L'Intricato Labirinto del Desiderio e dell'Estremo: Percorsi Erotici di Donne Incinte

Il desiderio umano, nelle sue molteplici manifestazioni, è un fenomeno complesso e spesso enigmatico. Quando si intreccia con stati di particolare vulnerabilità o trasformazione, come la gravidanza, può assumere contorni inattesi e talvolta estremi. Questa esplorazione si addentra in racconti di donne che, durante la gestazione, si confrontano con sensazioni profonde e situazioni che sfidano le convenzioni sociali e personali. È un viaggio attraverso la psiche femminile e le dinamiche relazionali, dove la paura, il piacere, il senso di colpa e la ricerca di giustificazione si fondono in esperienze indimenticabili.

Spesso, in momenti di solitudine, si può essere indotti a riflettere sulle proprie esperienze più intime e sulle sensazioni che ne sono scaturite. "Mi avvicino alla finestra e guardo un po’ da dietro i vetri: il cielo è nuvoloso, forse pioverà; guardo le macchine che si muovono per la strada: ma dove andrà tutta questa gente, non lo so; sono sola con me stessa, come spesso sempre più spesso accade." Queste parole introducono un senso di isolamento che può fungere da catalizzatore per la condivisione di episodi che hanno segnato profondamente la propria vita. È da un po’ che si pensa e finalmente si decide di dare il proprio contributo, con un piccolo episodio realmente accaduto anni addietro, breve, semplice, senza situazioni iperboliche, ma che ha toccato profondamente. Non si sa bene veramente perché raccontare tutto questo o forse sì, non si sa. Forse è un estremo tentativo catartico di cercare qualcuno che possa giustificare certe sensazioni durante ciò che è successo e certi silenzi che ne sono seguiti o che almeno aiuti ad elaborarlo.

Il Disorientamento dell'Attesa: Tra Vulnerabilità e Sensazioni Inattese

La gravidanza, un periodo di profonda trasformazione fisica e psicologica, può alterare non solo il corpo di una donna ma anche la sua percezione di sé e la sua interazione con il mondo esterno. In questo contesto, emergono storie che rivelano come la vulnerabilità e l'attesa possano condurre a scoperte inaspettate del proprio desiderio o a incontri che ne ridefiniscono i confini.

Cetty, la Ragioniera di Palermo, e l'Incontro Che Sconvolge: Un Percorso di Vita e una Scelta Controcorrente

La storia di Cetty inizia con una presentazione diretta e senza fronzoli: "mi chiamo Cetty, ho 50 anni, vivo a Palermo, sono sposata con Roberto e sono ragioniera di professione." La sua determinazione è evidente fin da subito: "Non ho paura di essere individuata, ho 50 anni, non sono più una ragazzina e certe cose non mi fanno più nè paura, nè rossore." Questa apertura mentale la predispone a condividere un episodio che, sebbene risalga a circa 20 anni fa, quando era incinta, appena entrata al nono mese di gravidanza, ha lasciato un'impronta indelebile.

La routine quotidiana di Cetty prima della maternità era tutt'altro che idilliaca. Lavorando presso uno studio legale come segretaria, la sua situazione era "veramente al limite della decenza: stipendio da fame, orari impossibili e poi il concetto di segretaria molto allargato". Oltre ai compiti d'ufficio, doveva occuparsi di mansioni insolite: "la mattina arrivavo presto verso le 6, controllavo che tutto fosse in ordine, mi toccava svuotare i cestini dell’immondizia e i posacenere, pulivo il bagno, rassettavo le scrivanie, per poi passare al lavoro vero e proprio". Tra i vari compiti extra c'erano l'acquisto dei quotidiani, tre copie di ognuno per i tre avvocati, il tabacco da pipa per l’avvocato Giorgio, pagamento di bollette di casa, comprare acqua, detersivi, carta igienica, etc. Per fortuna, da due mesi, tutto questo era sospeso, grazie alla maternità che l'aveva ritirata dal lavoro, rendendola "sicuramente più rilassata". Questa ritrovata serenità era stata ulteriormente rafforzata da una recente riappacificazione con sua sorella.

Donna incinta in abito da sera

L'Inaspettata Seduzione: Un Gioco di Sguardi e Contatti

In un giorno di festa, una domenica di battesimo, Cetty e suo marito erano invitati da una coppia di amici. "Nonostante il pancione ormai enorme ed un seno che mi pesava parecchio, tenevo molto a fare bella figura con i nostri amici e soprattutto a far fare bella figura a mio marito!" Per l'occasione, si era preparata con cura meticolosa: "un vestito tipo da sera corto, senza spalline e con manica lunga, tutto nero, come si usava allora anche per cerimonie diurne, calze velate con reggicalze, scarpe con tacco 12". Anche la scelta dei gioielli fu attenta: "indossi una parure di perle che comprendeva una collana con un doppio filo di perle coltivate, un anello con perla e brillante, un bracciale con tre file di perle; al dito misi anche il brillante del fidanzamento e per l’occasione decisi di portare gli orecchini di perle e brillanti del matrimonio; curai moltissimo anche il trucco, delicato, ma ben fatto."

