L'Impulso del "Decreto Imprese": La Ripartenza del 14 Aprile
Il 14 aprile ha segnato una data significativa nel panorama economico italiano, configurandosi come un primo passo verso un cauto ritorno alla normalità. A seguito delle nuove disposizioni indicate nel “Decreto Imprese” dello scorso 10 aprile, il Governo italiano ha dato il via alla riapertura di alcune attività produttive, riconoscendone il carattere essenziale. Questa "luce verde" ha riguardato, in modo specifico, i negozi di abbigliamento bambino e di prodotti per la puericultura, un settore vitale per le famiglie e per il sostegno alle nuove nascite. Questa mattina, infatti, sono iniziate le riaperture dei negozi specializzati nell’abbigliamento neonato e bambino, delineando i primi contorni di quella che si preannuncia come una lenta ripresa economica e sociale.
Le catene di kidswear, cruciali per l'approvvigionamento di beni di prima necessità per i più piccoli, sono tornate immediatamente operative, con in testa insegne di grande rilievo nel settore come OVS e Prénatal. La decisione governativa ha permesso a questi esercizi commerciali di sollevare le serrande dopo ben cinque settimane di totale chiusura, un periodo durante il quale le esigenze delle famiglie con bambini in rapida crescita e delle future mamme non si sono certo arrestate. La riapertura del 14 aprile 2020 rappresenta dunque non solo una mera opportunità commerciale, ma si qualifica come un servizio necessario, un ponte verso l'alleggerimento di uno stato di ansia e preoccupazione che ha particolarmente afflitto le mamme in attesa e i genitori in questo periodo straordinario.

Le Grandi Insegne in Azione: OVS e Prénatal Retail Group
Due dei principali attori del mercato italiano dell'abbigliamento bambino e della puericultura, OVS SpA e Prénatal Retail Group, hanno prontamente risposto alle nuove direttive. Il gruppo veneto guidato da Stefano Beraldo ha infatti comunicato la riapertura dei suoi negozi di moda bambino delle catene OVS Kids e BluKids. Queste due insegne fanno capo a OVS, un colosso che negli ultimi due mesi di lockdown ha operato principalmente attraverso le piattaforme di e-commerce, mantenendo un contatto vitale con la propria clientela.
Parallelamente, il Prénatal Retail Group, timonato da Amedeo Giustini, ha annunciato la riapertura progressiva dei negozi Prénatal e Bimbostore. Le prime due fanno capo a Ovs, mentre le seconde due, Prénatal e Bimbostore, fanno capo a Prénatal Retail Group. Quest'ultimo, fin dai primi giorni dell'emergenza, si è attivato con diverse iniziative per continuare ad essere vicino alle famiglie, riconoscendo la specificità e l'urgenza dei bisogni legati all'infanzia. La riapertura dei punti vendita di entrambe le realtà è avvenuta o avverrà nel pieno rispetto di tutti i criteri di sicurezza previsti dal Governo e dalle decisioni prese dalle singole Regioni, a tutela della salute degli addetti alla vendita e dei clienti. I gruppi hanno riaperto o riapriranno i loro esercizi con un'attenzione meticolosa ai dettagli, consapevoli dell'importanza di garantire ambienti sicuri per tutti.
Protocolli di Sicurezza e Tutela della Salute
La riapertura delle attività commerciali, seppur fortemente desiderata e necessaria, è stata condizionata dall'adozione di rigorosi protocolli di sicurezza. Questi criteri sono stati stabiliti a livello governativo e integrati dalle decisioni prese dalle singole Regioni, al fine di salvaguardare sia i lavoratori che la clientela. I comunicati diffusi dai gruppi OVS e Prénatal Retail Group hanno sottolineato l'impegno in tal senso. Le misure adottate includono, in via prioritaria, l'assicurazione del distanziamento interpersonale, un fattore chiave per ridurre il rischio di contagio. Questo si traduce spesso in un controllo degli accessi e in uno scaglionamento dei flussi di clientela all'interno dei punti vendita, per evitare assembramenti.
