Quando si Partorisce: Guida Completa alle Settimane di Gravidanza e alla Data Presunta del Parto

La nascita di un bambino è un evento che cambia la vita, un momento di gioia e di grande emozione, ma anche di legittime preoccupazioni e molte domande. Non appena si scopre di essere in dolce attesa, una delle prime e più frequenti domande che sorgono è: "Quando nascerà?". Sapere quando si partorisce è fondamentale non solo per organizzare gli ultimi preparativi ma anche per vivere con serenità le ultime settimane di gravidanza. Questo articolo ha come scopo quello di fornirti tutte le informazioni utili per prepararti al meglio per l'arrivo del tuo piccolo, facendo chiarezza sulle tempistiche e sui segnali che preannunciano l'inizio del parto, esplorando l'intero percorso settimana dopo settimana.

La gravidanza è un'avventura unica che si estende su un periodo medio di 40 settimane, anche se è comune partorire tra la 37ª e la 42ª settimana. Molte di noi credono che la gravidanza duri nove mesi precisi, ma non è proprio così. I famosi nove mesi della gravidanza sono, in realtà, 40 settimane, come ci spiega la dott.ssa Charlsie Celestine, ginecologa e ostetrica. Infatti, la data presunta del parto (DPP) cade 40 settimane dopo il primo giorno delle ultime mestruazioni. Tuttavia, alcune donne superano anche le 41 settimane, e a volte il fatidico giorno arriva e poi passa via, senza che si presenti l’ombra di una contrazione. L’attesa continua e sembra non finire più.

Calendar with marked due date

Calcolo della Data Presunta del Parto: Metodi e Considerazioni

Il calcolo della data presunta del parto è uno degli strumenti più importanti per monitorare la gravidanza. Se hai fatto un test di gravidanza e il risultato è positivo, ti starai sicuramente chiedendo quali saranno i prossimi passaggi. A questo punto, entra in gioco il Calcolatore della data presunta del parto (DPP). Grazie ad alcune semplici informazioni riguardanti la durata dell’ultimo ciclo e delle mestruazioni, potrai eseguire il calcolo della data presunta del parto (in altre parole, quando potrebbe nascere il tuo bimbo). Queste informazioni sono molto utili anche per il calcolo della data presunta del parto prima di provare a concepire.

Il calcolatore della data presunta del parto si basa su un ciclo di 28 giorni (i cicli possono variare da 20 a 45 giorni) e considera le mestruazioni e l’ovulazione come le prime 2 settimane di gravidanza. Poiché l’efficacia di questo metodo è influenzata dalla regolarità del ciclo mestruale, la data presunta del parto non è precisa al 100%. Ricorda che i calcolatori della data presunta, i calcolatori del parto e i calcolatori della gravidanza possono aiutarti a farti un’idea del giorno in cui partorirai e dei tempi della tua gravidanza, ma non sostituiscono una consulenza medica. È fondamentale informare il tuo medico di fiducia di essere incinta. È importante notare che Flo Health non raccoglie, elabora o archivia i dati inseriti durante l’utilizzo degli Strumenti. Tutti i calcoli vengono effettuati esclusivamente all’interno del tuo browser. Flo Health non ha accesso ai risultati e tutti i dati saranno cancellati in modo definitivo una volta lasciata o chiusa la pagina.

Il modo MIGLIORE per calcolare la data prevista del parto

Età Gestazionale vs. Età del Feto: Due Modi per Contare

Una delle prime domande quando si scopre di essere incinta è sicuramente “Da quanto sono incinta?”. Paradossalmente, esistono due diversi modi per calcolare l’età del bimbo durante la gravidanza: l’età gestazionale e l’età del feto. Tuttavia, i medici di solito fanno riferimento all’età gestazionale, in quanto generalmente ritenuta più precisa.

