Il Meraviglioso Processo del Parto nei Guppy: Guida Completa per l'Acquariofilo

Il Guppy, scientificamente noto come Poecilia reticulata, è senza dubbio uno dei pesci più iconici e amati nel mondo dell'acquariofilia. Questo piccolo pesce, di soli 4-5 cm, rappresenta per tanti acquariofili uno dei primi pesci ospitato nel proprio acquario e, probabilmente, il primo a essere stato riprodotto al suo interno. La sua straordinaria adattabilità ha permesso la sua diffusione originaria in vaste zone della parte settentrionale del Sudamerica, ma grazie a questa caratteristica è stato introdotto e si è ormai acclimatato anche in aree dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa meridionale. Questa specie, tuttavia, nasconde dietro la sua apparente semplicità un affascinante e complesso processo riproduttivo, culminante nel parto di avannotti già completamente formati e autosufficienti, un evento che lo ha reso celebre con il soprannome di "pesce milione" per la sua incredibile prolificità.

Guppy maschio e femmina con evidente dimorfismo sessuale

Il Guppy: Un Pesce dall'Adattabilità Straordinaria

Il Guppy è un pesce di poche pretese e si adatta facilmente a diversi valori chimico-fisici dell'acqua. Sebbene preferisca un ambiente ricco di calcio e con un pH basico, caratteristiche comuni alla maggior parte delle acque che escono dai rubinetti delle nostre case, la sua resilienza naturale gli ha permesso di prosperare in una moltitudine di habitat. In natura, è un pesce carnivoro che si nutre principalmente di larve di insetti, mentre in acquario accetta senza problemi qualsiasi tipo di cibo commerciale, dimostrando una notevole flessibilità alimentare.

Negli ultimi anni, tuttavia, la riproduzione su larga scala operata dagli allevamenti asiatici, volta a ottenere il maggior numero di soggetti al minor costo possibile, lo ha reso molto meno rustico di un tempo. Capita spesso che gli esemplari acquistati si ammalino o, addirittura, muoiano poche settimane dopo essere stati portati a casa. Nonostante questa problematica, il Guppy continua a regalare grandi soddisfazioni, anche all'acquariofilo esperto che a volte lo snobba ingiustamente.

Un parente stretto del nostro Guppy, tanto da esserne considerato per diverso tempo una sua forma selvatica, è la Poecilia wingei, comunemente chiamata Endler. Questo pesce, originario di piccole aree del Venezuela, è ancora più piccolo del Guppy e, come per il Guppy stesso, ne esistono ormai in commercio diverse varietà di colore, ottenute sia da selezioni dei soggetti selvatici che da incroci con il "cugino" Guppy, con il quale è ibridizzabile.

Dimorfismo Sessuale e Meccanismo Riproduttivo Unico

Il dimorfismo sessuale di questa specie è molto evidente e facile da individuare. I maschi sono di taglia più piccola rispetto alle femmine e sono molto più colorati, sebbene la forma selvatica sia assai meno appariscente delle varietà selezionate che siamo abituati a vedere nei negozi. Colori, forme e dimensioni delle pinne dei maschi hanno praticamente come unico limite l'immaginazione. La colorazione può essere uniforme, oppure corpo e pinne possono avere colori diversi; la coda può essere a ventaglio, ma anche rotonda oppure con una o due "spade", ossia dei prolungamenti all'estremità superiore e inferiore.

Dettaglio pinna anale maschio Guppy trasformata in gonopodio

Le femmine, al contrario, sono piuttosto anonime e ricordano la loro forma selvatica, generalmente grigiastra, scialba, dalla quale discostano spesso solo per un accenno di colore sulla pinna caudale. Sono in genere più grandi dei maschi, con la pancia più gonfia e le pinne non colorate o solo leggermente colorate sulla coda, ma non certo paragonabili ai maschi.

