Il Battesimo del Neonato al Fonte: Significato Profondo e Rito di Rinascita per una Vita Nuova

Il tempo liturgico, come l’Avvento, è particolarmente propizio per una riscoperta del sacramento del Battesimo. Il Signore ha istituito i sacramenti per donarci la vita divina e ammetterci nella sua famiglia, e il primo, la porta di tutti, è il Battesimo. Senza il Battesimo, infatti, non si può ricevere nessun altro sacramento. La parola "battezzare" deriva dal greco e significa "immergere". L’immersione nell’acqua, a cui si fa riferimento, richiama in modo simbolico il seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui quale nuova creatura, come è indicato in Romani 6,3-4 e Colossesi 2,12. Gesù Cristo stesso, facendosi battezzare da Giovanni Battista nel Giordano con un battesimo destinato ai peccatori, si è caricato dei peccati di tutti gli uomini. Santificando l’acqua del Giordano, ha santificato l’acqua del nostro Battesimo e, con la sua Pasqua di morte e risurrezione, ha aperto a tutti gli uomini le fonti del Battesimo. Per questo egli aveva parlato della sua Passione come di un battesimo.

La stragrande maggioranza di tutti noi è stata battezzata quando era nata da poco e, quindi, incapace di cogliere il senso e il valore della celebrazione. A farsi garanti di fronte alla Chiesa furono i nostri genitori. Quel fondamentale evento di grazia tuttavia non può restare relegato a un passato remotissimo e sostanzialmente dimenticato. Piuttosto è bene riprenderlo in mano con un po’ di buona volontà e una catechesi accurata, per scoprirne le straordinarie ricchezze. Il sacramento del battesimo non è qualcosa di obbligatorio, ma è legato a una scelta di fede, anche piccola, non ancora matura e perfetta ma destinata a crescere dopo aver ricevuto la grazia di Dio. Si tratta di una fede che è segno del nostro impegno a vivere, nonostante le difficoltà, alla sequela di Cristo. Quindi, la scelta del sacramento viene innanzitutto dai genitori che, vivendo con fede, vogliono elargire un ulteriore dono al proprio bambino.

Il Profondo Legame tra Nascita e Rinascita Spirituale

La tradizione teologica moderna ha spesso pensato il rapporto tra l’esperienza della nascita di una nuova vita e la grazia del Battesimo in termini piuttosto estrinseci. Tuttavia, l'esperienza della nascita è indubbiamente uno dei luoghi più importanti di comprensione dell’umano. Essa attesta con particolare chiarezza la radicale dipendenza che caratterizza il sorgere di ogni nuova vita. Ogni uomo, infatti, fa il proprio ingresso nella scena di questo mondo non nella condizione di un essere autonomo e autosufficiente, ma in una situazione di totale precarietà e di assoluto bisogno, così che il suo stesso sopravvivere è totalmente nelle mani di altri.

Nascita di un bambino

Tale dipendenza si realizza anzitutto sul piano biologico, poiché la vita prende forma entro il corpo di un’altra persona, partecipando totalmente delle sue funzioni vitali. Ma si realizza ancora più profondamente sul piano esistenziale della libertà e del suo orientamento, dato che nessuno ha mai potuto decidere di iniziare a esistere, ma è stato chiamato alla vita da altri e con ciò coinvolto nella loro storia, nel loro mondo, nel loro linguaggio, nella loro visione della realtà. Proprio per questo ogni uomo è costitutivamente «figlio» e permane per sempre nella condizione di un essere «generato». Quando la Bibbia parla dell’uomo, lo chiama abitualmente «figlio dell’uomo» o anche, seppur meno frequentemente, «nato da donna». Già solo questa ricorrenza attesta la presenza nei testi sacri di una precisa antropologia: la prima verità dell’essere umano è che egli deriva da chi lo precede, dipende dai propri genitori e ultimamente dall’umanità nel suo complesso. Nascere dunque significa essere portato alla vita da altri ed essere consegnato alla loro cura. Significa iniziare a esistere come eredi della ricchezza altrui e debitori della propria vita. Significa apparire entro un legame e grazie ad esso.

