Il desiderio umano di prosperità, felicità, protezione e, in particolare, di fecondità, ha radici profonde nella storia delle civiltà, manifestandosi attraverso una miriade di simboli, riti e credenze che attraversano culture e continenti. In momenti di difficoltà o di dubbio, molti di noi si rivolgono a un portafortuna, a un gesto scaramantico o a una tradizione antica, cercando un frammento di speranza che possa farci guardare con maggiore serenità verso giorni migliori. La fertilità, in particolare, è un tema che ci ha accompagnato nel corso dei secoli, tessendo un filo invisibile che unisce rituali millenari con le pratiche mediche più avanzate dei nostri giorni. Questo articolo esplorerà il significato e le tradizioni legate ai portafortuna e alla fecondazione, dalle feste pagane ai più intimi riti di passaggio legati alla nascita, rivelando come l’universalità della natura umana si esprima attraverso l’unicità di ogni cultura.
Le Radici Antiche della Fertilità e della Protezione: Dal Solstizio d'Estate ai Riti del Fuoco e dell'Acqua
Da tempo immemorabile, l'umanità ha cercato di influenzare il proprio destino e di propiziare eventi desiderati attraverso cerimonie e pratiche che attingono alla sfera del sacro e del misterioso. Tra queste, la celebrazione del solstizio d'estate si erge come un pilastro di tradizioni legate alla purificazione, alla salute e, soprattutto, alla fertilità. La notte di San Juan, la notte più breve e magica dell'anno, che si avvicina nelle prime ore del 23-24 giugno, è un esempio eclatante di questa eredità, un adattamento della cultura pagana alle credenze cristiane. Sebbene le sue origini siano incerte, questa tradizione popolare, di origine pagana, si celebra da tempo immemorabile, e avrete sicuramente sentito parlare di diversi rituali per attirare l'amore o la felicità, allontanare gli spiriti maligni o rimanere incinta.
La verità è che la fertilità è un tema che ci ha accompagnato nel corso dei secoli, con i primi riti che, secondo gli storici, iniziarono a essere praticati intorno al 5.000 a.C. A quell'epoca i Celti celebravano l'"Alban Heruin", un rituale che consisteva nell'accendere grandi falò per purificare le loro terre e garantire la fertilità delle loro donne. L'uso del fuoco e il culto del sole erano presenti anche in altre culture nel corso della storia, sottolineando la loro importanza universale come simboli di vita, rinascita e prosperità.
Ancora oggi, in Spagna e non solo, molti superstiziosi praticano riti nella notte di San Giovanni, sperando di invocare la buona sorte. Il fuoco, in queste tradizioni, agisce come elemento purificatore. Una delle pratiche più diffuse consiste nello scrivere un desiderio su un pezzo di carta e lasciarlo bruciare nel fuoco, convinti che le fiamme possano purificare l'intento e accelerarne la realizzazione. Allo stesso modo, saltare il falò per un totale di sette volte è una tradizione che vuole si esprima un desiderio, attendendone poi l'avverarsi nel tempo. Queste usanze riflettono una profonda credenza nel potere trasformativo del fuoco, capace di annientare il negativo e fare spazio al nuovo.

Accanto al fuoco, l'acqua assume un ruolo altrettanto centrale. Si crede che in questa notte l'acqua abbia proprietà curative, e la tradizione vuole che il bagno in mare ci aiuti a bandire tutto ciò che è negativo dalla nostra vita e a godere di buona salute per tutto l'anno. Uno dei rituali più popolari consiste nel saltare le onde mano nella mano con il proprio partner, a mezzanotte e con le spalle al mare. C'è qualche controversia sul numero di volte in cui saltare: sette o nove, a seconda di dove ci si trova, ma il fine ultimo è sempre quello di invocare la purificazione e l'energia vitale dell'oceano.