Dopo la cerimonia, verso le 11, suo marito suggerì di tornare a casa, ma Cetty obiettò: "ma no dai, mi secca tornare a casa!" Si diressero così verso un negozio specializzato in attrezzature da giardino. Lì, l'attenzione di un venditore si posò su di lei. "Notai subito lo sguardo di meraviglia che mi lanciò subito ed i modi ammalianti dell’uomo nei miei confronti e certi particolari che di contro mio marito nemmeno notò, intento a guardare i mobili esposti….." Un primo contatto sottile si verificò: "Intanto l’uomo dandomi la mano per salutarmi, fece scivolar l’indice della sua mano lungo la parte finale del mio avambraccio e del mio polso soffermandosi per una frazione di secondo sul palmo della mano". Cetty, tra il dubbio e l'incertezza, pensò: "buh pensai forse sono solo esagerata, forse non l’ha fatto con intenzione….." L'uomo continuò con gesti audaci: "subito dopo nel farci accomodare, passò prima mio marito, da bel cafone che è sempre stato, il venditore invece fece passare me e mi accompagnò posandomi una mano delicatamente sulla spalla, tenendomi il braccio per qualche secondo per poi accarezzarmi la schiena con la mano aperta". In quel momento di imbarazzo, "imbarazzatissima mi girai verso di lui e inesperta di queste situazioni, mi limitai ad un sorriso tra lo stupito e l’imbarazzato." Lui, spudoratamente, "mi schiacciò l’occhio e mi sorrise." La conversazione proseguì con un riferimento alla sua gravidanza: "questo, ottimo, anche perchè vedo che la famiglia si allarga!"

Uomo che accarezza la schiena di una donna incinta

La Paralisi della Paura: Il Momento della Violazione

Il venditore non si fermò. "Il venditore a questo punto mi mette nuovamente le mani addosso, poggiandomi la mano sulla schiena e facendola scivolare delicatamente sul culo dove pratica una leggera pressione, quindi avvicina la bocca al mio orecchio sfiorandolo….." Cetty reagì con serietà: "Mi girai di scatto guardandolo in modo serio negli occhi, mostrandomi infastidita; lui mi sorrise…….." Il marito, Roberto, appariva disinteressato alla situazione, concentrato sull'acquisto. Il venditore, con audacia crescente, le chiese: "sei bellissima ed affascinante, lo fai l’amore con tuo marito?" E con un gesto audace, "detto questo mi accarezza la mano……." Cetty ritirò la mano nervosamente. La situazione precipitò quando, sentendosi mancare, fu costretta a distendersi. Il venditore le versò acqua addosso e iniziò a massaggiarle il corpo. "Venditore: dai rilassati gioia l’ho capito subito che mi volevi, mi hai guardato per tutto il tempo!" A quelle parole, "detto questo si accostò al mio collo ed iniziò a strofinarmi le sue labbra; restai paralizzata e sentii il sangue fermarsi nelle vene!"

Ciò che seguì fu un'esperienza di terrore e paralisi. "Rimasi paralizzata e terrorizzata che potesse fare del male al bambino che portavo in grembo e per questo terrore restai immobile, lasciandolo fare". L'uomo iniziò a palparle i seni nudi, dopo aver scostato le perle, e poi a leccarle e succhiarle avidamente i capezzoli. Successivamente, "portò la sua bocca davanti alla mia bocca e mi poggiò le labbra contro le mie iniziando a leccarle con decisione". Cetty oppose "una lieve resistenza tenendo le labbra serrate, ma lui spinse la sua lingua tra le mie labbra con più decisione". Sentiva "il suo alito desiderabile ed il calore del suo corpo; non riuscii ad oppormi, anche per paura che mi facesse male……". Il sapore della sua lingua, che "sapeva di tabacco", provocò "una vibrazione dentro il ventre ed una rabbia verso mio marito che mi aveva abbandonata". A quel punto, ogni resistenza venne meno: "cedetti, allargai le labbra aprendo completamente la bocca; subito da lingua del venditore si infilò dentro la mia bocca, iniziandomi a baciare in modo voluttuoso, io istintivamente corrisposi muovendo la mia lingua insieme alla sua".Alternava momenti in cui "mi palpava con decisione le mammelle, me le leccava e mi succhiava avidamente i capezzoli, a momenti in cui mi baciava avidamente in bocca con la lingua: io sempre immobile, terrorizzata, arrabbiata, sperando solo che finisse subito, lo lasciavo fare". Con la mano destra, l'uomo "scese in basso e la infilò sotto il vestito: iniziò a palparmi la vulva attraverso le mutandine". La vista del suo sesso fu un ulteriore shock: "Si sbottonò i pantaloni ed abbassate le mutande estrasse un enorme pene in erezione! altro che mio marito con quel suo mignolino da 7 cm! una verga lunga circa venticinque centimetri dura e venosa, sormontata da un grosso glande lucido e violaceo; sotto uno scroto enorme e pelosissimo. Abituato al pene di mio marito questo sembrava di un altro pianta!"

