Le Indicazioni Mediche per l'Ovodonazione: Una Guida Completa alla Fecondazione Eterologa

L’ovodonazione rappresenta un faro di speranza per numerose coppie che si confrontano con le sfide dell'infertilità femminile. Questa tecnica di riproduzione assistita, di tipo eterologo, prevede la donazione di ovociti da una donna a un’altra, consentendo a chi altrimenti non potrebbe, di realizzare il sogno della genitorialità. Negli ultimi anni, si è assistito a un crescente ricorso a trattamenti di riproduzione assistita per realizzare il sogno di diventare madri, e l’ovodonazione è diventata un’opzione sempre più considerata, specialmente in contesti dove l'età materna avanza o dove la riserva ovarica e la qualità ovocitaria diminuiscono. La possibilità di informarsi su internet e di confrontarsi con altre coppie che hanno effettuato lo stesso percorso riaccende la speranza in coppie che vedevano allontanarsi sempre di più il loro sogno. Proprio per questo motivo, capita sempre più frequentemente che sia la coppia stessa a decidere che per loro è giunto il momento di effettuare un’ovodonazione, ma è fondamentale sottolineare che un trattamento medico come questo deve essere valutato e deciso dallo specialista, che guiderà il percorso più idoneo per la paziente e per la coppia.

Che Cos'è l'Ovodonazione e il Suo Contesto Normativo

L’ovodonazione è una tecnica di fecondazione assistita di tipo eterologo che prevede la donazione di ovociti da una donna ad un’altra. Questo percorso si configura come un trattamento di fecondazione assistita in cui si utilizzano i gameti donati da giovani donne per aiutare coppie in cui vi è un conclamato fattore di infertilità femminile. La tecnica prevede l’inseminazione dell’ovocita proveniente da una donatrice e il trasferimento dell’embrione ottenuto nell’utero della donna ricevente. Successivamente, l’embrione ottenuto viene impiantato, come accade nella fecondazione assistita omologa, per dare avvio alla gravidanza.

illustrazione di una cellula uovo e uno spermatozoo che si incontrano in una provetta, con un utero stilizzato sullo sfondo

In Italia, il ricorso alla fecondazione eterologa è stato introdotto grazie a chiare indicazioni sancite da una Commissione di esperti in Riproduzione nel 2014, anno in cui è stato possibile introdurre la fecondazione eterologa. La normativa vigente stabilisce che le coppie che si rivolgono ai centri specializzati per avviare il percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione devono essere coppie infertili maggiorenni, eterosessuali, coniugate o stabilmente conviventi, in ottemperanza alle normative. Un esempio di riferimento normativo è la G.R. n° 12-311 del 15/09/2014, che riguarda il “Recepimento dell’accordo interregionale approvato in data 4 settembre 2014 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome - Atto Rep.” Per garantire la trasparenza e la qualità dei gameti utilizzati, è spesso necessario ricorrere a ovociti provenienti da una banca di gameti. La carenza attuale di donatrici in Italia obbliga nella maggior parte dei casi a ricorrere a banche di gameti estere, a cui si rivolgono donne fertili molto giovani che effettuano una donazione spontanea ed anonima dei propri ovociti. L’importazione di gameti esterni alla coppia, infatti, viene effettuata da centri specializzati dalle banche estere certificate, che fungono da Banca dei gameti, avendo ottenuto, ad esempio, la Certificazione di Conformità dal Centro Nazionale Trapianti (CNT), ente per la gestione e il coordinamento nazionale dell’attività di donazione, prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule. È importante ricordare che la donazione di ovuli è un processo altruistico, volontario e totalmente anonimo, e la legge spagnola, come quella italiana, prevede che la donazione di ovuli sia anonima, quindi non è possibile conoscere l’identità della donatrice. Allo stesso modo, la donatrice non avrà alcuna informazione sulla ricevente o sul futuro bambino, né conoscerà il risultato della donazione di ovuli.

Quando Ricorrere all'Ovodonazione: Indicazioni Mediche Specifiche

L'ovodonazione non è di solito il trattamento di prima scelta quando una donna o una coppia si reca in una clinica della fertilità, poiché le pazienti di solito vogliono provare prima la gravidanza con i propri gameti. Tuttavia, la terapia con ovociti donati deve essere presa in considerazione solo dopo aver effettuato esami approfonditi e aver escluso altre opzioni terapeutiche. Il ricorso ai gameti esterni alla coppia è motivato da specifici fattori di infertilità femminile, che rendono l'ovodonazione l'opzione più appropriata o, in alcuni casi, l'unica.

