Gravidanza sana e parto sicuro: un percorso tra scienza, assistenza e consapevolezza

La gravidanza è un viaggio meraviglioso e unico, un periodo straordinario nella vita di una donna, ricco di emozioni, cambiamenti fisici e preparativi per l’arrivo di un nuovo essere vivente. Mesi di attese, desideri, sogni, speranze, connotati da sentimenti di gioia e felicità, ma scanditi anche da emozioni contrastanti: ansie, preoccupazioni, paure, dubbi. La gravidanza comporta numerosi cambiamenti nel corpo di una donna, che subisce trasformazioni rispetto alle sue normali funzionalità per adattarsi gradualmente alla vita che cresce dentro di sé. Queste trasformazioni possono essere vissute con emozioni contrastanti. Ciò che avviene nel corpo ha una controparte psichica, anzi ancor prima di nascere nell’utero materno, il neonato nasce nella mente. Mentre il corpo cambia per accogliere e contenere il piccolo arrivato, anche la mente e l’immaginazione lavoreranno al massimo delle proprie potenzialità nel tentativo di dare forma al tipo di vita che si condurrà e che al momento non si è in grado di comprendere pienamente.

rappresentazione grafica dello sviluppo della gravidanza mese dopo mese

La prevenzione e la pianificazione preconcezionale

Il primo passo da fare è occuparsi della prevenzione, già prima del concepimento, a partire dai corretti stili di vita da seguire (dieta, movimento/sport, eliminare il fumo e ridurre il consumo di alcool). Per la coppia che desideri avere un bambino è consigliabile eseguire una serie di esami e visite gratuiti (lo prevede un allegato al DM 10 settembre 1998). Avere un bambino diventa un must nella vita di molte donne. A volte ragioni mediche o sociali che non ricadono sotto il controllo personale possono essere un ostacolo al concepimento. Ci sono evidenze che dimostrano come l’avanzare dell'età, soprattutto materna, influenza negativamente la fertilità e aumenta il rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Al giorno d'oggi, fattori medico-sociali come contraccezione, educazione e opportunità di lavoro, hanno statisticamente spostato in avanti l'età del concepimento per le donne. E di conseguenza è aumentato il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. L'obesità aumenta i rischi di complicazioni della gravidanza come aborto spontaneo, diabete gestazionale, ipertensione, parto cesareo e nascite premature. Ed in particolare aumenta il rischio di anomalie congenite, disturbi nel peso alla nascita e morti perinatali. Alcune condizioni mediche - come diabete, pressione alta, depressione e disturbi convulsivi - possono causare problemi durante la gravidanza. Il fumo nuoce alla salute, e questo è un dato di fatto. Ma nuoce anche alla fertilità. Ricerche e studi hanno mostrato che esiste una relazione inversa tra la possibilità di concepire e la quantità di alcol consumato. In conclusione, tutti gli operatori sanitari devono giocare un ruolo importante nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica circa l’importanza della pianificazione preconcezionale della gravidanza.

La gestione della salute durante la gestazione

Quando si scopre una gravidanza è necessario rivolgersi al proprio medico ginecologo di riferimento per programmare una serie di visite, esami e controlli di routine al fine di monitorare lo stato di salute della madre e del bambino. Le regolari visite prenatali durante tutta la gravidanza, secondo le modalità ed i tempi indicati dal proprio medico, sono fondamentali. Il Servizio Sanitario Nazionale eroga a proprio carico, con il pagamento del ticket se dovuto, le prestazioni inserite in un apposito elenco chiamato LEA (livelli essenziali di assistenza). L'elenco risale al 2001 ed esclude alcune prestazioni anche se utili per prevenire complicanze o trattare alcune patologie.

Durante la gravidanza, specialmente per la prima, la donna, futura madre, va tutelata - sottolinea il Professor Riccardo Ingallina, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia di Villa Pia e Presidente del Convegno - per i frequenti cambi dello stato psicologico e dell’umore. Le preoccupazioni sulla salute del bambino si alternano alle preoccupazioni relative alle incognite dei cambiamenti della propria vita professionale e relazionale. I controlli devono essere frequenti: il parto, con tutta la sua naturalezza, è un complicato meccanismo che richiede attenzione e monitoraggio.

infografica sui controlli medici raccomandati trimestre per trimestre

La salute mentale e il supporto emotivo

È fondamentale che le donne ricevano un adeguato supporto emotivo durante questo periodo, sia attraverso consulenze psicologiche che tramite il sostegno della rete familiare. Le future mamme devono essere ascoltate e comprese dai propri mariti e dalle proprie famiglie senza trascurare il minimo dettaglio. Nel primo trimestre di gravidanza il feto viene percepito come una sorta di estensione del proprio corpo, una parte inscindibile di sé. È a partire dal secondo trimestre di gravidanza che la mamma comincia a percepire i movimenti del feto e a sentire l’esistenza di un altro essere dentro di lei. Inizia un processo di personificazione del feto come individuo distinto e a sé stante. Aumenta l’investimento affettivo e nasce la possibilità di una relazione tra bambino e genitori, che cominciano a conversare con lui, lo accarezzano, lo abbracciano.