Cetty, spinta dalla paura, ubbidì: "Fui ubbidiente ed iniziai a farmelo passarmelo sul viso, tra i capelli e sulle orecchie; me lo fece odorare ripetutamente quindi lo avvicinò alla mia bocca". La paura per il bambino la spinse all'atto: "terrorizzata che potesse fare male al bambino che avevo in grembo iniziai a leccargli il glande ripulendolo dal sottile strato di smegma che lo ricopriva e dal secreto prodotto a causa dell’eccitamento che gli fuoriusciva copioso dal meato uretrale". Proseguì "passavo la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, poi lungo il solco balano-prepuziale e sul meato uretrale; poi leccavo con la lingua tutta in fuori l’asta per tutta la lunghezza dal basso all’alto e poi di nuovo in basso lungo tutta la superficie e poi ancora più in giù fino a succhiargli i testicoli". Nonostante il ribrezzo, "nonostante il profondo ribrezzo ubbidii prontamente e bevvi il suo sperma; la quantità di sperma eiaculato era impensabile, ma tutto sommato commensurabile alle estreme dimensioni dei suoi testicoli". L'uomo concluse con una minaccia: "stai zitta sgualdrina, altrimenti ti ammazzo! sei tu che lo hai voluto!" Al ritorno del marito, il venditore rassicurò: "niente, stia tranquillo, ha avuto un piccolo mancamento, ma adesso si sta riprendendo… Le ho dato dell’acqua e l’ho fatta distendere, adesso va meglio……."

Il Trauma e i Sensi di Colpa: Le Domande Inquietanti Dopo l'Evento

L'episodio lasciò Cetty in uno stato di profondo turbamento. "Mi sentivo sporca; mi sentivo arrabbiata con mio marito che mi aveva lasciato sola con lui ed arrabbiata con me stessa perchè forse non mi ero opposta abbastanza a quel porco!" I sensi di colpa la assalirono: "Mi vennero i sensi di colpa: forse era colpa mia, forse lo avevo provocato; mi ricordai che spesso mio marito mi accusava di vestirmi in modo provocatorio, scollata, ricoperta da gioielli! Lui mi diceva che lo facevo per attrarre i maschi, per farli arrapare e che la gente mi avrebbe preso per una puttana. E se avesse avuto ragione? e se sotto sotto ero vero stata una puttana a provocarlo?" Ma la domanda più inquietante era: "E poi, mi chiedevo, mi aveva veramente fatto schifo essere stata toccata da quell’uomo, o sotto sotto, alla fine mi era piaciuto? No non poteva essere possibile, non poteva essermi piaciuto, no!" Questo tormento la accompagnò per tutto il tragitto e per mesi. "Mi tormentai per tutto il tragitto con queste domande…… e se mio marito avesse tardato ancora, cosa sarebbe successo? mi avrebbe costretto ad un rapporto orale, mi avrebbe violentata? ma forse quella non era già violenza, forse ero stata violentata? Durante la cena non potei staccare la mente da quei pensieri e la cosa durò anche nei mesi successivi!" Le sue riflessioni si spinsero oltre: "E di pensieri presero anche un’altra piega! ero rimasta fedele? Ma in fondo, pensavo, non era successo nulla, mi aveva accarezzato soltanto e baciato, no? Non avevo tradito mio marito, gli ero rimasto fedele! altri ragazzi prima di lui, in fondo, mi avevano baciata e toccata, no?" Queste domande rivelano una complessa negoziazione interna tra la violenza subita, la percezione del proprio corpo e il concetto di fedeltà.

