Policlinico di Messina: Un Faro di Speranza nella Donazione del Sangue Cordonale

Il cordone ombelicale, quel legame vitale che unisce la madre al suo bambino durante la gravidanza, nasconde un tesoro inestimabile: il sangue cordonale. Questo fluido, una volta considerato un semplice scarto biologico, è oggi una risorsa preziosa per la medicina moderna, un concentrato di cellule staminali emopoietiche con un potenziale terapeutico straordinario. Il Policlinico Universitario "G. Martino" di Messina, attraverso la sua Unità Operativa Complessa di Medicina Trasfusionale, si pone come un centro d'eccellenza nella promozione e nella gestione della donazione di sangue cordonale, un gesto di generosità che può salvare innumerevoli vite.

Cordone ombelicale e placenta

Il Sangue Cordonale: Una Fonte di Vita

Il sangue contenuto nel cordone ombelicale (SCO), raccolto al momento del parto, rappresenta una preziosa sorgente di cellule staminali emopoietiche capaci di generare le cellule del sangue, come globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Queste cellule staminali possiedono una capacità unica di differenziarsi in vari tipi cellulari, rendendole fondamentali per il trattamento di numerose patologie del sangue e del sistema immunitario, tra cui leucemie, linfomi, talassemie e immunodeficienze congenite. Nonostante il suo straordinario potenziale, il cordone ombelicale viene spesso scartato, perdendo le opportunità terapeutiche che offre.

Il cordone ombelicale è l’anello di congiunzione tra la placenta e il prodotto del concepimento. Alla nascita, il cordone ombelicale non è più necessario. Per tale motivo viene bloccato (clampato) con una pinza sterile per evitare la fuoriuscita di sangue e, subito dopo, tagliato. La donazione del sangue cordonale è importante perché aumenta le possibilità di cura delle persone affette da patologie trattabili solo attraverso un trapianto di cellule staminali emopoietiche.

Un Gesto di Solidarietà: La Donazione del Sangue Cordonale

La donazione del sangue cordonale è un atto di grande altruismo, totalmente volontario, anonimo e non retribuito. La scelta di partecipare a questo programma è libera e consapevole: la futura mamma ha diritto ad una copia del Consenso Informato e può decidere di non partecipare o di ritirarsi in qualsiasi momento, senza dover fornire giustificazioni e senza subire alcuna discriminazione da parte del personale sanitario.

Simbolo della donazione di sangue

Per poter donare il sangue cordonale, è necessario che la futura mamma sia in buone condizioni di salute e compili un questionario anamnestico. Come per le donazioni di sangue, esistono condizioni cliniche e comportamenti a rischio che possono precludere la possibilità di donazione. Il SCO può essere raccolto esclusivamente in parti spontanei a termine non complicati e nei parti cesarei di elezione.

Il Processo di Raccolta e Conservazione

La raccolta del sangue cordonale è un processo rapido e indolore, che richiede pochi minuti e viene effettuata senza modificare le modalità di espletamento del parto. La sacca e tutti i materiali utilizzati sono sterili e validati per l'uso specifico. Il sistema prevede che, per ogni donazione, sia possibile raccogliere una quantità di sangue che varia da 70 a 200 ml.

Immediatamente dopo la raccolta, l'unità di sangue cordonale viene trasferita presso la Banca di Raccolta, dove viene sottoposta a una serie di controlli ed esami rigorosi. Questi test hanno lo scopo di definire le caratteristiche del sangue e di stabilirne l'idoneità alla conservazione e all'uso terapeutico. Tra gli esami effettuati vi sono la conta delle cellule staminali, la ricerca di agenti infettivi e la valutazione della vitalità cellulare.

Se l'unità di SCO viene valutata idonea, viene congelata e conservata in azoto liquido a -196°C all'interno di contenitori di stoccaggio costantemente monitorati. Questi sistemi di conservazione all'avanguardia garantiscono che il sangue cordonale possa essere mantenuto in condizioni ottimali per oltre 20 anni dal prelievo, pronto per essere utilizzato quando necessario.

