L’infertilità è un problema che genera conseguenze emotive molto importanti per la coppia. Quando una persona desidera avere un figlio e non riesce a farlo, iniziano a comparire alcuni sintomi che generano uno stato di disagio. Di conseguenza, aspetti importanti come l’autostima, il sonno, la vita di coppia, le relazioni sessuali, i progetti per il futuro, la vita sociale, ecc. In queste circostanze, i sentimenti di ansia e depressione sono molto diffusi. Come se non bastasse, questa situazione di “sofferenza” viene spesso minimizzata o addirittura banalizzata dalla società, che vede questo problema come qualcosa di poco importante.
Questa situazione di stress emotivo si intensifica durante i trattamenti di riproduzione assistita (inseminazione artificiale, fecondazione in vitro, donazione di ovociti, ecc.). Sono stati condotti diversi studi per misurare i livelli di ansia in diversi tipi di trattamenti medici, e i trattamenti di riproduzione assistita sono i più carichi di emozioni dopo i trattamenti oncologici (radioterapia, chemioterapia…), come considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La dicotomia tra mito popolare e evidenza scientifica
Soprattutto, questo contesto di grande carico emotivo causato dall’infertilità solleva una domanda importante: questo stress cronico può essere la causa dell’infertilità? La credenza popolare è chiara e la donna riceve un messaggio chiaro: “Non puoi rimanere incinta perché sei ossessionata” e, inoltre: “Il giorno in cui ti rilasserai, vedrai come rimarrai facilmente incinta”.
Queste affermazioni possono essere credibili. L’ansia provocherebbe “alterazioni” ormonali o di altro tipo nell’organismo che renderebbero impossibile o difficile l’instaurarsi di una gravidanza, influirebbero sulla funzione dell’ovaio, sul ciclo mestruale o sulla riserva ovarica, poiché gli alti livelli di cortisolo dovuti allo stress influirebbero sul sistema nervoso. Inoltre, si basano su aneddoti popolari, che conoscono sempre casi di donne rimaste incinte dopo molti anni di ricerca senza alcun tipo di trattamento.
Tuttavia, queste affermazioni sono terribili per le donne infertili. Le infondono un senso di colpa per un aspetto che non può controllare. La risposta alla domanda se lo stress sia la causa diretta dell'infertilità è “NESSUNA”. Recentemente il dottor Jacky Boivin (una delle massime autorità mondiali sugli aspetti emotivi delle coppie con problemi riproduttivi) ha pubblicato la più grande analisi su questo argomento, raccogliendo i dati di 14 studi con più di 3500 pazienti inclusi. Pertanto, e come conclusione, possiamo assicurare ai nostri pazienti, con i dati attualmente a nostra disposizione, che questa “ansia” o “ossessione” non è responsabile del mancato raggiungimento della gravidanza.
Effetti fisiologici dello stress sul sistema riproduttivo
Spesso capita di sentire le storie di coppie che dopo anni di tentativi nella ricerca di un bambino rinunciano, e quasi per magia, allontanata l’ansia, raggiungono sorprendentemente l’obiettivo: proprio quando non ci pensavano più. Cosa c’è di vero in questi racconti? Lo stress influisce sulle probabilità di rimanere incinta? Oggettivamente, la tensione emotiva - componente quotidiana della vita moderna - può determinare alcune alterazioni su diversi aspetti della salute. E tra gli effetti meno conosciuti, c’è anche quello che impatta sul processo fisiologico del concepimento di un figlio. Lo hanno evidenziato anche numerosi studi scientifici: lo stress psicologico e fisico possono interferire negativamente sulla fertilità.
Il corpo umano è progettato per rispondere a situazioni di stress attraverso una serie di reazioni fisiologiche che mirano alla sopravvivenza immediata. Quando ci troviamo in uno stato di “pressione” emotiva o fisica, il sistema nervoso simpatico viene attivato, e questo porta all’innalzamento dei livelli di cortisolo e adrenalina. Questi ormoni sono utili in situazioni di emergenza, ma in un contesto di cronicità, possono avere effetti dannosi sul sistema riproduttivo.

Lo stress psicologico ha un impatto concreto sulla fertilità femminile: ha, cioè, la capacità di alterare i cicli ormonali e di influenzare conseguentemente la funzione riproduttiva. Nello specifico, quando il corpo è sottoposto a pressione emotiva e stanchezza psicologica, il cervello attiva la produzione di cortisolo, definito, non a caso, come “ormone dello stress”. Un aumento cronico di cortisolo può alterare la produzione di estrogeni e progesterone, essenziali per l’ovulazione e la preparazione dell’utero ad accogliere un eventuale embrione. Non solo, tutto ciò può compromettere anche la qualità degli ovociti e influenzare la regolarità del ciclo mestruale.
L'impatto trascurato sulla fertilità maschile
L’effetto dello stress sulla fertilità femminile è ormai ben studiato e documentato, ma troppo spesso si trascura o dimentica come questo possa avere conseguenze significative negative, nell’uomo. Anche il sistema riproduttivo maschile, infatti, è estremamente sensibile agli sbalzi ormonali e allo stress fisico ed emotivo. Un eccesso di questi fattori può abbassare i livelli di testosterone, compromettendo la produzione di spermatozoi.
