Claudia Lagona, conosciuta al mondo come la cantautrice Levante, ha intrapreso un percorso di vita che l'ha portata a esplorare le profondità della maternità, della fragilità umana e della forza della resilienza. Il suo cammino, segnato da momenti di indicibile gioia e da periodi di profondo travaglio emotivo, è un racconto di trasformazione e scoperta di sé, un viaggio che l'ha resa non solo madre ma anche una voce più consapevole e coraggiosa nel panorama contemporaneo. La sua esperienza personale, intrisa di riflessioni sulla maternità, sulla depressione post-partum e sulla dolorosa memoria di un passato di stalking, rivela una donna che non teme di affrontare le proprie vulnerabilità, trasformandole in messaggi universali di speranza e accettazione.
L'Arrivo di Alma Futura: La Nascita di Una Nuova Vita e di Una Madre
Il 13 febbraio è nata Alma Futura, primogenita di Levante e del suo compagno, l'avvocato siciliano Pietro Palumbo. La notizia della nascita è stata diffusa dalla stessa artista siciliana nel giorno di San Valentino, un momento che lei stessa ha descritto come indimenticabile. La cantautrice ha partorito all’Humanitas San Pio X di Milano, città in cui vive da qualche tempo. In un post su Instagram, Levante ha annunciato la nascita della figlia con parole cariche di emozione: «Il 13 febbraio è nata Alma Futura, Anima gentile, che ha attraversato il mio grembo rendendomi una madre (e una amazzone) fortunata. Nella stanza in cui ci troviamo stiamo vivendo una sorta di realtà aumentata e felicità esponenziale. Non mi ero mai sentita così terrena e celeste allo stesso tempo».
La gravidanza di Levante era stata annunciata in modo del tutto anomalo, con la cantante che, facendo una lunga premessa, aveva raccontato che di lì a poco avrebbe visto nascere la sua prima figlia. L'artista non ha mai giustificato la scelta del suo nome, ma i versi del grande Lucio Dalla sembrano esserle d'ispirazione: "E se una femmina si chiamerà Futura". Alma, dal latino "almus", originariamente significava “che nutre” e “che dà vita”, trasformandosi poi in “che fa del bene”, “gentile” e, ora, anche in “anima”. Questo nome, ricco di significato, rispecchia profondamente il percorso che Levante stava già intraprendendo.
Nonostante non avesse cercato attivamente di diventare madre e avesse scoperto tardi di essere incinta, al terzo mese, Levante ha abbracciato questa nuova fase della vita con una prospettiva unica. «Maternità è una parola che mi stranisce, perché mi sento sempre figlia», aveva confessato. Tuttavia, le sue paure iniziali che la gravidanza potesse essere "invalidante" si sono dissolte man mano che il viaggio procedeva: «invece ho saltato su e giù dal palco fino a qualche mese fa. Se fosse stato diverso mi sarei buttata giù probabilmente, l’avrei vissuta male». La cantautrice ha espresso un senso di completezza inaspettato: «Mi sento una casa e mi faccio grande per accogliere la vita. Mi sento anche potente. E completa. Non avrei mai pensato di dirlo. Non mi mancava niente nella vita. Ma se non fosse successo forse mi sarebbe mancato qualcosa anche senza la consapevolezza della mancanza».

Il parto, atteso per il 15 febbraio, è avvenuto due giorni prima. Levante ha ringraziato il compagno Pietro Palumbo, «per questo viaggio», e poi i medici, l'ostetrica, le infermiere e tutte le donne che l'hanno assistita in sala parto. «È stato un momento indimenticabile, ci siamo sentiti sempre protetti e amati», ha sottolineato. La sua felicità è evidente anche nei giorni successivi al parto, quando ha condiviso con i follower il suo stato d'animo: «Giorno 41. Pancia, dieci chili in più, acciacchi vari, sonno a fasi alterne, occhiaie, rughe certamente, nervi deboli se il pianto persiste… ma come cavolo è possibile che siamo felici? Siamo felici». Per lei, la maternità non è una condizione “invalidante”, ma «vita vera, ricchezza».
Un Amore Lontano dai Riflettori: La Storia con Pietro Palumbo
La relazione tra Levante e Pietro Palumbo è sempre stata vissuta con grande discrezione, lontano dal clamore del gossip. Pietro, avvocato siciliano, è entrato nella vita della cantante di “Tikibombom” da circa due anni, poco dopo la fine della relazione tra Levante e Diodato, iniziata nel 2017 e conclusasi nel 2019. La cantante ha spesso cercato di proteggere la loro privacy, come dimostrano le sue parole a Il Corriere: «Cerco di proteggerlo, le uniche foto che sono uscite sono state rubate». Il profilo Instagram di Pietro è ancora privato, un segno della loro scelta di mantenere la sfera personale al riparo dagli occhi indiscreti.
