L'acqua è sinonimo di vita. Tutto ha origine da questo elemento ed è lì che, soprattutto i neonati, trovano la propria dimensione ideale. Dopo aver trascorso nove mesi nel liquido amniotico, nuotare è un’attività naturale per bambini e bambine. In acqua assistiamo a una sorta di magia: i neonati si muovono con naturalezza, si immergono ad occhi aperti, si sentono a loro agio. Guardarli desta stupore e ammirazione. Questo spiega perché molte donne decidano di partorire in acqua e sempre più genitori di iscrivere i propri neonati a corsi di nuoto. Questo ambiente, infatti, ricorda loro le sensazioni provate durante la permanenza nel liquido amniotico. In piscina i bambini ritrovano quella libertà di movimento di cui altrimenti sarebbero privi e riscontrano una serie di benefici che influiscono sul loro sviluppo e benessere.
In acqua la percezione delle emozioni è più forte, il movimento è rallentato, l’ambiente è sicuro. L’acquaticità neonatale è un’opportunità per conoscere meglio i nostri bambini e bambine e sviluppare con loro un legame di fiducia duraturo, saldo e speciale. Favoriscono un rapporto positivo con l’elemento liquido, fin dalla primissima infanzia. Il neonato è stato immerso per tutta la durata della gravidanza nel liquido amniotico e, della vita intrauterina, conserva un ricordo motorio e sensoriale. Grazie alla frequenza di corsi di acqua baby fin dai primi mesi, i piccoli possono quindi recuperare in modo istintivo e naturale il loro legame con l’elemento liquido.

L'Acquaticità Neonatale: Un'Opportunità Unica per la Crescita
Perché un articolo sull’acquaticità neonatale? Principalmente per due motivi fondamentali. Il nuoto per neonati, oltre a essere un’attività che favorisce il movimento, ha una valenza psicopedagogica elevata e fonda le sue basi sui pilastri della relazione e dell’educazione. Per favorire le dinamiche relazionali, gli operatori del settore hanno bisogno di seguire una formazione specifica che vada oltre a quella connessa alla disciplina sportiva e comprenda il mondo dei contesti 06 nella sua globalità. In questo contesto, l'acquaticità neonatale, oltre a essere un’esperienza educativa e formativa, è un momento di svago e divertimento durante il quale i bambini e le bambine (così come i genitori) dovrebbero divertirsi, stare bene, ridere e recuperare le energie.
A Chi Si Rivolge Questa Guida
Ci rivolgiamo quindi sia ai genitori che vorrebbero informazioni sui benefici di un corso di nuoto per neonati, sia agli educatori, educatrici e agli operatori del settore nuoto. Questo per fornire una panoramica completa che soddisfi sia le curiosità pratiche delle famiglie che le esigenze formative dei professionisti. Prima di scoprire insieme cos’è l’acquaticità neonatale, quali sono i benefici dell’attività e perché è importante per il benessere di bambini e bambine, è utile rispondere ad alcune delle domande più frequenti poste dai genitori su questo tema.
Acquaticità Neonatale
Le Domande Più Frequenti dei Genitori sull'Acquaticità Neonatale
Portare il proprio neonato in piscina per la prima volta è una delle esperienze più emozionanti - e anche un po' ansiose - che i neo-genitori possano vivere. Domande come "A che età si può iniziare?", "È sicuro?", "Di cosa ho bisogno?" sono assolutamente normali. Ecco alcune risposte chiare e concise.
Quando è Possibile Iniziare un Corso di Acquaticità Neonatale?