Calo del desiderio #ginecologacalcagni

Anna e il Silenzio del Desiderio Coniugale: La Gravidanza come Barriera

La storia di Anna presenta un'altra sfaccettatura del desiderio femminile in gravidanza, vissuta all'interno della relazione coniugale. "Da quando Anna aveva annunciato al marito che era incinta, lui aveva cambiato totalmente il modo di vederla." Agli occhi di Carlo, "lei non era più l’amante ideale per le sue fantasie sessuali." Nonostante una fortissima attrazione sessuale precedente, "ora quest’attrazione era improvvisamente sparita." Anna gli ispirava "solo un’infinita dolcezza." Carlo non poteva fare a meno di accarezzare teneramente il suo bel pancione, "ed ogni istinto sessuale scompariva per lasciar il posto a un forte senso di protezione nei riguardi della moglie." La coccolava, le risparmiava qualsiasi fatica e la confortava nei malori della gravidanza.

Il Desiderio Nascosto: Un'Esplosione Interna Contro ogni Aspettativa

Anna, però, soffriva profondamente per la mancanza di rapporti sessuali. "Lei era sempre stata orgogliosa del grande desiderio sessuale che suscitava nel marito." Le piaceva sentirsi sensuale, anche se apparentemente umile: "Quando lui le diceva che per colpa sua aveva il cazzo sempre duro, anche se lei gli rispondeva che qualsiasi donna gli avrebbe fatto questo effetto, in fondo le piaceva e la faceva sentire molto sensuale." La sua autostima era legata a questa percezione, poiché "essendo un po’ bassa e grassottella riteneva di essere poco attraente." Senza le attenzioni sessuali di Carlo, "la sua autostima era crollata". Guardandosi allo specchio, le sembrava "di essere diventata una vera e propria palla."Eppure, in Anna, "la gravidanza aveva fatto aumentare il desiderio sessuale." È risaputo che "mentre ad alcune donne la gravidanza inibisce il desiderio ad altre invece lo fa aumentare, è una di quelle cose che fanno riflettere su quanto sia varia, dopo tutto, la natura umana." Anna desiderava "scopare col marito" come mai prima. "Il solo pensiero di poter avere il cazzo dell’uomo che amava nella vagina e il figlio di lui nell’utero la faceva eccitare così tanto che non poteva fare a meno di masturbarsi." Tuttavia, non osava prendere l'iniziativa, bloccata dalla paura che lui potesse pensare male di lei e dalla convinzione che, dato il suo stato, non la trovasse più attraente.

La Scoperta del Piacere Proibito: Oltre i Confini del Matrimonio

La ricerca del piacere, specialmente quando è negato o represso, può spingere a varcare confini inesplorati. Per Anna, questa ricerca si manifesta in incontri inaspettati che non solo riaccendono la sua sensualità ma ridefiniscono anche il suo rapporto con il marito e con se stessa.

L'Esperienza del Ginecologo: Un Catalizzatore Inatteso

La situazione cambiò quando Anna si recò dal ginecologo per una visita di controllo. Sul lettino ginecologico, con le gambe divaricate, Anna pensò che "forse, se si fosse concentrata un po’, si sarebbe potuta eccitare." E con stupore misto a vergogna, "quando poi il dottore con l’indice arrivò fin quasi al collo dell’utero, la nostra protagonista si accorse che si stava realmente eccitando." Il suo pudore lottò contro il piacere crescente, ma "ben presto fu sconfitto." Anna capì che "era inutile contrastare quel piacere, e in silenzio godette di ogni più piccolo movimento delle mani del dottore." Nonostante il suo silenzio, "l’abbondante lubrificazione della sua vagina la tradiva." Il dottore era affascinato "dagli effetti provocati dall’afflusso del sangue nella regione pelvica: il rigonfiamento dei genitali esterni e il loro colorito più acceso."

Visita ginecologica

Anna non riusciva a credere alle proprie sensazioni e decise di vedere ciò che stava accadendo. "Il dottore aveva infilato l’intera mano nella sua vagina, e, sebbene lo vedesse bene, stentò ancora a crederlo." Alla fine della visita, Anna non riuscì a proferire parola, sopraffatta dall'imbarazzo. Si rivestì in fretta e se ne andò senza salutare. Non aveva mai tradito suo marito fino ad allora, e si sentiva assillata dai sensi di colpa. "Non trovava giustificazioni per quel che aveva fatto ed era assillata dai sensi di colpa." Tuttavia, "spesso ci facciamo tormentare dai sensi di colpa solo per salvare la faccia davanti a noi stessi, sarebbe infatti troppo spregevole peccare, senza soffrirne un po’." E così, "dopo aver pianto sui nostri errori, siamo pronti per commetterli di nuovo."

