La Placenta: Dai rituali antichi alla scienza moderna

L’idea di "placenta" evoca mondi apparentemente distanti: da un lato, l’organo vitale che sostiene la vita umana durante la gestazione, oggetto di studi scientifici contemporanei; dall’altro, un nome che risuona negli scritti gastronomici dell’antichità classica, descrivendo preparazioni culinarie che hanno segnato la storia della tavola mediterranea. Questo percorso esplora il doppio volto di un termine che, tra storia e biologia, definisce l’essenza stessa del nutrimento e del legame profondo.

rappresentazione antica di una cucina romana con ingredienti mediterranei

La Placenta nella tavola mediterranea antica

Quando parliamo di "placenta" nel contesto storico, ci riferiamo a una preparazione che trova le sue radici nell’antica Roma. Catone il Censore, in De Agri Cultura (160 a.C.), documenta l'uso di questo dolce che, attraverso gli scambi commerciali etruschi con la Grecia, arrivò sulle tavole delle famiglie nobili romane. La placenta catoniana non era che una delle tante espressioni di una cucina che, già millenni fa, cercava l’armonia tra ingredienti semplici: farina, miele e talvolta formaggio.

La cucina, per gli antichi, era un onesto piacere (voluptas) capace di garantire salute (valetudo). Questa concezione, ripresa secoli dopo da Bartolomeo Sacchi, noto come Platina, nel suo celebre trattato De honesta voluptate et valetudine, sottolinea come le ricette non fossero solo nutrimento, ma parte di un’igiene di vita. La placenta, in questo senso, era una sorta di "pizza ante litteram" senza pomodoro, dove il formaggio fresco e grasso veniva incluso nel pane, creando un connubio di sapori rustici e raffinati.

Libum e ritualità: il sacro banchetto

Parallelamente alla placenta, il Libum occupa un posto d’onore nella tradizione romana descritta da Catone. Il Libum era un piccolo pane a base di farina di frumento e formaggio, utilizzato durante i rituali sacrificali o offerto ai Lari negli altari domestici.

"Make libum by this method. Break up two pounds of cheese well in a mortar. When they will have been well broken up, put in a pound of wheat flour or, if you wish it to be more delicate, half a pound of fine flour and mix it well together with the cheese. Add one egg and mix together well."

La versatilità di questa ricetta risiede nella sua semplicità: il pane, aromatizzato con foglie di alloro, veniva cotto sotto un testo caldo. La creatività del moderno interprete può arricchire il Libum con pinoli - storicamente presenti nelle cucine della tarda Repubblica - o decorazioni simboliche, come la raffigurazione di spighe di grano o, in un richiamo alla fertilità tipico dell’iconografia pompeiana, il fallo, simbolo del dio Fascinus.

tutorial sulla preparazione del Libum romano secondo la ricetta di Catone

Funzioni e complessità dell’organo biologico

Se la placenta culinaria antica era un simbolo di abbondanza, la placenta biologica è il "sancta sanctorum" inviolabile in cui si sviluppa la vita. Organo temporaneo che si forma a partire dalla quarta settimana di sviluppo embrionale, essa funge da principale legame tra mamma e bambino, con il compito cruciale di proteggere il feto, nutrirlo e supportarne lo sviluppo.

La placenta fornisce ossigeno al feto e allontana l’anidride carbonica, depura i liquidi corporei e permette il passaggio di anticorpi, impedendo l’accesso a elementi patogeni. La struttura si presenta come un disco che aderisce alla parete dell’utero, dotata di vasi sanguigni che non entrano mai in contatto diretto tra madre e feto: lo scambio avviene attraverso una membrana sottilissima detta barriera placentare.

schema anatomico che illustra il funzionamento della placenta

Patologie e monitoraggio in gravidanza

La perfezione della natura non è sempre garantita. Esistono difetti morfologici e posizionali che devono essere monitorati attentamente durante la gestazione. La placenta membranacea, ad esempio, si ingrandisce occupando gran parte della parete uterina, mentre la placenta previa, posizionata in prossimità della cervice, comporta rischi di emorragia che spesso rendono necessario il ricorso al parto cesareo.

Esistono inoltre problematiche legate all'aderenza:

  • Placenta accreta: la placenta si attacca troppo in profondità alle pareti uterine.
  • Placenta increta: l'adesione penetra ancora più a fondo.
  • Placenta percreta: l'estensione raggiunge organi vicini come la vescica.

Queste condizioni richiedono una gestione clinica rigorosa, specialmente nel terzo trimestre, dove il rischio di parti prematuri ed emorragie è più elevato. La prevenzione, intesa come adozione di una dieta corretta e l'abbandono di vizi come il fumo, rimane il pilastro fondamentale per la salute della madre e del nascituro.

La scienza moderna e le microplastiche

Oggi, l'attenzione della comunità scientifica si è spostata anche sull'impatto ambientale nello sviluppo fetale. Lo studio italiano guidato da Antonio Ragusa, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma, ha dimostrato per la prima volta al mondo la presenza di microplastiche nella placenta umana.

Utilizzando la microspettroscopia Raman, i ricercatori hanno isolato particelle di materiale artificiale sia sul lato fetale che su quello materno delle placente analizzate. Questa scoperta, che ha suscitato un enorme interesse internazionale, ci costringe a riflettere profondamente: se la plastica è il materiale che caratterizza la nostra era, la sua presenza nel grembo materno ci pone di fronte alla necessità di rivedere il nostro rapporto con l'ambiente. La placenta, in questo senso, perde la sua connotazione di santuario inespugnabile, rendendo evidente che ciò che disperdiamo nell'ecosistema torna a far parte del nostro corpo e del corpo delle generazioni future.

infografica sui rischi legati all'inquinamento ambientale durante la gravidanza

Verso una consapevolezza storica e biologica

La riscoperta dei testi di Catone e Platina ci insegna che la cultura mediterranea è intrinsecamente legata all’osservazione del ciclo vitale e alla cura del nutrimento. Allo stesso modo, le moderne scoperte mediche ci pongono di fronte alla fragilità del sistema che garantisce la vita.

Che si tratti di interpretare una ricetta antica per onorare la tradizione o di comprendere le dinamiche complesse della placenta umana, l'approccio richiesto è il medesimo: rispetto, attenzione ai dettagli e consapevolezza. Il cibo di duemila anni fa, con il suo sapore terroso e genuino di miele e alloro, ci invita a riflettere sulla semplicità perduta; la scienza contemporanea, con i suoi dati e le sue analisi, ci spinge a proteggere il futuro. Entrambe le prospettive convergono nel celebrare l'importanza della placenta, pilastro di vita, in tutte le sue multiformi declinazioni, dalla tavola al grembo.

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