Le erbe terapeutiche sono un altro elemento fondamentale di queste celebrazioni ancestrali. Esistono alcune piante che vengono utilizzate per esprimere desideri, raccogliendone le proprietà benefiche. In Galizia, ad esempio, si raccolgono sette erbe diverse che insieme formano la cosiddetta "hierbas de San Juan". Dopo aver raccolto le diverse erbe - finocchio, felce, malva, rosmarino, verbena, merluzzo e iperico - si mettono in acqua di sette fonti diverse e si lasciano riposare all'aperto per una notte. Questa pratica non solo richiama il potere della natura e dei suoi doni, ma evidenzia anche la connessione tra la terra, l'acqua e il ciclo di vita, elementi essenziali per la fertilità e il benessere.
I Portafortuna nel Mondo: Simboli di Speranza, Protezione e l'Universalità del Credo
L'uomo, nel corso della sua storia, si è sempre confrontato con l'incertezza e la ricerca di un senso, elementi che hanno alimentato la nascita e la diffusione dei portafortuna. “L’uomo diventa superstizioso quando deve andare incontro all’incertezza delle sue prestazioni, proprio come succede agli atleti o agli attori”, afferma Wiseman, uno psicologo esperto del settore. “Viviamo in tempi molto incerti”, aggiunge, sottolineando come in momenti di difficoltà o di dubbio, molti di noi si rivolgano a un portafortuna, cercando qualcosa che possa farci sperare in giorni migliori. Questi oggetti, pur non avendo prove concrete della loro efficacia, sono fonte di conoscenza e fascino, esprimendo allo stesso tempo l’unicità del luogo a cui appartengono e l’universalità della natura umana.
Il ricorso a questi frammenti di speranza si è particolarmente diffuso in periodi di crisi, come quella causata dalla pandemia, quando il bisogno di protezione e rassicurazione è diventato impellente. Molti di questi simboli culturali, che i viaggiatori comunemente si portano a casa come souvenir, attraversano geografie e credenze, offrendo un ponte tra il tangibile e l'intangibile, tra il desiderio e la sua potenziale realizzazione.

Fuori dalla Cappadocia, in Turchia, si può ammirare un albero decorato con innumerevoli amuleti contro il malocchio in vetro blu, una pratica che simboleggia la protezione e l'allontanamento delle energie negative. Questo "occhio sbarrato", noto come Occhio di Allah o Nazar Boncuğu, riproduzione simbolica di un occhio al centro di cerchi bianchi e blu, è uno degli oggetti apotropaici - simboli che allontanano gli spiriti maligni - più antichi e diffusi, accompagnando l’uomo da migliaia di anni. Può essere trovato in grandissima quantità nei bazar e nei suq delle regioni mediterranee e arabe, fissando dalle ciotole, dai braccialetti e persino dagli zerbini, fungendo da costante guardiano contro le malevolenze. Decenni fa, a Istanbul, l'acquisto di un ciondolo con l’occhio di Allah (nazar boncuğu) in porcellana blu, sebbene all'epoca il suo vero significato fosse ignorato, testimonia la sua intrinseca attrattiva.
Un altro antico amuleto della Via della Seta è la Hamsa, che abbonda nei mercati dal Marocco a Israele. Questo grazioso palmo di mano, che gli ebrei chiamano Mano di Miriam e i musulmani Mano di Fatima, può essere realizzato in ottone, stagno, smalto e altri materiali, e non è solo un simbolo religioso ma anche un potente talismano contro il malocchio. Maryam Montague, collezionista e imprenditrice irano-americana di Marrakesh, Marocco, sottolinea come “Molte di queste tradizioni e credenze non sono solo marocchine, musulmane o arabe, ma universali. Seguono le vie dei commercianti nello stesso modo in cui le persone condividevano la cultura”. Gli amuleti possono anche essere astratti o avere forme meno riconoscibili: un esempio ne è l’occhio di Allah rappresentato da motivi triangolari su un tappeto o da specchi di forma rotonda su un arazzo. Oppure, afferma Montague, una hamsa può essere rappresentata sia come una mano intera che come un raggruppamento di figure che rappresentano le cinque dita: cinque punti dipinti su un piatto di vetro, cinque conchiglie cauri fissate su un amuleto di pelle, dimostrando la versatilità e l'adattabilità di questi simboli attraverso diverse espressioni artistiche.