Proprio per questa forma radicale di coinvolgimento in un legame in cui ne va della vita, l’evento del nascere e la costellazione di esperienze che vi sono connesse si impone da sempre nella coscienza umana come uno dei luoghi privilegiati dell’apertura al sacro. Nello stupore dei genitori, e degli adulti in genere, di fronte a una nuova creatura si manifesta la percezione misteriosa di un volto arcano della vita, che troppo spesso risulta coperto dall’apparente banalità ripetitiva del quotidiano. La Scrittura inquadra questo tema associando l’esperienza della fecondità e della nascita all’idea dell’originaria benedizione divina sulla prima coppia. La vita potrà continuamente essere trasmessa perché colui che ne è l’autore ha benedetto per sempre il gesto della sua generazione. Dal punto di vista del bambino, questo tema fa emergere il legame tra la percezione della filialità nei confronti dei genitori e il riconoscimento della creaturalità nei confronti di Dio. L’inizio fragile e promettente della vita s’impone come il simbolo cui guardare per poter decifrare il grande mistero dell’“origine” trascendente del proprio esistere. Queste dinamiche orientano a leggere l’evento della nascita come espressione di un vincolo originario che, prima ancora di essere quello contratto con i genitori, è quello gratuitamente offerto da colui che della vita è l’artefice e la sorgente. Sotto questo profilo, la nascita è veramente iniziazione del bambino ad affidarsi a chi viene prima di lui e fonda la sua esistenza: immediatamente i genitori, ultimamente Dio.

Il rito ortodosso del Battesimo

Alla luce della complessità dell’esperienza antropologica del nascere, emerge in modo più limpido la forza delle affermazioni con cui Paolo sintetizza il significato dell’evento cristologico, raccogliendolo intorno ai temi della nascita e della figliolanza: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: “Abbà! Padre!”». In questa mirabile sintesi, Paolo annuncia che l’iniziativa con cui Dio si comunica agli uomini, liberandoli dalla schiavitù della legge, si compie attraverso la nascita di un bambino, perché colui che eternamente e da sempre è suo Figlio assume radicalmente su di sé la trama della vicenda umana fin dal suo inizio in un grembo materno. Ma il paradosso accresce ulteriormente se si tiene conto che la nascita di quel bambino consente agli uomini di ricevere a propria volta l’adozione a figli, ovvero di trovare nella comunione più intensa possibile con il Padre il traguardo ultimo che giustifica la loro chiamata alla vita. Per questo, se è vero che ogni bambino che nasce introduce nella storia una novità, genera attese e suscita speranze, nel caso della nascita di questo bambino è l’“origine” stessa di ogni vita e di ogni speranza che viene a mostrarsi tra noi e a salvarci dal male. Il Padre che è la fonte e l’origine di tutta la vita trinitaria si comunica all’uomo non solo come creatore, ma con quel livello di condivisione intima di tutto il suo essere che è offerto al Figlio e che fa di noi incredibilmente i suoi fratelli. Questa partecipazione della figliolanza divina è il significato complessivo di tutta la vicenda terrena di Gesù e in modo particolare del mistero pasquale in cui essa trova il suo culmine. Gesù porta fino alle estreme conseguenze la sua solidarietà con la condizione umana perché coloro che sono nati sotto la schiavitù della morte possano diventare solidali con la sua condizione filiale di Risorto. In questo senso il mistero pasquale è in sé mistero di nascita dei figli di Dio, ovvero mistero con cui il Figlio partecipa pienamente agli uomini la propria filialità.

