Giovanni Paolo Cima: Un Pilastro dell'Ostetricia del Versilia tra Sfide, Innovazione e Continuità

Il Dottor Giovanni Paolo Cima rappresenta una figura emblematica nel panorama medico della Versilia, avendo dedicato decenni alla guida del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Unico Versilia. La sua carriera è stata costellata da momenti di grande successo, sfide complesse e un costante impegno verso l'eccellenza e la sicurezza delle pazienti. La sua storia è indissolubilmente legata all'evoluzione e al consolidamento del reparto, che sotto la sua direzione ha mantenuto standard elevati, anche nei periodi più difficili.

La Reintegrazione Dopo i Tragici Eventi: Un Momento di Riflessione e Ripartenza

Un capitolo significativo nella carriera del Dottor Cima è stato senza dubbio il periodo successivo ai tre tragici eventi del 14, 17 e 31 ottobre, quando nacquero morti due feti e un neonato morì dopo qualche ora dal parto nel reparto di neonatologia. A seguito di questi fatti, il noto ginecologo fu sospeso cautelativamente dal suo incarico di direttore del reparto, una decisione che il direttore generale della Usl 12, Giancarlo Sassoli, non ha mai minimizzato. I trenta giorni di sospensione da primario hanno rappresentato un "ottobre nero" per il reparto, un periodo in cui tutte le procedure interne sono state messe in discussione. Si è cercato di guardare e ripensare con un occhio esterno, "fresco", come lo ha definito il direttore generale, come se si dovesse partire da zero, iniziare ex novo.

Il 3 dicembre, il direttore generale Giancarlo Sassoli ha annunciato personalmente a Villa Pergjer il reintegro del Dottor Giovanni Paolo Cima nelle sue funzioni di primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Unico Versilia, a partire dalla mezzanotte di quel giorno. Giancarlo Sassoli ha affermato con un tono di emozione che questo era "sicuramente un giorno migliore dello scorso 3 novembre". Per un mese, il reparto è stato gestito in prima persona, e brillantemente, dal Dottor Andrea Marsili, affiancato, a parte qualche giorno di ferie, dallo stesso Cima. Pur essendo stato sospeso per un mese dall'incarico di primario, il Dottor Cima ha sempre lavorato a fianco del facente funzioni e dei due colleghi Bracco e Di Tommaso. Questi hanno contribuito attivamente a un progetto di "ripartenza", collaborando fattivamente con la task risk regionale nei lavori di studio e di analisi sui tristi fatti accaduti nelle ultime due settimane di ottobre. Hanno inoltre condotto ricerche di letteratura nazionale ed internazionale su esperienze diverse per "migliorare l'organizzazione già ottimale del lavoro di equipe di tutto il reparto".

Giancarlo Cima, sereno e di nuovo al suo posto, ha ripreso in gestione il suo reparto con la mezzanotte di ieri. È tornato all'incarico che lo stesso Sassoli gli assegnò nel marzo di quest'anno. Il direttore generale del "Versilia" ha voluto sottolineare che la scelta fatta per il primariato al Dottor Cima fu "una scelta consapevole, che non esiterei a rifare, per le ottime qualità di medico, e di persona adatta sia per la professionalità che per le capacità organizzative ed umane". Questa forte riaffermazione di fiducia ha segnato un nuovo inizio per il reparto.

Ospedale Unico Versilia esterno

Rinnovamento e Sicurezza: Le Nuove Procedure e l'Organizzazione del Reparto

Dopo questa "onda anomala", il reparto ha intrapreso un percorso di ulteriore miglioramento organizzativo e procedurale. I 1600 parti degli ultimi tre anni, di cui circa un quarto da fuori, contano. Il Dottor Cima ha espresso un forte desiderio di ricominciare: "Ripartiamo con umiltà - ha detto il dottor Cima - e con la consapevolezza del passato, ma per dimostrare anche che siamo al pari, se non, forse, meglio delle altre Usl". Il trend settimanale, eccetto la prima settimana dopo le tre morti, quando comprensibilmente era sceso, è tornato ad essere di trenta parti. Questo andamento si è mantenuto sempre con un quarto di partorienti provenienti da fuori Usl 12, e con un leggero incremento di parti cesarei, che è passato dal precedente 20,4% all'attuale 21%.

Le procedure sono state tutte valutate, non solo al fine di ottimizzarle, ma anche al fine di velocizzare tutte le operazioni che si rendessero necessarie in casi di "emergenze" cliniche. Per rafforzare l'organico e garantire una copertura costante, è stato annunciato un ulteriore supporto. Mentre Bracco e Di Tommaso si fermeranno per altri cinque-sei mesi, un "medico dedicato", un H24, sette giorni su sette, affiancherà il reparto di Ostetricia e Ginecologia a partire dal lunedì successivo agli annunci. Il direttore sanitario Antonio Latella ha spiegato che questa figura di medico "già era esistente", ma "al contrario di prima non avrà nessun incarico diverso in altri reparti".