Azoto liquido in un contenitore criogenico

La Banca del Sangue Cordonale: Un Ponte Verso la Speranza

La Banca del Sangue Cordonale detiene i dati genetici e biologici del sangue donato e li trasmette al registro nazionale IBMDR (Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo) e internazionale BMDW (Bone Marrow Donor Worldwide). Questi due database elettronici rappresentano un network globale di informazioni sulle cellule staminali disponibili.

Su richiesta di un centro trapianti che ha in cura un paziente, viene eseguita una ricerca approfondita all'interno di questi database per individuare le unità di sangue cordonale compatibili. La compatibilità è un fattore cruciale per il successo del trapianto, poiché assicura che il sistema immunitario del ricevente accetti le nuove cellule staminali senza rigetto.

È importante sottolineare che esiste anche la possibilità di una donazione per trapianto allogenico familiare, finalizzata a curare un consanguineo del neonato (fratello, sorella, ecc.). Questa opzione offre un'ulteriore speranza per le famiglie che hanno un membro affetto da una patologia trattabile con trapianto di cellule staminali.

Settimana nazionale per la donazione di cellule staminali emopoietiche

Sicilia: Un Modello di Eccellenza nella Donazione Cordonale

La Sicilia si è distinta come una regione leader nella donazione di cordone ombelicale. Per il terzo anno consecutivo, la regione ha raccolto un numero record di unità di sangue cordonale, superando ogni altro centro in Italia. Nel 2022, già nel mese di settembre, il dato complessivo del 2021 era stato superato: 1.131 unità raccolte contro le 1.032 dell'anno precedente.

Questi numeri, come dimostrano i dati dell'unità di Medicina Trasfusionale dell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Sciacca, continuano a crescere mese dopo mese. Questo successo è il risultato di un impegno costante nella sensibilizzazione e nella consapevolezza delle partorienti, affinché siano coscienti dell'estremo atto di generosità che possono compiere con un semplice gesto, indolore e privo di rischi.

Daniela Segreto, dirigente dell’Ufficio Speciale Comunicazione per la Salute, commenta: «Si tratta di un traguardo importantissimo ma dobbiamo considerarlo solo come un nuovo punto di partenza. Continueremo col nostro assiduo impegno per la sensibilizzazione e la consapevolezza delle partorienti, affinché siano coscienti dell’estremo atto di generosità che possono compiere con un semplice gesto, indolore e che non comporta alcun rischio né per la mamma né per i nascituri».

Oltre il Trapianto: Altre Applicazioni del Sangue Cordonale

Il potenziale terapeutico del sangue cordonale non si limita al trapianto per patologie del sangue. I globuli rossi contenuti nel sangue cordonale, quando idonei, possono essere utilizzati per migliorare le condizioni di salute dei neonati prematuri. Queste trasfusioni possono aiutare a prevenire complicanze gravi come deficit intellettivi, cecità, disturbi dell'apparato respiratorio o gastroenterico, offrendo ai piccoli pazienti una migliore prospettiva di crescita e sviluppo.

In Sicilia, grazie all'autorizzazione del Comitato Etico di Palermo, ben 16 unità di terapia intensiva neonatale sono ora autorizzate a praticare queste trasfusioni, ampliando ulteriormente il raggio d'azione di questa risorsa salvavita.

La Campagna "Buon Sangue non Mente" a Messina

Il Policlinico Universitario "G. Martino" di Messina, attraverso la sua U.O.C. di Medicina Trasfusionale, diretta dalla dr.ssa Claudia Rizzo, si fa promotrice della campagna di sensibilizzazione "Buon Sangue non Mente", rivolta alle giovani coppie in attesa. Questa iniziativa mira a informare e coinvolgere i futuri genitori sull'importanza e sul valore della donazione di sangue cordonale.