Le situazioni in cui l'ovodonazione è chiaramente indicata includono:

  • Pazienti senza funzione ovarica: Questo gruppo comprende le donne affette da insufficienza ovarica primaria, insufficienza ovarica precoce, oppure quelle che hanno subito un'assenza di ovaie o si trovano in uno stato di menopausa, sia essa fisiologica o precoce. Anche le donne già in menopausa possono ricorrere all’ovodonazione, effettuando un opportuno trattamento ormonale per ristabilire fittiziamente il ciclo e preparare l’endometrio all’impianto dell’embrione.
  • Età avanzata e diminuzione della qualità ovocitaria: Questo fattore è il più frequente, poiché con l'età la qualità degli ovociti diminuisce. Il patrimonio ovocitario della donna si forma alla nascita, e la conseguenza è che gli ovociti invecchiano con la donna, a differenza degli spermatozoi che vengono prodotti ciclicamente. Infatti, dopo una certa età, in genere 35 anni, la loro qualità inizia a peggiorare e si riduce progressivamente la probabilità di avere una gravidanza. Questo aumenta la probabilità che gli embrioni ottenuti presentino anomalie cromosomiche che compromettono la loro vitalità e causano aborti, e aumenta notevolmente le possibilità di avere un bambino con la sindrome di Down. Per tale motivo, in alcune cliniche si consiglia l’ovodonazione a tutte le donne sopra i 42 anni, sebbene pazienti con funzione ovarica possano ricorrere all'ovodonazione anche se hanno più di 40 anni.
  • Ridotta riserva ovarica: Un altro aspetto importante da considerare è legato alla riserva ovarica. L’età anagrafica va associata ai parametri di riserva ovarica, che possono essere valutati con l’analisi della presenza dell’ormone anti-mulleriano (AMH) nel plasma, e la conta dei follicoli antrali (AFC) che si effettua con una ecografia. Questi indicatori sono cruciali per determinare la quantità e la qualità degli ovociti rimanenti.
  • Anomalie genetiche o cromosomiche trasmissibili: Le pazienti che sono portatrici di anomalie genetiche o cromosomiche che possono essere trasmesse alla prole e che non possono utilizzare i propri ovuli per evitare il rischio di trasmettere tali condizioni, trovano nell'ovodonazione una soluzione sicura.
  • Fallimenti ripetuti in precedenti cicli di FIVET: Esiste anche l’avere avuto precedenti cicli di fecondazione omologa fallimentari come indicazione per potere effettuare un percorso di ovodonazione. Quanti cicli e con che esiti resta un dato da sottoporre a valutazione medica, poiché i fallimenti ripetuti di tecniche di PMA riconducibili a fattori femminili indicano la necessità di considerare l'ovodonazione.
  • Patologie che hanno compromesso la capacità produttiva: Alcune patologie possono aver compromesso la capacità produttiva della donna, rendendo impossibile o altamente improbabile una gravidanza con i propri ovuli. Le donne che ricorrono all’ovodonazione sono principalmente affette da sterilità, ovvero da una condizione permanente di infertilità.

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Lo specialista durante un colloquio preliminare valuterà gli esami di salute generale, gli esami di valutazione della funzionalità ovarica, analizzerà gli esiti dei cicli precedenti e la storia personale della donna. È importante che la donna sia in buona salute, essendo la gravidanza da ovodonazione a rischio di poter sviluppare complicanze ostetriche.

La Scelta della Donatrice di Ovociti: Un Processo Rigoroso e Anonimo

L'ovodonazione è un processo molto controllato e per poter essere eseguito, il candidato ovodonante deve soddisfare una serie di requisiti legali, medici ed etici molto stringenti. Per poterlo fare, le candidate dovranno passare attraverso un processo di selezione che valuta la loro idoneità ad essere un donatore, in cui vengono studiati sia la loro condizione fisica che gli aspetti psicologici.

I criteri principali per la selezione della donatrice includono:

  • Età: Per essere idonea al programma di donazione di ovuli, la futura donatrice deve avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Generalmente, si prediligono donatrici di circa 25 anni, un’età in cui la qualità degli ovociti è ottimale.
  • Salute psicofisica: Le donatrici devono essere in buone condizioni psicofisiche. Questo include una valutazione della loro salute generale e ginecologica.
  • Assenza di malattie: Le donatrici non devono essere portatrici di malattie genetiche, ereditarie o infettive che possono essere trasmesse alla prole.