Un altro aspetto fondamentale è la garanzia di un adeguato ricambio d’aria negli ambienti chiusi, elemento cruciale per la salubrità degli spazi. In tutti i negozi sono stati predisposti sistemi per la disinfezione delle mani, solitamente sotto forma di erogatori di gel igienizzante posizionati all'ingresso e in punti strategici del negozio. Non meno importante è l'impegno costante nella pulizia e igiene ambientale, con frequenti sanificazioni delle superfici e degli spazi comuni. Questi standard sono stati applicati con diligenza, poiché i gruppi hanno riaperto o riapriranno i loro esercizi nel pieno rispetto di quanto previsto dal decreto del Governo e dalle decisioni prese dalle singole Regioni, assicurando tali disposizioni essenziali.
I Negozi OVS: Ripartenza Selettiva e Servizio Essenziale
Il gruppo OVS, con le sue insegne OVS Kids e BluKids, ha delineato una strategia di riapertura inizialmente mirata. I negozi OVS sono stati riaperti in cinque regioni specifiche: Lazio, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Calabria. Questa apertura selettiva riflette probabilmente un'analisi delle condizioni epidemiologiche locali o delle direttive regionali specifiche, pur mantenendo ferma l'ottica di un servizio fondamentale. L’elenco completo e aggiornato dei negozi aperti è stato reso visibile sui siti ufficiali ovs.it e blukids.com, consentendo ai clienti di verificare la disponibilità del servizio nella propria area.
Stefano Beraldo, Amministratore Delegato di OVS SpA, ha espresso con chiarezza la filosofia dietro questa ripartenza: “Riaprire oggi significa offrire un servizio necessario, non un invito allo shopping fine a se stesso”. Questa dichiarazione sottolinea la consapevolezza della responsabilità sociale che accompagna l'attività commerciale in un periodo così delicato. Beraldo ha proseguito, affermando che l'azione sarà intrapresa “con attenzione alle diverse indicazioni che stanno emergendo sia a livello nazionale che a livello locale, nel rispetto delle regole di volta in volta stabilite”. La speranza espressa dal CEO è che “aprire ai bisogni dei genitori verso i loro figli possa rappresentare anche simbolicamente un primo prudente segnale di rinascita”, un messaggio che va oltre la mera transazione commerciale e tocca le corde della speranza collettiva per una ripresa.
Prénatal e Bimbostore: La Continuità dei Servizi Online e le Nuove Modalità di Acquisto
Anche prima della riapertura fisica dei negozi, Prénatal e Bimbostore avevano già attivato una serie di servizi straordinari per garantire continuità nell'approvvigionamento di prodotti essenziali. Prénatal ricorda infatti come tutti i servizi straordinari che ha attivato e reso disponibili nelle settimane di chiusura, per garantire a neomamme e genitori l’approvvigionamento di prodotti di prima necessità, rimarranno comunque accessibili. Tra questi, si evidenziano speciali servizi online, come la gestione delle liste nascita, che durante il lockdown hanno trovato una fondamentale espressione anche da remoto e possono ora essere create e gestite anche online. Questo ha permesso alle future mamme di prepararsi all'arrivo del bambino senza doversi recare fisicamente in negozio.
Un'altra iniziativa di successo è stata quella delle consegne gratuite dal sito, che ha facilitato l'accesso ai prodotti in un momento di restrizioni alla mobilità. Per Prénatal è stato introdotto il servizio “Drive-In”, una modalità innovativa che permette di prenotare online e ritirare gli acquisti in sicurezza recandosi alle porte di molti negozi lungo lo Stivale, riducendo al minimo i contatti e i tempi di permanenza. Analogamente, per Bimbostore è stata implementata la “Spesa veloce”, un servizio attivabile da remoto con ritiro in negozio su appuntamento. L’abbigliamento e i beni di prima necessità per tutte le famiglie possono essere prenotati via web e poi ritirati in sicurezza tramite servizio drive-in. Per ogni cliente, la consegna degli ordini effettuati online (oggi in via di potenziamento su tutti i comparti merceologici) è gratuita in tutta Italia. Queste iniziative speciali, attivate con l’emergenza, garantiscono il prosieguo dei servizi, dimostrando l'impegno costante a essere vicini alle famiglie anche con modalità innovative e sicure. Riaperture progressive sono previste anche per Bimbostore, che conferma comunque il servizio di spesa veloce attivabile da remoto con ritiro in negozio su appuntamento.
