Dalle Soluzioni Architettoniche Funzionali alle Linee Guida Pedagogiche: Un Approccio Integrato alla Progettazione per il Sistema Educativo 0-6 Anni

L'educazione della prima infanzia rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo individuale e sociale, e la sua efficacia dipende in larga misura dalla qualità degli ambienti in cui si svolge e dalle linee guida pedagogiche che la orientano. La progettazione di questi spazi, che includono asili nido e scuole dell'infanzia, non può prescindere da una visione olistica che integri requisiti normativi stringenti, innovazioni didattiche e una profonda comprensione delle esigenze dei bambini. Negli ultimi anni, il quadro di riferimento per il sistema educativo integrato da 0 a 6 anni ha visto un'importante evoluzione, con una riconsiderazione sia degli spazi fisici sia dei percorsi formativi, ponendo al centro la persona del bambino in un contesto di apprendimento stimolante e inclusivo.

1. Progettazione Concreta dell'Asilo Nido: Un Esempio Pratico e i Suoi Dettagli Architettonici

Affrontare la progettazione di un asilo nido pone i tecnici di fronte ad un grande dovere morale: concepire uno spazio sicuro e accogliente, che stimoli la creatività dei bambini e che sia adeguato alle nuove metodologie della didattica. L’asilo nido accoglie i bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e deve garantire esigenze diversificate per tutte le fasce di età. In questo contesto, gli ambienti sono pensati per stimolare la creatività e la socialità dei bambini, superando il concetto di "aula" per abbracciare uno "spazio unico integrato" in cui micro-ambienti, finalizzati ad attività diversificate, hanno la stessa dignità e presentano caratteri di flessibilità, funzionalità, comfort e benessere.

L'Idea Guida e l'Architettura GiocosaPer supportare la progettazione, è utile considerare un progetto d’esempio che abbia un'idea guida chiara. L’idea guida di un progetto tipo può essere quella di far corrispondere ad ogni funzione dell’asilo un corpo edilizio distinto, caratterizzato e reso riconoscibile per forma e colore. Il risultato è un insieme di elementi dalle geometrie semplici, elementari, che ricordano i giocattoli dei bambini e ripropongono l’immagine di un villaggio quasi fiabesco, giocoso e colorato, a misura di bambino. L’ingresso al complesso avviene, per esempio, tramite un simpatico imbuto arancione che immette direttamente nel corpo principale. Il primo blocco, con rivestimento di colore verde, può avere una pianta rettangolare e il tetto a doppia falda, proprio come la tipica casa disegnata dai bambini. Anche all’interno, i colori caratterizzano ogni ambiente, contribuendo a definire gli spazi e a renderli più gradevoli.

Render di un asilo nido con layout funzionale

Un Percorso Funzionale e AccoglienteDall’atrio d’ingresso si accede alle aree comuni e alle aule. Un asilo nido può essere strutturato con tre sezioni, una per ogni fascia di età: lattanti, divezzi e semi divezzi. Ogni aula è riconoscibile dai colori delle pareti e dei pavimenti ed ha un duplice affaccio verso l’esterno. Il primo, orientato verso est e verso il giardino comune all’ingresso, e il secondo verso il patio privato, ad uso esclusivo dei bambini di ogni singola aula. In tal modo, anche durante le attività individuali svolte all’interno dell’aula, si stabilisce un contatto continuo con l’esterno e con il verde. I bambini, in tal modo, vengono messi a proprio agio e si trovano in un ambiente confortevole, divertente, aperto e familiare. Le aule sono orientate verso est per godere appieno della luce del sole durante tutta la mattinata. Ogni singola aula, inoltre, è pensata come un nucleo indipendente e servita ciascuna da servizi come bagni, fasciatoi e spogliatoi, garantendo autonomia e funzionalità.

Aree Specializzate e Servizi ComplementariDall’area dedicata alle attività comuni, in prossimità delle aule, si accede al corpo dei dormitori. Anche questo blocco, per forma, può ricordare quello dell’ingresso ma si distingue per il colore azzurro, creando un ambiente tranquillo e riconoscibile per il riposo. Dalla parte opposta è situata la mensa, con annessa cucina e spazi per gli addetti alla preparazione dei pasti, pensati per un momento centrale delle attività quotidiane dei bambini. Tutte le attività per i bambini sono disposte al piano terra e interconnesse tra di loro per facilitare i movimenti e la supervisione. L’unico spazio che si sviluppa al piano primo è adibito alle funzioni amministrative e di riunione ed è accessibile, dall’ingresso del complesso, mediante una scala interna e un ascensore, garantendo separazione funzionale e accessibilità.