Quando Anna tornò dal dottore, era ancora combattuta "tra l’imbarazzo e il desiderio, sebbene quest’ultimo comunque prevalesse." Il dottore, mostrandole tenerezza, cercò di metterla a suo agio con aneddoti divertenti. "Una cosa incredibile, da film comico di terz’ordine. Lei aggrappata al lettino con le gambe aperte e io che tiravo sta cazzo di bottiglia per sfilarla. Mica ci sono riuscito a toglierla, alla fine ho dovuto avvolgerla in un panno e poi dargli un martellata." Poi un altro, ancora più strano: "Un giorno è venuta da me una mia paziente dicendomi che aveva strani malesseri. Allora io la faccio stendere sul lettino e comincio a visitarla. Bè tu stenterai a crederlo, ma io nella vagina di questa ho trovato il tappo della bomboletta della lacca."Il dialogo tra loro divenne più intimo. "Non mi toccare! Perché? Non è vero! Perché vuoi scoparmi? Che c’è, non hai nessun’altra di meglio da farti?" Il dottore rispose: "Te lo ripeto: sei bellissima." Anna replicò: "Tutte stronzate! Ma che vuoi dar retta a quelle checche degli stilisti, che ci propinano donne androgine, alte 1 metro e 80 e tutte pelle e ossa?" Il dottore osservò il suo sguardo, che sembrava ricordarle qualcosa. "Si concentrò quindi molto bene sullo sguardo del dottore, che sembrò ricordarle qualcosa." Quando sentì "il suo corpo oggetto di appassionate carezze, la sua diffidenza cominciò a disperdersi e capì che lo sguardo del dottore le ricordava lo sguardo adorante che aveva suo marito prima che restasse incinta."

Il dottore, con la sua competenza, "sapeva bene che la parte più interna della vagina è sensibile soprattutto alla tensione e alla pressione mentre la parte più esterna è più sensibile al contatto." Per questo, "affondava con forza il suo cazzo nella vagina di Anna e poi lo faceva uscire lentamente in modo che potesse toccare bene la parte della vagina vicina all’apertura." Quando l'eccitazione di Anna "stava giungendo al culmine, cominciò ad aumentare sempre più la forza e il ritmo delle penetrazioni." Continuò "anche quando lei cominciò ad essere preda di un fortissimo orgasmo." Anna non aveva mai provato "una simile esperienza, quel cazzo che continuava a penetrarla con vigorosi colpi le stava procurando continue ondate di piacere sempre più intense." Per un attimo, "pensò che il suo corpo non avrebbe potuto sopportare tanti orgasmi di seguito e le sembrò di essere sul punto di perdere i sensi." Da quel giorno, Anna iniziò a recarsi dal dottore "almeno due volte a settimana, e ogni volta si meravigliava della grande capacità di godere che sembrava avere il suo corpo."

Coppia in crisi sessuale

Il Tradimento Rivelato: Conseguenze e Nuove Dinamiche di Coppia

Tuttavia, come spesso accade a chi tradisce, Anna "cedette alla tentazione di rivelare tutto al proprio consorte." Il traditore, "a volte non riesce a reggere il peso del tradimento e quindi cerca di scaricarsi la coscienza con una bella confessione catartica, facendo così soffrire inutilmente la persona amata." La reazione di Carlo fu immediata e violenta: "Puttana !! ” fu la prima reazione di Carlo, quando sentì la confessione." E "per fortuna che Anna era seduta, altrimenti il bel ceffone che ricevette per soprammercato l’avrebbe fatta crollare a terra." Carlo rimase in silenzio per il resto della serata, ma "l’espressione dei suoi occhi era più che eloquente." La sua sofferenza non era tanto dovuta alla gelosia, quanto "l’aver scoperto che la moglie avesse delle pulsioni sessuali e che oltretutto avesse dato libero sfogo a tali pulsioni, nonostante i dolci sentimenti che la gravidanza avrebbe dovuto ispirare in lei."

