I primi anni di vita di un bambino rappresentano un periodo cruciale per la sua salute e la sua protezione contro malattie infettive potenzialmente gravi. In Italia, le vaccinazioni vengono eseguite seguendo un Calendario Vaccinale, uno strumento predisposto centralmente dal Ministero della Salute, che descrive la successione cronologica con cui devono essere somministrati i vaccini. Questo calendario rappresenta una linea guida fondamentale non solo per gli operatori sanitari dei servizi vaccinali, i pediatri e i medici di medicina generale, ma anche per i genitori, aiutandoli a orientarsi in un ambito così importante. Il rispetto delle tempistiche indicate è essenziale per garantire una protezione efficace, poiché gli anticorpi ricevuti dalla mamma durante la gravidanza diminuiscono progressivamente, rendendo il bambino vulnerabile a molte patologie infettive.
In Lombardia, così come nel resto d'Italia, le indicazioni del Calendario Vaccinale sono operative, e vengono inoltre offerte gratuitamente alcune vaccinazioni a coloro che, trovandosi in particolari condizioni, appartengono ad una "categoria a rischio". La programmazione delle attività di prevenzione delle malattie infettive attraverso la vaccinazione è definita nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), che viene periodicamente aggiornato dal Ministero della Salute con il contributo di esperti. All’interno del PNPV è riportato l’elenco dei vaccini obbligatori e raccomandati, con le tempistiche previste per la loro somministrazione, che copre non solo l'infanzia ma anche l'adolescenza, l'età adulta e gli anziani.

Il Vaccino Esavalente: Una Protezione Completa per il Neonato
Uno dei primi e più importanti vaccini somministrati al bambino entro il primo anno di vita è il vaccino esavalente, identificato anche come DTPa-IPV-Hib-HBV. Questo vaccino protegge il neonato da sei malattie gravi in contemporanea: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e malattie invasive da Haemophilus influenzae di tipo B. Si tratta di un presidio sicuro e con un bassissimo rischio di reazioni avverse. È importante sottolineare che in Italia questa vaccinazione è obbligatoria per legge e si effettua nel corso del primo anno di vita per via intramuscolare. Il vaccino contiene parti di tutti e sei i germi, ed è in grado di proteggere dalle sei patologie agendo attraverso componenti specifici: la tossina della difterite inattivata, la tossina inattivata del tetano, il virus inattivato della poliomielite, l'antigene di superficie contro il batterio Bordetella pertussis, un antigene (proteina) modificato del virus dell'epatite B e un polisaccaride (molecola ramificata) dell'Haemophilus influenzae di tipo B.
I primi vaccini a essere somministrati, solitamente tra il secondo e il terzo mese di vita del piccolo, sono l’esavalente, l’antipneumococco e l’antirotavirus. La somministrazione dell’esavalente avviene per iniezione intramuscolo, solitamente nella coscia. Presso il proprio pediatra di libera scelta o l'ambulatorio vaccinale della ASL di zona, la famiglia viene generalmente contattata attraverso una lettera recapitata all’indirizzo di residenza dalla ASL stessa per il primo appuntamento. I successivi appuntamenti si fissano nel corso della vaccinazione stessa.
Il VACCINO ESAVALENTE. Cosa dicono i Pediatri.
Le Malattie Prevenute dal Vaccino Esavalente
Comprendere le malattie contro cui il vaccino esavalente offre protezione è fondamentale per apprezzarne l'importanza. Si tratta di patologie molto serie, che possono portare a disabilità permanenti e, in alcuni casi, perfino al decesso.
Difterite
La difterite è una grave malattia infettiva causata da una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Questa tossina ha la capacità di inibire le funzioni cellulari di organi vitali come cuore, sistema nervoso e reni. La trasmissione della difterite avviene mediante contatto diretto con un malato o un portatore, o più raramente, per contatto indiretto con oggetti contaminati. La caratteristica clinica principale della difterite consiste nella formazione, a livello di naso e gola, di una membrana biancastra e aderente ai tessuti sottostanti, la cui rimozione provoca sanguinamento. Una temibile complicanza della difterite è l’ostruzione respiratoria, che si verifica quando questa membrana è particolarmente estesa. Per questo è essenziale somministrare il vaccino contro la difterite che, essendo costituito dall'anatossina antidifterica (la tossina difterica inattivata), stimola l’organismo a difendersi.La circolazione del batterio difterico è limitata dal fatto che la maggior parte dei bambini europei è vaccinata, tenendo sotto controllo un evento naturale che trasforma il batterio da un quasi pacifico colonizzatore delle prime vie respiratorie a un killer aggressivo. Questo evento è innescato da un virus, il fago beta, che infetta la cellula batterica inserendo il suo materiale genetico nel Corynebacterium diphtheriae, rendendolo produttore di tossina difterica. I ceppi batterici produttori di tossina difterica acquisiscono un vantaggio selettivo, essendo più facilmente trasmessi da persona a persona. Nonostante sia diventata rara nei Paesi sviluppati, la difterite può ancora causare tragedie, come dimostrato nel maggio 2015 in Spagna, dove un bambino di 6 anni non vaccinato è deceduto a causa di questa malattia, mentre i suoi compagni di scuola vaccinati, pur essendo portatori del batterio, non hanno sviluppato la malattia.