Non esiste un'età minima universale, ma la maggior parte degli istruttori certificati FIN consiglia di iniziare non prima dei 2-3 mesi di vita. L’età migliore per affrontare la prima lezione è precoce, già intorno ai due o tre mesi e, comunque, entro i sei. In questa fase il bambino ha già ricevuto le prime vaccinazioni obbligatorie e il suo sistema immunitario è più pronto. Per poter portare un neonato in piscina è necessario che egli abbia compiuto dai 3 ai 5 mesi di vita. A quel punto, l’ombelico sarà completamente cicatrizzato e il bambino sarà già stato sottoposto a tutti i vaccini obbligatori. Inoltre, dal momento che anche mamma e papà, o uno dei due, dovranno immergersi in acqua con lui, è meglio che entrambi abbiano superato a pieno la fase di recupero post-partum, un processo che può richiedere anche alcuni mesi. L'età migliore per affrontare la prima lezione è precoce, già intorno ai due o tre mesi e, comunque, entro i sei. Un periodo giusto anche per la mamma, per dar modo al pavimento pelvico e alla muscolatura addominale di superare lo stress indotto dalla gravidanza prima di riprendere appieno l’attività fisica.
Con Quale Frequenza è Opportuno Portare i Bambini in Piscina?
Un consiglio generale rispetto alla questione acquaticità neonatale è di iniziare gradualmente, portando il neonato in piscina una sola volta a settimana per circa mezz’ora. Nei primi mesi di vita è sufficiente un ciclo mono-settimanale di lezioni, che può diventare bisettimanale dai tre anni in poi.
Per Quanto Tempo un Neonato può Rimanere in Acqua?
Gli incontri di acquaticità durano in genere 40 minuti. Questo tempo è ottimale per permettere ai neonati di godere dei benefici senza affaticarsi. Ogni incontro, che dura più o meno sessanta minuti, comincia aiutando il bambino a prendere confidenza con l’ambiente.
Qual è la Temperatura Ideale dell’Acqua per i Neonati?
Per i neonati, la temperatura dell'acqua è fondamentale. L’acqua deve essere calda, circa 32°. Le piscine dove si lavora a Roma, ad esempio, mantengono 32°C, la temperatura ideale per bambini sotto i 12 mesi. Una vasca troppo fredda (sotto i 30°C) può causare ipotermia e stress. La vasca più indicata per i corsi di acqua baby è profonda un metro e quaranta, non è troppo grande (10x15 metri) e ha una temperatura di circa 32 gradi. La temperatura dell’acqua così come quella dell’ambiente circostante sia compresa tra i 32 e i 37°C.
Cosa Serve per un Corso di Acquaticità Neonatale?
Per il neonato, l'essenziale comprende un costume contenitivo da indossare sopra al pannolino. È necessario il costume contenitivo, il pannolino da piscina e la cuffia. Il pannolino usa e getta serve ad evitare che vi siano problemi in vasca che obbligherebbero all’interruzione della lezione. Sopra al pannolino va indossato il costume contenitivo che terrà tutto fermo al suo posto: puoi sceglierne di vario tipo, quelli dotati di bottoni regolabili sono i più consigliati per una lunga durata. Per il bambino è indicato l’uso di pannolini da nuoto per l’infanzia e, per i più freddolosi, una piccola muta. Per il genitore, prima di accedere agli spogliatoi è necessario indossare le ciabatte. In vasca serve il costume, la cuffia e un asciugamano. Il genitore che accompagna, ove possibile, può accedere in pantaloni e si consiglia una maglietta leggera visto che l’ambiente è molto caldo. Cuffietta, costume e occhiali sono invece richiesti per i genitori.
È Pericoloso Portare un Neonato in Piscina?