Le attività di informazione vengono svolte in stretta collaborazione con l’U.O.C. di Ginecologia ed Ostetricia, diretta dal dr. Sebastiano Caudullo. Durante i corsi pre-parto, viene dedicata una sessione specifica alla donazione del sangue cordonale, affrontando tematiche fondamentali come:

  • L'importanza e il valore etico della donazione di sangue da cordone ombelicale.
  • I criteri di esclusione alla donazione previsti dalla normativa vigente.
  • La partecipazione al progetto di banking del sangue cordonale presso la Banca del sangue cordonale di Sciacca.
  • L'importanza dello studio immunoematologico della madre durante la gravidanza, finalizzato alla prevenzione della Malattia Emolitica del Neonato.
  • La presentazione della campagna di sensibilizzazione "Buon sangue non Mente - La mamma dona/ il papà dona", finalizzata all'avvio del percorso di donazione anche da parte dei padri.

Brochure informativa sulla donazione di sangue cordonale

Il Percorso del Donatore

Per chi decide di aderire al programma di donazione, le fasi successive sono chiare e ben definite:

  1. Raccolta del consenso informato e compilazione del questionario anamnestico: Questo passaggio assicura che la donazione avvenga nel pieno rispetto dei diritti e della volontà della futura mamma.
  2. Raccolta del sangue cordonale e dei campioni biologici a seguito del parto: Il prelievo avviene in modo sicuro e non invasivo, senza alcun rischio per la madre o per il neonato.
  3. Conservazione del prodotto raccolto nella Banca del Sangue Cordonale di Sciacca: L'unità di sangue cordonale viene immagazzinata secondo i più rigorosi standard di qualità e sicurezza.

L'U.O.C. di Medicina Trasfusionale, con il fondamentale supporto degli operatori dei reparti di ostetricia, distribuisce inoltre brochure esplicative che ribadiscono un messaggio chiave: la donazione non comporta alcun rischio né per le mamme né per i neonati, ma offre un'opportunità inestimabile di contribuire alla salute e al benessere di altri.

Settimana nazionale per la donazione di cellule staminali emopoietiche

«Donare il sangue cordonale è un modo meraviglioso per celebrare l’inizio di una nuova vita», ha dichiarato Giusi Tancredi, referente per la qualità dell’Unità di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale di Sciacca. «La donazione avviene in totale sicurezza, senza alcun rischio per la madre o per il neonato. Il sangue cordonale contiene cellule dalle caratteristiche uniche capaci di salvare migliaia di vite (ad oggi oltre 55mila persone nel mondo sono sopravvissute grazie al trapianto di sangue cordonale)».

Giuseppe Liberti, coordinatore della Commissione Associazionismo e Volontariato dell’OMCeO di Catania e vice presidente dell’Ordine, sottolinea l'importanza di diffondere la conoscenza su questo tema: «Il tema della donazione del sangue cordonale è ancora poco noto, ma di estrema importanza. Le cellule staminali contenute nel sangue cordonale hanno la capacità di svilupparsi nel tempo e persino di riparare organi danneggiati. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i direttori sanitari e i responsabili delle Unità Operative, affinché diventino apostoli di un messaggio chiaro: donare non costa nulla, ma può salvare vite».

Pasquale Gallerano, responsabile della Banca Cordonale di Sciacca, ha evidenziato l'importanza della rete di raccolta: «Le Banche Cordonali sono nate con l’obiettivo di offrire una soluzione ai pazienti che non trovano donatori compatibili all’interno della propria famiglia. Sin dagli anni 80, il progetto di raccolta del sangue cordonale si è evoluto costantemente».

L'Azienda Ospedaliera Papardo di Messina, attraverso le sue unità operative, ribadisce l'importanza di donare il sangue del cordone ombelicale, poiché in esso sono contenute cellule staminali in grado di curare malattie del sangue e del sistema immunitario. L'impegno congiunto del Policlinico di Messina e delle strutture sanitarie regionali mira a promuovere una cultura della donazione, trasformando un potenziale scarto in una risorsa preziosa per il futuro della salute.

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