Tetano
Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa causata dal Clostridium tetani, un batterio molto diffuso nell’ambiente, presente nella terra e nei prodotti del terreno, e nel sistema digerente di alcuni animali che lo eliminano con le feci. Il batterio può sopravvivere per lunghi periodi in condizioni sfavorevoli sotto forma di “spora” con un involucro protettivo molto resistente. La tossina che produce può penetrare nell’organismo attraverso piccole ferite, anche impercettibili, a contatto con terriccio od oggetti sporchi. Se la spora trova condizioni di carenza di ossigeno (ad esempio in presenza di tessuti necrotici o scarsamente irrorati dal sangue), si schiude e produce una tossina molto potente, la tossina tetanica, che attacca il sistema nervoso causando contrazioni muscolari incontrollabili e paralisi, incompatibili con la vita in circa il 50% dei casi. Il vaccino è costituito dall’anatossina tetanica, trattata in modo da perdere la sua tossicità ma mantenendo la capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi. Nonostante alcuni sostengano che il tetano sia una malattia degli anziani, i dati storici dimostrano che anche i bambini sono a rischio. Ad esempio, negli Stati Uniti, tra il 1992 e il 2000, 15 casi di tetano su 386 totali hanno coinvolto soggetti sotto i 15 anni, inclusi neonati infettati tramite il moncone ombelicale. Il decorso clinico del tetano è risultato più grave nei bambini non vaccinati.
Poliomielite
La poliomielite è una grave patologia infettiva e contagiosa dovuta al Poliovirus che, nelle sue forme più severe, colpisce le cellule neurali del sistema nervoso con conseguente paralisi, talvolta irreversibile, e può causare anche il decesso. Il virus si trasmette per via oro-fecale, tramite la saliva di una persona malata o attraverso acqua o cibo contaminati. L’uomo è l’unico serbatoio naturale del virus della poliomielite. Al momento non è disponibile un trattamento per questa patologia: per questo motivo la vaccinazione è di fondamentale importanza. È prevenibile tramite la somministrazione del vaccino inattivato contenuto nella vaccinazione esavalente. La scomparsa di malattie come la poliomielite nei Paesi sviluppati non è solo frutto del miglioramento delle condizioni di vita; anzi, prima del ventesimo secolo, il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie aveva paradossalmente favorito la diffusione della polio, portando i bambini a incontrare il virus più tardi, quando non erano più protetti dagli anticorpi materni. L’inizio della vaccinazione estesa a tutti i bambini, come in Italia dalla primavera del 1964, ha determinato la drastica riduzione dei casi. I virus polio possono essere reintrodotti anche in popolazioni con elevato livello igienico-sanitario e possono dar luogo a epidemie se la percentuale dei vaccinati (la cosiddetta copertura vaccinale) scende al di sotto di un determinato livello critico. Ne è un esempio l'epidemia di polio occorsa in Olanda nel 1992 tra i membri di una comunità religiosa che rifiutava la vaccinazione per motivi religiosi.
Pertosse
Causata dal batterio Bordetella pertussis, la pertosse è una malattia infettiva delle vie respiratorie che provoca una tosse molto intensa e crisi respiratorie. La sua presentazione clinica varia in base all’età e alle condizioni generali di salute della persona, ma si manifesta in forma più seria nei primi mesi di vita. Nei bambini piccoli, è in grado di causare polmonite, insufficienza respiratoria e complicanze a carico del sistema nervoso centrale. Coinvolge prevalentemente i bambini e il contagio avviene mediante goccioline di saliva emesse dalle persone infette tossendo, starnutendo o parlando. Non esiste un serbatoio ambientale o animale della Bordetella, e la sua trasmissione avviene solo ed esclusivamente per via interumana. Ecco perché viene consigliata anche la vaccinazione antipertosse alla donna in gravidanza, per proteggere il neonato nei primi mesi di vita. Il ritardo nella vaccinazione può comportare dei rischi, ad esempio la pertosse nel lattante si manifesta costantemente in modo atipico, con crisi di apnea, rendendola molto pericolosa specialmente nei primi mesi di vita.