Il panorama dei portafortuna è estremamente variegato e affascinante. In Irlanda, il trifoglio (shamrock) è un simbolo nazionale associato alla fortuna e alla trinità cristiana, mentre in Svezia, il cavallo colorato dala è un simbolo di buona sorte, spesso regalato come souvenir. Il rospo dorato cinese è un amuleto di ricchezza e prosperità, e lo scarabeo egizio è un simbolo di rinascita e protezione. Nella parte rurale del Perù, i torito de Pucará in argilla rappresentano l'equilibrio tra il bene e il male nell'universo, posti sui tetti delle case per proteggere gli abitanti. In alcune parti dell'Indonesia, in particolare, sono state realizzate molte tetek melek, maschere tradizionali fatte con fronde di palma da cocco appese sopra le porte per scongiurare i pericoli e mantenere la comunità al sicuro.
Le popolazioni del Messico e dell’America centrale da lungo tempo cercano conforto nei milagros (miracoli). Questi piccoli ciondoli di metallo presenti nelle chiese e nei negozi di souvenir spesso raffigurano parti del corpo o creature che hanno bisogno di essere guarite o di un intervento divino. Piccoli oggetti lucenti sono spesso incastonati in cuori sacri in legno o in metallo (corazón), simboli diffusi della fede cattolica e dell'amore romantico, e si dice che proteggano chi li possiede da infarti o malattie cardiache. Nella coloniale San Miguel de Allende, nel Messico centrale, il corazón è il simbolo della città e allo stesso tempo un souvenir onnipresente da appendere al muro, un esempio di come gli oggetti apotropaici possano fondersi con l'identità culturale di un luogo.

Durante una visita in Giappone, uno di quei piccoli “gatti della fortuna” - i maneki-neko - potrebbe salutarti all’entrata di un ristorante o di un negozio. Questi gatti, con una zampa alzata in un gesto di invito, sono pensati per attrarre i clienti e portare benessere e fortuna. Si trovano facilmente come souvenir, ma i veri amanti dei gatti possono immergersi nel mondo dei maneki-neko tra biscotti, tazze, scacciapensieri e portachiavi, testimoniando la profonda integrazione di questi simboli nella vita quotidiana.
Oltre agli oggetti, esistono anche veri e propri rituali scaramantici. In molti Paesi si pensa che questi possano influenzare la fortuna. In Inghilterra, alcune persone pronunciano la parola “coniglio” il primo giorno di ogni mese appena si svegliano, una tradizione che si spera porti buona sorte. Durante un viaggio o un colloquio di lavoro, invece, i serbi potrebbero versare acqua dietro qualcuno, un gesto che augura un percorso liscio e senza ostacoli. Gli amici spagnoli hanno le loro tecniche per mangiare i 12 chicchi d'uva a Capodanno in un baleno: li preparano in anticipo, togliendo semi e buccia, per assicurarsi fortuna per l'anno a venire. Anche chi ha vissuto in Russia per anni può ritrovarsi contagiato dai loro gesti scaramantici, bussando sul legno o facendo finta di sputarsi sulla spalla, gesti radicati in antiche credenze di protezione.
La psicologia dietro questi fenomeni è affascinante. In una serie di esperimenti, i ricercatori hanno chiesto ai soggetti coinvolti di risolvere degli anagrammi, superare delle prove come andare in buca a golf, ecc., sia con che senza i loro portafortuna preferiti. “Le persone hanno ottenuto punteggi maggiori quando avevano con sé i propri amuleti,” afferma Wiseman, suggerendo un effetto placebo o un aumento della fiducia in sé stessi. Tuttavia, lo stesso Wiseman è cauto, affermando: “Ahimè, veramente no,” quando gli si chiede se abbia un portafortuna, aggiungendo: “lo svantaggio di avere un portafortuna è che puoi diventare ansioso se lo perdi,” una riflessione sulla duplice natura di questi oggetti: fonte di rassicurazione ma anche potenziale causa di ansia. Poco prima dello scoppio della pandemia da coronavirus, Montague si è recata a Essaouira, città sulla costa in Marocco, dove ha preso un antico anello berbero per suo figlio che va all’università, un esempio di come, a volte, “Compriamo oggetti esclusivamente per la loro bellezza piuttosto che per il loro scopo o significato,” pur mantenendo una valenza affettiva e simbolica.