Sebbene si tratti di un’attività sempre più diffusa, molti genitori riservano non poche remore rispetto al nuoto neonatale. Tanti papà e tante mamme si chiedono, infatti, se portare un neonato in piscina possa essere pericoloso. La risposta a questa domanda più che lecita è negativa: no, la piscina non è pericolosa per i neonati. Il bambino, soprattutto nei primi mesi, conserva il ricordo della vita intrauterina, quand’era completamente immerso all’interno del liquido amniotico. Questi, dunque, memore dei 9 mesi trascorsi nell’utero, è dotato di un naturale istinto di sopravvivenza in acqua e sarà in grado di stare a galla senza problemi. Inoltre, per un riflesso neonatale noto come riflesso dell'apnea, egli riconosce quando è il momento di chiudere l'epiglottide così da non ingoiare l'acqua e trattenere il fiato durante l'immersione. Questa memoria, tuttavia, dura fino ai 6 mesi ed è per questo che l’approccio con il nuoto deve avvenire il prima possibile. Inoltre, non c’è di che preoccuparsi dal momento che il genitore, o entrambi, starà sempre al fianco del bambino, reggendolo per tutta la durata del bagno. I piccoli hanno la possibilità di recuperare il riflesso innato di apnea, le istintive capacità natatorie e di flessione del capo, ma soltanto se guidati dall’ostetrica, all’interno di uno specifico percorso. "Parliamo di riflessi innati, ma questo non va confuso con l’autonomia del bambino, che a questa età deve essere sempre sorvegliato", spiega l’ostetrica Giulia Andrenacci. Lo scopo primario non è insegnare a nuotare o a immergersi, quanto aiutare i bimbi a vivere con fiducia il rapporto con l’acqua: una sensazione positiva che porteranno con sé anche quando saranno più grandi.

Il Cloro Fa Male al Bambino?
Il cloro è un agente disinfettante che non può assolutamente mancare nell’acqua di una piscina. In quanto genitore, è normale nutrire dei dubbi riguardanti l’impatto che questa sostanza potrebbe avere sul bambino e sulla sua pelle estremamente delicata, ma, se la sua presenza è contenuta, il piccolo non corre alcun pericolo. Per ulteriore precauzione, tu e il tuo partner potreste informarvi presso la struttura sportiva da voi selezionata rispetto all’eventuale dotazione da parte loro di un meccanismo di depurazione a riciclo rapido, un sistema che limita la quantità di cloro disciolta nell’acqua.
I Benefici Profondi dell'Acqua per lo Sviluppo del Neonato
L’idrochinesiologia per bambini è un’attività che offre numerosi vantaggi. Il movimento in acqua, oltre ad essere vantaggioso per gli adulti, è fonte di beneficio anche per bambini e bambine e il nuoto neonatale è un’opportunità per favorire lo sviluppo e la crescita già dai primi mesi di vita in un ambiente dove tutto è più semplice, ovattato e soffice. La piscina e i neonati ritrovano il loro elemento ideale.
Il Contatto Primordiale: Ritorno all'Ambiente Intrauterino
In piscina il bambino rientra in contatto con l’elemento primordiale da cui tutto ha avuto origine, la sua vita compresa, ovvero l’acqua. Per lui, sarà come tornare nella dimensione intrauterina, un ambiente confortevole dove si sentiva protetto e al sicuro. Pensiamo all’effetto antalgico provocato dal calore del liquido nel quale ci muoviamo che, quando raggiunge una temperatura di circa 33-35°, allevia il dolore perché alza la soglia della sensibilità. L’acqua è un elemento in grado di donare un’intensa sensazione di benessere fisico e mentale che perdura anche dopo l’attività e permette alle persone di stare bene, nel senso letterale dell’espressione.