La Celebrazione del Battesimo: Un Atto Comunitario e i Suoi Momenti Chiave

La celebrazione del battesimo esprime la gioia della risurrezione ed è un sacramento della Chiesa che richiede un coinvolgimento della comunità cristiana. Essa è presente con il sacerdote, i genitori del bambino, i padrini, i parenti, i conoscenti, i catechisti e altri membri della comunità. Il dinamismo della celebrazione battesimale si articola in diversi momenti fondamentali:

  • L’accoglienza alla porta della chiesa: Inizia con il celebrante che rivolge un saluto ai genitori, ai parenti e a quanti partecipano al rito. Il sacerdote accoglie con grande gioia i bambini e invita tutti i presenti a segnare in fronte il battezzando.
  • La Liturgia della Parola: Questo momento è caratterizzato dalla lettura di uno o più brani scritturali, l'omelia opportunamente seguita da una pausa di silenzio, e la preghiera dei fedeli che si conclude con un'orazione a modo di esorcismo. I genitori e tutti i presenti sono invitati a mettersi in religioso ascolto della Parola di Dio per risvegliare la loro fede. Il sacerdote con la sua parola aiuta i presenti a comprendere il senso delle Scritture.
  • L’atto battesimale: Costituisce il cuore della celebrazione ed è incentrato sull'atto stesso del battesimo.
  • I riti conclusivi: Consistono nella recita del Padre Nostro e nella Benedizione dei genitori.

I Segni e i Simboli del Rito Battesimale al Fonte

Nel corso della celebrazione, numerosi segni e simboli arricchiscono il significato del Battesimo del neonato, rendendo visibile la grazia invisibile di Dio.

Il Segno di Croce

È il primo rito che il sacerdote, i genitori e i padrini compiono sulla fronte del bambino. Quando tracciamo sul nostro corpo il segno di croce noi facciamo memoria dei due misteri principali della fede battesimale: la Santissima Trinità e l’incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù. È anche un segno di appartenenza e al tempo stesso un segno di benedizione. Il Battesimo è segno dell’amore del Padre che previene sempre ed è al tempo stesso la sua chiamata a vivere da discepoli di Cristo.

L'Acqua Battesimale: Simbolo di Vita e Purificazione

L’acqua è il segno principale del Battesimo ed è il simbolo della vita per eccellenza: senza acqua nulla potrebbe esistere a questo mondo. Questo vitale elemento ci dà la possibilità di lavarci ed è infatti simbolo di purificazione: chi ne viene immerso viene pulito dal peccato originale e rinasce a nuova vita. L'immersione nell'acqua del Battesimo esprime l'abbandono della vita segnata dal peccato e la rinascita a vita nuova. È emblematico che anche Gesù Cristo venne battezzato con l’acqua del fiume Giordano da Giovanni Battista. Uscendo dall’acqua Gesù vide i cieli aprirsi e lo Spirito Santo discendere dal cielo in forma di colomba, mentre dal cielo si sente una voce: “Tu sei il figlio mio prediletto”. Nella sacra Scrittura l’acqua evoca anche interventi divini nella storia della salvezza, come le acque del diluvio, del mar Rosso, l’acqua scaturita dalla roccia e l’acqua del Giordano. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo.

Dopo il rito della benedizione dell’acqua, con il quale sono richiamati gli interventi di salvezza compiuti da Dio nella storia del suo popolo, si giunge all’atto battesimale: attraverso una triplice infusione nell’acqua o immersione in essa il bambino è reso partecipe della morte e risurrezione di Cristo ed è rigenerato a vita nuova.

Fonte battesimale con acqua

L'Orazione di Esorcismo e la Rinuncia a Satana

Si tratta di una preghiera particolare rivolta al Signore affinché liberi il battezzando dal potere del male e dall’influsso di Satana. Il peccato e la morte sono entrati nel mondo a motivo di Satana, ma ciò non è avvenuto senza il libero assenso dell’uomo. All’origine del male c’è perciò un peccato dell’uomo: il peccato originale. Questo ha deformato nell’uomo e nella donna l’immagine e la somiglianza di Dio e li ha spogliati di tante virtù e doni. Pertanto anche i bambini hanno bisogno di rinascere a una vita nuova, che li renda figli davanti a Dio, rivestiti di grazia.

