Il conto alla rovescia per il giorno più emozionante della vita: il parto. Quando si comincia a preparare la valigia per l’ospedale significa solo una cosa: il grande momento è più vicino e tutto deve essere assolutamente in ordine. Camicia da notte per il parto? Ce l’ho. Vestaglia? Presente. Pantofole? Al loro posto. Prodotti per l’igiene? Prontissimi. Cos’è questo… appello? Oggi vogliamo soffermarci su qualcosa davvero indispensabile: la camicia da notte per il parto. Vi sembra un accessorio di poco conto? Non lo è affatto e adesso vediamo perché.

Quando si fa la valigia per il parto
La valigia per il parto contiene tutto l’essenziale di cui la mamma e il neonato hanno bisogno durante la degenza in ospedale o in clinica. In genere, sono le stesse strutture sanitarie a fornire una lista di ciò che è considerato davvero utile, in modo da lasciare a casa il superfluo. La prima cosa da ricordare è che, a meno che non si abbia quella singola, si condividerà la stanza con altre donne, quindi non ci si può caricare come per un viaggio intercontinentale: lo spazio non è mai enorme.
Quando fare la valigia per il parto? Pur non essendoci una risposta valida per tutte, bisogna trovare una via di mezzo: prepararla troppo presto (per esempio all’inizio del secondo trimestre) sarebbe davvero prematuro. Di contro però non ci si può ridurre nemmeno all’ultimo minuto, a ridosso della data presunta del parto. Che fare se il bimbo decide di abbracciare la sua mamma e nascere in anticipo? Diciamo quindi che intorno a 33-34 settimane sarebbe opportuno completare il proprio borsone e quello del piccino, in modo da non farsi cogliere di sorpresa nel caso in cui per qualche motivo si avvii il travaglio.
L'essenziale da portare in ospedale
Come accennato, solitamente i reparti di ostetricia e ginecologia danno indicazioni piuttosto dettagliate su cosa serve in ospedale per il parto. Oltre al corredino del neonato, anche la mamma deve portare con sé un po’ di cose per i 3-4 giorni in cui sarà ricoverata. Ecco un elenco “basic” che potrebbe anche essere integrato da altro:
- Camicia da notte o pigiama.
- Vestaglia.
- Pantofole e ciabatte per la doccia.
- Calzini.
- Assorbenti post parto e slip monouso.
- Accappatoio (soprattutto in caso di parto in acqua) e asciugamani.
- Beauty case con l’occorrente per la cura personale e phon.
- Detergente intimo specifico per chi ha partorito.
- Reggiseno allattamento (più coppette assorbilatte o paracapezzoli).
Regolatevi in base alle richieste dell’ospedale, ma non esagerate con le quantità! La borsa per l'ospedale può essere alquanto complicata da preparare, soprattutto quando la futura mamma è al suo primo parto. È normale, infatti, sentirsi emozionate e un po' confuse con l'avvicinarsi del tanto atteso travaglio.
6 Prepariamo la valigia
A cosa serve la camicia da notte per il parto
La camicia da notte per il parto non ha una funzione puramente estetica. Semplicemente vi “veste” e vi “accompagna” in questo momento magico ed emozionante, ma anche dopo, quando tornate nella stanza e iniziate la nuova avventura con vostro figlio. La differenza sostanziale con una camicia da notte “normale” è che deve agevolare le visite mediche e, dopo il parto, l’allattamento.
La camicia da notte parto non è irrinunciabile se partorite con un cesareo, poiché in quel caso di solito la mamma indossa il classico camice chirurgico usa e getta dell’ospedale. Dopo l’intervento, però, vi servirà eccome. Una bella camicia da notte per il parto vi farà sentire a posto durante i controlli da parte dei medici e, covid permettendo, gli incontri con i vostri cari. Inoltre, sarà “immortalata” insieme a voi nelle prime foto con il neonato. Ecco perché va scelta con cura.
Camicia da notte o pigiama?
Siete tifose sfegatate del pigiama? Tecnicamente nulla vieta di utilizzarlo per il parto, ma in realtà è un tantino scomodo. Durante il travaglio, le ostetriche dovranno visitarvi per controllare ad esempio che la dilatazione proceda bene. E per far questo è necessaria l’esplorazione della cervice uterina con le mani. Abbassare ogni volta i pantaloni del pigiama è davvero poco pratico. Meglio alzare o aprire la camicia da notte e via.
Il pigiama è sconsigliato in caso di cesareo perché l’elastico stringerebbe proprio a livello della ferita, una sensazione certamente poco piacevole. Se vi piacciono tanto, i pigiami potrebbero essere una valida alternativa dopo aver partorito. Ci sono modelli molto carini che facilitano l’allattamento, anche se va sottolineato che non sono esattamente il massimo del comfort per le visite dei medici.