Rafforza il Rapporto tra Genitore e Bambino
La dimensione relazionale è uno degli aspetti più importanti del nuoto per bambini: durante un corso in acqua per neonati si crea un rapporto di cooperazione tra la mamma o il papà e il bambino o bambina, che collaborano insieme per raggiungere uno scopo. In acqua, il contatto pelle a pelle è più forte e permette ai neonati di percepire meglio le sensazioni del genitore: l’abbraccio della mamma, del papà è fondamentale per valorizzare la relazione affettiva e conoscersi meglio. Per questo motivo, gli operatori del settore suggeriscono di far accompagnare il neonato dal genitore che ha una maggiore dimestichezza con l’acqua e si sente sicuro/a nell’ambiente, in modo da trasmettere il senso di protezione e sicurezza anche ai bambini/e. I corsi di acquamotricità neonatale, però, non sono solo un’esperienza importante per il tuo bambino, ma sono anche e soprattutto un’occasione unica e speciale per te, per conoscere sempre meglio il tuo piccolo e metterti alla prova di fronte alle sue reazioni. L’acquaticità neonatale è un’attività che valorizza e fortifica la relazione tra genitore e bambino/a, migliora la percezione delle emozioni, favorisce lo sviluppo sensomotorio. L'esperienza in piscina, oltre a favorire un rapporto positivo con l’acqua, stimola lo sviluppo senso-motorio e muscolo-scheletrico e rinforza il sistema immunitario. Ma soprattutto i corsi di acqua baby sono un momento di gioia, libertà e condivisione, e rappresentano un’occasione importante di comunicazione con i genitori, grazie alla quale si rafforzano i legami affettivi e, più in generale, si aumenta la sensazione di sicurezza. “Questo vale per i piccoli, ma anche per gli adulti, che spesso in acqua acquistano maggiore dimestichezza nel tenere il bambino”, racconta l’ostetrica Giulia Andrenacci. “Il neonato si muove in modo diverso e questo permette di sperimentare nuove forme di interazione."
Migliora la Fiducia in Sé Stessi e l'Autostima
Quando bambini e bambine giocano in acqua, prendono dimestichezza con l’ambiente circostante e - poco alla volta -, si rendono conto di riuscire a raggiungere dei piccoli traguardi: afferrare un gioco, eseguire un’immersione, scivolare sull’acqua. L’incoraggiamento da parte del genitore e dell’operatore permette ai bambini/e di capire quando ottengono il risultato voluto: la dinamica favorisce la fiducia e la sicurezza, presupposto importante per la crescita. Attraverso il gioco in acqua bambine e bambini acquisiscono una maggiore consapevolezza dello spazio in cui si trovano e della percezione del corpo in questo spazio (capacità cinestesica).
Sviluppa le Competenze Motorie e la Consapevolezza Corporea
Il nuoto per neonati stimola, attraverso il gioco, le capacità percettive, senso-motorie e la conoscenza del corpo. L’acquaticità neonatale sviluppa, sin dai primi mesi di vita, le capacità motorie dei neonati (per questo viene anche definita acquamotricità neonatale) e favorisce il movimento fluido e dinamico. Immersi nell’acqua e solleticati con attività ludiche calibrate in base all’età, bambini e bambine migliorano il coordinamento muscolare, l’equilibrio, il controllo del proprio corpo, la velocità dei movimenti. Gli operatori suggeriscono di portare in piscina bambini e bambine per ottimizzare lo sviluppo psicomotorio e l’apprendimento. Il nuoto rinforza l’apparato muscolo-scheletrico, l’elasticità e la forza: i bambini traggono giovamento a livello posturale e imparano a tenere la schiena dritta con maggiore facilità. Il nuoto neonatale è un’attività utile per imparare a controllare la respirazione e favorire lo sviluppo sano del sistema cardiocircolatorio. I movimenti eseguiti dal neonato per stare a galla stimolano la crescita e influiscono positivamente sullo sviluppo dei muscoli e dell'ossatura. Pensiamo alla facilità nell’esecuzione dei movimenti e alla possibilità di controllare il nostro corpo in un ambiente protetto e sicuro, dove diminuisce anche il rischio di farsi male perché la tensione sulle articolazioni è ridotta (l’acqua sostiene circa i 9/10 del peso corporeo).