La differenza fondamentale e più significativa, tuttavia, risiede nella trasformazione della pinna anale del maschio in una sorta di tubicino, noto come gonopodio. Questo organo sessuale è cruciale per i Guppy, che sono pesci ovovivipari. A differenza del metodo consueto in cui il maschio feconda semplicemente le uova deposte all'esterno, il gonopodio maschile permette la fecondazione diretta delle uova nel ventre della femmina, un'inseminazione interna. Il maschio insegue la femmina finché questa non è sfinita e lui riesce a scivolarle sopra il corpo; a questo punto, erige la pinna anale e la inserisce nell'organo genitale femminile per rilasciare gli spermatozoi. Se nel tuo acquario ci sono esemplari maschi e femmine, è certo che alla fine queste ultime resteranno incinte.

I Guppy sono pesci molto tranquilli e pacifici. Le uniche scaramucce a cui possiamo assistere sono quelle dei maschi che disturbano continuamente le femmine nel tentativo di accoppiarsi. Per tale ragione, è sempre consigliabile allevare un gruppo composto da un numero di femmine superiore a quello dei maschi, idealmente un maschio ogni 2-3 femmine. Mettere soltanto una coppia, o peggio, tanti maschi e poche femmine, significa spesso condannare a morte prematura le femmine a causa del troppo stress. Lo stress, infatti, abbassa le difese immunitarie, rendendo i pesci più soggetti ad ammalarsi e a morire prima della loro normale aspettativa di vita. Sconsigliatissimo è anche allestire acquari di soli maschi, sebbene possano apparire più belli e permettano di evitare il problema degli avannotti. I Guppy sono pesci dall'istinto riproduttivo straordinario, e lo stress derivante dall'impossibilità di riprodursi sarebbe enorme e cronico per loro. La maggior parte delle moderne varietà con pinne molto sviluppate, inoltre, rende i maschi piuttosto impacciati e lenti nel nuoto. Per questo va evitata la convivenza con pesci veloci e aggressivi che potrebbero impedirgli di mangiare a sufficienza.

GUPPY MASCHI senza le femmine. Pro e contro!

La Gestazione delle Guppy: Durata e Segnali

L'enorme prolificità dei Guppy è dovuta, come accennato, al fatto di essere ovovivipari. Le uova non devono essere deposte su un qualche supporto esterno per essere poi fecondate dallo sperma del maschio, ma, grazie al gonopodio maschile, vengono fecondate direttamente all'interno della pancia della madre. Così gli embrioni all'interno delle uova fecondate si possono sviluppare al sicuro, al riparo dai predatori, nutrendosi del sacco vitellino contenuto all'interno. Al momento del parto, la mamma espelle le uova che si stanno schiudendo, partorendo piccoli già formati, della lunghezza di 5-6 mm, del tutto autosufficienti.

Il periodo di gestazione è in media di 25 giorni, ma questo dato è da prendere con le pinze, nel senso che spesso le femmine hanno caratteristiche fisiologiche diverse e possono partorire prima o dopo del periodo citato. In linea di massima, le femmine più giovani (5-8 mesi) tendono ad avere una gestazione più breve, dai 19 ai 25 giorni, mentre le femmine più anziane (8 mesi e più) variano dai 27 fino ai 33 giorni. Questo divario è probabilmente dovuto al diverso numero di uova che si trovano a gestire. Infatti, mentre le femmine più giovani possono partorire, salvo eccezioni, un massimo di 20 avannotti, le femmine più grandi e mature possono arrivare fino a 60/70 avannotti se si trovano in eccellenti condizioni fisiche.

