Maschietto o femminuccia? Guida completa per orientarsi tra miti e scienza

Il bambino sarà maschio o femmina? Una domanda che assilla i futuri genitori: il nostro bambino sarà maschio o femmina? Come capirlo? A quante settimane si vede? Ecco alcune curiosità. Ammettiamolo, mamme. Appena vediamo il test di gravidanza positivo il primissimo pensiero è uguale per tutte noi. E anche chi ci sta intorno fa partire la più classica delle domande: sarà maschio o femmina? E giù ad immaginare, per tutta la gravidanza, scatenate partite di pallone oppure gli outfit più alla moda. Il sesso del nascituro mette sempre grande curiosità e non dobbiamo vergognarci se abbiamo una preferenza per il maschietto o la femminuccia: non lo ammette nessuna, ma tutte lo facciamo. Anche se alla fine prevale sempre la considerazione più giusta: la cosa davvero importante è che il nostro bambino o la nostra bambina stia bene. Tutto il resto in fondo è relativo.

rappresentazione grafica dello sviluppo fetale e determinazione del sesso

La base biologica: come si determina il sesso

Rassegnatevi: potete metterci tutto l’impegno che volete, ma non dipende da voi. Il sesso del bambino dipende dell’uomo. Ed è una questione genetica. L’ovocita della mamma contiene sempre un cromosoma X (femminile). Lo spermatozoo invece può contenere o un cromosoma femminile (X) oppure uno maschile (Y). Se sarà maschio o femmina quindi sarà determinato dallo spermatozoo che riesce ad arrivare all’ovocita: il fiocco sarà rosa se ha il cromosoma femminile (quindi XX), azzurro se ha il cromosoma maschile (XY).

Sebbene abbiamo detto che avere un maschio o una femmina è questione di cromosomi, negli anni, qualcuno ha provato ad ipotizzare alcune teorie su questo argomento. Una di questa è il cosiddetto “metodo Shettles”, che prende il nome dal medico che l’ha inventata tra gli anni ’60 e ’70. Secondo Shettles, gli spermatozoi che contengono cromosomi maschili sono più veloci, ma meno resistenti nel tempo. Al contrario, quelli femminili sono più lenti, ma sopravvivono più a lungo nell’ambiente vaginale. Da ciò deriva che, per favorire il concepimento di un maschio, si dovrebbero avere rapporti in concomitanza con l’ovulazione, in modo che gli spermatozoi raggiungano subito l’obiettivo. Per tentare di avere una femmina, invece, i rapporti dovrebbero avvenire qualche giorno prima del picco ovulatorio, sfruttando la resistenza degli spermatozoi contenenti il cromosoma femminile. Si capisce che, per questo metodo, è fondamentale calcolare l’ovulazione per avere rapporti nei giorni più fertili. Per la teoria di Shettles, per concepire un maschio andrebbe preferita una penetrazione profonda, al contrario per una femmina. È davvero possibile influenzare l’andamento della fecondazione in modo da avere più probabilità di concepire un maschietto o una femminuccia? La variazione di probabilità è comunque talmente bassa da non permettere di fare molto affidamento su questo sistema.

LA FECONDAZIONE UMANA

Miti e credenze popolari: tra curiosità e leggende

Cercare su Google la chiave “sintomi gravidanza maschietto” restituisce così tanti risultati che scegliere quale link aprire per primo può essere un vero dilemma. Ma, se sei su questa pagina, probabilmente lo sai già, e sei in cerca di una risposta chiara e affidabile alla tua domanda. Può darsi che, da quando sei incinta, ti sia capitato di sentirti domandare che tipo di voglie hai avuto, se hai sofferto molto le nausee o addirittura se hai notato qualcosa di strano nella tua pipì! Si tratta di convinzioni che non hanno base scientifica - o, se ce l’hanno, la connessione è talmente blanda da risultare comunque scarsamente affidabili - e la cui accuratezza si assesta sul 50% semplicemente perché i risultati possibili sono due.

I metodi della nonna utilizzati per decifrare il sesso del nascituro sono numerosi. Tra i modi più in voga nella tradizione popolare per conoscere se si aspetta un maschietto o una femminuccia vi è sicuramente l’osservazione della forma della pancia della mamma, che nasconderebbe un maschio se a punta e una femmina se tonda. Una delle convinzioni più diffuse è che, se il pancione è basso, proteso in avanti e rotondo - quasi come un pallone da basket - il bambino sarà un maschietto. In realtà la forma della pancia è determinata dal tono dei muscoli addominali della mamma, da quanto è ingrassata dopo il concepimento, dalla conformazione del suo organismo e dalla posizione del bambino.