La rinuncia a Satana e la professione di fede sono due facce della stessa medaglia. Prima di tutto si rinuncia agli inganni di Satana, alle false “signorie” e ai poteri del mondo e a tutto ciò che allontana dal Signore. La rinuncia a Satana e la professione di fede sono fatte dai genitori e dai padrini a nome del bambino ed hanno uno straordinario significato simbolico. Si tratta di un gesto di amore: i genitori imprestano cuore e labbra al loro bambino, chiedendo a nome del bambino di rinunciare a false “signorie” e di esprimere l’adesione al Dio che salva.

La Professione di Fede dei Genitori e Padrini

Segue la professione di fede, che è adesione piena a Dio Padre e Creatore, a Gesù Cristo Signore e Salvatore, allo Spirito Santo, alla Chiesa e a ciò che essa professa. Per essere battezzati occorre credere in Gesù e i bambini non sono ancora capaci di esprimere un atto di fede. Nel suo amore Dio darà loro una vita nuova e rinasceranno dall’acqua e dallo Spirito Santo.

L'Atto del Battesimo: Formula e Significato

È il rito centrale e fondamentale. Il celebrante, versando per tre volte l’acqua sul capo del bambino, dice: “Io ti battezzo nel nome - cioè nella potenza e nella persona - del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Questa formula sacramentale, come indicato da Matteo 28,19, è il mandato affidato da Gesù ai suoi discepoli: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

L'Unzione con l'Olio dei Catecumeni e il Sacro Crisma

Il rito prevede due unzioni significative:

  • L'Olio dei Catecumeni: L’olio è un segno importante dell’accettazione e della partecipazione del bambino nella vita della comunità religiosa. È un vero e proprio rito di iniziazione del battezzato all’interno della famiglia della Chiesa Cattolica. L’unzione con l’olio dei catecumeni avviene sul petto del bambino e il sacerdote pronuncia le parole rituali: “Ti ungo con l’olio, segno di salvezza, ti fortifichi con la sua potenza Cristo Salvatore”. L’olio era anticamente usato dai lottatori durante i combattimenti; allo stesso modo il bimbo diventa un paladino, un cavaliere e un combattente di Dio.
  • L'Unzione con il Sacro Crisma: Il nuovo battezzato è unto dal celebrante con il Crisma, olio misto a profumo, anch’esso consacrato il Giovedì santo dal Vescovo. Con questa unzione si sottolinea che il battezzato è un consacrato al Signore ed è stato scelto per essere sacerdote, re e profeta. “Cristo” significa l’unto di Dio, il consacrato. I cristiani ricevono lo Spirito Santo come Gesù e con lui formano un popolo sacerdotale, regale e profetico. Ora il bambino battezzato è rivestito dei doni di grazia di cui il peccato l’aveva spogliato: c’è in lui una vita nuova. Il crisma serve per consacrare il cristiano come persona sacra, appartenente alla famiglia di Dio. Si usa nel Battesimo, nella Confermazione e nell’ordinazione sacerdotale.

La Consegna della Veste Bianca

La consegna della camicina per Battesimo è un momento altamente simbolico. È come un segno di una nuova dignità, di una nuova vita intrapresa. Il sacerdote, durante la liturgia, dirà: “Sei diventato nuova creatura e ti sei rivestito di Cristo”. L’abitino bianco simboleggia la vita nuova ricevuta in dono con il Battesimo. Anche nella Bibbia si fa spesso riferimento alla tunica bianca, espressione e simbolo di gioia, festa e purezza. Si tratta di un gesto e di un segno antichissimo che risale ai tempi dei primi cristiani.

La Consegna della Candela Accesa (Cero Battesimale)

Il cero acceso è un’icona molto importante per questo sacramento. Accesa al cero pasquale, la candela è consegnata ai genitori. Dal punto di vista simbolico, il cero pasquale rappresenta la volontà dei genitori, della madrina/padrino di mantenere viva la fiamma della fede nel bambino. A voi, genitori, e a voi, padrini e madrine, è affidato questo segno pasquale, fiamma che sempre dovete alimentare. La luce di Cristo è entrata nella storia di una persona e con il suo splendore rompe le tenebre del male e della morte. Nei primi anni di vita, la fede è nei bambini, ma non si manifesta ancora con chiari atti di fede. È un tempo di gestazione, durante il quale i genitori e la Chiesa vivono con i bambini e per i bambini.