Dona una Sensazione di Rilassamento e Regolarizza Ritmi Importanti
Dopo la fase di gioco durante la quale bambini e bambine sentono il bisogno di scoprire, esplorare, muoversi e giocare (fase in cui tendono a mettere in bocca qualsiasi oggetto gommoso che passa sotto mano, è normale), percepiscono la sensazione di rilassamento favorita dal calore dell’acqua. Di solito, durante gli ultimi minuti di una lezione di acquaticità neonatale, gli operatori promuovono esercizi che permettono a bambini/e e genitori di distendere corpo e mente, abbassare il battito e ritrovarsi in un caldo abbraccio. Il nuoto neonatale diventa così un toccasana per regolarizzare il sonno dei bambini (spesso i neonati si addormentano in acqua, al termine del corso) e stimolare l’appetito: preparatevi per una poppata post corso. L’immersione in acqua risulta per il bambino particolarmente rilassante, ma anche divertente poiché lì il piccolo, a differenza che sul passeggino o sul seggiolino, è libero di muoversi come meglio crede. Di conseguenza, essendo più rilassato, il neonato farà meno fatica ad addormentarsi e, in virtù di ciò, possiamo affermare che il nuoto migliori notevolmente la qualità del sonno, un dato che farà molto felici tutti quei genitori esausti e provati da notti insonni. Va sottolineato inoltre che, nuotando, il corpo del bambino rilascia endorfine, provando una sensazione di prolungato benessere. A giovarne sarà anche l’appetito: dopo lo sforzo fisico, il piccolo sarà più propenso a mangiare.

Promuove la Socialità e l'Interazione con i Pari
Inserire i bambini e le bambine in un corso in acqua per neonati significa farli entrare subito in una dimensione sociale altra da quella della casa - un po’ come avviene al Nido e alla Scuola dell’Infanzia -, e incontrare nuovi compagni di gioco. Dal settimo mese in poi, bambini e bambine iniziano a interagire non solo con il genitore, ma anche con l’operatore e, soprattutto, con gli altri bambini/e. Il baby nuoto è un’attività sociale che migliora la capacità di gestire i rapporti interpersonali e permette ai bambini/e di entrare in sintonia con i pari attraverso il gioco, lo scambio, il tatto.
Acquaticità Neonatale
Le Tappe del Percorso di Acquaticità Neonatale: Un Viaggio di Scoperta
L’idrochinesiologia per neonati prende il nome di percorso nascita perché i bambini e le bambine intraprendono - prima insieme ai genitori e poi in autonomia -, un viaggio educativo alla scoperta del proprio corpo, delle relazioni, del movimento. Di solito i corsi di acquaticità neonatale e baby comprendono sei step, ognuno caratterizzato da specifiche acquisizioni e approcci.
Da 3 a 6 Mesi: I Primi Contatti e il Legame di Fiducia
Nella prima fase i neonati sono sempre accompagnati dall’abbraccio e dal sostegno del genitore: è il momento in cui si solidifica la relazione e il legame di fiducia. In acqua effettuiamo le prime prese (supina e prona), le immersioni e le manipolazioni. È in questo periodo che il bambino rafforza il suo naturale istinto di sopravvivenza in acqua e la memoria del riflesso dell'apnea.
Da 7 a 14 Mesi: La Fase della Conoscenza e della Socialità
Siamo nella fase della conoscenza e della socialità, durante la quale bambini e bambine iniziano ad aprirsi alla conoscenza dell’altro e dell’ambiente: usano le mani per afferrare oggetti, restano in posizione seduta, muovono gambe e braccia per sentire l’acqua e incontrano i compagni/e. In questa fase si rafforzano le interazioni e la consapevolezza dello spazio circostante.
Da 15 a 23 Mesi: Sperimentazione e Sviluppo Motorio
È meraviglioso osservare bambini e bambine in questa fase perché è quella in cui sviluppano meglio le capacità motorie, percepiscono il corpo e sentono l’esigenza di sperimentare e muoversi nello spazio. Gli operatori iniziano a proporre i primi esercizi volti a definire i movimenti in acqua, stimolando ulteriormente il coordinamento e l'equilibrio.
Dai 24 ai 36 Mesi: Il Passaggio all'Autonomia
Il passaggio all’autonomia è delicato e bisogna gestirlo con cura: il genitore è ancora in acqua ma lascia il bambino/a da solo/a con l’operatore e gli amici per sperimentare una nuova dimensione. In questa fase i piccoli/e acquisiscono maggiore sicurezza e iniziano a sviluppare una propria indipendenza nell'ambiente acquatico.
