Guida completa al concepimento: comprendere la fertilità, i tempi e i fattori biologici

Rimanere incinta è un desiderio comune per molte coppie, ma spesso può diventare una sfida. La realizzazione del sogno di maternità di una donna può essere un evento del tutto naturale e spontaneo, ma in alcuni casi si configura come un percorso articolato, sul quale, spesso, fioccano dicerie e fantomatiche “raccomandazioni” senza alcuna base scientifica. Comprendere i meccanismi biologici alla base della fecondazione è il primo passo per affrontare questo cammino con consapevolezza.

Le basi del concepimento: il ciclo mestruale e i giorni fertili

Il tempo che caratterizza la ricerca di una gravidanza può dipendere da vari fattori. Innanzitutto, è fondamentale conoscere il proprio ciclo mestruale e identificare i giorni fertili, che di solito si trovano a metà ciclo, attorno al 14° giorno in un ciclo di 28 giorni. Utilizzare un test di ovulazione può aiutare a determinare con precisione questo periodo.

illustrazione del ciclo mestruale e finestra fertile

I giorni più fertili sono quelli che precedono e comprendono l’ovulazione, cioè il momento in cui l’ovaio rilascia un ovulo. Poiché gli spermatozoi possono sopravvivere nell’apparato riproduttivo femminile per alcuni giorni, la finestra fertile comprende di solito i 4-5 giorni prima dell’ovulazione e il giorno stesso. Si stima che circa una coppia su sette abbia difficoltà a concepire. Molte coppie presumono di rimanere incinte velocemente; tuttavia, in uno studio su oltre 1.400 donne che avevano pianificato la loro gravidanza più recente, il 30-44% aveva riscontro che il tempo era stato maggiore del previsto. Un fattore comune, facilmente rimediabile, è la scelta di un momento poco opportuno per il rapporto sessuale. Dato che puoi rimanere incinta solo nei giorni prima dell'ovulazione e il giorno dell’ovulazione stesso, è importante che il rapporto sessuale avvenga in questo periodo di tempo.

Il percorso degli spermatozoi e la fecondazione

Affinché si possa rimanere incinta, uno spermatozoo deve fecondare un ovulo. Sembra un concetto semplice, ma è più complesso di quanto pensi. Dopo l’eiaculazione, il percorso degli spermatozoi è tutt’altro che agevole: devono risalire dalla vagina, attraverso la cervice, fino all’utero e infine raggiungere la tuba uterina corretta in cui trovare l’ovulo.

Solitamente il raggiungimento dell’ovulo da parte dello spermatozoo avviene in un tempo compreso tra i 15 e i 45 minuti dopo l’eiaculazione. Durante un rapporto sessuale, vengono eiaculati, di norma, circa 300 milioni di spermatozoi, ma solo circa 200 riescono a raggiungere l’ovulo. Gli spermatozoi incontrano anche una serie di “trappole”: il primo ostacolo si trova nella cervice, dove il muco cervicale può bloccarli e intrappolarli. Se stai provando a rimanere incinta, non preoccuparti; durante l’ovulazione, il muco diventa più acquoso per consentire a più spermatozoi di andare avanti.

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È naturale allora domandarsi quanto sopravvivono gli spermatozoi. Ebbene, uno spermatozoo può vivere nell’apparato riproduttivo femminile e aspettare di incontrare l’ovulo fino a cinque giorni. Quando lo spermatozoo irrompe ed entra nell’ovulo, la membrana esterna (zona pellucida) si cementifica in modo da non consentire ad altri di entrare.

Età e fertilità: i limiti biologici

La fertilità della donna è massima tra i 20 e i 30 anni e inizia a calare già intorno ai 32 anni, per poi subire un declino più rapido dopo i 37 anni. La fertilità naturale di una donna inizia già a diminuire verso la fine del secondo decennio di vita, per il fatto di avere meno ovuli, ed è probabile che la qualità degli ovuli restanti sia inferiore rispetto a quando era più giovane. Dopo i 35 anni, l'esaurimento degli ovuli è a livello critico, e dopo i 40 anni di età le possibilità di una gravidanza sono inferiori.

Questo è vero non solo per il concepimento naturale, ma anche per la fecondazione assistita. Se hai più di 35 anni, prova solo per sei mesi prima di chiedere un aiuto. E se hai 40 anni o più, è consigliabile che consulti il medico non appena decidi di cercare di avere un bambino. La fertilità maschile, a differenza di quella femminile, non subisce un brusco arresto come la menopausa, ma diminuisce con l’età, con una riduzione della qualità e della quantità di sperma prodotto e della motilità degli spermatozoi.

Stile di vita e benessere psicofisico

Per favorire il concepimento, è consigliabile adottare un’alimentazione equilibrata ricca di frutta, verdura, proteine magre e cereali integrali. Integrare l’acido folico è particolarmente raccomandato per le donne che stanno cercando una gravidanza, in quanto aiuta a prevenire difetti del tubo neurale nel feto.

Ci sono alcune abitudini da evitare: il consumo di alcol e fumo può ridurre significativamente la fertilità sia nelle donne che negli uomini. L’eccessiva assunzione di caffeina è un altro fattore da limitare. Anche se periodi di notevole stress non fanno mai bene alla salute, a meno che non interrompa i tuoi cicli mestruali o la tua vita sessuale, ciò non ti impedirà di concepire. Tuttavia, è importante eseguire una visita pre-concezionale ed esami del sangue pre-concezionali per assicurarsi che vada tutto bene e non vi sia nulla da “correggere”.

Quando consultare uno specialista

Non esistono prove scientifiche definitive che indicano che rimanere sdraiati per un certo periodo dopo un rapporto aumenti le possibilità di concepimento. Per le coppie sane sotto i 35 anni, circa l’85% riesce a concepire entro un anno di tentativi regolari, mirati e non protetti. Dopo i 35 anni, la fertilità inizia a diminuire e potrebbe richiedere più tempo.

grafico che mostra la probabilità di concepimento per età

Una consulenza medica può essere utile quando la gravidanza non arriva dopo un periodo di tentativi considerato adeguato, oppure se sono presenti condizioni che potrebbero influenzare la fertilità. Cicli mestruali molto irregolari, precedenti infezioni genitali, interventi chirurgici dell’apparato riproduttivo o alcune patologie croniche sono esempi di situazioni in cui può essere utile un confronto anticipato con il medico. La sindrome dell’ovaio policistico incide negativamente sulla probabilità di rimanere incinta, a causa degli squilibri ormonali da essa provocati. Circa il 30% delle donne con sindrome di ovaio policistico riesce a rimanere incinta naturalmente. Negli altri casi è possibile procedere con la stimolazione ovarica e, in un secondo momento, con la procreazione medicalmente assistita (PMA).

È utile rivolgersi a specialisti della fertilità. Questi, dopo un’attenta anamnesi, la valutazione dei tentativi di concepimento e dei test di base, potranno prescrivere ulteriori indagini diagnostiche. A questo punto toccherà anche al partner sottoporsi a qualche analisi e controllo; non è detto infatti che il mancato concepimento dipenda dalla donna.

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