L’età gestazionale, che indica in quale settimana della gravidanza ti trovi, si misura calcolando le settimane che separano le ultime mestruazioni (ovvero, il primo giorno delle ultime mestruazioni) dalla data attuale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) specifica che «la durata della gestazione è misurata a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione normale. L’età gestazionale viene espressa in giorni completi o settimane complete». Per gestazione si intende la durata della gravidanza in settimane. Questa è la modalità standard poiché l’età concezionale, basata sul momento del concepimento, è spesso difficile da determinare con esattezza. Il calcolo delle settimane di gravidanza si fa infatti partire dalla data delle ultime mestruazioni. Alla data di inizio dell'ultima mestruazione, si aggiungono le due settimane del ciclo mestruale "utili" per la fecondazione. In linea generale, il calcolo delle settimane di gravidanza deve essere considerato un'indicazione. Convenzionalmente, l'inizio della gestazione si fa coincidere con il primo giorno dell'ultima mestruazione.

L’età del feto è l’effettiva età del bimbo che si sta sviluppando. Per calcolarla è necessario contare le settimane trascorse dalla data del concepimento (circa due settimane dopo le ultime mestruazioni in un ciclo di 28 giorni, ma variabile in base alla durata del ciclo) fino a oggi. Tuttavia, questo metodo è molto meno utilizzato, poiché spesso è difficile determinare con precisione quando si è verificata l’ultima ovulazione e quindi il concepimento. Il periodo in cui è possibile che l'uovo venga fecondato inizia 4-5 giorni prima dell'ovulazione e termina 1-2 giorni dopo. Ciò è possibile in considerazione del fatto che la cellula uovo matura, quando viene espulsa dall'ovaia, riesce a sopravvivere per circa 24 ore, mentre gli spermatozoi possono rimanere vitali nell'apparato genitale femminile fino a 72-96 ore.

La data presunta del parto coincide indicativamente con la quarantesima settimana, ovvero circa dieci mesi di gravidanza. Ecco spiegato perché la gravidanza si calcola seguendo l’età gestazionale e non l’età del feto. Ciò significa che puoi misurare la durata della gravidanza partendo dalle ultime mestruazioni, non dal concepimento, e aggiungendo due settimane, anche se in quel periodo, in teoria, non eri incinta. Inoltre, questo metodo tiene conto della differenza del numero di giorni presenti nei diversi mesi. Di solito, una gravidanza dura dalle 38 alle 42 settimane (circa 280 giorni). Se il bimbo nasce prima di raggiungere le 37 settimane è definito prematuro.

I Principali Metodi di Calcolo della DPP

Il medico farà il calcolo del termine della gravidanza utilizzando alcuni dei metodi più comuni.

Obstetric wheel illustration

La Regola di Naegele

Il metodo più utilizzato per calcolare la data del parto è quello di contare “40 settimane dal primo giorno delle ultime mestruazioni”, secondo quanto afferma anche la dott.ssa Celestine, la quale spiega come questa sia la prassi durante la prima visita medica. Questa tecnica è nota anche come regola di Naegele. Puoi calcolare la DPP partendo dal primo giorno delle ultime mestruazioni, aggiungendo esattamente un anno, aggiungendo sette giorni e poi sottraendo tre mesi. Dovrai però tenere a mente che questo calcolo vale per un ciclo mestruale regolare di 28 giorni. Ma il ciclo può essere anche scarso o irregolare. Ciononostante, variazioni del ciclo tra i 21 e i 45 giorni rientrano assolutamente nella norma. Se il ciclo dura di più, allora anche la data presunta del parto cadrà più avanti nel tempo. Se, invece, il ciclo è più breve, è possibile che la data del parto venga anticipata.

La Ruota della Gravidanza o Regolo Ostetrico

“Di solito, utilizzo la ruota della gravidanza prendendo come punto di riferimento il primo giorno delle mestruazioni,” afferma la dott.ssa Celestine, spiegandoci come calcola le date del parto delle sue pazienti. La ruota della gravidanza, o regolo ostetrico, è un semplice calendario grazie al quale è possibile calcolare la data presunta del parto in base ai dati inseriti, come ad esempio le ultime mestruazioni. Questo consiste in un disco numerato formato da due ruote sovrapposte, unite al centro da un occhiello, in modo da poter girare indipendentemente l'una dall'altra. La ruota inferiore è suddivisa in 12 sezioni, una per ogni mese dell'anno, a loro volta graduate con i giorni del mese; quella superiore indica le 40 settimane di gravidanza suddivise nei 3 trimestri.