Epatite B
L’epatite B è una malattia infettiva contagiosa dovuta allo Human Hepatitis B Virus (HBV). Il virus si può trasmettere attraverso sangue infetto, secrezioni vaginali e sperma. Durante la gravidanza o il parto, inoltre, la madre infetta può trasmettere il virus al proprio figlio, e in questo caso si parla di contagio verticale. Contrarre l'epatite B alla nascita non solo è un rischio per le complicazioni della malattia acuta, che possono essere letali, ma comporta anche una probabilità molto elevata (80-90%) di cronicizzazione della malattia. Questa condizione può complicarsi nel tempo, favorendo la cirrosi epatica e l'epatocarcinoma. L’epatite B è un’infezione del fegato potenzialmente mortale, in grado di evolvere verso una malattia cronica che espone ad alto rischio di cirrosi e tumore del fegato. Per questo il vaccino è di vitale importanza.
Malattie Invasive da Haemophilus influenzae di tipo B
L’Haemophilus influenzae di tipo B è un batterio molto diffuso, presente nel naso e nella gola, responsabile di infezioni importanti, soprattutto nei bambini sotto i cinque anni. Si trasmette con i colpi di tosse e gli starnuti. L’infezione è generalmente a carico di vie respiratorie e orecchio, ma nelle sue forme più severe può comportare l’insorgenza di complicanze tra cui polmonite, meningite, setticemia e artrite settica. A differenza di un comune raffreddore, questo batterio può raggiungere il sangue e diffondersi ad altri organi o apparati come cervello, polmoni, ossa, e altri ancora. Può richiedere il ricovero in ospedale e causare nei bambini danni permanenti come convulsioni, sordità, cecità, paralisi motorie più o meno gravi, ritardo mentale e, in alcuni casi particolarmente seri, anche il decesso.
Schema di Somministrazione e Richiami
Il vaccino esavalente viene somministrato nel primo anno di vita in tre dosi: la prima nel terzo mese di vita, la seconda nel quinto e la terza nell’undicesimo. Generalmente, il vaccino esavalente viene eseguito contestualmente al vaccino contro lo pneumococco, somministrato in una differente sede (in genere l’arto controlaterale). Insieme alla vaccinazione esavalente viene offerta la vaccinazione antipneumococcica, raccomandata per l’età pediatrica, a tre o quattro dosi a seconda del vaccino somministrato.
Per le malattie protette dall'esavalente, lo schema prevede richiami specifici:
- Per difterite, tetano, poliomielite e pertosse è previsto un richiamo (dose di rinforzo) intorno ai 5-6 anni di età, e un successivo richiamo dopo i 12 anni. Negli adulti, per difterite, tetano e pertosse è consigliabile un richiamo ogni dieci anni, perché l’immunità non è permanente.
- Per Haemophilus influenzae di tipo B ed epatite B non sono necessarie ulteriori dosi in futuro o richiami, una volta completato il ciclo primario.
Sicurezza ed Effetti Collaterali
Il vaccino esavalente è ben tollerato ed è considerato sicuro. Come per tutti i farmaci, anche i vaccini possono causare effetti collaterali, ma i benefici della vaccinazione sono enormemente superiori ai rischi. Gli effetti collaterali più frequenti sono di tipo lieve e di breve durata. Entro 48 ore dalla somministrazione, sono molto comuni sonnolenza, vomito e dolore nel sito di iniezione. Potrebbero manifestarsi inoltre rossore, gonfiore nella sede di iniezione o febbre (tra 37,8°C e 39°C), talvolta accompagnati da irritabilità e diarrea. Questi sono disturbi non seri, che si risolvono spontaneamente e possono essere controllati con la somministrazione di una dose adeguata di paracetamolo per uso pediatrico. È inoltre importante tenere il piccolo a riposo e non sottoporlo a stress ulteriori, tenendo sempre il medico al corrente di eventuali malesseri.
Esistono possibili complicazioni gravi da vaccino, ma si tratta di eventi rari o estremamente rari. L’effetto più temibile, in quanto può essere letale, è lo shock anafilattico, una reazione allergica estremamente grave che si verifica con una frequenza di circa un caso su un milione di dosi di vaccino. Come per tutti i vaccini, è possibile che si verifichi l’evenienza di reazioni allergiche anche gravi, ma si tratta di un’evenienza comunque rara e che si verifica a ridosso della somministrazione. Per questa ragione, si suggerisce di restare per circa mezz’ora nei pressi dell’ambulatorio vaccinale dopo la somministrazione, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di reazioni avverse gravi, che sono comunque molto rare.Reazioni come convulsioni febbrili e flaccidità sono reazioni rare con questo vaccino. Febbre alta e pianto inconsolabile sono molto rare, interessando meno di 1 bambino su 10.000.
Chiarimenti su Dubbi e Falsi Miti
Molti genitori hanno legittimi dubbi riguardo alle vaccinazioni, e un confronto aperto con il pediatra è sempre consigliato.
Il sistema immunitario del bambino viene sovraccaricato?