L'ultima fase della gravidanza vede ancora momenti altalenanti. Il tempo del parto si avvicina e così anche l'idea di poter conoscere veramente il proprio figlio. Durante la gravidanza la mente dei genitori ha costruito dentro di sé un "bambino immaginario", frutto delle fantasie maturate nel corso dei mesi. Con la nascita del bambino, i genitori incontreranno invece il loro "bambino reale". Il papà non ha nel proprio corpo il bambino che lo aiuta a percepire una vita altra, sin dall’inizio, così come per la mamma. Tuttavia anche lui conduce una gravidanza mentale nel senso che la sua mente è “gravida” di pensieri ed emozioni mai provati e nei quali è difficile fare ordine. Si rimette in gioco il proprio concetto di sé.

La preparazione al momento del parto

Il corso di preparazione al parto è un momento per prepararsi all'evento nascita attraverso il confronto tra coppie, future mamme e professionisti sanitari. E' in questi incontri che, parlando con ostetriche, medici, infermieri, si ricevono informazioni importanti su aspetti clinici, logistici, dinamica del parto fugando le paure e informazioni di base su travaglio, presenza del papà/altro familiare al momento della nascita, come capire se è il caso di andare in ospedale, come preparare la "valigia" e tutto l'occorrente, etc. Arrivare preparata al momento del parto ti aiuta a viverlo con più serenità.

La prima informazione per scegliere dove partorire è prendere informazioni su quanti parti esegue la struttura ogni anno: se è al di sotto dei 500 i rischi per la donna e il nascituro possono aumentare. E' importante sapere come funziona il Sistema di trasporto materno assistito (STAM) e neonatale d'urgenza: è fondamentale per assicurare che in caso di necessità mamma e/o bambino siano trasportati in sicurezza nella struttura più adeguata. Oltre al numero di parti eseguiti ogni anno, ci sono altri fattori che possono incidere sulla sicurezza: osservanza delle linee guida e delle raccomandazioni per il percorso nascita; attenzione alla prevenzione delle infezioni soprattutto quelle correlate all'assistenza; sovraffollamento.

Come respirare in travaglio | Tecniche di respirazione per prepararsi al meglio!

Il parto: definizioni e realtà assistenziale

Il parto naturale è un’esperienza che segue i tempi spontanei di madre e bambino, senza interventi farmacologici o chirurgici, e mette al centro la donna e le sue scelte. È un parto vaginale, fisiologico e spontaneo, che una donna sceglie consapevolmente di sperimentare. Il concetto di parto naturale, inoltre, contiene aspetti che le altre situazioni non considerano, poiché si basa sul presupposto che la riproduzione umana non sia solo materia medica, ma soprattutto un fenomeno biologico, psicologico e sociale.

Il mondo scientifico, rispetto a questo argomento, ha fatto autocritica, poiché un’eccessiva e indiscriminata “medicalizzazione” delle cure ostetriche può portare, come in Italia, a un’epidemia di tagli cesarei ingiustificati. Già nel 1996 l’Organizzazione Mondiale della Sanità affermava che «la gravidanza, il parto, il neonato normali devono essere tenuti al minimo di tecnologia compatibile con la sicurezza». La maggioranza delle donne può scegliere di avere un parto naturale: le condizioni fondamentali sono essere in buona salute, che la gravidanza abbia avuto un decorso regolare e che il rischio legato al parto sia basso.

La gestione del dolore e le pratiche di umanizzazione

Il dolore del parto è presente quasi sempre, ma in misura molto soggettiva e con intensità diversa anche nella stessa donna che partorisce più volte. Molte donne descrivono la paura del parto naturale come paura di non essere capaci di sopportare il dolore. Ecco le prime misure da prendere per controllare il dolore, misure che non costano nulla: aiutare la donna a muoversi, ad assumere le posizioni che riducono le sensazioni dolorose, offrire piccoli pasti leggeri e bevande, mantenere l’ambiente protetto da influenze stressanti esterne, favorire la presenza del partner o di un’altra persona di fiducia. Anche l’immersione in acqua ha una grande efficacia: tutte le donne con un travaglio a basso rischio dovrebbero avere una vasca a disposizione in cui galleggiare, o almeno una doccia per i momenti più impegnativi della dilatazione.