Il processo di selezione è estremamente accurato e prevede:

  • Anamnesi approfondita: Vengono verificati l’anamnesi familiare e la storia clinica personale, oltre che le condizioni professionali e attitudinali.
  • Esami medici e ginecologici: Le candidate sono sottoposte a studi medici e ginecologici, con esami del sangue ed ecografie. Questi esami aiutano a studiare eventuali problemi genetici che potrebbero essere trasmessi dalla donatrice al futuro bambino, così come le malattie infettive (HIV, diversi tipi di epatite) e una valutazione della sua riserva ovarica e del livello di fertilità. Tutto questo è necessario per verificare che la donatrice sia idonea a donare.
  • Test specifici: Vengono eseguiti test specifici per escludere malattie infettive o ereditarie.
  • Valutazione psicologica: Si effettua una valutazione psicologica per escludere patologie mentali e verificare che la donatrice sia pienamente consapevole del processo e delle sue implicazioni. Una volta completata la valutazione preliminare, la candidata diventa donatrice presso la clinica.

infografica sul processo di selezione delle donatrici di ovuli, con focus su età, salute e test genetici

La scelta della donatrice avviene in modo da avere la massima compatibilità con la futura madre. Sono considerate le caratteristiche immunologiche, come il gruppo sanguigno, e fenotipiche, favorendo la naturalezza del processo di integrazione familiare. L’identità della donatrice di ovuli rimarrà sempre riservata, in quanto si tratta di un processo altruistico, volontario e totalmente anonimo. Come menzionato, la carenza attuale di donatrici in Italia obbliga nella maggior parte dei casi a ricorrere a banche di gameti estere, che dispongono di un ampio e vario database di donatori, potendo rispondere a quasi tutte le richieste delle cliniche e permettendo ai centri riproduttivi di offrire un trattamento di ovodonazione quasi immediatamente, poiché è raro non trovare una donatrice compatibile.

Tipologie di Ovodonazione: Freschi, Vitrificati e Condivisi

A seconda dell’origine degli ovuli e delle modalità di gestione, esistono diversi tipi principali di ovodonazione, che possono influenzare la tempistica e l'organizzazione del trattamento.

  1. Donazione di ovuli freschi:In questi casi, la donatrice e la ricevente degli ovuli devono avere il ciclo ormonale sincronizzato. Questo significa che la donatrice viene stimolata mentre la ricevente prepara il suo endometrio simultaneamente. In altre parole, nello stesso ciclo, gli ovuli della donatrice vengono estratti e, dopo 3 o 5 giorni, gli embrioni vengono trasferiti nell'utero della ricevente. Lo svantaggio di questa tecnica è che se la donatrice non risponde bene alla stimolazione ovarica, la ricevente potrebbe dover attendere il ciclo successivo per eseguire il trasferimento, il che comporta più farmaci ormonali e maggiore stress emotivo. La Dott.ssa Marta Zermiani, ginecologa, consiglia sempre ovociti freschi nell'ovodonazione, perché si è osservato che alcuni ovociti hanno una qualità inferiore dopo lo scongelamento, quindi si preferisce sempre avere il massimo di qualità e non dover far passare gli ovociti per un processo di congelamento e scongelamento che può in alcuni casi peggiorare la loro qualità.

  2. Donazione di ovuli vitrificati:Qui non è necessario che donatore e ricevente siano sincronizzati. In primo luogo, si ottengono gli ovociti del donatore e quelli maturi vengono congelati con la tecnica della vetrificazione. Una volta trovato un ricevente compatibile, questi ovuli vengono devitalizzati e fecondati con lo sperma della coppia o di un donatore compatibile in caso di doppia donazione. Come nel caso precedente, la ricevente dovrà anche eseguire il trattamento di preparazione dell'endometrio prima del trasferimento dell'embrione, ma questo non sarà coordinato con la donatrice. Lo svantaggio di questo metodo è che il numero di uova disponibili per la fecondazione può diminuire perché non tutte sopravvivono allo scongelamento. Anche così, gli attuali tassi di sopravvivenza sono molto buoni grazie all'ottimizzazione della tecnica di vetrificazione degli ovociti.