L'Ecografia

Un’ecografia durante il primo trimestre è particolarmente utile per verificare e confermare la datazione della gravidanza. La datazione ecografica dovrebbe avvenire idealmente entro la decima settimana di gravidanza. L’età gestazionale, e di conseguenza la data presunta di nascita, deve essere confermata da quella ultrasonografica. Quest’ultima è calcolata mediante l’ecografia eseguita nel primo trimestre e si basa sulle misure del feto. Se l’età ecografica si differenzia di almeno 7 giorni da quella gestazionale, la gravidanza va nuovamente datata tenendo conto di tale differenza. Più l’ecografia è precoce, più la datazione è veritiera. La misurazione ecografica nelle prime settimane è il metodo più accurato per stimare l’età gestazionale, perché la crescita embrionale è molto uniforme in questo periodo. Anche se si tratta sempre di una stima: è normale che il parto avvenga entro due settimane prima o dopo la data indicata. La definizione precisa dell’epoca gestazionale è importante non solo per la corretta valutazione della crescita fetale nel corso della gravidanza, ma anche per mirare al meglio l’assistenza al momento del parto.

Fattori che Influenzano l'Accuratezza del Calcolo

La data presunta del parto è un’indicazione statistica, non una previsione esatta: solo una minoranza di nascite avviene precisamente al “termine”, mentre la maggior parte rientra in un intervallo fisiologico molto ampio. Il calcolo delle settimane di gravidanza così riportato è tanto più veritiero, quanto più regolari sono i cicli mestruali. Se per esempio la futura mamma ha un ciclo mestruale breve, cioè inferiore a 28 giorni, la nascita avverrà probabilmente con un leggero anticipo. Se invece il ciclo è superiore a 28 giorni il bambino vedrà la luce leggermente in ritardo. Ma solo il 5% dei bambini nasce nel giorno calcolato. La gravidanza si considera infatti a termine tra la 37ma e la 41ma settimana di gestazione.

Inoltre, alcune condizioni comportano una variabilità dei tempi tale da rendere difficile la stima della presunta data di nascita del bambino, come ad esempio l'irregolarità dei cicli mestruali. Se una donna non dovesse avere chiara la data delle ultime mestruazioni, magari perché allatta oppure si è sottoposta a terapie ormonali nel mese precedente al concepimento, l'ecografia, se eseguita entro la 10a-12a settimana, può essere di aiuto per calcolare la datazione esatta. Più l’ecografia è precoce, più la datazione è veritiera.

Il Viaggio Settimana per Settimana: Lo Sviluppo e i Cambiamenti

Il percorso della gravidanza è scandito da trasformazioni continue, sia per la futura mamma che per il suo bambino. Ogni periodo della gestazione corrisponde ad una fase specifica di crescita del feto. Ecco una panoramica dettagliata di cosa aspettarsi settimana dopo settimana.

Il Primo Trimestre: Inizio e Formazione (Settimane 1-13)

Settimana 1-2: In realtà, a 1 settimana di gravidanza, non sei ancora incinta. A 2 settimane di gravidanza, tecnicamente non sei ancora incinta. C’è un solo ovulo e tantissimi spermatozoi ansiosi di fecondarlo. Queste prime settimane sono convenzionalmente incluse nel calcolo dell'età gestazionale partendo dal primo giorno dell'ultima mestruazione.

Settimana 3: La terza settimana di gravidanza è quella in cui avviene l’impianto. Il tuo corpo rilascia la gonadotropina corionica (hCG), che causa l’aumento della produzione di estrogeni e progesterone e previene la maturazione di altri ovuli nelle ovaie. Questo è il momento biologico in cui la gravidanza ha inizio.

Settimana 4: A 4 settimane, il futuro bebè ha finalmente trovato la sua casa per i prossimi otto mesi. La blastocisti è finalmente giunta nell’utero da una delle tube di Falloppio. È una fase cruciale di insediamento.

Settimana 5: A 5 settimane di gravidanza, il feto ha le dimensioni di un seme di sesamo. Trascorsa la quinta settimana, ti accorgerai dell’assenza di mestruazioni, il segnale più evidente che aspetti un figlio.