Un timore diffuso è che la co-somministrazione di più vaccini possa causare problemi al bambino, il cui sistema immunitario, essendo molto piccolo, potrebbe essere ancora poco efficiente. Diversi studi scientifici dimostrano invece il contrario: l’inoculazione di diversi vaccini insieme non è pericolosa; anzi, sembra addirittura che questa pratica potenzi la reazione immunitaria favorendo una più completa immunizzazione. Il sistema immunitario dei bambini è in grado di rispondere a più stimoli contemporaneamente, e la co-somministrazione permette di ridurre il numero di punture e di visite, semplificando il calendario vaccinale. I disturbi dopo la co-somministrazione restano simili a quelli che compaiono in seguito all’inoculazione singola e non aumentano le reazioni serie.
Perché vaccinare contro malattie ormai considerate scomparse o rare?
Alcuni pensano che la scomparsa di malattie come la poliomielite o la difterite nei Paesi sviluppati non sia dovuta alla vaccinazione, ma alle migliorate condizioni di vita. Tuttavia, la storia dimostra il contrario. Ad esempio, la diffusione della poliomielite è stata addirittura favorita dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie prima dell'introduzione del vaccino. È importante ricordare che le malattie prevenibili con vaccino possono ancora circolare in altre parti del mondo e essere reintrodotte. La poliomielite, ad esempio, esiste ancora, sebbene i casi siano diminuiti di oltre il 99% a partire dal 1988 grazie agli sforzi globali per debellare la malattia, rimanendo endemica solo in pochi Paesi. Se la percentuale dei vaccinati (la copertura vaccinale) scende al di sotto di un determinato livello critico, i virus possono dar luogo a nuove epidemie, come accaduto in Olanda nel 1992 o l'epidemia di pertosse in Giappone nel 1979 che seguì a un calo drastico della copertura vaccinale.
Cosa succede se si salta una seduta vaccinale o un richiamo?
Può capitare che una dose venga posticipata per motivi pratici o di salute. In questi casi non è necessario ricominciare il ciclo dall’inizio: il calendario può essere recuperato seguendo indicazioni precise. Se il ritardo è breve, non ci sono particolari rischi, ma se si prolunga, il bambino potrebbe non essere sufficientemente protetto dai possibili rischi di una malattia infettiva. È importante recuperare appena possibile la vaccinazione che non è stato possibile fare.
Il bambino può fare il vaccino se è raffreddato o influenzato?
Se il bambino ha una malattia lieve, come per esempio raffreddore, infezione delle alte vie aeree o otite, può effettuare la vaccinazione senza che ci sia un maggior rischio di effetti collaterali o una minore efficacia del vaccino. Lo stesso vale se il bambino sta assumendo un antibiotico o ha da poco concluso la terapia. È ovviamente importante che il bambino sia in buona salute nel momento della vaccinazione esavalente, così come di tutti i vaccini della prima infanzia. La comparsa di febbre alta prima del vaccino suggerisce di rimandare l’appuntamento, ma anche in questo caso è bene confrontarsi con il pediatra.
È necessario far visitare il bambino prima di ogni vaccinazione?
Se il bambino non ha particolari problemi di salute e se non presenta sintomi di una malattia acuta, non è necessario fare una visita medica specifica. Prima della vaccinazione, gli operatori dei servizi vaccinali effettuano la cosiddetta "anamnesi", ponendo ai genitori una serie di domande sullo stato di salute del piccolo e sulla presenza o meno di allergie e di alcune malattie nei familiari. Queste informazioni sono particolarmente importanti in occasione del primo vaccino per assicurare che non vi siano controindicazioni specifiche.
Vaccini obbligatori e raccomandati: qual è la differenza?
I vaccini obbligatori sono quelli previsti dalla legge per l’iscrizione a nido e scuola dell’infanzia, mentre i vaccini raccomandati non sono obbligatori ma sono comunque considerati importanti per la salute del bambino. Entrambi fanno parte del calendario vaccinale e hanno l’obiettivo di prevenire malattie potenzialmente gravi. La distinzione non riguarda l’efficacia o la sicurezza, ma un aspetto normativo. In Italia, alcuni vaccini sono obbligatori da molto tempo (come difterite, tetano, poliomielite ed epatite B), mentre altri lo sono diventati più recentemente, come pertosse e Haemophilus influenzae che erano già di fatto inclusi nell'esavalente. La scelta sui vaccini raccomandati può essere valutata insieme al pediatra, approfondendo quali potrebbero essere i benefici specifici per il bambino.
Le informazioni qui presentate si basano su fatti e dati scientifici, con l'obiettivo di aiutare i genitori a prendere decisioni consapevoli riguardo alla salute dei loro figli, supportati dalle indicazioni del Ministero della Salute e degli organismi scientifici internazionali.