Il Dottor Cima ha chiarito cosa cambia rispetto al passato: "Cambiano i carichi di lavoro - ha risposto Cima -, che saranno redistribuiti con una differente organizzazione dei turni di guardia". Inoltre, e soprattutto, il lavoro di equipe sarà distribuito in modo che ogni operatore - medico, anestesista, ostetrica ed infermiere - sappia sempre cosa deve fare, il quando e il dove farlo. Questo approccio mirato alla chiarezza dei ruoli e alla fluidità delle operazioni è essenziale per la sicurezza. Il direttore generale Giancarlo Sassoli ha concluso, con le sue parole che hanno trovato eco in quelle del ginecologo Giovanni Paolo Cima e del direttore del capo area materno infantile Dottor Luigi Gagliardi, ribadendo che "il cambiamento in positivo che abbiamo apportato, e che prevede oltre al contributo di tre nuove ostetriche già operative nell'organico del reparto e un nuovo medico di primo livello da assumere in aggiunta al primario, che serva da messaggio per rasserenare tutte le future mamme che si apprestano a partorire: l'Ospedale Unico Versilia è, come lo è stato in passato, un ospedale sicuro". Il clima nel reparto, ha confermato Sassoli, è "ottimo e di fiducia piena a Cima". Insomma, si riparte.

Diagramma flusso procedure di emergenza reparto ostetricia

Evento ECM "Gestione delle urgenze e delle emergenze nello studio odontoiatrico" - 3° Serata CAO Mi

La Voce dei Numeri e la Fiducia della Comunità

La reputazione e l'efficacia del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Versilia si riflettono non solo nelle statistiche, ma anche nel profondo senso di fiducia che il personale e la comunità nutrono nei confronti del Dottor Cima e della sua equipe. Nonostante i momenti di difficoltà, i risultati nel tempo hanno confermato la solidità del lavoro svolto. Gli ultimi dieci anni hanno mostrato un nuovo incremento delle nascite, che hanno portato l'ospedale di Lido a rimanere stabilmente intorno a quota 1.200 parti all'anno. Questo dato è particolarmente significativo in un contesto in cui la linea dura sulla chiusura dei punti nascita sotto i 1.000 parti all'anno potrebbe essere applicata. Il "Versilia" non avrebbe alcun tipo di difficoltà in tal caso, a differenza di altre strutture, come il vicino ospedale nuovo di Lucca, che rischia di finire sotto soglia e quindi di incappare in un'eventuale scure del ministero della Salute. Questo successo ha contribuito anche a una riduzione delle "fughe per parto", ovvero la tendenza delle pazienti a scegliere ospedali al di fuori del proprio bacino di utenza.

A testimonianza della qualità delle cure e dell'approccio umano del reparto, vi sono numerose attestazioni di stima e gratitudine da parte delle pazienti. Una di queste, la Dott.ssa Barbara Quirici, ha espresso in una lettera la sua profonda riconoscenza: "Caro Dott. Ormai sono 6 mesi che ho partorito, ma non passa giorno che non pensi quanto bravi, competenti e pure pazienti siete stati". La paziente racconta di essere stata ricoverata nel reparto per un totale di circa un mese, diviso in due volte, la prima per un accorciamento del collo dell'utero alla 27^ settimana di gestazione e poi per un rialzo pressorio intorno alla 35^ settimana. "In tutto questo tempo non c’è stato un attimo che non ho pensato di essere in mani competenti che mi illustravano la situazione con estrema obiettività, ma anche con tanto umanità e amore, senza entrare troppo in smancerie eravate un pò diventati la mia seconda famiglia, e proprio una bella seconda famiglia. Se pure con qualche rara eccezione tutto il suo staff è stato semplicemente straordinario". La Dott.ssa Quirici ha anche riflettuto su come "a volte mi dispiace per chi ha una gravidanza fisiologica, passa con voi soltanto 2 giorni, magari riceve una risposta un pò burbera e non riesce invece a capire tutta la competenza e professionalità che c’è dietro e magari vi critica pure". Questa testimonianza evidenzia la percezione di un ambiente dove la competenza professionale si fonde con un'attenzione genuina verso le esigenze delle pazienti, anche nelle situazioni più delicate. Un'altra paziente, rivolgendosi a un membro dello staff, ha affermato: "Me lo lasci dire, ma per me lei è la ginecologa più brava del mondo. Mi ha seguito nella gravidanza un pochino travagliata ed è stata perfetta: molto competente, sincera e diretta, amica e sempre presente e comunque rintracciabile 24 ore su 24". Questi messaggi rafforzano la percezione di un reparto che opera con dedizione, professionalità e un tocco umano che fa la differenza per le future mamme.