La Cornucopia e il Corno: Simboli Italiani di Abbondanza, Fertilità e Buona Sorte
Nell'ampio panorama dei portafortuna che popolano l'immaginario collettivo, l'Italia vanta simboli di particolare fascino e profondo significato, radicati sia nella mitologia che nelle tradizioni popolari. Tra i molti simboli portafortuna scelti dagli italiani per un regalo originale e di buon auspicio, la Cornucopia è certamente tra quelli più interessanti. Soprattutto per la sua natura così aleatoria e misteriosa, ma anche, naturalmente, per la particolare estetica che definisce questo oggetto di interior davvero intrigante.
Per prima cosa ricordiamo trattarsi di un simbolo portafortuna portavoce di abbondanza, ricchezza e fertilità. Donare una Cornucopia, che sia in versione centrotavola, vaso portafiori, profumatore o oggetto di design, significa augurare al ricevente tanta gioia e felicità, traducibili in un altrettanto simbolico incoraggiamento a cogliere la vita con propositività, verso un domani che è ancora tutto da scrivere. Oltre alle sue peculiarità fortunate, la Cornucopia si presta benissimo anche in versione decorativa. Pensiamo alle proposte in resina argentata firmate Leonardo Argenti, un mix tra stile classico e propensione al folklore perfettamente equilibrato che caratterizza oggetti di design dall’allure irresistibile. O ancora agli iconici profumatori per ambiente a forma di corno dell’abbondanza di Bagutta, perfetti per profumare gli ambienti di casa, impreziosendoli anche con un tocco luccicante e caratteristico.

Questa figura mitologica trova le sue radici in una leggenda greca ricca di suggestioni. La leggenda narra di un giovanissimo Zeus che, intento a giocare con la sua capra Amaltea, per sbadataggine le si aggrappò con particolare forza finendo per spezzarle uno dei suoi corni. Una giovane ninfa di nome Melissa si accorse dell’involontario incidente e, decidendo di occuparsi della ferita di Amaltea, ricevette come dono di ringraziamento da parte di Zeus stesso il corno spezzato riempito di fiori freschi e frutta profumatissima. Zeus promise alla ninfa Melissa che da quel corno miracoloso sarebbe scaturita qualsiasi cosa lei avesse mai desiderato. E così fu. Da allora la Cornucopia o, appunto, il Corno dell’abbondanza, non può che essere simbolo di prosperità, ricchezza e fortuna. Ma non solo la mitologia greca parlò di questo fortunatissimo oggetto nel corso dei secoli passati, anche per il mondo cristiano infatti la Cornucopia è simbolo di abbondanza e fortuna, quasi quasi allineata all’inestimabile, glorioso, prode e super suggestivo valore da sempre attribuito al Sacro Graal.
Tornando a noi, il suo uso come dono è diffusissimo nel Sud Italia dove è tradizione omaggiare giovani coppie di sposi, per esempio, con una Cornucopia che abbellisca gli ambienti di casa, augurando loro una vita coniugale ricca e prospera. O ancora la si può donare ad un amico che sta per imbarcarsi in una nuova esperienza lavorativa, a dei neogenitori, ad una persona cara in partenza per una nuova città o, perché no, a sé stessi, come forma di auto-incentivo a sorridere alla vita che, di tutta risposta, ci sorriderà a sua volta, consolidando il suo ruolo di augurio per ogni nuovo inizio.
Accanto alla Cornucopia, un altro simbolo italiano profondamente radicato nella cultura popolare è il Corno Portafortuna. Cos'è il Corno Portafortuna? È un antico amuleto, ampiamente utilizzato nella tradizione popolare di diverse culture, tra cui quella italiana, in particolare nel Sud Italia. Il corno, spesso realizzato in vari materiali come ceramica, metallo o legno, è visto come un simbolo di protezione contro il malocchio e le energie negative. La sua forma a curva, che richiama un corno di animale, è considerata un potente talismano in grado di respingere le forze maligne e portare buona sorte a chi lo possiede. In molte regioni italiane, il corno è anche un simbolo di prosperità e felicità, un segno di augurio per una vita serena e ricca di soddisfazioni.
