c’è un basso rischio di problematiche strettamente connesse all’anestesia (circa 0,04%) e di complicanze per i pazienti legate alla procedura chirurgica (circa 0,5%). In aggiunta a ciò, solitamente, è consigliato astenersi da rapporti sessuali per almeno due giorni prima e cinque giorni dopo la data prevista per il prelievo degli ovociti.

E prima, o dopo, il transfer embrionale come comportarsi? Ciononostante, è difficile dare una risposta univoca, poiché non è chiaro se avere rapporti sessuali dopo il transfer possa essere vantaggioso o dannoso. L’orgasmo può provocare contrazioni nell’utero e il coito potrebbe aumentare il rischio di infezione. Nell’ambito delle coppie che concepiscono naturalmente, non è considerato un rischio fare sesso. Sì, è vero. Sì, ma il motivo non è che avere rapporti sessuali possa compromettere il risultato finale del trattamento (cioè, l’ottenimento di una gravidanza), bensì evitare altri problemi. In questi casi si raccomanda di aspettare circa 2-3 giorni dopo il transfer embrionale prima di avere rapporti sessuali. Il motivo è che, con il transfer, si altera il muco cervicale che funge da barriera contro l’ingresso di microrganismi nell’utero, il che aumenta il rischio di infezione se si hanno rapporti sessuali.

Sebbene la bibliografia a disposizione non sia ampia, studi scientifici mostrano come il sesso non influenzi l’esito della possibile gravidanza o il risultato del trattamento. Tuttavia, il trasferimento dell’embrione può alterare il muco cervicale, che agisce da barriera contro i microrganismi. Sì, alcune pazienti scelgono di astenersi, ma si tratta di una decisione personale. In generale, se non ci sono controindicazioni, si possono avere rapporti sessuali dopo il trasferimento degli embrioni come indicato sopra.

Cosa si può fare e non fare dopo il transfer embrionario?

Alcuni studi hanno rilevato che avere rapporti sessuali durante un ciclo di FIVET può essere vantaggioso, anche se non sono conclusivi. Il motivo è che la presenza di alcune sostanze contenute nello sperma potrebbe favorire la tolleranza immunologica materna verso l’embrione e il suo sviluppo. Presso il nostro centro abbiamo presentato uno studio prospettico all’ultimo Congresso della Società Spagnola di Fertilità. In sintesi: consultate il vostro ginecologo, e se non ci sono particolari controindicazioni, la decisione è personale. Molte coppie fanno attenzione per evitare ogni possibile errore ed evitano i rapporti sessuali dopo il transfer degli embrioni. Anche se questo può sembrare logico e ognuno di noi preferirebbe astenersi, molti studi clinici mostrano che il sesso dopo il transfer non riduce le tue possibilità. A volte è proprio il contrario: in diversi studi, abbiamo osservato risultati migliori nelle coppie che hanno continuato ad avere un’attività sessuale illimitata. Sebbene sia vero che i rapporti sessuali dopo il trattamento di riproduzione assistita non siano oggetto di numerosi studi, esistono comunque pubblicazioni che suggeriscono che fare sesso o meno non modifichi il risultato del trattamento, spiega il Dott. K. P. Tremellen, D. Valbuena, J. Landeras, A. Ballesteros, J. Martinez, S. Mendoza, R. J.Norman, S. A. Robertson and C. Simon nel loro studio “The effect of intercourse on pregnancy rates during assisted human reproduction.”

Rischi Ostetrici e Perinatali nelle Gravidanze da Procreazione Medicalmente Assistita

Oltre alle considerazioni sull'attività sessuale, è fondamentale esaminare i rischi associati alle gravidanze ottenute tramite PMA. In generale, quando messe a confronto con quelle ottenute spontaneamente, le gravidanze da fecondazione assistita presentano un aumentato rischio di ipertensione gestazionale, eclampsia e preeclampsia, diabete gestazionale, placenta previa, distacco di placenta, placenta accreta, parto pretermine, distocia, taglio cesareo ed emorragia post-partum.

Nel dettaglio, da alcuni studi emerge un aumento dei disordini ipertensivi, quali ipertensione gestazionale, preeclampsia ed eclampsia e di diabete gestazionale (Ben David et al, Materm Child Health J 2016; Arya et al, J of Women Health 2018). È da notare che le curve riguardanti i rischi ostetrici dimostrano un trend in aumento all’avanzare dell’età materna, in particolare nelle donne di età oltre i 35 anni (Wang et al., JAMA Network Open). L’incidenza di eventi avversi in gravidanza e nell’immediato post partum, sia materni che neonatali, si nota soprattutto in gravidanze in pazienti di età superiore ai 44 anni dopo trattamento di procreazione medicalmente assistita.