Grafico andamento nascite Ospedale Versilia

Indagini e Certezze: La Verità sui Fatti del 2008

Sul fronte delle indagini penali da parte della Magistratura di Lucca, che ha aperto tre fascicoli per omicidio colposo, iscritto ben diciannove persone nel registro degli indagati e acquisito cartelle cliniche e reperti anatomici dei tre feti, tutto il personale del reparto è certo, pur nel dolore per le tre famiglie colpite dal grave lutto, che si sia trattato solo di una fatale casualità. Questa certezza, fondamentale per il morale e la ripartenza del reparto, viene dalle indagini interne appena espletate. Il Dottor Cima, su quella vicenda che comportò anche una sospensione, ha sempre ribadito la correttezza del proprio operato e col passare degli anni è riuscito a dimostrarla con il lavoro quotidiano e la costante dedizione.

Un Faro di Eccellenza: Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

L'ostetricia del Versilia non si limita alla gestione dei parti e delle gravidanze fisiologiche o a rischio, ma può anche vantare un fiore all'occhiello come il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Questo centro, diretto dalla Dottoressa Cristiana Parri sotto la supervisione del Dottor Cima, rappresenta un'eccellenza a livello regionale per numero di gravidanze portate a termine con successo. La sua presenza è un ulteriore indicatore dell'ampia gamma di servizi di alta qualità offerti dal reparto, contribuendo a renderlo un punto di riferimento per le coppie che affrontano difficoltà nel concepimento. L'impegno in questo settore dimostra la volontà del reparto di offrire soluzioni all'avanguardia per diverse esigenze legate alla maternità.

Strumentazione PMA

Oltre il Reparto: La Visione del Dottor Cima sulla Contraccezione

Anche dopo il suo pensionamento dal ruolo di primario, il Dottor Giovanni Paolo Cima è rimasto una voce autorevole e attiva nel dibattito medico, in particolare su questioni etiche e pratiche legate alla salute riproduttiva. Il medico è intervenuto, ad esempio, sul caso di Pontedera, affermando con decisione: “Il ginecologo avrebbe potuto risolvere in autonomia senza indirizzare la ragazza dal medico curante”. La sua posizione è chiara: “Per prescrivere la pillola anticoncezionale non occorrono esami clinici”. Il Dottor Cima, ex primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Versilia, ora in pensione ma sempre attivo come libero professionista, ha spiegato alla redazione la sua visione dopo il “caso” di Pontedera. La vicenda riguardava una giovane ragazza, affetta da ovaio policistico, che si è vista rifiutare, dal suo medico curante, dopo una visita specialistica da un ginecologo, sia gli esami che la stessa pillola.

“Secondo le indicazioni del ministero della salute, e dagli studi scientifici, è sufficiente solo l’anamnesi della paziente, sia a livello personale che familiare, soprattutto nella linea materna - ha spiegato il noto medico -. Nel caso emergano precedenti di patologie, quali, ad esempio, trombosi ed embolie, allora si prescrivono esami specifici. Se mi si presenta una paziente fumatrice, o obesa, è mio dovere sconsigliarla dall’assumere anticoncezionali”. Il Dottor Cima si è detto stupito: “Mi stupisco - ha aggiunto - che il ginecologo che ha visitato la ragazza l’abbia indirizzata al medico curante, chiedendo esami e prescrizione del farmaco progestinico, quando, avrebbe potuto farlo lo stesso specialista. Poteva, in altre parole, risolvere in autonomia”. Un altro aspetto che Cima ha sottolineato riguarda l'accessibilità: "La pillola anticoncezionale, inoltre, salvo rari casi medici, non è mutuabile, la maggior parte è a pagamento, quindi non necessita di ricetta rossa”.

Il Dottor Cima ha anche chiarito la sua posizione riguardo all'obiezione di coscienza. Sebbene sia da sempre obiettore, e nella sua lunga carriera non abbia mai eseguito una IVG (interruzione volontaria di gravidanza), ha affermato inequivocabilmente che "la pillola non rientra nell’obiezione di coscienza, la legge 194 è chiara. La si dà, oltre che per motivi sanitari, per prevenire una gravidanza: non si parla di donne gravide, ma di donne che vogliono evitare una gravidanza. Io stesso ne ho prescritte, e ne prescrivo ancora. La pillola anticoncezionale, è bene ricordarlo, non fa abortire: impedisce semplicemente l’ovulazione”. Concludendo la sua riflessione, il Dottor Cima ha espresso un forte dissenso verso giustificazioni superficiali: “Certo, ogni medico ha la sua coscienza, ma che questa impedisca di prescrivere la pillola mi sembra una giustificazione ‘tirata per i capelli’”. Questa presa di posizione dimostra il suo impegno non solo nella pratica clinica, ma anche nella difesa dei principi scientifici e della corretta informazione nel campo della salute femminile.