Dai 3 ai 4 Anni: Primi Esercizi di Nuoto e il Distacco dal Genitore
Il genitore non entra più in acqua: accompagna il bambino/a dall’operatore, lo/la saluta con un abbraccio forte e una frase di incoraggiamento e assicura di essere “lì sugli spalti a guardarti mentre nuoti”. In questa fase non parliamo più di acquaticità ma di esercizi di nuoto e l’operatore pone le basi per l’insegnamento della disciplina anche se è sempre presente l’aspetto ludico-educativo.
Dai 4 ai 5 Anni: Acquisizione della Tecnica e Valori Educativi
Bambini e bambine sono ormai indipendenti in acqua e pronti ad acquisire le nozioni sulla tecnica del nuoto: questo è il momento della concentrazione, dell’apprendimento, della formazione, fondamentale per trasmettere valori come l’importanza dell’ascolto, la cooperazione tra compagni, l’educazione. L’obiettivo dei percorsi di acquaticità neonatale è trasmettere ai bambini e alle bambine l’amore per l’acqua, che diventa un elemento amico, un ambiente in cui stare bene, un luogo di relazione. Nonostante il nuoto sia uno degli sport più completi perché permette di allenare un numero elevato di distretti muscolari, sarà il bambino/a a scegliere se farlo diventare la disciplina della vita oppure no. A prescindere dalla decisione, se i nostri bambini e bambine sanno nuotare ci sentiamo più sicure e sicuri quando siamo al mare, al lago o durante le feste di compleanno in piscina.
Preparazione e Scelta della Struttura: Consigli Pratici per i Genitori
La scelta del luogo e la preparazione adeguata sono cruciali per garantire un'esperienza positiva e sicura per il neonato e i genitori.
Dove Praticare l'Acquaticità Neonatale: La Scelta della Piscina Ideale
Se desideri intraprendere un percorso di acquaticità neonatale insieme al tuo bambino, informati presso le piscine della tua zona. Prediligi in particolar modo strutture attrezzate, nei cui spogliatoi sia possibile contare sulla presenza di fasciatoi e box dove tu possa cambiare il neonato dopo il bagnetto. Verifica che le condizioni igieniche siano ottimali e che la temperatura dell’acqua così come quella dell’ambiente circostante sia compresa tra i 32 e i 37°C. Una volta scelto il centro sportivo che fa al caso tuo, puoi decidere se praticare del nuoto libero, nuotando con il tuo bambino in totale autonomia, o iscrivervi a uno dei corsi disponibili. In quest’ultimo caso, informati preventivamente sul numero di bambini ammessi e assicurati che questo non superi quota 10.
L'Importanza di un Operatore Qualificato: Il Ruolo dell'Ostetrica e del Formatore
L’acquaticità neonatale è un’attività che valorizza e fortifica la relazione tra genitore e bambino/a, migliora la percezione delle emozioni, favorisce lo sviluppo sensomotorio: la presenza di un operatore preparato e formato è indispensabile per facilitare le dinamiche relazionali e di movimento. Per questo suggeriamo a chi si occupa di idrochinesiologia per neonati di seguire percorsi formativi specifici per i contesti 06 e affinare le competenze necessarie a far crescere bambini e bambine e a favorire il loro benessere. Non tutti gli istruttori sono specializzati in acquaticità neonatale. Molti offrono una prima lezione gratuita proprio per permettere a genitori e bambini di conoscersi senza impegno. "Ci sono bambini più o meno predisposti, e questo viene verificato insieme all’ostetrica che segue il corso", spiega Giulia Andrenacci, ostetrica e acquamotricista prenatale e postnatale. Fondamentale, da questo punto di vista, è la costanza. Sono tante le piscine che organizzano corsi di acqua baby, ma quando possibile si consiglia di scegliere un percorso guidato dall’ostetrica, figura professionale che conosce a fondo le competenze del bambino e può aiutare la mamma nel modo migliore, offrendole un vero e proprio percorso di benessere psicofisico. “L’ostetrica personalizzerà il corso in base all’età del bambino, tenendo conto delle tappe di sviluppo motorio e relazionale”, spiega Giulia Andrenacci.