L’analgesia epidurale può essere offerta anche nelle gravidanze a basso rischio, su richiesta, senza che ciò impedisca la definizione di “parto naturale” se non forzata. Interventi come rottura artificiale delle membrane, induzione o ossitocina possono essere necessari in presenza di rallentamento del travaglio, sofferenza fetale o altre emergenze, ma devono essere motivati e discussi con la donna. L’induzione del travaglio mira a consentire il parto vaginale, stimolando le contrazioni uterine prima del travaglio spontaneo. Si tratta di una pratica che “medicalizza” un evento che dovrebbe essere del tutto fisiologico.

La gestione della gravidanza ad alto rischio e il parto prematuro

Il parto prematuro è il parto che avviene prima delle 37 settimane di gestazione, e la sua incidenza è significativa, rappresentando una delle principali cause di mortalità e morbilità neonatale. Esistono diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità di un parto prematuro. Le cause di questa condizione possono essere variegate e comprendono fattori genetici, ambientali e legati alla salute della madre. Altri fattori di rischio possono essere legati alla salute mentale della madre, come l’alto livello di stress o la depressione. Il parto prematuro a 26 settimane rappresenta una fase delicata, in cui il bambino è ancora in uno stadio di sviluppo molto precoce. Il parto prematuro a 24 settimane, che è il limite critico della sopravvivenza fetale, comporta ancora maggiori difficoltà.

Vivere una gravidanza ad alto rischio e affrontare la possibilità di un parto prematuro può essere estremamente stressante e traumatico. È essenziale un approccio integrato tra ginecologi, neonatologi e psicologi per affrontare le problematiche legate alla salute della madre e del bambino. Esistono diverse strategie per ridurre il rischio di parto prematuro. Queste includono misure preventive che possono essere adottate prima e durante la gravidanza per garantire la salute della madre e del bambino.

Sicurezza e mortalità: i dati attuali

Oggi si muore ancora di parto, anche se decisamente meno rispetto al passato. L'Istituto superiore di sanità, attraverso il suo osservatorio, stima che ogni anno in Italia si verifichino 50 morti per parto. Le cause di morte da parto sono state da emorragia post partum in oltre la metà dei casi registrati (52%). La seconda, con il 19%, sono i disordini ipertensivi di gravidanza, seguono le tromboembolie che rappresentano il 10%. Intervenendo sulle criticità la mortalità materna si potrebbe ridurre di circa il 50 per cento. Scontiamo una organizzazione dei servizi non in linea con quanto previsto dalla normativa del 2010: abbiamo ancora strutture che erogano pochi parti l'anno; un sistema di trasporto in emergenza non attivato in alcune realtà del nostro Paese, o attivato solo in parte; carenza di personale; disomogeneità in termini di qualità e umanizzazione dei servizi troppo difforme nelle diverse regioni d'Italia.

La "Carta dell’appropriatezza" e il post-parto

E’ merito di un recente congresso dei ginecologi italiani tenutosi a Napoli, aver stilato una sorta di “carta dell’appropriatezza per il parto“. Tra le raccomandazioni, viene consigliato caldamente di attendere almeno 60 secondi prima di procedere al “clampaggio” del cordone ombelicale. Infatti, dilazionando il momento di separazione del neonato dalla madre dopo il parto, si garantisce una transizione feto-neonatale più fisiologica. Inoltre, si favorisce il passaggio di sangue dalla placenta della mamma al bambino, che godrà così di aumentate riserve di ferro e di un maggior trasferimento di immunoglobuline e cellule staminali.

Dopo essersi separati, la mamma e il bambino si ritroveranno in una nuova simbiosi che si ricostruisce nel dopo parto, ancora guidati e facilitati dal fiume ormonale che si mantiene alto per alcune ore. La necessità di separarsi dal bambino, da un bambino che è contemporaneamente altro e parte integrante di sè, non è un processo facile o indolore. Il contatto pelle a pelle che la madre stabilisce con il neonato, fa sì che si instauri una relazione affettiva sicura e amorevole. Tenere in braccio il bambino, toccarlo, accarezzarlo, cullarlo, sono le prime espressioni di questo nuovo legame, che si esprime con il passare dei giorni attraverso interazioni sempre più strutturate e animate. L’importanza di questo legame non sta tanto nell’assolvere a funzioni pratiche di accudimento, quanto nell’instaurazione di una comunicazione, di un dialogo intimo tra mamma e bambino.