Proprio come avviene negli esseri umani, anche le femmine dei Guppy sviluppano una pancia più gonfia quando sono incinte. Devi attendere circa un paio di settimane prima di notare un punto (vicino alla zona posteriore del pesce) che diventa più scuro. Questa è la cosiddetta "macchia gravidica", presente anche nelle guppe non incinte, ma che si ingrandisce e scurisce notevolmente durante la gravidanza. Quando vedi macchie rosate significa che non lo sono. Le femmine che sono incinte presentano due macchie scure opposte sul retro vicino a dove espellono le feci. Se hanno quelle macchie significa che quasi sicuramente sono incinte. Questo discorso resta valido sempre che la femmina sia in buona salute e venga regolarmente fecondata dal maschio e sempre che quest'ultimo sia in buone condizioni per trovare l'attimo giusto per fecondarla. Le Guppy femmine possono rimanere incinte altre volte anche senza l'aiuto del maschio perché conservano parte del "liquido maschile", in un processo chiamato spermateca. Quindi, una femmina può fecondare le sue uova per un paio di volte anche senza l'ausilio del maschietto, dopo un singolo accoppiamento.

Femmina di Guppy con pancia gonfia e macchia gravidica evidente

Riconoscere l'Imminenza del Parto

Riconoscere quando per la femmina si avvicina il momento del parto può essere una sfida, specialmente per i neo-acquariofili. Le femmine di Guppy, come quelle degli altri poecilidi, hanno spesso e volentieri la pancia gonfia, anche quando non sono incinte. Per un occhio inesperto, può essere difficile distinguere un gonfiore normale da quello dovuto alla gravidanza avanzata. La differenza si coglie con l'esperienza.

Le guppe che stanno per partorire hanno la pancia non solo gonfia, ma che sembra stia per esplodere, assumendo una forma più squadrata. La macchia nera sul retro della pancia, oltre a diventare più grande, diventa come "traslucida" e osservando molto attentamente è anche possibile scorgere i piccoli occhietti degli avannotti all'interno della pancia. Questo fenomeno è molto più visibile per le femmine di razza blond, data la loro minore pigmentazione.

Oltre all'ingrossamento del ventre e all'evoluzione della macchia gravidica, ci sono altri sintomi che si riscontrano con più frequenza nelle femmine prossime al parto, sebbene ogni guppina abbia le sue caratteristiche e peculiarità:

  1. Mancanza d'appetito: Quando prossime al parto, più che inappetenza, sembra riscontrarsi una vera e propria difficoltà nel mangiare, con una conseguente rinuncia. È un fenomeno che molti hanno osservato: si avvicinano alla superficie per mangiare e poi bruscamente tornano sul fondo della vaschetta.
  2. Comportamento elusivo: Se ancora in libertà nell'acquario, tendono ad appartarsi, soprattutto dove la vegetazione è più fitta, cercando un luogo riparato per il parto.
  3. Contrazioni: Quando la femmina ha il ventre molto gonfio, può avere delle forti contrazioni riscontrabili con un movimento del corpo repentino e dei piegamenti orizzontali della spina dorsale (a mo' di serpente).
  4. Allungamento della zona uro-genitale: Quando le uova entrano nello sfintere genitale, la fessura uro-genitale tende ad allungarsi. Questo "appuntimento" della zona anale si verifica circa 24 ore prima del parto e più o meno altrettanto dopo (ovviamente in modo graduale), e dalle prossime contrazioni usciranno gli avannotti.
  5. Parto: Di solito il parto avviene alle prime luci dell'alba, anche se spesso, a causa delle costrizioni cui le sottoponiamo per salvare gli avannotti, possono partorire in qualunque ora del giorno. È importante notare che il parto può durare anche fino a tre giorni, e in questi casi, la femmina rilascerà gli avannotti a intervalli.

È fondamentale ricordarsi di prendersi cura correttamente della pesciolina e di non crearle alcuno stato d'ansia durante questo periodo delicato.

La Prolificità dei Guppy: Il "Pesce Milione"

Se a quanto già detto si aggiunge il fatto che una femmina partorisce da una ventina fino a 35-40 piccoli ogni 30 giorni circa (la frequenza e il numero dipendono da molti fattori, dall'età, dalla temperatura dell'acqua, ecc.), si riesce a comprendere come mai il Guppy venga soprannominato "pesce milione". In un tempo relativamente breve, si moltiplicano a dismisura, senza contare il fatto che una femmina già a un mese o due è sessualmente matura ed è in grado di partorire a sua volta. Se partoriscono pochi avannotti, significa che le femmine sono giovani e quindi alle prime armi.