Le Voci dei Protagonisti: Tra Necessità e Speranza
Le dichiarazioni dei vertici delle aziende coinvolte nella riapertura offrono uno spaccato delle motivazioni e delle aspettative legate a questo momento. Amedeo Giustini, CEO del Prénatal Retail Group, si è definito “Soddisfatto per le decisioni del Governo”. Egli ha commentato: “Siamo soddisfatti per questa nuova disposizione, che dimostra l’urgenza di rendere nuovamente accessibili i prodotti essenziali per la cura dei bambini e, alle future mamme, l’occorrente per le nascite”. Questa affermazione evidenzia la percezione che l'apertura non sia una concessione, ma una risposta a un bisogno primario della popolazione. Giustini ha poi aggiunto un auspicio significativo: “Ci auguriamo che la riapertura progressiva dei nostri punti vendita in Italia - sono 162 i Prénatal e 97 i Bimbostore - contribuisca ad alleggerire lo stato di ansia e preoccupazione che in questo momento è particolarmente sentito dalle mamme in attesa”.
Stefano Beraldo di OVS SpA, dal canto suo, ha ribadito il concetto di "servizio necessario" e ha riflettuto sull'impatto economico più ampio. “La ripresa sarà lenta e molto onerosa per il nostro Paese”, ha proseguito Beraldo. La sua visione si estende al contesto nazionale, riconoscendo le sfide che attendono l'Italia. Tuttavia, ha espresso fiducia nella capacità di superare le difficoltà: “Siamo certi che l'uscita dall'emergenza potrà contare sul dialogo e l’equilibrio tra i diversi attori del nostro sistema economico, fortemente interconnesso, nel sapere trovare soluzioni appropriate e bilanciate”. Queste parole suggeriscono un approccio collaborativo e lungimirante, essenziale per navigare la complessa fase di recupero.
I Primi Risultati: Un Incoraggiante Impatto sul Settore
I primi dati successivi alla riapertura hanno offerto segnali incoraggianti, confermando l'urgenza e la necessità dei prodotti offerti da Prénatal Retail Group. Il risultato della graduale riapertura dei punti vendita di Prénatal Retail Group, a partire dal 14 aprile, ha confermato la bontà della decisione del Governo di riaprire i negozi per bambini, nel massimo rispetto delle disposizioni di sicurezza per clienti e addetti alla vendita. Questo è stato evidente già nella settimana che si è conclusa sabato 18 aprile.
In quella settimana, i primi 86 negozi Bimbostore e i 44 Prénatal incaricati alla riapertura (rispettivamente 97 e 162 quelli totali sul territorio nazionale) hanno infatti registrato vendite significative. In particolare, il tessile (completi per culle, carrozzine, lettini) e l'abbigliamento hanno rappresentato mediamente il 50% del totale venduto. La sola giornata di martedì 14 aprile, il primo giorno utile per le riaperture, ha evidenziato un impatto straordinario: il risultato è quadruplicato rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente. “Il nostro dato conferma che i prodotti tessili e l’abbigliamento, unitamente ai generi di prima necessità come ad esempio baby food, rappresentano un’esigenza reale per le mamme con bambini in fase di rapida crescita”, ha commentato il CEO di Prénatal Retail Group Amedeo Giustini.