Il significato del Corno Portafortuna è profondo, radicato nella storia e nelle tradizioni popolari. In Italia, è principalmente associato alla protezione contro l'invidia e le maledizioni, ed è spesso utilizzato per difendersi dal cosiddetto "malocchio". Secondo la tradizione, chi porta un corno con sé o lo espone in casa, è protetto dalle negatività e godrà di maggiore benessere. Inoltre, il corno è anche simbolo di fertilità, abbondanza e prosperità. Molte coppie lo scelgono come simbolo di buon augurio nei matrimoni, così come nelle nascite, per augurare al neonato un futuro di felicità e successo, rafforzando il legame tra questo amuleto e il ciclo della vita.
Il Corno Porta Fortuna in ceramica è una delle versioni più apprezzate di questo simbolo, grazie alla sua eleganza e al legame con la tradizione artigianale italiana. Realizzati a mano da esperti ceramisti, questi corni in ceramica mantengono viva la tradizione pugliese e si caratterizzano per le loro decorazioni uniche e dettagliate. Ogni corno in ceramica è un pezzo artigianale che racconta una storia e rappresenta l'impegno e la passione dei ceramisti locali. Scegliere un corno porta fortuna in ceramica significa non solo portare a casa un amuleto potente, ma anche un'opera d'arte che arricchirà ogni ambiente.

Per coloro che cercano il perfetto Corno Porta Fortuna in ceramica, le proposte artigianali sono variegate: un Corno in Ceramica Decorato può rappresentare un perfetto equilibrio tra protezione e bellezza, con la sua lavorazione artigianale e la finitura lucida che lo rendono un amuleto elegante da esporre in casa o da regalare. Un Corno Porta Fortuna con Cuore offre un'interpretazione romantica, non solo simbolo di protezione, ma anche di amore e affetto, ideale come regalo speciale per un matrimonio o una coppia. Infine, un Corno Porta Fortuna con dettagli dorati, elegante e raffinato, è arricchito da elementi che lo rendono perfetto per essere esposto in una zona visibile della casa, un amuleto che dona eleganza e buon auspicio, confermando la sua versatilità estetica.
Il corno porta fortuna è un oggetto versatile che può essere utilizzato in vari modi in casa: nel soggiorno o nell'ingresso, dove la sua forma curvata accoglie chi entra con una protezione simbolica contro le negatività. In cucina, un corno appeso rappresenta l'augurio di abbondanza e prosperità, rendendolo un elemento ideale in questo ambiente domestico. Come regalo, il corno porta fortuna è molto apprezzato in occasioni speciali come matrimoni, battesimi o compleanni, poiché simboleggia il desiderio di protezione e felicità per i propri cari.
Percorsi Verso la Fertilità: Tra Scienza e Tradizione Moderna
Se da un lato la storia ci ha mostrato come l'uomo abbia da sempre cercato nel sacro e nel simbolico un aiuto per la fertilità, dall'altro, l'era moderna offre approcci basati sulla scienza e sulla medicina. Oggi, il tema della fertilità si coniuga con una maggiore consapevolezza dei fattori che possono influenzarla e con la disponibilità di trattamenti avanzati. Tuttavia, il benessere generale dell'individuo rimane un pilastro fondamentale, spesso intersecandosi con la ricerca di armonia e serenità, che le antiche tradizioni cercavano di infondere.
La riduzione dei livelli di stress, ad esempio, è un aspetto cruciale. Molte persone scelgono l'estate per prendersi una pausa e godersi qualche giorno di riposo, e non è un caso. L'ansia può avere un effetto molto negativo sulla nostra salute e, naturalmente, sulla fertilità. Per questo motivo, molte persone scelgono questo periodo dell'anno per iniziare un trattamento di fertilità. Essere rilassati aumenta le probabilità di successo del trattamento di riproduzione assistita, evidenziando come la dimensione psicologica sia intrinsecamente legata a quella fisiologica.