Settimana 6: A partire dal compimento della sesta settimana, potresti avvertire le nausee mattutine. Queste sono dovute alle oscillazioni ormonali che si stanno verificando nel tuo corpo. Malessere, seno gonfio, areola del capezzolo più scura e minzione frequente potrebbero crearti qualche disagio.

Settimana 7: A 7 settimane di gravidanza, i sintomi iniziano a farsi sentire e il tuo utero quasi raddoppia le sue dimensioni. Preparati a un possibile peggioramento della nausea, della stanchezza, del bruciore di stomaco e di altri sintomi della gravidanza. Le nausee mattutine possono essere molto fastidiose.

Settimana 8: A 8 settimane devi prendere appuntamento per la tua prima visita dal ginecologo. Il medico prescriverà i test e gli esami necessari per il primo trimestre di gravidanza. A questo punto, le nausee mattutine possono diventare più fastidiose.

Settimana 9: A 9 settimane di gravidanza, il bebè è già lungo circa 16-18 mm e pesa intorno ai 3 grammi. La coda è scomparsa e iniziano a distinguersi meglio le caratteristiche umane. Le articolazioni delle mani e delle gambe diventano flessibili e iniziano a svilupparsi i capezzoli e i follicoli della peluria.

Settimana 10: La decima settimana di gravidanza è il momento in cui terminano di formarsi quasi tutti gli organi e i tessuti vitali. Ora iniziano finalmente a funzionare e crescere rapidamente. Il feto è in grado di ingoiare il liquido amniotico e di muovere braccia e gambe. La pelle si copre di una leggera peluria, mentre sulle dita compaiono piccole unghie.

Settimana 11: A 11 settimane di gravidanza, il feto ha raggiunto le dimensioni di 5 cm. La testa è lunga quanto la metà del corpo, ma nelle prossime settimane il corpo crescerà abbastanza da compensarla. La pelle del feto è talmente sottile e trasparente che permette di intravedere una fitta rete di vasi sanguigni.

Settimana 12: A 12 settimane di gravidanza, il bebè pesa circa 14 grammi. Si stanno formando le corde vocali e i reni iniziano a produrre urina che riempie la vescica. Hai terminato l’ultima settimana del primo trimestre! La maggior parte dei sintomi iniziali della gravidanza saranno presto un lontano ricordo.

Settimana 13: A 13 settimane di gravidanza, il feto continua la sua crescita in modo costante e sorprendente.

Il Secondo Trimestre: Benessere e Consapevolezza (Settimane 14-27)

Settimana 14: A 14 settimane di gravidanza, la crescita del feto procede rapidamente. Tra poco, inizierai a sentirlo muoversi e scalciare. Il tuo corpo inizia a prendere peso, e la pancia potrebbe iniziare a mostrarsi più visibilmente.

Settimana 15: A 15 settimane di gravidanza, il bebè inala attivamente il liquido amniotico attraverso il naso. Molto presto si noterà che sei incinta perché l’utero è salito dalla regione pelvica al basso addome, rendendo il pancione più evidente.

Settimana 16: Hai compiuto 16 settimane di gravidanza e tutto ora diventa più reale! Il tuo piccolo bebè non è più tanto piccolo e ha ormai l’aspetto di un bambino. Trascorsa la 16a settimana di gravidanza, sei ormai incinta di 4 mesi. Se finora la tua gravidanza passava inosservata con un pancione piccolino, d’ora in poi non sarà più così.

Settimana 17: La crescita continua, e il bebè accumula grasso sotto la pelle, che diventa meno trasparente.

Settimana 18: Se finora la rapidità della crescita del tuo bebè e l’aumento di peso delle ultime settimane ti ha sorpreso, dalla 18a settimana le cose si calmeranno un pochino, ma ci saranno ancora tanti eventi importanti nella giovanissima vita del tuo bebè. In questa fase, riesce a sbadigliare, stiracchiarsi e anche fare espressioni facciali come corrucciare il volto.

Settimana 19: A 19 settimane di gravidanza, il pancione è ben visibile. La mamma può sentire i movimenti del bambino con maggiore frequenza e intensità.

Settimana 20: A 20 settimane di gravidanza, il feto ha le dimensioni di un pompelmo. Congratulazioni! Sei a metà strada per incontrare il tuo bambino. Questa settimana segna un traguardo importante.