Dimensionamento Dettagliato degli Ambienti (per 20 bambini)Un esempio pratico di fabbricato, dimensionato per un massimo di 20 bambini, può presentare le seguenti funzioni e superfici:

  • Attività libere: 108,69 m²
  • Attività speciali (spazi laboratoriali/di gruppo): 66,00 m²
  • Attività a tavolino: 32,56 m²/aula
  • Spogliatoi e bagni per i bambini: 10,62 m²/aula
  • Deposito per i passeggini: 8,35 m²
  • Infermeria: 8,35 m²
  • Mensa: 53,00 m²
  • Bagni mensa: 5,45 m²
  • Cucina: 31,10 m²
  • Deposito cucina: 1,75 m²
  • Bagno personale mensa: 2,50 m²
  • Spogliatoio personale mensa: 5,00 m²
  • Lavanderia: 8,80 m²
  • Bagni educatori: 9,30 m²
  • Cappottiera: 8,30 m²
  • Dormitori: 95,60 m²
  • Sala attesa/riunioni: 50,00 m²
  • Ufficio segreteria: 15,35 m²
  • Ufficio educatori: 15,35 m²

Strumenti per la Visualizzazione e il DownloadPer la realizzazione e la visualizzazione di tali progetti, l'utilizzo di software di progettazione edilizia 3D/BIM (Building Information Modeling) è di grande aiuto. Questi strumenti permettono di creare modelli 3D completi, inclusi grafici, e di generare file in formato IFC per la condivisione e la collaborazione.

2. Criteri e Riferimenti Normativi per la Progettazione Architettonica del Sistema 0-6 Anni

La fase di ricerca e di studio delle prescrizioni normative è indispensabile per impostare correttamente un progetto di asilo nido o scuola dell'infanzia. Non esiste una legge nazionale unica che stabilisce per tutta Italia un valore fisso per i m² per bambino, poiché la competenza in materia di servizi educativi per l’infanzia è passata in larga parte alle Regioni.

Il Ruolo Fondamentale delle Normative RegionaliOgni Regione italiana ha una propria normativa che stabilisce requisiti minimi degli spazi interni ed esterni, superfici minime per bambino, rapporti numerici educatori/bambini, standard qualitativi e funzionali, e modalità di autorizzazione e accreditamento. Pertanto, l’iter progettuale dovrebbe essere strutturato consultando la normativa regionale e individuando i valori esatti per la superficie minima per bambino (interni + esterni), calcolando la superficie complessiva dell’asilo moltiplicando gli indici riportati nella norma per il numero massimo di bambini previsti, e individuando i locali accessori.

Ecco alcuni esempi secondo alcuni Regolamenti Regionali:

  • Lombardia - Regolamento n. 4/2006, Art. 10: Superficie minima interna: 5 m² per bambino; Superficie minima esterna: 8 m² per bambino.
  • Emilia-Romagna - DGR 85/2012, Allegato A: Superficie interna media: 4,5 m² per bambino; Area esterna: minimo 7 m² per bambino.
  • Toscana - DPGR 41/R/2013, Art. 4: Spazio interno: 5 m² per bambino; Spazio esterno: minimo 10 m² per bambino.

Anche se il D.Lgs. 65/2017 (Sistema integrato Zerosei) non fornisce numeri specifici, documenti come le Linee Pedagogiche per il Sistema Integrato 0-6 anni (MIUR, 2021) fanno riferimento alla necessità di ambienti adeguatamente dimensionati e funzionali al benessere del bambino, lasciando poi alle Regioni il compito di quantificare. In molti casi, anche i Regolamenti edilizi comunali e i protocolli delle ASL territoriali ribadiscono o integrano i parametri regionali, talvolta con prescrizioni aggiuntive, soprattutto per quanto riguarda standard igienico-sanitari, sicurezza e requisiti antincendio.