Il Rito dell'Effatà

La parola “effatà” in lingua ebraica significa “apriti”. Il rito richiama il gesto di Gesù che aprì gli orecchi e sciolse la lingua al sordomuto (Marco 7,32-35). Questo gesto simbolico significa l'apertura dei sensi del battezzato alla Parola di Dio e all'annuncio del Vangelo.

La Preghiera del Padre Nostro e la Benedizione Finale

Il sacerdote conduce i genitori e i padrini davanti all’altare per consegnare al bambino, attraverso di loro, la preghiera insegnata da Gesù: il Padre nostro. Fratelli carissimi, questi bambini, rinati nel Battesimo, vengono chiamati e realmente sono figli di Dio. Nella Confermazione riceveranno la pienezza dello Spirito Santo; accostandosi all’altare del Signore parteciperanno alla mensa del suo sacrificio, e nell’assemblea dei fratelli potranno rivolgersi a Dio chiamandolo Padre. Segue la benedizione speciale dei genitori.

Il Ruolo Insuperabile di Genitori e Padrini

Nella celebrazione del Battesimo, insieme alla partecipazione della comunità, un ruolo di particolare rilievo lo hanno i genitori. Essi esercitano un vero ministero espresso attraverso gesti concreti: chiedono pubblicamente il Battesimo per il figlio; tracciano sulla sua fronte il segno di croce; fanno la rinuncia a Satana e la professione di fede; portano il bambino al fonte battesimale; tengono in mano il cero acceso; si recano all’altare per ricevere una particolare benedizione; portano all’altare della Madonna il bambino per affidarlo alla protezione di Maria. Cari genitori, chiedendo il Battesimo per i vostri figli, voi vi impegnate a educarli nella fede, perché, nell’osservanza dei comandamenti, imparino ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato. I genitori, in coerenza con la scelta fatta di battezzare il figlio, si impegnano perché, fin dall’inizio della vita cosciente, venga alla luce nei bambini il mistero e il senso della vita divina che è in loro. È un impegno che non impone nessun giogo, all’infuori di quello dell’amore e della fedeltà, come ripreso dal Deuteronomio 6,4-7: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai».

Genitori e padrini con bambino al battesimo

Accanto ai genitori, un ruolo significativo è svolto dai padrini e dalle madrine. Essi, salvo rare eccezioni, non sostituiscono, ma affiancano i genitori. Ciò che compiono nella celebrazione dovrà trovare continuazione nel loro ruolo educativo. Ogni famiglia identifica un padrino o una madrina che rappresenta la comunità cristiana che si affianca al cammino di fede di chi sta crescendo nell’incontro con Gesù e nell’esperienza della vita vissuta alla luce del suo Vangelo. Il padrino o la madrina non deve essere necessariamente un parente e non può essere il genitore.

La Comunità Cristiana e la Preparazione al Sacramento

Il Battesimo è un dono che la Chiesa custodisce, non un diritto. La decisione dei genitori diventa allora una domanda alla Chiesa, nella persona del sacerdote responsabile della comunità parrocchiale. La Chiesa non può che accogliere con gioia una simile domanda, anche se avverte la responsabilità di vagliarne la motivazione. Da quel momento essa considera il bambino un catecumeno. È molto importante che i genitori si preparino a una celebrazione davvero consapevole del Battesimo, guidati dalla propria fede e aiutati da amici o da altri membri della comunità. Il popolo di Dio, cioè la Chiesa, presente nella comunità locale, ha un compito importante nel Battesimo dei bambini, non meno che in quello degli adulti. Il bambino, infatti, sia prima che dopo la celebrazione del sacramento, ha diritto all'amore e all'aiuto della comunità. Durante il rito la comunità interviene esprimendo, insieme con il celebrante, il suo assenso alla professione di fede fatta dai genitori e dai padrini. Nelle riunioni preparatorie per i genitori dei battezzandi, è importante che la catechesi del Battesimo si basi sulle preghiere e sui riti.