Il Disprezzo come Afrodissiaco: La Genesi di un Desiderio Perverso

In quel momento, Carlo "sentiva di odiare la moglie, ogni sentimento di dolcezza e di tenero affetto, che finora avevano riempito il suo animo, in pochi attimi sembrarono svanire." Per lui, Anna era "solo la più lurida delle puttane, anzi darle della puttana gli sembrava solo insultare delle donne la cui unica colpa è quella di vendere a buon mercato ciò che altre donne vendono a più caro prezzo." Ma fu proprio "grazie al disprezzo che provava che Carlo poté di nuovo desiderare di scopare la moglie." Ora, Anna "non era più la incarnazione della maternità, ma solo una spregevole donna con la quale poter soddisfare ogni desiderio." Quando la rabbia diminuì, emerse il desiderio sessuale "a lungo represso, ed egli non si fece più nessuno scrupolo." Andò in camera da letto, dove Anna si era rifugiata, "si slacciò i pantaloni e ordinò alla moglie di succhiargli il cazzo." I modi di Carlo erano "rozzi e brutali", e "sicuramente in altre circostanze avrebbero ferito molto Anna, ma ora lei si sentiva colpevole di una orrenda colpa e voleva godere del piacere di essere umiliata e punita." Questo fenomeno è noto: "Quando ci si sente colpevoli nei confronti di una persona che si ama, può accadere che ciò che si desideri di più sia il ricevere la giusta punizione."Soddisfatto della bocca della moglie, "Carlo fece mettere Anna a quattro zampe e poi la penetrò con tutta la violenza che poté." Il bisogno di espiare la colpa, la potenza delle penetrazioni e il piacere dell'umiliazione si combinarono per procurarle "un piacere incredibile." Finalmente, "dal bacino cominciarono a partire quelle calde e sconvolgenti ondate di piacere che raggiungevano ogni centimetro del suo corpo."

L'Escalation: Dalla Confessione ai Dettagli Fotografici

Per qualche tempo, Anna non andò più dal dottore. Sebbene Carlo continuasse ad essere un po' freddo, "la notte la prendeva con una tale foga e un tale trasporto che tutto il resto sembrava passare in second’ordine." Lentamente, però, Carlo "tornò a provare per la moglie quel tenero affetto che aveva bloccato la sua libido." Di conseguenza, "cominciò a sparire quella perfetta combinazione di furia sessuale e senso di rivalsa che gli permetteva di scopare la moglie con tanta sensuale violenza." Anna, resasi conto di questo, "decise di tornare dal dottore per riaccendere le pulsioni del marito." Ogni volta che si incontrava con il dottore, "non mancava mai di informarne il marito, che tornava immediatamente a provare quegli stessi sentimenti che gli permettevano di possedere la moglie con incredibile impeto e violenza." Il tradimento della moglie era diventato "per Carlo un vero e proprio afrodisiaco sessuale al quale però stava assuefacendosi inesorabilmente."

Ben presto, non fu più sufficiente sapere del tradimento per eccitarsi; "per eccitarsi era necessario che la moglie gli raccontasse ogni particolare degli incontri col dottore." Ma anche questo non bastò per molto. La spirale del desiderio e dell'umiliazione proseguì. "Amore, guarda queste foto, le ha fatte il mio medico. Come puoi vedere questa l’ha scattata mentre gli succhiavo l’uccello. Sapessi quanto mi piace il suo cazzo e quanto godo a vedere la sua sborra colare sulle mie grosse mammelle. Quest’altra poi è la mia preferita, si vede bene come il suo cazzo entra nel mio culo." Di fronte a tali immagini, Carlo non riuscì a trattenersi dal "mollare un bello schiaffo alla sua sfrontata consorte," ma Anna ne fu soddisfatta, "perché ormai sapeva bene che il desiderio del marito si poteva scatenare solo grazie alla rabbia e al disgusto che provocava in lui quel tradimento."

L'Estrema Manifestazione del Desiderio: Scenari di Gruppo e Oltre Ogni Limite

La ricerca di sensazioni sempre più intense e la perdita progressiva di inibizioni possono condurre a scenari di gruppo, dove le dinamiche del desiderio e del potere si amplificano, culminando in esperienze che sfidano ogni limite. La storia di Anna e Carlo si evolve in una direzione in cui i confini tra pubblico e privato, tra fedeltà e trasgressione, vengono completamente annullati.

La Notte del Rilascio: L'Invitazione del Dottore e il Conseguente Abbandono

La necessità di stimoli sempre maggiori per Carlo portò la coppia a un punto di non ritorno, superando ogni pudore. Un giorno, un invito a cena si trasformò in qualcosa di inaspettato. "Scusate il ritardo, ma ho trovato un po’ di traffico." Nessuno si decideva ad affrontare il motivo di quell’invito a cena. Così, Anna "pensò che avrebbe dovuto fare lei il primo passo, e per farsi coraggio bevve un bel po’ del vino che aveva portato il dottore." Senza dire niente, "prese per mano gli uomini e si diresse in camera da letto, si spogliò completamente e si distese sul letto." Il dottore, "estasito da quella visione, cominciò ad accarezzarle il bel seno." Le sue mani si muovevano lentamente e delicatamente, "dal seno scesero sul pancione, e si soffermarono su di esso." Per lui, "non c’era niente di più sexy e affascinante di una donna incinta."