Settimana 21: Compiuta la 21a settimana di gravidanza hai fatto il giro di boa e sei a metà percorso per diventare mamma. Il bambino sta diventando grande, e la sua attività è sempre più percepibile.

Settimana 22: Se stai entrando nella 22a settimana di gravidanza, senza dubbio lo spazio inizia a essere poco. Il bebè cresce e invade i tuoi spazi, rendendo i suoi movimenti più evidenti e a volte ingombranti.

Settimana 23: Per molte donne, dalla 23a settimana inizia il periodo più entusiasmante perché il pancione è ben visibile. Tra le altre cose, gli occhi e le labbra del bimbo stanno prendendo forma, rendendo il suo aspetto sempre più definito.

Settimana 24: A 24 settimane di gravidanza, il feto è lungo circa 30 cm. Potresti avvertire una sensazione di formicolio alle articolazioni, nota come sindrome del tunnel carpale, un sintomo comune in questa fase.

Settimana 25: Una volta compiute 25 settimane di gravidanza, sei vicina alla fine del secondo trimestre. Sembra che il tempo voli! A 25 settimane, sei a quasi 5 mesi e due settimane di gravidanza. A questo punto è probabile che tu abbia già preso dai 7 ai 10 kg di peso. Nel corso di questa settimana, il bimbo apre gli occhi per la prima volta, un traguardo evolutivo significativo.

Settimana 26: Il bambino continua a crescere e svilupparsi, rafforzando i suoi sensi e i suoi riflessi.

Settimana 27: La 27a settimana segna le ultime due settimane del secondo trimestre. Se il bambino è più attivo durante la notte potrebbe provocarti insonnia e difficoltà nel dormire, a causa dei suoi movimenti sempre più energici.

Il Terzo Trimestre: Preparazione al Parto (Settimane 28-42+)

Settimana 28: Compiute 28 settimane, entri nel terzo trimestre della gravidanza. In questa fase, il feto è già abbastanza sviluppato. Gli organi, i tessuti e i nervi continuano a crescere, ma ha già tutti gli apparati necessari per sopravvivere fuori dall’utero.

Settimana 29: A 29 settimane, potresti sviluppare vene varicose come accade nel 40% delle donne in attesa. Questa è la fase in cui iniziare a monitorare l’attività del bambino, prestando attenzione ai suoi movimenti regolari.

Settimana 30: A 30 settimane potresti avere il fiato corto. Il bambino è ancora alto, vicino alle costole, esercitando pressione sul diaframma, ed è in attesa di scendere.

Settimana 31: A 31 settimane, il seno inizia a produrre il primo colostro che servirà a nutrire il bambino e potresti avere qualche perdita dai capezzoli. Questo è uno dei segnali che indica che il corpo si sta preparando al grande giorno. Potresti continuare ad avere il fiato corto.

Settimana 32: Compiute 32 settimane, il corpo potrebbe iniziare a flettere i muscoli per prepararsi al parto, con le prime contrazioni di Braxton Hicks che diventano più evidenti.

Settimana 33: A 33 settimane, potresti notare che i movimenti del bambino sono legati alla tua routine quotidiana, con periodi di veglia e sonno ben definiti.

Settimana 34: Compiute le 34 settimane, i seni iniziano a perdere piccole quantità di colostro giallastro. Il bambino ha già le dimensioni di uno zaino e pesa quanto un melone, occupando ormai gran parte dello spazio uterino.

Settimana 35: A 35 settimane, inizi a capire come si muove il bambino nel grembo semplicemente guardandoti il pancione. Questo potrebbe provocarti qualche disagio e lasciarti con il fiato un po’ corto. A questo punto, molte mamme non vedono l’ora che il bimbo nasca, mentre altre iniziano ad avere un po’ d’ansia per il parto.

Settimana 36: Compiute le 36 settimane, il bambino dorme per il 60-80% del tempo. Si è finalmente spostato nella cavità pelvica, la pressione sul tuo diaframma si è allentata e ti senti più alleggerita.

Settimana 37: Hai terminato la 37a settimana di gravidanza, congratulazioni! Il bambino scende ancora più giù nella pelvi. È considerato a termine e può effettivamente nascere da un momento all’altro.