  3. Banca di ovuli:Gli ovuli della donatrice possono essere utilizzati sia freschi che congelati. Se l'ovodonazione è fresca, sarà necessario sincronizzare i cicli della donatrice e della ricevente. Altrimenti, dopo aver ottenuto le uova, saranno congelate fino al momento della fecondazione, quando saranno scongelate. Per questa seconda opzione, la clinica della fertilità può avere le proprie donatrici, costituendo una propria banca degli ovuli, o, al contrario, lavorare in coordinamento con una banca degli ovuli esterna. Una banca di ovuli è un dipartimento incaricato di ottenere, valutare e poi distribuire gli ovuli delle donatrici. Grazie alla loro attività, le banche degli ovuli dispongono di un ampio e vario database di donatori, il che permette ai centri riproduttivi di offrire un trattamento di ovodonazione quasi immediatamente, poiché è raro non trovare una donatrice compatibile.

  4. Mini-ovodonazione o donazione di ovuli condivisi:La mini-ovodonazione consiste nella donazione di un numero minore di ovuli. Mentre in una ovodonazione completa la ricevente ottiene tutti gli ovuli recuperati dalla donatrice, che possono essere tra 8 e 10, nella mini-ovodonazione ne riceve solo 4 o 5. La mini-ovodonazione ha due scopi principali. Il primo è di natura economica, in quanto il prezzo è notevolmente ridotto e quindi più donne e coppie possono accedere a questo trattamento. Il secondo è di non generare embrioni in eccesso per tutte le donne o coppie che vogliono avere un figlio solo attraverso l'ovodonazione. In questo modo non si generano embrioni in eccesso che devono essere successivamente donati o vitrificati, con le conseguenti spese di mantenimento. La mini-ovodonazione è anche nota come donazione di ovuli condivisi, in quanto gli ovuli estratti da una donatrice possono essere utilizzati per due o più riceventi, sempre nel rispetto della legislazione vigente che stabilisce che non possono nascere più di 6 figli dallo stesso donatore, compresi i propri figli.

Il Percorso di Ovodonazione Passo Dopo Passo

Una volta che la donatrice di ovuli è stata accettata e la coppia ricevente ha completato tutti gli esami preliminari, è possibile avviare il ciclo di ovodonazione. Il processo è articolato in diverse fasi ben definite e dura solitamente tra le 4 e le 6 settimane, dalla selezione della donatrice al trasferimento degli embrioni, anche se questo tempo può variare a seconda della sincronizzazione dei cicli mestruali della ricevente e della preparazione del suo utero.

diagramma di flusso che illustra le fasi principali del trattamento di ovodonazione

  1. Valutazione Preliminare e Preparazione:Inizialmente, viene eseguita una valutazione dettagliata di entrambe le donne per verificare che siano idonee al trattamento. Per la coppia ricevente, vengono effettuati esami fondamentali per garantire l'idoneità, quali il tampone vaginale completo con ricerca di Neisseria Gonorreae, Micoplasma H., Ureaplasma U., Chlamidya T. e la spermiocoltura completa con ricerca dei medesimi agenti patogeni, per escludere eventuali infezioni che potrebbero compromettere l'esito del trattamento.

  2. Stimolazione Ovarica della Donatrice e Prelievo Ovocitario:La donatrice di ovuli inizia la stimolazione ovarica, un trattamento ormonale che dura circa 10-12 giorni. Questo processo è volto a ottenere lo sviluppo di più uova che in un ciclo naturale, in cui solo una di esse maturerebbe, aumentando così le possibilità di successo. Poi, per mezzo della puntura follicolare, si ottengono le uova sviluppate. Il prelievo ovocitario, o pick-up, viene programmato quando i follicoli raggiungono una dimensione adeguata. Gli ovociti ottenuti verranno inseminati a fresco oppure crioconservati ed utilizzati nei tempi opportuni.

  3. Fecondazione in Laboratorio e Coltura Embrionaria:Gli ovociti maturi vengono fecondati in laboratorio con lo sperma del partner della ricevente o di un donatore di sperma anonimo, a seconda delle caratteristiche di ogni coppia. Gli embrioni risultanti vengono mantenuti in coltura e il loro sviluppo viene valutato fino al giorno del trasferimento degli embrioni alla donna ricevente, spesso fino allo stadio di blastocisti (5° o 6° giorno di sviluppo).