Donna incinta circondata da uomini

La scena continuò con baci e contatto fisico intimo. "La baciò mentre con le dita descriveva dei cerchi intorno all’aureola di un capezzolo." Finito il bacio, "portò la bocca sul seno e cominciò a succhiarlo, come un avido bambino appena nato." Passava, "ingordo, da una mammella a l’altra, assaporando ogni goccia di latte che usciva." Anna "non riusciva a spiegarsi come potesse godere ad allattare, ma era questo ciò che le stava accadendo e più sentiva quella bocca stringersi intorno ai suoi capezzoli più il suo piacere aumentava." Sentendo l'orgasmo vicino, "incitò il dottore a succhiare con maggior forza, si strizzò il capezzolo libero, e infine venne." Grata per l'orgasmo, "masturbò il dottore col suo seno, e presto lo sperma andò a confondersi col po’ di latte che inumidiva i capezzoli." In quel momento, "Anna si era trasformata sotto i suoi occhi nella più immonda delle donne e aveva così perso quell’aurea di purezza e infinita dolcezza che le conferiva la maternità."

L'Apice dell'Estremo: La Gang Bang e la Consegna Totale

La presenza del marito in questa dinamica era fondamentale per Carlo. Egli volle che Anna si mettesse sopra, esclamando: "Dai puttana, muoviti fammi godere. Muoviti ti ho detto!" Dopo aver goduto con un altro uomo davanti al marito, Anna "sentiva che ormai ogni pudore o inibizione erano ridicoli, e provava quell’inebriante sensazione di essere libera di fare e dire qualsiasi cosa, senza alcuna remora." Rispose a Carlo: "Sì, così va bene. Sì sono la tua puttana, e godo tantissimo a farti tutto quello che vuoi." Mentre sentiva il piacere aumentare, "stringeva il petto del marito sempre più forte fin quasi a fargli male." Questa stretta procurava a Carlo "soprattutto una grandissima eccitazione, poiché attraverso di essa poteva percepire benissimo il piacere che provava la moglie."

La narrazione si sposta quindi su una scena di gruppo, dove Anna (identificata con "mia moglie" nel testo) diventa il fulcro di un'esperienza collettiva di piacere e dominio. "Pelle color caffelatte, occhi grandi color nocciola, chioma corvina." Queste descrizioni potrebbero appartenere ad Anna, la quale "sorrideva impaziente e presto fu accontentata." La sequenza degli eventi si intensifica. "Il primo uomo le si avvicinò con il cazzo ancora moscio ma dalle dimensioni preoccupanti." Le sfilò le scarpe e risalì le cosce con le mani. "Con un gesto gentile le aprì e scostò le mutande facendosi largo con la lingua nella sua vagina totalmente depilata." Le sue labbra erano "gonfie e rosse," e il suo profumo parve fare subito effetto sul primo uomo."Il secondo uomo arrivò già in erezione." Una "verga d’ebano sbatte’ sulla guancia di mia moglie che non tardò ad afferrare con foga e portandolo in bocca iniziò a succhiare lentamente ma costantemente." Poi, "il terzo arrivò da dietro e liberò i due grandi seni dal reggiseno che volò sul pavimento ad un passo da me." Anna era ormai pronta, e ci si sarebbe potuti aspettare che il primo a montarla fosse colui che la stava leccando, ma il terzo uomo sorprese tutti. Era "un cinese vecchio, pelato e minuto ancora in mutande." Egli "le prese le mani e la sollevò dalla poltrona con delicatezza, le fece fare il giro della stessa e le fece appoggiare le mani sullo schienale rimanendo in piedi." Le abbassò il perizoma alle caviglie e lo sfilò rapidamente, poi si tolse le sue mutande rivelando "un uccello inaspettato: lungo, un po’ sottile e senza un pelo pubico." Si portò le mani in bocca e prese la saliva sufficiente a lubrificarlo. "Poi sputò copiosamente sul buco del culo di mia moglie e lasciandomi di sasso la penetrò nell’ano." Anna, sebbene rimasta di stucco, "subito cominciò ad assecondare quel movimento secco e ritmato che il cinese le imponeva." La descrizione è cruda: "Eccola la mia cagna che dondolava dolorante e mugugnava di piacere." Dieci minuti abbondanti trascorsero "prima che il cinese vecchio e pelato emettesse un grugnito e svuotasse i suoi testicoli nell’’intestino di mia moglie."