Settimana 38: Terminata la 38a settimana, la necessità di urinare diventa sempre più frequente. La pressione sulla vescica è enorme a causa della posizione del bambino.

Settimana 39: Hai terminato la 39a settimana di gravidanza! Il bambino è a termine, quindi completamente sviluppato e aspetta il momento giusto per fare il suo ingresso.

Settimana 40: Completata la 40a settimana potresti aver già superato la data presunta del parto. L'attesa può diventare snervante, ma è un'esperienza comune per molte future mamme.

Settimana 41: A 41 settimane non vedi l’ora di partorire e accogliere il tuo bebè. In questa fase, i controlli medici si intensificano per monitorare il benessere del bambino.

Settimana 42 e oltre: Quando una gravidanza dura 42 settimane o più si parla di gravidanza post termine. Questo scenario richiede un attento monitoraggio e, spesso, l'induzione del travaglio per garantire la sicurezza di mamma e bambino.

Quando il Parto Ritarda: Aspettative e Interventi

A circa il 30% delle donne in procinto del parto capita di "andare oltre il termine", ovvero di arrivare al compimento della 40ª settimana e di non avere alcun segnale di avvio del travaglio. Queste sono le future mamme che partoriranno tra la fine della 40ª settimana e l’inizio della 42ª, senza che questo comporti complicazioni di alcun tipo. Superare la DPP è molto comune e non indica necessariamente un problema. La maggior parte dei bambini nasce spontaneamente nei 7-10 giorni successivi.

Pregnant woman with a large belly in late pregnancy

Cause del Ritardo del Parto

I motivi per cui il bebè tarda a nascere possono essere diversi e dipendere sia dalla madre sia dal bambino. L’innescarsi del travaglio non è un semplice fatto meccanico, ma è legato a un insieme di fattori.

  • Fattori Emotivi e Stress: Perché l’ossitocina, l’ormone che provoca le contrazioni, sia prodotto in quantità sufficiente, è importante innanzitutto che la donna si trovi in una condizione di benessere, che riesca a dormire, che sia in uno stato di apertura emotiva. Se al contrario, per svariate ragioni, sta vivendo un momento di stress, di vigilanza, di tensione è difficile che il travaglio possa mettersi in moto.
  • Posizionamento del Bambino: Anche il corretto posizionamento del bebè nel bacino è fondamentale per l'avvio spontaneo del travaglio.
  • Familiarità e Genetica: Chi ha la mamma, la nonna o una sorella che hanno partorito oltre termine ha maggiori probabilità di vivere la stessa esperienza, indicando una possibile predisposizione genetica.
  • Durata del Ciclo Mestruale: Le donne che hanno cicli mestruali più lunghi rispetto ai 28 giorni di media partoriscono di solito più tardi rispetto a chi invece ha flussi ravvicinati, cioè ogni 25-27 giorni. La data del parto si calcola ipotizzando che il concepimento avvenga 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione.
  • Fattori Ormonali e Precedenti Terapie: È stato osservato che le donne che iniziano la gravidanza nei primi tre mesi successivi alla sospensione della pillola contraccettiva tendono a partorire oltre termine. Lo stesso accade quando il concepimento avviene durante l’allattamento.
  • Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS): Tutti i FANS, cioè i cosiddetti “farmaci antinfiammatori non steroidei”, di cui il capostipite è l’aspirina, possono ritardare la data del parto: essi attenuano il dolore e l’infiammazione, bloccando la produzione delle prostaglandine, ovvero sostanze che l’organismo libera per favorire la comparsa delle contrazioni dell’utero e, quindi, per dare inizio alle manifestazioni tipiche del travaglio.
  • Attività Sessuale: Fare l’amore spesso nell’ultima settimana di gravidanza può rappresentare il metodo più naturale per favorire l’avvio del parto, grazie alla presenza di prostaglandine nel liquido seminale e alla stimolazione dell'utero.
  • Luna Piena: Secondo le credenze popolari la luna sarebbe in grado di influenzare il travaglio. La convinzione generale è che i giorni di luna piena siano i più propizi per dare alla luce un bambino, anche se la scienza non ha trovato prove conclusive.