Cosa Mettere nel Borsone per la Piscina: L'Equipaggiamento Essenziale
Questa è la domanda che ovviamente i genitori si fanno più spesso: di cosa ho esattamente bisogno per gestire al meglio l’esperienza del mio piccolo? Per facilitare l’acquisto si possono considerare i prodotti presenti su Amazon o in qualsiasi negozio fisico o on-line. Servono come traccia per orientarsi tra i tanti prodotti esistenti.
Per il Neonato: Comfort e Sicurezza
Per il neonato è fondamentale un costume contenitivo da indossare sopra al pannolino. Scegli dei pannolini impermeabili oppure opta per costumi contenitivi. Il pannolino da piscina è usa e getta e serve ad evitare che vi siano problemi in vasca che obbligherebbero all’interruzione della lezione. Sopra al pannolino va indossato il costume contenitivo che terrà tutto fermo al suo posto: puoi sceglierne di vario tipo, quelli dotati di bottoni regolabili sono i più consigliati per una lunga durata. Per i più freddolosi, una piccola muta può essere un'ottima aggiunta. Metti nel borsone una manciata di giochi con cui intrattenere il bambino mentre è immerso in acqua. Scopri anche le piscine gonfiabili per bambini, braccioli e salvagenti ideali per rendere l’estate ancora più divertente e sicura. Offri al tuo bambino la possibilità di giocare in tutta sicurezza con i nostri giochi d’acqua per bambini, perfetti per i primi approcci al nuoto. Le nostre piscine gonfiabili sono progettate per offrire comfort e sicurezza, mentre i braccioli e i salvagenti garantiscono un sostegno adeguato nelle attività acquatiche. I braccioli per bambini e i salvagenti per bambini sono fondamentali per la sicurezza in piscina. Scegli i migliori modelli per una protezione ottimale, che permettano al tuo piccolo di divertirsi senza preoccupazioni.
Per il Genitore Accompagnatore: Praticità e Igiene
Prima di accedere agli spogliatoi è necessario indossare le ciabatte. In vasca serve il costume, la cuffia e un asciugamano. Il genitore che accompagna, ove possibile, può accedere in pantaloni e si consiglia una maglietta leggera visto che l’ambiente è molto caldo. Cuffietta, costume e occhiali sono indispensabili per il genitore.
Dopo il Bagno: Cura e Asciugatura
Una volta finita la lezione si può accedere ai lavatoi per spogliare l’allievo e lavarlo. Porta con te il detergente che utilizzi per il bagnetto, i rubinetti con acqua calda e i fasciatoi ti permetteranno di lavarlo, asciugarlo e rivestirlo in sicurezza. Dopo il bagno, assicurati di asciugare il neonato attentamente, soprattutto all’interno delle orecchie. Porta sempre due asciugamani così ne avrai uno per quando uscirete dalla piscina e un altro da utilizzare dopo la doccia. > Acquista su Amazon il detergente protettivo e delicato di Euphidra in offerta speciale!
Neonati al Mare: Una Guida per le Prime Esperienze Marine
La prima volta al mare è un’emozione senza pari, ma prima di tuffare un neonato in questa nuova ed esaltante esperienza, occorre essere piuttosto cauti. Anche se tu e il tuo bambino avete frequentato da mesi un corso di nuoto, tieni sempre presente che tra il mare e la piscina vi sono delle differenze abissali. L’acqua marittima, infatti, è più fredda e agitata, senza considerare che, essendo salata, può irritare significativamente la gola e gli occhi del piccolo. Inoltre, quando sono ancora neonati, bisogna limitare la loro esposizione al sole e alla salsedine, dunque, come primo approccio, è meglio dotarsi di una baby piscina gonfiabile da tenere sotto l’ombrellone: in questo modo, il tuo bambino sarà più protetto ma comunque felice. Nonostante ciò, con alcune accortezze, è comunque possibile fargli fare il suo primo bagnetto in mare.