Il via libera fu per il nero che, "avendone abbastanza del cunni lingus, prese il posto del vecchio e sfruttando la posizione della donna la penetrò in figa come un coltello caldo nel burro." Nonostante le dimensioni abbondanti del pene, "la figa era un lago e larga abbastanza da farlo ballare dentro." Presto, "i cazzi in figa furono due." Anna "gemeva e rideva e mi guardava." Le sue "tettone piene, le cosce piegate e ormai nude, il pancione teso" erano un'immagine potente. Colui che narra provò "un’erezione come mai mi era venuta prima." Gli uomini dentro Anna "non cennavano a mollare la presa, i cazzi insieme nella foga, le quattro mani che la toccavano dappertutto." Il cinese, stremato ma ancora desideroso di partecipare, "le aveva infilato due dita le culo e stantuffava sadico." Anna "venne diverse volte, ululando, pisciandosi addosso." Nulla interruppe l'atto "fino a che il nero non venne sulla schiena di lei appoggiando il cazzo tra le chiappe rosse e sudate di lei." A quel punto, fu il turno del narratore: "Ora toccava a me, mi avvicinai rapido. Le spalancai le cosce e le cinsi dietro la mia schiena. Affondai il cazzo dentro la sua figa irrimediabilmente aperta e mentre le tenevo i glutei spinsi dentro e fuori l’uccello parecchie volte ma lentamente. Venni dentro, un fiume di sborra premio per la sua dedizione." Quattro settimane dopo, nacque un bel bambino di 4kg, chiamato Alessandro.

Riflessioni Finali sulle Profondità della Psiche Umana

Le storie di Cetty e Anna, con le loro complessità e le loro estreme manifestazioni, offrono uno spaccato profondo sull'interazione tra desiderio, paura, piacere e il senso di colpa. In questi racconti, le donne incinte diventano protagoniste di percorsi erotici che vanno oltre la semplice fisicità, toccando le corde più intime della psiche.

La Complessa Interazione tra Paura, Piacere e Consenso

La paura, come nel caso di Cetty, può paralizzare e portare a una sottomissione fisica che si scontra con il rifiuto interiore. La sua rabbia verso il marito, unita al terrore per il bambino, crea una dinamica di consenso ambiguo, dove l'azione è dettata dalla sopravvivenza più che dalla volontà. Tuttavia, la domanda "mi aveva veramente fatto schifo essere stata toccata da quell’uomo, o sotto sotto, alla fine mi era piaciuto?" rivela la complessa interazione tra l'orrore dell'evento e la possibile, seppur inconfessabile, attivazione di sensazioni proibite. Questa ambivalenza è un tratto distintivo di molte esperienze limite, dove la psiche umana cerca di elaborare e talvolta di integrare l'inaspettato.

La Ridefinizione dei Confini: Fedeltà, Desiderio e Identità

Per Anna, il percorso è differente ma altrettanto rivelatore. La sua identità di donna desiderabile è messa in crisi dalla percezione del marito, che la vede solo come madre. Questa crisi la spinge a esplorare il suo desiderio altrove, in un contesto inaspettato come una visita ginecologica. Il tradimento, inizialmente fonte di imbarazzo e colpa, si trasforma paradossalmente in uno stimolo per la relazione coniugale, un catalizzatore per un desiderio perverso che rinfocola la passione del marito. Carlo, dal disprezzo per la "puttana" traditrice, ritrova un'eccitazione che lo porta a volere la sua umiliazione e la condivisione dettagliata delle sue trasgressioni. Questo meccanismo di "disprezzo come afrodissiaco" e la necessità di "raccontare ogni particolare degli incontri" o persino di "guardare queste foto" dimostra come il desiderio possa deformarsi, cercando stimoli sempre più intensi e trasgressivi, fino a superare i limiti convenzionali della fedeltà e del pudore. La trasformazione di Anna, che perde la sua "aurea di purezza e infinita dolcezza" per abbracciare l'immagine di "puttana" desiderata dal marito, è una profonda ridefinizione della sua identità in funzione del desiderio altrui e del proprio, liberato dalle inibizioni.

Le dinamiche di gruppo che ne conseguono, come descritto nell'esperienza più estrema, rappresentano l'apice di questa liberazione. "Ormai ogni pudore o inibizione erano ridicoli," e Anna prova "quell’inebriante sensazione di essere libera di fare e dire qualsiasi cosa, senza alcuna remora." In questi contesti, la presenza del marito, che percepisce il piacere della moglie attraverso la sua stretta, aggiunge un ulteriore strato di complessità, fondendo rabbia, umiliazione, controllo e un piacere condiviso, seppur distorto. Il parto di Alessandro, che conclude una delle narrazioni, si colloca al termine di un percorso che ha esplorato le profondità e le sfaccettature più audaci del desiderio femminile e maschile in un contesto tanto particolare quanto la gravidanza.

tags: #racconti #erotici #di #gang #bang #estreme