Gli Effetti Teologici e la Trasformazione Interiore

Il Battesimo compie un cambiamento radicale, una trasformazione che riporta il cristiano al possesso di Dio che il peccato aveva fatto perdere insieme con l’immagine divina.

Rivestiti di Cristo

Con le parole di San Paolo, «Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo» (Galati 3,27). Il Battesimo ci ha associati a Cristo, dedicati a lui, fino a trasformarci in lui, assumendo quasi i tratti della sua persona. Rivestirsi di Cristo significa appunto divenire come lui, divenire lui. Sant’Agostino, con impareggiabile acume, spiega: “Rallegriamoci, rendiamo grazie a Dio, non soltanto perché ci ha fatti diventare cristiani, ma perché ci ha fatto diventare Cristo stesso. Vi rendete conto, fratelli, di quale grazia ci ha fatto Dio, donandoci Cristo come Capo? Esultate, gioite, siamo divenuti Cristo. Se egli è il Capo, noi siamo le membra: siamo un uomo completo, egli e noi. Qual è la Testa, e quali sono le membra? Cristo e la Chiesa”.

Remissione dei Peccati e Grazia Santificante

Con il Battesimo ci vengono rimessi i peccati, cioè il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che in coloro che sono stati rigenerati, infatti, non rimane nulla che impedisca loro di entrare nel Regno di Dio, né il peccato di Adamo, né il peccato personale, né le conseguenze del peccato, di cui la più grave è la separazione da Dio (CCC n. 1263). A questa mirabile verità di fede il Catechismo della Chiesa Cattolica aggiunge una preziosa precisazione: “Rimangono tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato, quali le sofferenze, la malattia, la morte, o le fragilità inerenti alla vita come le debolezze del carattere, ecc., e anche un’inclinazione al peccato che la Tradizione chiama la concupiscenza, o, metaforicamente, l’incentivo del peccato” (CCC n. 1264).

Con il Battesimo riceviamo la grazia santificante, quella grazia cioè che ci consente di vivere secondo le virtù teologali, rendendoci capaci di credere in Dio, di sperare in lui e di amarlo. Il Battesimo ci rende “una nuova creatura” (2 Corinzi 5,17), figli adottivi di Dio (Galati 4,5-7), partecipi della natura divina (2 Pietro 1,4), membri di Cristo (1 Corinzi 6,15; 12,27) e coeredi con lui (Romani 8,17), templi dello Spirito Santo (1 Corinzi 6,19) (CCC n. 1265). Inoltre, siamo abilitati a vivere e agire sotto la mozione dello Spirito Santo per mezzo dei suoi doni e di crescere nel bene per mezzo delle virtù morali (CCC n. 1266).

Incorporazione alla Chiesa e il Sacerdozio Comune

Con il Battesimo siamo resi membra del Corpo di Cristo e incorporati alla Chiesa (CCC n. 1267). Afferma san Paolo: “Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo” (1 Corinzi 12,13). In quanto battezzati siamo diventati pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo (1 Pietro 2,5). Per mezzo del Battesimo siamo partecipi del sacerdozio di Cristo, della sua missione profetica e regale, siamo “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui” che li “ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce” (1 Pietro 2,9). Il Battesimo ci rende partecipi del sacerdozio comune dei fedeli (CCC n. 1268).