  4. Preparazione Endometriale della Ricevente:Durante questo periodo, la ricevente viene sottoposta a una preparazione endometriale, che ha lo scopo di preparare l’utero della donna ricevente a ricevere l’embrione e quindi ad aumentare le possibilità di impianto. Per fare questo, estrogeni e progesterone devono essere somministrati, per via orale, vaginale o a chiazze, in modo che l’endometrio raggiunga lo spessore appropriato (7-10 mm) e diventi ricettivo. Attorno al 10° giorno di preparazione dell’endometrio, la donna viene sottoposta ad una ecografia transvaginale 2-3D di monitoraggio dell’endometrio per verificare che tutto sia pronto per il trasferimento. Per le pazienti che non vivono in Spagna, il trattamento di preparazione endometriale per l’ovodonazione può essere seguito nel proprio paese d’origine, con i risultati delle ecografie e delle analisi visionati dal centro di riferimento.

  5. Tecniche Aggiuntive:In alcuni casi specifici, il mancato attecchimento embrionario può essere spiegato con la presenza di linfociti natural killer a livello endometriale. In queste situazioni, si rende dunque necessaria la messa a punto di un progetto terapeutico specifico per neutralizzare i linfociti NK, che può includere uno scratching dell’endometrio con ricerca di linfociti natural killer. È possibile effettuare il transfer embrionario in una ovodonazione con ciclo naturale, in alcune circostanze, anche se nei protocolli più comuni l’endometrio della ricevente viene preparato con ormoni per controllare i tempi del transfer.

  6. Trasferimento Embrionario e Vetrificazione:Il trasferimento dell'embrione nella cavità uterina del ricevente avverrà tra 3 e 6 giorni dopo la fecondazione, una procedura semplice che generalmente non richiede anestesia. L'embrione o gli embrioni della migliore qualità saranno scelti per il trasferimento (per legge il massimo è 3 in Italia) e il resto sarà vetrificato per l'uso nei cicli successivi, sia per fare un altro tentativo nel caso in cui la gravidanza non venga raggiunta in questo, sia per avere un altro figlio in seguito. Questa fase si conclude con un breve periodo di riposo per ottimizzare le possibilità di impianto e di gravidanza.

  7. Test di Gravidanza:Circa 10-12 giorni dopo il trasferimento dell'embrione, si analizzano i livelli dell'ormone β-hCG per scoprire se la gestazione è stata raggiunta o meno. Come regola generale, si consiglia un esame del sangue, noto anche come “beta” test, perché è il modo migliore per controllare i livelli dell’ormone beta-hcg. Questo ormone è necessario per lo sviluppo della gravidanza, quindi i livelli ci danno un’indicazione della vitalità della gravidanza, poiché la sua presenza aumenta esponenzialmente con il passare dei giorni dopo il trasferimento dell’embrione.

Tassi di Successo e Considerazioni Economiche

Grazie al fatto che vengono utilizzati ovociti di buona qualità provenienti da donne giovani e sane, i tassi di successo dell’ovodonazione sono superiori a quelli della FIV con ovociti propri. Questo rende l'ovodonazione un'opzione altamente efficace per le coppie con specifiche indicazioni mediche.

grafico a barre che confronta i tassi di successo dell'ovodonazione con ovociti freschi e vitrificati

Secondo il rapporto statistico pubblicato dalla Sociedad Española de Fertilidad (Registro Nacional de Actividad 2022-Registro SEF), nel caso della donazione a fresco, la percentuale di gravidanza per trasferimento in un ciclo di ovodonazione è del 56,9% e il tasso di parto per trasferimento è del 42,2%. Nel caso della donazione di ovociti vitrificati, queste percentuali diminuiscono leggermente, attestandosi rispettivamente al 52,3% e al 39,5%. È importante notare che questi dati statistici non devono essere utilizzati per implicare o prevedere una certezza di risultato per un individuo specifico all’interno di una popolazione a rischio. Tuttavia, l’ovodonazione offre circa il 90% di possibilità di gravidanza nelle donne con prognosi riproduttiva complicata, soprattutto quelle di età superiore ai 40 anni. Molti centri vantano risultati eccellenti: ad esempio, la clinica della fertilità Vida ottiene un tasso di successo di oltre il 72% al primo tentativo con il trattamento di ovodonazione, trasferendo solo embrioni allo stadio di blastocisti. Allo stesso modo, il centro ProCrea ha eseguito oltre 500 cicli di ovodonazione, raggiungendo elevati tassi di successo, con più di 520 coppie trattate in poco più di due anni, 164 bambini nati e 117 gravidanze in corso.