La prova del pendolino e altri test casalinghi

Uno dei miti più bizzarri racconta che è possibile predire il sesso del bambino prima della sua nascita con il test del pendolino, cioè facendo pendere sulla pancia della mamma la sua fede nuziale appesa a un capello del futuro papà. Secondo i sostenitori di questo metodo un anello che inizi a muoversi descrivendo dei cerchi nell'aria indicherebbe che il nascituro è una femmina; se dovesse invece iniziare a dondolare avanti e indietro l'anello indicherebbe che nel pancione della futura mamma sta crescendo un maschio. Chiaramente si tratta di tecniche senza alcuna base scientifica.

Esiste anche il test del bicarbonato di sodio. Si esegue mescolando questa sostanza con un po’ di urina della donna incinta. Se come reazione si crea molta schiuma, potrebbe trattarsi di un maschio. Viceversa invece sarebbe femminuccia. Ovviamente la validità è piuttosto scarsa. Analogamente, il test del cavolo rosso prevede di far bollire un cavolo, mettere da parte l’acqua di cottura e mescolarla con alcune gocce di urina. Anche il calendario cinese è una tabella che incrocia alcuni dati per sapere il sesso del bambino. Si deve incrociare l'età della mamma al momento del concepimento con il mese in cui questo è avvenuto. Secondo gli antichi, l’accuratezza di questa procedura era molto alta, ma in tempi moderni si è arrivati alla conclusione che si tratta di semplici calcoli probabilistici. Quello dei Maya funziona più o meno allo stesso modo. Non è nemmeno possibile predire il sesso del bambino combinando l'età della madre e il mese del concepimento utilizzando il calendario lunare cinese.

schema illustrativo del calendario cinese per la previsione del sesso

I sintomi fisici e la loro (inesistente) connessione con il genere

Quando hai tante nausee è maschio o femmina? Si dice che, se hai molte nausee durante la gravidanza, è perché aspetti una bambina. Se ne hai poche, aspetti un bambino. Secondo studi scientifici le donne che soffrono di iperemesi gravidica, una grave forma di nausea associata alla gravidanza, hanno una maggiore probabilità di essere in attesa di una femmina. A scatenare il problema sono i livelli dell'ormone hCG (la gonadotropina corionica), che tendono a essere più elevati quando il pancione ospita una bambina. Tuttavia, è possibile avere a che fare con delle nausee molto fastidiose anche quando si è in attesa di un maschio. Nemmeno questo metodo può quindi essere considerato affidabile.

Un'altra leggenda popolare vuole che si possa capire dalla forma della pancia. Altre credenze popolari suggeriscono di osservare la parte bassa della pancia: se si aspetta un maschio dovrebbe essere visibile una sottile linea scura che scende dall’ombelico. La linea nigra (o linea alba) è una striscia di pelle più scura che può comparire sulla pancia durante la gravidanza, per effetto dei cambiamenti ormonali. Inutile dire che si tratta di una teoria senza fondamento. C’è chi, invece, prova a capirlo in base alle voglie: non è vero che le donne in attesa di un maschio avrebbero voglia di dolce mentre quelle che aspettano una femmina desidererebbero più cibi aspri. Infine, c’è anche chi sostiene che per scoprirlo sia sufficiente aggiungere un po' di sgorgante per tubature domestiche alle urine della futura mamma. Secondo una delle teorie più diffuse, nel caso in cui si trattasse di un maschio il pH delle urine farebbe sì che la miscela diventi verde, ma c'è anche chi racconta del viraggio verso altri colori. In ogni caso, nemmeno questo metodo è affidabile.

Il battito cardiaco e le pulsazioni fetali

C'è chi è convinto che si possa capire se il bambino è maschio o femmina in base al battito cardiaco: se il cuore batte a più di 140 battiti al minuto si tratta di una femminuccia. In realtà, però, fino alla ventottesima o trentesima settimana di gestazione sia il cuore dei maschi che quello delle femmine batte più velocemente della norma; le differenze tra i due sessi compaiono solo poco prima della nascita. In realtà, è stato dimostrato che non esiste alcuna differenza nel battito fetale di maschietti e femminucce.

Metodi scientifici: ecografia e test genetici

Per sapere se si diventerà genitori di un maschio o di una femmina non resta quindi che avere paciensa e aspettare di potersi sottoporre a test dall'efficacia a prova di scienza. Il più diffuso è l'ecografia, un'analisi non invasiva che utilizzando onde sonore ad alta frequenza permette di ottenere un'immagine digitale del bambino all'interno della pancia materna senza esporre né il piccolo né la donna a procedure pericolose. In genere l'ecografia in cui è possibile capire se si tratta di un maschio o di una femmina è quella che viene eseguita tra la diciottesima e la ventiduesima settimana di gestazione. Infatti anche se il sesso del bimbo è determinato già al momento del concepimento le differenze nello sviluppo dei genitali iniziano ad essere visibili agli ultrasuoni solo in seguito.

