La stitichezza colpisce spesso le donne, sia durante la gravidanza sia in seguito al parto. Questa condizione, caratterizzata da una riduzione del numero di evacuazioni determinato da rallentamento del passaggio intestinale con difficoltà nell’espulsione delle feci, rappresenta un disagio significativo per molte neomamme. Comprendere le dinamiche fisiologiche e le opzioni terapeutiche disponibili è fondamentale per affrontare il problema in totale sicurezza, garantendo il benessere della madre senza interferire con l'allattamento.

Le cause della stitichezza nel post-partum
La stitichezza dopo il parto può essere spesso fisiologica, conseguente cioè alle modificazioni dovute alla gravidanza e all’evento nascita. Il puerperio, ovvero le prime sei settimane dopo la nascita (il tempo necessario affinché l’apparato genitale torni alle condizioni pre-gravidiche), è un periodo in cui non si può eliminare completamente la stipsi poiché persistono ancora delle cause legate ai cambiamenti che si sono verificati durante la gestazione e il parto.
I numerosi cambiamenti che la gravidanza comporta, assieme alle modificazioni subite durante il travaglio e il parto, possono determinare la stipsi dopo la nascita del bambino. Tra i fattori scatenanti principali troviamo:
- Livelli di progesterone: Questo fondamentale ormone, che aumenta drasticamente i suoi livelli nel periodo gravidico, nelle prime settimane dopo il parto mantiene comunque dei livelli molto alti e ciò può determinare un rallentamento del movimento intestinale, esattamente come in gravidanza.
- Dieta e idratazione: La riduzione del consumo di alimenti o di un’adeguata idratazione durante il travaglio di parto possono incrementare gli effetti del progesterone e quindi la stipsi. Un altro fattore importante potrebbe essere la variazione nella dieta durante i primi giorni dopo il parto, dovuta ad esempio all’eventualità di aver subito un intervento cesareo o anche semplicemente al fatto che le attenzioni rivolte alla cura del neonato possono scombussolare gli orari dei pasti della donna o la possibilità di una dieta regolare.
- Terapia farmacologica: Gli effetti collaterali di alcuni farmaci analgesici utilizzati durante il travaglio di parto o nel post intervento chirurgico possono incrementare la stipsi.
- Dolore: Il dolore addominale della ferita chirurgica oppure il dolore perineale da parto spontaneo, incrementato da eventuali lesioni e punti di sutura o dalla presenza di emorroidi, può ostacolare la corretta espulsione delle feci.
Sintomatologia e impatto sulla vita quotidiana
I sintomi che si sviluppano più comunemente sono gonfiore intestinale e dolore, flatulenza e feci dure, con conseguente formazione di emorroidi e ragadi. Già nel corso della gravidanza, la stipsi o stitichezza rappresenta un sintomo molto comune, dovuto a diverse ragioni legate alla gestazione stessa, ovvero all’aumento del progesterone e all’aumento del volume uterino che preme sull’intestino rallentandone la motilità. Queste condizioni di disagio fisico richiedono un approccio mirato che non si limiti al sintomo immediato, ma che consideri lo stato fisiologico della donna in allattamento.
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Rimedi naturali e stili di vita
L’alimentazione, l’idratazione e l’attenzione agli stili di vita sono rimedi naturali che, dopo il parto, possono migliorare senza particolari sforzi e costi una condizione di stitichezza. Una soluzione efficace per contrastare l’insorgere della stitichezza nelle donne in fase di allattamento è mantenere una corretta alimentazione che favorisca l’idratazione dell’organismo.
È utile integrare la dieta con alimenti ad alto contenuto di fibre, che aiutino a trattenere i liquidi, quindi frutta e verdura, cereali integrali e legumi. Al contempo, è raccomandabile evitare alimenti astringenti e ingredienti con forte capacità di assorbimento dei liquidi (come l'eccesso di sale), mentre si consiglia di bere molta acqua durante il giorno. L’equilibrio idrico è, infatti, la chiave per permettere alle fibre di svolgere la loro funzione meccanica di stimolo della motilità intestinale.
Approcci farmacologici sicuri in allattamento
Oltre ai rimedi naturali, esistono anche dei rimedi farmacologici, sia con formulazioni da banco sia su prescrizione medica, che possono essere utilizzati in totale sicurezza durante l'allattamento.
Il ruolo del Macrogol 4000
La componente principale di alcuni lassativi, come ad esempio DulcoSoft, è il Macrogol 4000. Si tratta di un lassativo ad azione osmotica che trattiene l'acqua. Il suo funzionamento è unico: agisce come trasportatore d'acqua e ne ritarda l'assorbimento intestinale, determinandone un aumento della quantità nel colon.
Il meccanismo d'azione è puramente fisico e non viene assorbito dall’organismo. Questa caratteristica è cruciale per la sicurezza durante l'allattamento: DulcoSoft può essere assunto durante la gravidanza o l’allattamento, poiché l’assorbimento del macrogol 4000 è trascurabile e per tale motivo non è atteso alcun effetto sul latte materno o sul neonato.

Questo agente osmotico, con un'elevata capacità di legare l'acqua, viene utilizzato per il trattamento sintomatico della stitichezza occasionale. Agisce delicatamente, ammorbidendo le feci dure e facilitandone l’evacuazione. L'efficacia del prodotto si manifesta tra le 24 e le 72 ore dall'assunzione. È importante ricordare di misurare la dose usando il bicchierino dosatore incluso nella confezione: la dose appropriata è quella minima sufficiente a produrre la regolare evacuazione di feci morbide. Infine, è fondamentale non usare il prodotto dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola.
Soluzioni ad azione locale: Eva/qu®
Oltre ai lassativi osmotici per via orale, esistono soluzioni ad azione locale. Eva/qu® è il rimedio efficace per la stitichezza con effetto lassativo, privo di controindicazioni e pertanto indicato durante l’allattamento. La caratteristica effervescenza delle supposte Eva/qu® favorisce i movimenti intestinali, stimolando l’evacuazione in modo naturale senza richiedere l'assunzione di sostanze che debbano passare attraverso il sistema circolatorio materno.
Considerazioni finali sulla sicurezza dei trattamenti
La scelta di un lassativo in fase di allattamento deve sempre ricadere su sostanze che abbiano un profilo di sicurezza comprovato e un meccanismo d'azione locale o non sistemico. L'attenzione verso prodotti il cui principio attivo non viene assorbito dall'organismo permette alla neomamma di trattare la stitichezza causata da disfunzioni pelviche, squilibri ormonali o terapie post-operatorie senza il timore di trasmettere sostanze farmacologiche attraverso il latte.
La sinergia tra una corretta idratazione, un apporto bilanciato di fibre alimentari e l'uso consapevole di dispositivi medici a base di Macrogol o stimolanti naturali effervescenti permette di gestire la stitichezza post-partum con efficacia, trasformando un momento di potenziale disagio in una fase più serena e gestibile per la madre. L'adozione di un metodo graduale, partendo sempre dalla correzione dello stile di vita prima di passare ai presidi farmaceutici, rimane la linea guida preferibile per la salute post-partum.
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