rappresentazione del contatto pelle a pelle in sala parto

Il ruolo fondamentale del partner

Il ruolo del partner o della persona di fiducia che accompagna la mamma in questo cammino è cruciale, e il valore del suo contributo nel parto naturale è massimo. Quindi fate un patto con chi vi accompagna, dividete in due la fatica, lui è parte del vostro coraggio, e sarà lì ad accogliere i vostri umanissimi e possibili momenti di sconforto. Per i papà la nascita del proprio bambino sarà un crescendo di emozioni. Il tuo ruolo è quello di trasmettere calma e fiducia. La donna ha bisogno di essere sostenuta da te nei suoi desideri e nelle sue esigenze. Riduci al minimo la comunicazione verbale e gli stimoli sensoriali (rumori, luci, voci…). Osserva attentamente la donna, cerca se puoi di anticipare i suoi bisogni. Sostienila nella respirazione e nel rilassamento, fondamentale soprattutto nella pausa tra le contrazioni. Invitala a cambiare posizione, a muoversi, accompagnala quando cammina.

Verso un approccio multidisciplinare e integrato

Al centro del dibattito attuale resta l’importanza del lavoro di squadra tra ginecologi, ostetrici, anestesisti e pediatri nella parto analgesia e nelle cure al neonato. “Si lavora in squadra”, conclude il Prof. Ingallina. Le linee guida italiane raccomandano che le donne a basso rischio siano seguite preferibilmente da ostetriche, promuovendo modelli assistenziali a continuità ostetrica, che riducono interventi medici come cesarei e episiotomie. In sala parto, è importante la presenza del padre (o una persona di fiducia), per la vicinanza, il sostegno morale e fisico.

Bisogna anche aggiungere che il parto naturale non è una strada senza ritorno: in caso di bisogno deve essere garantito l’accesso a farmaci o interventi necessari. L’episiotomia, ad esempio, è una operazione chirurgica che si effettua al momento finale del travaglio ed è finalizzata ad allargare l’apertura vaginale. Si tratta di una pratica molto utilizzata, nonostante il fatto che l’O.M.S. ne sconsigli l'uso routinario. Sia chiaro: le complicazioni durante il parto non derivano solo dalla mancata osservanza delle linee guida discusse in precedenza. Quando questi eventi sono direttamente collegati a un errore medico, la famiglia ha diritto a un risarcimento che copra i danni non patrimoniali subiti dal neonato e, di riflesso, dai suoi familiari più stretti. Per gestire al meglio un caso di malasanità legato al parto, è fondamentale affidarsi a un avvocato specializzato, in grado di individuare i soggetti responsabili del risarcimento e seguire le procedure sia in via stragiudiziale sia, se necessario, in tribunale.

L'alimentazione e lo stile di vita dopo la nascita

Nel periodo della gravidanza il fabbisogno nutrizionale ed il metabolismo cambiano, talvolta anche drasticamente. Bisogna tener conto del fatto che una nuova vita sta crescendo dentro di sé e che bisogna prendersene cura fin dai primi istanti e l’alimentazione è proprio uno degli strumenti principali. Il fabbisogno di calore e nutrienti aumenta gradualmente con il passare dei mesi, ma ciò non significa dover “mangiare per due”, bensì piuttosto fare scelte alimentari consapevoli. L'allattamento è il processo fondamentale nella costruzione del legame di attaccamento. Mentre durante la gravidanza il centro di gravità emotivo della mamma rimane concentrato sul ventre, quando il bambino comincia a succhiare, il centro si sposta verso l’alto. Il seno rappresenta un porto sicuro per il piccolo, luogo d’elezione non solo per il nutrimento, ma anche per l’amore e la protezione.

L’allattamento al seno favorisce un importante scambio di sensazioni fisiche e psichiche che determina la nascita di un dialogo intimo tra la mamma e il suo piccolo; per succhiare il seno, oltre alla bocca anche la guancia, il naso, il mento e le manine del bambino sono a stretto contatto con la pelle della mamma. Il contenuto di questa comunicazione non verbale, corporea non è traducibile in parole ma è evidente che ciò che viene scambiato costituisce un apprendimento di significati, che nella memoria implicita caratterizzano la qualità della relazione. È la capacità della madre di entrare in relazione con il piccolo, di capire e dare significato alle sue comunicazioni che configura la qualità della relazione entro la quale si strutturerà lo stile di attaccamento del bambino. In questo contesto, anche la gestione di problematiche come la stipsi o le infezioni urinarie, più frequenti in questo periodo, richiede attenzione e consulenza medica per garantire il benessere complessivo della donna in questa fase di transizione fondamentale verso la maternità consapevole.

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