Quadro Normativo Nazionale per l'Edilizia EducativaOltre alle norme regionali, occorre tenere come riferimento le seguenti norme di carattere nazionale:

  • Edilizia Generale e Scolastica:
    • D.P.R. 380/2001 - Testo unico edilizia.
    • D.M. 18/12/1975 - Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica.
    • Legge 23/1996 - Norme edilizia scolastica.
    • D.M. 13/09/1977 - Modificazioni alle norme tecniche relative alla costruzione degli edifici scolastici.
  • Accessibilità e Barriere Architettoniche:
    • Legge 13/1989 - Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche degli edifici privati.
  • Sistema Integrato Zerosei:
    • Legge 1044/71, che istituiva gli asili nido comunali per la custodia dei bambini e l'assistenza alla famiglia, facilitando l'accesso della donna al lavoro.
    • Linee Guida Miur 2013.
    • D.Lgs. 65/2017 - Sistema integrato Zerosei.
  • Norme Tecniche per le Costruzioni: NTC 2018.
  • Prevenzione Incendi: Per quanto riguarda la prevenzione incendi, è possibile seguire due strade alternative:
    • Applicare la Regola Tecnica Tradizionale di cui al D.M. 16/07/2014.
    • Applicare il Codice di Prevenzione Incendi, come integrato dalla nuova Regola Tecnica Verticale di cui al D.M. 06/04/2020.
    • Per le attività non incluse in tali D.M., si applica quanto disposto dall’art. 3 del D.M. 3 settembre 2021, distinguendo gli asili nido a “rischio di incendio basso” (Minicodice) dagli altri. Con il D.L. 198/2022 (Decreto Milleproroghe), il termine di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici adibiti alle scuole è stato prorogato al 31 dicembre 2027. Questo rinvio si applica ai lavori relativi alla prima delle 3 fasi previste dalla normativa tecnica antincendio (D.M. Interno del 16 luglio 2014), che include interventi obbligatori quali compartimentazione, resistenza al fuoco, adeguamento scale di emergenza, conformità impianto elettrico, segnaletica, estintori e sistemi di allarme.
  • Impianti e Efficienza Energetica:
    • D.M. 37/2008 - Riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno di edifici.
    • D.Lgs. 192/2005 - Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, integrato con il D.Lgs. 311/2006.
    • Legge 10/91 - Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.
  • Urbanistica:
    • D.P.R. 327/2001 - Testo unico sulle espropriazioni.
    • Piani e regolamenti locali.
  • Sicurezza: D.Lgs. 81/2008 - Testo Unico Sicurezza.

Infografica sulle normative edilizie per scuole

3. Il Layout Funzionale degli Spazi Educativi: Oltre l'Aula Tradizionale

Il documento rinnova i criteri per la progettazione degli spazi e delle dotazioni per la scuola del nuovo millennio, accantonando lo stile prescrittivo delle precedenti norme, risalenti al 1975. Vengono dunque riconfigurate le architetture interne, proponendo una concezione dello spazio che non considera più la lezione frontale come modello prevalente dell’organizzazione della didattica. La nuova prospettiva mira a promuovere lo sviluppo psico-fisico dei bambini, a supportare le famiglie e a promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro.

La Filosofia degli Ambienti FlessibiliLa divisione dello spazio interno si concretizza in pareti con buon livello di isolamento acustico e pareti mobili, oltre alla ottimizzazione della luce naturale. L’eliminazione degli spazi di mero passaggio in favore di spazi sempre abitabili dalla comunità scolastica per lo svolgimento di attività didattiche, ma anche per la fruizione di servizi o per usi di tipo informale, permette di aumentare la vivibilità della scuola. In quest'ottica, gli spazi per il lavoro di gruppo devono favorire un clima positivo, adattarsi alle varie esigenze, con arredi flessibili capaci di generare configurazioni diverse. Pareti scorrevoli favoriscono il coinvolgimento di più classi alla medesima attività e possono “aprire” l’aula verso spazi comuni, trasformando l'ambiente in un vero e proprio ecosistema formativo.

Schematizzazione degli Ambienti di un Asilo Nido/Scuola dell'InfanziaGli ambienti del layout tipo di un asilo nido e, per estensione, di una scuola dell'infanzia, possono essere così schematizzati, promuovendo flessibilità e adattabilità:

  • Aula: Spazio prevalentemente pensato per le lezioni frontali, ma è anche un ambiente che si evolve a seconda delle necessità, diventando luogo di esplorazione e interazione.
  • Spazi di gruppo: Luoghi dedicati alle attività collaborative, con arredi riconfigurabili per supportare diverse dinamiche di interazione.
  • Spazi laboratoriali: Il laboratorio si configura come lo “spazio del fare” e richiede un ambiente nel quale il bambino possa muoversi in autonomia, attivando processi di osservazione, esplorazione e produzione. Lo spazio fisico diviene uno ‘spazio attrezzabile’ che accoglie strumenti e risorse per la creazione di contesti di esperienza.
  • Spazio informale e di relax: Spazi per l’apprendimento informale ed il relax, dotati di pouf, sedute confortevoli o tappeti dove distaccarsi dalle attività scolastiche per interagire in maniera informale con altre persone.
  • Spazi per il riposo: Occorre prevedere luoghi appartati attrezzati con lettini e culle per favorire il riposo dei bambini. Il sonno ed il riposo, infatti, sono fondamentali dopo lo svolgimento di intense attività motorie e di gioco.
  • Mensa: Il pranzo è un momento centrale nelle attività quotidiane dei bambini. Lo spazio dedicato alla mensa dovrebbe essere ampio ed ospitare tavoli di adeguate dimensioni e servito da uno spazio cucina, per la preparazione dei pasti e i servizi per gli addetti a tali attività.
  • Servizi: Considerando le diverse esigenze dei bambini dai 3 mesi ai 3 anni di età, è necessario prevedere spazi di servizio variegati come fasciatoi, servizi igienici per i bambini (di opportune dimensioni) e per gli insegnanti, piccola lavanderia (con lavatrici ed asciugatrici), spogliatoi con armadietti e lavabi, infermeria e depositi per giocattoli e passeggini.
  • Spazi amministrativi: Agli spazi dedicati totalmente ai bambini vanno aggiunti quelli per le attività di amministrazione dell’asilo: solitamente uffici e sale per le riunioni.

L’adozione del metodo BIM nella progettazione architettonica

4. Le Nuove Indicazioni Nazionali e il Curricolo: Fondamenti Pedagogici per il Sistema Educativo Integrato 0-6 e Oltre

La dimensione pedagogica e curricolare è altrettanto cruciale quanto quella spaziale. Un nuovo impianto normativo e didattico sta prendendo forma per guidare l'educazione della prima infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Un Quadro Normativo AggiornatoTra marzo e giugno 2025, il MIM ha pubblicato una bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (Primaria e Secondaria di primo grado), dopo una fase di consultazione pubblica e pareri (CSPI). Il 7 luglio è stato pubblicato un primo documento. Successivamente, il 27 gennaio 2026, sulla Gazzetta Ufficiale n. 21, è stato pubblicato il Decreto 9 dicembre 2025, n. 221 del Ministro dell'Istruzione e del merito, "Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione", che sarà adottato a partire dall'anno scolastico 2026/27.

Il quadro generale per gli aspetti educativi e organizzativi per il sistema integrato da 0 a 6 anni è dato dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei pubblicate a gennaio 2022 (DM 334/2021). Inoltre, nel 2022, il Ministero ha pubblicato gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia con Decreto n. 43. Nella scuola dell'infanzia, il curricolo è definito sulla base delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012, che hanno sostituito le precedenti del 2004 e 2007. Nel 2018, il comitato scientifico istituito dal Ministero per monitorare l'applicazione delle indicazioni nazionali, ha sottoposto al Ministero il documento dal titolo "Indicazioni nazionali e nuovi scenari", che partendo da aspetti già presenti nelle Indicazioni nazionali del 2012 ne fornisce una lettura rinnovata alla luce delle competenze di cittadinanza che coinvolgono tutte le aree disciplinari.

Centralità della Persona, Alleanza e Ruolo del DocenteLe nuove Indicazioni Nazionali puntano sulla centralità della persona, sull'alleanza scuola-famiglia e sull'importanza del ruolo del docente. La persona è al centro del progetto educativo; la scuola deve promuovere lo sviluppo degli studenti, valorizzandone i talenti e accompagnandoli alla scoperta di se stessi e del mondo. È indispensabile un’alleanza educativa con le famiglie, una collaborazione che si fonda sul rispetto reciproco dei ruoli e trova la sua trasposizione nel patto educativo di corresponsabilità. Il ruolo dell’insegnante va riscoperto nella sua autorevolezza: il magister è colui che guida, stimola e orienta il desiderio di apprendere dell’allievo.

Strategie Didattiche per l'Inclusione e l'Apprendimento AttivoLa personalizzazione è la strategia principale per rendere la scuola inclusiva, significando accompagnare ogni studente a riconoscere le proprie capacità e a sviluppare i propri talenti, anche quando ci sono difficoltà. La classe diventa un laboratorio di idee: si impara facendo, collaborando e riflettendo insieme, promuovendo un apprendimento condiviso e attivo. È importante scegliere contenuti rilevanti, significativi ed essenziali per concentrarsi su poche conoscenze fondamentali, da approfondire bene con esperienze di apprendimento concrete. Viene incoraggiato il dialogo tra culture, strumento indispensabile per l’accettazione dell’altro e per l’inclusione. Si valorizza l’interdisciplinarità intrecciando scienza e tecnologia con arte e materie umanistiche, facendole crescere insieme. Un ecosistema formativo, come quello in cui vivono i bambini, è fatto di differenze culturali non solo intese come culture di origine, ma anche di culture familiari, educative, di valori e stili di vita. La centralità dei bambini è ribadita dal fatto che l'infanzia non è una fase preparatoria a quelle successive.