Dal punto di vista economico, l'esecuzione della FIVET con ovodonazione rende più costoso il trattamento di riproduzione assistita, poiché i farmaci per stimolare la donatrice e la compensazione finanziaria per il disagio causato devono essere pagati. Mentre un trattamento FIVET/ICSI con ovuli propri costa tra i 3.500 e i 5.500 euro, se si aggiunge la donazione di ovuli, il prezzo può variare tra i 4.000 e i 9.000 euro a seconda della clinica di fertilità e del tipo di ovodonazione. Nonostante il costo iniziale possa essere superiore, il vantaggio della FIVET con ovodonazione è che gli ovuli sono di alta qualità e la paziente di solito ottiene una gravidanza all'inizio. È quindi possibile risparmiare il costo dei cicli accumulati che si dovrebbero effettuare se le uova fossero proprie.

Aspetti Emotivi e Domande Frequenti sul Percorso di Ovodonazione

Affrontare un trattamento di donazione anonima di ovuli implica un notevole coinvolgimento emotivo, e le emozioni giocano un ruolo molto importante e sono fondamentali per gestire le aspettative. Molte domande sorgono non solo nelle fasi iniziali del trattamento, ma anche durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino.

È possibile donare ovuli e sperma allo stesso tempo?Sì, è la cosiddetta doppia donazione. Si tratta di eseguire un processo di FIVET utilizzando sia ovuli che sperma di donatori, e non dei futuri genitori. Questa opzione è indicata quando entrambi i gameti della coppia ricevente presentano problematiche che ne impediscono l'utilizzo.

Quali sono i rischi della donazione di ovuli per la donatrice?Molti donatori, prima di essere coinvolti nel processo di ovodonazione, temono le conseguenze che questa tecnica può avere, in quanto si ritiene che sia una procedura pericolosa e che possa persino portare al cancro. Tuttavia, la donazione di ovuli è un processo sicuro con pochissimi effetti collaterali, di cui la donatrice viene informata prima di iniziare in qualsiasi clinica. Una di queste è la sindrome da iperstimolazione ovarica, che sta diventando sempre più rara grazie ai protocolli di stimolazione controllata e al monitoraggio accurato.

Qual è il numero di tentativi di successo con l'ovodonazione?Non esiste un numero fisso di tentativi di ovodonazione raccomandati. Dipenderà dalle caratteristiche di ogni situazione di infertilità, dalla risposta della ricevente e dalla qualità degli embrioni. Ci sono coppie che ci provano più volte e quelle che gettano la spugna dopo due o tre processi di ovodonazione, ma i tassi di successo elevati spesso permettono di ottenere la gravidanza in pochi tentativi.

Se ho un bambino con ovuli da donatore, mi assomiglierà? Lo sentirò mio?L'informazione genetica (DNA) dell'embrione trasferito sarà quella della donatrice. Tuttavia, quando si sceglie un donatore per un ricevente, si cerca che le caratteristiche fisiche di entrambi siano il più possibile simili. Pertanto, è probabile che assomigli al destinatario. Inoltre, l'ambiente materno durante la gravidanza influenza l'espressione di alcuni geni (attraverso l'epigenetica) e può anche influenzare alcuni geni legati a tratti fisici, come avviene nella trasmissione di alcune malattie. Epigenetica è una parola greca e il suo significato è chiaro: significa letteralmente essere al di sopra (epi) del genoma. Pertanto, non possiamo spiegare chi siamo basandoci unicamente sulla sequenza del nostro DNA. Esistono marcatori epigenetici molto importanti nelle prime fasi dello sviluppo umano, come la gravidanza e l'infanzia. A ciò si aggiunge l'influenza della famiglia e, in particolare, del legame materno. Nel corso della vita del vostro bambino, molti fattori plasmeranno il suo aspetto, il suo carattere e i suoi valori. Farete parte di ognuna di queste fasi e vi assomiglieranno in molti modi.

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Tuttavia, siamo consapevoli che il peso della genetica è presente, e il fatto di non contribuire con parte della genetica materna può portare a chiedersi come sarà il futuro figlio, quale sarà il proprio contributo e cosa erediterà. La nostra esperienza ci ha insegnato che tutte le mamme minimizzano queste emozioni con la nascita del bambino. È allora che i dubbi vengono messi in secondo piano e ci si concentra sull’esperienza della maternità. Quando si affronta un trattamento di donazione anonima di ovuli, le emozioni giocano un ruolo molto importante e sono fondamentali per gestire le aspettative.

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