Inoltre, agisce sull’aumento della produzione di radicali liberi, in grado di danneggiare il DNA dei gameti, compromettendone la motilità e dunque la capacità di fecondare l’ovulo. Senza dimenticare l’effetto, noto alla clinica e adeguatamente studiato, che lo stress psicologico può apportare alla funzione erettile, con la conseguenza di meno rapporti intimi ed eiaculazioni: situazioni che ovviamente riducono le probabilità di concepimento.
Conseguenze comportamentali dello stress
Come già detto, l’aumento in circolo del cortisolo può alterare o addirittura sopprimere l’ovulazione nelle donne, e negli uomini, ridurre la quantità e qualità degli spermatozoi, oltre che creare una disfunzione erettile. Sono veri e propri effetti diretti sulla fisiologia riproduttiva. Ma non sono gli unici! Troppo spesso, infatti, lo stress è correlato ad un aumento di comportamenti poco salutari, quali una dieta squilibrata, il consumo di alcol e fumo, che contribuiscono ulteriormente a ridurre la fertilità.
Uno studio pubblicato su Frontiers (2023) ha confermato che le donne con livelli più alti di ormoni dello stress hanno maggiori probabilità di avere cicli mestruali irregolari e minori possibilità di rimanere incinte. Allo stesso modo, lo stress negli uomini può influire sulla qualità dello sperma. Secondo una ricerca pubblicata su Andrology (2021), lo stress cronico è associato a una riduzione del numero di spermatozoi e della loro motilità, influenzando direttamente la fertilità. È anche importante sottolineare che lo stress a lungo termine influisce sul nostro sistema immunitario, che svolge un ruolo cruciale nell’impianto dell’embrione e in una gravidanza sana.
IL POTERE DEL RESPIRO: TECNICHE DI RESPIRAZIONE PER RIDURRE LO STRESS E MIGLIORARE LA CONCENTRAZIONE
Strategie di gestione e supporto professionale
Fortunatamente, esistono diverse strategie che le coppie possono adottare per ridurre lo stress e aumentare le probabilità di concepimento. La gestione dello stress è fondamentale per migliorare la salute generale, e questo include la fertilità.
- Esercizio fisico moderato: è noto, aiuta ad abbassare i livelli di cortisolo e a migliorare l’umore oltre che la fertilità. La parola chiave da considerare però è “moderazione”.
- Mindfulness e tecniche di rilassamento: Queste tecniche aiutano ad attivare il sistema nervoso parasimpatico, che porta al rilassamento e a una riduzione della risposta allo stress del corpo.
- Shinrin-Yoku: Un modo naturale per favorire il benessere mentale e ridurre le reazioni di stress del corpo è la pratica del bagno di foresta, popolarizzata dal professor Qing Li. Gli studi scientifici confermano che il tempo trascorso nella natura riduce i livelli di ormoni dello stress, migliora la qualità del sonno e favorisce la rigenerazione del corpo. Ad esempio, una sua ricerca pubblicata in Environmental Health and Preventive Medicine (2022) ha mostrato che gli ambienti forestali riducono significativamente i livelli di cortisolo e migliorano il benessere psicologico.
Dopo un anno di tentativi inutili di concepire un bambino (o 6 mesi se la donna è over 35) si parla di infertilità di coppia ed è consigliabile rivolgersi ad uno specialista per individuarne le cause. Questo anche e soprattutto se tale difficoltà produce ansia e gli approcci anti-stress non producono i risultati aspettati.

La clinica Raprui è un centro d’eccellenza in Italia, in materia di diagnosi e medicina riproduttiva. Qui è possibile richiedere consulenze specialistiche per affrontare ogni problematica legata alla fertilità, anche e soprattutto se si vive la situazione con forte stress. Uno dei tanti punti di forza di questa struttura, infatti, è l’approccio multidisciplinare con cui si accolgono le coppie: un ginecologo, un andrologo, un genetista, un endocrinologo, sono spesso affiancati anche da un nutrizionista e soprattutto da uno psicologo o counselor, per aiutare anche a gestire lo stress della situazione.
Presso la nostra clinica Unica, crediamo che il percorso verso una gravidanza di successo non dipenda solo dalla medicina, ma anche alla salute complessiva del corpo e della mente. La nostra cura include la collaborazione con specialisti in vari settori. Offriamo consulenze psicologiche, consulenza nutrizionale, agopuntura, fisioterapia e yoga ormonale. Lo stress acuto, cioè quello causato da un evento singolo (o dai vostri timori per un evento singolo) fa battere il cuore più velocemente e fa alzare la pressione. La maggior parte delle coppie è abituata a pianificare attentamente la propria vita. Gli esami e le terapie per l’infertilità possono essere stressanti dal punto di vista fisico, emotivo ed economico: l’infertilità può far allontanare i due membri della coppia, e quindi lo stress può aumentare ancora di più. Rendetevi conto che non siete sole.
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