Competenze Chiave Europee e Sviluppo del BambinoIl curricolo è costruito sulle competenze chiave europee e declinato operativamente attraverso gli obiettivi generali del processo formativo al termine della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado, per ciascuna delle otto competenze chiave:

  • Competenza alfabetica funzionale
  • Competenza multilinguistica
  • Competenza matematica e competenze in scienze, tecnologie e ingegneria
  • Competenza digitale
  • Competenza personale, sociale e capacità di imparare ad imparare
  • Competenze in materia di cittadinanza
  • Competenza imprenditoriale
  • Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

Al termine dei tre anni di scuola dell’infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato alcune competenze di base che strutturano la sua crescita personale. Tra queste, si evidenzia la capacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, essere consapevole di desideri e paure, avvertire gli stati d’animo propri e altrui. Un positivo rapporto con la propria corporeità, una sufficiente fiducia in sé, una progressiva consapevolezza delle proprie risorse e limiti, e la capacità di chiedere aiuto quando occorre sono altrettanto fondamentali. I bambini manifestano curiosità e voglia di sperimentare, interagiscono con le cose, l'ambiente e le persone, percependone le reazioni ed i cambiamenti. Condividono esperienze e giochi, utilizzano materiali e risorse comuni, affrontano gradualmente i conflitti e hanno iniziato a riconoscere le regole del comportamento nei contesti privati e pubblici. Hanno sviluppato l’attitudine a porre e a porsi domande di senso su questioni etiche e morali. Cogliono diversi punti di vista, riflettono e negoziano significati, utilizzano gli errori come fonte di conoscenza. Sanno raccontare, narrare, descrivere situazioni ed esperienze vissute, comunicano e si esprimono con una pluralità di linguaggi, utilizzando con sempre maggiore proprietà la lingua italiana. Dimostrano prime abilità di tipo logico, iniziano ad interiorizzare le coordinate spazio-temporali e ad orientarsi nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media, delle tecnologie. Rilevano le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formulano ipotesi, ricercano soluzioni a situazioni problematiche di vita quotidiana. Sono attenti alle consegne, si appassionano, portano a termine il lavoro, diventano consapevoli dei processi realizzati e li documentano.

Schema delle competenze chiave europee

5. Innovazioni Curricolari e Specificità Disciplinari

Le nuove Indicazioni Nazionali affrontano ciascuna disciplina secondo uno schema di analisi dettagliato, introducendo novità e rafforzando approcci già esistenti, con un'attenzione particolare alla continuità e all'interdisciplinarità.

Il Potere delle STEM e l'Educazione DigitaleNel 2023 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le Linee guida per le discipline STEM, che si applicano a tutti i livelli del sistema di istruzione, compreso il sistema integrato 0-6. Per questo segmento educativo, le linee guida indicano, quali metodologie comuni a tutti i bambini, la creazione di un ambiente stimolante che valorizzi l'innato interesse dei bambini per il mondo circostante, l'organizzazione di attività di manipolazione, l'esplorazione e la creazione di occasioni per scoprire toccando, smontando e costruendo.La sezione «STEM» è nuova e non esisteva nelle precedenti Indicazioni, puntando a un'istruzione integrata matematico-scientifico-tecnologica. Si mira a dare maggiore unità fra le discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), raggruppate sotto un nuovo cappello che ne definisce lo scopo comune in continuità con le Linee guida per l’insegnamento delle discipline STEM. Le discipline mantengono però una loro autonomia. Si chiarisce che nel primo ciclo la competenza di ingegneria coincide con la competenza in informatica e tecnologia.L'Educazione Finanziaria viene inserita nell'ambito dell’Educazione civica e delle discipline STEM, rafforzando il ruolo della tecnologia e della didattica laboratoriale, con uso consapevole di strumenti digitali, inclusa l’Intelligenza Artificiale.