Monitoraggio e Interventi in Caso di Gravidanza Oltre Termine

In questo periodo vengono programmati controlli per verificare benessere fetale e quantità di liquido amniotico. A partire dalla 39ª settimana e cinque giorni, la futura mamma deve sottoporsi a una serie di controlli volti ad accertare che tutto stia procedendo per il meglio. Questi esami vengono ripetuti a 40 settimane e mezzo, quindi a 41 settimane e poi a 41 settimane e due giorni.

Fetal heart rate monitoring

Tracciato Cardiotocografico

A partire da due giorni prima dell’inizio della 40ª settimana viene effettuato il cosiddetto “tracciato cardiotocografico”. Questo esame registra il battito cardiaco del piccolo e le contrazioni dell’utero. Si esegue appoggiando sul pancione un sensore collegato a un computer.

Ecografia Doppler

Con questo termine si indica una particolare ecografia che indaga sul cordone ombelicale e sulla placenta allo scopo di verificare che il piccolo, attraverso il flusso del sangue materno, riceva sempre il giusto ossigeno e nutrimento.

Valutazione del Liquido Amniotico

Un altro esame a cui generalmente si fa ricorso in prossimità della data del parto è l’ecografia volta a valutare le condizioni della placenta e, soprattutto, la quantità di liquido amniotico che, se tutto procede per il meglio, non deve diminuire oltre un livello ben definito. È un semplice esame che consente di valutare il colore e la trasparenza del liquido amniotico. Se tutto va bene, questo è limpido e chiaro come l’acqua.

Dopo la 40ª settimana possono essere previsti monitoraggi cardiotocografici, valutazione del liquido amniotico e controllo della pressione materna. Questi esami servono a verificare che tutto proceda normalmente e a decidere se proseguire l’attesa o proporre l’induzione. La frequenza dei controlli varia in base alle condizioni cliniche e alle abitudini del centro che segue la gravidanza.

Induzione del Parto e Taglio Cesareo

Se tre giorni dopo la fine della 41ª settimana non succede ancora niente, il parto viene indotto. L’induzione può essere proposta se la gravidanza supera un certo limite temporale, se compaiono condizioni che rendono prudente anticipare il parto o se i monitoraggi mostrano segnali che richiedono maggiore attenzione. Le modalità di induzione dipendono dalla maturità del collo dell’utero e dalle caratteristiche della gravidanza.

Per indurre il parto, in prima battuta viene introdotto in vagina, a intervalli di 6-8 ore, un gel a base di prostaglandine. Se anche dopo questo intervento il bimbo non si decide a nascere, viene somministrata l’ossitocina con la flebo. Diventa necessario ricorrere al taglio cesareo quando tutti i metodi per indurre il travaglio falliscono e, al tempo stesso, grazie ai controlli, si rileva che il bimbo inizia a dare segni di sofferenza. Di solito, i bimbi che nascono oltre il termine hanno un peso superiore alla media. Sono quindi più affamati e dispongono anche di maggiori energie per succhiare il latte.

Il modo MIGLIORE per calcolare la data prevista del parto

Prepararsi al Parto: Consigli Pratici

Quando si avvicina la data prevista per il parto o quando ci si rende conto che è imminente, è normale sentirsi preoccupati e avere molte domande. Riconosceremo le contrazioni corrette? Come affronteremo il dolore? E se qualcosa andasse storto? È importante prepararsi al parto in modo adeguato. È consigliabile mantenere la calma, non farsi prendere dal panico e avere pazienza. Andate in ospedale con tranquillità e prendetevi il tempo necessario. Non c'è bisogno di correre, poiché il travaglio può essere lungo. Questi suggerimenti sono pensati per aiutarvi a sentirvi più sicure e preparate per il momento del parto. Sarebbe fantastico sapere in anticipo quanto tempo ci vorrà per partorire, ma la realtà è che ogni esperienza di parto è unica: alcune potrebbero impiegare giorni, mentre altre solo alcune ore. Le tempistiche possono anche variare tra una donna al suo primo parto e una che ha già avuto figli. Per le donne al primo parto, la fase precedente al travaglio attivo può durare diverse ore o addirittura giorni. I ricercatori hanno scoperto che il travaglio può iniziare da due a quattro settimane prima che si manifestino i segnali clinicamente evidenti.

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