In queste prime fasi le possibilità di sbagliarsi sono ancora elevate. Quello che si osserva non sono infatti i genitali ben formati, di conseguenza l'osservazione non è sempre semplice e può portare a errori di valutazione. In fasi più avanzate è invece possibile distinguere la presenza del pene o delle grandi labbra, e quindi la predizione del sesso diventa affidabile all'80-90%. A lasciare ancora aperta la possibilità a qualche dubbio sono fattori come la posizione del bambino, che può rendere difficile la visualizzazione dei genitali.

La Nub Theory

Questa metodica ha una valenza scientifica un po’ maggiore rispetto alle altre perché si basa sulle ecografie e su una osservazione ben precisa del feto. Secondo la Nub Theory, il sesso sarebbe rilevabile già alla 12esima settimana di gravidanza. Per essere in grado di applicare la Nub Theory bisogna affidarsi ad un ecografista molto bravo. Il sesso dovrebbe essere maschile se l’angolo lombosacrale è maggiore o uguale a 30° e l’angolo cutaneo maggiore o uguale a 40°, femminile se le misurazioni sono inferiori. In realtà non esiste alcuna prova scientifica di tutto ciò. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato come la nub theory abbia un’accuratezza del 50% nell’identificare il sesso del nascituro: in pratica la stessa che fare testa o croce con una moneta.

Test del DNA fetale e diagnosi invasive

Per avere una certezza assoluta bisogna affidarsi a metodi in grado di analizzare direttamente il DNA del bambino. Uno di questi è l’amniocentesi, cioè il prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico attraverso un sottile ago inserito nella pancia. Questo viene utilizzato per analisi di laboratorio che permettono di scoprire con certezza se si aspetta un maschio o una femmina analizzando proprio il suo DNA. Nel caso della villocentesi, invece, il prelievo può essere effettuato sia attraverso la pancia che attraverso la cervice e permette di ottenere un campione dei villi coriali, porzioni della placenta che contengono materiale genetico appartenente al bambino.

infografica che confronta l'accuratezza dei diversi test prenatali

I rischi associati a queste analisi possono essere evitati ricorrendo a test genetici condotti sul sangue della mamma, come l'Harmony Test e il G-test, basati sul fatto che già a partire dalla quarta settimana di gravidanza è possibile ritrovare un po' del DNA del bambino nel sangue della gestante. Infatti durante le prime settimane di gravidanza alcune delle cellule che andranno a formare la placenta si rompono naturalmente, riversando il loro contenuto (DNA incluso) nel sangue materno. Il G-test e l'Harmony Test possono essere condotti a partire dalla decima settimana di gestazione. Purtroppo non si tratta di analisi di routine, e il loro costo può essere molto elevato. Il risultato è però molto più affidabile, e referto alla mano non si avranno più dubbi.

La scelta consapevole e il ruolo dei genitori

Oggi sembra quasi scontato che la coppia debba scegliere di conoscere in anticipo il sesso del bebè. Il primo passo, quindi, quando ci si confronta a questo proposito all’interno della coppia, è liberarsi da eventuali condizionamenti esterni. In realtà, conoscere il sesso del piccolo deve essere un’esigenza dei genitori: se preferiscono la sorpresa, vorrà dire che avranno la possibilità di ‘allenarsi’ a seguire i propri desideri e le proprie sensazioni, senza preoccuparsi troppo di quello che pensano e dicono gli altri. Un allenamento molto utile in vista del dopo, quando il piccino sarà nato e la neomamma dovrà affrontare le possibili ‘interferenze’ di quanti metteranno in discussione le sue scelte a proposito dell’accudimento del bebè.

Quali elementi valutare per orientarsi nella scelta? Conoscere in anticipo il sesso può favorire la relazione prenatale con il piccolo che cresce nel grembo materno? Non c’è una scelta giusta. Nella decisione i genitori dovranno seguire solo il loro cuore e la loro preferenza. Per altre sapere non è necessario poiché preferiscono affidarsi alle proprie sensazioni, all’intuito e all’immaginazione. A volte, se il bimbo in arrivo non è il primo, sulla scelta possono influire anche i desideri del primogenito. Se il bambino ci tiene molto a scoprire prima del tempo se nascerà un fratellino o una sorellina, i genitori potranno scegliere se accogliere questa richiesta o spiegargli che loro vorrebbero proprio la sorpresa. In ogni caso, sapere prima se il nascituro è maschio o femmina non comporta particolari differenze nel legame che si andrà a instaurare tra i fratellini dopo la nascita. Il rapporto fra loro si giocherà nel corso del tempo.

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