Doveri, Diritti e il Sigillo Indelebile

Con il Battesimo siamo destinatari di una serie di doveri e di diritti che vanno esercitati con il senso di una profonda responsabilità. In modo particolare, rigenerati dal Battesimo per essere figli di Dio, come battezzati siamo tenuti a professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa (Lumen gentium, n. 11) e a partecipare all’attività apostolica e missionaria del Popolo di Dio (Lumen gentium, n. 17; Ad gentes, nn. 7; 23). Come membri della Chiesa non apparteniamo più a noi stessi (1 Corinzi 6,19), ma a Cristo Signore che è morto e risuscitato per noi (2 Corinzi 5,15). Perciò siamo chiamati a sottometterci agli altri (Efesini 5,21; 1 Corinzi 16,15-16), a servirli con amore e mitezza nella comunione della Chiesa (Giovanni 13,12-15), ad essere obbedienti e sottomessi ai capi della Chiesa (Ebrei 13,17) e a trattarli con rispetto e carità (1 Tessalonicesi 5,12-12). A questi doveri vanno aggiunti una serie di diritti che come battezzati ci devono essere garantiti all’interno della Chiesa: ricevere i sacramenti, essere nutriti dalla Parola di Dio e sostenuti dagli altri aiuti spirituali (CCC n. 1269; Lumen gentium, n. 37; Codice di diritto canonico, can. 209, § 2).

Con il Battesimo siamo stati segnati con un sigillo spirituale indelebile - carattere -, che esprime il nostro essere incorporati a Cristo, conformati a Cristo, appartenenti a Cristo (Romani 8,29). Conferito una volta per sempre, il Battesimo non può essere ripetuto. Inoltre, il sigillo non può essere cancellato dai nostri peccati, sebbene il peccato impedisca al Battesimo di portare frutti di salvezza. Il sigillo battesimale ci consacra, ci abilita e ci impegna a servire Dio mediante una viva partecipazione alla Liturgia della Chiesa e a esercitare il sacerdozio battesimale con la testimonianza di una vita santa e con una operosa carità (Lumen gentium, n. 11). Il sigillo del Signore è il sigillo con cui lo Spirito Santo ci ha segnati per il giorno della redenzione (Efesini 4,30). “Il Battesimo, infatti, è il sigillo della vita eterna” (CCC n. 1274).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica

Il Battesimo e la Salvezza Eterna

Il Battesimo è necessario per la salvezza. È Gesù stesso che afferma questo (Giovanni 3,5), comandando ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutti i popoli (Matteo 28,19-20). Il Catechismo della Chiesa Cattolica chiarisce che la “Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere dall’acqua e dallo Spirito tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti” (CCC n. 1257).

A questo punto sorge la domanda: sono condannati alla dannazione coloro che non vengono battezzati? Questa la risposta della Chiesa che troviamo nel documento del Vaticano II Gaudium et spes: “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col Mistero pasquale” (n. 22). Ogni uomo pertanto che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità (CCC n. 1260).

Prospettiva Ecumenica: Un Vincolo di Unità

Il Battesimo ha un’essenziale importanza se considerato nella prospettiva ecumenica. A questo riguardo, nel Catechismo della Chiesa Cattolica troviamo scritto queste illuminanti affermazioni: esso “…costituisce il fondamento della comunione tra tutti i cristiani, anche con quanti non sono ancora nella piena comunione con la Chiesa cattolica: “Quelli infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto debitamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica… Giustificati nel battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo, e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti come fratelli nel Signore”. “Il battesimo quindi costituisce il vincolo sacramentale dell’unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso sono stati rigenerati” (Unitatis redintegratio, n. 3) (CCC n. 1271).

Janua Vitae Spiritualis: La Porta della Vita con Dio

«Janua vitae spiritualis»: queste tre parole latine, che si leggono all’ingresso di alcuni antichi battisteri, descrivono il Battesimo come la porta della vita spirituale. Per cogliere in profondità questa antica consapevolezza cristiana dobbiamo approfondire il legame tra Battesimo e vita spirituale. Con il Battesimo la nostra vita spirituale ha ricevuto la sua costitutiva dimensione pasquale: siamo morti con Cristo, siamo stati sepolti con lui e siamo rinati con lui a vita nuova. Con il Battesimo, impartito “nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito santo” (Matteo 28,19), la nostra vita spirituale ha ricevuto la sua piena identità. Il Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana: significa riconoscersi liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio. Si tratta quindi sempre di un dono - ecco perché ha senso la pratica del Battesimo fatto ai bambini ancora piccoli - ma richiede anche un percorso di consapevolezza della fede da condividere, prima o dopo, con la comunità dei credenti. Il rito del Battesimo esprime in sintesi tutto il cammino della vita cristiana e la fede dei discepoli di Gesù.