Gruppo di avannotti di Guppy appena nati

Questo meccanismo di enorme prolificità, in natura, serve a garantire la propagazione della specie, anche in assenza di cure parentali da parte dei genitori. Tra le decine e decine di piccoli, qualcuno che riesce a sopravvivere ai predatori c'è sempre. Inoltre, si salvano i più furbi, i più svegli, in grado di portare avanti le caratteristiche migliori della specie. Questa prospettiva, in genere, non è colta dai neo acquariofili che, non appena scorgono una guppina con la pancia gonfia, subito corrono a comprare quelle specie di "lager", le sale parto, da appendere all'interno della vasca, per salvare quanti più possibili avannotti.

Metodi per la Salvaguardia degli Avannotti

La salvaguardia degli avannotti è un tema molto dibattuto tra gli acquariofili. Poiché anche i genitori predano i piccoli, infatti, se si è interessati a salvarne almeno qualcuno occorre prendere delle precauzioni.

Metodo Naturale con Vegetazione Densa

Un metodo abbastanza efficace, e meno stressante per la femmina, è quello di disporre nell'acquario una folta vegetazione che permetta ai pesciolini di trovare un rifugio. Se l'acquario è piantumato, anche non in stile olandese, ma con parecchie piante che formino cespugli un po' intricati e che soprattutto arrivino al pelo dell'acqua, tipo Limnophila, Bolbitis heudelotii, o piante galleggianti come Ceratophyllum demersum e Riccia fluitans, i guppini sono perfettamente in grado di cavarsela da soli. Con il metodo naturale, su 10 avannotti, se ne salvano massimo 3, ma quelli che sopravvivono sono generalmente più forti e furbi. Gli avannotti sono senza pericolo dopo la prima settimana, quindi se sono scaltri e resistenti in questi giorni riusciranno a nascondersi tra le foglie delle piantine. Non conviene assolutamente pescarli e, spesso, è consigliabile lasciare tutto così come madre natura vuole.

Sale Parto e Nursery Artificiali

Se si desidera aumentare il tasso di sopravvivenza, ci sono diversi metodi artificiali:

  1. Sale parto tradizionali: Si tratta di piccole scatole di plastica, spesso dotate di una grata che permette agli avannotti di fuggire alle voglie cannibalesche della madre. Tuttavia, non sempre risultano adeguate a tale scopo. I piccoli, essendo fotosensibili, tendono a dirigersi verso la luce, aumentando i rischi per la propria incolumità e il rischio di essere mangiati, poiché gli avannotti appena nati vanno verso la superficie dell'acqua a prendere una boccata d'aria con la quale riempire la vescica natatoria.Un metodo, abbastanza efficace, è quello di usare il divisorio dato in dotazione con le sale parto per alloggiare due femmine. Il consiglio è di usare una sala parto per un'unica femmina (mai due!) e usare il divisorio in modo da alloggiare la partoriente nella parte di vaschetta meno soggetta alla luce e far sì che l'altra parte sia rivolta verso la luce naturale che può provenire dalla finestra della stanza dove è allocato l'acquario, o al limite dove la luce del neon sia più forte. Questa soluzione permette agli avannotti di dirigersi istintivamente nella parte più illuminata e opposta a quella della madre e nuotare liberamente. Per facilitare il transito dei piccoli da una parte all'altra della vaschetta, è consigliabile posizionare sotto il divisorio qualcosa (un sassolino, ad esempio) che permetta di creare uno spazio di qualche millimetro e agevolerà il passaggio. Gli avannotti raramente cercheranno di nuotare dalla stessa parte della madre, anche avendone la possibilità. Questo metodo diminuisce ulteriormente lo spazio vitale durante il parto, ma se abituate fin da piccole, le femmine sembrano quasi abituarsi a questo sacrificio. Inoltre, con un po'

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