Cittadinanza Attiva e RispettoL'insegnamento dell’educazione civica, introdotta come materia obbligatoria e cross-curricolare a partire dall’a.s. 2020/2021, trova il suo riferimento nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, allegate al DM 183/2024, che si applicano anche alla scuola dell’infanzia. Secondo le linee guida, i campi di esperienza (Il sé e l’altro, Il corpo e il movimento, Immagini, suoni, colori, I discorsi e le parole, La conoscenza del mondo) possono concorrere, unitamente e distintamente, al graduale sviluppo della consapevolezza della identità personale, della percezione di quelle altrui, delle affinità e differenze che contraddistinguono tutte le persone, della scoperta dell’altro da sé e della progressiva maturazione del rispetto di sé e degli altri, della salute, del benessere, della prima conoscenza dei fenomeni culturali, così come della consapevolezza che la propria esistenza si realizza all’interno di una società ampia e plurale, basata su regole, sul dialogo e sul confronto, che si manifesta in comportamenti rispettosi degli altri, dell’ambiente e della natura. Particolare rilevanza per l’acquisizione delle prime competenze di cittadinanza riveste il gioco di finzione, di immaginazione e di identificazione, che consente al bambino di sperimentare una pluralità di ruoli simulando esperienze di vita adulta.Si promuove il pensiero critico, l’empatia, il rispetto, valorizzando l’errore come parte della ricerca del sapere, rientrando nell'ampia categoria del rispetto di sé e degli altri.

Internazionalizzazione e PlurilinguismoIl curriculum vuole integrare aspetti trasversali come gemellaggi, CLIL (Content and Language Integrated Learning) e tecnologie per la didattica collaborativa, favorendo l'internazionalizzazione.Per la Lingua Inglese, non ci sono novità per quanto riguarda i contenuti linguistici, ma vengono incoraggiati e caldeggiati alcuni aspetti “extra linguistici”. Il livello di uscita previsto è A2, ma per le classi con potenziamento “il livello potrà essere superiore ad A2”. L’inglese è concepito come strumento per accedere a interdisciplinarità (cittadinanza globale, sostenibilità, argomenti di altre discipline), pluralismo culturale (conoscere diverse culture dei paesi anglofoni, confrontare culture) e competenze trasversali (collaborare, risolvere problemi, interagire). La didattica comunicativa è fondamentale, incoraggiando l'alunno a riconoscere le specificità dell'inglese, sviluppare strategie e autovalutarsi, e l'insegnante a parlare in inglese, incoraggiare l’espressione in lingua e promuovere progetti collaborativi.Per la Seconda Lingua Comunitaria, il livello di uscita è A1. Anche qui, la lingua è uno strumento per accedere a pluralismo culturale (conoscere culture dei paesi francofoni/ispanofoni, confrontare storie/culture), competenze trasversali (adattarsi a contesti diversi, risolvere conflitti, gestire comunicazione) e plurilinguismo (confrontare le lingue note e capire il valore aggiunto della comunicazione in più lingue).