Antico Battistero

Aspetti Pratici e Normative per il Battesimo del Neonato

La Chiesa, che ha ricevuto la missione di annunciare il Vangelo e di battezzare, fin dai primi secoli ha conferito il Battesimo non solo agli adulti, ma anche ai bambini. In forza della parola del Signore: "Se uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio", la Chiesa ha sempre ritenuto che i bambini non debbano essere privati del Battesimo. È compito dei parroci preparare le famiglie al Battesimo dei bambini e aiutarle nell'impegno educativo che ne deriva. Nella celebrazione del Battesimo, i genitori del bambino compiono un ufficio loro proprio.

Modalità di Richiesta e Preparazione

Per richiedere il Battesimo del proprio figlio o figlia neonato si fa riferimento alla segreteria della Parrocchia. In seguito ogni famiglia verrà ricontattata per un momento di conoscenza e di confronto con il parroco e poi si fisserà un incontro formativo per conoscere più a fondo il significato del Sacramento e il valore dei segni con i quali si realizza, se possibile condiviso con le altre famiglie coinvolte nella stessa celebrazione. Il percorso del catecumenato si snoda in due anni e prevede l’accompagnamento da parte della comunità parrocchiale e dal servizio di Primo Annuncio della Diocesi. Per bambini in età più avanzata, e quindi già inseribili nei percorsi della catechesi dell’iniziazione cristiana, si individua un itinerario personalizzato che può coinvolgere anche il gruppo dei coetanei e i catechisti.

Tempistiche e Condizioni

La celebrazione del Battesimo dei bambini presso la parrocchia è programmata normalmente la prima domenica di ogni mese e comunque secondo il calendario che viene stilato per ogni anno pastorale. Così facendo si custodisce il carattere comunitario del Battesimo. La celebrazione del Battesimo si faccia entro le prime settimane dopo la nascita del bambino. Normalmente, è necessario il consenso dei genitori, o almeno di uno di essi, o di coloro che legittimamente ne tengano le veci. Qualora non ci fosse nessuna fondata speranza che il bambino venga educato nella religione cattolica, il Battesimo venga differito in base alle prescrizioni del diritto particolare. Può avvenire che i genitori non siano ancora sufficientemente preparati alla celebrazione del Battesimo, oppure chiedano che i loro bambini siano battezzati, anche se poi non riceveranno una educazione cristiana; anzi correranno il pericolo di perdere la fede. Non è sufficiente in questi casi che nello svolgimento del rito i genitori siano esortati e interrogati sulla fede.

Casi Speciali

Se il bambino è in pericolo di morte, lo si battezzi quanto prima; la cosa è lecita, benché i genitori siano contrari, anche se si tratta di un figlio di genitori non cattolici. In tal caso, il Battesimo viene conferito nel modo più breve. Anche il sacerdote o il diacono, se incombe il pericolo di morte, possono usare, se necessario, il rito più breve.

Luoghi della Celebrazione

Spetta all'ordinario del luogo, udito il parroco del luogo, permettere o disporre che vi sia il fonte battesimale anche in altra chiesa o oratorio entro il territorio della stessa parrocchia. Qualora, però, a motivo della distanza o di altre situazioni particolari, il battezzando non potesse, senza grave disagio, spostarsi o venire trasportato, si potrà e si dovrà conferire il Battesimo in altra chiesa o oratorio delle vicinanze, o anche in altro luogo conveniente, osservando le norme stabilite sul tempo e la struttura della celebrazione. Nelle cliniche non si celebri il Battesimo se non in caso di necessità o per altra ragione pastorale davvero impellente.

Celebrazione durante la Messa

In domenica, il Battesimo può essere celebrato anche durante la Messa, affinché tutta la comunità possa partecipare al rito, e risalti chiaramente il nesso fra il Battesimo e l'Eucaristia. Non lo si faccia però troppo di frequente.

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