Tabella comparativa metodi contraccettivi

Il Passaggio di Testimone: La Pensione del Primario e il Futuro del Reparto

A metà aprile si è chiusa la decennale esperienza di Giovanni Paolo Cima, all'età di 67 anni, alla guida del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Versilia, per andare in pensione. Il Dottor Cima è uno dei primari storici del “Versilia”: ne ha vissuto l’ascesa, grazie anche al suo lavoro e a quello dell’ex direttore generale Giancarlo Sassoli, e anche i momenti bui. Il peggiore di tutti, ovviamente, i tre neonati morti a distanza di pochi giorni nel 2008. Su quella vicenda, che comportò a Cima anche una sospensione, il primario ha sempre ribadito la correttezza del proprio operato e col passare degli anni è riuscito a dimostrarla con il lavoro quotidiano.

La sua partenza segna un momento di transizione importante per il reparto. Andrea Marsili è il medico candidato a raccogliere l’eredità di Giovanni Paolo Cima alla guida del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Versilia. Il Dottor Marsili, conosciutissimo ginecologo versiliese e colonna da anni dell’ospedale di Lido dopo aver prestato servizio all’ospedale di Pietrasanta, ha già sostituito Cima nei giorni di transizione, assumendo il ruolo di direttore facente funzione in attesa che l’Asl bandisca il concorso per il nuovo primario. È ovvio che il candidato forte della Versilia a un ruolo così importante, come lo sono tutti i primariati, diventa lo stesso Marsili. Egli ha tutte le carte in regola per poter conquistare l’incarico quinquennale alla guida del reparto. Tuttavia, questo può significare poco o nulla in un concorso pubblico dove le valutazioni non sono certo geografiche o localistiche. L’ospedale versiliese ha già alle spalle un’esperienza significativa in questo senso, visto che per i due primariati più recenti la scelta è caduta su due candidati “esterni”: Giuseppe Pepe per il pronto soccorso e Plinio Fabiani per la medicina generale. Entrambi, peraltro, possono vantare buoni risultati nei primi mesi di lavoro.

Quello che è certo è che sarà Marsili a guidare un reparto che il Dottor Cima ha costruito, assieme a professionisti di assoluto valore, come uno dei punti di forza dell’ospedale. A dispetto di una bufera che nel 2008 vide finire lo stesso Cima nell’occhio del ciclone per tre neonati morti, il primario e i suoi collaboratori hanno rimesso insieme i cocci e a dieci anni di distanza i risultati si vedono: un momento di flessione dei parti del “Versilia” ha fatto seguito un nuovo incremento delle nascite, che hanno portato l’ospedale di Lido a rimanere stabilmente intorno a quota 1.200 parti.

Evento ECM "Gestione delle urgenze e delle emergenze nello studio odontoiatrico" - 3° Serata CAO Mi

Le Sfide Attuali: Carenza di Personale e Prospettive Future

Nonostante i successi e i riconoscimenti ottenuti, il reparto di ostetricia e ginecologia del Versilia si trova ad affrontare una situazione attuale resa più difficile dalle carenze di personale. Con il pensionamento del Dottor Cima, l’ostetricia si ritrova con cinque medici in meno rispetto a un organico che dovrebbe essere di diciotto. Per ora l’attività prosegue a fatica, richiedendo un impegno straordinario da parte del personale rimanente. Questa situazione critica è stata segnalata all'Asl sia dai medici del reparto che dallo stesso Dottor Cima, che hanno evidenziato come l’equilibrio sia sempre più sottile. La preoccupazione è che, prima o poi, l’ostetricia potrebbe essere costretta a rinunciare ad alcuni servizi se la carenza di organico non verrà risolta. La gestione di un reparto così vitale, soprattutto per un ospedale che mira a mantenere alti standard di qualità e sicurezza, dipende fortemente dalla disponibilità di personale qualificato e sufficiente. Il futuro del reparto, pur poggiando su solide basi costruite da anni di dedizione, dipenderà in gran parte dalla capacità di affrontare e risolvere questa urgente sfida, garantendo che l'eredità di eccellenza del Dottor Cima possa continuare a prosperare.

Infografica carenza personale medico Ospedale Versilia

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