Percentuali di successo della FIVET in presenza di astenoteratozoospermia: una guida completa

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della medicina riproduttiva. Il termine FIVET è l’acronimo della Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell’Embrione in utero e si riferisce ad una delle principali tecniche impiegate ormai da decenni per offrire alle coppie infertili la possibilità di avere un bambino. Quando si affronta una diagnosi di astenoteratozoospermia, le dinamiche del concepimento in vitro diventano particolarmente complesse, rendendo necessaria una comprensione profonda delle differenze tra le metodologie disponibili e le reali aspettative di successo.

rappresentazione schematica dei gameti maschili e femminili in ambiente di laboratorio

Comprendere l'infertilità maschile: il ruolo dell'astenoteratozoospermia

L’infertilità maschile è un problema assai più comune di quanto si pensi ed è spesso sottovalutato, poiché di frequente erroneamente confuso con la “potenza sessuale” ovvero la capacità di avere rapporti. Solo dopo l’analisi del liquido seminale (spermiogramma) l’uomo scopre eventualmente di avere una compromissione della qualità degli spermatozoi. L'astenoteratozoospermia identifica una condizione in cui si riscontra una riduzione della motilità (Astenozoospermia) associata a una morfologia alterata (Teratozoospermia).

Lo spermiogramma è attualmente uno strumento basico che ci offre le migliori informazioni per valutare la fertilità dell’uomo ed è estremamente utile per scegliere i trattamenti personalizzati per la coppia. In base al grado di astenozoospermia è possibile studiare diversi trattamenti per raggiungere una gravidanza, anche se il più vantaggioso è la ICSI (microiniezione intracitoplasmatica di spermatozoi), perché garantisce l’inserimento di uno spermatozoo in ogni ovocito.

FIVET vs ICSI: quale strategia scegliere?

È fondamentale chiarire la distinzione tecnica tra FIVET convenzionale e ICSI. Nella fecondazione in vitro (FIVET), i gameti vengono messi in coltura insieme, in una provetta, lasciando che la fecondazione avvenga in modo naturale. Ciò avviene in modo spontaneo: ovvero i gameti vengono prelevati e lasciati interagire da soli, in vitro, in laboratorio. Con l’ICSI, un singolo spermatozoo selezionato viene invece iniettato direttamente nell’ovocita, una tecnica particolarmente utile in caso di problemi significativi nel liquido seminale.

Per comprendere quali siano le percentuali di successo nei trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita, è innanzitutto importante ricordare che rimanere incinta non è semplice come sembra, poiché la specie umana ha una bassa efficienza del sistema riproduttivo: la probabilità di rimanere incinta al primo tentativo per una giovane coppia presumibilmente fertile, dopo un mese di rapporti sessuali mirati e non protetti, non supera infatti il 20%. Le procedure di fecondazione assistita hanno l’obiettivo di superare le difficoltà di concepimento e, più in generale, di creare le condizioni per iniziare e portare a termine la gravidanza con la nascita di un bambino sano.

Infertilità: che differenza c'è tra IVF e ICSI?

Fattori che influenzano le probabilità di successo

Le percentuali di successo della FIVET al primo tentativo variano in base a diversi fattori, tra cui l’età della donna, la qualità degli ovociti e degli spermatozoi, e la presenza di eventuali patologie. L’età della donna è uno dei fattori più rilevanti nell’influenzare il tasso di gravidanza nei trattamenti di PMA. Dopo i 35 anni, la fertilità femminile subisce infatti un calo significativo e fisiologico, legato alla progressiva riduzione sia del numero sia della qualità degli ovociti disponibili.

È importante notare come questi dati si riferiscano alla probabilità di gravidanza per ciclo e non a quella cumulativa, che aumenta di volta in volta: dopo tre cicli la possibilità di successo può arrivare anche all’80%. Questo perché a mano a mano si possono ottenere maggiori informazioni sulla problematica e sulla diagnosi e al contempo optare per un protocollo diverso, se necessario.

Approfondimento sulle tecniche avanzate: IMSI e selezione dello sperma

Oltre alla ICSI classica, esiste l'IMSI (Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati), una variante che si basa su una selezione più attenta degli spermatozoi da microiniettare in base alla loro morfologia. A questo scopo, viene utilizzato un microscopio elettronico con una super lente che offre un ingrandimento di più di 6.000 volte. Questa tecnica offre molti vantaggi nei casi di teratozoospermia, poiché permette di visualizzare in dettaglio la morfologia degli spermatozoi e di selezionare gli spermatozoi più belli.

Esistono inoltre altre tecniche di selezione, come il PICSI (fisiologica), che seleziona gli spermatozoi maturi, o il MACS (Magnetically Activated Cell Sorting), che seleziona spermatozoi sani e ottimali che non hanno iniziato il processo di apoptosi o morte cellulare programmata. Gli spermatozoi che superano questo rigoroso processo di selezione sono quelli che hanno una maggiore capacità di fecondare l’ovocita e generare un embrione di migliore qualità, il che può tradursi in un tasso di gravidanza più elevato.

micrografia di uno spermatozoo selezionato tramite tecnica ad alta risoluzione

Diagnosi approfondita e personalizzazione del percorso

Non esiste un trattamento di PMA migliore degli altri per tutti. La diagnosi approfondita deve suggerire il percorso più appropriato. Anomalie uterine, come la presenza di fibromi, polipi o altre malformazioni, possono ostacolare l’impianto dell’embrione e vanno escluse prima di procedere. Parallelamente, è necessario valutare se la teratozoospermia sia di origine genetica. In quest'ultimo caso, l'embrione risultante potrebbe avere alterazioni nel suo DNA che gli impediscono di svilupparsi correttamente.

Oggi, grazie alla crioconservazione dei gameti e degli embrioni, non è più necessario effettuare la stimolazione ovarica ogni volta per prelevare gli ovociti. Crioconservare gli embrioni e posticipare il trasferimento in un ciclo preparato “ad hoc” al fine di ottimizzare la recettività endometriale può aumentare il tasso di successo della fecondazione assistita. Nelle donne ad alto rischio di iperstimolazione ovarica o con endometrio non idoneo, il trasferimento a fresco è da evitare.

Il supporto psicologico e l'eccellenza clinica

La FIVET è un intenso percorso emotivo, di coppia, che non può prescindere dall’eventualità di un esito negativo. La scelta di rivolgersi a centri di PMA accreditati e con esperienza comprovata è fondamentale. È consigliabile consultare il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, per scegliere un centro con buone percentuali di successo.

In Italia, il percorso di PMA è regolato da norme precise che impongono protocolli rigorosi. È fondamentale discutere con il proprio medico per valutare la fattibilità e l’opportunità di ulteriori tentativi. Un approccio umanizzato, che includa un supporto psicologico mirato sia individuale che di coppia, può essere di grande aiuto per gestire le emozioni e prendere decisioni informate riguardo ai passi successivi, garantendo che la coppia si senta accompagnata non solo dal punto di vista biologico, ma anche umano.

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