Levante ha raccontato il loro primo incontro come un «grandissimo colpo di fortuna». In un'intervista a Sette, ha svelato i dettagli di quel momento fortuito: «Quella sera ero arrabbiatissima e un amico mi propose di uscire a mangiare. Poi ritrattò, si era scordato di una cena di compleanno. E lì mi sono trovata a tavola con questo dio siciliano di una bellezza non comune. Ma la sua bellezza è quasi trascurabile rispetto all’animo che ha». Queste parole evidenziano la profondità del legame che si è creato, basato non solo sull'attrazione fisica ma su una connessione più profonda e significativa. La serenità ritrovata con Pietro Palumbo contrasta nettamente con le esperienze passate di Levante, segnate da relazioni meno equilibrate e da un dolore persistente.
Le Ombre della Maternità: La Lotta contro la Depressione Post-Partum
La gioia per l'arrivo di Alma Futura è stata, per Levante, affiancata da una battaglia inaspettata e difficile: la depressione post-partum. Un'esperienza che l'artista ha descritto con brutale onestà, rivelando un periodo di intenso travaglio emotivo in cui oscillava tra «la gioia di aver dato la vita e la tristezza di non avere più me». Confessa: «Non ne avevo contezza: ero felice per l’arrivo di Alma e volevo buttarmi dalla finestra».
Questa condizione, che si è acuita non appena Claudia è diventata madre, non le era stata anticipata. «Nessuno l’aveva preparata ad affrontare una cosa simile: non aveva saputo interpretarla, dando la colpa agli ormoni». Solo quando si è ripresentata dalla psicoterapeuta, la domanda «Claudia, perché non sei venuta prima?» ha aperto la strada alla consapevolezza e alla cura.
Levante ha deciso di parlare apertamente della sua depressione post-partum nel documentario "Levante 23 - Anni di voli pindarici", ora su Paramount+. Il suo impegno a normalizzare la fragilità si è intensificato, partendo anche dal brano "Vivo", performato al Festival di Sanremo. La cantante è convinta della necessità di rompere il silenzio su questi temi: «Tanti oggi parlano di depressione. Sembriamo tutti depressi, forse perché lo siamo. E allora diciamocelo. Ecco, lo dico: sono triste e prendo i farmaci». Ha sottolineato come la depressione sia spesso incompresa: «ancora oggi le persone meno sensibili non capiscono bene la depressione: non sanno che chi ne soffre possa non rendersene conto».
“La mia bambina era come un’estranea”: Sabrina racconta la sua depressione post partum
A salvarla, in un certo senso, è stata la stessa Alma. Essendo Claudia cresciuta senza il padre, Rosario, che ha perso quando aveva nove anni, non avrebbe mai voluto infliggere a sua figlia la sofferenza di vivere senza una madre. Questo forte legame e senso di responsabilità verso Alma Futura le ha dato la forza di cercare aiuto e superare quel momento buio. L'artista non teme che la sua bambina, crescendo, legga ciò che lei stessa ha raccontato sulle interviste sulla depressione post-partum: «Di certo glielo racconterò prima io».
Questa esperienza ha spinto Levante a immaginare un futuro in cui le donne possano ricevere un supporto adeguato dopo la gravidanza. «Mi verrebbe voglia di aprire un consultorio che sostenga le donne proprio dopo la gravidanza», ha affermato, ricordando il suo pensiero, lucido e drammatico: «Perché io le giuro che pensavo a quella finestra». L'artista, dunque, vuole trasformare la sua sofferenza in un’opportunità per aiutare altre madri a non sentirsi sole e incomprese.
Dieci Anni Fa: La Ferita dello Stalking e la Difficoltà della Denuncia
Il percorso di Levante non è stato sempre costellato di luce e accettazione. Dieci anni fa, la cantante ha vissuto una dolorosissima esperienza: la storia di come il suo ex-compagno è diventato il suo stalker. Questa ferita profonda ha lasciato segni indelebili, che solo oggi, grazie al tempo, alla maturità e all’essere diventata madre, è riuscita a elaborare e a raccontare. «Sì. Anche io ci sono passata. Oggi, Levante ha un compagno amorevole, l’avvocato siciliano Pietro Palumbo, e una figlia piccola di due anni, Alma Futura. Non sempre però la sua vita e i suoi legami sono stati sereni».
La cantante di Caltagirone ha iniziato la sua storia dal principio: dieci anni fa si era infatuata di un uomo, fin dal principio molto geloso. Un “tipico compagno che controlla tutto ciò che fai, dove vai e che scatena scenate se non rispondi”. Levante ricorda: «Il più delle volte mi ero solo addormentata sul divano e non avevo sentito il cellulare. Eppure, in una sorta di meccanismo malato, dovevo giustificarmi con lui. Erano segnali, sia i suoi sia i miei». La relazione, che pure non ha mai visto violenze fisiche, è durata poco, perché Claudia si è accorta piuttosto in fretta di non essere innamorata di lui e gliel'ha comunicato.