Le considerazioni che seguono partono dal principio secondo cui nei nostri centri si privilegia il ‘single embryo transfer’: è stato dimostrato infatti che le conseguenze positive del trasferimento di un singolo embrione si riflettono anche sulla salute globale della progenie. Nonostante il gruppo Genera adotti politiche di trasferimento di singolo embrione, volte a minimizzare i rischi per la salute della donna e del bambino (Grady et al., 2012), non si può escludere totalmente il rischio che si instauri una gravidanza gemellare (circa nel 4% dei casi; Kawachiya et al, 2011) e molto raramente plurima. Qualora si instauri una gravidanza gemellare (o trigemina) esiste un aumentato rischio che ciascuno dei gemelli abbia deficit fisici e/o mentali alla nascita.

Fattori di rischio nelle gravidanze da PMA

Sebbene i rischi siano modesti, i neonati dopo gravidanza singola da fecondazione in vitro rispetto a quelli concepiti spontaneamente hanno maggiori probabilità di avere esiti perinatali sfavorevoli, in particolare di parto pretermine o con basso peso alla nascita. Tuttavia, tali dati vengono desunti, per la maggior parte, da studi retrospettivi ed è pertanto difficile valutare i rapporti causali. L’aumentato rischio di insorgenza di anomalie, malformazioni, patologie neonatali sembra essere principalmente legato a fattori come l’età materna avanzata al momento del concepimento e alla possibile presenza di fattori genetici collegati all’infertilità.

Nella fattispecie, non si può escludere che tali effetti siano dovuti non tanto alle procedure di procreazione assistita, ma alle caratteristiche della popolazione che vi accede. In un’ampia valutazione effettuata sui dati più recenti della letteratura emerge, infatti, l’importanza del background familiare (più che della tecnica in sé) sull’aumento del rischio di malformazioni congenite in bambini nati da tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (Pinborg et al.). La maggior parte della letteratura è concorde nel ritenere che non vi siano differenze statisticamente significative fra la percentuale di malformazioni in bambini nati su ciclo fresco o su congelato (Pinborg et al., 2013, Maheshwari et al., 2016, Zhao et al.). Infine i dati relativi allo sviluppo cognitivo e psicomotorio sono concordi nel rilevare l’assenza di differenze fra i concepiti spontaneamente o a seguito di FIVET/ ICSI (Sanchez-Albisua et al., 2011).

La Dimensione Psicologica e Relazionale durante la PMA

Eccoci qui: il tuo percorso di fecondazione in vitro è appena iniziato e se tutto procede per il meglio, diventerai presto un genitore. Sì, se vi state sottoponendo a un trattamento di riproduzione assistita, vi sarete già posta questa domanda. La cosa migliore da fare è seguire le raccomandazioni del vostro ginecologo, che conosce bene il vostro caso.

Le prime volte sono sempre un salto nell’ignoto, per cui è normale avere dei dubbi o sentirsi un po’ insicura. Se stai per iniziare un trattamento di fecondazione in vitro e ti sta succedendo proprio questo, non ti preoccupare! La cosa più importante è mantenere una attitudine positiva e considerarlo una “gara di lunga durata”. Potrebbe funzionare subito, potrebbe non funzionare oppure potrebbe anche richiedere più tempo del previsto. La Dott.ssa Isabeth González, ginecologa di Dexeus Mujer, è un’esperta di riproduzione assistita e conosce bene le preoccupazioni delle donne che iniziano il trattamento.

Normalmente, la stimolazione ovarica della fecondazione in vitro dura circa 10-12 giorni, con un ulteriore periodo di 5 giorni se si procede al trasferimento di embrioni freschi. Se non rispondo bene al trattamento, devo ripetere il trattamento da capo? La prima fecondazione in vitro non solo è un trattamento, ma ci permette anche di osservare come le ovaie rispondono alla stimolazione. Quindi, se un primo tentativo non ha successo, possiamo modificare e migliorare il protocollo di stimolazione per il ciclo successivo. Attualmente, non ci sono differenze importanti in quanto alle percentuali di successo tra i trasferimenti di embrioni freschi e quelli congelati. Ci auguriamo che queste informazioni ti siano state utili.

Rapporti sessuali durante la PMA: come comportarsi. Il sesso è una componente fondamentale nella relazione con il partner anche durante un trattamento di procreazione medicalmente assistita. Inevitabilmente esistono tanti dubbi se sia possibile, dannoso o proficuo. È opportuno quindi fare chiarezza, in maniera tale che siano gli esperti del Sismer del gruppo Nefrocenter a consigliare i migliori comportamenti da adottare. Il sesso è parte della nostra vita, ed è una componente fondamentale nella relazione con il nostro partner. Guidati dal nostro specialista in riproduzione assistita, il Dottore sottolinea le necessità specifiche.

La vita sessuale è una questione naturale e anche la gravidanza non è una patologia. Qualunque sia il metodo di trattamento a cui ti sottoponi, non dimenticare l’intimità: a volte viene scambiata per sesso, che può portare a momenti di intimità, ma non è sicuramente l’unico modo. Il sentimento di vicinanza, appartenenza e connessione emotiva che contribuisce all’intimità è particolarmente importante in questo momento psicologicamente impegnativo, quindi concentrati su parole e azioni che esprimono amore, supporto e comprensione. Se sacrifichi tutto il tuo tempo insieme al partner solo per il trattamento di PMA il tuo rapporto di coppia potrebbe risentirne.

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