Discipline Umanistiche e Artistico-MusicaliLa conoscenza della lingua italiana è lo strumento fondamentale per l’integrazione. Per l'Italiano, grammatica e antologia non presentano sostanziali novità. Si valorizza il patrimonio linguistico italiano e i meccanismi che regolano il funzionamento della lingua, con un ritorno alla centralità della regola morfo-sintattica rispetto a una lingua troppo spontanea e concentrata sulle varietà d’uso. La scrittura riceve speciale attenzione, a partire dall’ortografia, cui si affianca la valorizzazione del corsivo. È ribadita l’importanza del riassunto, della riscrittura e della scrittura a partire da testi-modello. Una novità significativa è il consiglio di leggere integralmente almeno tre libri all’anno su cui discutere insieme in classe.Lo scopo dell’insegnamento della Letteratura è fare in modo che gli studenti prendano gusto alla lettura, e che da ciò che leggono ricavino gli strumenti per capire meglio sé stessi e il mondo. I testi devono essere al centro dell'apprendimento: libri, racconti integrali, brani, ma anche albi illustrati, graphic novel. Non solo testi italiani, ma anche stranieri; sia classici sia tratti dalla moderna letteratura per ragazzi. Si enfatizza un approccio laboratoriale per sviluppare competenze orali e scritte, sottolineando l’importanza dell’oralità per imparare a ascoltare, discutere, parlare anche a partire dalle letture fatte in classe o in autonomia. Una novità è la nuova periodizzazione triennale, che incide soprattutto sui programmi del primo e del secondo anno, articolati come segue: I ANNO: Dai Longobardi alla Guerra dei trent’anni e la nascita del sistema europeo degli Stati; II ANNO: Dall’assolutismo alla seconda rivoluzione industriale e le nuove scoperte scientifiche; III ANNO: Dalla prima Guerra Mondiale alle inchieste di Mani pulite e alle elezioni del 1994.Per la Storia, il raccordo fra scuola primaria e secondaria di primo grado si sviluppa dalla fine dell’Impero Romano ai nuovi assetti in Europa e nel Mediterraneo del VII secolo (Costantinopoli, Giustiniano, monachesimo, nascita dell’Islam). Si sottolinea un’attenzione ancora maggiore verso tematiche di educazione civica per sviluppare competenze di cittadinanza attiva. Nuova apertura alla prospettiva storica anche per evidenziare il contributo delle figure femminili.Per Geografia non ci sono sostanziali novità, ma si contribuisce alla costruzione della identità del cittadino autonomo e in grado di vivere nella realtà, fornendo le basi per comprendere l’impatto dell’umanità sulla biodiversità e sui beni naturali alle diverse scale geografiche. Si identificano tre assi cardine: Paesaggio (tema tradizionale, riconosciuto dalla Costituzione Italiana art. 9 e Convenzione Europea sul Paesaggio art. 1), Transcalarità (capacità di leggere, interpretare e rappresentare un luogo e le sue relazioni alle diverse scale geografiche) e Territorializzazione (comprensione di come le comunità umane abitano e trasformano il pianeta). L’apprendimento attivo avviene attraverso una didattica laboratoriale che mira a una crescita delle competenze degli alunni, sia grazie all'uso costante degli strumenti disciplinari sia attraverso lavori di esplorazione guidata degli ambienti, anche con escursioni fuori dall'ambito scolastico. L’Italia, di cui si chiede uno studio più approfondito, diventa un costante “metro di confronto” con altre realtà europee e globali.Il Latino è proposto come materia opzionale (1 ora settimanale in 2ª e 3ª), finalizzata a far emergere l'eredità culturale e linguistica del latino nell’italiano e nell’Europa. L'obiettivo è arrivare a padroneggiare meglio il lessico e la grammatica italiana e a capire il valore del latino nella nostra civiltà attraverso tre strade: confronto Italiano-Latino, consapevolezza della centralità del latino nella cultura italiana, confronto interlinguistico e interdisciplinare (il latino è alla base delle lingue straniere e fa parte della storia delle altre discipline).Per le Scienze, si sottolinea l’introduzione di un nuovo ambito di studio, relativo alle fonti energetiche e alle loro applicazioni, con l'obiettivo di sensibilizzare alla necessità di ottimizzare l’uso delle risorse disponibili in ottica di sviluppo sostenibile. Le nuove Indicazioni Nazionali suddividono le conoscenze in cinque ambiti di studio: Chimica, Biologia, Geologia, Fisica e astronomia, Fonti di energia e applicazioni tecnologiche. Anche per le scienze, in quanto discipline dell’area STEM, vale l’indicazione di lavoro in chiave fortemente interdisciplinare (fra le stesse discipline STEM), ma anche con arte e cultura umanistica, e l’approccio laboratoriale. Viene posta particolare attenzione alla prospettiva storica e alla storia delle scoperte e delle invenzioni scientifiche. Gli obiettivi formativi sono favorire lo sviluppo delle capacità di ragionamento logico e pensiero critico, sviluppare la capacità di prendere decisioni informate su temi di rilevanza globale, comprendere il valore dell’errore nello sviluppo della scienza e, indirettamente, nello sviluppo personale, e utilizzare il metodo scientifico in chiave orientativa.Per la Matematica, le nuove Indicazioni si pongono in sostanziale continuità con le precedenti, ma ampliano il quadro epistemologico. I cinque ambiti di studio sono Numeri, Spazio e figure, Relazioni e funzioni, Dati e previsioni, e un nuovo ambito: Informatica. Si sottolinea la capacità della disciplina di connettere saperi anche distanti fra loro, definendola il collante tra l’area STEM e i saperi umanistico/artistici, con collegamento con la realtà e con l’educazione civica e apprendimento attraverso attività laboratoriali. Gli obiettivi formativi, con una novità rilevante, sono coltivare il pensiero matematico per osservare, descrivere e interpretare la realtà in modo razionale, critico e consapevole, porre le basi per l’educazione finanziaria ed esercitare la cittadinanza attiva mediante l’acquisizione di strategie, metodi e linguaggi per orientarsi nel mondo. L'informatica in matematica include concetti di base, logica, algoritmi, formalizzazione e rappresentazione dei dati, applicazione degli algoritmi e delle variabili nella compilazione di programmi con linguaggi di programmazione, e l'uso del foglio di calcolo e dei software di geometria dinamica (per esempio GeoGebra).Le nuove indicazioni tratteggiano per la Tecnologia uno statuto rinnovato. La disciplina è inserita nell’ambito delle materie STEM, e tratta le applicazioni pratiche delle scoperte scientifiche in diversi ambiti produttivi, snellendo il carico degli elementi più nozionistici. Le Nuove Indicazioni Nazionali suddividono le conoscenze in quattro ambiti di studio: Disegno tecnico e rappresentazioni grafiche (confermando il ruolo formativo ed espressivo del disegno), Materiali e loro proprietà, Cicli tecnologici (eliminando alcune sovrapposizioni con Scienze) e Informatica. La Tecnologia è inserita nell’ambito delle materie STEM, dove assume grande rilevanza una didattica laboratoriale orientata alla sperimentazione, in una prospettiva interdisciplinare. Gli obiettivi formativi sono la promozione del gusto per l’esplorazione di tecnologie e strumenti in vari ambiti e la considerazione degli impatti ambientali e sociali nell’applicazione delle tecnologie. L'informatica in tecnologia comprende conoscenza dell’hardware e del software, reti, applicazioni nell’ambito del disegno (CAD, GeoGebra), della grafica e del coding, di Internet, dell’AI e dell’elaborazione dei dati, lettura critica degli strumenti informatici e del loro utilizzo in vari ambiti, e sicurezza e impatto sociale.Per Arte e Immagine, la novità più «nuova» si incentra sul legame arte / vissuto personale: «Collegare la storia dell’arte al proprio vissuto» e registrare «riflessioni che integrano emozioni, tecnica e contesto storico in un Diario visivo». Non ci sono novità sostanziali, ma alcuni concetti chiave vengono ribaditi con forza. L'obiettivo è lo sviluppo del pensiero creativo, attraverso un approccio laboratoriale che favorisce l’uso di metodologie attive, rendendo i ragazzi protagonisti con compiti di realtà, realizzazione di disegni, manufatti, modelli. Si promuove un approccio interculturale (confrontare opere di culture diverse) e interdisciplinare (con storia, italiano, educazione civica). C'è attenzione al Patrimonio artistico soprattutto nazionale (incentivate le visite) e alle competenze digitali (uso consapevole degli strumenti digitali per disegnare e realizzare opere artistiche accanto alle tecniche manuali).Pur in continuità con le indicazioni precedenti, le nuove Linee Guida per la Musica insistono su quattro aspetti prima meno rilevati o inesistenti. Gli obiettivi sono lo sviluppo della capacità di ascolto e di analisi e l'acquisizione di una prima alfabetizzazione della grammatica musicale.