Tuttavia, la fine della relazione non ha significato la fine delle persecuzioni. «Ha tentato di ricattarmi: aveva dei nostri filmati, file privati. Mi chiamava in continuazione: “Sto male”, mi implorava, e così passavo ore al telefono a cercare di tranquillizzarlo». L'orrore di quello che le sarebbe potuto accadere le ritorna come un'onda, soprattutto sfogliando i giornali che riportano i nuovi casi di femminicidio, in Italia in media uno ogni quattro giorni, e i “reati spia” che lo precedono: atti persecutori, stalking. La cantante conferma: «Non riesco a non immedesimarmi». Sui parallelismi con Giulia Cecchettin, afferma: «A me, a differenza sua, è andata bene».

La vergogna è stato un sentimento paralizzante per molto tempo: «Mi sentivo stupida: non sapevo come gestire la situazione che proseguiva da un paio di mesi. Fino a quando un amico avvocato mi ha consigliato di denunciare». Ma anche questo passaggio, come è noto, non è una procedura facile e che fila sempre liscia come l’olio. Levante ha descritto il disagio della denuncia: «C’era una donna carabiniere, fredda, che mi riempiva di domande: immagino che sia la prassi, però ero terribilmente a disagio, sono scoppiata a piangere. Mi ha indirizzata a un’altra questura». Lì, la situazione è peggiorata: «lì l’unica cosa che percepivo era il giudizio del carabiniere di turno, il suo minimizzare: “Signorina, deve stare attenta! Perché non è stata attenta? Se ne sentono di storie così”». Queste parole testimoniano il peso di un "mondo di maschi, che protegge i maschi", come ha amaramente osservato Claudia.
Nonostante il divieto di avvicinamento, i messaggi dell'uomo non sono del tutto scomparsi. Ogni tanto, lui ancora le scrive: «Mi chiede scusa. Ci ha tenuto a dirmi che gli hanno diagnosticato un disturbo bipolare e che ha iniziato un percorso di psicoterapia». Nonostante tutto, la cantautrice ammette di averlo perdonato, ma con una profonda consapevolezza: «Ho capito di non averlo incontrato nell’amore, ma nel dolore. Il suo e il mio».
Questa esperienza le ha anche permesso di fare luce su un proprio problema: «Questa persona ha rivelato anche un mio grande problema e cioè l’attaccamento a un certo tipo di uomo: mio padre Rosario, che ho perso quando avevo nove anni. Per quanto l’abbia conosciuto e lo ricordi, non era violento, però era duro, severo, intransigente». Questa riflessione dimostra come le esperienze passate, anche le più dolorose, possano diventare strumenti di auto-conoscenza e crescita personale.
La Voce Ritrovata: Maturità e Impegno Sociale
«Il tempo, la maturità e anche l’essere diventata madre mi hanno aiutata a elaborare, a non vergognarmi più di chi sono stata», confessa la donna: «A perdonarmi. E a voler uscire allo scoperto». Questo è il fulcro della trasformazione di Levante. Ci ha messo dieci anni per trovare la voce ma ancora cerca le parole per raccontarlo, consapevole che il coraggio di parlare è un processo lungo e complesso: «Qualcuno stupidamente si domanda: “Ah, perché quella ci ha pensato vent’anni prima di denunciare che è stata stuprata?”. Perché 19 le sono serviti per perdonare sé stessa e l’ultimo per trovare il coraggio».
Negli ultimi anni, l'impegno dell'artista a normalizzare la fragilità si è intensificato, non solo attraverso le sue canzoni come "Vivo", ma anche con il suo documentario "Levante 23 - Anni di voli pindarici". Ha dimostrato come l'arte possa essere un potente veicolo per esplorare e comunicare le esperienze personali più intime, rendendole accessibili e riconoscibili per un pubblico vasto.

Levante, al secolo Claudia Lagona, oggi non è solo una cantautrice di successo, ma una donna che ha abbracciato appieno la sua complessità, le sue gioie e le sue cicatrici. La nascita di Alma Futura ha rappresentato un catalizzatore per un processo di guarigione e di affermazione di sé che la rende una figura ispiratrice. Il suo desiderio di riprendere il cammino artistico, pur essendo «devota al lavoro» e «una grande sognatrice», è un ulteriore segno della sua forza vitale. La vita, come dice lei, «prende delle pieghe e tu ti pieghi con lei», e Levante ha dimostrato una straordinaria capacità di piegarsi, resistere e rifiorire, trasformando ogni difficoltà in un tassello fondamentale della sua identità. La sua testimonianza è un promemoria potente della necessità di empatia, comprensione e del coraggio di parlare, per sé stessi e per gli altri.