Parallelamente, l'adozione di diete più equilibrate gioca un ruolo indispensabile. Con l'arrivo della bella stagione si tende a bere più acqua e a mangiare più cibi freschi come frutta e verdura, un cambiamento che porta benefici tangibili. Mantenere una dieta sana è essenziale, in quanto ci fornisce i nutrienti necessari per l'instaurarsi della gravidanza, supportando il corpo in un momento di grande richiesta energetica e biologica.
Anche gli orari di lavoro flessibili, che in estate molti lavoratori godono, e in generale il maggior tempo libero a disposizione, possono contribuire a creare un ambiente più favorevole alla fertilità. Un ritmo di vita meno frenetico permette di dedicare più attenzione al proprio benessere e, di conseguenza, al percorso verso la genitorialità. A questo punto, mentre nessuno si fida ciecamente dei soli rituali, è fondamentale riconoscere i limiti delle credenze popolari di fronte a sfide mediche. Quindi, se dopo un anno di tentativi non si riesce ancora a rimanere incinta, è essenziale affidarsi a un team di professionisti. Cliniche specializzate, come Barcelona IVF, offrono un'ampia varietà di metodi e trattamenti di cui si può fidare pienamente, combinando l'esperienza medica con un supporto personalizzato per guidare le coppie verso il sogno di una famiglia, laddove le antiche pratiche spirituali incontrano le moderne soluzioni scientifiche.
La Gravidanza e il Parto Attraverso le Culture: Un Mosaico di Riti, Credenze e Supporto Comunitario
Il miracoloso atto del parto è un'esperienza che lega le donne di tutto il mondo, trascendendo barriere geografiche e culturali. Una madre che guarda negli occhi un’altra madre può provenire dall’altra parte della Terra, ma condivide la straordinaria conoscenza di cosa significhi crescere un bambino e darlo alla luce. All’interno di questa consapevolezza condivisa ci sono tanti costumi, rituali e credenze differenti attorno alla nascita quanti sono i diversi paesi e stili di vita. Il 21 maggio, Giornata Mondiale della Diversità Culturale, ci invita a celebrare proprio questa ricchezza, scoprendo come il tema della gravidanza e del parto si coniuga nelle diverse culture e tradizioni del mondo, offrendo piccole perle di saggezza per tutti noi.
La prospettiva di un nuovo arrivo è tradizionalmente accolta con gioia ed entusiasmo, ma il momento giusto per darne l’annuncio varia molto di cultura in cultura. I primi movimenti percepibili del bambino, quelli che in origine venivano chiamati “movimenti fetali”, sono spesso il momento in cui la gravidanza può divenire nota. È allora che una futura mamma in Bulgaria infornerà del pane e lo porterà in chiesa per segnalare a tutti che è incinta, un gesto che unisce il sacro e il profano. Per gli ebrei e i vietnamiti, il quinto mese è considerato il momento giusto per condividere la notizia, rispettando un periodo di maggiore cautela e intimità.
Le voglie bizzarre e meravigliose di una donna incinta sono famose in tutto il mondo, e la maggior parte delle culture ha idee molto chiare riguardo a questo aspetto della gravidanza. Sono in molti a credere che lo stato mentale della madre influisca sul bambino sia fisiologicamente che fisicamente; pertanto, ci sono molte usanze che si impegnano a mantenere la madre felice e serena. In Egitto, in Sicilia e nelle comunità di ebrei yemeniti, alla madre viene data qualsiasi cosa di cui abbia voglia nella convinzione che, in caso contrario, il bambino potrebbe esserne segnato in qualche modo, un modo per evitare preoccupazioni e stress. In Turchia e in Egitto a una donna incinta si consiglia di evitare cibi troppo caldi, piccanti e amari, e limitarsi ai sapori dolci così da avere un figlio dal carattere mite e dolce. Le donne alle Fiji raccomandano di mangiare molto pesce e verdure, e di bere una miscela di taro e manioca bollita, per una nutrizione ottimale. Quando la data del parto si avvicina, una madre giamaicana potrebbe mangiare verdure dalla consistenza gelatinosa come l’okra, in modo da aiutare il bambino a scivolare fuori più facilmente, mentre una tisana a base di foglie di lamponi è vivamente consigliata nei Paesi europei per tonificare l’utero e prepararlo al travaglio.