Infografica sulle innovazioni curricolari

L'Insegnamento della Religione CattolicaL'insegnamento della religione cattolica è obbligatorio per le scuole e opzionale per gli alunni. Le famiglie scelgono se avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica al momento dell'iscrizione al primo anno, salva comunque la possibilità di modificare la scelta prima dell'inizio di ogni anno scolastico. Gli obiettivi specifici di apprendimento per la religione cattolica sono definiti dalla normativa nazionale (DPR 11 febbraio 2010) d’intesa con la Conferenza Episcopale Italiana (CEI). I bambini che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica possono svolgere attività relative ai valori di cittadinanza con il supporto di un insegnante della classe. Le scuole inseriscono le attività alternative all'interno del proprio curricolo scolastico. L'insegnamento della religione cattolica/attività alternative ha uno specifico orario annuale di 60 ore (DPR 175/2012).

Modalità di Valutazione e Ruolo del DocenteNella scuola dell'infanzia, la valutazione assume il carattere dell'osservazione e dell'interpretazione più che della misurazione e del giudizio classificatorio per livelli di apprendimento. Lo strumento principale è quindi quello dell’osservazione occasionale e sistematica dei bambini al fine di cogliere e valutare le loro esigenze e di riequilibrare via via le proposte educative da condividere con le famiglie. Gli insegnanti sono liberi nella scelta dei metodi didattici. Le scuole sono solitamente dotate di laboratori e dispongono di materiali didattici acquistati dalle scuole stesse con le risorse stanziate dallo Stato a questo scopo. Non ci sono specifiche misure stabilite a livello centrale per la continuità con la scuola primaria, ma dipendono dalle singole scuole dell’infanzia.

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