Questi risultati non si limitano solo ai negozi fisici. Nella stessa settimana, ha continuato a crescere l’intera attività di e-commerce Prénatal, il cui sito ha elaborato ordini con componente tessile per il 60%. Quanto al periodo di chiusura dei negozi, l’aumento di vendite online per Prénatal è stato significativo: il numero di ordini ha segnato un +1500% rispetto al mese precedente, e i volumi complessivi sono stati di 20 volte superiori all’abituale. È stata estesa anche la possibilità di gestire le “liste nascite a distanza”, a ulteriore dimostrazione della flessibilità e della risposta alle esigenze della clientela in un periodo di emergenza.

Il Contesto Aziendale: Dettagli su OVS e Prénatal
Comprendere il contesto in cui operano queste aziende aiuta a cogliere la portata delle loro riaperture. Il gruppo veneziano OVS, ad esempio, conta oltre 1.600 negozi in Italia e all'estero attraverso i brand OVS e Upim, rappresentando una realtà di peso nel panorama della distribuzione di abbigliamento. Quotato alla Borsa Italiana da marzo 2015, OVS ha chiuso il 2018 con vendite in leggero calo (-1,7% a 1,392 miliardi di euro), un EBITDA a 144,2 milioni (-26,6%) e un risultato rettificato pari a 55,2 milioni di euro, in diminuzione di 51,3 milioni rispetto all'anno precedente. Questi dati, sebbene relativi a un periodo precedente l'emergenza, delineano la dimensione e la complessità delle operazioni del gruppo.
L’insegna Prénatal, invece, ha una storia che affonda le radici in Francia, dove è nata nel 1947. La sua acquisizione da parte del gruppo comasco Artsana nel 1996 dal conglomerato Pinault Printemps Redoute (oggi Kering) ha consolidato la sua presenza sul mercato italiano e internazionale. Prénatal veste bambini da 0 a 8 anni con un posizionamento prezzi medio, e propone anche un'ampia gamma di prodotti di puericultura, consolidando la sua reputazione come punto di riferimento per le famiglie. L'importanza di Prénatal e Bimbostore nel tessuto commerciale italiano è sottolineata dai numeri: in Italia sono presenti 162 negozi Prénatal e 97 Bimbostore, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Le Sfide della "Fase 2": Le Preoccupazioni di Confimprese
Nonostante l'ottimismo e la necessità delle riaperture, il processo non è esente da complessità e criticità. Mario Resca, presidente di Confimprese, ha sollevato un punto cruciale, rimarcando: «Grave è la mancanza di armonizzazione tra le Regioni e tra Stato e Regioni». Questa osservazione mette in luce una delle maggiori difficoltà affrontate dagli operatori commerciali e dai cittadini nella gestione della cosiddellata "fase 2" dell'emergenza. La disomogeneità delle regole e delle interpretazioni tra diverse autorità territoriali può generare confusione e ostacolare una ripresa fluida e coordinata.
«Il commercio è sempre più penalizzato - ha detto Resca - oltre che dalle nuove misure, che non permettono di organizzare lo spazio all’interno dei punti vendita per separare l’abbigliamento adulto dal kids, anche dalla mancanza di armonizzazione tra le regioni e tra Stato e Regioni. Ognuna fa per sé». La criticità non si limita solo alla differenza delle direttive, ma anche alle implicazioni pratiche per i punti vendita che vendono diverse categorie di prodotti, come l'abbigliamento adulto e bambino sotto lo stesso tetto, rendendo difficile l'applicazione di normative specifiche solo ad alcuni reparti. Il risultato, secondo Resca, è un “caos totale per cittadini e imprese, che non sanno come orientarsi nella giungla di divieti e permessi”. Questa prospettiva aggiunge una dimensione critica alla narrazione della riapertura, sottolineando la necessità di maggiore chiarezza e coordinamento per sostenere efficacemente la ripartenza del sistema economico. La questione della "fase 2" e la sua gestione rimangono, quindi, un terreno complesso su cui il dialogo e l'equilibrio tra i diversi attori del sistema sono più che mai indispensabili.