Tribù Huaroni: Donne che si preparano al parto con il sesso.
La nascita, come la morte, è sempre stata avvolta dalla magia e dal rituale, dalle preghiere che cercano di incoraggiare la nascita di un bambino sano e la speranza di un parto sicuro. In Indonesia al sesto mese viene celebrata una cerimonia privata di preghiera che richiama gli spiriti dei fratelli e delle sorelle per proteggere e nutrire il bambino, rafforzando i legami familiari e spirituali. Nell’induismo la cerimonia di preghiera è al settimo mese, un momento cruciale per invocare benedizioni. Spesso le superstizioni sono prese in considerazione, nonostante i dubbi sulle loro origini. In Giamaica si dice che una madre non dovrebbe passare sopra la lunghina di un asino per evitare che il cordone ombelicale si avvolga troppo stretto attorno al bambino, una credenza che sottolinea l'ansia per la sicurezza del neonato. In Sicilia, per lo stesso motivo, alle donne incinte viene detto di non torcere troppo le collane e non indossare sciarpe strette, dimostrando la diffusione di paure simili in contesti culturali diversi.
Il ruolo dell'ostetrica è cruciale in molte di queste tradizioni. Michel Odent, pioniere del parto naturale, ha evidenziato come il bisogno fondamentale di tutti i mammiferi durante il parto sia la privacy, ma per millenni le donne hanno partorito insieme ad altre donne. Nonne, mamme, sorelle, amiche e, a volte, una donna ritenuta esperta sono presenti a sostenere, tenere, cullare e persino cantare alla partoriente, offrendo un supporto empatico e pratico. Nel mondo occidentale, l’atto della nascita è stato medicalizzato agli inizi del ventesimo secolo, quando le donne sono state prese dalle loro case e portate su letti di ospedale, affidate al mondo dei dottori, allora dominato dagli uomini, spostando l'attenzione dal contesto sociale a quello clinico.
Tuttavia, l’ostetrica continua a giocare un ruolo importante nelle nascite in tutto il mondo. Come sottolinea Sheila Kitzinger nel suo libro Rediscovering Birth: «L’ostetrica non è una semplice assistente al parto con competenze speciali. Ha anche una funzione spirituale nell’aiutare il bambino a nascere e la donna a diventare madre, creando l’ambiente giusto per la nascita». Nei paesi in via di sviluppo, è ancora largamente usata la pratica di chiamare durante il parto un’ostetrica locale. In India viene chiamata dai, in Malesia bidan, nelle Filippine hilot; comunque venga chiamata, l’ostetrica ricopre diversi ruoli. È là per guidare la partoriente con le sue mani esperte e incoraggiarla con parole sagge, fungendo da ponte tra la medicina tradizionale e le esigenze emotive della madre. Nel sud dell’India, in Malesia e in aree rurali dei Paesi mediterranei, un’ostetrica potrebbe usare l’immagine di un fiore che sboccia per aiutare la donna a concentrarsi sulla sua cervice in dilatazione, una metafora potente. La Rosa di Gerico, per esempio, è un fiore tradizionale per le nascite perché sembra essere secca e avvizzita, ma apre i suoi splendidi petali quando la temperatura nella stanza aumenta, simboleggiando la dilatazione e l'apertura. In Grecia viene definita come “la mano della madre di Dio”, conferendole un valore quasi divino. Ci sono Paesi in cui all’ostetrica viene affidato il compito di proteggere la madre e il bambino dagli spiriti maligni, dal momento che lei conosce i giusti amuleti e le preghiere per sbarrargli l’ingresso. Nelle Filippine, la hilot si prende cura della neomamma per 44 giorni dopo il parto, poiché si crede che i “cancelli del paradiso” rimangano aperti durante questo periodo, rendendo madre e neonato particolarmente vulnerabili.