I criteri di scelta: comodità e funzionalità
La camicia da notte parto ideale dovrebbe avere alcune caratteristiche fondamentali. Innanzitutto la comodità: è la regola numero 1 perché non deve intralciare i movimenti durante travaglio e parto. Non dovrebbe mai stringere o dar fastidio.
In secondo luogo, la traspirabilità: in inverno gli ospedali sono molto riscaldati, in modo da accogliere al meglio i neonati e le loro mamme. Scegliete tessuti traspiranti che, anche in estate, lascino la pelle libera di respirare durante lo sforzo del parto. La sobrietà è un altro fattore: linee pulite, morbide, senza troppi fronzoli, sono la ricetta vincente per sentirsi a proprio agio. Infine, la lunghezza media: una camicia da notte troppo lunga potrebbe essere un intralcio, mentre una eccessivamente corta potrebbe risultare poco appropriata.
Non dimenticate il costo: la camicia da notte per il parto ha un destino segnato, ovvero si sporca. Vi suggeriamo di non spendere moltissimo per quella che utilizzerete in sala parto, mentre per la degenza potete optare per qualcosa di più ricercato.
L'importanza dei bottoni e delle aperture
Non è affatto un caso che la comodità sia al primo posto. E se c’è una cosa che rende comodo questo capo d'abbigliamento sono i bottoni (vanno bene sia quelli con asola che gli automatici).
Una camicia da notte con bottoni completamente aperta davanti ha svariati vantaggi:
- Si indossa agevolmente anche con un pancione di circa 40 settimane.
- Facilita le visite ostetriche o il controllo cardiotocografico.
- Se avete scelto di fare il parto in acqua, la toglierete in un secondo.
- È super pratica quando si allatta, evitando di doversi “spogliare” completamente.
Sì anche ai modelli “a portafoglio” con allacciatura ad incrocio, che offrono un’apertura ancora più naturale. I bottoni frontali sono preferibili a quelli sul retro, poiché in quest’ultimo caso bisognerebbe sempre chiedere aiuto a qualcuno per abbottonarli o sbottonarli.
Tessuti e materiali: il benessere della pelle
Per quanto riguarda i tessuti, il primo consiglio è quello di preferire sempre le fibre naturali. Al contrario, quelle sintetiche sono da evitare perché, non essendo traspiranti, rischiano di risultare fastidiose per la pelle. Nei soggetti più sensibili potrebbero anche scatenare reazioni cutanee, irritazioni o allergie.
La camicia da notte parto in cotone è il “top”: è fresca, traspirante e assorbente. Questo tessuto è “4 stagioni”: potete utilizzarlo sempre, scegliendolo più o meno pesante. Un ottimo materiale è anche il modal, derivato dalla cellulosa, noto per la sua morbidezza e la capacità di assorbire l’umidità.
Se siete molto freddolose e partorite in inverno, il caldo cotone può essere una valida alternativa. Meglio lasciar stare la lana, la flanella, la felpa e il pile: ricordate che negli ospedali i riscaldamenti sono sempre molto alti. Se sentite freddo, mettete la vestaglia o un golfino aperto davanti sopra la camicia da notte in cotone.

Maniche: corta, lunga o a 3/4?
Un altro aspetto da considerare è la lunghezza delle maniche:
- Manica corta: È quella che i medici preferiscono perché consente di effettuare velocemente alcune manovre, come ad esempio inserire un ago per la flebo.
- Manica lunga: Molto amata da chi soffre il freddo, ma fate attenzione che il polsino non sia troppo stretto per non ostacolare i movimenti.
- Maniche a 3/4: Un ottimo compromesso; coprono un po’ di più, ma lasciano il braccio sufficientemente libero.
Quante camicie da notte servono?
Tra parto e degenza, vi serviranno 2-3 camicie da notte. Se poi dovessero essere poche, potete farvele portare da casa successivamente. Poiché dopo il parto dovrete ancora affrontare il flusso post-parto in ospedale, al centro nascita o a casa, vi consiglio di indossare camicie da notte di colori meno tenui, come il blu scuro o il nero.
Come scegliere la taglia giusta
Quale taglia dev’essere la camicia da notte parto? Si entra con il pancione e si esce un bel po’ più “magre”. Quando acquistate la camicia da notte per il parto orientatevi su una premaman; così il problema della pancia è già risolto in partenza. Per quelle da usare durante la permanenza in ospedale tenete presente che l’addome non torna immediatamente alle dimensioni pre gravidanza. Quindi, scegliete camicie da notte che siano un paio di taglie più grandi di quelle che usavate prima di rimanere incinta.
In generale, se siete tra due taglie, è preferibile una vestibilità più morbida. La camicia da notte per il parto deve accompagnare i cambiamenti del corpo senza comprimere.

Considerazioni finali sull'acquisto
Prima di acquistare, verificate tempi di evasione, tempi di consegna stimati e facilità di reso/cambio taglia. Gli e-commerce online consentono di accedere a una selezione molto più ampia e di consultare le recensioni di altre mamme, spesso fondamentali per valutare la qualità del tessuto.
Scegliete sempre un negozio o un brand affidabile. Molte camicie da notte per partorire sono progettate con vestibilità ampia e tessuti elasticizzati per adattarsi ai cambiamenti del corpo. Una camicia da notte per l’allattamento, in particolare, rappresenta la soluzione perfetta per ogni futura mamma: le aperture integrate, che semplificano le operazioni collegate all’allattamento, la rendono la compagna perfetta in questa nuova avventura. Indossatela alcune settimane prima del parto con e senza intimo per abituarvi al tessuto. Così facendo, potrete sentirvi completamente a vostro agio e rilassate durante il travaglio.