Sebbene nel 1939 il 75% delle nascite negli Stati Uniti avveniva in ospedale, fino ad arrivare quasi al 100% nel 1960, negli ultimi decenni il mondo occidentale ha visto un graduale ritorno ai parti in casa, pratica ancora molto diffusa nei paesi in via di sviluppo. A casa una donna è libera di muoversi a seconda dei suoi bisogni e può assumere una qualsiasi delle posizioni attive consigliate per il parto, istintive per le donne rurali di tutto il mondo. Anche strutture e letti speciali costruiti per il grande momento sono molto utilizzati in tutto il mondo. Nella tribù dei nativi americani comanci era spesso compito del padre costruire una casa per il parto e un rifugio di foglie lontano dalla comunità principale, un ambiente protetto e isolato. Le donne aborigene australiane partorivano su un tappeto di morbide foglie di eucalipto e i loro vicini Maori costruivano il loro nido per il parto foderato di fibre di lino per mantenere il calore, creando luoghi di nascita confortevoli e naturali. Le donne native americane spesso affrontavano il travaglio e partorivano all’aperto, così come le donne dei Caraibi, in profonda connessione con la natura. Chi ha letto La tenda rossa di Anita Diamant forse ricorderà le vivide descrizioni del “parto sui mattoni”, una pratica ancora oggi in Iran, dove piattaforme di mattoni vengono sollevate su entrambi i lati di un mucchio di cenere o di sabbia fine e una madre viene aiutata a salirci sopra proprio mentre è nel punto di transizione, un metodo che offre sostegno fisico durante il lavoro.

Anche celebrare, accogliere e proteggere il neonato viene fatto in modi unici nel mondo. Ci sono molti modi per occuparsi della placenta, il “globo dell’origine dell’anima”, come lo chiamano i guaritori tradizionali della Cambogia. È spesso considerato compito dell’ostetrica seppellirla in un posto sicuro, coprendola con una pianta munita di spine per assicurarsi che gli animali affamati non la disseppelliscano o che venga trovata da spiriti maligni, un gesto di protezione per l'anima del bambino. A volte viene usata per prevedere il futuro, come in Ucraina, dove un’ostetrica predirebbe tramite la placenta quanti altri figli può avere una madre, un'antica forma di divinazione. In molte culture si crede che il luogo della sepoltura avrà un effetto diretto sulla vita del figlio: quello di un’insegnante è vicino a una scuola, quello di una persona religiosa vicino al tempio o alla moschea, un rito che intende guidare il destino del neonato. Una simpatica filastrocca in rima, "Girotondo intorno al mondo", può aiutarci a scoprire i diversi modi di portare i bambini nel mondo: dall’Artico alle Ande, dall’Africa all’isola di Bali, ogni luogo ha la sua storia.
Il battesimo e le cerimonie di assegnazione del nome sono molto comuni, anche se in forme diverse. Dalla tradizionale cerimonia in chiesa all’antica pratica celtica di far cadere tre gocce d’acqua sulla testa del bambino: una per il mare, una per la terra e una per il cielo, unendo il neonato agli elementi naturali. In Grecia regalare monete d’argento assicura prosperità e viene definito “argentare il bambino”, un augurio di ricchezza per il futuro. Gli amuleti tengono lontano il malocchio e la maggior parte delle principali religioni ha preghiere specifiche per onorare e proteggere il bambino. Per quanto diverse possano essere le usanze, una cosa sembra accomunarle tutte: l’importanza del contatto tra il neonato e la madre. Quello che per una donna è un letto improvvisato fatto di erba, per un’altra è il luogo ideale per partorire. Quello che per un dirigente di Manhattan è mera superstizione, per una tessitrice Maori è un elemento essenziale per tenere al sicuro il suo bambino non ancora nato, dimostrando come la ricerca di sicurezza e benessere per la nuova vita sia un desiderio universale, espresso in infinite e preziose forme.
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